Il racconto del racconto

Appuntamento con Oriana Ramunno e il suo tema fissato per lunedì 19 aprile dalle ore 21.00 all'una!
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filippo.mammoli
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Il racconto del racconto

Messaggio#1 » martedì 20 aprile 2021, 0:41

Stasera non partecipo. Poca voglia. E poi ho appena concluso il mio ultimo romanzo. Me lo meriterò un po' di sano riposo, no?
Un'occhiata al display del telefono, le ventuno in punto. Chissà se l'Antico avrà già comunicato il tema e dato il via all'ennesima sfida...
Vabbè, vado a vedere, giusto per curiosità, cosa mi costa?
Oltre il muro.
Cazzo, il tema è invitante. Quasi quasi, ci faccio un pensierino.
Mia moglie mi passa accanto per uscire in terrazzo a cambiare il sacchetto dell'organico.
«Ci pensi tu a spazzare, Filippo?»
«Sì sì» rispondo sovrappensiero «dopo però. Adesso porto fuori la spazzatura e poi faccio tutto, non ti preoccupare.»
Prendo il sacchetto ed esco. Non riesco a pensare ad altro.
Il muro dell'indifferenza, il muro del pregiudizio, il muro della paura...
Quanti muri di cui poter parlare. Troppi. E se riciclassi un racconto di quelli scritti e non pubblicati?
Mica mi beccano. Basta prenderne uno che abbia una certa attinenza, sfrondare un po', infilarci qualche parola che richiami il tema in modo un po' più esplicito, ed è fatta.
Mentre torno indietro sono quasi convinto. Salgo le scale e iniziano i primi dubbi. Entro in casa.
«Silvia vado un attimo su, in mansarda. Scendo tra pochi minuti e sistemo tutto. Mettiti pure tranquilla.»
Mi guarda non troppo convinta.
«Hai i minuti contati
«Sì, ma non è il tempo che mi manca stasera» provo a scherzare.
Volo su per la scala a chiocciola e accendo il portatile. Apro il file con tutti i racconti scritti nell'ultimo anno. Mi soffermo su Mediocrità, un racconto ispirato alla canzone Nebraska di Bruce Springsteen. È scritto in prima persona, ottimo. Inizio ad aggiustarlo, cerco di rendere maggiore l'effetto scenografico.
Una voce arriva da sotto.
«Ma non dovevi spazzare?»
«Arrivo amore!»
Scendo e passo la scopa elettrica di corsa. Torno su.
Conto i caratteri, poco più di tremila, posso ancora inserire qualcosa. Ci siamo. Riguardo i dialoghi, devono sembrare realistici. Ma ce ne sono pochi. Lo rileggo e non mi convince. A parte l'inizio e la fine, il resto è un flusso di pensieri, quasi tutto raccontato e poco mostrato. I talebani della scrittura immersiva mi faranno a pezzi. Magari ci fossero i leoni, nell'Arena... avrei più possibilità di scamparla.
No cazzo, non posso farlo. E poi non va bene, ho sempre tirato fuori qualcosa dal nulla, non mi sentirei a posto. Oddio, proprio dal nulla, no. Magari avevo qualche idea, un canovaccio di storia e sono riuscito ad adattarla al tema, ma ci può stare. Chi non lo ha mai fatto? Si deve pescare da qualcosa, mica si inventa niente.
Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Chimica mentale, creazione neurosinaptica.
E allora cosa cazzo tiro fuori?
No... ideona!
E se raccontassi quello che ho fatto per scrivere questo racconto in ogni dettaglio?
Più mostrato di così...
Prima persona presente per andare nel cu... ehm, per fregare chi la mena sempre con la gestione del punto di vista.
Ok, ganzo. Mi piace.
Ma per il tema, come la mettiamo?
Va bene infilarcelo a forza, ma non bisogna esagerare.
Occhio però, bella la presa diretta, ma adesso sto rischiando di dover descrivere quello che non ho ancora fatto o pensato.
Mi sto rincorrendo, mi attorciglio su me stesso...
Dov'ero rimasto? Ah sì, il tema.
Non sto forse cercando di superare il muro della mancanza di ispirazione?
Non sto lottando contro il muro della pagina bianca che da sempre affligge gli scrittori in crisi, alle prese con il famigerato blocco?
Non sto arrampicandomi su un muro di cazzate per raggiungere, ma non oltrepassare, il muro dei quattromiladuecentoquarantadue caratteri?
A proposito...
Seleziono tutto, clicco su Strumenti, eseguo di nuovo il conteggio.
Tremilacinquecentonovantuno caratteri. Prima che scrivessi Seleziono tutto.
Adesso saranno di più...
Non se ne esce cazzo. È un regresso ad infinitum, un esperimento di metascrittura, un metaracconto, un racconto sul racconto stesso.
Direi che ormai ci siamo, può bastare. Non resta che scegliere il titolo. Non amo mettere il tema nel titolo, mi sembra un modo per convincere gli altri fin dall'inizio che il tema è preso.
No, andrei su qualcosa di più evocativo.
Faccio una doccia e ci rifletto.
Eccomi qui, in accappatoio, con il titolo pronto.



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antico
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Re: Il racconto del racconto

Messaggio#2 » martedì 20 aprile 2021, 0:47

Ciao Filippo! Caratteri e tempo ok, buona ORIANNA RAMUNNO EDITION!

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Signor_Darcy
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Re: Il racconto del racconto

Messaggio#3 » martedì 20 aprile 2021, 15:27

Leggo su facebook che Filippo aspetta con grande curiosità il primo commento a "quello che è senza dubbio il racconto più folle che abbia mai scritto nell'arena".
Boh, che faccio? L'ordine che mi sono imposto per la lettura è un altro, ma a questo punto sono curioso.
Leggo, tra il divertito e il perplesso; e intanto comincio a pensare a cosa potrei dire di quello che c'è scritto, di questo racconto sul racconto che per arrivare a sfiorare i quattromiladuecentoquarantadue caratteri non esita a dire che deve raggiungere i quattromiladuecentoquarantadue caratteri.
Faccio ordine nei miei pensieri. Paraculo? Forse, un po'; ma valeva la pena. Interessante? Sì e no: sì perché il processo creativo assume la stessa valenza dello scritto; no, perché verso la fine forse si prende un po' troppo sul serio pur continuando a far finta di essere casuale (la parte del "regresso ad infinitum"). Intrigante? Beh, sì, cavolo: guarda come si lancia in una... filippica verso i "talebani della scrittura immersiva", con l'obiettivo in realtà non troppo celato di compiacerli.
Non lo so. Non mi convince come commento. Che gli posso dire? Che è scritto bene lo sa. Che il tema l'abbia rispettato forse lo pensa, non sono sicuro ci sia davvero riuscito, dato che parla di "poca voglia" e quindi il "muro della mancanza di ispirazione" tiene, sì; ma non troppo. Che poi, ammesso che sia anche vero, non è che questo basta per scrivere un commento esaustivo. Boh, magari ci penso dopo.
Anzi, no. Dico che l'idea è buona, che l'esecuzione gli rende giustizia e che forse non era facile riuscire a fare di più.

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~Proelium~
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Re: Il racconto del racconto

Messaggio#4 » martedì 20 aprile 2021, 22:44

Ciao Filippo,
leggerti è sempre un grande piacere, anche quando al posto di un racconto da leggere semini candelotti di dinamite. O forse proprio per questo, eh eh...!
Quando poi mi tocca anche metterti in classifica, il piacere raddoppia. Ora, dato che hai voluto giocare, ho voglia di divertirmi un po' anch'io.

Aspetti di forma:
narrazione in prima presente: fatto, quindi bravo.
immersività: fatta, quindi bravo.
conflitto: fatto, quindi bravo
combo dialogato + tag: fatta, quindi bravo.
show don't tell: fatto, quindi bravo.
muro dei caratteri: aggirato e puntato oltre, tema preso, quindi bravo.
Quindi Filippo Mammoli vince l'Edition, scriverà best-seller, vincerà la lotteria, ecc. ecc. ecc.

E ora, passiamo al commento, quello vero:
Al tuo solito, Filippo, una sberla onesta che ribalta il tavolo con gentilezza. Hai fatto una cosa folle (ma che, chissà perché, un po' mi aspettavo...): già l'artificio del metaracconto di per sé era un rischio, e poi ci sono le pistolettate ai talebani... eh eh... caro Filippo, qui finisce che ti giochi la carriera!
Eppure... eppure... di questo testo secondo me c'era bisogno, e tu ci hai messo la faccia e firmato a tuo nome. Non so come e se sarà digerito dai colleghi di penna, se passerà oltre il muro; ma spero proprio di vederlo nella Vetrina di MC, a dare un messaggio importante. Perché scrivere, in fondo, è proprio questo: comunicare un messaggio, un'emozione, un'urgenza. La narratologia è un dono per migliorare le nostre storie, ma non è il fine della letteratura. Toh, mica male come messaggio.

Buona Edition, Filippo... e buona fortuna, stavolta te la sei cercata!
Francesco

alexandra.fischer
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Re: Il racconto del racconto

Messaggio#5 » mercoledì 21 aprile 2021, 16:46

IL RACCONTO DEL RACCONTO di Filippo Mammoli Tema centrato. Punti di forza: tu che ti trovi alle prese con più muri. Quello dell’ispirazione per il contest e i timori per i talebani della scrittura. Le tue strategie (ricorrere al materiale “dormiente” ispirato alla canzone di Springsteen?). E poi i vari muri che esamini e scarti: quello della paura, quello del pregiudizio, e quello dell’indifferenza. Sono sentieri narrativi che non ti va di percorrere. Però rendi molto bene il quotidiano con tua moglie, l’aiuti nei lavori di casa (molto ben resi i dialoghi). Geniale l’idea del metaracconto ma anche la resa del quotidiano di un partecipante durante la Serata Fatidica.



Punti deboli:
ti riporto le frasi corrette
Sì, sì.
Dopo, però. Adesso porto fuori la spazzatura…
Nebraska (dato che è un titolo)
Arrivo, amore.

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Fagiolo17
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Re: Il racconto del racconto

Messaggio#6 » giovedì 22 aprile 2021, 19:08

Ciao Filippo e piacere di leggerti.
Ecco al commento uno dei "talebani della scrittura creativa"! ;)
Ti pagherò il copyright del nome perché l'ho adottato in tutte le chat di gruppo dove parlo di scrittura.
Bando alle ciance.
I metaracconti, di base, non mi fanno impazzire, purtroppo. Senza badare allo show o al mica show.
Trovo che debbano avere una verve davvero incredibile per funzionare. Una simpatia esilarante o qualcosa di davvero inaspettato.
La prima parte l'ho trovata più fluida e più interessante, dalla metà, quando comincia con il seleziona tutto, il conteggio dei caratteri eccetera è diventato un po' noioso e mi ha dato l'idea dello scrivere per scrivere. Senza più né capo né coda.
Per me hai comunque fatto bene a sperimentare il racconto giocoso e divertente! Meglio tentare e partecipare piuttosto che darsi per vinti e non consegnare nulla!
In bocca al lupo per questa edizione.

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Andrea Partiti
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Re: Il racconto del racconto

Messaggio#7 » giovedì 22 aprile 2021, 19:35

I racconti meta esistono solo nel contesto in cui nascono.
Lo tiri fuori da questo specifico forum, in questo specifico momento, per questo incredibilmente specifico target di lettori e diventa privo di significato.
Importa poco quanto provi a recuperare aggiungendo fumo al racconto. E' solo triste.
Mi dispiace, alla prossima.

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filippo.mammoli
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Re: Il racconto del racconto

Messaggio#8 » giovedì 22 aprile 2021, 20:59

Qui di triste vedo solo il tuo commento.
Aspetta un attimo, corro da Mondadori a leggere le tue sedici pubblicazioni, imparo la tecnica e torno!
Nell'attesa del tuo imminente premio Strega,

A incrociarsi il meno possibile.

viviana.tenga
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Re: Il racconto del racconto

Messaggio#9 » giovedì 22 aprile 2021, 21:50

Ciao Filippo,
Credo sia la seconda o terza volta in cui vedo qualcuno buttarsi su un meta racconto simile sulla mancanza di ispirazione con annessi frammenti di vita familiare... Per carità, ci sta che ogni tanto qualcuno tiri fuori l'idea, ma l'effetto è iniziare a leggere e pensare "ah, ok, è quella roba lì".
Entrando nel merito, il racconto scorre molto bene, la prima persona è (ovviamente) ben gestita, il tema è a suo modo centrato. Personalmente, penso si potesse evitare l'ultima parte sul regresso ad infinitum, che perde un po' della freschezza della prima parte e scivola un po' nell'esercizio tecnico fine a se stesso.

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filippo.mammoli
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Re: Il racconto del racconto

Messaggio#10 » giovedì 22 aprile 2021, 21:58

Grazie del commento, Viviana.
Ci tengo a specificare una cosa sola, e cioè che io non ho mai letto niente di simile nell'arena, altrimenti non lo avrei scritto. Ma non perché pensi che non si possa dopo la prima volta, bensì perché volevo fare qualcosa di originale.
Poi può piacere più o meno, può convincere oppure no, ma i commenti sensati delle persone intelligenti si accettano sempre di buon grado.

viviana.tenga
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Re: Il racconto del racconto

Messaggio#11 » giovedì 22 aprile 2021, 22:24

filippo.mammoli ha scritto:Grazie del commento, Viviana.
Ci tengo a specificare una cosa sola, e cioè che io non ho mai letto niente di simile nell'arena, altrimenti non lo avrei scritto. Ma non perché pensi che non si possa dopo la prima volta, bensì perché volevo fare qualcosa di originale.
Poi può piacere più o meno, può convincere oppure no, ma i commenti sensati delle persone intelligenti si accettano sempre di buon grado.

Ciao Filippo,
certo, non volevo accusarti di plagio (tenendo conto che nessuno partecipa a tutte le edizioni né legge tutti i racconti di quelle a cui partecipa, probabilmente è più una coincidenza che a me sia capitato di leggerne due o tre), solo osservare che è una tentazione in cui ogni tanto qualcuno cade :)

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DavideMannucci
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Re: Il racconto del racconto

Messaggio#12 » venerdì 23 aprile 2021, 10:20

Caro Mammoli, lei mi spiattella così un meta racconto irriverente e lo fa pure senza avvertire. Non ho parole! E allora stai zitto, diranno subito i miei piccoli lettori...ah no scusa...Collodi non c’entra un cazzo... Dicevamo di lei Mammoli...si sieda, si sieda pure.
Innanzitutto talebano lo dice al parente che preferisce. Sì lo so sono delicatissimo ad essere generico ma col culo che ho becco un parente che non sta bene o che non c’è più e allora scelga lei caro Mammoli basta che abbia capito.
Caro Mammoli - che bello chiamarla così, mi par di giocare con tanti piccoli nanetti di Biancaneve - vabbé sto delirando ma lei col suo meta racconto mi ha acceso lo spiritello irriverente e ora faccio il bischero. Mi permetto il vernacolo perché intuisco che io e lei abbiamo gli stessi natali.
Dunque Mammoli....il suo racconto m’è garbato e anche dimorto!
Lo stile è ottimo, la forma solida e lo sviluppo equilibrato nel suo delirio. Hai (mi consenta il tu caro conterraneo) avuto coraggio. Non è facile gestire quello che poteva diventare un porto sicuro. Tu lo hai sviluppato in modo simpatico. poi hai aggiunto una cosa che a me conquista sempre: l’autoironia. Ho trovato il tuo racconto tutt’altro che triste, come purtroppo ho letto sopra. Mi hai divertito e probabilmente questo non è da attribuire alla tua bravura ma alla tristezza della mia condizione di uomo di mezza età che ha bisogno di divertirsi.
A parte tutto, bravo! Sei stato immersivo senza essere pesante...ebbene sì a volte l’eccessiva immersione rischia di diventare pericolosa (Maiorca e Pelizzari docent)..
Per me un bel racconto che si piazza nei piani alti sgomitante con un paio di atri bei lavori che ho già notato.
Bene Mammoli, può andare e si ricordi: talebano sarà quel parente che lei, dopo attenta cernita, sceglierà.
Ah e la porti un bacione a Firenze visto che motivi coniugali mi hanno fatto emigrare in provincia sulle colline tanto amate dal Sassaroli :)
A presto Filippo!!!
Davide Mannucci

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lucaspalletti
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Re: Il racconto del racconto

Messaggio#13 » sabato 24 aprile 2021, 13:27

Ciao Filippo, piacere di leggerti per la prima volta!
E come prima volta ho beccato il tuo racconto più folle, per tua stessa dichiarazione. interessante!
Questo mi permette di poterlo valutare con tutta l'innocenza di un (quasi) debuttante di MC. E chi meglio di un debuttante potrebbe ritrovarsi in un racconto simile, con l'ansia di cavare qualcosa dal tema, di rispettare il limite di caratteri, di essere giudicato dagli altri?
Che dire... mi ci sono abbastanza rivisto!
Lo ammetto, sono rimasto un pelo spiazzato, sulle prime, dal trovarmi immerso in un meta-racconto. E' stato inaspettato, ma gradevole, proprio per l'immedesimazione che accennavo prima.
Ma non solo. Esiste meta-racconto e meta-racconto. Ed il tuo fa bene il suo lavoro, ci fa vivere parte della tua quotidianità e scorre via leggero ed ironico, tra frecciatine (mica tanto ine) e prese di coscienza. Inoltre ci voleva una certa dose di coraggio per presentarlo, il che è apprezzabile.
Per quanto riguarda lo stile, devo dire che l'immersio... no, scherzo. Non ci tengo a farmi esplodere in un atto di fede. Niente stile :)
In conclusione, stupidate a parte, ho apprezzato questa semi-follia. Davvero.
Come tale, però, mi sento di valutarla. O meglio, credo di dover dare merito a tutti gli altri del tuo gruppo per aver creato veri racconti. Anche se ritengo il tuo migliore di svariati di essi. Servirebbe una classifica a parte, ma non esiste, ahimè.
Non potrò quindi metterti (probabilmente) tra le prime tre posizioni della mia classifica finale, coerentemente con questo metro di giudizio, ma sappi che moralmente, per me, sei da quelle parti.
Un saluto, l'augurio di un'ottima edition e la speranza di leggere presto un tuo "vero" racconto.
A presto!
Luca

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filippo.mammoli
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Re: Il racconto del racconto

Messaggio#14 » domenica 25 aprile 2021, 12:50

Ciao Luca,
Ti ringrazio del commento.
Anche perché mi dà modo di fare una considerazione.
Hai detto che aspetti di leggere un mio vero racconto, e poco importa che tu abbia usato il corsivo per l'aggettivo. È una cosa che sapevo che avrei dovuto affrontare e che non pensi solo tu. Sai cosa ti dico, che fino a ora, prima di scrivere questo racconto, forse la pensavo anch'io.
Adesso ti chiedo, ma non solo a te, quale sarebbe il racconto vero? Quali sono i canoni per definirlo e come si stabilisce che un racconto sia più vero di un altro?
Sono più veri quelli infarciti di mostri, o quelli in cui gli alberi parlano e si trasformano in uomini o viceversa?
È più vero quello in cui si entra nei sogni di un'altra persona o quello in cui un muro parla e chiede del cibo?
Non sono veri allora quelli di storie di vita, di disagio e di omicidi del tutto verosimili. Il racconto è dunque vero in misura inversamente proporzionale alla sua verosimiglianza?
Mi sembra tutto molto capzioso e opinabile. Secondo questo metro infatti il mio racconto, che paradossalmente è più vero di quasi tutti gli altri, miei precedenti compresi, perché racconta in modo abbastanza fedele la mia serata di scrittura per MC, risulterebbe fasullo, artificiale, non originale.
Mi pare che il paradosso sia così evidente da risultare ridicolo.
Allora accetto solo giudizi su altri piani, che non tirino in ballo il vero e meno vero, ché quando si parla di fiction non hanno davvero alcun senso.
Mi si può dire che i metaracconti non piacciono, non incontrano il gusto personale, fanno proprio cacare e sono esercizi poco interessanti. Lo accetto.
Mi si può obiettare che sia scritto male, in modo banale o poco accattivante. Accetto anche che i talebani della scrittura immersiva, con cui ho scherzato, mi facciano notare che la gestione del punto di vista non è perfetta. Mi si possono contestare refusi e altri errori sintattici, qualora ve ne fossero. Si può infine discutere sullo stile, ma leviamoci dalle palle una volta per tutte questa storia del racconto vero, che è ammantata di una oggettività che nessuno riuscirà mai, per fortuna, a giustificare in alcun modo.

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Stefano.Moretto
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Re: Il racconto del racconto

Messaggio#15 » domenica 25 aprile 2021, 15:50

Ciao Filippo. Ti hanno già tirato contro ogni genere di meme che poteva venirmi in mente dato il tipo di brano che hai proposto, quindi cercherò di fare quello serio del gruppo.
Sarò onesto: ho letto anche le tue precedenti edizioni anche quando non dovevo valutarle e probabilmente questo è quello che mi è piaciuto di più. Prima di tutto perché hai mollato la tematica che riproponevi quasi a ogni edizione, e secondo e più importante perché hai dimostrato che anche un metaracconto di questo tipo può essere un racconto.
In realtà non dovrei neanche stare a commentare questa cosa, perché è a tutto gli effetti un racconto e non ha senso parlare del fatto che un racconto è effettivamente un racconto, però ho visto che in molti prima di me hanno espresso dei pareri che non condivido e voglio dire la mia perché sono un egocentrico.
Dal mio punto di vista questo non è neanche un metaracconto. È un flusso di coscienza normalissimo per un racconto in prima persona in cui il protagonista è lo scrittore, quindi al massimo si può parlare di racconto autobiografico. Il fatto che il racconto parli proprio di minuti contati è un problema? Sì e no. In realtà nel testo il nome lo accenni in un dialogo e nomini l'antico, ma con mezzo indizio in più sul fatto che si tratti di un contest di racconti avresti risolto anche il problema di farlo leggere a chi non conosce questo forum. Per il resto se non fosse minuti contati ma un qualsiasi concorso letterario ci sarebbe stato un problema da qualche parte? Per me no. La gestione delle informazioni è sempre la parte più difficile in questo contest, l'unica cosa che ti si può appuntare è questa.
Per il resto: il conflitto c'è? Sì. Il tema c'è? In modo buffo, ma sì. L'immersività c'è? Probabilmente più qui che in qualsiasi altro tuo racconto scritto finora. Intrattiene? sì.
Io non ci vedo problemi. A parte quelli sopracitati di gestione delle informazioni. Prova a cambiare l'ambientazione della gara da MC a un qualsiasi altro contest e vedi che in effetti è un po' oscuro per chi non ne sa niente. Però, come detto, questo è l'unico problema grosso che vedo.
Non ho ancora letto gli altri del tuo girone, però se non finirai nel mio podio non sarà perché non mi è piaciuto, ma perché semplicemente gli altri erano più belli (oh, purtroppo 'sta gara funziona così.)

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antico
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Re: Il racconto del racconto

Messaggio#16 » domenica 2 maggio 2021, 14:21

Come dice Viviana, diversi sono stati, nel corso della sua storia, i racconti meta incentrati proprio su Minuti Contati, ma lei è una delle partecipanti della prima ora e in undici anni ha avuto modo di incontrarne così come io, ancora più di lei, ho avuto modo di leggerli e commentarli tutti. Detto questo, sono dell'idea che non sia l'originalità dell'idea a fare la differenza, ma l'originalità con la quale l'idea viene raccontata: è una differenza sostanziale. Parto subito con il dirti che tra tutti i racconti meta, questo è nel trittico di quelli che mi sono piaciuti di più (ma non chiedermi di recuperarti gli altri, se riesco te li linko in privato, ma prima devo cercarli) l'organizzazione interna della scrittura e la pulizia con il quale viene esposto. Ci sono due macroproblemi: 1) allo stato attuale, può essere goduto solo da chi sa cos'è Minuti Contati, quindi non è un racconto da Vetrina in grado di essere apprezzato da tutti. Come dice Stefano, si dovrebbe cercare il modo di inserire quelle informazioni, ma non solo e quindi arriviamo al secondo punto 2) il riuscire a trasmettere qualcosa che va oltre il meta e, in questo caso specifico, la mia mente andrebbe subito al processo creativo (che affronti, ma rimanendo sempre troppo vicino e correlato alla realtà specifica di MC che il lettore fuori dal contesto non può conoscere) o a quant'altro possa venire in mente a te, l'autore. Cosa intendo? Il parlare al lettore dandogli qualcosa che gli possa arrivare e anche provare a scalfirlo (come quando si dice di un racconto che a termine lettura ti ha lasciato qualcosa oppure che passa subito e dopo poco lo si dimentica). Quello che voglio dire è che va benissimo il racconto meta, ma esposto in una forma che possa arrivare al lettore generico, quello fuori dal contesto di riferimento, quello credo sia anche l'obbiettivo di ogni racconto e questo lo scrivo anche per rispondere al bell'argomento che hai aperto in risposta a Spalletti. Arrivando al giudizio, qui direi che, in base al metro che cerco sempre di applicare, siamo dalle parti di un pollice tendente verso il positivo in modo non brillante. In classifica ti piazzo davanti al racconto di Canella, vicino alla tua valutazione, ma meno definito (l'essere definito è proprio uno dei punti di forza del tuo racconto).

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