LA FINALE: La classifica di Roberto Romanelli

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LA FINALE: La classifica di Roberto Romanelli

Messaggio#1 » martedì 9 marzo 2021, 19:00

COMMENTI

Femme fatale
Bel titolo. Anche stordendosi e facendo finta di non sapere come potrebbe andare a finire, il titolo sta lì a bruciare qualsiasi effetto sorpresa.
Che poi, in effetti, finisce molto più soft di quanto promette il titolo.
Forse calcando un po' di più la mano avresti ottenuto qualcosa in grado di smuovere emozioni più forti.

Martirio
Trovo che manchi qualcosa. L'equilibrio del racconto è sbilanciato. Tutta questa attenzione nel descrivere le torture per arrivare a una fine scontata e piatta. In sé anche il "racconto" delle torture lascia poco.
Hai scelto una situazione più che abusata (tra i finalisti ce n'è addirittura un altro) senza offrire nulla di nuovo al lettore, che fosse una narrazione diversa, un punto di vista inusuale o un finale inatteso.

L'ultimo raccolto
Punto di vista completamente sbagliato. Avremmo dovuto vedere il tutto dagli occhi della madre. Perché è la madre che è la depositaria di tutto, è lei che può farci davvero tremare. Tremare perché è lei che manda il figlio e non va lei, che lo abbandona agli asag senza offrirgli nemmeno un proiettile in testa, che soffre nel vedere la sua famiglia sfaldarsi, che sa, che conosce.
Scegliendo il bambino hai creato invece il classico "z movie" in cui il protagonista fa tutte le cose sbagliate e che sa essere sbagliate.

Il diavolo non c’era, ancora
E siamo al secondo titolo che brucia, per rimanere in tema, il finale. Deve essere la maledizione del format "inquisizione". A differenza del tuo compagno di ambientazione dimostri un equilibrio maggiore, non c'è una parte sbilanciata: è tutto piatto. Allo stesso modo non offri nulla che non sia già stato visto in qualche film, letto in qualche libro o immaginato in base al titolo.

La ballata degli sconfitti
Ho dovuto rileggere un paio di volte la frase sui lividi che non si dovrebbero gonfiare sotto la cintura. Non riesco a darle un senso, probabilmente, conoscendo MC, sarà il risultato di qualche operazione di taglio non controllato.
A parte quella e i punti e virgola (che odio) una buona interpretazione del tema e una situazione diversa dalle solite che ho apprezzato.

Vino profumato
La costruzione è caotica. Non so se sia l'impaginazione con cui mi è arrivato, i tagli che hai fatto o la rilettura che non hai fatto, ma in alcuni punti è difficile seguire chi dice/pensa cosa. Il che rende meno fluida la narrazione. Non riesco nemmeno a inquadrare bene la protagonista: il titolo e la frase "una spezia da usare per salvare le situazioni più difficili." mi hai fatto pensare che avesse una qualche forma di ritardo mentale, anche per giustificare la "pacatezza" con cui subisce le angherie. In questa ottica anche la sua vendetta perde forza. Forse se non avessi rivelato subito quale era la pianta il finale sarebbe stato meno scontato. Forse.

La domanda
Devo ancora decidere se il finale, così stucchevole, giustifichi e compensi quello che precede.
Vuoi davvero la risposta?

Come un rifiuto
Una escalation di bestialità e cruda realtà che hai rovinato aggiungendo la gravidanza. Era davvero necessario anche questo altro dettaglio? No, se non lo leghi a qualche altra cosa per dargli un valore. Che fosse la sua motivazione per cui si prostituiva o la conseguenza di un rapporto o, per darmi un altro pugno allo stomaco, la situazione che davvero cercava per "liberarsene" (ohhh questo sì che mi avrebbe fatto stare male). Non sappiamo nemmeno quanto sia "visibile" il pancione, in modo da aumentare lo schifo per l'uomo o la coppia di ragazzi...

A domani amore mio
Ho riletto il racconto tre volte per capire cosa non riuscisse a farmelo piacere completamente (certo, sorvolando sulla situazione descritta che spero non piaccia a nessuno)... credo che il problema siano le frasi, belle per carità, che "elevano" troppo il tono: l'inizio, "l'ultimo giro di orologio", l'amore che lotta e si attacca alle lamette... Ho trovato più efficaci nel farmi empatizzare le descrizioni semplici, dirette che suonano più vere e meno "artificiose" in un momento così "difficile".

L’ultima evasione
Sono certo che lo sai anche tu quando il lettore scopre che "non finirà bene". A questo punto l'ultimo capitolo è per darne consapevolezza al tuo protagonista che, ancora, non lo sa. Il problema è davvero tutto lì. Perché nello stesso momento in cui finisci il penultimo capitolo mi hai "tirato via" dalla storia che finisce senza sorprese se non, appunto, per il tuo protagonista e i suoi spettatori.

La Legge della Giungla
Ammetto che non prendo l'autobus da un po' e che, solo poche volte, ho viaggiato senza biglietto (avevo quasi sempre l'abbonamento), ma una di queste dovevo prendere il treno ed ero in ritardo... quindi sei riuscito a farmi sorridere. Forse un po' forzata la situazione, ma, alla fine, la tua è una barzelletta con morale appiccicata e in tal senso la giudico.

Il Portiere di riserva
Ci ho sperato quasi fino alla fine. Ho atteso l'ultimo istante, ma niente. E pensare che sarebbe bastato anche solo cambiare di poco il finale per non scadere nel banale, per mantenere, comunque, il lettore in bilico. Perché se la figlia non avesse detto espressamente "paralo" io avrei ancora potuto credere che lui si fosse buttato dalla parte sbagliata. Anche un "Lo faccio per te" avrebbe comunque potuto significare entrambe le cose (parata o finta), ma con "paralo" mi togli il senso di "sacrificio". Dell'adulto in grado di "deludere" la figlia per darle un futuro.


Classifica

1. La ballata degli sconfitti
2. La domanda
3. La Legge della Giungla
4. Come un rifiuto
5. A domani amore mio
6. L’ultima evasione
7. L'ultimo raccolto
8. Femme fatale
9. Il Portiere di riserva
10. Il diavolo non c’era, ancora
11. Martirio
12. Vino profumato



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