Ombre (di Massimo Tivoli)

Appuntamento fissato per le 21.00 di lunedì 20 settembre 2021 con un tema di Francesca Bertuzzi!
Gli autori che vorranno partecipare dovranno scrivere un racconto di max 3000 caratteri entro l'una.
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Massimo Tivoli
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Ombre (di Massimo Tivoli)

Messaggio#1 » martedì 21 settembre 2021, 0:01

Ombre
(di Massimo Tivoli)


L’Aquila, 6 aprile 2009, ore 3.30
Strisciare le toglie il fiato. Quando sfrega la pancia contro il pavimento, il dolore che irradia dalla ferita le raschia l’addome con artigli invisibili.
Destro. Sinistro.
Sara riesce a trascinarsi solo con le braccia.
Destro. Sinistro.
Un urlo le parte da dentro, spegnendosi in un fiotto cremisi che le imbratta la bocca e il mento: il sapore ferroso è rivoltante.
Il cuore le martella nel petto. Sara teme di non riuscire a raggiungere la camera di mamma e papà, dove poco prima si sono sollevate le urla. Grida interminabili.
Fino agli schiocchi, colpi secchi che le hanno trasmesso scosse di freddo sui denti.
Sta quasi per raggiungere la porta della camera dei suoi, quando si accorge che il suo corpo ha preso a tremare. Trema come le pareti, la casa, il palazzo, e tutto il quartiere della Villa Comunale.
Un’altra scossa, l’ennesima della giornata.
Sara si rannicchia sul pavimento freddo e umido. Il gorgoglio della terra esplode in un boato e lei viene risucchiata verso il basso. Vola.
Uno schianto la scaraventa contro quello che lei crede sia un muro: il sopra, il sotto, è tutto confuso. Il dolore le riverbera in ogni parte del corpo come se le ossa dovessero esploderle da un momento all’altro.
Quando riprende a volare, si chiede se toccherà mai terra. La pioggia di detriti e ferri e vetri le squarcia la pelle, sulle braccia, sulle gambe, sulla schiena.
Un secondo schianto. L’aria è ovattata. La polvere le chiude la gola e il dolore è insopportabile.
Sara è immersa in un buio denso e, prima di venirne risucchiata per sempre, c’è un’altra cosa che si chiede.
Dov’è Diego?

L’Aquila, 6 aprile 2009, ore 3.34
Una nebbia di cenere lo avvolge, trafitta da lame di luce arancione. Una luce stanca, esausta.
È finita. È tutto finito.
E pensare che fino a qualche minuto prima Diego era disperato, non sapeva che fare, come rimediare.
Adesso ha ripreso a respirare regolare, attraverso il fazzoletto che si è sistemato davanti alla bocca per non ingoiare il pulviscolo di cemento e ferro.
È finita. È tutto finito, continua a ripetersi mentre avanza a tentoni, con le braccia a tastare l’aria, girando su se stesso per cercare di orientarsi.
Urla ovattate e pianti e lamenti lo circondano.
Insistenti, ostinati.
Diego crolla in ginocchio, tira giù il fazzoletto, si strizza i capelli con le mani e lancia un urlo al cielo, fino a quando non sente le corde vocali divampare.
È liberatorio.
La nebbia si dirada quel tanto che gli basta a scorgere una moltitudine di ombre, anime alla deriva nella notte più buia. Chi a terra come lui, chi claudicante, chi piagnucolante, chi a rimuovere macerie, strillando nomi.
Ombre insistenti, ostinate.
Cercano persino lì, le ombre. Lì dove, fino a poco prima, c’era il palazzo dove lui abitava con i suoi e sua sorella.
Sara…
Forse le ombre vogliono controllare…
Insistenti, ostinate.
…verificare che lui abbia fatto il bravo.
È finita. È tutto finito. E nessuno verrà mai a saperlo.


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Re: Ombre (di Massimo Tivoli)

Messaggio#2 » martedì 21 settembre 2021, 0:03

Ciao Massimo! Parametri tutti ok anche per te, buona FRANCESCA BERTUZZI EDITION!

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Signor_Darcy
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Re: Ombre (di Massimo Tivoli)

Messaggio#3 » martedì 21 settembre 2021, 21:20

Ciao Massimo.
Che dirti? Un racconto forse un po’ telefonato, quantomeno per il tema; ma declinato davvero, davvero bene. Da brividi, quasi. Ci sono l’affetto tra fratelli, la disperazione, l’angoscia, lo sfogo. Anche stilisticamente non mi sembra ci sia nulla da segnalare.

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Massimo Tivoli
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Re: Ombre (di Massimo Tivoli)

Messaggio#4 » martedì 21 settembre 2021, 21:53

*** ATTENZIONE: NON LEGGETE IL COMMENTO SE NON VOLETE CHE LA VOSTRA INTERPRETAZIONE DEL RACCONTO NE VENGA CONDIZIONATA ***

Signor_Darcy ha scritto:Ciao Massimo.
Che dirti? Un racconto forse un po’ telefonato, quantomeno per il tema; ma declinato davvero, davvero bene. Da brividi, quasi. Ci sono l’affetto tra fratelli, la disperazione, l’angoscia, lo sfogo. Anche stilisticamente non mi sembra ci sia nulla da segnalare.


Grazie Stefano per il commento positivo. Tuttavia mi scontro con la dura realtà di ciò che mi aspettavo… ti do un indizio: l’unica scossa catastrofica (crolli e morti) del terremoto del 6 aprile a L’Aquila fu quella delle 3.32. Che poi non è importante l’orario – sarebbe pretendere troppo dal lettore – è importante sapere che la scossa catastrofica è stata solo una.
Questa è un’informazione di cronaca che ho voluto deliberatamente lasciare implicita, prendendomi un rischio alto: se il lettore non lo sa, probabilmente il racconto risulterà incomprensibile o, come nel tuo caso, incompreso (effetto del depistaggio messo in piedi nella prima parte); se il lettore lo sa, probabilmente sarà capace di rimontare il puzzle e afferrare correttamente il finale.
Chiaramente, per eventuali incomprensioni, la colpa è solo mia o, quantomeno, della mia deliberata omissione.
A rileggerci con piacere.
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ItaliaLeggendaria
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Re: Ombre (di Massimo Tivoli)

Messaggio#5 » mercoledì 22 settembre 2021, 12:57

Ciao Massimo, piacere di leggerti.
Il tema c'è ovviamente, in un'accezione un po' banale, ma c'è. Rilevo due problemi principali: il primo è il tono assolutamente impersonale, da narratore esterno, quasi senza emozioni nonostante il pezzo abbia un grande impatto emotivo (soprattutto se qualcuno ha provato la sensazione di un terremoto). L'altro grande problema è che butti lì una notizia sconvolgente, cioè che Diego ha fatto qualcosa affinché il palazzo crollasse, ma come se lui non ne venisse toccato assolutamente. Non abbiamo un minimo di disperazione, ma anzi un urlo liberatorio, come se fosse felice di aver ucciso la sua famiglia e molte altre. Tuttavia anche se così fosse manca la parte emotiva di ciò che ha fatto.
Avrei gestito meglio questi aspetti correlati.

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Massimo Tivoli
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Re: Ombre (di Massimo Tivoli)

Messaggio#6 » mercoledì 22 settembre 2021, 13:05

ItaliaLeggendaria ha scritto:Ciao Massimo, piacere di leggerti.
Il tema c'è ovviamente, in un'accezione un po' banale, ma c'è. Rilevo due problemi principali: il primo è il tono assolutamente impersonale, da narratore esterno, quasi senza emozioni nonostante il pezzo abbia un grande impatto emotivo (soprattutto se qualcuno ha provato la sensazione di un terremoto). L'altro grande problema è che butti lì una notizia sconvolgente, cioè che Diego ha fatto qualcosa affinché il palazzo crollasse, ma come se lui non ne venisse toccato assolutamente. Non abbiamo un minimo di disperazione, ma anzi un urlo liberatorio, come se fosse felice di aver ucciso la sua famiglia e molte altre. Tuttavia anche se così fosse manca la parte emotiva di ciò che ha fatto.
Avrei gestito meglio questi aspetti correlati.


Ciao Morena, grazie per l'utile feedback. Più che fatto qualcosa per cui il palazzo crollasse, Diego ha "felicemente" (è un soggetto disturbato, vede ombre al posto delle persone, ne immagina le voci ostinate, insistenti, ecc.) ucciso i suoi genitori e ferito quasi a morte sua sorella Sara. Il crollo "banale", come giustamente lo etichetti tu, dovuto al terremoto è solo un depistaggio per il vero crollo (e quindi tema dell'Edition) che è quello psicologico di Diego, che ha appunto ucciso con l'intenzione di farlo. La fatalità del terremoto farà sì che nessuno verrà mai a saperlo, Diego resterà impunito. Concordo che un modo più completo di affrontare questa storia era lavorare di più sulla psiche di Diego, ma sai, con 3.000 battute devi lavorare per sottrazione. Probabilmente l'errore principale sta nel fatto che non era una storia che, almeno io, avrei dovuto considerare per sole 3.000 battute di testo. Poi un'altra precisazione: è una narrazione in terza persona, ma non è esterna. Nella prima parte è focalizzata internamente su Sara, nella seconda su Diego, certo sempre nei limiti di all'incirca 1.500 battute per parte. A rileggerci con piacere!
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Re: Ombre (di Massimo Tivoli)

Messaggio#7 » mercoledì 22 settembre 2021, 13:41

Massimo Tivoli ha scritto:Ciao Morena, grazie per l'utile feedback. Più che fatto qualcosa per cui il palazzo crollasse, Diego ha "felicemente" (è un soggetto disturbato, vede ombre al posto delle persone, ne immagina le voci ostinate, insistenti, ecc.) ucciso i suoi genitori e ferito quasi a morte sua sorella Sara. Il crollo "banale", come giustamente lo etichetti tu, dovuto al terremoto è solo un depistaggio per il vero crollo (e quindi tema dell'Edition) che è quello psicologico di Diego, che ha appunto ucciso con l'intenzione di farlo. La fatalità del terremoto farà sì che nessuno verrà mai a saperlo, Diego resterà impunito. Concordo che un modo più completo di affrontare questa storia era lavorare di più sulla psiche di Diego, ma sai, con 3.000 battute devi lavorare per sottrazione. Probabilmente l'errore principale sta nel fatto che non era una storia che, almeno io, avrei dovuto considerare per sole 3.000 battute di testo. Poi un'altra precisazione: è una narrazione in terza persona, ma non è esterna. Nella prima parte è focalizzata internamente su Sara, nella seconda su Diego, certo sempre nei limiti di all'incirca 1.500 battute per parte. A rileggerci con piacere!



Non ho detto che hai scritto con un narratore esterno, ma che passano poche emozioni che rendono il racconto più impersonale di quanto possa essere. Anche il fatto che Diego sia disturbato non viene fuori come dovrebbe e questo rende il tutto poco comprensibile. Non avrei usato 1500 battute a testa visto che il punto focale dovrebbe essere Diego.
Molte delle cose che descrivi come viste da Diego (le ombre, le voci ostinate, etc) sembrano più una visione realistica del momento post terremoto che non "un'allucinazione" da disturbo psichico.

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Signor_Darcy
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Re: Ombre (di Massimo Tivoli)

Messaggio#8 » mercoledì 22 settembre 2021, 15:41

Massimo Tivoli ha scritto:*** ATTENZIONE: NON LEGGETE IL COMMENTO SE NON VOLETE CHE LA VOSTRA INTERPRETAZIONE DEL RACCONTO NE VENGA CONDIZIONATA ***

Signor_Darcy ha scritto:Ciao Massimo.
Che dirti? Un racconto forse un po’ telefonato, quantomeno per il tema; ma declinato davvero, davvero bene. Da brividi, quasi. Ci sono l’affetto tra fratelli, la disperazione, l’angoscia, lo sfogo. Anche stilisticamente non mi sembra ci sia nulla da segnalare.


Grazie Stefano per il commento positivo. Tuttavia mi scontro con la dura realtà di ciò che mi aspettavo… ti do un indizio: l’unica scossa catastrofica (crolli e morti) del terremoto del 6 aprile a L’Aquila fu quella delle 3.32. Che poi non è importante l’orario – sarebbe pretendere troppo dal lettore – è importante sapere che la scossa catastrofica è stata solo una.
Questa è un’informazione di cronaca che ho voluto deliberatamente lasciare implicita, prendendomi un rischio alto: se il lettore non lo sa, probabilmente il racconto risulterà incomprensibile o, come nel tuo caso, incompreso (effetto del depistaggio messo in piedi nella prima parte); se il lettore lo sa, probabilmente sarà capace di rimontare il puzzle e afferrare correttamente il finale.
Chiaramente, per eventuali incomprensioni, la colpa è solo mia o, quantomeno, della mia deliberata omissione.
A rileggerci con piacere.

No, certo, avevo intuito che la prima parte non fosse direttamente correlabile al terremoto: ovviamente quando parlo di "affetto tra fratelli" intendo quantomeno in senso univoco, quel "Dov'è Diego?" che può offrire in effetti letture ambigue. La verità è che devo smetterla di leggere e commentare di sera dopo una giornata di lavoro, comunque, ché a rileggere con più calma la seconda parte è decisamente chiara.
Non cambia il giudizio, ovviamente; anzi: sorvolando sulla coincidenza temporale dell'atto e del terremoto, gran bel racconto.

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Re: Ombre (di Massimo Tivoli)

Messaggio#9 » giovedì 23 settembre 2021, 21:59

Ciao Massimo,
Depistaggio riuscito, ho iniziato a leggere convinta che il racconto si aprisse DOPO il terremoto, poi arriva la scossa e si capisce che le condizioni di Sara sono dovute ad altro.
La seconda parte poteva forse essere gestita meglio. Rispetto alla prima, è molto più lenta. Capiamo subito che Diego ha ucciso la famiglia ("fino a qualche minuto prima era disperato, non sapeva come fare, come rimediare"), al che io mi aspettavo che nello spazio rimanente venisse dato almeno qualche accenno del perché. Invece, si potrebbe passare subito alla riga finale e il racconto non ne risentirebbe, anzi, forse sarebbe più di impatto.

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Giovanni Attanasio
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Re: Ombre (di Massimo Tivoli)

Messaggio#10 » sabato 25 settembre 2021, 12:44

Leggendo solo L’Aquila non avevo subito afferrato a cosa il racconto si riferisse, ma poi è stato abbastanza chiaro. Stavo per dirti che il racconto non mi ha preso, ma poi mi è venuto un dubbio. “Ma cosa significano quelle due righe finali, messe lì a caso?”. Non sono a caso. Credevo che lei fosse già ferita per il terremoto, ma una lettura più attenta mi ha fatto capire (o almeno spero, sennò sto facendo una figura di merda), che lei è stata ferita dal fratello che poi ha preceduto a uccidere anche i genitori? È così? Deve esserlo; il terremoto è un’aringa rossa grossa quanto Godzilla.
Sotto questa nuova luce la trama è molto brillante. Ma. Ma lo stile non mi convince del tutto. È un punto d’osservazione un po’ distante, freddino, ci sono pochi interventi che ci offrono visione sui pensieri di Sara. Forse il punto di vista di Diego soffre meno di questa freddezza, di questa distanza narrativa. Anzi, te la metto così: credo che sia il modo in cui le info sono presentate nel primo paragrafo a farmi storcere il naso. Un pov più personale mi sarebbe piaciuto di più— ma il racconto è davvero bello ugualmente. Mi fermo, altrimenti divento ripetitivo.
Bella prova. E chiarisco che io non sono della scuola del “se lo devi leggere due volte allora è ciarpame”. Sono qui per giudicare e se serve lo posso leggere anche 70 volte.
"Scrivo quello che voglio e come voglio. Fatevelo piacere."

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Massimo Tivoli
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Re: Ombre (di Massimo Tivoli)

Messaggio#11 » sabato 25 settembre 2021, 12:56

Giovanni Attanasio ha scritto:Leggendo solo L’Aquila non avevo subito afferrato a cosa il racconto si riferisse, ma poi è stato abbastanza chiaro. Stavo per dirti che il racconto non mi ha preso, ma poi mi è venuto un dubbio. “Ma cosa significano quelle due righe finali, messe lì a caso?”. Non sono a caso. Credevo che lei fosse già ferita per il terremoto, ma una lettura più attenta mi ha fatto capire (o almeno spero, sennò sto facendo una figura di merda), che lei è stata ferita dal fratello che poi ha preceduto a uccidere anche i genitori? È così? Deve esserlo; il terremoto è un’aringa rossa grossa quanto Godzilla.
Sotto questa nuova luce la trama è molto brillante. Ma. Ma lo stile non mi convince del tutto. È un punto d’osservazione un po’ distante, freddino, ci sono pochi interventi che ci offrono visione sui pensieri di Sara. Forse il punto di vista di Diego soffre meno di questa freddezza, di questa distanza narrativa. Anzi, te la metto così: credo che sia il modo in cui le info sono presentate nel primo paragrafo a farmi storcere il naso. Un pov più personale mi sarebbe piaciuto di più— ma il racconto è davvero bello ugualmente. Mi fermo, altrimenti divento ripetitivo.
Bella prova. E chiarisco che io non sono della scuola del “se lo devi leggere due volte allora è ciarpame”. Sono qui per giudicare e se serve lo posso leggere anche 70 volte.


Grazie Giovanni! Il tuo commento mi fa piacere, soprattutto perché hai colto perfettamente tutta la trama (il terremoto come aringa rossa, l’atto efferato di Diego, le due righe finali messe apposta per, si spera, veicolare il CdS). Per la resa emotiva dei personaggi, cosa che mi è stata già fatta notare, posso solo ringraziarvi del feedback che mi aiuta meglio a comprendere cosa arriva e cosa no al lettore. Purtroppo in 3.000 battute, con questa architettura di trama (depistaggio, agnizione, CdS) non sono riuscito a lavorare bene sull’interpretazione dei personaggi. Ci rifletterò. Grazie di nuovo e a rileggerci con piacere.
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Giovanni Attanasio
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Re: Ombre (di Massimo Tivoli)

Messaggio#12 » sabato 25 settembre 2021, 14:01

Massimo Tivoli ha scritto:Grazie Giovanni! Il tuo commento mi fa piacere, soprattutto perché hai colto perfettamente tutta la trama (il terremoto come aringa rossa, l’atto efferato di Diego, le due righe finali messe apposta per, si spera, veicolare il CdS). Per la resa emotiva dei personaggi, cosa che mi è stata già fatta notare, posso solo ringraziarvi del feedback che mi aiuta meglio a comprendere cosa arriva e cosa no al lettore. Purtroppo in 3.000 battute, con questa architettura di trama (depistaggio, agnizione, CdS) non sono riuscito a lavorare bene sull’interpretazione dei personaggi. Ci rifletterò. Grazie di nuovo e a rileggerci con piacere.


Eh, lo so, proprio per questo ho voluto farti capire che la storia mi è piaciuta lo stesso. L'immersione— che in generale chiamerei pov più stretto o vicino— mi pare di notare, anche dalle mie opere, richieda di solito un discreto numero di caratteri in più visto che spesso si ripiega su figure retoriche e artifici più spaziosi. Ma forse mi sbaglio, è una riflessione fatta così su due piedi.
Mi permetto di dire che questo è un testo per un lettore istruito a cogliere dettagli e un lettore che accetta di rileggere e interpretare al meglio, poiché una lettura fugace e consumistica si esaurisce nel pensiero "oh, poverelli, guarda che brutto il terremoto", quando in realtà la storia parla di altro.
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Debora D
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Re: Ombre (di Massimo Tivoli)

Messaggio#13 » lunedì 27 settembre 2021, 19:48

Ciao Massimo e piacere di leggerti.
Hai scelto il terremoto come ho fatto io perciò ti ho letto con maggiore interesse. Penso che la scelta di inserire data e luogo sia vincente, io non l’ho fatto e non sono certa che sia stata una mossa ottimale. Hai sacrificato caratteri ma hai subito collocato la scena e dato un indizio ai lettori.
Però mi hai anche fatto cadere in un primo tranello che ho superato con la seconda lettura.

Il mio gradimento del testo infatti ha avuto due fasi: una in cui la storia mi stava piacendo ma alla fine mi sono trovata perplessa perché ero molto concentrata sul terremoto, la seconda in cui emerge con chiarezza la strage familiare nascosta dall’evento cataclismatico. Ho ammirato il lavoro di stratificazione e sono passata a una terza lettura con intento analitico.

Queste sono le osservazioni alla terza lettura, nate quindi dopo aver apprezzato e compreso la trama e appurato che il tema è del tutto centrato.

il quando iniziale mi sembra poco funzionale, togliendolo l’effetto non cambia e si resta nel flusso dell’azione. Di solito questo vale per la maggior parte degli elementi temporali, ma so che può essere una questione di gusti.
Sta quasi per raggiungere -> non mi convince per via della fumosità del quasi. O sta per o non sta per… il fraseologico stare per ha già in sé il concetto di azione che sta per avvenire ma non è ancora avvenuta

Ci sono alcune espressione che fanno sfrigolare la focalizzazione: teme di, crede che, quando riprende a volare si chiede → li trovo un poco esterni e più freddi di parti come
 La pioggia di detriti e ferri e vetri le squarcia la pelle, sulle braccia, sulle gambe, sulla schiena.
Un secondo schianto. L’aria è ovattata. La polvere le chiude la gola e il dolore è insopportabile.

Che invece mi paiono potenti ed efficaci

Conclusione. Mi sono sforzata di analizzare a un triplo livello di profondità, resta un racconto interessante, ben scritto, in cui un evento della storia italiana ancora doloroso e attuale viene usato con intelligenza creando un effetto thriller gustoso. Ma non è un racconto immediato e chiede attenzione. Vero è che dovremmo sempre fare attenzione, per questo rileggo. Anche se i lettori fuori di qui non lo fanno, quindi spero che la mia esperienza in tre tempi ti aiuti a fare un bilancio.

Buon divertimento e alla prossima!

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Re: Ombre (di Massimo Tivoli)

Messaggio#14 » lunedì 27 settembre 2021, 20:37

Debora D ha scritto:Ciao Massimo e piacere di leggerti.
Hai scelto il terremoto come ho fatto io perciò ti ho letto con maggiore interesse. Penso che la scelta di inserire data e luogo sia vincente, io non l’ho fatto e non sono certa che sia stata una mossa ottimale. Hai sacrificato caratteri ma hai subito collocato la scena e dato un indizio ai lettori.
Però mi hai anche fatto cadere in un primo tranello che ho superato con la seconda lettura.

Il mio gradimento del testo infatti ha avuto due fasi: una in cui la storia mi stava piacendo ma alla fine mi sono trovata perplessa perché ero molto concentrata sul terremoto, la seconda in cui emerge con chiarezza la strage familiare nascosta dall’evento cataclismatico. Ho ammirato il lavoro di stratificazione e sono passata a una terza lettura con intento analitico.

Queste sono le osservazioni alla terza lettura, nate quindi dopo aver apprezzato e compreso la trama e appurato che il tema è del tutto centrato.

il quando iniziale mi sembra poco funzionale, togliendolo l’effetto non cambia e si resta nel flusso dell’azione. Di solito questo vale per la maggior parte degli elementi temporali, ma so che può essere una questione di gusti.
Sta quasi per raggiungere -> non mi convince per via della fumosità del quasi. O sta per o non sta per… il fraseologico stare per ha già in sé il concetto di azione che sta per avvenire ma non è ancora avvenuta

Ci sono alcune espressione che fanno sfrigolare la focalizzazione: teme di, crede che, quando riprende a volare si chiede → li trovo un poco esterni e più freddi di parti come
 La pioggia di detriti e ferri e vetri le squarcia la pelle, sulle braccia, sulle gambe, sulla schiena.
Un secondo schianto. L’aria è ovattata. La polvere le chiude la gola e il dolore è insopportabile.

Che invece mi paiono potenti ed efficaci

Conclusione. Mi sono sforzata di analizzare a un triplo livello di profondità, resta un racconto interessante, ben scritto, in cui un evento della storia italiana ancora doloroso e attuale viene usato con intelligenza creando un effetto thriller gustoso. Ma non è un racconto immediato e chiede attenzione. Vero è che dovremmo sempre fare attenzione, per questo rileggo. Anche se i lettori fuori di qui non lo fanno, quindi spero che la mia esperienza in tre tempi ti aiuti a fare un bilancio.

Buon divertimento e alla prossima!


Grazie Debora del feedback puntuale e articolato, e per aver avuto la pazienza di leggere “oltre la superficie”. Il tuo commento è senz’altro di aiuto per migliorare.
Buona Edition!
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Re: Ombre (di Massimo Tivoli)

Messaggio#15 » martedì 28 settembre 2021, 19:09

Ciao Massimo, lieto di rivederti!
Il tuo è uno dei racconti che mi è piaciuto di più e sono contento di dire che per te ho soprattutto critiche stilistiche, che però sono anche facili da sistemare.
Cominciamo:

Strisciare le toglie il fiato. Quando sfrega la pancia contro il pavimento, il dolore che irradia dalla ferita le raschia l’addome con artigli invisibili.

Il "quando" è eliminabile.

Un urlo le parte da dentro, spegnendosi in un fiotto cremisi che le imbratta la bocca e il mento: il sapore ferroso è rivoltante.

Invece del gerundio "spegnendosi" usa il presente.

Sara teme di non riuscire a raggiungere la camera di mamma e papà, dove poco prima si sono sollevate le urla. Grida interminabili.

In questa scena c'è solo lei, quindi non è necessario ripetere il nome per specificare il soggetto della frase. Più avanti commetti lo stesso errore:
Sara è immersa in un buio denso e, prima di venirne risucchiata per sempre, c’è un’altra cosa che si chiede.
Dov’è Diego?


Fino agli schiocchi, colpi secchi che le hanno trasmesso scosse di freddo sui denti.

Non mi piace come suona questa frase, ti dovresti limitare a dire che i denti le battono per il freddo.

Sta quasi per raggiungere la porta della camera dei suoi, quando si accorge che il suo corpo ha preso a tremare.

Se ci dici che le tremano i denti allora anche tutto il suo corpo sta tremando, quindi mi sembra un po' strano che se ne accorge solo in un secondo momento.

Quando riprende a volare, si chiede se toccherà mai terra.

"Riprende a volare, la pioggia di detriti e vetri le squarcia la pelle sulle braccia, le gambe e la schiena" (in questo caso ti ho tolto il pensiero del personaggio, perché non avrebbe tempo di formularlo mentre cade e si ferisce)

prima di venirne risucchiata per sempre, c’è un’altra cosa che si chiede.

È finita. È tutto finito. E nessuno verrà mai a saperlo.

Ecco, questi due finali non li ho capiti, devo dirti la verità.

È tutto. Alla prossima edizione! ;)
Editor e consulente freelance per scrittori. Formazione in scrittura creativa e sceneggiatura presso agenziaduca.it di Marco Carrara.

FilippoR
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Re: Ombre (di Massimo Tivoli)

Messaggio#16 » martedì 28 settembre 2021, 19:12

Ciao Massimo,
Inizialmente credevo che lei fosse stata assalita da qualcuno, poi il terremoto mi ha "distratto" quindi ho pensato che il tutto fosse derivato da più scosse.
Leggendo la parte finale c'è però qualcosa che non quadra, qualcosa che ha fatto. Ammetto di aver dovuto leggere i commenti per capire effettivamente cosa non quadrasse.
La storia mi sembra stretta per i 3000 caratteri, probabilmente per guadagnare caratteri potevi concentrarti di più su Diego (al posto della prima parte con Sara, o almeno una parte sbilanciandone la quantità di caratteri).
Anche nel tuo caso (come in altri racconti di questa edizione) ho apprezzato il racconto con più riletture (non lo vedo come difetto ma gli dà una maggiore profondita).
Leggere i commenti mi ha permesso di imparare cos'è l'aringa rossa che non conoscevo...
Buon proseguimento e alla prossima.

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Giacomo Puca
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Re: Ombre (di Massimo Tivoli)

Messaggio#17 » mercoledì 29 settembre 2021, 19:28

Ciao Massimo, piacere di leggerti.

Che dire, un racconto che mi ha dato parecchio filo da torcere. In prima lettura mi era sembrato fiacco e banale, per quanto denso di elementi sensoriali. Poi ho letto in un tuo commento la chiave di lettura e tutto si è chiarito, quindi ecco il commento.

A livello di tema ci siamo in pieno, crollo strutturale e crollo mentale si intrecciano in una notte tremenda.
Stilisticamente ci sono degli elementi un po' troppo "poetici" per i miei gusti, una prosa un po' barocca. Mi rendo conto che sia questione di gusti. Resta comunque tutto chiaro e leggibile quindi gusti a parte direi ok.

La trama è il vero cardine del racconto. Mi sento di applaudire l'idea perché è veramente interessante e ho una predilezione per chi osa invece di limitarsi a fare "un compitino". Rileggendo la storia con la chiave giusta tutto si capisce. Qui però comunque mi sento di criticare l'eccessiva cripticità: senza la tua spiegazione è quasi impossibile cogliere il senso della vicenda, se non forse per gli Aquilani (per dire, io sono abruzzese, geologo, e ti ho letto per fare un commento, e non avevo fatto minimamente caso all'importanza degli orari, figurarsi il lettore medio). Quindi il consiglio che mi sento di darti e di insistere sulla costruzione di questo tipo di storie, ma lasciando qualche indizio in più al lettore, pur senza spiattellare tutta la verità.

Rinnovo i miei complimenti, del gruppo è il racconto che più mi ha colpito, nonostante i difetti (sempre soggettivi, sia chiaro).
A rileggerci!
In narrativa non esistono regole, ma se le rispetti è meglio.

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Pretorian
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Re: Ombre (di Massimo Tivoli)

Messaggio#18 » mercoledì 29 settembre 2021, 23:44

Ciao, Massimiliano e piacere di leggerti. Dunque, a livello di trama devo ribadire che quello che hanno detto gli altri: è ammirevole che tu abbia deciso di prendere coraggio per raccontare una storia meno comune e con una forma meno esplicita, ma resta il problema che, se qualcuno non conosce il fatto di cronaca di cui stai parlando, difficilmente riuscirà a comprendere quello che hai scritto. Per lo stile ammetto che un paio di frasi mi hanno lasciato interdetto, anche perché sembravano andare in direzione di un tell grossolano, che di solito non ti appartiene ("Un urlo le parte da dentro, spegnendosi in un fiotto cremisi che le imbratta la bocca e il mento: il sapore ferroso è rivoltante." ad esempio, è parecchio tell) . Nel complesso, il racconto non mi ha fatto impazzire.
Alla prossima!

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Enzo Gentile
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Re: Ombre (di Massimo Tivoli)

Messaggio#19 » giovedì 30 settembre 2021, 17:36

Ciao Massimo, piacere di conoscerti e di averti letto. Ti giro il mio commento:
Davvero ben costruito, sull’evento della strage familiare si innesta il terremoto che cancella ogni traccia. L’idea avrebbe meritato ben più dei tremila caratteri concessi, ma la necessità di sintesi ti ha consentito comunque di creare un meccanismo narrativo compiuto: molto efficace anche l’immagine delle ombre e di Diego che si muove in mezzo a loro anche lui come un’ombra, ma con un peso, un’angoscia e una gioia liberatoria finale che sono solo sue.

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antico
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Re: Ombre (di Massimo Tivoli)

Messaggio#20 » mercoledì 6 ottobre 2021, 17:25

Bravo per avere osato così tanto con una struttura simile. Sono arrivato a ciò che è successo davvero, ma anch'io, in prima lettura, ho pensato a una seconda scossa. Credo ci sia qualcosa che dovrebbe essere migliorato nella prima parte, forse evochi Diego troppo tardi e forse ci sarebbe bisogno di qualcosa in più nella semina (soprattutto per non fare pensare a una seconda scossa). Pensanco alla seconda parte, credo che la malattia mentale di Diego dovrebbe già essere suggerita nella prima, come farlo senza rivelare troppo è il quesito. Ottima la declinazione del tema. Come valutazione starei su un pollice tendente verso il positivo in modo solido e anche brillante.

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Massimo Tivoli
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Re: Ombre (di Massimo Tivoli)

Messaggio#21 » mercoledì 6 ottobre 2021, 20:24

antico ha scritto:Bravo per avere osato così tanto con una struttura simile. Sono arrivato a ciò che è successo davvero, ma anch'io, in prima lettura, ho pensato a una seconda scossa. Credo ci sia qualcosa che dovrebbe essere migliorato nella prima parte, forse evochi Diego troppo tardi e forse ci sarebbe bisogno di qualcosa in più nella semina (soprattutto per non fare pensare a una seconda scossa). Pensanco alla seconda parte, credo che la malattia mentale di Diego dovrebbe già essere suggerita nella prima, come farlo senza rivelare troppo è il quesito. Ottima la declinazione del tema. Come valutazione starei su un pollice tendente verso il positivo in modo solido e anche brillante.


Grazie Maurizio per il commento, come sempre, molto utile. Eh, sì, il quesito è proprio quello. Ripenserò con più calma il racconto in questa direzione.
“Le infami”, “Happyland”, “I randagi di Orël” – Delos Digital
“Altro che cielo” – WMI n. 58 (vincitore del Premio WMI)
“Il risveglio di Alba” – WMI n. 57 (vincitore del Premio Termini Book Festival)
https://delos.digital/autore/811/massimo-tivoli

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