I commenti di Sara Bilotti ai finalisti

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I commenti di Sara Bilotti ai finalisti

Messaggio#1 » lunedì 12 ottobre 2020, 20:14

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Ecco i commenti, in ordine sparso, di Sara Bilotti ai finalisti:

FANTASMA
Adoro le storie in cui il male scoppia all’improvviso, in contesti apparentemente normali. Come nei migliori racconti di Stephen King, qui abbiamo una vecchia addolorata, un giovane meschino, due appartamenti uguali ad altri mille. E poi l’orrore: inaspettato, violento, disturbante. Da questo racconto vedrei tratto un grande film Hitchcockiano, tutto ambientato nei due appartamenti, con la povera Valeria imbalsamata e nascosta da qualche parte!

OVATTA
La straordinaria abilità dell’autore ha a che fare con la caratteristica essenziale di un buon racconto: non si può tenere il lettore per mano e farlo entrare pian piano nelle vite dei protagonisti, come accade nella stesura dei romanzi, bisogna dargli una bella spinta sull’orlo di un precipizio. E la cosa incredibile di questo racconto è che la caduta nel pozzo della follia del protagonista è una sorta di viaggio di cui siamo quasi inconsapevoli: non ci si rende neanche conto di cadere, finché non è troppo tardi. Ipnotico.

QUEL MALEDETTO SCALINO DELLA NOSTRA VITA
Poetico e crudele come un film di Clint Eastwood. C’è come un senso di attesa nei confronti di qualcosa che -ne sei certo- sta per scoppiare. Quando alla fine il bolo di aspettativa si scioglie, crea un originale colpo di scena, che però non esclude alcuna ripercussione, buona o cattiva che sia.
Efficace nello stile e negli intenti, elegante e commovente.

INSALATA VERDE
Anche qui l’odio cieco la fa da padrone, ma già a un livello da cui è impossibile tornare indietro. Già dalle prime frasi si avverte una sensazione di disagio, una mano che stringe le viscere. “Non voglio sapere”, dice il lettore a un certo punto. Ma poi l’abilità dell’autore non consente di fermarsi, e così ti arriva addosso tutto il carico di violenza che sospettavi, senza pietà. Un racconto travolgente e realistico, e per questo davvero spaventoso.

COMPAGNO DI VIAGGIO
Bellissimo racconto su quelle che io chiamo realtà parallele. Adoro leggere (e scrivere) storie che rivelano realtà diverse per ogni protagonista. Parallele non in senso fantascientifico, bensì per ovvio riferimento ai modi di vedere una realtà mai oggettiva, diversa per tutti. Come la “weirdività”, anche la realtà è relativa. È questo secondo me il suo vero fascino, il bello e il brutto di tutte le nostre esistenze alla resa dei conti: il nostro sguardo che può aver distorto i fatti.
Una vera chicca.

PRANZO CON I VICINI
La prima cosa che mi ha colpito è stata la voce dell’autore. Colma di un sottile umorismo che pervade ogni rigo, un umorismo che però è carico di ferocia, tagliente, come nei migliori racconti per adulti di Roald Dahl. Ci si lascia quasi convincere dal tono di commedia buffa quando esplode l’orrore, che proprio perché non annunciato ti scoppia in faccia.
Per me, amore a prima vista.

IL DIO DELL’AMORE
Bellissimo il tono asettico con cui l’autore descrive inizialmente i personaggi, quasi fossero vittime designate, e quindi già simulacri, di un vero Dio. Sono convinta che dall’idea del racconto possa venir fuori un romanzo pazzesco: la storia di un uomo che conosce a memoria abitudini e debolezze di ogni suo vicino. Un uomo capace di portare gli altri alla follia. Spero che l’autore ci pensi su!

PUNTI DI VISTA
Racconto meraviglioso sull’intolleranza che rende stupidi. Sul meccanismo, per nulla banale, a causa del quale anche persone colte, apparentemente intelligenti, scivolano nel pozzo nero dell’odio, lentamente ma inesorabilmente, finendo per perdersi nel buio, nell’ignoranza, nella stupidità. Molto attuale.

RUMORI MOLESTI
George è un personaggio pazzesco. Da subito il lettore è quasi certo di trovarsi davanti a un vecchio pazzo e brontolone, di quelli che prima o poi fanno fuori i vicini con un colpo d’ascia. E invece, colpo di scena, George è lucido, perfettamente presente a se stesso. E il suo Male è frutto di una personalissima follia, così simile a quel lato oscuro che molti nascondono in un angolo buio della mente. Una follia subdola, che gli consente di apparire normale agli occhi degli altri.
Originale e sorprendente.


MENZIONE SPECIALE: IL TAPIS ROULANT
Mi prendo una libertà, quest’anno, spero mi perdonerete. Vorrei dire due parole su questo racconto che non era tra i finalisti, perché l’ho amato immensamente.
L’atmosfera è perfetta. Pur nella sua brevità, il racconto dipinge un mondo e vite intere con una coerenza rarissima di intenti e stile. Il cerchio delle vite dei protagonisti si apre e si chiude con corrispondenze perfette, come se l’autore avesse avuto a disposizione centinaia di pagine; la tensione è sottile eppure inesorabile, e non si può fare a meno di leggere con voracità fino all’ultima, sorprendente riga. Strepitoso.



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