La Contessa

Appuntamento fissato per le 21.00 di lunedì 20 settembre 2021 con un tema di Francesca Bertuzzi!
Gli autori che vorranno partecipare dovranno scrivere un racconto di max 3000 caratteri entro l'una.
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Davide_Mannucci
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La Contessa

Messaggio#1 » martedì 21 settembre 2021, 0:01

Finalmente ci siamo. Non mi piace stare troppo a giro in queste occasioni, ho sempre il terrore che ci sia qualcuno che ci segue. Succede che incontri un amico o un conoscente e la frittata è fatta.
Parcheggio al solito posto. Carino qua, lo abbiamo scelto perché è atipico come agriturismo. Credo che fosse una villa appartenente a una famosa famiglia nobile del luogo.
Quella casina in mezzo al verde, adibita a reception, circondata dalle decine di appartamenti a schiera, era probabilmente la residenza del giardiniere o dello stalliere. O che ne so.
Lei ancora non c’è. Sono almeno sei settimane che non la vedo. Da quando Marta mi ha beccato quel messaggio è cominciato l’inferno. Non posso permettermi di far cazzate.
Guardo il Ferrari e un brivido mi percorre la schiena. Questa vita mi appartiene ormai e non posso giocarmela per una scopata. Sono diventato quello che sono grazie alla mia abilità. Nessuno sa far cadere una donna nella rete come me.
Si innamorano e mi affidano l’azienda del paparino. Sono un mago.
Ma che fa questo imbecille? Non mi fa entrare?
«Buongiorno Sig. Lenzi. La ragazza si fa attendere eh?».
Mi guardo intorno e lo stomaco si stringe.
«Ma chi le dà tutta questa confidenza?» l’espressione mortificata si fa spazio su quella faccia a culo, che non sorride più «Piuttosto mi dia la chiave e speri che non ci sia di nuovo quella vecchia scema con quel cane pulcioso».
Il deficiente si avvicina, senza guardarmi.
«Mi perdoni ma non riesco a prevedere le mosse della contessa. Vi ho assegnato il Pavone, di solito non va da quelle parti».
Le sue parole mi rilassano. Lo so che è una vecchia scema che vaga per l’agriturismo ma a me ha sempre fatto paura. Ha lo sguardo di chi vuol farti male solo per il gusto di vederti strisciare.
«La smetta di chiamarla contessa. Una vecchia scema, anche se era la figlia di chissà quale esimio esponente della nobiltà fiorentina, sempre scema rimane. Vi prende tutti per il culo. Io al posto vostro l’avrei già sbattuta fuori».
Non risponde, l’inetto.
«Piuttosto fai accompagnare la ragazza da uno dei tuoi cinegri, appena arriva». Mi allontano assaporando lo sguardo pieno di invidia, quando mi si para davanti uno di quei filippini che si occupano del giardino.
«Signole, lagazza già in camela. Solplesa pel lei» mi fissa, serio «pelò tu fatto allabbiale contessa».
Ma che cavolo sta dicendo?
Mi aspetta dentro?
Affretto il passo e la immagino completamente nuda che mi aspetta sul letto.
Presto la avrò tutta per me.
Quasi mi trovo a correre e, senza curarmi dell’ombra che mi passa sulla destra, spalanco la porta.
L’odore acre mi investe subito.
Scivolo e, mentre mi riprendo a fatica, la vedo. Debora è sul letto, coperta di sangue, gli occhi spalancati.
«Non devi mai trattare male le persone con problemi alla testa, bambino mio. Buon viaggio all’inferno».
La pazza è sulla soglia e mi guarda con quegli occhi semi spenti. Sorride e mi saluta con la mano, poi se ne va e chiude la porta a chiave.
«Aiuto! L’ha uccisa. L’ho preso! Aiuto!».
Ultima modifica di Davide_Mannucci il martedì 21 settembre 2021, 0:08, modificato 1 volta in totale.


Davide Mannucci

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Re: La Contessa

Messaggio#2 » martedì 21 settembre 2021, 0:05

Ciao Davide! Parametri tutti ok anche per te, divertiti in questa FRANCESCA BERTUZZI EDITION!

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MatteoMantoani
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Re: La Contessa

Messaggio#3 » mercoledì 22 settembre 2021, 11:25

Prime impressioni. Ciao Davide. Piacere di rileggerti e ricommentarti! Un pezzo che vira al thriller, il tuo. Ho qualche riflessione da porti..

Aderenza al tema. Aiutami tu. C'è di sicuro qualcosa che può rappresentare un "crollo" metaforico, per esempio crolla la realtà che il pdv si è creato. Ma è un po' deboluccio...

Punti di miglioramento. Dunque, secondo me per essere veramente efficace, un pezzo del genere deve avere più spazio. Manca un po' la parte di inquadramento di questa vecchia contessa, che al momento rimane un po' il Deus ex machina che porta il racconto alla conclusione, ma che, secondo me, essendo il personaggio più interessante del racconto andrebbe un po' approfondito. Invece, tu hai scelto di porre la narrazione nella testa di questo infido pappone maleducato.. e il lettore non può immedesimarsi in lui, anzi, vuole vederlo finire male.. però quando questo in effetti succede, l'energia non si scarica, forse perché (secondo me) manca appunto la semina sul personaggio della contessa, sulle sue motivazioni, e manca qualcosa che faccia presagire la vendetta che sta per compiersi. Non guasterebbe, insomma, un po' di suspence in più. Qualche elemento in questo senso c'è, è vero, il pdv ha per la vecchia una certa repulsione, ma il lettore non riesce a incanalarla bene, non capisce chi sia il vero cattivo e chi il buono. Manca, insomma, l'inquadramento della vicenda.
Attenzione, c'è un po' di infodump di troppo, verso l'inizio, che si nota essere scritto per il lettore, piuttosto che per dare voce al personaggio.

Punti di forza Riesci comunque a rendere antipatico il pdv, a partire dalla sua Ferrari, fino ai suoi modi da schiaffi. La vendetta anche è ingegnosa, e sono contento che sia finita così. Magari, la butto lì, il tuo racconto avrebbe giovato dall'uso di un narratore più esterno, poiché il narratore interno mira alla creazione di una certa empatia, che qui è impossibile stabilire.

Conclusione Bell'idea, ma secondo me non sviluppata nella sua piena potenza. Manca qualcosa, per rendere il tutto più efficace.

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wladimiro.borchi
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Re: La Contessa

Messaggio#4 » mercoledì 22 settembre 2021, 19:30

Veramente una bella idea, di quelle che mentre le leggi vorresti fossero venute a te.
Il crollo è quello della situazione che precipita in modo inatteso e senza lasciare scampo proprio nel finale.
Al di là di qualche sbavatura che ti è stata già fatta notare mi pare una buona prova.
A differenza di Matteo ho trovato assolutamente azzeccata la scelta del PDV del protagonista. Per come la vedo io, la narrativa deve suscitare emozioni: un personaggio respingente o che si lascia odiare fin da subito, come nel tuo racconto, funziona proprio per quello, perché suscita emozioni (ancorché negative) nel lettore.
Il tranello della Contessa è liberatorio e il lettore lo vive come degna conclusione della merdaggine intrinseca del PDV. Un narratore esterno non avrebbe avuto la stessa forza. Ma, ripeto, è solo la mia opinione.
A rileggerci presto.
W

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Davide_Mannucci
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Re: La Contessa

Messaggio#5 » mercoledì 22 settembre 2021, 21:42

Ciao Matteo! Grazie per il tuo solito commento sempre dettagliato e molto utile.
Il discorso dell'empatia l'ha spiegato e capito molto bene Wladimiro. Anche per me un personaggio odioso rende meglio la sua "merdaggine" se è la voce narrante, empatia o no. Il lettore si logora il fegato e legge nella speranza che gli accada quelacosa di brutto e sprigiona un'emozione che, seppur negativa, è emozione allo stato pure e se succede con la narrativa...bingo. Il mio obiettivo è sempre quello. Poi ci riesco a corrente alternata :)
Mi ha fatto piacere il tuo commento e lo metto tra le cose preziose su cui riflettere per lavorare meglio! :)
Solo sul tema non sono d'accordo e cerco di spiegare perché:


Aderenza al tema. Aiutami tu. C'è di sicuro qualcosa che può rappresentare un "crollo" metaforico, per esempio crolla la realtà che il pdv si è creato. Ma è un po' deboluccio...


Non mi trovi d'accordo sul termine deboluccio. Deboluccio perché? Per non essere troppo esplicito? Ho cercato, non riuscendoci forse,di raccogliere l'invito che c'è stato fatto e di stracciare il tema con la fantasia. Un crollo verticale come subisce il protagonista non mi sembra cosa così da poco da essere definita deboluccia, così come il crollo della contessa, causa prima e ultima della disfatta dell'antipatico PDV. Non ho detto "Attenzione, il protagonista sta crollando dalle stelle alle stalle" ma speravo fosse chiaro.

Conclusione Bell'idea, ma secondo me non sviluppata nella sua piena potenza. Manca qualcosa, per rendere il tutto più efficace.

Mancano sicuramente quei 1242 caratteri che mi avrebbero permesso di soffermarmi di più sulla contessa ma ho fatto delle scelte e ho preferito concentrarmi su quello che era più difficile da capire se non sottolineato.

Grazie ancora e a presto ;)
Davide Mannucci

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MatteoMantoani
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Re: La Contessa

Messaggio#6 » mercoledì 22 settembre 2021, 22:12

DavideMannucci ha scritto:Ciao Matteo! Grazie per il tuo solito commento sempre dettagliato e molto utile.
Il discorso dell'empatia l'ha spiegato e capito molto bene Wladimiro. Anche per me un personaggio odioso rende meglio la sua "merdaggine" se è la voce narrante, empatia o no. Il lettore si logora il fegato e legge nella speranza che gli accada quelacosa di brutto e sprigiona un'emozione che, seppur negativa, è emozione allo stato pure e se succede con la narrativa...bingo. Il mio obiettivo è sempre quello. Poi ci riesco a corrente alternata :)
Mi ha fatto piacere il tuo commento e lo metto tra le cose preziose su cui riflettere per lavorare meglio! :)
Solo sul tema non sono d'accordo e cerco di spiegare perché:

Hey Davide! Guarda, il discorso della scelta del narratore era più per rifletterci su che per sottolineare un difetto. Il brano già funziona così, con questo pdv odioso che fa una brutta fine, e il lettore gode nel vederlo "crollare" (appunto, per riprendere anche il discorso del tema). Magari, in racconti di questo tipo, in cui il lettore non si deve immedesimare nel pdv, o comunque non deve provare empatia per lui, fa appunto forse più comodo un narratore esterno (l'esempio più classico: un Fantozzi in prima persona non farebbe ridere nessuno). Comunque, anche in prima persona, il tuo personaggio viene odiato abbastanza, quindi, probabilmente, il problema non sta qui.
Ti dico, io leggendolo sono arrivato alla fine con la sensazione che la "molla" dell'odio che non si sia scaricata del tutto. Come se, letta la conclusione, sia rimasto un po' troppo incredulo a cercare di contestualizzare il tutto. Poi ho cercato di capire come mai.. penso che sia il discorso che manca un po' di contesto in più sulla contessa, in questo modo probabilmente avrei avuto tutti gli elementi per porre ogni tassello al suo posto. O forse sono io che mi faccio troppe pare, non so.

Aderenza al tema. Aiutami tu. C'è di sicuro qualcosa che può rappresentare un "crollo" metaforico, per esempio crolla la realtà che il pdv si è creato. Ma è un po' deboluccio...


Non mi trovi d'accordo sul termine deboluccio. Deboluccio perché? Per non essere troppo esplicito? Ho cercato, non riuscendoci forse,di raccogliere l'invito che c'è stato fatto e di stracciare il tema con la fantasia. Un crollo verticale come subisce il protagonista non mi sembra cosa così da poco da essere definita deboluccia, così come il crollo della contessa, causa prima e ultima della disfatta dell'antipatico PDV. Non ho detto "Attenzione, il protagonista sta crollando dalle stelle alle stalle" ma speravo fosse chiaro.

Adesso che ci siamo spiegati meglio ritiro il "deboluccio".
Spero che il mio feedback possa esserti utile.. forse sì, c'è bisogno di un po' più di spazio.. comunque, ripeto, l'idea è buona.

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Davide_Mannucci
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Re: La Contessa

Messaggio#7 » mercoledì 22 settembre 2021, 22:19

Adesso che ci siamo spiegati meglio ritiro il "deboluccio".
Spero che il mio feedback possa esserti utile.. forse sì, c'è bisogno di un po' più di spazio.. comunque, ripeto, l'idea è buona.


Lo hai ritirato appena in tempo. Stavo per liberare i gufi. :D
Dai, ma che ritiri? Mica era un'offesa :) Era la tua rispettabilissima opinione ;)
Comunque...poiché nutro simpatia nei tuoi confronti, hai fatto bene a ritirarlo, non si sa mai... I gufi...sai com'è? AHAHAHAH
A presto!
Davide Mannucci

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GiulianoCannoletta
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Re: La Contessa

Messaggio#8 » giovedì 23 settembre 2021, 19:43

Ciao Davide, piacere di incrociarti di nuovo.
Il raconto mi è piaciuto, bella l'idea di fondo e l'interpretazione del tema. Credo che con un minimo di revisione potrebbe diventare ottimo.
La contessa forse dovrebbe avere un po' di spazio in più, essere seminata meglio. Quando inizia a parlarne mi ha un po' spiazzato e non riuscivo bene a collocarla.
La parte iniziale forse è quella un po' più critica, alcune frasi paiono più spiegazioni al lettore che pensieri del personaggio.
Ottima la scelta della prima persona, e anche del pdv stronzo, l'hai caratterizzato in maniera efficace.
Un altro paio di annotazioni:
"...senza curarmi dell’ombra che mi passa sulla destra..." se il pdv in prima non se ne cura, diventa un'informazione al lettore, più che un suo vissuto.
"...Non devi mai trattare male le persone con problemi alla testa..." mi stona un po' che qualcuno si definisca "con problemi alla testa", pare forzato.

Come vedi sono dettagli, niente che impedisca di godersi il racconto.
Bravo, a rileggerci presto!
Giuliano
“Uno scrittore argentino che ama molto la boxe mi diceva che in quella lotta che si instaura fra un testo appassionante e il suo lettore, il romanzo vince sempre ai punti, mentre il racconto deve vincere per knock out.”
Julio Cortázar

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Gabriele Dolzadelli
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Re: La Contessa

Messaggio#9 » sabato 25 settembre 2021, 19:18

Ciao Davide. Ben ritrovato in questa nuova Era.
Ammetto che questo racconto mi ha lasciato molto perplesso e con tanti punti di domanda. Mi ha dato l'impressione non avesse delle fondamenta molto solide per reggere l'intero contesto. Vado a spiegarmi.
Il protagonista, sposato, corteggia diverse donne. Ne fa le sue amanti e si fa affidare le aziende del loro padre. Ora, se l'amante fosse stata una, in qualche modo poteva anche starci, ma stai dicendo al lettore che quest'uomo dirige più di un'azienda contemporaneamente? E come fa la figlia del proprietario di un'azienda ad affidare qualcosa che non è suo? Quanti mesi di frequentazione ci vogliono per consolidare una simile fiducia? Forse sono dubbi illegittimi, però leggendo ho avuto un distaccamento, dovuto forse al patto col lettore che stava venendo meno. Mi è sembrato che il protagonista fosse troppo super e il tutto fosse detto così, in poche righe. Ma può essere che sia soltanto una sensazione mia.
Poi viene questo dialogo: «La smetta di chiamarla contessa. Una vecchia scema, anche se era la figlia di chissà quale esimio esponente della nobiltà fiorentina, sempre scema rimane. Vi prende tutti per il culo. Io al posto vostro l’avrei già sbattuta fuori».
Questo pezzo mi sembra troppo artificioso e pieno di infodump. Forse sarebbe stato meglio dire semplicemente "La smetta di chiamarla contessa. Sarà anche nobile, ma una scema rimane sempre una scema" o qualcosa del genere.
Le altre perplessità sono relative a un receptionist che non si accorge dell'arrivo della ragazza (secondo lui deve ancora arrivare) e di una pazza che si reputa tale.
Infine, il finale. Se sia il receptionist che il facchino hanno visto che l'uomo è appena arrivato e sono consapevoli della pazzia della contessa, chi mai darebbe la colpa dell'omicidio al protagonista?
In una situazione del genere, la sua versione sarebbe credibile e quindi non riesco a chiudere il racconto con l'uomo in difficoltà come forse avevi in mente di fare tu.
Lo so, a rileggermi mi risulto antipatico, visto che potrei avere torto su tutti questi punti e ne rimarrebbe solo una questione di "sensazioni" però ne sono uscito così, in un certo senso spaesato e non convinto.
Ps. Una domanda: quel "troppo A giro" e quel "faccia A culo" sono espressioni toscane? Perché normalmente si direbbe "In giro" e "DA culo". A rileggerci!

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david.callaghan
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Re: La Contessa

Messaggio#10 » domenica 26 settembre 2021, 17:41

Ciao Davide,
piacere di leggerti.
Il tuo racconto si fa leggere e "tiene botta" come si suol dire. Però anche io mi devo un po' accodare a chi dice che la Contessa andava costruita un po' di più. In questo modo il finale arriva troppo precipitosamente e il lettore (per lo meno questo che è sempre stato un cagakaiser) non se lo crede. Credo che il personaggio principale fosse possibile delinearlo in parecchio meno spazio e lasciarne di piú a 'sta stronza di Contessa.
Un saluto

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Davide_Mannucci
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Re: La Contessa

Messaggio#11 » lunedì 27 settembre 2021, 9:04

Il protagonista, sposato, corteggia diverse donne. Ne fa le sue amanti e si fa affidare le aziende del loro padre. Ora, se l'amante fosse stata una, in qualche modo poteva anche starci, ma stai dicendo al lettore che quest'uomo dirige più di un'azienda contemporaneamente? E come fa la figlia del proprietario di un'azienda ad affidare qualcosa che non è suo? Quanti mesi di frequentazione ci vogliono per consolidare una simile fiducia? Forse sono dubbi illegittimi, però leggendo ho avuto un distaccamento, dovuto forse al patto col lettore che stava venendo meno. Mi è sembrato che il protagonista fosse troppo super e il tutto fosse detto così, in poche righe. Ma può essere che sia soltanto una sensazione mia.


Allora, in realtà l’amante sgozzata sul letto è un ‘amante e basta. La donna corteggiata che gli ha affidato l’azienda è la moglie. Questo è uno che ha sposato una ricca solo per interesse e probabilmente è recidivo (secondo matrimonio?) visto come si auto apostrofa. Diciamo pure che è un pezzo di merda al secondo matrimonio per interesse e continua a farsi i cavoli propri con le amanti. Speravo potesse essere interpretato così, come del resto è successo ad altri che hanno commentato ma mi rendo conto che 3000 caratteri per me sono pochi per essere universalmente chiaro :)

Poi viene questo dialogo: «La smetta di chiamarla contessa. Una vecchia scema, anche se era la figlia di chissà quale esimio esponente della nobiltà fiorentina, sempre scema rimane. Vi prende tutti per il culo. Io al posto vostro l’avrei già sbattuta fuori».
Questo pezzo mi sembra troppo artificioso e pieno di infodump. Forse sarebbe stato meglio dire semplicemente "La smetta di chiamarla contessa. Sarà anche nobile, ma una scema rimane sempre una scema" o qualcosa del genere.


Qui mi trovi d’accordo e ti ringrazio per avermelo fatto notare.

Le altre perplessità sono relative a un receptionist che non si accorge dell'arrivo della ragazza (secondo lui deve ancora arrivare) e di una pazza che si reputa tale.


O forse si accorge ma fa finta di nulla. La pazza non si reputa tale ma ha sentito tante volte il tizio definirla così.

Infine, il finale. Se sia il receptionist che il facchino hanno visto che l'uomo è appena arrivato e sono consapevoli della pazzia della contessa, chi mai darebbe la colpa dell'omicidio al protagonista?


Nella mia testa i tre erano d’accordo nel tramare un piano criminale e dare una lezione all’odioso arricchito.

In una situazione del genere, la sua versione sarebbe credibile e quindi non riesco a chiudere il racconto con l'uomo in difficoltà come forse avevi in mente di fare tu.


Sarebbe sufficiente che il receptionist presentasse una falsa registrazione e dicesse che si sono presentati insieme, con tanto di conferma dei filippini presenti. Se i due erano frequenti attori dell’alcova, i documenti sono stati richiesti solo la prima volta.

Lo so, a rileggermi mi risulto antipatico, visto che potrei avere torto su tutti questi punti e ne rimarrebbe solo una questione di "sensazioni" però ne sono uscito così, in un certo senso spaesato e non convinto.


Se tu ti risulti antipatico...immagina qua cosa non sembri! ahahahahah Scherzo! Macché! Le critiche servono per crescere e per confrontarsi. Se a te è arrivato così mica sei antipatico. Sei solo un lettore attento e molto cagacazz....ehm...volevo dire può tiglioso. E questo, nel contesto di MC, non è che un bene. Quindi...grazie!!!

Ps. Una domanda: quel "troppo A giro" e quel "faccia A culo" sono espressioni toscane? Perché normalmente si direbbe "In giro" e "DA culo". A rileggerci!


Espressioni toscane che mi sono sfuggite...
Davide Mannucci

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Davide_Mannucci
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Re: La Contessa

Messaggio#12 » lunedì 27 settembre 2021, 9:07

david.callaghan ha scritto:Ciao Davide,
piacere di leggerti.
Il tuo racconto si fa leggere e "tiene botta" come si suol dire. Però anche io mi devo un po' accodare a chi dice che la Contessa andava costruita un po' di più. In questo modo il finale arriva troppo precipitosamente e il lettore (per lo meno questo che è sempre stato un cagakaiser) non se lo crede. Credo che il personaggio principale fosse possibile delinearlo in parecchio meno spazio e lasciarne di piú a 'sta stronza di Contessa.
Un saluto



Ciao!
Grazie mille per il commento. Vero, dovevo soffermarmi di più sulla contessa...che però non è stronza, poverina. Lo stronzo è chiuso in una stanza con l’amante sgozzata. :)
Davide Mannucci

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Re: La Contessa

Messaggio#13 » lunedì 27 settembre 2021, 11:42

Ciao Davide, piacere di fare la tua conoscenza.

Mi è piaciuto il tuo stile di scrittura un po' affine al pulp, con un protagonista e PdV politicamente scorretto e anche un bel po' stronzo. Nonostante quasi tutti i suoi pensieri siano funzionali alla costruzione di un personaggio sgradevole, però, qualcosa nel registro che hai scelto di utilizzare mi lascia perplesso - un po' per i pensieri "descrittivi", tipo il momento in cui riflette sulla natura della reception, un po' per alcune scelte lessicali: usi liberamente termini come "scopata" e "cazzate" (bene, sono per lo sdoganamento del linguaggio duro!) ma dopo il protagonista pensa "cosa cavolo sta dicendo?" e "vecchia scema", che mi sembrano termini debolini rispetto a quelli utilizzati fino a quel punto. È un'inezia, certo, ma mi ha colpito abbastanza da notarlo.

Il personaggio della contessa (di Montecrista) che infligge la sua durissima punizione per il tradimento è molto interessante, ma appena abbozzato, e nonostante il conto caratteri tiranno mi sarebbe piaciuto un piccolo proseguimento che settasse il "retrogusto" della storia: la contessa si fa arrestare pacificamente? Sarebbe bastato far tornare il "cinegro inetto" con un paio di catene per far presagire un destino molto più d'impatto per il nostro arrampicatore sociale preferito.

Una prova competente, comunque, che ha sofferto molto del limite imposto dalla gara. Spero di rileggerti presto.

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Michael Dag
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Re: La Contessa

Messaggio#14 » martedì 28 settembre 2021, 16:32

Un plot twist assolutamente inaspettato.
Tratteggiare maggiormente il pg della contessa sarebbe stato bello, ma si sa, più che i minuti a essere contati, sono i caratteri.

I nobili non vedono mai di buon occhio i plebei arricchiti, si sa, e nemmeno la servitù.
Il personaggio spregevole che alla fine ha quello che si merita, anche se ad andarci di mezzo è una povera ragazza innocente, fa il suo lavoro.

Appunto stilistico
Guardo il Ferrari e un brivido mi percorre la schiena. Questa vita mi appartiene ormai e non posso giocarmela per una scopata. Sono diventato quello che sono grazie alla mia abilità. Nessuno sa far cadere una donna nella rete come me.
Si innamorano e mi affidano l’azienda del paparino. Sono un mago.

Questo è uno spiegone fine a se stesso. avrei preferito vederlo come monologo interiore ancora più delirante e megalomane, per avere le info necessarie sull'identità del personaggio.

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Emiliano Maramonte
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Re: La Contessa

Messaggio#15 » martedì 28 settembre 2021, 23:09

Ciao Davide!
Finiti i miei doveri minuticontatini, ci tenevo a passare da qualche amico per vedere come se l'era cavata col tema.
Ho riletto il racconto tre volte e da un lato ho apprezzato tantissimo sia lo stile che l'intuizione di fondo. La storia di questa canaglia impenitente poteva essere davvero gustosa all'ennesima potenza se ti fossi giocato meglio la struttura della trama, anche in relazione alla definizione del perno centrale delle vicende, ossia la vecchia pazza.
Devo ammettere che non sono riuscito a inquadrare bene i fatti durante la lettura anche se, a grandi linee, ho capito dove volevi andare a parare.
La figura della Contessa è assai interessante ma, come detto da quasi tutti i tuoi commentatori, sicuramente da approfondire.
A tuo sfavore hanno giocato un'idea più ampia dello spazio a disposizione e la necessità di chiudere il cerchio con un colpo di scena che ha sì dato una bella sferzata emotiva, ma che ha lasciato in testa molte domande senza risposta.
In ogni caso buon registro pulp e buon testo migliorabile.
Ho avuto difficoltà a rinvenire il tema: il crollo è riferito alla Contessa che non ne può più e si vendica?

In bocca al lupo e buona Nona Edition!
Emiliano.

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Re: La Contessa

Messaggio#16 » mercoledì 29 settembre 2021, 11:07

Grazie a tutti per i commenti. Grazie Emiliano (mi avresti messo quarto eh???), all’amico Scattina (bastardo...tu e il tuo meraviglioso racconto!!), a Wlady, il bravissimo Giuliano e grazie a Manuel (grazie per il quarto posto ma che non. diventi una mania come quella di Maramonte che mi mette SEMPRE quarto ahahahah).
Davide Mannucci

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Re: La Contessa

Messaggio#17 » mercoledì 29 settembre 2021, 23:38

Ciao Davide,

ci ritroviamo :)
Il tuo racconto mi ha messo in crisi. L'ho letto per primo, l'ho riletto a giro varie volte e ogni volta mi credevo in grado di commentarlo. Invece non ho saputo farlo se non ora in un flusso di coscienza post lavorativo.
L'idea di avere un Pdv "cattivo" (passami l'aggettivo sicuramente non appropriato) a me è piaciuta. Empatizzare con il dolore o interessarsi a un pdv simpatico è sicuramente più facile, ma ho gradito questo cambio e ha reso il testo originale.
Domanda stupida:
Guardo il Ferrari e un brivido mi percorre la schiena. Questa vita mi appartiene ormai e non posso giocarmela per una scopata. Sono diventato quello che sono grazie alla mia abilità. Nessuno sa far cadere una donna nella rete come me.

Il Ferrari è lo spumante? O intendevi la macchina? Perché dal contesto pensavo alla macchina, ma "il" mi ha fatto pensare allo spumante.

Sul finale ho trovato forse la reazione del tipo di fronte a un cadavere un po' "composta": mi aspetterei da un cettolaqualunque un conato di vomito o in generale un'espressione di disgusto più forte.
Mi dispiace sapere poco della contessa: forse avresti potuto sacrificare un po' l'ambientazione iniziale per darle un po' più spazio, ma mi rendo conto che i caratteri sanno essere crudeli.
Tornano all'inizio: perché sono in crisi? La verità è che non lo so. Mi è piaciuto tanto alla prima, però poi alla seconda mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca. Vorrei aiutarti, dirti cosa, ma mi rendo conto che sono giorni che ci penso (giuro) e non riesco a definirlo. Forse il fatto di percepire questo "antagonista" (la contessa appunto) troppo poco per poterla temere ma troppo per poterla ignorare. Forse perché lui nel suo essere antipatico mi è parso un po' forzato, poco naturale.

Termino con una cosa: CINEGRO mi ha steso.

A rileggerci,
Morena

Andrea Furlan
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Re: La Contessa

Messaggio#18 » giovedì 30 settembre 2021, 0:21

Ciao Davide,
Il tuo racconto ha catturato la mia attenzione da subito e crea la giusta suspense come un buon noir. Ho trovato alcune parti forse troppo narrate a uso e consumo del lettore, come la spiegazione sull'agriturismo. La figura del protagonista è ben caratterizzata ed efficace, ma forse sarebbe stato più interessante vedere il tutto dagli occhi di qualche altro personaggio, la contessa visto che è la figura misteriosa su cui ruota tutta la storia, ma forse anche uno del personale dell'agriturismo.
Finale già molto visto, ma che comunque sorprende in modo positivo nell'ultima frase della contessa. L'aderenza al tema mi sembra appena accennata, ho anche riletto ma non trovo un grande collegamento.
In conclusione luci e ombre, concordo con alcuni dei commenti che sarebbe interessante sviluppare qualcosa di più lungo su questa idea.

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Re: La Contessa

Messaggio#19 » giovedì 30 settembre 2021, 12:35

Ciao Morena! Che piacere ritrovarti anche a inizio Era!

ti ringrazio per l’apprezzamento e per le cose che mi hai fatto notare (quelle da correggere) e che vanno dritte dritte nello zainetto dei consigli preziosi!
Allora:


Il Ferrari è lo spumante? O intendevi la macchina? Perché dal contesto pensavo alla macchina, ma "il" mi ha fatto pensare allo spumante.


In realtà è la macchina. Dire “Il Ferrari” a mio avviso era molto più antipatico rispetto a “la Ferrari”. “Prendo il Porsche, il Ferrarino” è odioso e da snob e mi serviva per rendere detestabile il protagonista. :)

Sul finale ho trovato forse la reazione del tipo di fronte a un cadavere un po' "composta": mi aspetterei da un cettolaqualunque un conato di vomito o in generale un'espressione di disgusto più forte.


Concordo, verissimo! Grazie per il suggerimento. Prossima volta vado di vomito! :))

Mi dispiace sapere poco della contessa: forse avresti potuto sacrificare un po' l'ambientazione iniziale per darle un po' più spazio, ma mi rendo conto che i caratteri sanno essere crudeli.


Vero anche questo. Ho pensato che bastassero le cose che avevo scritto di lei ma mi sono accorto tardi che non era così.


Termino con una cosa: CINEGRO mi ha steso.


Il tipo doveva essere più razzista dei razzisti, dovevate odiarlo! E Cinegro è tremendo...

Grazie ancora Morena!
Davide Mannucci

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Davide_Mannucci
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Re: La Contessa

Messaggio#20 » giovedì 30 settembre 2021, 12:37

Grazie mille Andrea per il commento, l’apprezzamento e le critiche oggettive e costruttive, in pieno spirito MC!!

A presto. :)
Davide Mannucci

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Re: La Contessa

Messaggio#21 » giovedì 30 settembre 2021, 19:04

Ciao Davide, piacere di leggerti.

Finché non ho letto le tue risposte ai commenti degli altri, ero completamente fuori strada. Qualche dettaglio nella tua prosa mi ha indotto a presagire che la vecchia Contessa si sarebbe rivelata un fantasma che gira per l'albergo. Ne sono poi rimasto convinto quando ho letto che, invece di trovare l'annunciata sorpresa dell'amante, lui la trova sgozzata: non avendo indizi di un complotto, ho attribuito alle capacità sovrannaturali del presunto spettro l'uccisione 'istantanea' ed efferata della donna.
Con meno dettagli sull'uomo e qualcuno in più su contessa e dipendenti dell'albergo avrei forse colto meglio tutti i retroscena. Troppi punti che necessitavano di interpretazione (che ho anche sbagliato) non mi hanno consentito di godere in pieno della storia.
La 'vera' storia prevede un intrigo in cui per punire un cliente poco gradito si prevede di uccidere una donna 'innocente' che è la sua amante per costringerlo in una prigione. Un piano che coinvolge non solo una strampalata nobile ma anche ben due dipendenti, tutti e tre scelgono una soluzione 'folle' invece di negare l'accesso al cliente sgradito. Per quanto assurdo, la versione 'ectoplasmica' sospende meglio la mia incredulità.
Come nota positiva, condivido l'entusiasmo per questo protagonista tratteggiato egregiamente come un vero bastardo.
"Ho solo due cose da lasciarti in eredità, figlio mio, e si tratta di radici ed ali." (William Hodding Carter)

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Davide_Mannucci
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Re: La Contessa

Messaggio#22 » venerdì 1 ottobre 2021, 10:02

Ciao Pietro e grazie del commento, seppur non positivo. Come sempre però ci sono critiche utili su cui rifletterò.
Su altre non mi trovo d’accordo ma l’eterogeneità rende sempre tutto più bello e occasione per crescere nel confronto.


Qualche dettaglio nella tua prosa mi ha indotto a presagire che la vecchia Contessa si sarebbe rivelata un fantasma che gira per l'albergo.


So di aver dato pochi dettagli sulla contessa ma quei pochi mi sembrano molto terreni. Puoi indicarmi per favore quali ti avrebbero portato a crederla un fan tassa? Così giusto per avere un’idea. :)

Ne sono poi rimasto convinto quando ho letto che, invece di trovare l'annunciata sorpresa dell'amante, lui la trova sgozzata: non avendo indizi di un complotto, ho attribuito alle capacità sovrannaturali del presunto spettro l'uccisione 'istantanea' ed efferata della donna.


E perché? Non si può sgozzare una ragazza se non si è fantasmi?

Con meno dettagli sull'uomo e qualcuno in più su contessa e dipendenti dell'albergo avrei forse colto meglio tutti i retroscena.


Su questo mi trovi d’accordo...


Troppi punti che necessitavano di interpretazione (che ho anche sbagliato) non mi hanno consentito di godere in pieno della storia.


Questo mi dispiace e cercherò di stare attento la prossima volta, anche perché sono convinto che se uno o due su 100 non colgono il significato, io come autore sono in difetto nei loro confronti. Un racconto deve essere universalmente chiaro. Quindi, grazie per la segnalazione. Questa va nello zainetto delle cose utili. ;)

La 'vera' storia prevede un intrigo in cui per punire un cliente poco gradito si prevede di uccidere una donna 'innocente' che è la sua amante per costringerlo in una prigione. Un piano che coinvolge non solo una strampalata nobile ma anche ben due dipendenti, tutti e tre scelgono una soluzione 'folle' invece di negare l'accesso al cliente sgradito. Per quanto assurdo, la versione 'ectoplasmica' sospende meglio la mia incredulità.


In realtà credo che sia assolutamente credibile, basta leggere la cronaca nera. Tanti i casi in cui “ma non era più semplice se...?” e invece si assiste a persone che sbroccano di brutto e uccidono innocenti per vendicarsi di altri e per giunta molto spesso per futili motivi.

Come nota positiva, condivido l'entusiasmo per questo protagonista tratteggiato egregiamente come un vero bastardo.


DEO GRATIAS! ahahahahaha


Grazie mille Pietro. Il tuo è stato uno dei commenti più utili.
Alla prossima :)
Davide Mannucci

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Re: La Contessa

Messaggio#23 » venerdì 1 ottobre 2021, 19:35

DavideMannucci ha scritto:So di aver dato pochi dettagli sulla contessa ma quei pochi mi sembrano molto terreni. Puoi indicarmi per favore quali ti avrebbero portato a crederla un fan tassa? Così giusto per avere un’idea. :)


Sorry, non sono stato chiaro. Ho usato il verbo presagire nel senso di predire, non di credere perchè non avevo certezze fino al momento in cui hai usato la parola 'ombra'. Avendo letto il titolo e le prime righe del testo in cui la Contessa viene citata è stato naturale pensare che questa figura sarebbe stata il fulcro del plot twist. Un po' come quando vedi di sfuggita la mannaia piantata nel tagliere in un film che si chiama "The butcher" e sai che prima o poi qualcuno tenterà di usarla. Il problema è sorto nel momento in cui a questo supposto fulcro hai dato solo delle leggere pennellate, con parole che parevano centellinate almeno quanto accuratamente scelte.
Mi hai dato l'impressione di mirare a farmi credere che era umana mentre era ectoplasmica.
All'inizio dici che la residenza era 'forse' di una famiglia nobile: per me significava che gli ultimi nobili che ci avevano vissuto l'avevano fatto talmente tanto tempo prima che non vi era certezza del fatto che vi avessero abitato davvero.
Poi compare questa vecchia che i dipendenti chiamano 'contessa' e il cliente invece vecchia scema: lei in teoria quindi dovrebbe essere l'anziana (ma quanto anziana, centenaria perché si perda il ricordo?) proprietaria e se avesse capacità fisiche e mentali standard avrebbe scacciato il cliente scortese e maleducato dalla sua proprietà, personalmente o attraverso il personale -> ne consegue che non può agire in un modo standard. Ecco istillato il dubbio che la contessa sia più 'anomala' che scema.

La frase che diventa il primo indizio verso la natura di spirito fluttuante è questa:
vaga per l’agriturismo ma a me ha sempre fatto paura. Ha lo sguardo di chi vuol farti male solo per il gusto di vederti strisciare.


La descrizione della vecchia era una sirena che urlava 'deriva horror' da tutte le parti. In particolare quel 'vaga', termine adattissimo ad uno spettro che si muova liberamente senza meta apparente. Non ne riportava minimamente i vestiti: sono baroccheggianti? sono tute comode moderne? o sono talmente evanescenti da essere indescrivibili o indistinguibili?
Il protagonista, già antipatico, la accusava di essere scema ma pareva quasi auto-dichiararsi tale nel non aver saputo riconoscere in quella vecchia innocua e inquietante uno spettro vagante.
A questo punto già mi gustavo l'idea dello spettro e mi chiedevo quale punizione ti fossi inventato nei confronti del bellimbusto fedifrago... ​

Andando oltre, la frase del domestico mi informava che lei vagava per la proprietà senza che nessuno la controlli né possa predirne, impedirne o limitarne i movimenti. Per la sua sicurezza e la pace degli ospiti, la scelta naturale nell'accudire un'anziana sarebbe stata usare un'ala dell'edificio da considerare i suoi appartamenti privati, in una sorta di prigione dorata, e usare l'altra parte come albergo per garantirle una rendita, ma nel tuo racconto così non è -> Chi può vagare fregandosene di porte chiuse e convenzioni sociali? Il mio dubbio era già quasi alla certezza, mentre leggevo.

La parte finale è stato l'inganno definitivo. All'inizio avevi dato certezza che la ragazza non era ancora arrivata, invece veniva improvvisamente annunciato che lei era in camera per fargli una sorpresa. La mia interpretazione, errata, è stata che lei fosse appena arrivata e fosse salita in camera a insaputa dell'uomo mentre lui parlava con il concierge. Esattamente lo stesso pensiero che hai fatto fare al protagonista, quindi, tutto sommato, un pensiero logico.

Quasi mi trovo a correre e, senza curarmi dell’ombra che mi passa sulla destra, spalanco la porta.


Mea culpa, ho letto quel passa sulla destra come se fosse inteso un sorpassa e non un incrocia.
D'Altra parte, la suspence era a mille! Lo spettro, cioè quell'ombra, stava agendo! Aveva sorpassato (ehm) l'uomo e agito nella stanza in frazioni di secondo prima che lui apresse la porta per rovinargli la sorpresa e fargliene una 'spettrale'.

E perché? Non si può sgozzare una ragazza se non si è fantasmi?


Certo che si può, ma per quanto detto prima la tempistica mi sembrava roba da massacro in pochi decimi di secondo, il tempo che lui percorra il corridoio lungo il quale è stato sorpassato e apra la porta. Il massacro di una giovane bella donna da parte di una anziana contessa richiedeva decisamente più del tempo che gli avevi apparentemente concesso.
Il "Buon viaggio all’inferno" seguito da risata satanica era perfetto come chiosa spettrale della scena.

Poi è arrivata la frase della donna che chiedeva di chiamare la polizia e mi hai sconcertato: perchè non lo sprofondava sul serio all'inferno, o lo costringeva ad essere il suo amante privato per tutto il resto della vita, chiuso in quella stanza? Possibile che l'Inferno promesso fosse solo la galera? Qualcosa mi ero perso, ma non trovavo l'errore. La 'semina' che leggevo era talmente convincente che se avessi commentato per primo avrei scritto della inefficacia di quell'ultima frase come finale. Invece sono andato a leggermi i commenti altrui e soprattutto le tue risposte e mi hai fatto crollare il fantasmagorico castello che mi ero costruito.

Alla prossima!
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Re: La Contessa

Messaggio#24 » domenica 3 ottobre 2021, 20:22

Un racconto ben narrato, solido con un paio di problematiche. La prima: il protagonista sottolinea parecchio il fatto che non voglia farsi vedere in modo da non rischiare che sua moglie venga a scoprire il tradimento, ma in questo agriturismo lo conoscono un po' troppi, mi sembra. E non solo lo conoscono, ma sanno anche delle sue tresche. Non so, questa cosa mi ha un po' stonato, soprattutto in rapporto a cosa decidi di fargli dire ad apertura racconto. Che so, poteva essere più strafottente e fare capire che quello, a prescindere dal numero di persone che sapevano TUTTO, era per lui un posto sicuro. Sarebbe bastato. Il secondo problema, che già ti è stato segnalato, è quello della Contessa, non caratterizzata e quasi deus ex machina nel testo. Anche qui, con più background, anche solo un minimo, potevi seminare che fosse una vecchia pazza lasciata dal marito (o qualcosa di simile) e già le avresti dato un perché. Queste le due debolezze di un racconto che, cmq, si fa leggere con piacere. Sul pdv nessun problema e il tema è ben declinato. Arrivando al pollice: direi un tendente verso il positivo in modo solido, ma non brillante.

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