Senza via d'uscita

Appuntamento fissato per le 21.00 di lunedì 20 settembre 2021 con un tema di Francesca Bertuzzi!
Gli autori che vorranno partecipare dovranno scrivere un racconto di max 3000 caratteri entro l'una.
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GiulianoCannoletta
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Senza via d'uscita

Messaggio#1 » lunedì 20 settembre 2021, 22:41

«Niente, di qui non si passa.»
Melanie non riusciva a muovere un muscolo, né a distogliere lo sguardo da quello spettacolo insieme osceno e affascinante. La strada era intasata da un'orgia di corpi e di urla, le macchine si lanciavano sulla folla per aprirsi un varco. La fuga dalla città si era trasformata in una guerra civile, un girone infernale, un...
«Mi hai sentito, Mel?» Suo fratello la strattonò per un braccio.
Annuì e gli si incollò alla schiena, mentre lui sgomitava per risalire quell'impetuosa corrente umana.
Per fortuna c'era Rob con lei. Se c'era qualcuno capace di tirarla fuori da quella bolgia era suo fratello.
«Di qua è impraticabile, proviamo a fare il giro largo.»
Urla disperate alla sua sinistra. Una donna inginocchiata cercava di sottrarre qualcosa alla mandria scalpitante che la circondava. Il fagotto scomposto e sanguinante che riuscì a estrarre forse era suo...
«Non guardare.» Mano sugli occhi, Rob la trascinò via.
Trattenne un conato. «Perché si comportano così?»
Suo fratello fece per risponderle, ma ci rinunciò.
Mel alzò gli occhi al cielo. La stazione orbitante ormai aveva coperto completamente il sole, sembrava notte fonda. Quella mattina era solo un punto nero nel cielo, poi sempre più grande. Nel frattempo per strada era scoppiato il caos.
Si guardò attorno, la folla si era diradata. Erano tornati in centro città.
«Aspetta, Rob.» Si fermò, mani sulle ginocchia. Doveva rifiatare.
«Non qui.» Suo fratello aveva gli occhi sbarrati.
Rumore di vetri, urla, risate. Un gruppo di ragazzi stava sciamando da una vetrina in frantumi.
«Perché non pensano a scappare?»
«Non fissarli. Seguimi.»
Uno dei predoni indicò nella loro direzione e urlò qualcosa. Rob la stava già portando lontano da quell'ennesima pazzia.
Erano soli ormai, la piazza centrale era spettrale. Niente shopping, né bar affollati. Ma dove potevano andare ora?
«Ehi, ragazzini...»
Si voltarono verso la voce. Era un uomo in divisa. Un poliziotto.
«Che fate qua fuori? Seguitemi.»
Mel si voltò verso suo fratello. Rob esitò un attimo, poi annuì.
Lo raggiunsero in una stradina laterale, l'uomo aveva divelto un tombino.
«Qua sotto saremo al sicuro. In molti sono già scesi.»
Rob si avvicinò al tombino. Di colpo il poliziotto cambiò espressione. «Tu no!» Un colpo secco, e lo spedì a sbattere sul marciapiede.
«Rob!»
Non fece in tempo a urlare, in un attimo l'uomo le fu addosso. «Chissà quanto dovremo restare la sotto.» La lingua sul suo orecchio, l'alito sapeva di alcol. «Mi farai comodo.»
Mel provò a divincolarsi, la presa era troppo forte. Lottò, scalciò, mentre l'uomo la trascinava. Le dita sfiorarono qualcosa di duro. Una pietra. Il braccio si mosse disperato verso la testa del suo aggressore.

*

«L'ho ucciso.» Avvinghiata a suo fratello, Mel non riusciva a smettere di tremare. L'acqua viscida e il fetore delle fogne non aiutavano.
«Non hai avuto scelta.» Rob sembrava ancora stordito.
«Perché? Perché sono impazziti tutti?»
Suo fratello sospirò. «Crolla. Tutto.»
Poi, abbracciati, attesero l'impatto.
Ultima modifica di GiulianoCannoletta il lunedì 20 settembre 2021, 22:49, modificato 1 volta in totale.


“Uno scrittore argentino che ama molto la boxe mi diceva che in quella lotta che si instaura fra un testo appassionante e il suo lettore, il romanzo vince sempre ai punti, mentre il racconto deve vincere per knock out.”
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#2 » lunedì 20 settembre 2021, 22:47

Ciao Giuliano! Tutto ok anche per te! Buona FRANCESCA BERTUZZI EDITION!

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Antonio Pilato
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#3 » martedì 21 settembre 2021, 12:12

Ciao Giuliano, un racconto che si palesa abbastanza lineare. Mi è piaciuto molto il rapporto tra fratello e sorella (mi ha ricordato un po’ Burt e Lynn in Ken il Guerriero) e la narrazione scorre bene.
Mi ha convinto meno il finale che sicuramente è interessante da scoprire, ma che non mi ha dato ciò che speravo.

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Massimo Tivoli
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#4 » martedì 21 settembre 2021, 20:26

Bel racconto distopico, soffocante e isterico e implacabile al punto giusto. Ho apprezzato la gestione del ritmo, progressivamente in salita come è giusto che sia per racconti di questo tipo. Qualche perplessità proprio nell’incipit: perché quello spettacolo è insieme osceno e affascinante? Proseguendo la lettura sembra che Mel lo avverta come qualcosa di osceno e catastrofico. Quindi perché affascinante?
Trama lineare. Finale atteso. È un male? Non necessariamente, ma in questo caso non colpisce più di tanto.
“Le infami”, “Happyland”, “I randagi di Orël” – Delos Digital
“Altro che cielo” – WMI n. 58 (vincitore del Premio WMI)
“Il risveglio di Alba” – WMI n. 57 (vincitore del Premio Termini Book Festival)
https://delos.digital/autore/811/massimo-tivoli

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Emiliano Maramonte
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#5 » mercoledì 22 settembre 2021, 23:24

Ciao Giuliano!
Del tuo racconto ho apprezzato tantissimo il ritmo incalzante, a tratti tagliente, che trascina il lettore nelle profondità di un'incredibile forma di isteria collettiva. All'inizio avevo pensato a una zombificazione causata da un non meglio precisato fenomeno atmosferico, invece sembra ci sia una stazione orbitante in caduta libera. Qui comincia la prima perplessità: la gente impazzisce per il panico o è invasata per colpa di qualche agente patogeno, un fenomeno elettromagnetico, non so, cose così? Non si capisce bene.
Poi c'è l'episodio del poliziotto. Seconda perplessità. E' un impostore? E' un vero poliziotto ma pazzo? E perché fa quello che fa? Solo per procurarsi donne con cui sfogare i propri bassi istinti? Ho provato a darmi io spiegazioni, ma il punto resta nebuloso.
Capisco, dall'altro lato, che i caratteri sono pochi per effettuare tutte le "semine" necessarie a comprendere per intero i contorni di una trama, ma se il lettore giunge a doversi spremere troppo le meningi sugli snodi della storia, qualcosa è andato storto.
La mia valutazione positiva, però, si concentra soprattutto sull'atmosfera, sul registro distopico e sulla perizia della narrazione.
Finale "ni", tema centrato.

Buona Edition e in bocca al lupo per la Nona Era!

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GiulianoCannoletta
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#6 » giovedì 23 settembre 2021, 15:32

Ciao Antonio, Massimo, Emiliano, grazie di aver letto e grazie per i vostri commenti. Mi pare di capire che uno dei punti deboli è il finale che non vi ha particolarmente convinto., forse dovevo osare un po' di più.

Antonio: forse hai individuato una delle ispirazioni inconsce del racconto. Non avevo pensato ai due bambini di Ken il Guerriero, ma in effetti potrebbero sembrare proprio loro!

Massimo: con il binomio osceno/affascinante volevo rendere quella sensazione ambivalente che a volte colpisce di fronte a certi eventi/tragedie, quando comunque non riesci a staccarci gli occhi di dosso. Man mano che da spettatrice si ritrova all'interno degli eventi, il fascino scompare del tutto.

Emiliano: la mia intenzione era dare una doppia interpretazione del tema. Una letterale, con la stazione orbitante che sta letteralmente crollando, una più metaforica, con il crollo delle convenzioni e norme collettive in un momenti di crisi e di tragedia. Per questo ho "giocato" a portare in crescendo, fino all'estremo, un po' di comportamenti, dalle fughe scomposte con esiti tragici, alle razzie insensate, all'abdicare completamente al proprio ruolo (il poliziotto che diviene predatore). Serve un bel po' di sospensione dell'incredulità, ma era l'aspetto "allegorico", del venir meno dei principi morali mentre il mondo crolla, quello a cui tenevo di più.

A rileggerci presto!
Giuliano
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Emiliano Maramonte
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#7 » giovedì 23 settembre 2021, 16:59

GiulianoCannoletta ha scritto:Ciao Antonio, Massimo, Emiliano, grazie di aver letto e grazie per i vostri commenti. Mi pare di capire che uno dei punti deboli è il finale che non vi ha particolarmente convinto., forse dovevo osare un po' di più.

Antonio: forse hai individuato una delle ispirazioni inconsce del racconto. Non avevo pensato ai due bambini di Ken il Guerriero, ma in effetti potrebbero sembrare proprio loro!

Massimo: con il binomio osceno/affascinante volevo rendere quella sensazione ambivalente che a volte colpisce di fronte a certi eventi/tragedie, quando comunque non riesci a staccarci gli occhi di dosso. Man mano che da spettatrice si ritrova all'interno degli eventi, il fascino scompare del tutto.

Emiliano: la mia intenzione era dare una doppia interpretazione del tema. Una letterale, con la stazione orbitante che sta letteralmente crollando, una più metaforica, con il crollo delle convenzioni e norme collettive in un momenti di crisi e di tragedia. Per questo ho "giocato" a portare in crescendo, fino all'estremo, un po' di comportamenti, dalle fughe scomposte con esiti tragici, alle razzie insensate, all'abdicare completamente al proprio ruolo (il poliziotto che diviene predatore). Serve un bel po' di sospensione dell'incredulità, ma era l'aspetto "allegorico", del venir meno dei principi morali mentre il mondo crolla, quello a cui tenevo di più.

A rileggerci presto!
Giuliano


Grazi per i chiarimenti.
Avevo intravisto qualche elemento da te indicato, ma mi sono soffermato in prevalenza sulla concretezza delle vicende da te narrate.
Ti dico come la vedo io: quando parliamo di racconti così brevi, la necessità primaria è coinvolgere il lettore in una vicenda istantanea, diretta, immediatamente definibile nei suoi contorni. I discorsi sui piani di lettura multipli, dei sottoplot, delle allegorie si possono intavolare solo se si fa un'attenta programmazione della trama prima di scriverla, badando bene a far emergere gli input (anche piccoli) che permettano al lettore di afferrare gli elementi suddetti. Se invece si butta giù una trama con sottintesi, allegorie frullate o rimestate a mo' di macedonia augurandosi che il lettore capisca, ci si espone al rischio inevitabile di essere fraintesi. Io ci sono passato, ecco perché ora ci vado più cauto. :-)

alexandra.fischer
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#8 » venerdì 24 settembre 2021, 17:59

Tema centrato. È una SF molto credibile, che ricorda il filone catastrofista degli Anni Settanta. Una stazione orbitante sta per precipitare su una città e lo fa con una lentezza esasperante mentre la gente impazzisce (vedi la scena della fuga di massa, della madre con il figlio presumibilmente calpestato a morte, il gruppo dei ragazzini alle prese con il saccheggio della vetrina e c’è persino il poliziotto corrotto che vorrebbe separare i due fratelli: il suo piano? Uccidere Rob per avere Melania come trastullo. Ma lei si ribella e salva Rob, anche se per poco. Il crollo è imminente e loro sono nelle fogne.

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GiulianoCannoletta
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#9 » domenica 26 settembre 2021, 9:42

Ciao Alexandra, grazie per essere passata a commentare!
Nel finale ho provato a ribaltare il personaggio di Mel, da spettatrice "passiva" degli eventi, sempre salvata dal fratello, a protagonista che salva entrambi dall'aggressione.
A rileggerci presto!
Giuliano
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Alessandro -JohnDoe- Canella
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#10 » domenica 26 settembre 2021, 11:21

Ciao Giuliano.
Parto da una premessa. Con questo racconto hai colpito una delle mie paure ancestrali, oltre che uno dei miei due sottogeneri horror preferiti: le storie sull’imbarbarimento dell’umanità a seguito di un evento eccezionale di piccola o grande scala. Da questo punto di vista sei quindi riuscito, anche se involontariamente, a tenermi incollato al testo, merito anche del ritmo serrato.
Alcune cose però non mi tornano. L’imbarbarimento di cui sopra, con il suo crollo dei valori umani, sembra infatti sovradimensionati rispetto non tanto alla gravità dell’evento, quanto sulla sua posizione temporale. Mi spiego meglio. Qui l’Evento non è ancora avvenuto, ma è in corso. In questa fase della tragedia avresti secondo me fatto meglio a soffermarti sulla meschinità e l’egoismo umano nel tentare di fuggire, anziché sull’immagine di pazzia generale. Il poliziotto, in particolare, appare fuori luogo. Un personaggio come il suo e con le sue motivazioni avrebbe senso a mio modo di vedere soltanto più avanti nella storia, dopo che ogni speranza su una possibile fuga sia svanita. Oppure, non avresti dovuto presentarlo come un poliziotto, il quale, in un testo così breve, non potendo essere caratterizzato a dovere, appare nella testa del lettore inevitabilmente come un simbolo di ordine e razionalità. Su un testo più ampio, ciò non avrebbe rappresentato un problema (prendi, ad esempio, “The Cube” dove si assiste a una evoluzione psicologica simile), ma in appena 3000 caratteri fa apparire tutto come eccessivamente forzato.

Alla prossima.
lupus in fabula

Laura Brunelli
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#11 » domenica 26 settembre 2021, 17:31

Ciao Giuliano piacere di leggerti.
Un racconto interessante che rende bene l’isteria delle persone in fuga da un evento catastrofico. Nel complesso il racconto è ben gestito, sia con riferimento alla reazione delle persone all’imminente disastro che nel rapporto fra i due protagonisti.
Ti segnalo alcuni punti secondo me migliorabili:
1) ho avuto un po’ di difficoltà, all’inizio, a capire che la prima battuta andava attribuita a Rob. Senza precisazioni, la prima battuta viene automaticamente attribuita al PDV. Ho avuto subito la sensazione che, in questo caso non fosse così, ma la certezza l’ho avuta solo dopo aver letto la seconda battuta di Rob;
2)
Di colpo il poliziotto cambiò espressione. «Tu no!» Un colpo secco, e lo spedì a sbattere sul marciapiede.
Secondo me la battuta del poliziotto è superflua e riduce un po’ l’effetto sorpresa.
3) il finale mi sembra un po’ troppo frettoloso e la domanda, evidentemente retorica, di Melanie non può essere liquidata con un ovvio e banale
«Crolla. Tutto.»

Una buona prova, ma con qualche margine di miglioramento.
A presto e buona edition.

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GiulianoCannoletta
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#12 » domenica 26 settembre 2021, 19:56

Ciao Alessandro, ciao Laura.
Grazie per essere passati a commentare e per avermi segnalato i margini di miglioramento.
So che alcuni passaggi del racconto appaiono un po' forzosi, mi sono accollato il rischio di qualche esagerazione, cercando di puntare sul ritmo e sul crescendo degli episodi. Per quanto riguarda il finale, la battuta del fratello è cambiata varie volte in fase di stesura (sono un po' restio a esplicitare il tema del contest), ma alla fine tra le varie opzioni era quella che mi convinceva di più. Forse la stanchezza ci ha messo uno zampino :)
A rileggerci presto!
Giuliano
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Stefano.Moretto
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#13 » lunedì 27 settembre 2021, 16:44

Ciao Giuliano. Del racconto mi è piaciuto in particolare l'emozione che sei riuscito a suscitare sul finale, quando diventa una vera e propria lotta per la sopravvivenza. Ho trovato un po' più piatto invece l'inizio, soprattutto perché non si capisce subito cosa sta succedendo. Io all'inizio credevo fosse qualcosa tipo l'inferno in terra (letteralmente). Ad esempio, banalmente l'informazione che è tutto buio arriva troppo tardi e non è sfruttata, almeno nelle parti iniziali.
Il binomio sul tema mi è piaciuto molto, l'associazione del crollo come evento e di quello della società che collassa.
Mi ricorda vagamente quell'episodio dei simpson in cui la cometa di Bart cade su Springfield (anche qui l'atmosfera brucia la stazione orbitante prima che si schianti?)

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Gennibo
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#14 » martedì 28 settembre 2021, 9:22

Ciao Giuliano e piacere di averti letto, della tua storia mi è piaciuto il rapporto tra i due fratelli e il ritmo veloce della narrazione. L'ambientazione catastrofica però poteva migliorare con un po' più di cura, ad esempio, quando dici:
"Da qui non si passa" e lei non riesce a muovere un muscolo...
io me la sono immaginata proprio incastrata da qualche parte.
Oppure: Urla disperate alla sua sinistra. Una donna inginocchiata...
Mi sono chiesta: ma è la donna che urla disperata?
Questa è una parte che poteva avere un maggiore impatto emotivo se prima avessi mostrato la donna e poi fatto sentire le sue urla disperate.
Ma sono dettagli, soprattutto visto il poco tempo a disposizione.
Comunque una prova molto interessante.

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Luca Nesler
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#15 » martedì 28 settembre 2021, 12:54

Ciao Giuliano! Il crollo della civilità in uno scenario apocalittico. È sicuramente un tema attuale e interessante, anche se in questo caso abbiamo un asteroide.
Veniamo al racconto. All’inizio hai un problemino che si vede molto di frequente: Una battuta di dialogo prima ancora di sapere chi parla e una situazione che il lettore non riesce a decifrare. Lo costringi a ripensare a ciò che ha già letto per darsi una spiegazione in seguito.
Contrario al scrivessi se come po’ un è che diciamo.
Non è che non capisci, ma devi rielaborarlo in un secondo momento e questo sfavorisce una lettura fluida e coinvolta.
Melanie non riesce a distogliere lo sguardo da uno spettacolo osceno e affascinante. Perché non lo vedo? In che modo è osceno? Sarebbe meglio che fosse il lettore a farsi l’idea che lo spettacolo sia osceno, piuttosto che saperlo direttamente dal narratore (show don’t tell).
Poi hai un po’ di confusione nell’utilizzo del narratore. Qui: “la fuga dalla città si era trasformata in una guerra civile, un girone infernale, un... «Mi hai sentito, Mel?»”
I puntini sospendono la frase a causa della battuta che risveglia Mel dai suoi pensieri, ma quella frase non possono essere i pensieri di Mel, perché arriva direttamente dalla voce di quel narratore onnisciente iniziale che ci dice che Melanie guarda uno spettacolo osceno (siamo esterni da lei). Oltretutto lei è rapita a guardare la devastazione e si ferma a fare un elenco mentale di quello a cui quella devastazione assomiglia? È poco credibile e tiene il lettore emotivamente distaccato.
La gestione del testo è molto caotica. Forse volevi rendere il caos del momento, solo che se al lettore non arriva un’immagine limpida, non riesce a capire cosa legge e non entra nel mood. Non è che faticando a seguire il testo si senta coinvolto dall’apocalisse urbana.
Ti faccio un esempio:
“Il fagotto scomposto e sanguinante che riuscì a estrarre forse era suo...
«Non guardare.» Mano sugli occhi, Rob la trascinò via.”
Perché interrompere una presa di coscienza? Melanie si è fatta un’idea, non può non rendersi conto di cosa pensa che sia il fagotto perché Rob la interrompe. Poi, chi è che dice “non guardare”? Probabilmente Rob, ma lo vengo a sapere tardi, quando la cosa è passata e io non l’ho compresa. Mano sugli occhi, di chi? Col senno di poi riesco a intuire quello che volevi scrivere perché immagino sia la cosa più coerente con la situazione, ma non me l’ha fatto immaginare chiaramente il testo. Spero di essermi spiegato.

“«Rob!» Non fece in tempo a urlare”
Non ha appena urlato Rob?

“Il braccio si mosse disperato verso la testa del suo aggressore.”
Qui hai voluto evitare l’avverbio, e questo ti fa onore, ma, secondo me, non l’hai fatto nel migliore dei modi. Quel “disperato” diventa avverbio modale, hai evitato il “mente” ma tutti gli altri problemi dell’avverbio di modo li hai comunque. Primo: non è il braccio a essere disperato. Secondo: il disperato non aggiunge nulla di utile alla scena. Terzo: avresti potuto usare una formulazione più coerente con la scena scegliendo un predicato come “scagliare” o simili per rendere l’immagine che hai pensato.

In generale hai proposto una scena di panico generalizzato, forse la storia era nell’aggressione del poliziotto che però in questo contesto è solo un ostacolo come un altro. Insomma, il racconto manca un po’ di mordente, ma si fa quel che si può in queste condizioni disumane da MC, lo capisco.
Alla prossima!

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GiulianoCannoletta
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#16 » martedì 28 settembre 2021, 16:41

Ciao Stefano, Isabella, Luca! Grazie per i vostri appunti.
Mi avete aiutato a chiarire meglio i passaggi zoppicanti del testo. In particolare devo ancora lavorare molto sul mantenere il punto di vista in terza persona. Alcuni passaggi volevo che risultassero come pensieri di Mel, ma la "telecamera" è rimasta troppo distante!
Riguardo all'effetto caotico, in parte era voluto, mi pare di capire che la resa complessiva poteva essere gestita meglio.
A rileggerci presto!
Giuliano
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#17 » domenica 3 ottobre 2021, 13:30

A una prima lettura è decisamente convincente questa atmosfera post apocalittica anche se poi, a ben vedere, siamo ancora nella fase pre con una stazione spaziale in caduta sulla città che, come tempistiche, non è che ci metta una vita rendendo in tal modo eccessiva la messa in scena perché saremmo ancora in una fase da "mettiamoci in salvo" piuttosto che in quella dominata dai "predoni" e dalla follia collettiva liberata dalla caduta della convenzioni sociali di una realtà sotto controllo. Insomma, a non convincere è il contenitore mentre il contenuto è ben gestito. Come valutazione devo fare una media secca tra il pollice su del raccontato e il pollice giù della verosimiglianza del contesto, quindi mi fermo su un pollice tendente verso il positivo anche se non in modo solido.

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