LA FINALE: classifica e commenti di Scilla Bonfiglioli

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LA FINALE: classifica e commenti di Scilla Bonfiglioli

Messaggio#1 » sabato 12 giugno 2021, 15:39

Come ogni volta che ho l’onore di essere chiamata a valutare i racconti usciti da un’edizione di Minuti Contati, anche oggi sento il peso della responsabilità in modo particolare.
L’idea di immaginare, progettare, stendere e poi revisionare un racconto valido in un tempo così ridotto è un’impresa eroica. Affinare un’idea luccicante o un colpo di scena così spiazzante da conquistare su una breve distanza come quella di un racconto tanto breve è già di per sé una sfida, farlo con il conto alla rovescia nelle orecchie alza il livello.
Significa davvero mettersi in gioco.
Anche questa volta mi sono trovata davanti racconti che mi hanno emozionato, fatto divertire, intrigato per temi, descrizioni o fulgidi lampi di genio. Sono ammirata davanti ai prodotti di questi autori.
Ho dovuto per forza costruire una classifica, ma sappiate che l’ho trovata una cosa crudele. Per questo motivo, voglio fare i miei più sentiti complimenti a tutti i finalisti dal primo all’ultimo. Spero di essere stata all’altezza del compito. Cominciamo!

Scilla Bonfiglioli

LA MIA CLASSIFICA E I MIEI COMMENTI

1) TOCCA FERRO
Ho trovato questo racconto delizioso. Costruito perfettamente nel poco spazio disponibile, ci trascina dalle prime righe in un’ambientazione medievale dal sapore fantasy piuttosto classica, con guardie in cotta di maglia, un burbero fabbro solitario, diabolici spiriti della natura e una principessa in pericolo. Il doppio plot twist ci regala un racconto freschissimo che ribalta le premesse e ci lascia alla fine con un sapore dolce in bocca.
La traccia del contest non è solo rispettata, ma è il fulcro stesso su cui si basa il ribaltamento del racconto. Nel complesso, “Tocca Ferro” si guadagna il primo posto della mia classifica personale.

2) LA POESIA DIPINTA
Sono stata conquistata da questo gioiello che non ha solo un’ambientazione giapponese, ma che ricorda in modo perfetto i racconti tradizionali del Giappone sugli Yokai. Ho sempre nutrito un amore particolare per gli spiriti giapponesi e per il ruolo che la loro presenza, nelle storie più antiche come nelle rielaborazioni moderne, gioca nella vita umana. “La poesia dipinta” ha lo stesso sapore sfumato e i colori di un dipinto nihonga. Il tema viene declinato in modo duplice, nell’adattamento di un haiku in immagini da una parte, così come nella breve convivenza tra il pittore umano e la sua musa yokai dall'altra.

3) IL CUORE DELLA FORESTA
Terzo nella mia classifica, “Il cuore della foresta” è un racconto che mi ha ricordato le esplorazioni fantastiche di Jules Verne, le atmosfere lovecraftiane e le ambientazioni di Blackwood. Il colpo di scena finale non coglie completamente di sorpresa proprio per l’ottima ricostruzione di un’introduzione che lascia intravedere le ombre sinistre dietro la magnificenza dell’ambiente incontaminato della foresta, ma la costruzione intorno al tema proposto è assolutamente vincente.

4) O FELIX CULPA
Un racconto giocato tutto sul coupe de theatre finale, che spiazza totalmente con una grande maestria di ribaltamento. Non avrei mai immaginato un retroscena simile alla resurrezione di Cristo, ma la parte precedente che ci porta fino a lì, letta in retrospettiva, si adatta più che bene. La traccia è ottimamente sviluppata: un adattamento camaleontico per un ladro di sepolcri che si aggrappa alla vita con tutte le sue risorse.

5) TASSE
Un racconto piacevolissimo, mi ha fatto piangere il cuore il doverlo mettere solo in quinta posizione. “Tasse” parte come un breve hard boiled, nel contenuto e nel ritmo, per poi regalarci un plot twist dalle sfumature horror e fantascientifiche. L’adattamento della società, del sistema economico - legale e non - e di quello politico ci viene mostrato solo nelle ultime righe, dopo un’ottima costruzione di dettagli che imbastisce la rivelazione finale, e ci dimostra ancora una volta come più le cose cambiano e più restano le stesse.

6) INFINITE MELODIE
L’idea alla base di “Infinite melodie” è originale e spaventosa. Né il protagonista né noi lettori siamo a conoscenza del motivo per cui ci troviamo intrappolati e legati a un pianoforte, sottoposti a torture e a rinforzi negativi o positivi ogni volta che si rifiutano di suonare o, al contrario, di produrre melodie. Quello che è certo è che la creatività e la sua assenza corrispondono per noi alla vita o alla morte e l’unico modo per sopravvivere è adattarci al nuovo sistema che ci vede prigionieri. Il racconto è crudo, si sviluppa con intensità crescente fino alla consapevolezza finale, cupissima.

7) IL VALORE DI TANJA
Tanja è una ragazza che è stata costretta ad adattarsi al peggiore dei mondi per sopravvivere, vendendo il suo corpo e sottomettendosi al potere del denaro. Suo padre, che si è dovuto adattare a sua volta a una vita criminale, deve rinnovarsi di nuovo per salvare la figlia e se stesso. L’ambientazione è fredda e cupa, la tematica che l’autore ha scelto per sviluppare la traccia è crudissima, a cui lo stile dei dialoghi e il lessico usato si adattano perfettamente. Ma l’incontro finale getta una luce di speranza.

8) CHE COSA TI SEI MESSA IN TESTA?
Un racconto dolce che sviluppa il tema declinandolo nella maniera più tenera, attraverso l'accettazione del diverso nella chiave di uno dei sentimenti umani più preziosi: l’amicizia.
Quando chi soffre per la propria diversità e non può, per qualsiasi ragione - in questo caso fisiologica - adattarsi al gruppo scelto d’appartenenza, è l’altro ad adattarsi, riducendo la distanza.
Ho apprezzato la semplicità dello sviluppo, la caratterizzazione naturalissima della protagonista nei suoi rapporti con la famiglia e l’amica nel nuovo contesto scolastico.

9) OCCHI BASSI E UBBIDIRE
Amo molto la fiction ambientata durante i nerissimi anni della seconda guerra mondiale e lo scenario del campo di concentramento in cui seguiamo il protagonista rende bene la drammaticità del periodo e della situazione. Il tema dell’adattamento è sviluppato a più riprese. Jacob, giovane ebreo internato, scende a un compromesso terribile con se stesso tradendo gli altri prigionieri e accettando di diventare un sonderkommando per avere salva la vita e godere di pochi privilegi. La bella Myriam fa la stessa cosa, prostituendosi per i tedeschi - un errore storico facilmente perdonabile al racconto in favore della trama.
Il tradimento finale della ragazza segue la bandiera dell’adattamento egoistico, vendendo Jacob ai nazisti in cambio di un privilgio ben misero. Un buon racconto che risente un po’ di qualche cliché.

10) IL GANCIO E LO SPECCHIO
Il racconto sviluppa la traccia in modo più che attinente. Il contesto sportivo è perfetto per mostrare un adattamento che deve per forza essere immediato ed efficace per consentire la vittoria sull’avversario e “Il gancio e lo specchio” ci mostra questo processo in corso. L’ambientazione è realistica e pregevole, sembra davvero di essere sul ring per fronteggiare un cileno che ha tutta l'aria di essere imbattibile. Per sfortuna, il racconto è forse troppo lineare, lo svolgimento e il finale sono facilmente intuibili fin dall’inizio.

11) STUDIARE AL PRATO
Lo spirito d’adattamento è una delle doti migliori e allo stesso tempo più difficili da sviluppare durante l’adolescenza, quando tutto ha confini netti: o si sta da una parte o dall’altra. Questo colore è reso molto bene in un racconto piacevole dove viene trovato un ottimo compromesso tra la vita sociale e quella dei doveri dello studio. Rispetto ad altri racconti viene forse penalizzato per la sensazione di “già visto” che la situazione presentata ha suscitato in me dopo avere visto e letto di tanti momenti più o meno simili, ma rimane un racconto decisamente godibile.

12) UN LADRO
Purtroppo in ultima posizione un racconto che tocca tematiche difficili e profonde che a me stanno molto a cuore, ma che è penalizzato per la struttura piuttosto caotica e per le reazioni estreme e fuori dalle righe e piuttosto irrealistiche - a mio parere - che spesso i protagonisti hanno in più di un’occasione e che distolgono l’attenzione dal senso del racconto.
Peccato, apprezzabilissima la tematica affrontata che stringe il cuore sul finale.



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