dito

Il centesimo dito

Lo sapevate che la ProselitApp non fa differenza tra reclutamento e guerra santa? Scopritelo in questo racconto di Marco Roncaccia, vincitore della Quinta Edizione della Quinta Era di Minuti Contati con Emanuele Manco nelle vesti di guest star.

 
A Don Hamed rodeva il culo.
Questo stato d’animo non era per niente adatto al suo primo giorno da predicatore della Chiesa Sincretiana, ma non poteva farci niente.
Sgobbare su quei mattoni di teologia non era valso tanto quanto la raccomandazione dell’ultimo imbucato nella Madrasa Pontificia.
“Tor Bella Monaca” c’era scritto nell’ordine di servizio della Curia.
Vagava tra i casermoni di via dell’Archeologia contro un vento freddo che gli sferzava la faccia, con il saio che si gonfiava a ogni raffica e con una mano in testa in modo che la kippah non gli volasse via.
Non era riuscito a scambiare una parola con un locale, figuriamoci a convertirlo.
Prese il telefono e aprì ProselitApp. Persino quel coglione di Don Mario aveva totalizzato 5 nuovi fedeli.
Adesso, poi, all’ora di cena e con l’infrasettimanale di serie A, aveva zero chance.
 
In mezzo agli alberi, dall’altro lato della strada vide del movimento.
Aveva una fifa nera ma poi pensò a Don Mario che lo prendeva per il culo e allora si precipitò nel buio della macchia sperando in un colpo di fortuna.
«Che cazzo vuoi?» una voce roca accompagnata da un miasma di alcool e fumo fu la seconda cosa che percepì nell’oscurità.
La prima, una lama fredda che gli premeva contro la giugulare.
«Ma fratello…»
«Fratello, un cazzo. Tocca qui». La fonte di alito mefitico gli porse un mazzo di chiavi. Sentì al tatto che erano tenute insieme da una catena a cui era attaccato una specie di grappolo di bastoncini rinsecchiti e maleodoranti.
«Sono 99 dita di 99 persone che non si sono fatte i cazzi loro e visto che sei il numero 100 ti faccio scegliere il dito da mozzare»
«Lo sai che non sei il primo a fare questo?»
«No?»
«C’era questo tipo, un bandito, chiamato Angulimala, che poi significa collana di dita, visto che si era fatto una capezza da coatto con le dita delle sue 999 vittime. Vede Buddha passare e pensa, quasi quasi faccio 1000. Corre verso di lui, che invece cammina lentamente. Più Angulimala corre più aumenta la distanza tra i due. Allora gli fa: ehi zio ti dico fermati! E il Buddha gli risponde: io non mi sono mai mosso, ora tocca a te fermarti»
 
«E cosa vorrebbe dire?»
«Che Buddha era in una dimensione diversa in cui Angulimala non avrebbe potuto mai raggiungerlo. Questo episodio cambiò la vita di Angulimala che più tardi divenne un saggio»
«Molto edificante, però tu ora sei qui, non in un’altra dimensione e fra un po’ sarai un coglione con un dito in meno»
«Certo io sono qui, mica sono Buddha. Sei tu che sei stato altrove, nella dimensione narrativa. Mentre eri con Angulimala e Buddha ho estratto il mio pugnale kirpan e l’ho infilato nel tuo stomaco. Ho anche aggiornato il totalizzatore, guarda: un infedele eliminato vale 20 nuovi adepti. Sono primo!»
Don Hamed girò il cellulare e la luce dello schermo fece prendere coscienza al tipo che si trovava in ginocchio in mezzo a una pozza del suo sangue.
«A proposito» continuò mentre l’altro si accasciava.
«Guarda, il numero 100» e gli mostrò il dito medio.

Naviga fra i raccontiShort stories navigation

Ozbo

Marco Roncaccia è un operatore sociale con una compulsione ossessiva per la scrittura. A questo quadro decisamente Horror va aggiunto che ama la bici nonostante sia refrattario anche solo alla parola “sport “e sia una specialista della caduta da fermo. Propina ad amici e conoscenti la birra che autoproduce senza gravi conseguenze gastrointestinali.


Lascia una risposta