Opportunità - Alessandro Canella

Appuntamento con Oriana Ramunno e il suo tema fissato per lunedì 19 aprile dalle ore 21.00 all'una!
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John Doe
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Opportunità - Alessandro Canella

Messaggio#1 » martedì 20 aprile 2021, 0:33

Opportunità
Alessandro Canella

Con un sorriso cortese e il capo piegato in avanti, Mya salutò l’ultima coppia di clienti a uscire dalla galleria quella sera. Nel richiudersi, la porta in cristallo fece entrare una folata d’aria gelida. La ragazza si strofinò le spalle per riscaldarsi.
Guardò l’orologio. Mancavano meno di dieci minuti all’orario di chiusura. Improbabile che qualcun altro varcasse l’ingresso. Prese il coprispalle appeso dietro la reception e iniziò l’ultimo giro della giornata.
La galleria era silenziosa, fatta eccezione per il pianoforte di Debussy che usciva dalle casse. La ragazza seguì il percorso principale, dedicando un momento d’attenzione a ognuno degli artisti ospitati.
Giunta nella sala centrale, si accorse però di non essere sola. Una donna contemplava un’installazione di Nicholas Wright, le braccia tese lungo i fianchi, avvolti da un abito bianco, i capelli rossi annodati in uno chignon che lasciava la schiena nuda fin quasi alla base della colonna vertebrale. Il suo profilo sembrava emergere dall’opera, un imponente muro in mattoni neri, tanto grande da occupare l’intera parete e sfiorare il soffitto.
Mya raccolse le braccia sul petto e le si affiancò. «Solitamente esistono due categorie di persone tra quelle che vengono qui per la prima volta. La prima è composta da coloro che pensano che il muro sia l’opera. La seconda da coloro a conoscenza del quadro nascosto dietro i mattoni. Entrambe le categorie, tuttavia, tendono a concordare su una domanda: perché un prezzo così alto per un’opera che nessuno potrà mai davvero vedere?» Mya inclinò lo sguardo verso la donna al suo fianco, senza tuttavia voltarsi del tutto. «Anche lei si stava ponendo questa domanda?»
La donna rimase in silenzio per alcuni secondi prima di rispondere. «A dire il vero mi chiedevo chi si occuperebbe di abbattere e ricostruire il muro, una volta acquistata l’opera. L’artista stesso o un’azienda di costruzioni?»
Mya sorrise. «Beh, questa spesso è la seconda domanda.» Con la coda dell’occhio cercò di cogliere un qualche mutamento nell’espressione della donna, ma non notò nulla del genere. «Lei cosa ci vede?»
Di nuovo, la donna non rispose subito. «Possibilità. Alternative.» Si voltò verso Mya. «Opportunità.»
Un paio di iridi di un verde brillante si piantarono su Mya. La ragazza deglutì. Il peso dello sguardo della donna la metteva a disagio, eppure non riusciva a staccare gli occhi da lei.
Con uno sforzo di volontà, si volse verso l’opera d’arte. Sorrise. «Vorrebbe vederlo?»
La donna piegò la testa e tornò anche lei a guardare il muro. «Che senso avrebbe? Nel momento in cui l’opera venisse svelata, smetterebbe di esistere.»
Mya scosse la testa con gentilezza. «A volte non serve scavalcare un muro per vedere oltre esso.»
La ragazza offrì il palmo della mano alla donna. Questa lo osservò, immobile, come se la stesse esaminando. Poi, con una lentezza che sembrava deliberata, posò le sue dita sopra quelle di Mya e si lasciò condurre fino alla parete.
«Lo tocchi.»
La donna staccò la mano da quella di Mya e l’appoggiò sui mattoni. Chiuse gli occhi. Centimetro dopo centimetro, si avvicinò con tutto il corpo al muro, fino ad appoggiarvi la guancia.
«Cosa vede?»
La donna sospirò. «Vedo un deserto bianco.»
«E al termine di questo deserto?»
«Una città, dai tetti a cupola e le mura in pietra. Vedo un balcone. Anzi no, una terrazza, coperta da una tenda mossa dal vento. E cuscini, disposti su un mosaico dalle forme geometriche.»
Mya appoggio il viso alla parete. «Che altro?»
Ancora una volta, la donna rimase in silenzio. Per secondi che sembrarono eterni, Mya attese la risposta, fino a che la donna non riaprì gli occhi e si staccò dal muro.
Senza dire una parola, aprì la pochette e tirò fuori un biglietto da visita. «Chiami domani e fissi un appuntamento con la mia segretaria. Vediamo se riusciamo a trasformare questa opportunità in un affare per entrambe.»
Mya prese il biglietto e guardò la donna uscire, il rumore dei tacchi di lei che si faceva sempre più lontano, fino a scomparire. Aspettò alcuni secondi, sperando di rivederla comparire.
Non successe.
Mya toccò il grande muro nero e ripensò alle parole della donna.
Possibilità. Alternative. Opportunità.
Lasciò cadere il biglietto da visita e corse verso l’uscita.
Ultima modifica di John Doe il martedì 20 aprile 2021, 0:52, modificato 1 volta in totale.


lupus in fabula

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antico
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Re: Opportunità - Alessandro Canella

Messaggio#2 » martedì 20 aprile 2021, 0:39

Ciao Alessandro! Caratteri e tempo ok, buona ORIANA RAMUNNO EDITION!

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Signor_Darcy
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Re: Opportunità - Alessandro Canella

Messaggio#3 » martedì 20 aprile 2021, 19:20

Non… non sono sicuro di aver compreso del tutto il racconto. Quello che so è dopo una prima parte forse un po’ legnosa in alcuni punti (forse per qualche virgola per me di troppo: “Giunta nella sala centrale, si accorse però di non essere sola”; “le braccia tese lungo i fianchi, avvolti da un abito bianco”) il testo decolla con il dialogo, che pur essendo molto cinematografico, è ben reso: si sa sempre chi parla, si capisce come si comporta mentre parla, si intravedono le riflessioni (pur nell’assenza di un filtro più interno al punto di vista).
Poi appunto qualcosa mi sfugge, limite mio sicuramente: forse manca qualche elemento seminato qua e là, forse non è chiarissimo quali siano le opportunità paventate dalla donna, né si intuisce dove nasca la sua visione del deserto. Poco male, eh. Il finale, con Mya che corre, è ugualmente misterioso – scappa? Insegue la donna? –, ma decisamente in linea con lo scritto.
Forse qualche carattere in più sarebbe servito; ma credo sia comunque un buon lavoro.

alexandra.fischer
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Re: Opportunità - Alessandro Canella

Messaggio#4 » mercoledì 21 aprile 2021, 16:33

OPPORTUNITA’ di Alessandro Canella Tema centrato. Punti di forza. L’installazione del muro di mattoni, che nasconde un mondo virtuale visibile a chiunque lo sfiori. L’ambientazione di questa realtà virtuale ha qualcosa di orientaleggiante (il deserto bianco, la città con le cupole, il balcone, la tenda, il pavimento a mosaico con i cuscini). Ben resa anche l’atmosfera della galleria d’arte sul punto di chiudere e il freddo che vi regna. Certo, la visitatrice rimasta diventa l’acquirente dell’opera e questa è una bella opportunità per Mya. Però, tu lasci intravedere qualcos’altro nel finale: Mya vuole sapere qualcosa di più sulla donna misteriosa che conosce così bene l’installazione e la insegue, smarrendo nella foga il biglietto da visita di lei.

Punti deboli:
ti riporto le frasi corrette
Improbabile che qualcun altro comparisse nell’ingresso
La galleria era silenziosa, fatta eccezione per le note della musica da pianoforte di Debussy che uscivano dalle casse
Mya appoggiò il viso alla parete
Giunta nella sala centrale, che ospitava un’installazione di Nicholas Wright, si accorse di non essere sola. C’era una donna con le braccia tese lungo i fianchi avvolti in un abito bianco che le lasciava la schiena nuda fino in fondo e i capelli rossi annodati in uno chignon. Contemplava l’opera e il suo profilo sembrava emergere dall’imponente muro di mattoni neri…

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John Doe
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Re: Opportunità - Alessandro Canella

Messaggio#5 » mercoledì 21 aprile 2021, 23:06

@ Signor_Darcy
Ciao Stefano.
Sull'uso delle virgole ti do ragione. Alcune potevano essere evitate. Così come hai sempre ragione sul fatto che avrei dovuto immergermi maggiormente nella protagonista.
Sul finale, questo è spesso il mio tallone d'Achille. Premesso che ho un debole per i finali semi-aperti, lasciati cioè all'interpretazione del lettore, riconosco tuttavia di dovermi impegnare nel rendere più trasparente il messaggio che voglio veicolare. In questo caso volevo raccontare di due muri, uno letterale (l'opera d'arte) e uno metaforico (l'atteggiamento glaciale della donna, la quale da una parte attrae la protagonista, dall'altra la mette a disagio). Il finale, non lo nasconde, è una mini citazione (molto ardua da cogliere, me ne rendo conto) dell'ultima scena di "Room in Rome", film di alcuni anni fa che tratta sempre di un corteggiamento tra donne.

@ alexandra.fischer
Ciao Alexandra.
Ho un dubbio su una correzione che mi proponi: perché "Improbabile che qualcun altro comparisse nell’ingresso" sarebbe più corretto di "Improbabile che qualcun altro varcasse l’ingresso"?
Sulle altre correzioni, non mi dispiacciono affatto, anche se con piccole modifiche. Nel frattempo, prendo appunti. :)
Riguardo l'accento dimenticato in "appoggiò", non posso che cospargermi il capo di cenere...
lupus in fabula

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Fagiolo17
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Re: Opportunità - Alessandro Canella

Messaggio#6 » giovedì 22 aprile 2021, 19:16

Ciao Alessandro e piacere di leggerti.
Come sempre non ho molti appunti da farti sullo stile di scrittura, chiaro e lineare, coi giusti dettagli e i giusti beat di dialogo.
Non ho mai avuto la sensazione di non sapere chi stesse parlando o di non capire il posizionamento nella scena.
La trama mi ha intrigato, soprattutto questo piacere e mettere in imbarazzo della Donna di Ghiaccio.
Avrei gradito qualche dettaglio in più del pensato della nostra protagonista, ma le sue scelte sono comunque ben esplicative della sua interiorità.
Mi piace il finale semi aperto, dove si disinteressa del lavoro per seguire il cuore... Un classicone, chiaro, ma che se ben narrato mi garba sempre.
In bocca al lupo per questa edizione.

viviana.tenga
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Re: Opportunità - Alessandro Canella

Messaggio#7 » giovedì 22 aprile 2021, 21:36

Ciao Alessandro,
Del tuo racconto ho apprezzato soprattutto l'atmosfera, quasi magica. Sono rimasta con il dubbio se la donna fosse una persona reale o una personificazione di qualcosa che porta la protagonista a cambiare vita e inseguire i suoi sogni, ma credo che un certo grado di ambiguità fosse voluto.
Dovendo trovare un difetto, ho trovato poco naturali alcune battute di Mya (e.g. la prima, per l'uso di un abbastanza pomposo "coloro che" invece che un più colloquiale "quelli che"; allo stesso modo il "vedere oltre esso" di una delle ultime. L'uso del pronome "esso" nel parlato mi suona molto strano, ma può darsi sia solo un problema mio)
Nel complesso, una buona prova

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Andrea Partiti
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Re: Opportunità - Alessandro Canella

Messaggio#8 » giovedì 22 aprile 2021, 21:49

Non credo di aver afferrato completamente il racconto.
La galleria era vuota perché la protagonista vede uscire gli ultimi clienti, e da come la descrivi non è un ambiente enorme e non controllabile, quindi abbiamo una presenza "misteriosa". La approccia come se fosse una cliente, ma si comporta in maniera molto più intima e invadente. Si rimbalzano a vicenda frasi sempre più pompose che si avvicinano tantissimo alla parodia della critica d'arte, sentiamo calici di vino gigante che ruotano di pretenziosità, eppure ce la fanno a restare serie.
La visione al di là del muro non capisco da dove nasca, se effettivamente le mostri qualcosa o se sia tutta frutto dell'immaginazione, ma penso che l'ambiguità sia voluta.
E' una scena piacevole da leggere, che fa sorridere per un irrealismo e una forzatura delle interazioni che (spero!) siano intenzionali per creare un effetto surreale, però non avere uno scioglimento di questa tensione che costruisci mi lascia insoddisfatto.

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John Doe
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Re: Opportunità - Alessandro Canella

Messaggio#9 » venerdì 23 aprile 2021, 12:23

Ringrazio tutti per gl'interessanti spunti.

@ Luca
A rileggere il brano a mente fredda, avrei forse potuto condensare maggiormente la parte introduttiva, così da dedicare più spazio proprio alla protagonista e alle sue sensazioni. A dire il vero, in questi primi mesi di ritorno alla scrittura sto notando una mia tendenza a non esplicitare troppo il pensato del portatore di PDV quando uso la terza persona, facendolo intuire più dalle sue azioni. Non sempre però funziona come vorrei. Di sicuro devo correggere il tiro.

@ Viviana.
In verità non avevo pensato a un'ambiguità "fisica" della donna. Nella mia testa è davvero una cliente. Semplicemente Mya non si era accorta che non tutti erano davvero usciti dalla galleria. L'ambiguità quindi non è voluta (e a questo punto la reputo un mezzo passo falso mio).
Riguardo l'ampollosità di Mya, in parte era voluta, visto il ceto sociale dei personaggi, anche se concordo che il primo passaggio è migliorabile nella scorrevolezza. Sull'uso di "esso" invece trovo che sia corretto, essendo riferito a un oggetto.

@ Andrea
Vero è che la galleria, per come me la sono immaginata, non è certo grande quanto un museo, ma è comunque divisa in ambienti, tanto che nel brano paro di "sale" e di "percorsi".
Sul discorso dell'invadenza non mi trovi invece d'accordo. Mya è una venditrice e la donna una potenziale cliente, entrambe comunque appartenenti a un ceto sociale elevato. La protagonista semplicemente sfrutta l'opera per creare un primo approccio. Ti assicuro che quando la mia azienda organizza delle fiere, anch'io sfrutto escamotage simili per approcciare le persone che si mettono a osservare i nostri prodotti. Certo, ci sarebbero stati mille altri modi d'introdurre il dialogo, ma o sarebbe stati banali e noiosi (Mya che chiede alla donna se è interessata all'opera, ad esempio?) o avrebbero richiesto di sfruttare troppi caratteri. Ho preferito un approccio diretto, così da svelare subito che l'opera non è soltanto un muro, ma qualcosa di più e allo stesso tempo far capire che la donna era a conoscenza di ciò e che, anzi, si stava solo ponendo una domanda di ambito più pratico, mettendo così subito in chiaro il rapporto di "potere" tra le due.
Riguardo l'assenza di uno scioglimento chiaro, ammetto che questo è un tratto comune a quasi tutte le mie storie. Non sono un amante dei finali chiarificatori e consolatori (non nel senso di positivi, sia chiaro). Per come la vedo io, una storia deve coinvolgere il lettore, farlo riflettere, portarlo a pensare alle conseguenze delle azioni dei personaggi anche oltre l'ultima frase. Certo, la storia ha un tema fondante (che non è soltanto quello della competizione di questo mese) e porta avanti una certa "morale", ma spiattellarla in maniera esplicita avrebbe a mio avviso reso il finale meno incisivo.
lupus in fabula

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~Proelium~
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Re: Opportunità - Alessandro Canella

Messaggio#10 » venerdì 23 aprile 2021, 16:48

Ciao Alessandro,
piacere di leggerti. Se non sbaglio ci siamo già incrociati, ma forse è la prima volta in cui sono io a commentarti. Allora, vediamo un po'!
Il tema c'è, la trovata del dipinto oltre il muro fa un po' siepe leopardiana... solo un po' più chic. Un po' per questo, un po' perché secondo me quella vertigine della possibilità infinita doveva restare tale, trovo subottimale la scelta di concretizzare quel brivido nel riferimento ai luoghi fatti e finiti: un silenzio da sfinge sarebbe stato più poetico, oltre che più calzante.
Ok invece la sensazione di freddo asettico e la ricercatezza che riesci a suscitare nella galleria d'arte: non incontra il mio gusto personale ma funziona, e questo è ciò che conta.
Troppo fragile il finale, con questa fuga che dovrebbe emozionarci tanto (immagino l'obiettivo fosse questo) e invece resta lontana, misteriosa e criptica. Sapere qualcosa in più su Mya, forse, avrebbe aiutato.

A livello di prosa, può senza dubbio farsi più fluida: ti faccio giusto un paio di esempi all'inizio del testo che mi sono saltati all'occhio, poi la smetto di romperti le scatole :)

Con un sorriso cortese e il capo piegato in avanti, Mya salutò l’ultima coppia di clienti a uscire dalla galleria quella sera. Nel richiudersi, la porta in cristallo fece entrare una folata d’aria gelida.


che potrebbe, volendo, diventare: "Con un sorriso cortese e il capo piegato in avanti, Mya accompagnò gli ultimi visitatori fuori dalla galleria. Dalla porta a vetri semichiusa, (soffiò) uno spiffero / una folata d'aria gelida."

O ancora, banalissimamente:

Mancavano meno di dieci minuti all’orario di chiusura.


nella versione "less is more": "Mancavano meno di dieci minuti alla chiusura."

Nel complesso, una bella atmosfera e tante belle sensazioni, ma una storia ferma in fase di rodaggio.

Spero di esserti stato utile, alla prossima!

Buona Edition,
Francesco

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Re: Opportunità - Alessandro Canella

Messaggio#11 » sabato 24 aprile 2021, 12:44

Ciao Alessandro,
piacere di leggerti per la prima volta!
Che dire... racconto piuttosto particolare il tuo. Il tema è senz'altro centrato appieno e l'atmosfera intrigante, ma ammetto di essere rimasto un po' smarrito, soprattutto all'inizio.
Ti segnalo questa frase, che mi ha creato qualche grattacapo: "La galleria era silenziosa, fatta eccezione per il pianoforte di Debussy che usciva dalle casse."
Non chiedermi perché, ma mi sono figurato fisicamente un pianoforte che sporgeva oltre le casse (dove pagare i biglietti) della galleria d'arte, piuttosto che la musica :'D
E dire che il "silenziosa" avrebbe dovuto farmi intuire che ci si riferiva alla sfera uditiva, eppure il mio stupido cervello ha collegato male i puntini. Chiaramente è colpa mia se ho frainteso, però una disposizione diversa degli elementi nella frase avrebbe potuto prevenirlo. Almeno nel caso di lettori tonti come me ^^
In seguito, grazie a un'ottima gestione dei dialoghi, la narrazione decolla e mi sono trovato immerso nella galleria d'arte e nello scambio di battute. Molto riuscita ed evocativa la scena della donna che "vede" oltre i mattoni. Bravo.
Funziona bene anche la tensione quasi sessuale che si instaura tra le due donne, fungendo da catalizzatore per l'intero racconto.
Carino il finale aperto, che lascia al lettore la libertà di decidere da sé come concludere la vicenda. Donandogli possibilità, alternative, opportunità.
In conclusione, ho apprezzato il tuo racconto, anche se forse avrebbe bisogno di una limatina qua e là per brillare davvero.
Ti auguro un'ottima Oriana Ramunno Edition, a presto!
Luca

viviana.tenga
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Re: Opportunità - Alessandro Canella

Messaggio#12 » sabato 24 aprile 2021, 20:00

John Doe ha scritto:@ Viviana.
In verità non avevo pensato a un'ambiguità "fisica" della donna. Nella mia testa è davvero una cliente. Semplicemente Mya non si era accorta che non tutti erano davvero usciti dalla galleria. L'ambiguità quindi non è voluta (e a questo punto la reputo un mezzo passo falso mio).

Oltre alla questione se fossero usciti tutti o meno, mi ha messo il sospetto il fatto che la cliente sembrasse indifferente alle condizioni ambientali (schiena scoperta vs Mya che ha freddo). Comunque ripeto, anche se la cosa non era voluta non lo vedo come un male.

John Doe ha scritto:Riguardo l'ampollosità di Mya, in parte era voluta, visto il ceto sociale dei personaggi, anche se concordo che il primo passaggio è migliorabile nella scorrevolezza. Sull'uso di "esso" invece trovo che sia corretto, essendo riferito a un oggetto.

Certo, grammaticalmente è corretto, quello che intendevo è che l'ho trovato un altro picco di quella che tu hai definito "ampollosità" di Mya (se immagino di dover esprimere lo stesso concetto in una conversazione, mi verrebbe molto più naturale dire "vedere oltre" e basta). Però se era voluto per la caratterizzazione del personaggio nulla da ridire.

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John Doe
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Re: Opportunità - Alessandro Canella

Messaggio#13 » domenica 25 aprile 2021, 0:50

@ Proelium
Il modo in cui hai sistemato il primo passaggio mi piace, così come per la seconda (e giuro che in fase di rilettura ero stato incerto se abbreviarla tagliando anche il verbo e introducendo la frase sostituendo il punto fermo con i due punti in quella precedente, ma mi sembrava troppo minimalista come scelta, che sarebbe anche il mio stile "ufficiale", ma in questo caso ho cercato, fallendo in certi passaggi, di adottare un registro più in linea con i personaggi della storia).
Riguardo il paragone leopardiano, ammetto di non averci pensato in fase di scrittura. Analisi interessante.

@ lucaspalletti
Il passaggio del pianoforte sarebbe risultato forse più immediato (e migliore) adottando al suo posto la parole "note", come suggerito da Alexandra. Piccola confessione, a tal proposito: mentre pensavo a quale compositore citare, ho avuto un flash del famoso sketch dei Griffin su Debussy. Giuro che mentre scrivevo il suo nome la mia unica paura fosse che la scena potesse rimandare a quell'elemento comico e così ho finito per non prestare la dovuta attenzione ad altri elementi che potessero renderla poco immediata.
Per il resto, mi fa piacere che il brano sia riuscito a prenderti nella seconda metà.

@ Viviana
L'idea della schiena e dello chignon è nata per sottolineare il maggior "potere" della donna rispetto a Mya. Il fatto che ciò posso averti portato a fraintendere il passaggio significa che devo correggere il tiro. Grazie dell'utile segnalazione.
lupus in fabula

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Re: Opportunità - Alessandro Canella

Messaggio#14 » domenica 25 aprile 2021, 17:55

Ciao Alessandro, ci incrociamo di nuovo.
Io non credo di aver capito questo pezzo. È vero che l'essere criptico è un tuo punto forte, ma a questo giro lo sei stato più del solito. Probabilmente un po' troppo. Ho apprezzato veramente tantissimo l'interpretazione che hai dato al tema. Seriamente, non avrei mai pensato quel "oltre il muro" come "dentro al muro", per la precisione un quadro nascosto dentro al muro. Geniale. Però, appunto, è un'idea, non un racconto. Ciò che viene imbastito tutto attorno invece è un po' oscuro, non ho capito che tipo di comunicazione si stava instaurando tra le due donne o quali fossero i sottintesi che stavano nascendo. Arrivato alla fine mi son chiesto per qualche secondo perché la tipa prende e inizia a correre, per poi rispondermi che probabilmente c'era stato un qualche fine di corteggiamento nelle loro frasi.
Però non sono entrato nel personaggio. Penso che il problema più grosso è che quando scrivi ti fermi all'esterno dell'azione: descrivi le azioni e gli oggetti con una cerca cura e precisione, ma non c'è mai un accenno a ciò che avviene dentro ai personaggi. L'unico piccolo indizio arriva sul finale:
Aspettò alcuni secondi, sperando di rivederla comparire.

Questa è l'unica frase in cui c'è dell'introspezione psicologica, troppo poco troppo tardi.
L'impressione che ho avuto leggendo è che tu abbia avuto l'intuizione geniale del quadro nel muro, ma che non sia riuscito a gestirla bene come avrebbe meritato.

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Re: Opportunità - Alessandro Canella

Messaggio#15 » martedì 27 aprile 2021, 10:46

Ciao Alessandro, piacere di leggerti di nuovo!
Quell’accento mancato mi ha fatto venire un brivido lungo la schiena....cazzo stavi andando liscio liscio! Scherzi a parte, un buon lavoro. Mi è piaciuta l’atmosfera misteriosa che hai costruito con uno stile al solito impeccabile. La figura della donna è ben costruita e pure il finale con quel pizzico di mistero mi ha soddisfatto. Il bivio in cui hai magistralmente lasciato il lettore è geniale: la ragazza segue la donna o scappa? Tutto rimane nella penna e nella testa di Canella e noi possiamo solo giocare di fantasia che è quello che un lettore chiede.
Purtroppo sei capitato in un gruppo che , almeno per quanto riguarda 4/5 racconti, ha una qualità davvero alta. Ma tu fai parte di questa porzione e quindi ottimo lavoro!
A presto
Davide Mannucci

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Re: Opportunità - Alessandro Canella

Messaggio#16 » mercoledì 28 aprile 2021, 10:05

@ Stefano Moretto
Vero: sul racconto "blitz" tendo a lavorare soprattutto sul non detto, evocando più che descrivendo. Che poi, a questo giro ero pure convinto di essere stato meno criptico del solito, certo che il parallelismo "muro che nasconde qualcos'altro VS donna algida che affascina la protagonista" bastasse. A quanto pare non è stato così. :D E' un fattore su cui devo assolutamente lavorare e commenti come il tuo sono sempre preziosi per capire cosa ancora sto sbagliando. Grazie e alla prossima.

@ Davide Manucci
Quel maledetto accento mi perseguiterà fino alla prossima edizione. :D
lupus in fabula

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Re: Opportunità - Alessandro Canella

Messaggio#17 » domenica 2 maggio 2021, 13:50

Credo che il problema di questo racconto non sia nel finale aperto, ma nel focus interno perché non c'è il giusto disequilibrio tra l'opera e l'attrazione. Cerco di spiegarmi: si arriva alla fine pensando che stiano parlando ancora del quadro nascosto quando invece tutto il peso si è spostato su un'attrazione che, almeno a me, non è arrivata in tutta la sua centralità. Pertanto anche il finale risulta monco perché ancora non ho focalizzato la mia attenzione sull'aspetto principale. Si legge bene, è affascinante, ben scritto, ma rimane indefinito nella mente del lettore quanto ben chiaro in quella dell'autore che quindi prepara un finale che arriva al destinatario con tutto altro senso. Per me un pollice tendente verso il positivo, ma non in modo solido proprio per questo suo non riuscire a trovare il giusto equilibrio.

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Re: Opportunità - Alessandro Canella

Messaggio#18 » martedì 4 maggio 2021, 23:52

Rispondo con leggero ritardo alle (più che corrette) note dell'Antico. Devo ammettere che, dopo aver riletto il brano a mente fredda già a un paio di giorni dalla sua scrittura, ho notato che il grosso assente era l'introspezione nella testa della protagonista. Purtroppo il racconto "blitz" rimane ancora un terreno in cui non mi sento del tutto a mio agio e a ogni giro sento di lasciare indietro qualche pezzo. Oltretutto, la mia predilezione per i finali aperti e un po' criptici non aiuta. Col senno di poi avrei potuto tagliare buona parte dell'introduzione, così da dedicare maggiore attenzione ai pensieri e alle sensazioni della protagonista. Solo che a scrivere i racconti con il "se" son bravi tutti, quindi ancora una volta raccolgo i preziosi consigli e mi preparo per il prossimo appuntamento. :)
lupus in fabula

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