4.20

Appuntamento fissato per le 21.00 di lunedì 20 settembre 2021 con un tema di Francesca Bertuzzi!
Gli autori che vorranno partecipare dovranno scrivere un racconto di max 3000 caratteri entro l'una.
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Nicoletta.Bussacchetti
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4.20

Messaggio#1 » lunedì 20 settembre 2021, 22:51

4.20
di Nicoletta Bussacchetti

La spiaggia, la birra, la musica, l’erba. Se questo non è il paradiso, allora non so che cosa sia.
Qualcuno sta suonando, qualcun altro comincia a cantare. È De Andrè.
<<Passa qua Ale!>>
Sto bene. Bene come non stavo da una vita, L’ultimo anno è stata una vera merda. La scuola che non va, la Jessica che mi ha lasciato, mia madre che vuole a tutti i costi che vada all’università…
<<Dormi sepolto in un campo di grano…>>
Questa la conosco! Mi ripassano la canna.
Faccio un tiro. Canto.
Ne faccio un altro.
La ripasso.
Quanto cazzo è bella la vita. Mi sembra di fluttuare.
<<Lungo le sponde del mio torrente…>>
Bevo un altro sorso di birra.
Okay, diciamo pure un terzo di bottiglia.
<<Ale, l’ammazzi tu?>>
La testa mi comincia a vorticare. Sto da Dio.
Mi amo. La amo.
<<Fermati Piero, fermati adesso…>>
Che buffo, anche mio nonno si chiamava Piero.
Chissà dove sarà in questo momento.
Chissà per quali cieli starà vagando…
<<Oh, Ale, sei in botta?>>
Non so dire chi abbia parlato. Mi sento un po’ strano.
Magari nonno Piero mi sta guardando in questo momento…
E io sono qua, fatto e ubriaco, per non dover pensare a mettere a posto la mia vita. Di sicuro starà pensando che sono un fallito di merda, che si è fatto bocciare in quinta per non doversi iscrivere a lettere
<<Ale ci sei? Tutto okay?>>
<<Raga, ad Ale è salita la presa a male.>>
<<Bevi un goccio che ti passa.>>
Bevo. Non ci capisco più un cazzo.
<<Coglione, non vedi che sta male?>>
Non so nemmeno più se sia sdraiato o seduto.
Un pensiero comincia a farsi strada nella mia testa: sto per morire.
È chiaro, limpido, cristallino. Morirò. Ne sono assolutamente sicuro.
Qualsiasi cosa nonno Piero pensi di me, potrà dirmelo di persona.
Lo dico anche agli altri, con tranquillità. Almeno non si spaventeranno.
<<Ragazzi, sto per morire. Dite alla Gloria che avrei voluto scriverle su Instagram.>>
<<Ale stai tranquillo. Non stai per morire, è solo l’erba.>>
Invece morirò. Stasera. Qui su questa spiaggia.
Sento freddo. Ecco, è arrivata la mia ora.
Appoggio la testa sulla sabbia. Vedo le stelle.
Nonno, sto arrivando.


<<Ale? Ale? Mi senti? Come stai?>>
<<Nonno sei tu?>>
<<Ma che stai dicendo? No, cretino, sono Luca.>>
A fatica, mi tiro su seduto. La spiaggia è deserta.
<<Che cazzo è successo?>>
<<Sei collassato un paio d’ore fa. Hai fumato troppo.>>
<<Sono un coglione…>>
<<Si un po’.>>
Mi alzo in piedi, ancora stordito.
<<Ma c’è qualcosa da mangiare?>>



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antico
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Re: 4.20

Messaggio#2 » lunedì 20 settembre 2021, 22:56

Ciao Nicoletta e benvenuta nell'Arena! Caratteri e tempo ok, non mi resta che augurarti in bocca al lupo in questa FRANCESCA BERTUZZI EDITION!

Ps: se ancora non ci sei, ti consiglio di entrare nel gruppo FB di Minuti Contati per viverti appieno l'edizione e la community.

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MatteoMantoani
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Re: 4.20

Messaggio#3 » venerdì 24 settembre 2021, 13:36

Prime Impressioni: Ciao Nicoletta. Piacere di leggerti e ben approdata nell'infernale Arena :) vedo che sono il primo ad avere l'onere/onore di commentarti!
Il tuo racconto mi è piaciuto, mi sembra bilanciato ma ha un po' di cosette da correggere.

Aderenza al Tema: Per me ok.

Punti di Miglioramento: Usa le virgolette caporali per delineare le battute di dialogo. Usando i minori/maggiori mangi il doppio dei caratteri e, comunque, tradisci una certa inesperienza.
Occhio agli errori ortografici:

Fabrizio de Andrè -> Fabrizio de André
<<Si un po’.>> -> «Sì, un po'.» !!! Questo errore ortografico è grave (il sì senza accento, non la virgola), specie per chi vuole diventare uno scrittore!

Descrivi le sensazioni di un personaggio in preda agli effetti di una droga, però, a volte, i suoi pensieri mi sembrano un po' troppo lucidi. Ma è un dettaglio che ho notato solo a una seconda lettura.

Punti di Forza: Vedi che per i punti di miglioramento mi sono limitato ai dettagli e agli errori (poco perdonabili) di ortografia. Detto questo, il racconto mi è piaciuto, il fraseggio interiore del protagonista si sposa bene con il contesto che descrivi, e la scena in sé è divertente. Ho fatto un po' di difficoltà coi nomi, specie all'inizio, ma è un po' il pericolo di introdurre più personaggi nei racconti brevi. La struttura molto semplice (presentazione/conflitto/risoluzione) rende il racconto immediato da leggere e crea la giusta empatia.

Conclusioni: Raccontino divertente, con una declinazione del tema originale, e poco da dire per quanto riguarda contenuti e costruzione della scena. Occhio però agli errori!
Buon divertimento e buona gara!

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GiulianoCannoletta
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Re: 4.20

Messaggio#4 » domenica 26 settembre 2021, 9:50

Ciao Nicoletta, piacere di averti letto.
Tema centrato e con una delle interpretazioni più originali fra i racconti che ho letto fino ad ora. Il racconto è semplice ma comunque divertente, anche il flusso dei pensieri paranoici intervallato dalla canzone mi è sembrato convincente. Ottima idea quella di usare una canzone così nota così da rendere evidente quando si trattava di dialoghi e quando di "cantato".
Occhio alla punteggiature, le virgolette usate in quel modo rendono il tutto molto pesante.
A rileggerci presto.
Giuliano
“Uno scrittore argentino che ama molto la boxe mi diceva che in quella lotta che si instaura fra un testo appassionante e il suo lettore, il romanzo vince sempre ai punti, mentre il racconto deve vincere per knock out.”
Julio Cortázar

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Gabriele Dolzadelli
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Re: 4.20

Messaggio#5 » domenica 26 settembre 2021, 15:39

Ciao Nicoletta, piacere di trovarti in questa nuova Era.
Per i refusi ho visto che ti hanno già fatto sapere cosa correggere.
Per il resto, il racconto è molto lineare e come nel caso di Soraia e Andrea ti sei concentrata più sulla resa che sull'idea. Ci sta, a volte in Minuti Contati ci giochiamo anche queste carte. Come nel loro caso, quindi, ti dico che la resa è stata ottimale, l'idea un po' carente. Però è stata una lettura piacevole.
L'unica perplessità ce l'ho sul cambio repentino di visione della vita. Essendo ignorante in materia di "erbe" non so se questo sia normale ma sei passata dal fargli pensare che la vita è bellissima a fargli dire che la sua vita fa schifo. Trattasi di "presa male" o è effettivamente un cambio troppo veloce?
Inoltre, a cosa si riferisce il 4.20 del titolo? All'orario?
Detto questo, racconto che metto nella parte alta della classifica a un pelo dal podio. A rileggerci!

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Nicoletta.Bussacchetti
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Re: 4.20

Messaggio#6 » lunedì 27 settembre 2021, 12:09

Ciao a tutti! Scrivo un commento unico visto che alcuni dubbi sono comuni!
Innanzitutto grazie per i feedback e per avermi fatto notare gli errori, quel si al posto di sì è stata una svista abbastanza grave, lo terrò come monito. Le brutte abitudini digitali non mi avranno!!
Per quanto riguarda il titolo, effettivamente non l'ho chiarito all'interno del racconto: il 420 o 4.20 è considerato, tra i giovani sopratutto, una sorta di numero della marijuana. Va da sé che spesso le 4.20 del mattino diventino una sorta di "ora della canna", nel caso del mio racconto invece, ho immaginato che per uno scherzo della sorte il protagonista si risvegliasse proprio a quell'ora.

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invernomuto
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Re: 4.20

Messaggio#7 » lunedì 27 settembre 2021, 12:37

Ciao Nicoletta, piacere di conoscerti!

420 Blaze it, con un racconto che grazie al tema misto musicale/droga richiama un po' le storie della scrittura beat (naturalmente più in piccolo, come il livello delle sostanze psicotrope utilizzate). Il crollo psicologico dovuto all'andare in botta è descritto molto bene, come il senso di paranoia di Ale che, alla fine, si rassegna all'idea di raggiungere i suoi avi. Tra i racconti "intimisti" del tuo girone è quello che mi è piaciuto di più, anche se come gli altri rischi di pagare lo scotto per l'assenza di un conflitto o di un elemento d'azione nella storia.

Buona prova, spero di rileggerti nelle prossime edizioni.

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Re: 4.20

Messaggio#8 » martedì 28 settembre 2021, 17:14

Ciao Nicoletta,

il tuo scritto mi ha ricor mi è piaciuto. Il passaggio da "la vita è bellissima sono immortale evviva" a "morirò" è espresso con molta naturalezza, un flusso di coscienza che si regge in piedi e che trova nella figura del nonno la chiave di volta per non rendere il tutto paradossale e stereotipato (confessa che è autobiografico xD).
L'idea è semplice ma l'ho trovata funzionante.
Ciò che meno mi ha convinto è lo stile... a volte manca la punteggiatura (ti segnalo a titolo esemplificativo l'assenza di un punto qui)
E io sono qua, fatto e ubriaco, per non dover pensare a mettere a posto la mia vita. Di sicuro starà pensando che sono un fallito di merda, che si è fatto bocciare in quinta per non doversi iscrivere a lettere


il testo va a capo spesso e mi trasmette meno l'idea di flusso di coscienza che invece secondo me è insita nel testo.
A rileggerci,
Morena

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wladimiro.borchi
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Re: 4.20

Messaggio#9 » martedì 28 settembre 2021, 18:43

Ciao Nicoletta,
un racconto con uno stile che non riesco a giudicare. All'apparenza è un po' acerbo, molto sincopato, con periodi estremamente brevi, ma efficace per la storia che hai raccontato.
La vicenda del tuo protagonista mi ha fatto sorridere e rivivere quello che in gioventù non mi sono fatto mancare, ivi compresa la sensazione di esser sul punto di rendere l'anima a dio dopo aver ecceduto col balsamo della felicità.
Invero la storia è molto lineare, semplice e con una buona attinenza al tema.
Alla fine mi ha emozionato e commosso e quindi, almeno con me, hai fatto centro.
Per i "sergenti" (o caporali), al posto dei << >>, usa alt+174 -> [«] e alt+175 -> [»], all'inizio è faticoso, ma dopo un paio di volte ti verrà in automatico.
A rileggerci presto.
W

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david.callaghan
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Re: 4.20

Messaggio#10 » martedì 28 settembre 2021, 22:06

Ciao Nicoletta.
Anche per me è stato un po' un Deja Vu di quando in gioventú avevo i capelli e mi facevo dei gran cannoni.
Forse per quello mi è sembrato un po' troppo lineare e prevedibile...
Per quanto riguarda i caporali, non complicarti la vita...Non dare retta al Borchi. Mai dare retta al Borchi.
Io sulla tastiera italiana (in linux) ho i caporali con AltGr + z e x, con AltGr < e AltGr+Maiusc+>
Se non ti funzionano questi di sicuro hai alternative migliore che torturarti col il tastierino numerico.

Un saluto

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PietroD'Addabbo
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Re: 4.20

Messaggio#11 » mercoledì 29 settembre 2021, 0:56

Ciao Nicoletta, piacere di leggerti.

Il tuo racconto vuol essere un flusso misto di eventi e di coscienza, tanto che accosta una canzone che conosco bene (una delle poche che ho imparato a memoria da ragazzo) a sensazioni che invece non ho mai provato (giuro, nonostante l'aver fatto l'università a Bologna). Forse è una sensazione sbagliata dovuta proprio a questa inesperienza fattuale, tuttavia proprio il tentativo di usare il testo della "Guerra di Piero" come timing per gli avvenimenti per me non ha funzionato. L'impressione che ne ho avuto è che ci siano troppe azioni, pensieri ed eventi in una canzone di appena tre minuti. Anzi, poichè non citi il verso finale della canzone ma una delle frasi centrali più celebri, il tempo per {fare due tiri/cantare/tracannare un terzo di bottiglia di birra/andare in paranoia} si riduce notevolmente diventando un unico evento quasi istantaneo o una serie di eventi frenetici, in contrasto con l'apatia e il rilassamento che invece hai comunicato.
Il tema è comunque centrato (crollo psico-fisico dovuto alle droghe e agli alcolici) e la lettura piacevole.
"Ho solo due cose da lasciarti in eredità, figlio mio, e si tratta di radici ed ali." (William Hodding Carter)

Andrea Furlan
Messaggi: 105

Re: 4.20

Messaggio#12 » giovedì 30 settembre 2021, 0:25

Ciao Nicoletta,
Anche nel tuo caso il racconto mi ha lasciato molto freddo. SI tratta del racconto di una notte di droga e alcol senza alcuna trama o conflitto se non le sensazioni del protagonista. Personalmente, amando il fantastico e il grottesco, avrei messo il tutto in chiave più onirica e soprannaturale, cosa che avrebbe reso la storia più interessante. L’ambientazione manca quasi completamente, la canzone di De Andrè aggiunge un minimo di colore ma non è collegata con il resto (forse potevi scegliere una canzone più adatta alla situazione tossica, tipo “The end” dei Doors o “Comfortably numb” dei Pink Floyd), il finale non aggiunge nulla. Le uniche cose positive che trovo sono l’aderenza al tema e la parabola ascendente e discendente che vive il personaggio, resa bene.

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antico
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Re: 4.20

Messaggio#13 » lunedì 4 ottobre 2021, 14:20

Premessa doverosa: felicissimo di vedere, finalmente, una canavesana su Minuti Contati. Siamo in tanti nella nostra zona, eppure su MC latitano, quindi ottimo.
Il racconto mi è piaciuto, sei riuscita a immergerti bene e a fare arrivare al lettore le giuste sensazioni. Chiaro, non succede molto e questo può penalizzarti nel confronto ad altri testi, ma l'obiettivo che ti sei posta mi sembra raggiunto e lo stile brillante di dimostri è una bella plus. Un malus ti arriva anche dal titolo che hai scelto perché anch'io, come altri, mi sono chiesto il perchè di tale decisione. Il tema è ben declinato. Come valutazione direi un pollice tendente verso il positivo in modo solido e ti piazzo dietro al solo, pari valutato, racconto si Lauro (nel quale la forte materia trattata stuzzica in modo più efficace l'empatia, e l'orrore, del lettore). Un prima volta nell'Arena che definirei più che buona, in attesa di rileggerti in futuro.

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