100 METRI PIANI: La classifica di Maurizio Bertino

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100 METRI PIANI: La classifica di Maurizio Bertino

Messaggio#1 » sabato 1 agosto 2020, 12:13

Ecco a voi classifica e commenti di Maurizio Bertino per i finalisti della 100 METRI PIANI EDITION, valida per le Olimpiadi della Scrittura organizzate da Minuti Contati.

1) Io voglio vincere!
Racconto estremamente coerente dall'inizio alla fine, senza grosse incertezze e con il tema assolutamente centrato e fondante il testo stesso. Per migliorarlo: una maggiore semina su questo protagonista e le sue singolarità al limite della follia non avrebbe guastato, ma già così non è male, soprattutto considerato il limite di caratteri. Per dirla all'Antico un pollice quasi su solo per quanto detto e per punteggiatura un pelo mancante. Piaciuto molto.
2) Un corpo nuovo
Ottimo. Un solo problema: quel “sarò eliminata” che trova poco riscontro nel resto del racconto perché poi tutto vira sulla lotta per la sopravvivenza (quindi non rischio di essere eliminata, ma di morire). Mi ha fatto pensare che inizialmente volessi introdurre ancora qualche elemento che poi non sei riuscita a inserire. Il tema c’è anche se, anche qui, il fatto che tu non sia riuscita a lavorare al meglio sul concetto di ELIMINATA/ANDARE NELL’OLTRE lo priva di un po’ di forza. Detto questo, lo trovo un piccolo gioiello: pollice quasi su che può diverntare su completo nel momento in cui integri quanto da me sottolineato.
3) Nella mia testa
Racconto decisamente valido il cui unico difetto, a mio parere, è nel non essere completamente chiaro sulla chiusa "questa sera lei non vincerà". Ci si arriva al fatto che sia l'ansia, ma non è così diretto e sulle prime si può anche dubitare che ci sia una tensione, mal gestita, con l'altra ragazza (cosa assurda perché gli elementi non portano a quello e l'abilità di scrittura del racconto porta dunque a scartare un'ipotesi simile). La semina sui problemi della ragazza ci sono, ma avresti dovuto focalizzare meglio per non confondere il lettore, seppur per poco tempo. Per me un pollice tendente quasi su e manca poco per eliminare anche quel quasi.
4) Una nuova gara
Qui sento molto il tema, la voglia di vincere del protagonista che, colpito da questa disgrazia, cerca di risollevarsi e reagire permea tutto il testo e ne costituisce le fondamenta stesse. Scritto bene, lettura piacevole, non arrivo al pollice su completo solo per un gusto prettamente personale perché qualcosa ancora mi stride: che siano quei tifosi o che sia una diversa resa generale. In ogni caso: pollice quasi su più che meritato.
5) Barracca
Scritto in modo pregevole, ben controllato, ma con due criticità: 1) non ho trovato elementi che facessero pensare a una malattia mentale e anche laddove descrivi il suo modo di parlare crei una contrapposizione tra la provincia lucana e quella milanese senza soffermarti sulla sua vera diversità e quindi quei cinquant'anni stonano in quanto la storia sarebbe perfetta per un anziano in una casa di riposo e non per un uomo nel pieno della sua maturità; 2) il tema della voglia di vincere c'è poco mentre invece emerge quello della voglia di vivere. Questo problema viene in parte risolto citando direttamente il fatto che voglia vincere, ma il focus del tutto sembra da altra parte. Per dirla all'Antico starei su un pollice tendente verso l'alto in modo deciso che, al netto del tema, potrebbe passare a un su convinto nel momento in cui si virasse verso l'anziano o si rendesse più chiara la sua problematica.
6) Testacoda
Pezzo ben scritto con un paio di problematiche. I duecento metri finali fanno cadere tutta la verosimiglianza perché quelle macchine li fanno in un puglio di secondi e di sicuro non c'è il tempo per fare accadere tutto quello che racconti. Poi quella curva finale stretta... Specificherei la presenza di un muretto o qualcosa che possa generare quello che poi succede perché in una pista normale ci sarebbero vie di fuga e la logistica delle palla di fuoco verso il cielo mi storcerebbe un pelo. Detto questo, il tema è di sicuro centrato e il racconto si legge più che bene. Commentando da Antico, direi un pollice tendente verso l'alto.
7) La mossa
Crei tutta un'attesa ed è chiaro che debba intervenire un elemento inaspettato a disturbare. Fino alla chiusa si legge che è un piacere e il tema è anche ben presente anche se manca la svolta finale, quella che deve dare il senso al tutto. Poi lo chiudi in quel modo allontanandoci dalla protagonista ben quattro righe prima della fine e termini con quel bambino decontestualizzato che mi ha fatto anche cercare un senso alla sua esistenza nell'essere lui la protaginista e nell'aver letto, fino a quel punto, le sue fantasie. Insomma, una bella Polo (la caramella) cui manca il buco. E pertanto il giudizio deve per forza di cose scendere fino a un pollice tendente verso l'alto mentre fino a quel punto se la giocava tra il quasi su e il su.
8) Sesto principio di Funakoshi
Scritto molto bene, lettura fluida e piacevole, ma anche qui due problemi principali: 1) ti giochi male il dialogo, è poco contrastato e va dritto al punto senza lasciarti il tempo di seminare più dubbi sulla ragazza e facendola in tal modo, davvero, apparire più pazza che altro e 2) il tema lo prendi solo con la chiusa mentre tutto ciò che precede non me lo ha fatto percepire. Per dirla all'Antico: un pollice tendente verso l'alto, ma alcune criticità che non mi permettono di andare oltre.
9) Le ali ai piedi
Più che distanza dalla protagonista, ho percepito distanza dal contesto. Racconti una situazione e uno stato d'animo per poi inserire la gara solo nel finale. Ben diverso sarebbe stato se tutto fosse stato funzionale alla gara stessa con lei che si presenta ai blocchi e si prepara e infine parte verso il suo futuro e il tutto mentre ci immergevi nel suo mondo e nel suo essere. Strategia sbagliata, secondo me. Il tema c'è, la voglia di vincere sulle avversità. Per dirla all'Antico, un pollice tendente verso l'alto, ma testo che poteva e doveva essere più focalizzato.
10) Vittoria mancata
Il racconto è carino e ben scritto, ma il tema non è presente in modo chiaro: si può desumere conoscendolo a priori, ma non esce con chiarezza dal testo. Credo sarebbe anche utile una postilla che chiarisca che i fatti narrati sono tratti da un fatto realmente accaduto perché altrimenti si rischia una reazione non corretta da parte del lettore. Al netto del tema sarebbe, dicendola all'Antico, un pollice quasi su che però abbasso a tendente verso l'alto facendogli passare davanti i pari merito nei quali il tema è più fondante il racconto stesso.
11) L’ultima caccia
Tema utilizzato molto bene e fondante il racconto stesso, testo che si legge bene e intrattiene anche se non l'ho trovato fluido come avrebbe dovuto. Qualche perplessità sul contesto perché senza conoscerlo a priori non c'è modo di immergercisi e quindi si rimane esterni al tutto. Non si poteva seminare correttamente in 1500 caratteri e così hai deciso di puntare su una conoscenza pregressa del lettore, ma di solito questo tipo di strategia mi piace poco. Direi un pollice tendente verso l'alto, ma con riserva.
12) Te lo ricordi?
Il contesto mi ha tenuto fuori dal racconto: squadre miste? Nel basket? E poi non sembra di essere in un contesto italiano, sembrano più squadre di college americani, compreso il discorso legato al POPOLARE (anche dai manga giapponesi). Insomma: non mi ha convinto e va focalizzato meglio. Il rapporto stesso tra i due protagonisti va definito meglio sia nel dialogo che le quadro generale. Bello il finale, molto in tema. Però parli di basket e non ne parli: c'è solo un canestro e la palla da buttarci dentro, dacci di più. Per dirla all'Antico, un pollice tendente verso l'alto, ma non troppo brillante.



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