La porta sbagliata

Appuntamento fissato per le 21.00 di lunedì 20 settembre 2021 con un tema di Francesca Bertuzzi!
Gli autori che vorranno partecipare dovranno scrivere un racconto di max 3000 caratteri entro l'una.
FilippoR
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La porta sbagliata

Messaggio#1 » martedì 21 settembre 2021, 0:08

La porta sbagliata
di Filippo Rubulotta


Le sirene suonano, corriamo nei corridoi. Schiviamo i civili che corrono in direzione opposta.
Dagli altoparlanti. «Ripeto. Allarme di livello cinque, tutto il personale civile raggiunga il piano terra.»
Negli auricolari. «Le squadre di sicurezza si dirigano al livello F, ufficio sei. Priorità assoluta. Quindici minuti all’autodistruzione.»
Stavolta è grossa. Continuo a seguire Derek.
In lontananza due ascensori, le altre squadre li raggiungono. Il primo è pieno e chiudono le porte. Anche le porte del secondo si chiudono.
Derek dice. «Le scale!»
Ottimo…
Le raggiungiamo, scendiamo i primi gradini. Uno stridio metallico si allontana da noi, un grande botto svariati piani più bassi. Un altro botto e le scale tremano.
Guardo Derek con gli occhi spalancati. «Ma sono caduti?»
Non risponde. Riprende a correre per le scale.
Lo seguo.


Raggiungiamo il piano F.
Entriamo e uno degli scienziati viene verso di noi.
«Cos’è successo?»
L’uomo solleva una mano, ha un pezzo di vetro. Salta addosso a Derek, lo butta per terra e lo pugnala più volte.
Derek gli blocca le mani. «Sparagli!»
Recupero la pistola dalla fondina, la sollevo. La mano trema, premo il grilletto e un colpo sordo rimbomba nella stanza.
L’uomo viene sbalzato via e cade a terra, una chiazza rossa si allarga sul pavimento.
Mi chino su Derek.
«Non c’è tempo, corri!»
Guardo la mappa appesa alla parete. In fondo al corridoio sulla sinistra, la sesta stanza sulla sinistra.
Il lettore di tessere è spento. E ora come faccio. Do una spallata alla porta ma non offre resistenza e cado disteso. Aperta? Strano ma meglio così. Attraverso il corridoio, arrivo in fondo e giro l’angolo. Il nuovo corridoio è pieno di porte. Corro contandole e mi fermo alla sesta.
Negli auricolari. «Un minuto.»
Apro la porta.


Nella camera vi è un letto disfatto. Un uomo in piedi guarda una lavagna e per terra uno degli scienziati. Frammenti di vetro ovunque insieme a quello che rimane di una siringa.
L’uomo si volta. Ha gli occhi neri, compresa la sclera. «E tu? Come sei arrivato. Non importa, ora che farai?»
Sollevo la pistola. «Ti fermo.» Sparo.
Il corpo dell’uomo ha un lieve sobbalzo.
Sparo ancora e ancora fino a che non sento tre clic.
«Illuso.» Indenne mi raggiunge, con una mano mi afferra per la testa e mi solleva da terra.
Lo prendo a calci ma nulla, è come colpire un blocco di marmo. «Ma cosa sei?»
«Cosa? Esatto. Sono la porta che non dovevate aprire.»
La voce nell’auricolare. «Quindici secondi all’autodistruzione.»
Sorrido. Vediamo se resisti anche a questo.
Inclina il capo. «Vediamo un po’.» Stringe la presa sulla mia testa. «Quindi è questa la vostra mossa.» Chiude gli occhi. La vostra primitiva civiltà si basa sull'elettronica, vediamo ora che succede.» Forma una sfera di luce nell'altra mano e la irradia tutto attorno a noi.
Mi acceca e sento uno strano calore. Conto, cinque, quattro, tre, due, uno... Nulla. Riapro gli occhi, è tutto buio.
«Avete giocato la vostra ultima carta. Ora tocca a me.»
Cosa abbiamo liberato.



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antico
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Re: La porta sbagliata

Messaggio#2 » martedì 21 settembre 2021, 0:18

Ciao Filippo! Parametri tutti rispettati, buona FRANCESCA BERTUZZI EDITION!

alexandra.fischer
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Re: La porta sbagliata

Messaggio#3 » giovedì 23 settembre 2021, 18:22

LA PORTA SBAGLIATA di Filippo Rubulotta Tema centrato, racconto indovinatissimo di SF. Un esperimento volto a evocare un Superuomo dagli spazi infiniti si ritorce contro la comunità scientifica, dando corso alla fine del centro di ricerche e a intere vite. Mostri molto bene le scene della distruzione dei due ascensori, gestisci bene il punto di vista degli uomini di azione giunti per contenere il disastro. Molto bella la descrizione della follia dello scienziato e quella della stanza dove l’umanoide è stato chiamato, nonché quella di lui stesso, con quegli occhi totalmente neri e la capacità di creare sfere di luce con le mani. Terrificante il finale con la cecità del protagonista.
C’è qualcosa da rivedere.
Ti segnalo le frasi corrette:

E ora, come faccio?
Un uomo guarda una lavagna, ai suoi piedi, uno degli scienziati.

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Andrea Lauro
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Re: La porta sbagliata

Messaggio#4 » sabato 25 settembre 2021, 22:22

Ciao Filippo, racconto interessante e scrittura scorrevole.
La prima scena serve a creare la concitazione. La seconda è quella in cui arrivano al piano. Mi sfugge il perché uno scienziato voglia aggredire la guardia, forse è presa dal panico? Ma è funzionale a mettere a terra l’altra guardia e lasciare da solo il protagonista. Il tutto si gioca nella terza, con l’essere. Giochi tutto sul mistero (non rivelato) legato a questo nuovo nemico, qualcosa che è sfuggito al controllo degli umani.

Tutto ok, ed è un buon soggetto per una sequenza d’azione: sento però che manca l’elemento umano. Pensa al protagonista: cosa sappiamo di lui? Che fa quello che gli viene detto di fare: sale al piano F perché glielo dice Derek, spara a un altro essere umano (!) perché glielo dice Derek, va a eliminare la minaccia perché glielo dice Derek. Cos’altro sappiamo, del protagonista?

Volendo vedere, empatizzo maggiormente con la creatura: si ritrova con degli umani che l’hanno creata e ora vogliono distruggerla. Beh, mi dico, io reagirei nello stesso modo e li farei fuori tutti (a cominciare dal protagonista).
Insomma scritto bene, ma sento che manca l’elemento empatia. La domanda da farsi in questo caso è: cosa vuole (want) il protagonista? Di cosa invece ha bisogno (need)? Fare il suo dovere, costi quel che costi? Eseguire gli ordini, non importa quali? In caso, è uno spunto che può funzionare. Specie quando incontra l'essere che invece umano non è, ma vuole solo sopravvivere (pensa a Blade Runner).

buona edition!
andrea

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Fagiolo17
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Re: La porta sbagliata

Messaggio#5 » domenica 26 settembre 2021, 11:32

Ciao Filippo e piacere di averti letto.
Credo sia la prima volta che leggo uno dei tuoi racconti. Lo stile non è male, anche se un po’ acerbo. Il punto debole di questo racconto sono i dialoghi che risultano forzati, ma li reputo sempre una delle cose più difficili da rendere bene.
La trama non mi ha entusiasmato. Abbiamo un conteggio per l’autodistruzione, gente che corre e una entità uscita da chissà dove.
Mi sarei concentrato sul creare meglio un’unica scena in cui fornire qualche dettaglio in più anche di ambientazione, per far capire meglio al lettore la situazione. Invece qui abbiamo le scale, il primo incontro (di cui ho capito poco, perché sto tizio col vetro in mano aggredisce gli uomini della squadra di sicurezza?) e poi il boss finale.
Anche la risoluzione, così com’è, risulta affrettata e con il cattivo di turno un po’ troppo strong senza motivo (senza motivo per il lettore che si trova sto coso senza aver modo di capire cosa sia, perché sia lì, se sia un esperimento, un corpo alieno, un tizio coi superpoteri…) Manca un po’ di contesto, ecco.
In bocca al lupo per questa edition.

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AndreaDeAgnoi
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Re: La porta sbagliata

Messaggio#6 » lunedì 27 settembre 2021, 22:52

Ciao Filippo!
La storia è interessante, approvo la possessione demoniaca/aliena finale! Il racconto è crudo e diretto come narrazione, grosso punto a favore anche questo. Ho notato diverse descrizioni dell'azione dettagliate, come quando l'anonimo protagonista (Derek poteva chiamarlo per nome almeno una volta, uffa!) spara con esitazione all'uomo che attacca il compagno.
Gli unici punti negativi che mi sento di segnalarti sono i dialoghi, per un paio di ragioni. La prima è la secchezza delle battute dello scienziato posseduto, anche se forse è dovuto alla natura aliena della cosa… (era uno scienziato? Lo descrivi solo come un uomo in piedi, ma esattamente chi è quest'uomo? Manca una minima descrizione fisica per poterlo inquadrare e visualizzare).
Il secondo punto, meno rilevante ma comunque te lo segnalo, è il "Derek dice.", a mio avviso sarebbe stato meglio un beat per introdurre la battuta, ad esempio un "Derek si volta di scatto, e inizia a correre. «Le scale!»"

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Quarantine AlessandroCatanzaro
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Re: La porta sbagliata

Messaggio#7 » martedì 28 settembre 2021, 15:26

Ciao Filippo, piacere di leggerti.
Del tuo racconto mi è piaciuta molto la fase concitata e l'ansia che hai trasmesso nelle prime battute. Poi però un po' di cose le ho dovute rivedere. Provo a spiegarmi, il tuo racconto l'ho diviso in due parti, una prima di concitazione e una seconda con la rivelazione. Nella prima dove i civili fuggono al pianterreno racconti di due membri della sicurezza che prendono le scale (le scendono) per il livello F, qui mi sono perso, i due boati sono gli ascensori che cadono, quindi rimangono soli ad affrontare la minaccia e cioè questo alieno/aberrazione, ho capito le scene che hai descritto, ma ho fatto fatica a capire le motivazioni e le azioni. E' troppo estrapolato, non ho un inizio e una fine, sembra di essere nel mezzo di una puntata di star trek ma lì ho il contesto. Se c'è l'autodistruzione e il conto alla rovescia, perché loro devono andare in questa stanza? Non mi sembra sia per fermare il countdown, quindi ho perso di vista il motivo alla base del loro intervento, perché Lui (non ho il nome) spera che con l'esplosione l'Alieno comunque muoia, e sappiamo che così nn sarà, ma comunque che corre a fare? Insomma scirvi bene nella forma (rivedrei i dialoghi) ma la storia mi è sembrata sfilacciata. Avrei usato qualche carattere in più per definire dove ci troviamo e dove il protagonista ci sta portando. Mi ci sarei soffermato un po' per rendere tutto chiaro e empatizzare. Immagino le scelte che hai dovuto fare con 3000 caratteri, è il bello del nostro gioco no? in bocca al lupo e a rileggerti.

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Michael Dag
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Re: La porta sbagliata

Messaggio#8 » martedì 28 settembre 2021, 15:53

La porta sbagliata, di Filippo Rubulotta,
Un ritmo serratissimo che mi ha fatto venire il fiatone.
l'atmosfera e il senso di tensione sono ottimi, la trama di fondo è intuibile fin dalle prime battute.
Avrei preferito qualche accenno alla "creatura" ancor prima di incontrarla, ma anche cos' rende bene l'effetto sorpresa.

sul fraseggio dei personaggio, l'ho trovato un po' troppo calmo.
E ora come faccio
«Ti fermo.»
Cosa abbiamo liberato
.
Stava bene qualche punteggiatura extra.

piccolo trucchetto personale, ininfluente:
Negli auricolari. «Un minuto.»
avresti potuto mettere la parole degli altoparlanti in maiuscolo/corsivo/carattere diverso. Si capiva comunque, risparmiavi caratteri e mantenevi ancora di più l'immersone sensoriale del pdv.
Se ti piacciono i miei racconti, ne troverai molti altri sulla mia pagina Facebook!
Cavaliere Rosso

FilippoR
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Re: La porta sbagliata

Messaggio#9 » martedì 28 settembre 2021, 19:38

alexandra.fischer ha scritto:LA PORTA SBAGLIATA di Filippo Rubulotta Tema centrato, racconto indovinatissimo di SF. Un esperimento volto a evocare un Superuomo dagli spazi infiniti si ritorce contro la comunità scientifica, dando corso alla fine del centro di ricerche e a intere vite. Mostri molto bene le scene della distruzione dei due ascensori, gestisci bene il punto di vista degli uomini di azione giunti per contenere il disastro. Molto bella la descrizione della follia dello scienziato e quella della stanza dove l’umanoide è stato chiamato, nonché quella di lui stesso, con quegli occhi totalmente neri e la capacità di creare sfere di luce con le mani. Terrificante il finale con la cecità del protagonista.
C’è qualcosa da rivedere.
Ti segnalo le frasi corrette:

E ora, come faccio?
Un uomo guarda una lavagna, ai suoi piedi, uno degli scienziati.


Ciao Alexandra,
grazie mille, me le segno per correggerle nella futura revisione.
Filippo

FilippoR
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Re: La porta sbagliata

Messaggio#10 » martedì 28 settembre 2021, 20:33

Andrea Lauro ha scritto:Ciao Filippo, racconto interessante e scrittura scorrevole.
La prima scena serve a creare la concitazione. La seconda è quella in cui arrivano al piano. Mi sfugge il perché uno scienziato voglia aggredire la guardia, forse è presa dal panico? Ma è funzionale a mettere a terra l’altra guardia e lasciare da solo il protagonista. Il tutto si gioca nella terza, con l’essere. Giochi tutto sul mistero (non rivelato) legato a questo nuovo nemico, qualcosa che è sfuggito al controllo degli umani.

Tutto ok, ed è un buon soggetto per una sequenza d’azione: sento però che manca l’elemento umano. Pensa al protagonista: cosa sappiamo di lui? Che fa quello che gli viene detto di fare: sale al piano F perché glielo dice Derek, spara a un altro essere umano (!) perché glielo dice Derek, va a eliminare la minaccia perché glielo dice Derek. Cos’altro sappiamo, del protagonista?

Volendo vedere, empatizzo maggiormente con la creatura: si ritrova con degli umani che l’hanno creata e ora vogliono distruggerla. Beh, mi dico, io reagirei nello stesso modo e li farei fuori tutti (a cominciare dal protagonista).
Insomma scritto bene, ma sento che manca l’elemento empatia. La domanda da farsi in questo caso è: cosa vuole (want) il protagonista? Di cosa invece ha bisogno (need)? Fare il suo dovere, costi quel che costi? Eseguire gli ordini, non importa quali? In caso, è uno spunto che può funzionare. Specie quando incontra l'essere che invece umano non è, ma vuole solo sopravvivere (pensa a Blade Runner).

buona edition!
andrea


Ciao Andrea,
la guardia è sotto il controllo dell’essere, per quello li aggredisce.
Effettivamente il protagonista è un po’ anonimo. Dovevo dettagliarlo meglio.
Mi hai spiazzato con l’empatizzare con la creatura, ma colpa mia che ti ci ho portato. Con pochi dettagli in più risolvevo l'ambiguità.
Grazie mille!
Filippo

FilippoR
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Re: La porta sbagliata

Messaggio#11 » martedì 28 settembre 2021, 20:35

Fagiolo17 ha scritto:Ciao Filippo e piacere di averti letto.
Credo sia la prima volta che leggo uno dei tuoi racconti. Lo stile non è male, anche se un po’ acerbo. Il punto debole di questo racconto sono i dialoghi che risultano forzati, ma li reputo sempre una delle cose più difficili da rendere bene.
La trama non mi ha entusiasmato. Abbiamo un conteggio per l’autodistruzione, gente che corre e una entità uscita da chissà dove.
Mi sarei concentrato sul creare meglio un’unica scena in cui fornire qualche dettaglio in più anche di ambientazione, per far capire meglio al lettore la situazione. Invece qui abbiamo le scale, il primo incontro (di cui ho capito poco, perché sto tizio col vetro in mano aggredisce gli uomini della squadra di sicurezza?) e poi il boss finale.
Anche la risoluzione, così com’è, risulta affrettata e con il cattivo di turno un po’ troppo strong senza motivo (senza motivo per il lettore che si trova sto coso senza aver modo di capire cosa sia, perché sia lì, se sia un esperimento, un corpo alieno, un tizio coi superpoteri…) Manca un po’ di contesto, ecco.
In bocca al lupo per questa edition.

Ciao Luca,
credo anch’io sia la prima volta (ma non sarà l'ultima...).
Non sei il primo a chiedermi del tizio per cui a maggior ragione non l’ho reso chiaramente, è uno scienziato che però è sotto il controllo dell’essere.
Dovevo dare più contesto ritagliando qualcosa.
Grazie mille!
Filippo

FilippoR
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Re: La porta sbagliata

Messaggio#12 » martedì 28 settembre 2021, 20:39

AndreaDeAgnoi ha scritto:Ciao Filippo!
La storia è interessante, approvo la possessione demoniaca/aliena finale! Il racconto è crudo e diretto come narrazione, grosso punto a favore anche questo. Ho notato diverse descrizioni dell'azione dettagliate, come quando l'anonimo protagonista (Derek poteva chiamarlo per nome almeno una volta, uffa!) spara con esitazione all'uomo che attacca il compagno.
Gli unici punti negativi che mi sento di segnalarti sono i dialoghi, per un paio di ragioni. La prima è la secchezza delle battute dello scienziato posseduto, anche se forse è dovuto alla natura aliena della cosa… (era uno scienziato? Lo descrivi solo come un uomo in piedi, ma esattamente chi è quest'uomo? Manca una minima descrizione fisica per poterlo inquadrare e visualizzare).
Il secondo punto, meno rilevante ma comunque te lo segnalo, è il "Derek dice.", a mio avviso sarebbe stato meglio un beat per introdurre la battuta, ad esempio un "Derek si volta di scatto, e inizia a correre. «Le scale!»"

Ciao Andrea!
Il nome mi sa che l'ho tolto troncando tutta la prima parte inutile... E dire che bastava poco...
L'essere era una cavia degli esperimenti fatti dal laboratorio, dovevo dettagliarlo un minimo meglio come ad esempio con un cartellino e qualche altro elemento.
Grazie per il beat e per il resto!
Filippo

FilippoR
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Re: La porta sbagliata

Messaggio#13 » martedì 28 settembre 2021, 20:44

Quarantine AlessandroCatanzaro ha scritto:Ciao Filippo, piacere di leggerti.
Del tuo racconto mi è piaciuta molto la fase concitata e l'ansia che hai trasmesso nelle prime battute. Poi però un po' di cose le ho dovute rivedere. Provo a spiegarmi, il tuo racconto l'ho diviso in due parti, una prima di concitazione e una seconda con la rivelazione. Nella prima dove i civili fuggono al pianterreno racconti di due membri della sicurezza che prendono le scale (le scendono) per il livello F, qui mi sono perso, i due boati sono gli ascensori che cadono, quindi rimangono soli ad affrontare la minaccia e cioè questo alieno/aberrazione, ho capito le scene che hai descritto, ma ho fatto fatica a capire le motivazioni e le azioni. E' troppo estrapolato, non ho un inizio e una fine, sembra di essere nel mezzo di una puntata di star trek ma lì ho il contesto. Se c'è l'autodistruzione e il conto alla rovescia, perché loro devono andare in questa stanza? Non mi sembra sia per fermare il countdown, quindi ho perso di vista il motivo alla base del loro intervento, perché Lui (non ho il nome) spera che con l'esplosione l'Alieno comunque muoia, e sappiamo che così nn sarà, ma comunque che corre a fare? Insomma scirvi bene nella forma (rivedrei i dialoghi) ma la storia mi è sembrata sfilacciata. Avrei usato qualche carattere in più per definire dove ci troviamo e dove il protagonista ci sta portando. Mi ci sarei soffermato un po' per rendere tutto chiaro e empatizzare. Immagino le scelte che hai dovuto fare con 3000 caratteri, è il bello del nostro gioco no? in bocca al lupo e a rileggerti.

Ciao Alessandro,
devono andare in quella stanza per risolvere la minaccia che ha portato all'attivazione dell'autodistruzione, se fossero riusciti a risolverla l'autodistruzione sarebbe stata bloccata. Ci sta che dovevo dettagliare meglio il protagonista (almeno il nome... poveraccio...) e il contesto.
Effettivamente è anche questo il bello di questa iniziativa, in 4h vedere se riuscimao a mettere giù tutto il necessario rispettando i caratteri. Non sempre viene, basta che pian piano impariamo e miglioriamo.
Grazie mille!
Filippo

FilippoR
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Re: La porta sbagliata

Messaggio#14 » martedì 28 settembre 2021, 20:45

Michael Dag ha scritto:La porta sbagliata, di Filippo Rubulotta,
Un ritmo serratissimo che mi ha fatto venire il fiatone.
l'atmosfera e il senso di tensione sono ottimi, la trama di fondo è intuibile fin dalle prime battute.
Avrei preferito qualche accenno alla "creatura" ancor prima di incontrarla, ma anche cos' rende bene l'effetto sorpresa.

sul fraseggio dei personaggio, l'ho trovato un po' troppo calmo.
E ora come faccio
«Ti fermo.»
Cosa abbiamo liberato
.
Stava bene qualche punteggiatura extra.

piccolo trucchetto personale, ininfluente:
Negli auricolari. «Un minuto.»
avresti potuto mettere la parole degli altoparlanti in maiuscolo/corsivo/carattere diverso. Si capiva comunque, risparmiavi caratteri e mantenevi ancora di più l'immersone sensoriale del pdv.

Ciao Michael,
segno tutto e interessante il trucchetto.
Grazie mille!
Filippo

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Hayà
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Re: La porta sbagliata

Messaggio#15 » martedì 28 settembre 2021, 21:04

Ciao Filippo! È un piacere leggerti.

Allora, sotto il punto di vista dello stile non ho troppo da reclamare, a parte quel "Derek dice" nel primo paragrafo che ammetto lo avrei modificato e forse i dialoghi un po' troppo da film (sopratutto nella parte finale). Sulla storia... ho diverse perplessità.
Prima di tutto, non ho capito perché uno dei professori attacca i protagonisti? C'entra qualcosa con il vetro che aveva in mano? Suppongo fosse sotto il controllo della creatura, e considerando i frammenti di vetro nell'ultima stanza...
Esattamente dove si trovano? Pensavo fosse un laboratorio o qualcosa del genere, ma la presenza dei civili mi ha confuso. Un ospedale?

Però è stata una storia che mi ha incuriosito e il senso di urgenza era ben palese nel testo.

L'aderenza al tema l'ho trovata.

Però voglio comunque farti i miei complimenti!

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Davide_Mannucci
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Re: La porta sbagliata

Messaggio#16 » mercoledì 29 settembre 2021, 10:44

Ciao Filippo, piacere di leggerti.
Non sono riuscito bene a entrare nella trama. Non. capisco perché la creatura aggredisca gli scienziati. Non riesco a vedere il protagonista come protagonista reale perché all’inizio la mia attenzione è tutta su Derek.
I dialoghi forse sono un po’ lapidari e freddi. Avrei giocato di più con la punteggiatura.
Lo stile non è male ma secondo me hai sofferto del poco spazio a disposizione. Di sicuro la storia incuriosisce e mi lascia con un sacco di domande in testa. Il che è una cosa negativa solo perché è un racconto breve che deve essere lutto...perché per il resto è solo positiva. Insomma...scrivi un romanzo su questa idea e mandamelo!! ;D
Davide Mannucci

FilippoR
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Re: La porta sbagliata

Messaggio#17 » giovedì 30 settembre 2021, 9:41

Hayà ha scritto:Ciao Filippo! È un piacere leggerti.

Allora, sotto il punto di vista dello stile non ho troppo da reclamare, a parte quel "Derek dice" nel primo paragrafo che ammetto lo avrei modificato e forse i dialoghi un po' troppo da film (sopratutto nella parte finale). Sulla storia... ho diverse perplessità.
Prima di tutto, non ho capito perché uno dei professori attacca i protagonisti? C'entra qualcosa con il vetro che aveva in mano? Suppongo fosse sotto il controllo della creatura, e considerando i frammenti di vetro nell'ultima stanza...
Esattamente dove si trovano? Pensavo fosse un laboratorio o qualcosa del genere, ma la presenza dei civili mi ha confuso. Un ospedale?

Però è stata una storia che mi ha incuriosito e il senso di urgenza era ben palese nel testo.

L'aderenza al tema l'ho trovata.

Però voglio comunque farti i miei complimenti!


Ciao Soraia,
Concordo su quel dice, lo devo correggere.
Lo scienziato attacca i protagonisti perché è sotto il controllo della creatura, il vetro in realtà è un caso, non sono collegati.
Si trovano in un laboratorio ma effettivamente la parola civili è stata alquanto infelice, ci sto facendo caso solo adesso. Intendevo il personale del laboratorio non addetto alla sicurezza. Effettivamente ora che me l’hai fatto notare è straniante.
Grazie mille!
Filippo

FilippoR
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Re: La porta sbagliata

Messaggio#18 » giovedì 30 settembre 2021, 9:46

DavideMannucci ha scritto:Ciao Filippo, piacere di leggerti.
Non sono riuscito bene a entrare nella trama. Non. capisco perché la creatura aggredisca gli scienziati. Non riesco a vedere il protagonista come protagonista reale perché all’inizio la mia attenzione è tutta su Derek.
I dialoghi forse sono un po’ lapidari e freddi. Avrei giocato di più con la punteggiatura.
Lo stile non è male ma secondo me hai sofferto del poco spazio a disposizione. Di sicuro la storia incuriosisce e mi lascia con un sacco di domande in testa. Il che è una cosa negativa solo perché è un racconto breve che deve essere lutto...perché per il resto è solo positiva. Insomma...scrivi un romanzo su questa idea e mandamelo!! ;D

Ciao Davide,
la creatura è frutto degli esperimenti effettuati nel laboratorio e si ribella.
Dovevo realizzare meglio il racconto, effettivamente bastava poco per rendere più reale il protagonista.
Lo migliorerò in seconda stesura ;)
Grazie mille
Filippo

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giulio.palmieri
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Re: La porta sbagliata

Messaggio#19 » giovedì 30 settembre 2021, 21:08

Ciao Filippo, piacere di leggerti.
La storia ha il sua vicenda, e la sequenza d'azione che hai scelto si fa leggere fino in fonfo.
Ho notato due cose, però, tra le altre:

1. Nel passaggio: "L’uomo solleva una mano, ha un pezzo di vetro. Salta addosso a Derek, lo butta per terra e lo pugnala più volte.
Derek gli blocca le mani. «Sparagli!»
Recupero la pistola dalla fondina, la sollevo."

forse stona un po' il fatto che il protagonista aspetti un ordine di Derek per agire (essendo un militare, un uomo d'azione in un contesto d'emergenza, dovrebbe decidere in autonomia e sul momento cosa fare)

2. il finale: non è molto chiaro cosa succede. Lì tutto sembra sul punto di esplodere, poi il protagonista viene accecato, e non abbiamo altre informazioni.

Molto molto interessante l'associazione della creatura con la porta (la trovo una variante molto particolare sul tema del guardiano della soglia). Una prova migliorabile e soprattutto meritevole di una narrazione di più ampio respiro. A rileggerci e buona edition!

FilippoR
Messaggi: 138

Re: La porta sbagliata

Messaggio#20 » venerdì 1 ottobre 2021, 16:31

giulio.palmieri ha scritto:Ciao Filippo, piacere di leggerti.
La storia ha il sua vicenda, e la sequenza d'azione che hai scelto si fa leggere fino in fonfo.
Ho notato due cose, però, tra le altre:

1. Nel passaggio: "L’uomo solleva una mano, ha un pezzo di vetro. Salta addosso a Derek, lo butta per terra e lo pugnala più volte.
Derek gli blocca le mani. «Sparagli!»
Recupero la pistola dalla fondina, la sollevo."

forse stona un po' il fatto che il protagonista aspetti un ordine di Derek per agire (essendo un militare, un uomo d'azione in un contesto d'emergenza, dovrebbe decidere in autonomia e sul momento cosa fare)

2. il finale: non è molto chiaro cosa succede. Lì tutto sembra sul punto di esplodere, poi il protagonista viene accecato, e non abbiamo altre informazioni.

Molto molto interessante l'associazione della creatura con la porta (la trovo una variante molto particolare sul tema del guardiano della soglia). Una prova migliorabile e soprattutto meritevole di una narrazione di più ampio respiro. A rileggerci e buona edition!

Ciao Giulio,
1. Il dubbio ci sta, il protagonista è presentato poco, dovevo caratterizzarlo di più.
2. In realtà non esplode tutto, salta solo la corrente / una sorta di bomba emp che distrugge tutte le apparecchiature elettroniche, anche qui una cosa è quello che avevo in testa e una cosa quello che ho realizzato. Prossima volta farò meglio.
Grazie mille
Filippo

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antico
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Re: La porta sbagliata

Messaggio#21 » mercoledì 6 ottobre 2021, 12:12

Il ritmo è buono e ben gestito, non si capisce il perché di certi avvenimenti: gli ascensori che cadono e lo scienziato che aggredisce i due della sicurezza. Ho letto che hai giustificato la questione dell scienziato con un controllo mentale da parte della creatura e immagino che questo possa spiegare anche gli ascensori però andrebbe seminato il perché all'interno del racconto. Detto questo, chiaro che il testo necessita di una revisione per ripulirlo un poco dalla prima stesura, però fa quello che deve in modo discreto e direi che la valutazione può stare su un pollice tendente verso il positivo in modo solido, ma non brillante. In classifica ti posiziono dietro ai pari valutati soprattutto per questa sensazione di necessità di pulizia e revisione.

FilippoR
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Re: La porta sbagliata

Messaggio#22 » domenica 17 ottobre 2021, 19:19

antico ha scritto:Il ritmo è buono e ben gestito, non si capisce il perché di certi avvenimenti: gli ascensori che cadono e lo scienziato che aggredisce i due della sicurezza. Ho letto che hai giustificato la questione dell scienziato con un controllo mentale da parte della creatura e immagino che questo possa spiegare anche gli ascensori però andrebbe seminato il perché all'interno del racconto. Detto questo, chiaro che il testo necessita di una revisione per ripulirlo un poco dalla prima stesura, però fa quello che deve in modo discreto e direi che la valutazione può stare su un pollice tendente verso il positivo in modo solido, ma non brillante. In classifica ti posiziono dietro ai pari valutati soprattutto per questa sensazione di necessità di pulizia e revisione.


Ciao Maurizio,
effettivamente anche il discorso degli ascensori è collegato ai poteri mentali della creatura, dovevo però aggiungere qualche elemento per chiarirlo (magari qualche parola all'arrivo dalla creatura o simili).
Grazie mille!

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