Rischio a due

L’Europa è prossima a cadere.
L’Armata Nera ha travolto ogni resistenza e adesso stringe la Gran Bretagna in un abbraccio mortale.
Ogni via di comunicazione è stata tagliata, lasciando gli inglesi completamente isolati al proprio destino.
Dall’altra parte del mondo le grandi potenze si interrogano sulla strategia da adottare.
Molte volte erano state inviate richieste di aiuto ma erano puntualmente cadute nel vuoto, sacrificate sull’altare dei biechi interessi personali.
Sono le due di notte, quando dalla Francia occupata parte l’offensiva decisiva.
L’Armata Nera attraversa il Canale della Manica e sbarca sul suolo britannico.
Le truppe inglesi sono ben addestrate, nessuno le ha mai battute sul loro campo e si schierano a difesa.
il loro capitano è in gamba, lo chiamano il Rosso. Lui lo aveva previsto che prima o poi il nemico avrebbe attaccato e si era premunito formando un esercito numeroso e compatto. Se doveva perdere avrebbe venduto cara la pelle.
Inizia la battaglia.
Il generale Nero attacca con tutte le forze a sua disposizione. E’ conscio che sarà dura: deve avere fortuna, ma quella è una sua prerogativa da sempre e non ha paura.
Subisce gravi perdite, come nel suo stile ma altrettante ne infligge al nemico.
Il capitano dal canto suo vede il suo esercito assottigliarsi, i suoi carri sparire davanti ai suoi occhi.
E’ costretto ad arretrare, metro dopo metro cede terreno. Il sudore gli imperla la fronte.
Da ogni parte giungono messaggi di incitamento: l’Inghilterra non deve cadere per nessuna ragione al mondo.
Il generale Nero ordina un’altra avanzata, è consapevole che più penetrerà nel territorio nemico e più allungherà la linea di rifornimento dietro di sé, ma ormai non può più fermarsi.
O vittoria o morte.
Perde molte altre divisioni e il capitano Rosso riprende vigore.
Il generale stringe il pugno, roteandolo in aria. Si gioca tutto sul filo del rasoio. Una mossa sbagliata e sarà la catastrofe.
Un altro attacco e un altro ancora. La sconfitta non è concepita.
I carri armati esplodono uno dopo l’altro, finchè ne rimangono solo due, l’uno contro l’altro.
Si levano grida di giubilo.
I due avversari adesso sono occhi negli occhi
«Ti arrendi?» chiede il capitano Rosso.
Il generale Nero increspa la bocca in un ghigno beffardo.
«Io non mi arrendo mai, non è ancora finita!»
 
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Filippo stringe il dado nella mano e poi guarda ancora il tabellone.
«Attacco dalla Scandinavia: Uno contro uno».
Giorgio abbassa gli occhi incredulo. Si era completamente dimenticato della Scandinavia e invece in mezzo a quel territorio di colore verdino pallido, c’erano due carri armati neri in bella mostra.
Il dado rotola sul tavolo, batte contro il bicchiere di coca cola e rimbalza sulla busta di patatine, poi si ferma con la faccia sul 6.
Filippo allunga la mano sulla Gran Bretagna e prende il carro armato rosso di Giorgio, rovesciandolo trionfante.
Attorno al tavolo cala il silenzio.
Poi gira la carta.
Obiettivo: distruggere le armate rosse.