LA FINALE: Commenti e classifica di ANDREA VISCUSI

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LA FINALE: Commenti e classifica di ANDREA VISCUSI

Messaggio#1 » domenica 7 febbraio 2021, 11:24

I COMMENTI DI ANDREA VISCUSI

mangia.com
Racconto ben scritto, ambientato in un futuro appena accennato ma riconoscibile e plausibile. Descrive in modo efficace la situazione di disagio di un personaggio che non è capace di ammettere o anche solo riconoscere il proprio problema. La scrittura è precisa ed efficace nel mostrare la sua prospettiva distorta, forse avrebbe giovato di qualche riferimento in più al mondo esterno, per capire quanto la sua situazione fosse eccezionale (come i casi simili di cui si sente parlare oggi) oppure diffusa nella sua epoca. Riesce anche a evitare le facili battute sull'obesità che ci si aspetta da storie con personaggi del genere. Soffre però di scarsa aderenza al tema, non sono riuscito a individuare i punti di contatto con il tema assegnato.

La galerie des glaces
Racconto basato tutto sull'idea della “casa degli specchi” che sfida le percezioni e in questo caso aggiunge qualche elemento di distorsione della realtà facilmente associabile a questo luogo. Il problema è che proprio la casa degli specchi è stata abusata fino alla noia soprattutto nell'ambito della narrativa horror, tanto da diventare un cliché alla Scooby Doo. In questo caso non ne viene fatto un uso particolarmente originale oltre a quello che ci si aspetterebbe normalmente, e il finale del racconto risolve comunque tutta la situazione in un nulla di fatto.

Oltre gli arcobaleni
Sempre rischioso risolvere una storia con “era tutto un sogno/un'illusione/la sua immaginazione”. In questo caso abbiamo il classio holodeck ricorrente in decine di opere di fantascienza. Di per sé la sala degli ologrammi non è un peccato, ma quando tutto la storia si limita a mostrare l'esistenza di questa tecnologia come fosse una sorpresa originale, allora si perde una grossa occasione. In questo caso il racconto avrebbe dovuto concentrarsi di più sui rimpianti di questo protagonista che avrebbe voluto partire ma non ci è riuscito, introducendo in maniera più definita il tema fin dall'inizio, ma probabilmente per la voglia di “sorprendere” il lettore, la spiegazione è relegata alle ultime righe, quando ormai non può più generare l'impatto emotivo necessario a completare la storia. La scrittura un po' ingessata in certe parti non aiuta a far assorbire nel modo adatto la mancata sorpresa.

Dipende da come la vedi
In genere sono abbastanza refrattario alla retorica degli “eroi in divisa”, che si tratti di forze dell'ordine o anche medici e così via. Quindi leggendo l'inizio con il pompiere che sta compiendo il suo sacrificio estremo ero diffidente. Il seguito però si è sviluppato su un tono completamente diverso, con l'eroe che si pone dubbi sul valore di quello che fa, sulla futilità di salvare qualcuno e perdere qualcun altro. Domande a cui è difficile rispondere, e per le quali la comparsa di un Winnie Pooh parlante si può benissimo accettare, senza bisogno di sapere che sia un evento magico o solo il delirio di un uomo in punto di morte. Alla fine questo non è un eroe, ma un mortale qualsiasi che ha tanta paura dell'ignoto ma non vuole che questo condizioni la sua vita, anche se gli rimangono solo pochi secondi. Quindi mi sono fatto fregare da un racconto sui pompieri, chi l'avrebbe mai immaginato?

Thief at home
Il reality estremo si è visto e rivisto in centinaia di occasioni già da prima che i reality show esistessero davvero. Per scrivere un racconto che funzioni bene basandosi su questa idea bisogna quindi creare qualcosa di davvero unico e con un forte legame tematico tra ciò che vediamo e il senso della storia. In questo caso però è tutto abbastanza prevedibile, nel momento in cui si capisce che lo show consiste nell'assistere a furti in diretta, sappiamo già che sarà quello che succede. Questo potrebbe anche funzionare se portasse a conseguenze rilevanti, invece abbiamo soltanto un confronto rapido e poco incisivo con il nemico. La conversione del protagonista da fan del reality a oppositore non convince, sa di retorica dei bei tempi andati. La scrittura a tratti è didascalica ed enfatica in momenti inopportuni.

L'attesa
Anche il campo di concentramento è uno di quei topoi sfruttati fino alla noia, al punto che paradossalmente stanno iniziando a diventare archetipi narrativi più che elementi storici, ottenendo così l'effetto opposto che si vorrebbe. Questo per dire che sono sempre molto diffidente verso le storie che si svolgono in qualche modo in questo ambientazione o si basano sulla dinamica tra vittime e carnefici nei lager. In questo caso fortunatamente la storia non si focalizza tanto su questo ma sul punto di vista limitato di una di queste guardie. Forse la storia fa troppo affidamento sulla rivelazione della svastica, quando si poteva dedurre già molto prima quello che stava accadendo. Comunque la scrittura pulita ed efficace rendono la lettura gradevole quindi il racconto nel suo insieme funziona.

Anna era un mostro
Racconto dai toni forti che tocca diversi argomenti d'impatto: disabilità, abuso, gravidanza. Nonostante avessi capito già alla prima riga che la ragazza era incinta ma in qualche modo non capiva di esserlo, la costruzione della storia e la scrittura tagliente riescono lo stesso a suscitare una forte inquietudine. Un ottimo esempio di racconto che fornisce gli elementi perché il lettore possa capire da solo dove andrà a finire (quindi non è interamente costruito sul plot twist), ma una volta che si arriva a quel punto si viene comunque colpiti. Forse si può dire che il tema è appena sfiorato, perché è presente uno specchio ma non l'effetto di distorsione delle distanze (reale o metaforico), comunque ottima prova.

Future flash
Racconto leggero che sfrutta il tema per creare un piccolo enigma. Naturalmente il lettore capisce da subito che l'app ritrae davvero il futuro, forse si sarebbe dovuto insistere di più sul fatto che mostrasse un futuro lontano per poi scoprire che invece era un futuro imminente. Magari il protagonista poteva installare l'app e scoprire che l'impostazione di default aveva un lag di pochi secondi, quindi quello che lui vedeva era imminente a differenza di quanto mostrato dall'amico. Costruendo meglio questo dettaglio si avrebbe un maggior effetto della sorpresa finale. La parte iniziale della storia forse si trascina un po' troppo, avrebbe potuto funzionare anche con qualche paragrafo in meno.

Il primo giorno di scuola
Racconto che utilizza il tema in modo quasi letterale, che sicuramente non era facile. Devo ammettere che fin dalle prime battute avevo intuito quale fosse la vera dinamica tra i personaggi, forse perché nella prima parte non c'è nessun riferimento ambiguo al primo giorno di scuola se si esclude il titolo, quindi mi aspettavo proprio di essere mandato fuori strada. La riflessione sul tempo che scorre per quanto un po' stucchevole è sicuramente appropriata nella situazione, quindi è scusabile. Purtroppo rimuovendo l'effetto rivelazione matrimonio/scuola la storia perde molto del suo valore perché si tramuta semplicemente in un viaggio in macchina con due persone che si parlano, senza nessun conflitto.

Cara ti amo / Voglio stare un po' da sola
Simpatica istantanea di situazione simmetrica rispetto alla nostra realtà. Il mondo “dominato dalle donne” si è già visto molte volte, ma qui viene reso con un tono da commedia che funziona molto bene. Inoltre non ci si limita a mostrare questa dinamica invertita tra i protagonisti ma vengono forniti anche dettagli di un'ambientazione più ampia, si scorge quindi la presenza di conflitti più ampi che coinvolgono tutto il mondo. Peraltro il tema è in un certo senso raddoppiato, perché abbiamo sia la realtà speculare (che potrebbe essere più vicina di quanto crediamo), sia un oggetto (la parete) che si rivela essere materialmente più vicino del previsto. Forse il finale è un po' affrettato ma visto il ritmo serrato non risulta fuori luogo.

L'osservatore
Resoconto in prima persona di una creatura eterea di qualche tipo (se c'è qualche riferimento preciso alla natura e l'origine di questa entità, non sono riuscito a scovarlo). Alla fine dei conti il racconto non dice quasi nulla se non affermare l'esistenza di questa creatura che si specchia negli occhi degli altri, ma non vedendola interagire in nessun modo con il mondo, priva di obiettivi e conflitti, non abbiamo nessun modo di riconoscerne la funzione. Rimane quindi tutto abbastana vacuo, come se stessimo accompagnando qualcuno a fare una commissione per la quale non abbiamo nessun interesse e non vediamo l'ora che abbia finito.

Cavalieri inesistenti
Reinterpretazione convincente dello scontro di valori tipico di certi miti ma che naturalmente si estende anche a tutte quelle situazioni in cui ci si trova a contrapporre un'ideologia a un'altra. La storia assume dei toni vagamente da fiaba, ma l'intento è proprio quello quindi non risulta stucchevole da questo punto di vista. Il momento di empatizzazione reciproca, quello in cui entrambi i cavalieri accendono i loro neuroni specchio, risulta molto intenso anche se per certi versi prevedibile. Forse avrei chiuso una o due frasi prima, non mi convince del tutto la formulazione delle ultime righe, ma è un difetto superficiale.

La moglie dell'artista
Racconto ben costruito su una donna infelice nel suo rolo che implica il fatto di doversi mostrare felice nel suo ruolo. Poche immagini ma molto efficaci nel mostrare questo disagio diffuso. Si percepisce l'atmosfera superficiale e vuota, fatta di apparenze e giochetti di potere. Il problema principale è che l'aderenza al tema è appena accennata, perché viene inserita nelle frasi finali in un modo un po' forzato, come se fosse un aggiunta dell'ultimo minuto piuttosto che l'idea intorno alla quale l'intera storia è stata costruita.

Un mondo alla rovescia
Racconto che si basa tutto sulle immagini suggestive di questa pesca al contrario in cui le stelle abboccano all'amo. L'effetto è quello di un film d'animazione e c'era il rischio che risultasse un tentativo goffo ma invece è stato reso in modo molto valido, soprattutto con l'idea di far oscurare la luna quando il suo riflesso passa sotto la barca. Non c'è molto a livello di sviluppo della trama, ma il concept visivo è tanto delizioso che per una storia così breve è sufficiente a reggere tutto.

Specchio dell'anima
Non voglio peccare di autoreferenzialità, ma questo racconto mi ha ricordato molto “Bella dentro”, che scrissi anni e anni fa per Minuti Contati e che a quanto so è uno dei miei più apprezzati rimasti qui dentro. Si potrebbe quasi considerare un sequel adatto, anche se a parti invertite. Non è un'accusa di plagio, non so nemmeno se l'autore lo abbia mai letto ma non importa, mi piace l'idea che possa aver scritto qualcosa che avvicina la sua sensiblità alla mia. Inoltre mi piace il modo in cui il tema è stato interpretato in modo allegorico, facendo il salto sull'idea che gli occhi sono uno specchio. Struggente senza essere melenso, con un finale dolce e terribile allo stesso tempo. Stile asciutto, adatto alla situazione, e testo breve, che non si prende più dello spazio necessario per dire quello che deve.


LA CLASSIFICA DI ANDREA VISCUSI

1) Dipende da come la vedi
2) Specchio dell'anima
3) Cara ti amo / Voglio stare un po' da sola
4) Cavalieri inesistenti
5) Anna era un mostro
6) Un mondo alla rovescia
7) Future Flash
8) La moglie dell'artista
9) L'attesa
10) Il primo giorno di scuola
11) mangia.com
12) La galerie des glaces
13) Oltre gli arcobaleni
14) Thief at home
15) L'osservatore



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