Domino

Appuntamento fissato per le 21.00 di lunedì 20 settembre 2021 con un tema di Francesca Bertuzzi!
Gli autori che vorranno partecipare dovranno scrivere un racconto di max 3000 caratteri entro l'una.
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Giacomo Puca
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Domino

Messaggio#1 » lunedì 20 settembre 2021, 22:38

Domino

L’uomo all’inizio è una sagoma in controluce sulla spiaggia pietrosa, tra falesia e mare. Tanto lontano che lo potevo nascondere dietro un sassolino tenuto col braccio teso.
La mia tipa di allora vede che sono distratto e smette di baciarmi sul collo. Mi fa: “sarà mica un guardone?”
“Mah, a quest’ora di mattina è strano.”
La sagoma a ogni passo si fa più grande e inizia a prendere colore.
Bianco.
Avanza sui sassolini bagnati della battigia, luccicano da non poterli fissare. Il resto della spiaggia ondeggia nel calore, una pianura di ciottoli roventi e opachi. Rami scoloriti e cocci smussati.
Questo tizio ha la pelle arrossata e i vestiti di lino candido e svolazzante.
È lento ma ci raggiunge e ci supera limitandosi a un ‘salve.
Io e la tipa smettiamo di far finta di non guardarlo e lo salutiamo con un cenno.
Lui cammina ancora un po’ e alla fine si avvicina alla falesia, in un punto in cui invece della nuda roccia hanno fatto una massicciata di scogli. E questo tizio non prende ad arrampicarsi? Uno scoglio, due scogli. Con le sue zampette da vecchio si fa forza e con le mani completa la salita.
All’ultimo scoglio, quasi in cima, non si sa che succede. Solo che lo vediamo sbilanciarsi e volare di sotto.
La spiaggia è il solito deserto, lui è sparito tra gli scogli. Se non c'eravamo noi lo ritrovavano coi i granchi a pizzicargli gli occhi.
Ma noi lì c'eravamo.
Prendo una corsa da scalzo e mi distruggo i piedi sulle pietre. Lo trovo messo a testa in giù. Tutto il suo peso poggia sul collo, piegato a squadra a terra. Se ne sta così, col collo piegato e il resto del corpo poggiato alla falesia come una scopa al muro di casa.
Lo chiamo, gli faccio “Ehi, Cristo, sta bene?”
Lui fa una specie di pernacchia, tipo quelle che si fanno sulla pancia dei bambini. Solo che quando fa questa pernacchia, schizza sangue ovunque con le labbra.
E poi spalanca gli occhi. Mi fissa da quella posizione da film dell’esorcista. Io mi avvicino. Lui si piega di lato e mi smolla addosso il peso di una gamba così che ce la fa a stendersi senza spaccarsi il collo.
Manco a dirlo, non si ricorda niente delle ultime ore. Lascio la mia tipa a controllarlo e mi vado a dare una sciacquata in acqua, che ho il suo sangue sulla maglia, sulle braccia, sulle piante dei piedi e delle mani.
Il sale nei tagli sotto i piedi bruciava come l'inferno.
Questo stronzo di vecchio-che-si-crede-tanto-giovane-da-poter-scalare-una-falesia non muore, ma se ne sta anche tranquillo ad aspettare l’ambulanza. È un riccone di Milano che viene a farsi le vacanze estive qui al sud, scopriamo.
E il giorno dopo, quando arriva una telefonata, giuro, ero convito che mi cercasse per una ricompensa.
Invece era l’ospedale, una chiamata in via confidenziale dicono.
Sieropositivo dicono. Non è che hai toccato il sangue? Mi domandano.
D'istinto, ricordo ancora, mentre parlavo al telefono non facevo che strusciare i piedi.
Buffo come la stupida caduta di un uomo possa far crollare la vita di un altro, come tessere di un domino.


–Giacomo Puca–


In narrativa non esistono regole, ma se le rispetti è meglio.

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antico
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Re: Domino

Messaggio#2 » lunedì 20 settembre 2021, 22:41

Ciao Giacomo! Parametri rispettati anche per te, divertiti in questa FRANCESCA BERTUZZI EDITION!

alexandra.fischer
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Re: Domino

Messaggio#3 » martedì 21 settembre 2021, 15:47

DOMINO di Giacomo Puca Tema centrato. Le parti notevoli sono: la resa dell’atmosfera marina, con le falesie, l’estate, il primo amore del protagonista. E da subito, l’arrivo del milanese, ricco, vecchio, brusco, con la mania delle arrampicate sulle falesie e sieropositivo. La scena della caduta del vecchio e l’azione di soccorso del protagonista sono rese mirabilmente. Il Nostro fa quel che può, ma si ritrova inzuppato di sangue del vecchio, guardato a vista dalla fidanzata di lui in attesa dei soccorsi. Il finale è degno di Bierce: e la ricompensa sperata? Nessuna: semmai, la sieropositività presa dal vecchio.

C’è qualcosa da sistemare, ma è dovuto alla stanchezza.
Ecco le parti corrette
All’inizio, l’uomo… (scritto all’inverso sembra che l’uomo stia iniziando non si sa che)
la mia tipa di allora.
Sta male in una narrazione al presente. Per tenere il: “di allora” devi scrivere al passato. Oppure, se è al presente, scrivere qualcosa del tipo: la mia futura ex.
ci supera limitandosi a un: «Salve»

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Andrea Lauro
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Re: Domino

Messaggio#4 » giovedì 23 settembre 2021, 21:16

Ciao Giacomo, mi è piaciuto il modo in cui l’hai narrato. Dettagli essenziali e curati che mi hanno riportato su una spiaggia deserta, in questa atmosfera onirica che hai saputo creare.

Anche quel “La mia tipa di allora vede che sono distratto”, nel gioco di sbalzo temporale che hai introdotto, mi suona bene.
Un modo di scrivere che non è convenzionale, ma usato sapientemente.
Insomma: un lavoro ben fatto, che altro c’è da dire.

a presto!
andrea

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Fagiolo17
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Re: Domino

Messaggio#5 » domenica 26 settembre 2021, 11:29

Ciao Giacomo e piacere di aver letto il tuo racconto.
Hai tentato qualcosa di nuovo, di diverso per quello che è il tuo stile e ne è uscito un racconto particolare ma gradevole con una bella idea sul finale, senza dubbio inaspettata.
Ho solo qualche difficolta con l’uso di passato e presente mischiati un po’ così. Danno un tono colloquiale al testo, ma in alcuni frangenti fin troppo, da chiacchierata al tavolino di un bar, che è positivo perché molto caratteristico, ma dall’altro lato mi tira dentro e fuori dalla narrazione. Uno stile molto alla Palahniuk che non può lasciare indifferenti.
Quindi ottima prestazione, sarà davvero dura stilare una classifica.

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giulio.palmieri
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Re: Domino

Messaggio#6 » domenica 26 settembre 2021, 20:26

Ciao Giacomo,
piacere di leggerti. Il racconto è compiuto; con una trama lineare che parte dal paesaggio e dall'uomo che ne emerge, fino alla conclusione. Qualche incertezza nei verbi (nulla di grave), qui:

...coi i granchi a pizzicargli gli occhi. Ma noi lì c'eravamo. --> Ma noi lì ci siamo

Il finale ok, sebbene non riesca a cogliere, a un livello più profondo, il senso del tutto. Così, a pelle, sembra essere una vicenda allegorica che voglia dire qualcosa che non si coglie subito. Forse, l'unico piccolo difetto, è il personaggio della ragazza, che non viene citato da un certo punto in poi. Comunque, il racconto funziona e il tema è centrato. A rileggerci e buona edition!

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Quarantine AlessandroCatanzaro
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Re: Domino

Messaggio#7 » lunedì 27 settembre 2021, 16:48

Ciao Giacomo, piacere di leggerti
La storia mi è piaciuta e sia il tono colloquiale che l'atmosfera disegnata l'hanno resa gradevole, il tema è centrato, inizialmente pensavo che stessi raccontando un sogno, non so, ci ho visto qualcosa di onirico, poi mi son reso conto pian piano nella lettura cosa stava accadendo. Ecco la stavi raccontando e forse è qui l'unica nota stonata (di poco conto) che ho percepito: all'inizio descrivi minuziosamente le dimensioni di quest'uomo (che ci interessa il giusto ai fini della storia che mi stai per raccontare) e questa minuziosità non ritorna nel finale. Roba di poco ti ripeto ma volevo riportartelo per le prossime sfide.
Complimenti comunque e alla prossima.

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Michael Dag
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Re: Domino

Messaggio#8 » lunedì 27 settembre 2021, 19:51

Domino, di Giacomo Puca,

Ho scritto su google "come far cadere la mandibola a qualcuno", mi ha linkato il tuo racconto. Davvero, mi è arrivata una sassata come al protagonista, quando ho letto. Complimentoni.
Molto bella anche la voce narrante. Personalmente ho percepito incredulità, rassegnazione e una punta di rabbia, che forse era quello che volevi trasmettere.
Ben resa anche la descrizione dell'ambiente, senza ripetizioni o pesantezze inutili.
Un ottimo lavoro.

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AndreaDeAgnoi
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Re: Domino

Messaggio#9 » lunedì 27 settembre 2021, 22:59

Come scrittura, il tono colloquiale come se un amico mi stesse raccontando un episodio accaduto anni prima non mi fa impazzire, ma questo è puramente soggettivo...
"Con le sue zampette da vecchio si fa forza e con le mani completa la salita."
Zampette non mi dà l'idea delle mani di un vecchio
Per essere puntigliosi, mi ha un po' confuso per diversi motivi l'inizio del brano.
"L’uomo all’inizio è una sagoma in controluce sulla spiaggia pietrosa, tra falesia e mare. Tanto lontano che lo potevo nascondere dietro un sassolino tenuto col braccio teso.
La mia tipa di allora vede che sono distratto e smette di baciarmi sul collo. Mi fa: “sarà mica un guardone?”"
Se è grande come un sassolino, perché gli dà tanta importanza mentre si sta baciando con la tipa? Dovrebbe essere più vicino per dare noie...
Inoltre, se lui lo ha visto, come fa ad accorgersene subito la tipa? Ha gli occhi dietro la testa? Ci avrei visto meglio un commento sulla poca concentrazione del protagonista sulle effusioni, che non un commento alla figura che si avvicina da lontano.
Ma quindi il riccone di Milano è un malato di mente, per aver fatto tutto questo?

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Davide_Mannucci
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Re: Domino

Messaggio#10 » martedì 28 settembre 2021, 14:43

Succede che torno a casa, mi tolgo le scarpe, saluto a destra e a sinistra, convergo sulla cucina e trovo Giacomo Puca che, mentre mangia una mela, mi racconta quello che gli è successo oggi. Ecco, più o meno è quello che mi ha suscitato il tuo racconto. Ed è una cosa super positiva. Bravo nel gestire lo stile senza cadere nel troppo masticato. Great Job, Puca! E poi, tutti i racconti che, alla fine della lettura, mi fanno esclamare “ECCHECAZZO”, sono racconti riusciti bene.
E ora saranno ancora più “Chevoli ameri” per la classifica. Magari sento l’amico Antico se posso mettere 5 ex-aequo al primo posto :D
Bravo!
A presto
Davide Mannucci

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Hayà
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Re: Domino

Messaggio#11 » martedì 28 settembre 2021, 18:59

Ciao Giacomo! È un piacere leggerti.

Anche qui, voglio partire con il dettaglio del sassolino che si trova nell'apertura della storia: l'ho trovato veramente molto ben piazzato e dava un'ottima immagine.
In generale, l'idea del luogo la dai veramente molto molto bene, e a momenti sentivo l'odore della salsedine.
Il finale mi ha veramente sorpreso, è stato un po' come ricevere uno schiaffo. Non mi sorprenderebbe se il vecchio fosse stata una di quelle persone che vanno in giro a infettare volutamente la gente...
Ho trovato ottimo l'utilizzo di una voce colloquiale per raccontare la storia.
L'unica cosa che mi ha fatto storcere il naso è stata proprio la frase finale: l'ho trovata troppo da "morale", quasi come se avessi paura che non si riuscisse a capire l'aderenza al tema o il significato del titolo altrimenti.

Ma, a parte questo, mi è piaciuto e ti faccio i miei complimenti!

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Giacomo Puca
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Re: Domino

Messaggio#12 » martedì 28 settembre 2021, 22:09

Ringrazio tutti per i commenti, se non ho risposto è solo perché ho avuto pochissimo tempo a disposizione. Prometto che appena finirò di lasciare i miei commenti agli altri racconti passerò a rispondere a ciascuno di voi.
<3
In narrativa non esistono regole, ma se le rispetti è meglio.

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Giacomo Puca
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Re: Domino

Messaggio#13 » giovedì 30 settembre 2021, 17:52

alexandra.fischer ha scritto:DOMINO di Giacomo Puca


Ben ritrovata Alexandra e grazie per il commento ;)
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Giacomo Puca
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Re: Domino

Messaggio#14 » giovedì 30 settembre 2021, 17:53

Andrea Lauro ha scritto:Ciao Giacomo, mi è piaciuto il modo in cui l’hai narrato. Dettagli essenziali e curati che mi hanno riportato su una spiaggia deserta, in questa atmosfera onirica che hai saputo creare.

Anche quel “La mia tipa di allora vede che sono distratto”, nel gioco di sbalzo temporale che hai introdotto, mi suona bene.
Un modo di scrivere che non è convenzionale, ma usato sapientemente.
Insomma: un lavoro ben fatto, che altro c’è da dire.

a presto!
andrea


Ciao Andrea e grazie per il commento. Sono felice che si colga l'atmosfera, nella mia idea il protagonista racconta qualcosa avvenuto anni prima, e il ricordo è sbiadito il che da l'atmosfera quasi onirica.
Grazie ancora per i complimenti e buona gara!
In narrativa non esistono regole, ma se le rispetti è meglio.

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Giacomo Puca
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Re: Domino

Messaggio#15 » giovedì 30 settembre 2021, 17:55

Fagiolo17 ha scritto:Ciao Giacomo e piacere di aver letto il tuo racconto.
Hai tentato qualcosa di nuovo, di diverso per quello che è il tuo stile e ne è uscito un racconto particolare ma gradevole con una bella idea sul finale, senza dubbio inaspettata.
Ho solo qualche difficolta con l’uso di passato e presente mischiati un po’ così. Danno un tono colloquiale al testo, ma in alcuni frangenti fin troppo, da chiacchierata al tavolino di un bar, che è positivo perché molto caratteristico, ma dall’altro lato mi tira dentro e fuori dalla narrazione. Uno stile molto alla Palahniuk che non può lasciare indifferenti.
Quindi ottima prestazione, sarà davvero dura stilare una classifica.


Ciao caro e ben ritrovato. Mi rendo conto che lo stile "colloquiale" possa non convincere tutti. Dato che mi piace molto il taglio che dà al racconto lo uso lo stesso, consapevole che non piaccia a tutti. Grazie ancora e buona gara!
In narrativa non esistono regole, ma se le rispetti è meglio.

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Re: Domino

Messaggio#16 » giovedì 30 settembre 2021, 17:58

giulio.palmieri ha scritto:Ciao Giacomo,
piacere di leggerti. Il racconto è compiuto; con una trama lineare che parte dal paesaggio e dall'uomo che ne emerge, fino alla conclusione. Qualche incertezza nei verbi (nulla di grave), qui:

...coi i granchi a pizzicargli gli occhi. Ma noi lì c'eravamo. --> Ma noi lì ci siamo

Il finale ok, sebbene non riesca a cogliere, a un livello più profondo, il senso del tutto. Così, a pelle, sembra essere una vicenda allegorica che voglia dire qualcosa che non si coglie subito. Forse, l'unico piccolo difetto, è il personaggio della ragazza, che non viene citato da un certo punto in poi. Comunque, il racconto funziona e il tema è centrato. A rileggerci e buona edition!


L'idea della storia è che le vite possano crollare una dietro l'altra come tessere di un domino. Abbiamo un vecchio sieropositivo che sicuramente per questo avrà avuto grossi crolli nella sua vita, e questo crollo investe anche il protagonista. Purtroppo la mancanza di tempo e caratteri mi ha impedito di sviluppare come avrei voluto: nei piani originali viene fatta menzione della morte della ragazza, contagiata proprio dal protagonista. In questo modo avrei potenziato l'effetto domino dei crolli, ma non ho avuto modo. Grazie ancora e alla prossima!
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Re: Domino

Messaggio#17 » giovedì 30 settembre 2021, 18:01

Quarantine AlessandroCatanzaro ha scritto:Ciao Giacomo, piacere di leggerti
La storia mi è piaciuta e sia il tono colloquiale che l'atmosfera disegnata l'hanno resa gradevole, il tema è centrato, inizialmente pensavo che stessi raccontando un sogno, non so, ci ho visto qualcosa di onirico, poi mi son reso conto pian piano nella lettura cosa stava accadendo. Ecco la stavi raccontando e forse è qui l'unica nota stonata (di poco conto) che ho percepito: all'inizio descrivi minuziosamente le dimensioni di quest'uomo (che ci interessa il giusto ai fini della storia che mi stai per raccontare) e questa minuziosità non ritorna nel finale. Roba di poco ti ripeto ma volevo riportartelo per le prossime sfide.
Complimenti comunque e alla prossima.


Ehilà, grazie per il commento. Come dicevo più su, il tono onirico serve a trasmettere l'idea di un ricordo distante.
Ancora grazie e alla prossima!
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Re: Domino

Messaggio#18 » giovedì 30 settembre 2021, 18:01

Michael Dag ha scritto:Domino, di Giacomo Puca,

Ho scritto su google "come far cadere la mandibola a qualcuno", mi ha linkato il tuo racconto. Davvero, mi è arrivata una sassata come al protagonista, quando ho letto. Complimentoni.
Molto bella anche la voce narrante. Personalmente ho percepito incredulità, rassegnazione e una punta di rabbia, che forse era quello che volevi trasmettere.
Ben resa anche la descrizione dell'ambiente, senza ripetizioni o pesantezze inutili.
Un ottimo lavoro.


Eeeeh ma con questi complimenti mi vuoi far montare la testa! Grazie mille per il bellissimo commento e buona edition!
In narrativa non esistono regole, ma se le rispetti è meglio.

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Re: Domino

Messaggio#19 » giovedì 30 settembre 2021, 18:08

AndreaDeAgnoi ha scritto:Come scrittura, il tono colloquiale come se un amico mi stesse raccontando un episodio accaduto anni prima non mi fa impazzire, ma questo è puramente soggettivo...
"Con le sue zampette da vecchio si fa forza e con le mani completa la salita."
Zampette non mi dà l'idea delle mani di un vecchio
Per essere puntigliosi, mi ha un po' confuso per diversi motivi l'inizio del brano.
"L’uomo all’inizio è una sagoma in controluce sulla spiaggia pietrosa, tra falesia e mare. Tanto lontano che lo potevo nascondere dietro un sassolino tenuto col braccio teso.
La mia tipa di allora vede che sono distratto e smette di baciarmi sul collo. Mi fa: “sarà mica un guardone?”"
Se è grande come un sassolino, perché gli dà tanta importanza mentre si sta baciando con la tipa? Dovrebbe essere più vicino per dare noie...
Inoltre, se lui lo ha visto, come fa ad accorgersene subito la tipa? Ha gli occhi dietro la testa? Ci avrei visto meglio un commento sulla poca concentrazione del protagonista sulle effusioni, che non un commento alla figura che si avvicina da lontano.
Ma quindi il riccone di Milano è un malato di mente, per aver fatto tutto questo?


Ciao Andrea e grazie per aver commentato.
Per quanto riguarda il discorso "tono" c'è effettivamente poco da dire, è una scelta stilista come un'altra e la si può apprezzare o meno.
Sul discorso "dimensioni del vecchio": la spiaggia è deserta e se noti non ho scritto che si stanno baciando ma che lei bacia lui sul collo. L'idea è che i 2 siano in spiaggia, lei stia baciando il collo e quando lui si accorge del vecchio allora lei percepisce che la sua attenzione è altrove e lo nota.
Il riccone di Milano non è un malato di mente, non nelle mie intenzioni. È uno sieropositivo che per colpa della caduta ha infettato il protagonista... non traspare mai l'intenzionalità del vecchio infatti.
Grazie per gli appunti e buona edition!
In narrativa non esistono regole, ma se le rispetti è meglio.

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Re: Domino

Messaggio#20 » giovedì 30 settembre 2021, 18:09

DavideMannucci ha scritto:Succede che torno a casa, mi tolgo le scarpe, saluto a destra e a sinistra, convergo sulla cucina e trovo Giacomo Puca che, mentre mangia una mela, mi racconta quello che gli è successo oggi. Ecco, più o meno è quello che mi ha suscitato il tuo racconto. Ed è una cosa super positiva. Bravo nel gestire lo stile senza cadere nel troppo masticato. Great Job, Puca! E poi, tutti i racconti che, alla fine della lettura, mi fanno esclamare “ECCHECAZZO”, sono racconti riusciti bene.
E ora saranno ancora più “Chevoli ameri” per la classifica. Magari sento l’amico Antico se posso mettere 5 ex-aequo al primo posto :D
Bravo!
A presto


Ciao Davide, ben ritrovato.
Ma grazie mille per il bellissimo commento e i complimenti, sono felice che lo stile ti sia piaciuto e che il colpo di scena abbia colpito nel segno. Grazie!
Buona edition caro.
In narrativa non esistono regole, ma se le rispetti è meglio.

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Re: Domino

Messaggio#21 » giovedì 30 settembre 2021, 18:12

Hayà ha scritto:Ciao Giacomo! È un piacere leggerti.

Anche qui, voglio partire con il dettaglio del sassolino che si trova nell'apertura della storia: l'ho trovato veramente molto ben piazzato e dava un'ottima immagine.
In generale, l'idea del luogo la dai veramente molto molto bene, e a momenti sentivo l'odore della salsedine.
Il finale mi ha veramente sorpreso, è stato un po' come ricevere uno schiaffo. Non mi sorprenderebbe se il vecchio fosse stata una di quelle persone che vanno in giro a infettare volutamente la gente...
Ho trovato ottimo l'utilizzo di una voce colloquiale per raccontare la storia.
L'unica cosa che mi ha fatto storcere il naso è stata proprio la frase finale: l'ho trovata troppo da "morale", quasi come se avessi paura che non si riuscisse a capire l'aderenza al tema o il significato del titolo altrimenti.

Ma, a parte questo, mi è piaciuto e ti faccio i miei complimenti!


Ciao Hayà e grazie per il commento.
Per i complimenti al racconto ti ringrazio.
Per la nota sul finale... ti do ragione al 100%. Ho odiato dover chiudere il racconto con quella frase, e ammetto che è stata la paura che non si cogliesse il senso. Stupido me. Se avessi avuto lo spazio (e il tempo, visto che ho scritto tutto in 35') avrei inserito anche un accenno alla morte della ragazza, infettata proprio dal protagonista. A quel punto il concetto di crollo sarebbe stato chiaro anche senza la brutta frase finale.
Ti ringrazio ancora e ti auguro una buona edition!
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Re: Domino

Messaggio#22 » lunedì 4 ottobre 2021, 20:13

Sì, la chiusa stona parecchio con il tono che avevi tenuto fino a quel punto e con più tempo avresti potuto trovare qualcosa di più adeguato. Resta il fatto che il racconto è una freccia lanciata sicura verso la direzione da te scelta e il volo è bello dritto, senza fronzoli. Mi è piaciuto e anche il tema è assolutamente fondante il tutto. Peccato per quel finale, quindi mi fermo a un pollice quasi su.

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