Gruppo Divergenti

Per partecipare alla Sfida basta aver voglia di mettersi in gioco.
Le fasi di gioco sono quattro:
1) Il primo dicembre sveleremo il tema deciso da Flavia Imperi. I partecipanti dovranno scrivere un racconto e postarlo sul forum.
2) Gli autori si leggeranno e classificheranno i racconti che gli saranno assegnati.
3) Gli SPONSOR leggeranno e commenteranno i racconti semifinalisti (i migliori X di ogni girone) e sceglieranno i finalisti.
4) Il BOSS assegnerà la vittoria.
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Spartaco
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Gruppo Divergenti

Messaggio#1 » lunedì 21 dicembre 2020, 21:52

I concorrenti di questo gruppo dovranno leggere, commentare e classificare i racconti del gruppo Attraversaspecchi e verranno classificati da quelli del gruppo Argonauti. Le classifiche ricevute faranno media con quella del Lettore Anonimo.

Questo è il gruppo Divergenti de La Sfida a Odissea Wonderland con Flavia Imperi come giudice.

Andranno in semifinale i primi due di ogni gruppo. Il vincitore di questo gruppo sfiderà il secondo classificato del gruppo Attraversaspecchi, il secondo classificato incontrerà il vincitore del gruppo Argonauti.


Vediamo i racconti ammessi:

Una vergogna, di Giovanni Attanasio consegnato il 13/12 alle 18:34
Non esiste verità negli occhi, di Alessandro Cannella consegnato il 17/12 alle 00:27
La notte è giovane, di Artemis Entreri consegnato il 18/12 alle 22:18
L'odore delle bugie, di Stefano.Moretto consegnato il 20/12 alle 03:27
Un'orribile maschera, di Red Robin consegnato il 20/12 alle11:26
Petali e schegge, di Mauro Lenzi consegnato il 20/12 alle 22:47


Avete tempo fino alle 23.59 di Sabato 9 gennaio per commentare i racconti del gruppo Attreversaspecchi
Chi non postasse anche solo un commento verrà squalificato.
Chi non postasse la classifica verrà squalificato
Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul gruppo Attraversaspecchi. Vi avverto che saremo fiscali e non accetteremo classifiche postate anche solo alle 00.00 a meno che problemi improvvisi vi ostacolino all'ultimo, ma in quel caso gradiamo essere avvertiti, sapete come trovare i moderatori. Vi ricordiamo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo.

I racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a Spartaco.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo Anonimo.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri thread.

BUONA SFIDA A TUTTI!



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Giovanni Attanasio
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Re: Gruppo Divergenti

Messaggio#2 » lunedì 21 dicembre 2020, 22:42

La storia è "Una menzogna", c'è un piccolo typo nel titolo.
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Giovanni Attanasio
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Re: Gruppo Divergenti

Messaggio#3 » lunedì 21 dicembre 2020, 22:52

Ho bisogno di qualche chiarimento.

Viene detto che le classifiche vanno postate nel gruppo Attraversaspecchi, ma qualche riga dopo viene citato un gruppo anonimo in cui postare le stesse classifiche. Ho capito male qualcosa?

Per classifica completa si intende che vanno giudicati tutti i racconti del gruppo da giudicare? È ovvio, sì, ma meglio essere sicuri.
"Everything short of perfection is irrelevant"

Red Robin
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Re: Gruppo Divergenti

Messaggio#4 » lunedì 21 dicembre 2020, 23:01

L'anonimo non è un gruppo, ma una persona distinta, almeno da quanto ho capito io. Se non ti è stato comunicato di essere l'anonimo, devi semplicemente stilare e pubblicare la lista, con il commento per ogni racconto, del gruppo che ti è stato assegnato per la valutazione.

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Spartaco
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Re: Gruppo Divergenti

Messaggio#5 » martedì 22 dicembre 2020, 1:50

L'anonimo è il lettore anonimo. Ossia un lettore senza alcuna velleità di scrittura, quello che compra i libri solo per il gusto di leggere. Voi dovete leggere, commentare e classificare i racconti del girone assegnato. Nel dubbio controllate quelle del passato Game.

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Pretorian
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Re: Gruppo Divergenti

Messaggio#6 » domenica 27 dicembre 2020, 17:46

Ecco commenti e graudatoria.

1) Non esiste verità negli occhi, di Alessandro Cannella
Ciao, Jon e piacere di leggerti.

Il racconto mi sembra di buona fattura, un thriller fantascientifico con richiami a grandi classici come Blade Runner (la scena dell'interrogatorio) o Atto di Forza. A livello di stile penso di avere poco da sottolinearti: la narrativa è già abbastanza raffinata, anche se penso tu debba fare ancora un po' di pulizia dalle ricadute nel raccontato (in alcuni casi tendi a specificare che un personaggio aspetta, oppure non risponde a una domanda, quando è evidente dal testo o potrebbe esserlo).
A livello di trama, il racconto si difende bene, è comprensibile e intrattiene, ma ho l'impressione che quello che avevi in mente fosse troppo ampio per lo spazio di caratteri a disposizione. Questo si evidenzia nei blocchi di infodump e spiegoni a cui ti costringi a inizio racconto (la presentazione di Jules e la spiegazione della vicenda di Zaki) e alla fine (Jules che spiega il suo tradimento): sono blocchi che ti servono a sintetizzare tutto il background che volevi offrire al lettore, ma finiscono per far avere un peso eccessivo alle spiegazioni della vicenda, piuttosto che alla vicenda in sé. Se ci pensi, l'unica parte del racconto in cui qualcuno non spiega qualcosa a qualcun'altro è la scena dell'interrogatorio che, infatti, è anche la migliore. Oltre a questo, il fatto di aver fatto specificare a Greg che Jules li avesse fregati prima della dell'interrogatorio rovina parecchio il colpo di scena e ti spinge a osservare con sospetto ogni mossa della donna, cosa che, in quel momento, sarebbe stato meglio non fare. Meglio spostare la frase dopo l'interrogatorio e sostituire l'intermezzo con una sequenza più "attiva".
Per il resto, prova più che superata.

2) Petali e schegge, di Mauro Lenzi
Ciao, Mauro e piacere di leggerti.
Dunque, dal punto di vista dello stile, direi che questo è un racconto eccellente. Non mi sembra di aver trovato grossi refusi o grosse cadute nel raccontato. Il filtro del narratore della prima persona è ottimamente sfruttato e i dialoghi sono ben scritti. Dal punto dista della trama, invece, ammetto di avere delle perplessità: come si legano la vicenda di Sara che induce sua madre al suicidio rendendo pubblica la sua relazione con la maestra (tra l'altro, va bene l'ingenuità, ma davvero non si aspettava che sua madre ne avrebbe pagato le conseguenze?) con il fatto che Gabriel e Damien cerchino di circuire la giovane? D'altra parte, ammetto che l'intera idea dei due esseri sovrannaturali che si contendono la ragazza perché "la sua anima ha una buona risonanza" non mi è rimasta molto comprensibile. Sara ha una buona risonanza perché, sotto sotto è malvagia... o perché è una prescelta o similari? Insomma, penso che questa parte avrebbe meritato molto più approfondimento.
Peccato, però.

Alla prossima!!

3) L'odore delle bugie, di Stefano.Moretto
Ciao, Stefano e piacere di leggerti.
Dunque, il racconto è interessante. I protagonisti hanno caratteri ben delineati: soprattutto Prisca (o dovredi dire Nina? ;-)) ha un carattere molto interessante e penso che tu sia riuscito a rendere molto bene il suo essere "diverso" e la sua ricerca, allo stesso tempo, di integrazione e di ricerca di un simile.
Per contro, la vicenda soffre di parecchi problemi, sia di trama che di stile. Per lo stile, sei ancora troppo focalizzato sul narrato, piuttosto che mostrato. Emozioni, sensazioni e azioni dovrebbero essere "spiegati" al lettore al minimo ed essere, piuttosto mostrati con le azioni e le parole. La scelta della prima persona ti facilita il compito, poiché puoi liberamente inserire pensieri e opinioni del narratore, avendo comunque cura che non risultino invadenti al punto da rompere l'immersività della lettura. Per quanto riguarda la trama, invece, penso che il punto più debole sia il flashback di Claire: sono poche righe, di una linearità deprimente. Un'amica di Claire scopre che lei è una chimera e ne ha paura. Punto. Fino alla fine mi sono aspettato un colpo di coda, un qualcosa di eclatante che giustificasse l'astio della ragazza, ma non ho trovato nulla. Insomma, sembra che tu abbia preso le origini di un villain random (da Magneto al Mostro di Frankenstain) e ne abbia scelto la scena più noiosa e scontata. A parte questo, ci sono tutta una serie di dettagli secondari che avrebbero potuto aiutare a migliorare il racconto: ad esempio, un cenno a cosa sono le chimere e come funzionano le generazioni, oppure il fatto che Venice puzzi di salsedine (che non ha senso: la salsedine è l'odore del mare, ma Venice non viene mai mostrata come legata all'acqua. Meglio sarebbe stato dire che odorava di pesce a questo punto) o il fatto che gli occhi di Venice abbiano le pupille verticali come quelli dei gatti, mentre gli squali hanno pupille tonde e molto grosse. Dettagli, ma a volte sono le piccole cose quelle che fanno la differenza.

Alla prossima!

4) La notte è giovane, di Artemis Entreri
Ciao Artemis e piacere di leggerti.

Dunque, il racconto presenta un po' di problematiche sia a livello di trama che di stile.
Per quanto riguarda la trama, il problema sono i buchi. Kej perde a carte con Al e la posta era che rimorchiasse una donna, pena il farsi rasare i capelli. Questa è una penitenza perché l sa che Kej è timido, ma i realtà non sa che Kej è omosessuale e innamorato del suo coinquilino Rob. Kej rimorchia una donna che si rivela essere Rob travestito e tutto si scopre essere un trucco di una loro amica, Mei Lin, che voleva far mettere assieme i due e li filma. Il tutto senza nemmeno voler considerare la sottotrama di Al con il barista, che è a dir poco inutile. Ora, ci sono parecchi problemi su questa vicenda: da quello che sembra, gli eventi sembrano essersi verificati subito dopo la partita a carte: come faceva Mei Lin ad essere già pronta? Inoltre, perché filmarli? Fino al finale ho pensato che fosse tutto uno scherzo per umiliare Kej in diretta. Anche il comportamento di Rob rimane confuso: se è davvero innamorato di Kej e sa che Kej è innamorato di lui, perché non si dichiara? Insomma, tutto il trucco del finto scambio non ha senso o, almeno, ha senso fino al momento in cui non vanno in camera (fino a quel momento potevano giocarsela come "gabbiamo Al, poi si vedrà", posto che allora non avrebbe senso che Mei Lin riveli ad Al che lo stanno ingannando). Per fare una semicitazione di Yotobi "Il racconto poteva durare sette minuti, bastava che dicessero "io ti amo", "anch'io, stupidotto!" "Evviva, andiamo a fare sesso come dei babbuini!".
Anche i rimandi al fatto che Mei Lin sia parente del proprietario del locale (un mezzo criminale, sembra di capire) non aggiungono nulla.

Dal punto di vista dello stile, abbiamo una curiosa mescolanza di prima persona e terza persona: il narratore è in terza, ma pensieri ed emozioni sono espressi come se fossero in prima persona. Non si tratta di una scelta felice, poiché hai sostanzialmente preso le debolezze di entrambe le modalità, senza riceverne alcun pregio. Il modo di raccontare diventa confuso e il continuo intervento dei pensieri dei protagonisti spezza l'azione e rallenta il tutto. Se posso dare un consiglio, la cosa migliore sarebbe riscrivere il tutto avendo presente bene il tipo di narrazione che vuoi seguire: vuoi un testo immersivo che ti permetta di approfondire l'interiorità di un personaggio? Prima persona. Vuoi un testo che ti permetta di seguire un personaggio rimanendo più focalizzato sull'azione e sulle percezioni esterne? Terza persona.

In conclusione, un testo migliorabile, anche se posso dire di aver apprezzato il personaggio di Kej e le turbe a cui lo sottoponi. è pensato davvero bene e, con una narrazione all'altezza, questo racconto avrebbe potuto puntare ai primi posti di questo girone.

Alla prossima!

5) Un'orribile maschera, di Red Robin
Ciao, Robin e piacere di leggerti.

Devo dire che, tra i racconti di questo gruppo, questo è sicuramente il più "young adult" tra tutti. Toni, dialoghi ed elementi sembrano presi di peso da un "persy Jackson" o da un "Divergent". Questo è sicuramente un punto a favore. Ugualmente di buona fattura è l'ambientazione, molto evocativa e, a suo modo, unica. Per contro, l'ambientazione rappresenta anche uno dei maggiori punti deboli della storia. Per quanto evocativo, ne abbiamo una prospettiva troppo ristretta per poterlo davvero apprezzare al meglio. Se a questo ci aggiungi anche il fatto che i personaggi fanno riferimento a guerre, avvenimenti e altre cose di cui non c'è altra traccia nel racconto, l'effetto complessivo è quello che si ottiene estraendo un frammento di un romanzo più lungo, leggendolo senza contesto. A livello di stile, direi che dovresti lavorare per asciugare la narrazione e renderla più immersivi. Taglia aggettivi e avverbi non necessari, sforzati di mostrare le cose, piuttosto che dirle, e cerca di sostituire le espressioni introduttive dei dialoghi ("Disse", "parlò", "rispose" eccetera) con frasi di azione: in questo modo, potrai aumentare lo spazio a disposizione della parte attiva del racconto, a spese di espressioni sostanzialmente inutili (se Stephanie risponde a Ryan, è implicito che lo faccia nel suo stesso rispondere, non c'è bisogno che tu lo dica esplicitamente).

Alla prossima!

6) Una vergogna, di Giovanni Attanasio
Ciao, Giovanni e piacere di leggerti.

Dunque, il racconto presenta parecchie problematiche sotto tutti i punti di vista. Cercherò di essere quanto più chiaro possibile.

1) La trama è parecchio confusa. Abbiamo Eleonora che vuole scoprire le cause della morte della madre. Lo scopre praticamente nelle prime venti righe, ma non fa niente, se non piangere. Poi abbiamo alcune scene di litigio tra il barone e la figlia (funzionali a esprimere l'astio tra i due, ma prive di un vero filo consequenziale), poi la scena della brigantessa (che non aggiunge niente alla trama o ai personaggi. Poco più che un riempitivo), poi il flashback dell'incontro con Teresa (anche questo parecchio confuso, con Teresa che agisce come se sapesse tutto di Eleonora, la annusa e le da uno specchio rubato alla padrona senza che nulla abbia davvero uno scopo effettivo), lo scontro con il barone e il successivo inseguimento e il finale (con Eleonora che un istante prima era obbligata a terra dalle baionette dei gendarmi, ma poi, improvvisamente, ha lo spazio per fare da scudo umano a Teresa. Poi il barone si fa uccidere da Teresa, che forse ha agito solo per interesse... perché si, a quanto pare!). Insomma, la trama resta praticamente immobile per tutto il tempo, salvo esplodere in un finale confuso e inverosimile. Tutta la parte centrale aggiunge pochissimo, anche perché la scoperta che avrebbe dovuto innescare il cambiamento di Eleonora avviene all'inizio e sembra non avere conseguenze fino al finale. Il flashback, poi, è costruito ugualmente male, con Teresa che, più che una donna indipendente, parla e agisce come una totale squinternata (la scena dell'annusata vorrebbe essere arguta, ma è semplicemente imbarazzante).

2) Personaggi: abbiamo la figlia che vorrebbe ribellarsi, il padre-padrone e la tipa ribelle. Stop. Stereotipi fatti e finiti. Eleonora, che è l'unica che avrebbe potuto avere un minimo di approfondimento e di crescita, comincia in un modo e termina esattamene nello stesso modo. Il fatto che legga Roussseau o scopra i delitti del padre sembra avere poca influenza su di lei, tanto che deve intervenire comunque Teresa a salvarla. La "redenzione" finale del barone, poi, non sembra per niente in linea con il personaggio (mi aspettavo che sparasse a Teresa e solo in un secondo momento si suicidasse).

3) Stile e POV: questa probabilmente è la parte su cui c'è maggiormente da lavorare. La stile è pesante, barocco e lentissimo. Abbiamo periodi lunghissimi, con subordinate che si susseguono l'una all'altra, impedendo quasi al lettore di prendere fiato. Le frasi sono ripiene in modo inverosimile di aggettivi e avverbi spesso inutili, che non aggiungono quasi niente alla descrizione effettiva, ma rendono il testo ancora più difficile da seguire e noioso. Le frasi, inoltre, sono costruite in un modo che mi sembra volutamente "aulico" o, con espressioni enfatiche, verbi posizionati prima dei soggetti e costruzioni che non significano praticamente nulla ("Il barone aveva fatto ritorno, coi baffetti che ancora si scrollavano di dosso le risate del viaggio e della buona compagnia." ma cosa stracacchio dovrebbe significare?? "per Eleonora non faceva differenza che la sfera sorridesse o piagnucolasse tra le nubi d’un temporale improvviso" o Eleonora è la Pimpa, oppure la frase semplicemente non ha un vero senso). In alcuni tratti, mi hanno ricordato le traduzioni dei testi greci e latini fatte dagli autori degli anni 50/60 (tipo Rosa Calzecchi Onesti per l'Iliade) che ancora oggi fanno capolino nei libri dei Licei Classici. Il problema è che in quei testi il tono altisonante e aulico ha ancora senso, perché entrano in gioco la ritmica e la prosa epica o tragica (e, comunque, se vedi le versioni più recenti, l'aulicità tende a essere smorzata), quì, in un racconto in prosa dell'anno domini 2020, non ha il minimo senso di esistere.
Il tutto è reso ancor più confuso dall'uso del narratore onnisciente, in assoluto il peggior tipo di narratore tra quelli conosciuti, in quanto spezza l'immersività del racconto fin dalla prima riga e pone problemi enormi dal punto di vista del POV e del filtro del narratore. Problemi che si verificano puntualmente: il POV è incasinatissimo e, nella stessa scena, salta tranquillamente da un personaggio all'altro, al punto che in molti punti (soprattutto durante l'inseguimento) ho faticato parecchio a capire chi dicesse cosa e chi parlasse con chi (anche perché, in alcune scene, hai messo il soggetto delle azioni a metà frase, una scelta che non rende il testo più aulico, lo rende solo più confuso). Il filtro del narratore, invece, è totalmente sfasato: in alcuni punti sappiamo TUTTO quello che provano, pensano e sentono i personaggi, anche quelli che, in quel momento non sono POV, in altri viene posto un filtro grossolano che blocca al lettore informazioni che dovrebbe possedere (ad esempio, non c'è un vero motivo per cui non possiamo sapere quello che Eleonora legge nelle carte del padre, se non la mera funzionalità di trama). Il narratore onnisciente può funzionare solo in presenza di un filtro del narratore solido e coerente, cosa che quì è venuta totalmente a mancare.

4) Dialoghi: risentono della stessa forma aulica e pomposa del resto del testo, con l'aggravante che suonano fin da subito costruiti. Rileggili e riflettici sopra: ti sembrano davvero frasi che delle persone, in quel dato contesto reale, pronuncerebbero? O sembrano, piuttosto, battute da copione fatte e finite? Ancora peggio, non esiste una vera differenza di modo di parlare tra personaggi teoricamente appartenenti a classi sociali e culturali nettamente diverse. IL barone parla esattamente nello stesso modo pomposo e altisonante della massaia siciliana, che parlerà allo stesso modo di Teresa.

Insomma, nel complesso, direi che c'è molto da lavorare. Se posso suggerirti, direi che la cosa migliore sarebbe cominciare ad approfondire gli elementi della narrativa affidata al mostrato, piuttosto che al narrato, in quanto molti dei problemi che ti ho segnalato verrebbero automaticamente a smorzarsi con questo approccio. E molla il narratore onnisciente, ragazzo mio! So che è doloroso all'inizio, ma vedrai che ti farà crescere tantissimo.

Alla prossima!.

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Laura Cazzari
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Re: Gruppo Divergenti

Messaggio#7 » lunedì 28 dicembre 2020, 11:29

Buongiorno a tutti,

inizio col fare i complimenti a tutti perchè il tema non era semplice e ognuno l'ha interpretato in medo diverso e in molti avete cercato di inserire i bonus richiesti e molti lo avete fatto senza sembrare che fosse una forzatura.

Ho avuto difficoltà a fare la classifica, quindi vi anticipo che è stata molto sofferta.

La classifica:

1. Non esiste verità negli occhi, di Alessandro Cannella
2. L'odore delle bugie, di Stefano Moretto
3. La notte è giovane, di Artemis Entreri
4. Una menzogna, di Giovanni Attanasio
5. Petali e schegge, di Mauro Lenzi
6. Un'orribile maschera, di Red Robin

I commenti:

Una menzogna, di Giovanni Attanasio,
Ciao Giovanni, penso sia la prima volta che leggo qualcosa di tuo qui su MC. Allora iniziamo a parlare del tema. Io forse lo avevo inteso in senso più ampio, qui vedo che lo hai ristretto a una menzogna detta dal padre alla figlia. Forse avrei inserito ancora qualcosa in più che enfatizzasse il tema. Per quanto riguarda i bonus 1 e 3 sicuramente niente da segnalare. Per quanto riguarda lo specchio non l’ho trovato così importante per la trama, in quanto anche senza di esso il racconto sarebbe filato allo stesso modo. Il sense of wonder purtroppo non l’ho trovato, mi piacerebbe sapere dove lo hai trattato. Forse nel padre che si è fatto uccidere?
Nel complesso hai una buona penna, ma trovo, ovviamente è un parere personale, che le tue descrizioni appesantiscano il racconto. Il linguaggio ricercato è adeguato quando si tratta di dialoghi, ma nelle descrizioni, a volte, fa perdere un po’ il senso della frase. Un po’ di volte sono dovuta tornare indietro a rileggere delle frasi perché mi ero persa. Inoltre, alcuni passaggi li ho trovati non troppo lineari, come quando Eleonora all’inizio obbliga la serva a farsi dire quello che sta pensando, per poi ignorarla, o come quando il governatore fa portare il suo cospetto Teresa. Per una semplice brigante, a mio avviso, non sarebbe stato disturbato il governatore.
Buono l’uso del “show not tell”, anche se mi sarebbe piaciuto qualche dettaglio in più alla fine. La chiusura del racconto l’ho trovata un po’ affrettata.

Non esiste verità negli occhi, di Alessandro Cannella

Ciao Alessandro, inizio col dirti che mi piace molto il taglio che hai voluto dare al tuo racconto, sia la scelta futuristica sia l’alternarsi tra presente e passato che crea la giusta suspence. Si capisce che il tuo racconto è stato studiato bene e non è stato scritto di getto. L’unico inconveniente è che ogni tanto dovevo scorrere in su il testo per capire dove si incastrava cronologicamente il nuovo paragrafo. Passiamo a parlare del tema: nulla è come sembra. Ho letto la tua descrizione nel commento e per quanto sia geniale l’idea non trovo attinenza al tema, forse avresti dovuto marcare un po’ più la mano a mio avviso. Per quanto riguarda i bonus sicuramente il sense of wonder è ben presente e ben inserito nella tua storia, come anche i flashback gestiti come balzo temporale della narrazione. Per lo specchio invece sono più dubbiosa. Immagino che tu ti riferisca allo specchio dell’interrogatorio, tuttavia non mi pare importante per la storia, in quanto poteva anche non essere inserito. Per il resto hai una buona penna e buone idee ben strutturate, bravo.

La notte è giovane, di Artemis Entreri
Ciao Artemis, partiamo a parlare del tema, forse la tua interpretazione del tema è un po’ troppo filosofica e astratta per me, quindi non trovo molta attinenza. La tua storia ha alti e bassi, alterni momenti molto ben descritti e carichi di emozioni a parti con dialoghi un po’ noiosi. La parte dove Mei Lin spiega il piano era un po’ troppo lunga per i miei gusti.
Passiamo ai bonus, visto che all’inizio fai riferimento alle confraternite non avevo inteso che i protagonisti fossero liceali, ma più universitari.
Il sense of wonder non l’ho trovato e il fatto che rimorchiare può portare a sorprese inaspettate non è una cosa che stupisce.
Infine, lo specchio non mi sembra così importante per la trama.
Insomma, c’erano dei buoni spunti, ma secondo me il racconto non è pienamente riuscito.

L'odore delle bugie, di Stefano Moretto
Ciao Stefano, comincio col dirti che ho trovato il tuo racconto davvero originale. L’idea delle chimere che vivono tra di noi, con tutti i pregiudizi del caso, trovo che sia una splendida trasposizione fantascientifica di una situazione purtroppo molto attuale.
Il tema devo dire che è presente ed è ben inserito in diversi punti. I bonus anche sono stati inseriti con naturalezza nella trama, forse solo lo specchio non è così importante per la trama ma comunque mi piace come lo hai incluso.
I personaggi sono ben strutturati e credibili, insomma una buona prova bravo.

Un'orribile maschera, di Red Robin
Ciao Valerio, parto a parlare del tema, sicuramente nulla è come sembra è ben presente nel tuo racconto, come anche i bonus. Solo lo specchio l’ho trovato un po’ forzato. Per quanto riguarda lo stile narrativo devo dire che ho trovato il tuo racconto un po’ caotico. Fai troppi salti, troppi riferimenti a situazioni non spiegate, troppe parti non utili alla storia, mentre le parti utili erano poco chiare. Mostri molte cose al lettore, ma non spieghi abbastanza, in modo che le si possano cogliere tutte. Secondo me la storia nella tua mente era chiara e lineare, ma dovresti rileggere il tuo racconto con uno sguardo esterno e vedere i tuoi punti carenti. Gli spunti ci sono, ma dovevano essere esposti più chiaramente. Da rivedere.

Petali e schegge, di Mauro Lenzi

Ciao Mauro, allora per quanto riguarda il tema nulla è come sembra devo dire che è presente, come anche i bonus. Hai una buona penna e la scrittura è scorrevole e lineare. Il racconto si segue bene, ma secondo me è la trama che hai scelto ad avere diverse pecche. Molti passaggi non sono chiari, perché la professoressa non l’aiuta più contando che ha una relazione con la madre? Come ha fatto Sara a non pensare minimamente alle conseguenze per la mamma? Perché i due esseri soprannaturali hanno scelto lei? Chi lo manda il messaggio? Alla fine si è uccisa? Secondo me insomma dovevi prenderti un po’ più tempo per studiare la struttura del tuo racconto.
Laura Cazzari

sprynt
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Re: Gruppo Divergenti

Messaggio#8 » martedì 29 dicembre 2020, 18:33

Ciao a tutti,
ecco la mia classifica e di seguito le me annotazioni.

1. NON ESISTE VERITA’ NEGLI OCCHI di Alessandro Cannella
2. LA NOTTE E’ GIOVANE di Artemis Entreri
3. UN’ORRIBILE MASCHERA di Red Robin
4. PETALI E SCHEGGE di Mauro Lenzi
5. L’ODORE DELLE BUGIE di Stefano Moretto
6. UNA MENZOGNA di Giovanni Attanasio

NON ESISTE VERITA’ NEGLI OCCHI di Alessandro Cannella
Buona l’idea di partire da un racconto giallo, dove per antonomasia, nulla è mai come sembra e che ben si innesta alla ricerca della verità nascosta. Il metacervello, in chiave futuristica, viene ben rappresentato e fornisce spunti di scrittura ed evoluzioni. Il racconto appare lineare e ben strutturato, seguendo una logica precisa e funzionale alla lettura. Confermo la presenza del secondo bonus, in quanto inaspettato il ruolo di Jules, mentre per il terzo e il quarto faccio più fatica a coglierli nella loro centralità. Tra i racconti di questo gruppo è il mio preferito.

LA NOTTE E’ GIOVANE di Artemis Entreri
Il racconto sviluppa una trama inaspettata e originale, sicuramente andando oltre alle apparenze più di una volta. Per questo aspetto la stesura appare ben riuscita. L’ambiguità della storia e la creazione della situazione crea quel sense of wonder richiesto. Non avevo invece immaginato Kej e Rob come adolescenti, ma me li prefiguravo più grandi. Anche il terzo bonus non l’ho percepito leggendo il racconto. Lo specchio invece, ricopre il suo ruolo di rivelatore della realtà, col doppio ruolo di guardarsi e farsi guardare.

UN’ORRIBILE MASCHERA di Red Robin
Il tema mi sembra ben rappresentato nel racconto, in cui effettivamente gli eventi si delineano in maniera inaspettata. Il ruolo della mamma e del fidanzato della protagonista evidenziano la teoria della divergenza tra apparenza e realtà. Anche i bonus, in genere, mi sembrano ben rappresentati, a parte quello dello specchio che appare piuttosto forzato. Ci sono numerose allusioni ad eventi che ogni tanto rallentano il progredire lineare della trama, a mio avviso, a cui si fa accenno e che non ritornano poi nell’insieme del racconto. Forse è stata fatta una sintesi di un racconto più ampio o delle idee narrative non sono state sviluppate completamente.

PETALI E SCHEGGE di Mauro Lenzi
Il racconto, come indicato nel bonus 1, narra effettivamente le vicissitudini di una adolescente e le sue problematiche tipiche. Riconosco il sense of wonder del finale inaspettato in cui si incontrano angelo e diavolo, in una cornice particolare. Efficace l’apertura che coincide con la chiusura, senza avviluppare la storia su se stessa. Non avrei dato, invece, allo specchio lo stesso ruolo dell’autore e non ho ben compreso il ruolo che voleva avere la relazione tra la madre della protagonista e la sua professoressa. Forse se fosse stata sviluppata differentemente si sarebbe incastrata meglio nella trama, aumentando il sense of wonder.

L’ODORE DELLE BUGIE di Stefano Moretto
Amore e amicizia sono sicuramente due tematiche caratteristiche degli adolescenti, così come la paura di essere diversi e la derisione di ciò che non è conforme. Un misto di fantasy e racconto adolescenziale, in cui l’aspetto della verità nascosta è ben rappresentato. Non colgo il sense of wonder come descritto nel post, ma più come rivelazione delle vere emozioni dei protagonisti. Il flashback sembrava più un ricordo che una situazione passata che si sovrappone a quella presente. Il ruolo dello specchio, essendo assegnato ad un coprotagonista, pur svolgendo il suo ruolo, perde un po’ di centralità nel racconto a mio parere.

UNA MENZOGNA di Giovanni Attanasio
Il racconto inizia lineare, ma ad un certo punto sembra forzato, come se fosse prelevato da una storia più ampia e riadattato. Soprattutto il finale ha un effetto tronco, rispetto al lussureggiare delle descrizioni precedenti. Confermo la presenza del primo bonus, mentre non trovo che lo specchio abbia un ruolo rilevante nella storia, che avrebbe potuto delinearsi senza di esso, senza tralasciare nulla. Il sense of wonder si evince forse rispetto alla morte della madre, che rimane inesplorata. Non avevo colto, senza leggerlo, invece, il terzo bonus.
Arianna Cazzari

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MatteoMantoani
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Re: Gruppo Divergenti

Messaggio#9 » sabato 2 gennaio 2021, 13:11

Ecco la mia classifica. Ho sofferto un po' per assegnare il primo posto, da un lato ho apprezzato la fluidità della narrazione del racconto di Alessandro, ma ho preferito le idee di Mauro in quanto a originalità. Ho deciso di premiare Mauro perché ho veramente apprezzato l'idea di esseri sovrannaturali che si contendono i corpi degli esseri umani per consumare il loro amore proibito.
Voglio provare a riassumere le (a volte lunghe) discussioni che abbiamo avuto invece di ripostare i commenti, spero che questa scelta non sia fastidiosa.

1) Petali e schegge, di Mauro Lenzi
Idea eccellente, world building interessante, con la sua declinazione futuristica filo-cinese. Narrazione immersiva e focalizzazione così profonda che a volte ho fatto fatica a seguire qualche dettaglio, ma cosucce che si sistemano facilmente. Molto bravo!

2) Non esiste verità negli occhi, di Alessandro Cannella
Un racconto dalla lettura scorrevole, con un world building fantascientifico ripreso da Altered Carbon e che ho apprezzato. Mi è piaciuta la trama, con questa spia che fa di tutto per recuperare il figlio avuto durante la prigionia, fa molto Homeland. L'ho letto volentieri e non ho (quasi) mai avuto il bisogno di tornare indietro. Bravo!

3) L'odore delle bugie, di Stefano Moretto
Un racconto che porta agli estremi le ansie adolescenziali relative all'accettazione e ai primi amori non corrisposti. Molto originale nel mescolare elementi umani ad animali. Qualche piccola scivolata nelle descrizioni, e dei punti di miglioramento nella leggibilità, ma nel complesso una buona prova.

4) La notte è giovane, di Artemis Entreri
Un racconto coraggioso, che porta nell'adolescenza i temi legati all'omosessualità, andando anche ad esplicitare dei rapporti sessuali. Pecca a mio parere di qualche dettaglio non troppo coerente nella trama, nelle scene, e di qualche elemento descrittivo non troppo riuscito. Anche la costruzione del protagonista andrebbe approfondita, per renderla ancora più interessante.

5) Una vergogna, di Giovanni Attanasio
Molto bello in alcuni punti, specie per le descrizioni suggestive e per l'ambientazione storica. So che lo stile così classico è voluto e, a mio parere, anche ben reso, però, come abbiamo discusso ampiamente, questo racconto è adatto solo a quei lettori di nicchia che sono veramente affezionati a questo tipo di narrazione.

6) Un'orribile maschera, di Red Robin
Un world building di sicuro pieno di fantasia, che andrebbe un pochino approfondito per farlo veramente splendere. Dovresti, come abbiamo già discusso, potenziare lo studio delle tecniche di scrittura immersiva, e puntare di più alla scorrevolezza del tuo testo. Mi dispiace metterti in ultima posizione, sono sicuro che la prossima volta andrà meglio. Non mollare mai!

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PietroD'Addabbo
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Re: Gruppo Divergenti

Messaggio#10 » mercoledì 6 gennaio 2021, 4:46

1) L'odore delle bugie, di Stefano Moretto
2) Petali e schegge, di Mauro Lenzi
3) Non esiste verità negli occhi, di Alessandro Cannella
4) Una vergogna, di Giovanni Attanasio
5) La notte è giovane, di Artemis Entreri
6) Un'orribile maschera, di Red Robin


L'odore delle bugie, di Stefano Moretto
Il racconto migliore del gruppo, nonché quello più aderente a tutti i bonus richiesti. La storia dipinta può risultare un po’ sentita poiché utilizza tutti le tematiche e i personaggi classici del genere letterario che era richiesto dalla Sfida, ma il tutto viene immerso in un’ambientazione innovativa ben gestita. Unico punto che andrei a limare, dato il titolo che fa riferimento ad uno specifico senso, è proprio l’inserimento di un numero maggiore di percezioni sensoriali olfattive. Già ve ne sono, ma sono là dove anche un umano ne percepirebbe. Una piccola spinta in questo senso a mio parere renderebbe più convincente l’immersione nel POV della protagonista.

Petali e schegge, di Mauro Lenzi
La storia è molto ben scritta e interessante dal punto di vista della trama principale: l’apparente competizione fra angelo e diavolo che in realtà non è affatto una contesa quanto piuttosto un tentativo di condivisione di anima e corpo della protagonista per godere reciprocamente della ‘coabitazione’ in quel ricettacolo.
L’effetto domino di scelte, azioni e conseguenze l’ho trovato facilmente intuibile anche se non esplicitamente raccontato in ogni dettaglio, dunque un ulteriore aspetto positivo.
Trovo un unico punto sospeso nelle caratteristiche morfologiche dello specchio. Proprio colei che era ricettiva e ‘contesa’ si ritrova a possedere uno specchio doppio che raffigura tanto un angelo quanto un diavolo. Questa coincidenza mi ha roso come un tarlo dal momento in cui è divenuta esplicita, lasciandomi in attesa di un cenno esplicativo sul fatto che essa non fosse una semplice casualità. Non avendo colto questa spiegazione resto alla fine con un punto di domanda, come un retrogusto amaro di una altrimenti ottima bevanda.

Non esiste verità negli occhi, di Alessandro Cannella
Ho trovato molto bello quasi l’intero racconto e ancor più il modo in cui hai reso la tua ambientazione, la quale anche a me ha positivamente ricordato Altered Carbon (forse perchè fra i citati nei vari commenti è l'unico che abbia visto).
Purtroppo un unico, letale difetto lo riscontro nell'epilogo della fuga, in maniera simile a quanto indicato da Alessio. Il racconto fino a quel momento mi aveva totalmente catturato, avevo colto che Jules potesse essere una doppiogiochista ma la rivelazione sull’identità della seconda coscienza mi ha totalmente e piacevolmente spiazzato. Eri vicino allo scacco matto, ma l'hai mancato per un soffio.
Immagina la seguente procedura: Jules torna nel paese dove era prigioniera con la scusa di qualche indagine oppure semplicemente durante un periodo di ferie, copia la coscienza del figlio nella propria memoria, torna in patria senza problemi, trova un homeless qualsiasi dell'età fisica giusta, gli trasferisce la coscienza del figlio. Questa procedura ha il vantaggio di coinvolgere solo un paria, un individuo già dimenticato dalla società per la scomparsa del quale non ci sarebbero indagini.
L’utilizzo di un vettore come il figlio di un ambasciatore si giustificava con la difficoltà (impossibilità) di un tipo di trasporto differente per un individuo ricercato senza relazione affettiva con Jules, la quale sembrava solo una pedina. Rivelata la reale identità del clandestino, e quindi attribuito il ruolo di cospiratrice, mandante e esecutrice a Jules stessa, il castello costruito mi sembra cadere come fosse fatto di carte.
Jules mi appare come un Deus ex Machina, dalle capacità illimitate rispetto a uomini neanche tanto comuni, che incredibilmente si è abbassata a utilizzare un mezzuccio per far espatriare la coscienza del figlio.

Una vergogna, di Giovanni Attanasio
A mio giudizio è un buon racconto, bilanciando quelli che mi paiono i suoi pregi e i suoi difetti.
Comincerò con questi ultimi, che trovo essere essenzialmente due: un incipit eccessivamente convoluto e un finale con punto di vista ballerino.
L’inizio ci immerge in poche righe e con un paio di metafore nell'ambientazione geografico/spaziale e in quella sentimentale fra i protagonisti. Ho faticato a leggere questo primo paragrafo, mentre da quel punto in poi la lettura è stata scorrevole, facile.
Per quanto riguarda il finale posso dire che il difetto sia quasi lo stesso: lo avrei trovato molto più 'potente' se il racconto fosse terminato un momento prima. Il dialogo fra alcuni dei protagonisti, che introduce alcune necessarie spiegazioni di retroscena, l'avrei anticipato. Questo avrebbe portato anche ad evitare di dover cambiare punto di vista per narrare vicende che la protagonista, nel finale, non poteva osservare o ascoltare.
Per quanto riguarda i punti di forza, il tuo è uno stile di scrittura che mi piace e lo trovo sicuramente un punto a favore. Trovo infatti che ogni storia abbia necessità di uno stile adeguato tanto all'argomento quanto al genere di coinvolgimento che si vuole indurre nel lettore. Da questo punto di vista il tuo stile, mi sembra ben più che solo adeguato per un racconto che potrebbe essere esteso a romanzo storico. Trovo il tuo stile un necessario complemento per immergere il lettore nella giusta atmosfera, inducendo un costrutto di pensieri tipico di un'epoca in cui è perfettamente normale il delitto d'onore.
Anche l'uso della terza persona mi sembra funzionale al racconto e, in particolare, alla 'morale' che può trarne un giovane adulto lettore. Sentirsi osservatori esterni in una vicenda del genere induce a una sana riflessione rispetto a simili eventi che popolano la cronaca odierna.

La notte è giovane, di Artemis Entreri
Sono sostanzialmente d’accordo con le obiezioni mosse dagli altri commentatori in quanto alla incertezze presenti nella trama. La trappola orchestrata da Mei Lin presuppone per funzionare che la scommessa abbia luogo, ma come può lei sapere che quella sera sarà proprio quel genere di scommessa che verrà proposta alla sua vittima prescelta? La questione aleggia sull'intero racconto in attesa di una spiegazione che non arriva, anzi là dove poteva esserci una complicità fra la ragazza e lo scommettitore Al ci viene invece rivelato esattamente il contrario.
Anche in merito all'età apparente dei ‘ragazzi’ coinvolti ho avuto qualche perplessità. Finché non ho letto esplicitato il confronto fra l'età di Al e quella del barista venticinquenne avevo immaginato tutti i protagonisti come giovani dell’età del cast di Big Bang Theory, se non addirittura di Friends: indubbiamente giovani adulti ma ben lontani dall'adolescenza, almeno a livello ormonale. Senza quella dichiarazione salvifica avrei avuto dei dubbi in merito alla attribuibilità di questo specifico bonus.

Un'orribile maschera, di Red Robin
Il racconto è ambientato in una interessante fusione di post-apocalittico e di fantasy, tuttavia ho la sensazione che risenta proprio di questa abbondanza di dettagli d’ambientazione. La storia ha moltissime diramazioni possibili lasciate in sospeso e personaggi costruiti a tutto tondo che sembrano premiati col ruolo di comprimari ma finiscono per essere semplicemente una presenza, spauriti elementi di contorno durante la scena principale del confronto madre-figlia. E’ vero che in un lungo romanzo personaggi anche apparentemente secondari possono tornare ed essere chiavi di volta per la storia, ma in un racconto così breve occorre saper dosare al meglio gli ingredienti sia come qualità che come quantità perché si possa assaporarli tutti singolarmente e nel loro effetto corale.
"Ho solo due cose da lasciarti in eredità, figlio mio, e si tratta di radici ed ali." (William Hodding Carter)

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Alessio
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Re: Gruppo Divergenti

Messaggio#11 » mercoledì 6 gennaio 2021, 16:37

Ecco la mia classifica.
Va da sé che è ciò che IO penso del testo che ho davanti, senza pretese di insegnare niente a nessuno. Mi rendo conto che in certi commenti posso essere risultato brusco e/o antipatico. E' uno dei miei superpoteri. Perdonatemi e portate pazienza, la prossima volta cercherò di fare meglio.
Se qualcuno desidera dei chiarimenti o approfondire uno scambio di opinioni, sono a disposizione, privatamente o nell'area che l'antico aprirà appositamente in un prossimo futuro. :-) (Oppure in qualche club underground di combattimenti clandestini, sebbene l'opzione che vi invito a esercitare è "davanti a una birra").

1. Non esiste verità negli occhi
2. Petali e schegge
3. L’odore delle bugie
4. La notte è giovane
5. Un’orribile maschera
6. Una menzogna

Un'orribile maschera, di Valerio Covaia
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L’odore delle bugie, di Stefano Moretto
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La notte è giovane, di Artemis Entreri
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Non esiste verità negli occhi, di Alessandro Cannella
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UNA MENZOGNA, di Giovanni Attanasio
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Petali e schegge, di Mauro Lenzi
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DavideMannucci
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Re: Gruppo Divergenti

Messaggio#12 » venerdì 8 gennaio 2021, 23:55

Ecco la mia classifica.
Premetto che per i primi due posti ho avuto diversi dubbi e combattimenti. Sono due racconti di un livello superiore rispetto agli altri. Quindi complimenti a tutti gli autori del girone (davvero di livello molto buono) ma chapeau per Stefano e Alessandro!

1) L'odore delle bugie
2) Non esiste verità negli occhi
3) Petali e schegge
4) Una menzogna
5) La notte è giovane
6) Un'orribile maschera

1 L'ODORE DELLE BUGIE
Ciao Stefano e piacere di leggerti!
Devo dirlo senza remore né filtri: il tuo racconto è strepitoso! Il tema è super centrato e anche i bonus ci sono tutti. A proposito di quelli, trovo il flashback incastrato molto bene. Vero che è raccontato ma nel complesso della storia arriva come un flashback e non spezza il ritmo per niente, per cui il bonus c'è e per come lo hai inserito hai mostrato di saperci fare!
Trovo il dettaglio dello specchio di Claire davvero ben costruito. Mette l'ansia questa chimera preoccupata per la sua pelle. Ho provato la sua preoccupazione. Ottima caratterizzazione di un personaggio secondario. Perfetti i dialoghi. Mi hai tenuto incollato e non ho mai avuto un dubbio su quello che stavo leggendo. Credo di dover prendere appunti su come strutturare e gestire una trama. Complimenti davvero!
Prisca mi ha procurato disagi e scompensi, cioè...tu mi hai trasmesso i suoi, quindi missione compiuta anche per quanto riguarda lei.
L'idea è originale e, anche se sui miei commenti difficilmente ha un peso il gusto personale, mi è piaciuta tantissimo. Lettura interessante, gradevole e totalmente immersa nella storia.
Anche io sono d'accordo sulla necessità di dare più peso al discorso dell'olfatto, perché quella cosa dell'odore di salsedine era davvero interessante e intrigante.
Detto questo, una prova davvero ottima. Bravo!
A presto!

2 NON ESISTE VERITÀ NEGLI OCCHI
Ciao Alessandro, piacere di leggerti!
Il racconto mi piace davvero tanto. Una bomba, direi. Ottimo lo stile, la lettura scorre molto bene e non mi hanno disturbato l'alternanza di flashback e flashforward anzi, ha contribuito a tenere alta la concentrazione e la tensione. Il rischio di fare un gran casino e confondere il lettore era altissimo ma sei stato abile e tutto è filato liscio.
Mi piace come scrivi e la storia, sebbene la fantascienza non rientri nei miei generi preferiti, mi è piaciuta davvero.
I dialoghi sono ben gestiti. Un prova più che buona, complimenti.
A presto!

3 PETALI E SCHEGGE
Ciao Mauro, davvero piuacre di leggerti.
Un buon racconto che mi è piaciuto soprattuto per l'idea originale che ho appprezzato. Il tuo punto di forza si vede che è lo stile. Sai come accompagnare il lettore dentro la testa e l'anima della protagonista.
Sono d'accordo con chi ti ha fatto notare la (parziale) non chiarezza in alcuni punti della trama. Dico parziale perché la trama è zoppa solo in alcuni punti, per il resto la storia scorre che è un piacere e, ripeto, l'idea mi ha così coinvolto per la sua originalità che enon ho mai perso il filo. Mi rendo conto però che questo è frutto di alcune mie esperienze che mi hanno fatto entrare subito nella "follia" di Sara. Capisco però che la comprensione dovrebbe essere "universale". Questo è un difetto che purtroppo ho anche io nelle mie stesure ma, ribadisco, che il racconto mi è piaciuto e poi la tua scrittura è gradevole e scorrevole. Una buona prova davvero. Complimenti!
A presto!

4 UNA MENZOGNA
Ciao Giovanni e piacere di averti letto!
Ho trovato il tuo un buon racconto, il tema centrato e i bonus ci sono, specchio compreso. Concordo con te, l'impressione è che la realizzazione non sia stata all'altezza dell'idea ma devo ribadire anche io che lo stile che hai riservato a questo racconto è adeguato alla storia. Sono convinto che tu sia versatile in quanto a stile ma è una mia sensazone ad una prima lettura.
Una discreta prova nel complesso.
A presto

5 LA NOTTE È GIOVANE
Ciao Artemis, piacere di leggerti.
Per me tema centrato ma un paio di bonus a mio avviso non sono presi. Lo specchio mi pare molto mrginale e risicato come bonus e il sense of wonder non riesco a vederlo.
La storia non è male e sono convinto pure io che lavorando sullo stile sarebbe venuto fuori un racconto competitivo per i primi posti.
Ottima però la caratterizzazione di Kej che, per quello che mi riguarda, fa aggiungere dei punti per la mia valutazione finale.
A presto!

6 UN'ORRIBILE MASCHERA
Ciao Valerio, piacere di leggerti.
La storia ha un buon potenziale e la sua costruzione è ricca di elementi interessanti. L'impressione è che da questo racconto tu possa liberare i tanti ingredienti che ci hai messo e distribuirli in modo più completo per un romanzo.
Nel complesso è un racconto che non mi è per niente dispiaciuto e sarei curioso di rileggerlo con uno stile alleggerito e più immersivo. Quei "replicò", "disse" ecc appesantiscono e rallentano. In questo sono d'accordo con Pretorian.
Ho letto che hai cominciato a scrivere da pochi mesi per cui ti faccio i complimenti perché parti da una buonissima base e vista la tua (beato te) giovane età hai solo da migliorare.
Alla prossima!
Davide Mannucci

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Spartaco
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Re: Gruppo Divergenti

Messaggio#13 » domenica 10 gennaio 2021, 18:06

Classifica e commenti del LETTORE ANONIMO:

Una menzogna

Ciao e piacere di leggerti!
allora: quando ho iniziato leggere il tuo racconto e ho capito l'ambientazione, non ne ero molto felice, salvo poi ricredermo poche righe dopo. La parte narrativa non mi è dispiaciuta, peccato per la trama!  Ho fatto fatica a capire diversi passaggi, flashback vari, alcuni personaggi da dove cicciassero fuori e la loro conoscenza della protagonista.. come se troppe cose fossero state date per scontate, il tutto condito da un finale troppo confuso che onestamente non ho ben capito. C'è forse una volontà forzata di inserire i bonus all'interno, andando a perdere la natura del racconto.. però ho letto del potenziale, lavorandoci su ne uscirà qualcosa di bello!!

Non esiste verità negli occhi

Ciao! Mi tolgo subito un sassolino dalla scarpa... Troppi punti, soprattutto nella prima parte.. Per un lettore della domenica, avere una punteggiatura fatta quasi esclusivamente da punti fa perdere il filo del racconto, portando l'attenzione del lettore più sulla sintassi che sulla storia.
La trama invece è uno spettacolo, nonostante il continuo avanti e indietro nel tempo, la sviluppi bene e porti il lettore dove vuoi tu. Complimenti

La notte è giovane

Non ho capito alcune cose: Come faceva Rob a sapere della scommessa? Lin lascia intendere che sapesse dell'omosessualità di Kej, alludendo a cosa facevano in stanza da soli, cosa che spinge il lettore a pensare che tra i due ci sia una relazione in corso, però subito dopo parlano di primo bacio, confermando al lettore che non c'è mai stato nulla.. sintatticamente il racconto è ben scritto, però non ho sinceramente avuto la scintilla che mi facesse piazzare il racconto in pole position




L'odore delle bugie


Ci ho messo un po' a identificare cosa intendessi con chimera... AlliniIo non mi psiegavo come la classica chimera potesse accendere un PC con le zampe da leone, ma andando avanti mi è stato tutto più chiaro e molto più piacevole.. ho trovato solo leggermente poco scorrevole la parte iniziale per la punteggiatura strana.. bella la prima persona anche se più difficile da apprezzare per un lettore della domenica..
Poco immediato dal flashback perché Claire tratti male Prisca, dopotutto odia gli umani..
Nel complesso un bel racconto



Un'orribile maschera

Sicuramente ambientazione interessante, ho trovato il racconto abbastanza scorrevole da leggere, ma meno da "capire", come se l'idea di base fosse molto molto più ampia, ma ritagliata per entrare nelle dimensioni della sfida, fin troppo esaustive le presentazioni di alcune ambientazioni e la caratterizzazione dei personaggi, anche se a volte non serviva. Questi difettucci fanno scendere l'hype del lettore.. con una bella revisione può diventare un gran racconto!


Petali e schegge

Il racconto fila, cavolo se fila! Si fa leggere molto volentieri e i nomi di Gabriel e Damien, uniti all'immagine dell'angioletto e del  diavoletto, ti fanno sospettare qualcosa già da subito, spingendoti a voler arrivare in fretta alla fine per svelare il mistero..
Peccato però per due punti: Sara non può non immaginare che la pubblicazione delle foto di ripercuoterebbe anche sulla madre e poi la spiegazione carente sul perché  lei fosse la "medium" perfetta per il loro rapporto..

Nel complesso però mi è piaciuto!



CLASSIFICA:

-Non esiste verità negli occhi
-L'odore delle bugie
-Petali e schegge
-Una menzogna
-La notte è giovane
-Un'orribile maschera

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Spartaco
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Re: Gruppo Divergenti

Messaggio#14 » domenica 10 gennaio 2021, 18:58

Classifica Finale:

Non esiste verità negli occhi, di Alessandro Cannella Punti: 6
L'odore delle bugie, di Stefano.Moretto Punti: 11
Petali e schegge, di Mauro Lenzi Punti: 13
La notte è giovane, di Artemis Entreri Punti: 23
Un'orribile maschera, di Red Robin Punti: 34
Una vergogna, di Giovanni Attanasio Punti: 35

Passano il turno: Non esiste verità negli occhi, di Alessandro Cannella e L'odore delle bugie, di Stefano.Moretto.

Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento. Annuncerò le semifinali lunedì mattina e a quel punto i semifinalisti avranno 48 ore per modificare il racconto.

Red Robin
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Re: Gruppo Divergenti

Messaggio#15 » domenica 10 gennaio 2021, 20:33

Ciao Spartaco,
Ho delle perplessità forse un po' random rispetto al contesto. Mi sono iscritto da poco e ancora ho poca dimestichezza con il forum. Con quale cadenza viene bandita di solito la sfida? Quando sarà la prossima indicativamente? Grazie mille e scusa in anticipo per il disturbo.

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Spartaco
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Re: Gruppo Divergenti

Messaggio#16 » domenica 10 gennaio 2021, 22:29

Red Robin ha scritto:Ciao Spartaco,
Ho delle perplessità forse un po' random rispetto al contesto. Mi sono iscritto da poco e ancora ho poca dimestichezza con il forum. Con quale cadenza viene bandita di solito la sfida? Quando sarà la prossima indicativamente? Grazie mille e scusa in anticipo per il disturbo.

La prossima Sfida partirà il primo febbraio. La cadenza è bimestrale.

Red Robin
Messaggi: 75

Re: Gruppo Divergenti

Messaggio#17 » giovedì 11 febbraio 2021, 21:12

Spartaco ha scritto:
Red Robin ha scritto:Ciao Spartaco,
Ho delle perplessità forse un po' random rispetto al contesto. Mi sono iscritto da poco e ancora ho poca dimestichezza con il forum. Con quale cadenza viene bandita di solito la sfida? Quando sarà la prossima indicativamente? Grazie mille e scusa in anticipo per il disturbo.

La prossima Sfida partirà il primo febbraio. La cadenza è bimestrale.



Okay, grazie mille...ma quella di febbraio è stata annullata o posticipata per problemi tecnici?

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