Staffetta: la classifica di Scilla Bonfiglioli

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Staffetta: la classifica di Scilla Bonfiglioli

Messaggio#1 » giovedì 10 settembre 2020, 20:02

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Se pensavo fosse difficile giudicare la 200 METRI PIANI, farlo per la Staffetta è un'autentica impresa. Dopo avere letto le tracce e i criteri di giudizio sono sbiancata. Questa gara è proprio per gente dura. Comincio con il fare i complimenti a tutti gli atleti che si sono cimentati e hanno fatto arrivare i loro lavori nelle mie mani: se li meritano dal primo all'ultimo.

1) LA LEGGE ALLE COSTOLE dei D_comeDomodossola
Ho molto apprezzato il tono secco e le frasi brevi che hanno subito denotato uno stile magari semplice, ma che è stato ben riprodotto da tutte e tre le staffette in gara, dando una buona sensazione di omogeneità.
Ottimo anche il colpo di scena finale, in cui un generico evaso colpevole di un generico crimine viene svelato come la vittima di un complotto ai suoi danni per evitare la condanna a un boss. Per dirla alla De Gregori, "cercavi giustizia, ma trovasti la legge".
Per me un buon primo posto.
2) PEZZI DI RICAMBIO dei Matricole Colluse
Anche in questo caso, le tre staffette sono riuscite ad amalgamare il racconto in modo da dare un'ottima prova.
Le prime parti del brano introducono in un mondo distopico in cui il protagonista sta fuggendo, portando a termine una missione in mezzo a robot pericolosi che gli si mettono alle calcagna. Il tipo di colpo di scena usato è giocato molto bene e fa leva sui sentimenti facili (che maledetti sono, i suoi compagni? Ma si può disattivare così un poveretto e farne circuiti di ricambio?) facendo bingo. Almeno con me.
Lo metto in seconda posizione rispetto allo sfidante sopra solo perché questo tipo di colpo di scena è così abusato nei racconti di fantascienza che, unito a qualche dettaglio sparso, mi aveva messo la pulce nell'orecchio sul finale fin dalle prime battute.
3) DAD - DIDATTICA A DISTANZA dei Team CEPU (Corrente Ermetica Padri Utopisti)
Uno stile frenetico - quasi caotico - gergale e senza fronzoli che si mantiene in tutti e tre i passaggi. Complimenti per questa prova alla squadra.
Il colpo di scena finale è giocato in maniera molto borderline, dal momento che non viene capovolta una situazione (è ben chiaro fin dall'inizio quali sono le grosse intenzioni del protagonista) ma sulla modalità d'uso dei personaggi: Forfora, ma soprattutto il bidello Mimmetto che diventa la chiave di volta dell'azione. L'ho trovato un buon punto di forza.
La divisione dei due protagonisti sul finale risulta un po' forzata e poco definitiva, ma è un peccato veniale nell'economia generale del racconto.
4) ATTRAVERSO LA NEBBIA dei New Fucking Generation
Bel racconto che poteva volare in prima posizione, ma perde terreno a causa di dettagli piccoli, ma letali.
Il testo è omogeneo, una buona prova per tutti e tre gli atleti, e il colpo di scena sarebbe stato geniale (ottimo anche il ribaltamento del genere dell'io narrante) se non fosse stato per quel "Sergio, dobbiamo smetterla con questa..." nella prima parte del racconto che svela drammaticamente il fatto che ci fosse un accordo da gioco erotico tra la "prostituta" e un terzo, spoilerandomi inevitabilmente gran parte di quello che stava per accadere. Bella prova comunque!
5) TROPPE PILLOLE dei Patto a Tre
Un racconto un po' sbilanciato. Le staffette hanno corso moltissimo sulle prime due tappe della gara, per poi dovere rallentare per la terza quando ormai ci si era spinti troppo in là. Il racconto ci descrive l'inequivicabile colpevolezza di Enrico Forti ai danni della bella Marzia Cerruto, fatta letteralmente a pezzi. Il colpo di scena cerca di scagionarlo facendo ricadere la colpa sulla vittima, ma è una virata troppo debole: Marzia ha somministrato al compagno di una notte droghe pericolose, ma non si è fatta a pezzi da sola. E se Enrico potrebbe avere delle attenuanti in processo, non può averle durante la staffetta, il cambio è troppo labile.
Sul finale, Enrico soffre i sintomi di un'astinenza dolorosa, ma non muore come da consegna. Anche nel caso i protagonisti fossero da considerare due, Enrico e l'investigatrice Sara Bianchi, manca la loro cooperazione nella parte centrale (dove sono in evidente conflitto) e la loro separazione definitiva nella terza (dove invece Sara sembra propendere per andare in aiuto a Enrico, sia salvaguardandolo fisicamente che dandogli giustificazioni dal punto di vista legale). I tre brani che compongono il brano sembrano un po' slegati, dando un'ulteriore sensazione di rush finale mancato. Peccato, il nucleo del racconto è interessante e lavorato senza la pressione della fretta e dandogli un più ampio respiro potrebbe diventare un buon thriller.



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