Reazioni

«172637» lesse Mike, verificando i mi piace e le reazioni al suo ultimo post. I commenti, sotto la foto di lui, in vacanza alle Maldive, insieme a Roberta, erano numerosi. C’era chi invidiava il maree chi diceva fossero una bella coppia. Andò a dormire sereno. Chiuse gli occhi, col sorriso sulle labbra.
 
«116912» lesse di nuovo, ad alta voce, mentre sorseggiava una tazza di latte e cacao. Aveva ancora la faccia stropicciata dal cuscino. Si era giocato una citazione di Oscar Wilde, sotto una foto di sé, in bianco e nero, mentre guardava fuori dalla finestra. Si era aspettato qualche numero in più rispetto alla sera prima. Quel genere di cose, di solito, tirava parecchio. Si chiese cosa non avesse funzionato. Era il filtro? O, probabilmente, era la citazione. Troppo abusata, doveva sembrare banale. Controllò l’orario. La gente aveva già iniziato il lavoro e non aveva tempo per guardare i social. Si morse il labbro, maledetta impazienza! La prossima volta l’avrebbe studiata meglio.
 
«78340.» Mike guardò più volte l’orologio sulla barra degli strumenti. Era mezzogiorno e mezza. Di solito era l’orario migliore per avere interazioni. Cosa c’era che non andava nel suo commento al festival di Sanremo? Era un argomento caldo, quello che ci voleva per scatenare discussioni e per dire la propria. D’altronde, i suoi follower aspettavano il suo parere. Che avesse fatto male a criticare Tiziano Ferro per quella frase? Lo avevano già fatto in diversi, non stava andando per niente controcorrente. Magari, pensò, buona fetta dei suoi fan ascoltavano le sue canzoni. Aveva fatto la mossa sbagliata. L’indomani avrebbe messo il video di Rosso relativo, tanto per compensare.
 
«20162.» Mike si era svegliato alle tre e aveva dovuto controllare. Non poteva dormire senza vedere il numero di like. Aveva sperato di accumulare qualcosa dopo le dieci, una volta andato a letto, ma non era stato così. Il video della canzone non era servito e nemmeno quella specie di sondaggio sul miglior film di animazione. Niente, non c’era risposta. Perché non lo considerava più nessuno? Stavano perdendo interesse? Cosa c’era che non andava in lui? Si strinse forte una ciocca dei capelli e cancellò l’ultimo post. Si vergognava di quei numeri. Doveva pensare a una soluzione.
 
«105 like, sette faccine che ridono e un cuore.» Mike aveva le occhiaie. Beveva caffè e fissava lo schermo, incapace di comprendere il motivo del tracollo. Era colpa degli algoritmi. Gli stavano tagliando le gambe. Perché? Perché, dannazione? Gli veniva da piangere. Guardò il cellulare e vide un messaggio di Roberta, su Whatsapp. Le rispose in fretta e tornò alla sua pagina social. Mise mano al suo ultimo post con una foto di gattini e la mise in promozione. Doveva sponsorizzare, recuperare terreno e tornare ai vecchi numeri. Perché non piaccio? Continuava a chiedersi.
 
Mike aveva gli occhi chiusi e le mani unite al petto. Sopra di lui due metri e mezzo di terra fresca e un coperchio di rovere. Nello stomaco ancora qualche residuo delle pastiglie che aveva ingerito. Roberta si avvicinò alla lapide di pietra, con il lumino e la sua ultima foto profilo, quella di loro due alle Maldive. Si inginocchiò e posò un piccolo cartoncino rosso, ritagliato a mano, a forma di cuore.
L’ultima reaction, la sola rimasta. Quella che c’era sempre stata.