Smemorato

Casa dolce casa… Finalista nella 114° Edizione di Minuti Contati, con Andrea Cavaletto come guest star, un racconto di Linda De Santi.

 
Da qualche tempo mi dimentico le cose. Mi scordo le parole, mi dimentico dove metto le scarpe, mi dimentico quello che so.
Giada, mia moglie, mi prende in giro. Dice che sto diventando senile, ma ho solo quarant’anni, e per di più ho sempre avuto un’ottima memoria. Cosa mi succede?
 
La scorsa settimana ho dimenticato dove avevo messo il caffè. Ero sicuro di averlo appoggiato sul tavolo, e invece l’ho ritrovato in camera, sul comodino.
Visto che adoro fare colazione a letto, mi sono infilato sotto le coperte. Mentre bevevo il caffè, la finestra si è aperta – non ricordavo di averla lasciata socchiusa – ed è entrato un bel venticello profumato di primavera. Mi sono rilassato completamente.
Poi è arrivata Giada. Si è infuriata per il fatto che fossi ancora a letto, così sono uscito da sotto le lenzuola, ho preso la ventiquattr’ore e sono andato a lavoro.
 
Qualche giorno fa è successa una cosa strana. Ho lavorato fino a notte fonda, quando ho smesso non desideravo altro che un bel bagno. Purtroppo era troppo tardi per riempiere la vasca, il rumore avrebbe svegliato Giada. Sono andato in bagno per darmi una risciacquata veloce, ma quando sono entrato mi sono accorto che la vasca era già piena d’acqua. Era calda e profumata, con candeline aromatiche accese sul bordo e petali che galleggiavano sulla superficie. Non ricordavo di averlo fatto, e non poteva neppure essere stata Giada, visto che ronfava beata già da diverse ore. Mi sono immerso, lambiccandomi il cervello su quanto fosse strano che mi fossi dimenticato una cosa del genere, ma poi mi sono abbandonato alla piacevolezza del momento e non ci ho più pensato. Il bagno di casa mia è uno spettacolo, e in quel momento lo sembrava ancora di più: come per magia le luci si sono fatte più soffuse, mi pareva quasi di veder brillare tante luci romantiche negli angoli. A volte ho la sensazione che questa casa mi ami, che mi capisca nel profondo.
 
L’altro ieri era l’anniversario mio e di mia moglie, avevamo deciso di restare a casa a goderci una bella cenetta.
Lei si è fatta male mentre preparava l’arrosto: le fiamme sul fornello hanno divampato all’improvviso e le hanno bruciato le dita.
Dopo cena, ci siamo seduti sul divano e ci siamo assopiti mentre ci abbracciavamo. Mi sono svegliato quando ho sentito l’acqua scorrermi sotto ai piedi. Sono corso in cucina: c’erano tutti e due i rubinetti aperti. È come se la casa stesse piangendo. Il soggiorno si è allagato e l’acqua ha inzuppato tutto: mobili, sedie, divano. Lei era molto delusa dalla serata.
Possibile che mi dimentichi le cose in questo modo? Se riesco a dimenticare i rubinetti aperti e a far allagare la casa, cosa capiterà la prossima volta?
 
Da quando è iniziata questa faccenda della perdita di memoria, non fanno altro che capitarmi cose strane. Ma strane davvero.
Stamattina sono entrato in cucina e ho visto una sconosciuta frugare nei cassetti della cucina. Non sembrava volesse rubare qualcosa – stava solo tirando fuori piatti e posate e appoggiandoli sul tavolo – ma l’ho cacciata via. Lei ha perfino opposto resistenza dicendo che quella era anche casa sua, si è arresa solo quando ho minacciato di chiamare la polizia.
Roba da pazzi, se adesso gli sconosciuti iniziano a entrarti in casa così, siamo davvero fritti.
Per riprendermi dallo shock, sono andato a rilassarmi in camera. C’era già il caffè pronto sul comodino e le lenzuola pronte ad accogliermi. Niente lavoro, oggi: ho proprio voglia di godermi la casa, e, datemi del pazzo, sembra quasi che lei non stesse aspettando altro. Vivere da soli è bellissimo, quando abiti nella casa dei tuoi sogni.
Non fosse assurdo, giurerei che queste quattro pareti mi amano.