CLASSIFICA e COMMENTI dei Sommi Giudici

Lunedì 16 agosto dalle 21.30 alle 23.00 con 800 caratteri a disposizione e un tema scelto dei Campioni dell'Arena Maurizio Ferrero e Wladimiro Borchi
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CLASSIFICA e COMMENTI dei Sommi Giudici

Messaggio#1 » mercoledì 8 settembre 2021, 19:48

CLASSIFICA

Primo classificato – Medaglia d'oro
Notte araba

Secondo classificato – Medaglia d'argento
Son cose che fanno incazzare

Terzo classificato – Medaglia di bronzo
Congedo

Quarto classificato
Ammazzalo

Quinto classificato
Pace

Sesto classificato
Buon risveglio

Settimo classificato
Mai dire riposo

Ottavi classificati a pari merito
Decisioni
Non come le altre


COMMENTI

Notte araba

Commento di Maurizio Ferrero
Una bella bomba in pochissime righe. Questo racconto ha tutto: un background che arriva al lettore senza essere spiegato, un protagonista caratterizzato, un finale calzante e struggente. Poco da dire, solo applausi.

Commento di Wladimiro Borchi
Capolavoroooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo (ripetere “o” fino a quando non si raggiungono i 300 caratteri)!

Son cose che fanno incazzare

Commento di Maurizio Ferrero
Da Vercellese in costante lotta con le zanzare capisco benissimo il protagonista di questo racconto. Buona narrazione, arriva al dunque senza troppi fronzoli e strappa un sorriso.

Commento di Wladimiro Borchi
Declinazione del tema originalissima e divertente. Il gioco tra “che diamine sta facendo questo tizio” (e le duemila domande che ne conseguono) e il finale perfettamente coincidente con l’unica spiegazione razionale a sorpresa l’ho trovato davvero geniale. Bravo o brava, un sacco proprio!

Congedo

Commento di Maurizio Ferrero
Militari asserragliati di cui uno ferito a morte, insettoidi mutanti al di fuori. Insomma, un classico, però sei riuscit* a gestire molto bene lo scarso spazio a disposizione. Le informazioni necessarie a capire la situazione vengono tutte fuori con naturalezza, senza bisogno di imboccare il lettore. Ottimo lavoro.

Commento di Wladimiro Borchi
Bel racconto immersivo, scritto molto bene. La declinazione del tema è originale e il finale davvero toccante. Nulla da dire, se non che, forse, accade un po’ troppo poco e tutto quel che accade ce lo aspettiamo.

Ammazzalo

Commento di Maurizio Ferrero
La comprensione della vera natura del protagonista, un cane (o qualche altro animale) arriva probabilmente prima di quanto il narratore sperasse. Il finale è straziante, ma allo stesso tempo fin troppo ovvio. Sicuramente un buon racconto, ma non mi ha entusiasmato.

Commento di Wladimiro Borchi
Altro racconto davvero ben scritto. Il twist funziona, l’avevo appena subodorato ma sei stato bravissimo a gestire la scrittura per farmi ricredere e poi rimanerci fregato. Il finale è molto doloroso. Non condivido lo “sguardo triste” finale del padrone: un bastardo che porta il cane a morire in combattimento non ha sentimenti! Solo un concentrato di merda purulenta può far del male a un essere che vive solo per amarti.

Pace

Commento di Maurizio Ferrero
Vivo in condominio e comprendo benissimo le ragioni del protagonista. Il racconto è buono, nella prima parte nasconde al lettore le vere intenzioni del personaggio, ma l'effetto è voluto per generare il colpo di scena. Nonostante la brutalità strappa un sorriso.

Commento di Wladimiro Borchi
Racconto molto carino. Quando ho letto “L'accetta porta la forza dei miei argomenti in quel cranio testardo” stavo per morire. Molto ben curati i tempi e scrittura ottima. L’unica pecca è che non si percepisce fino in fondo la follia dell’Io narrante, l’esasperazione che lo porta a sterminare un’intera famiglia.

Buon risveglio

Commento di Maurizio Ferrero
Divertente, colpo di scena classico ma ben gestito. In una scarsità di caratteri del genere avrei stringato ulteriormente sugli aggettivi ("mio" corpo, quel "mio" è superfluo, si capisce anche senza), ma niente di gravissimo. La storia arriva bene e il lettore può rimanerne soddisfatto.

Commento di Wladimiro Borchi
Il tema c’è, ma la declinazione “sono morto e non lo so” è davvero troppo prevedibile. La scrittura è molto buona. Alcune cose non mi sono chiare: 1) perché il protagonista stiracchia “ogni muscolo del proprio corpo con lenta precisione”? 2) perché il primo pensiero è che “qualcuno” gli abbia fatto uno scherzo? Forse avrebbe funzionato di più se avesse dato la colpa a qualcuno in particolare. Il protagonista potrebbe essersi addormentato in discoteca (e questo potrebbe farcelo sapere prima, quando sottolinea di aver dormito proprio bene) e una volta resosi conto di essere in un obitorio, potrebbe dar la colpa a quelli che erano con lui. Tipo: “Se Ezio e gli altri mi hanno infilato in un obitorio, stavolta me li inculo a balzelli!”. Secondo me in questo modo il finale sarebbe stato un po’ meno atteso. Così com’è scritto, appena il protagonista si sveglia fuori dal suo letto le due opzioni diventano immediatamente: “è sepolto” o “è morto e non lo sa”. La seconda diventa l’unica possibile appena può muoversi liberamente.

Mai dire riposo

Commento di Maurizio Ferrero
Probabilmente non ho capito qualcosa di questo racconto. Non ho ben capito chi sia il protagonista (il padre di Rebecca, è lei che parla dicendo Babbo? O è il protagonista stesso?) Il soccorritore che arriva alla fine lo chiama collega, è anche il protagonista un soccorritore? Davvero, credo mi manchino dei pezzi, e l'ho riletto diverse volte. Mi viene da pensare che il protagonista sia un soccorritore che deve svolgere un doppio "lavoro" perché ha la figlia malata a casa, ma la narrazione non aiuta a fare chiarezza su questo punto fondamentale.

Commento di Wladimiro Borchi
Racconto assolutamente ben scritto e da cui traspare tutta l’ansia di un padre dinanzi a una situazione di pericolo che riguarda la figlia. Il “vaffa” finale è liberatorio. L’unica cosa che mi lascia perplesso è il “collega”. Non capisco a chi sia rivolto.

Decisioni

Commento di Maurizio Ferrero
Buona riflessione su un probabile testamento biologico. Le informazioni saltano fuori bene, eppure il racconto non decolla. Perché? Non c'è un finale. La decisione della protagonista rimane sospesa nell'aria senza farci nemmeno intuire una sua propensione.

Commento di Wladimiro Borchi
Ancora una volta il riposo diventa quello eterno. La pecca del racconto è quella di non chiarire fino in fondo quello che succede. Papà ha deciso di fare qualcosa di definitivo che lo riguarda e per cui, secondo la figlia, non è pronto. Ma che cos’è questo qualcosa e perché deve farlo? Il senso di tutto è molto chiaro e le emozioni che ne derivano arrivano lo stesso, ma alla fine della lettura si resta con un senso di irrisolto.

Non come le altre

Commento di Maurizio Ferrero
L'ho letto la prima volta e ho dovuto immediatamente rileggerlo per capire tutto. L'effetto estraniante è riuscito, e la battuta a fine racconto mi ha fatto fare una bella risata (ma immagino anche agli altri dell'ambiente). Divertente, poco altro da dire.

Commento di Wladimiro Borchi
Mah… Un racconto che mi ha lasciato un po’ perplesso. Alla “pelle ruvida” avevo già capito dove saresti andato a parare. A quel punto non sono riuscito a entrare nella storia perché non riesco a empatizzare con il PDV di un oggetto inanimato. Il resto mi ha lasciato un po’ freddino.



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