Non avrai altro dio

Appuntamento fissato per le 21.00 di lunedì 18 ottobre 2021 con un tema di Luca Cristiano!
Gli autori che vorranno partecipare dovranno scrivere un racconto di max 4000 caratteri entro l'una.
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Alessandro -JohnDoe- Canella
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Non avrai altro dio

Messaggio#1 » martedì 19 ottobre 2021, 1:21

Non avrai altro dio
Alessandro Canella


Simili a enormi pennelli, i lampeggianti della polizia coloravano a intermittenza le facciate dei palazzi limitrofi di cupe tinte rosse e blu.
L’ispettore parcheggiò l’auto sul ciglio della strada, il ronzio nella testa che iniziava già a farsi sentire. Da sotto la giacca prese il flacone delle pillole e lo agitò davanti agli occhi. Le poche pastiglie rimaste tintinnarono contro il vetro. Svitò il flacone e si appuntò mentalmente di compilare il modulo di richiesta non appena rientrato in centrale. Ingoiò una pillola a secco, quindi scese dalla vettura e si avviò verso l’area d’indagine.
Nel vederlo avvicinarsi, un agente gli sollevò il nastro di delimitazione.
«Chi è a capo qui?»
L’agente fece indicò col mento un collega intento a parlare con un paramedico.
L’ispettore gli diede una pacca sulla spalla e si avviò verso il secondo poliziotto. Questi lo notò e si affrettò a congedare il paramedico, mentre da una tasca estraeva un flacone di pillole.
L’ispettore alzò una mano in segno di rifiuto. «Situazione?»
«Tre vittime: padre, madre e figlia di sei anni.» Il poliziotto porse nuovamente il flacone. «A queste si aggiungono i due agenti accorsi per primi, entrambi con i bulbi oculari esplosi.»
L’ispettore strinse le labbra e accettò la seconda dose.
«Signore…» Il poliziotto esitò a continuare la frase. «Che succede? È già il quinto caso nell’ultimo mese e gira voce che lo stesso stia accadendo in altre città.»
L’ispettore si limitò a deglutire. In quel momento le sue orecchie furono raggiunte da una litania in una lingua sconosciuta.
«Da dove arriva questa voce?»
Il poliziotto inciampò sulle parole. «Da…dalle nostre teste.»
«Sta dicendo che non l’avete sedato?»
L’altro abbassò gli occhi. «Ci abbiamo provato, ma il Carfentanil non sembra avere effetto. Per il momento ci limitiamo a contenere il soggetto.»
L’ispettore sbuffò e a passo svelto raggiunse l’interno 304. «Altro che dovrei sapere prima d’entrare?»
Il poliziotto si schiarì la gola e accompagnò l’ispettore nella sala da pranzo.
Qui quattro poliziotti, uno per lato, tenevano bloccata una bambina per mezzo di lunghi bastoni a cappio. La piccola era in ginocchio, le mani giunte, intenta a ripetere la litania che perseguitava le teste dei presenti. Attorno giacevano i corpi dei genitori e degli agenti caduti.
L’ispettore scosse la testa. No, non doveva cadere nell’errore di considerare quella cosa come un essere umano, ma per quello che era davvero: un dio in preda alla follia.
«Perché lei?» L’ispettore si piegò sulle ginocchia di fronte alla bambina. «Perché un involucro così fragile?»
Il dio smise di muovere le labbra della bambina e le fece aprire gli occhi. «Perché, chiede lei. Ma non è questa la domanda, vero?»
La voce che gli parlava era di certo quella della bambina, eppure sembrava arrivare da lontano, come deformata da un leggero riverbero.
Il dio le fece inclinare il collo di lato, in un’espressione d’ingenua curiosità. «Lei crede in Dio?»
L’ispettore si rialzò. «È una cazzo di domanda retorica?»
Il dio scosse la testa. «Perché dovrebbe? Dopotutto, non è attorno a questa domanda che ruota la vostra storia? Dio esiste?»
L’ispettore si grattò una tempia. Nonostante la doppia dose, il ronzio nella testa non cessava. Anzi, sembrava aumentare ogni secondo che passava. «Credevo che il vostro arrivo avesse già portato una risposta.»
Dalla bocca della bambina giunse una risata strozzata. «E questo porta alla vera domanda che si sta ponendo lei ora: cosa stavo facendo prima? E cosa facevano tutti gli altri miei simili impazziti nelle ultime settimane?»
L’ispettore indietreggiò.
«La risposta è semplice.» Una scossa fece tremare le pareti della stanza. «Preghiamo il nostro dio. E a quanto pare egli ha deciso di rispondere alla chiamata dei suoi figli.»
Il ronzio si fece più acuto che mai e i corpi dei poliziotti esplosero in un fiotto rosso che dipinse le pareti della sala.
L’ispettore si portò le mani alle tempie e scattò verso l’uscita dell’appartamento.
Non fece in tempo.


lupus in fabula

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Re: Non avrai altro dio

Messaggio#2 » martedì 19 ottobre 2021, 1:23

Ciao Alessandro! Caratteri ok, malus minimo per il tempo per te. Buona Luca Cristiano Edition!

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Sirimedho
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Re: Non avrai altro dio

Messaggio#3 » martedì 19 ottobre 2021, 12:25

Buongiorno Alessandro, ben ritrovato!

La follia del Dio, sembra quasi un tema dionisiaco, in un contesto moderno tra polizia e medicinali. Il Dio impazzisce e, pregando il suo Dio, gli chiede di uccidere gli umani.
Sembra che ci siano più dei che prendono forma in un avatar umano.
Il racconto lascia molte domande aperte. Perché il Dio pensa che lui e suoi simili siano impazziti (“gli altri miei simili impazziti”). In che senso sono impazziti? E perché vuole uccidere le persone, facendolo peraltro in un modo molto poco efficiente, pochi umani per volta e sporadicamente? Perché non dànno una botta in testa alla bambina per stordirla, visto che è così pericolosa? Che relazione c’è tra questo Dio e gli altri suoi simili e, più ancora, che relazione c’è tra il Dio nella bambina e il suo Dio? E perché l’ispettore crede così fortemente che quello sia un Dio? Questa sembra una cosa così difficile da immaginare, in un contesto moderno.
Il racconto mi sembra non tanto auto-contenuto quanto uno spunto per un racconto molto più lungo, se non un romanzo, che mi farebbe anche piacere leggere.
L’aderenza al tema mi sembra poco evidente. Forse è che questi dei sono in casa d’altri (gli umani)?

Buon contest!

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Signor_Darcy
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Re: Non avrai altro dio

Messaggio#4 » martedì 19 ottobre 2021, 17:00

Ciao Alessandro.
Racconto interessante; peraltro non è l’unico che ha inteso il tema con un bambino posseduto: quantomeno curioso. Mannucci gioca con il doppio punto di vista interno; tu ti poni in terza e racconti quello che succede: due approcci differenti, a loro modo entrambi efficaci. Forse preferisco leggermente il tuo per una risoluzione meglio seminata nel testo.
Le implicazioni religiose del testo lasciano molte domande; ma in fondo va bene così.
Interessante lo sviluppo finale, anche se la maggior resistenza fisica dell’ispettore (un pochino, non molto) rispetto agli altri poliziotti lascia un amaro retrogusto da mancato supereroe.
Mi è piaciuta la descrizione iniziale, anche se mi suona male la prima frase, che avrei riscritto così: “Simili a enormi pennelli, i lampeggianti della polizia coloravano di cupe tinte rosse e blu [a intermittenza] le facciate dei palazzi limitrofi”.
Occhio ai refusi (“L’agente fece indicò”); ma capisco che hai cominciato a scrivere tardissimo e va bene così.

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Leonardo Pigneri
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Re: Non avrai altro dio

Messaggio#5 » martedì 19 ottobre 2021, 17:20

Ciao Alessandro, è un piacere rileggerti!

Disclaimer: Il format può essere un po' confusionario, ma faccio i commenti direttamente sul testo così da poter essere più dettagliato e preciso. Ti avverto che non indolcirò la pillola ma spero che il mio sincero feedback possa tornarti utile (siamo qui per migliorare d’altronde). Tutti i commenti sono fatti a caldo, durante la prima lettura. Ci tengo, inoltre, a precisare che le critiche (se ci saranno) vorranno sempre e comunque essere costruttive e mai offensive. Buona lettura e, se vorrai ulteriori delucidazioni, non esitare a chiedere! :)

Non avrai altro dio
Alessandro Canella


Simili a enormi pennelli, i lampeggianti della polizia coloravano a intermittenza le facciate dei palazzi limitrofi di cupe tinte rosse e blu. [Non è male come attacco, con poche parole dai un ottimo senso di luogo. Ma "simile a enormi pennelli" proprio non mi sembra un paragone azzeccato per delle luci che si alternano sui muri]
L’ispettore parcheggiò l’auto sul ciglio della strada, il ronzio nella testa che [Togli questo che, è inutile] iniziava già a farsi sentire. Da sotto la giacca prese il flacone delle pillole e lo agitò davanti agli occhi. Le poche pastiglie rimaste tintinnarono contro il vetro. Svitò il flacone e si appuntò mentalmente di compilare il modulo di richiesta non appena rientrato in centrale. Ingoiò una pillola a secco, quindi scese dalla vettura e si avviò verso l’area d’indagine.
Nel vederlo avvicinarsi, un agente gli sollevò il nastro di delimitazione.
«Chi è a capo qui?»
L’agente fece indicò [refuso] col mento un collega intento a parlare con un paramedico.
L’ispettore gli diede una pacca sulla spalla e si avviò verso il secondo poliziotto. Questi lo notò e si affrettò a congedare il paramedico, mentre da una tasca estraeva un flacone di pillole.[Chi? Toglierei questa simultaneità e farei un'altra frase esplicitando il soggetto]
L’ispettore alzò una mano in segno di rifiuto. «Situazione?»
«Tre vittime: padre, madre e figlia di sei anni.» Il poliziotto porse nuovamente il flacone. «A queste si aggiungono i due agenti accorsi per primi, entrambi con i bulbi oculari esplosi.»
L’ispettore strinse le labbra e accettò la seconda dose.
«Signore…» Il poliziotto esitò a continuare la frase. «Che succede? È già il quinto caso nell’ultimo mese e gira voce che lo stesso stia accadendo in altre città.»
L’ispettore si limitò a deglutire. In quel momento le sue orecchie furono raggiunte da una litania in una lingua sconosciuta.
«Da dove arriva questa voce?»
Il poliziotto inciampò sulle parole. «Da…dalle nostre teste.»
«Sta dicendo che non l’avete sedato?»
L’altro abbassò gli occhi. «Ci abbiamo provato, ma il Carfentanil non sembra avere effetto. Per il momento ci limitiamo a contenere il soggetto.»
L’ispettore sbuffò e a passo svelto raggiunse l’interno 304. «Altro che dovrei sapere prima d’entrare?»
Il poliziotto si schiarì la gola e accompagnò l’ispettore nella sala da pranzo. [Non risponde? Lo avrei esplicitato, mi ha un po' confuso l'assenza di reazione]
Qui quattro poliziotti, uno per lato, tenevano bloccata una bambina per mezzo di lunghi bastoni a cappio. La piccola era in ginocchio, le mani giunte, intenta a ripetere la litania che perseguitava le teste dei presenti. [Visto che la focalizzazione è interna mi sarei limitato a "nella sua testa", altrimenti suona leggermente onnisciente così. Comunque, buoni dettagli.] Attorno giacevano i corpi dei genitori e degli agenti caduti.
L’ispettore scosse la testa. No, non doveva cadere nell’errore di considerare quella cosa come un essere umano, ma per quello che era davvero: un dio in preda alla follia.
«Perché lei?» L’ispettore si piegò sulle ginocchia di fronte alla bambina. «Perché un involucro così fragile?»
Il dio smise di muovere le labbra della bambina e le fece aprire gli occhi. «Perché, chiede lei. Ma non è questa la domanda, vero?»
La voce che gli parlava era di certo quella della bambina, eppure sembrava arrivare da lontano, come deformata da un leggero riverbero.
Il dio le fece inclinare il collo di lato, in un’espressione d’ingenua curiosità. «Lei crede in Dio?»
L’ispettore si rialzò. «È una cazzo di domanda retorica?»
Il dio scosse la testa. «Perché dovrebbe? Dopotutto, non è attorno a questa domanda che ruota la vostra storia? Dio esiste?»
L’ispettore si grattò una tempia. Nonostante la doppia dose, il ronzio nella testa non cessava. Anzi, sembrava aumentare ogni secondo che passava. «Credevo che il vostro arrivo avesse già portato una risposta.»
Dalla bocca della bambina giunse una risata strozzata. «E questo porta alla vera domanda che si sta ponendo lei ora: cosa stavo facendo prima? E cosa facevano tutti gli altri miei simili impazziti nelle ultime settimane?»
L’ispettore indietreggiò.
«La risposta è semplice.» Una scossa fece tremare le pareti della stanza. «Preghiamo il nostro dio. E a quanto pare egli ha deciso di rispondere alla chiamata dei suoi figli.»
Il ronzio si fece più acuto che mai e i corpi dei poliziotti esplosero in un fiotto rosso che dipinse le pareti della sala.
L’ispettore si portò le mani alle tempie e scattò verso l’uscita dell’appartamento.
Non fece in tempo.

Commento:

Un bel racconto. Lo stile di scrittura mi piace molto e la narrazione in generale è ben gestita. I particolari e le descrizioni sono azzeccati, anche il dialogo va bene ma mi sarei concesso un poco di spigliatezza in più invece di rimanere nel solito assetto "poliziesco" visto e rivisto nei film e le serie tv (e che ha davvero ben poco di realistico). Avrei anche dato qualche dettaglio in più sulla divinità e sulle sue origini. Il finale, per come lo hai fatto, non si prende grandi rischi e utilizza la morte del protagonista per non farci "vedere di più".

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Alessandro -JohnDoe- Canella
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Re: Non avrai altro dio

Messaggio#6 » mercoledì 20 ottobre 2021, 8:39

Sirimedho ha scritto:Buongiorno Alessandro, ben ritrovato!

La follia del Dio, sembra quasi un tema dionisiaco, in un contesto moderno tra polizia e medicinali. Il Dio impazzisce e, pregando il suo Dio, gli chiede di uccidere gli umani.
Sembra che ci siano più dei che prendono forma in un avatar umano.
Il racconto lascia molte domande aperte. Perché il Dio pensa che lui e suoi simili siano impazziti (“gli altri miei simili impazziti”). In che senso sono impazziti? E perché vuole uccidere le persone, facendolo peraltro in un modo molto poco efficiente, pochi umani per volta e sporadicamente? Perché non dànno una botta in testa alla bambina per stordirla, visto che è così pericolosa? Che relazione c’è tra questo Dio e gli altri suoi simili e, più ancora, che relazione c’è tra il Dio nella bambina e il suo Dio? E perché l’ispettore crede così fortemente che quello sia un Dio? Questa sembra una cosa così difficile da immaginare, in un contesto moderno.
Il racconto mi sembra non tanto auto-contenuto quanto uno spunto per un racconto molto più lungo, se non un romanzo, che mi farebbe anche piacere leggere.
L’aderenza al tema mi sembra poco evidente. Forse è che questi dei sono in casa d’altri (gli umani)?

Buon contest!


Ciao Stefano.
Il tuo commento mette in luce alcuni nodi che, in fase di scrittura di getto risultano manchevoli di alcuni input informativi (questa è stata la mia prima volta in assoluto dove mi sono trovato costretto a scrivere un brano in un'ora scarsa). Ad esempio, quando il dio-bambina definisce "impazziti" i suoi altri simili autori dei delitti accennati dal poliziotto, tale termine nella mia testa era usato in maniera ironica, ma effettivamente avrei dovuto marcare meglio il tono in quel punto. Gli umani uccisi volevano invece essere un sacrificio al dio-padre (ecco perché ho deciso di far incarnare il dio-figlio in una bambina), ma questo dettaglio è effettivamente mancante. Riguardo invece allo stordimento, all'inizio ci provano (il Carfentanil è uno dei tranquillizzanti più potenti al mondo, usato ad esempio per sedare gli elefanti), ma visto quello successo ai primi due poliziotti, gli altri hanno paura ad avvicinarsi troppo, preferendo, come scritto, contenere il soggetto con i bastoni a cappio. Ultimo dettaglio che non sono riuscito a inserire a dovere (in questo caso ho tagliato tale passaggio un po' per evitare l'infodump un po' per non superare il limite di caratteri) è che la società descritta nel mio racconto convive con questi dèi "parassiti".
Su tutti i punti di cui sopra sono d'accordo che nascono da mie mancanze (eccezion fatta per il discorso del tranquillizzante). L'unico appunto su cui mi permetto di non essere d'accordo è la poca aderenza al tema. L'intero racconto non solo è ambientato in "casa d'altri" (riferimento esplicito e semplicistico), ma è lo stesso dio a ospitare una casa che non è la sua (il corpo della bambina). Se non è aderenza al tema questa, onestamente non saprei cosa possa esserlo. :)
Grazie comunque dei preziosi appunti e alla prossima.
Ultima modifica di Alessandro -JohnDoe- Canella il mercoledì 20 ottobre 2021, 9:47, modificato 6 volte in totale.
lupus in fabula

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Alessandro -JohnDoe- Canella
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Re: Non avrai altro dio

Messaggio#7 » mercoledì 20 ottobre 2021, 8:46

Signor_Darcy ha scritto:Ciao Alessandro.
Racconto interessante; peraltro non è l’unico che ha inteso il tema con un bambino posseduto: quantomeno curioso. Mannucci gioca con il doppio punto di vista interno; tu ti poni in terza e racconti quello che succede: due approcci differenti, a loro modo entrambi efficaci. Forse preferisco leggermente il tuo per una risoluzione meglio seminata nel testo.
Le implicazioni religiose del testo lasciano molte domande; ma in fondo va bene così.
Interessante lo sviluppo finale, anche se la maggior resistenza fisica dell’ispettore (un pochino, non molto) rispetto agli altri poliziotti lascia un amaro retrogusto da mancato supereroe.
Mi è piaciuta la descrizione iniziale, anche se mi suona male la prima frase, che avrei riscritto così: “Simili a enormi pennelli, i lampeggianti della polizia coloravano di cupe tinte rosse e blu [a intermittenza] le facciate dei palazzi limitrofi”.
Occhio ai refusi (“L’agente fece indicò”); ma capisco che hai cominciato a scrivere tardissimo e va bene così.


Ciao Stefano numero 2 :D
Devo ammetterlo: il finale nasce dal fatto che nella mezz'ora passata in auto a elaborare la storia ho avuto il flash per quel passaggio finale (L’ispettore si portò le mani alle tempie e scattò verso l’uscita dell’appartamento. Non fece in tempo.), il quale presupponeva la sola presenza del protagonista in scena. All'inizio avevo anche pensato a fargli dire di voler rimanere solo col dio, ma sarebbe stato del tutto inverosimile. Ho quindi scelto quello che, a mio avviso, risultava il male minore.
Riguardo la prima frase, a mente fredda non convince al 100% nemmeno me. A riscriverla l'avrei resa in: "I lampeggianti della polizia dipingevano le facciate dei palazzi limitrofi di cupe tinte rosse e blu”. Più semplice e diretta, senza quella brutta similitudine.
Il refuso, inutile dirlo, è figlio di una frettolosa correzione di quella frase dove ho dimenticato di tagliare una parola. Ma culpa.
Grazie mille e alla prossima.
lupus in fabula

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Alessandro -JohnDoe- Canella
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Re: Non avrai altro dio

Messaggio#8 » mercoledì 20 ottobre 2021, 9:00

Leonardo Pigneri ha scritto:Ciao Alessandro, è un piacere rileggerti!

Disclaimer: Il format può essere un po' confusionario, ma faccio i commenti direttamente sul testo così da poter essere più dettagliato e preciso. Ti avverto che non indolcirò la pillola ma spero che il mio sincero feedback possa tornarti utile (siamo qui per migliorare d’altronde). Tutti i commenti sono fatti a caldo, durante la prima lettura. Ci tengo, inoltre, a precisare che le critiche (se ci saranno) vorranno sempre e comunque essere costruttive e mai offensive. Buona lettura e, se vorrai ulteriori delucidazioni, non esitare a chiedere! :)

Non avrai altro dio
Alessandro Canella


Simili a enormi pennelli, i lampeggianti della polizia coloravano a intermittenza le facciate dei palazzi limitrofi di cupe tinte rosse e blu. [Non è male come attacco, con poche parole dai un ottimo senso di luogo. Ma "simile a enormi pennelli" proprio non mi sembra un paragone azzeccato per delle luci che si alternano sui muri]
L’ispettore parcheggiò l’auto sul ciglio della strada, il ronzio nella testa che [Togli questo che, è inutile] iniziava già a farsi sentire. Da sotto la giacca prese il flacone delle pillole e lo agitò davanti agli occhi. Le poche pastiglie rimaste tintinnarono contro il vetro. Svitò il flacone e si appuntò mentalmente di compilare il modulo di richiesta non appena rientrato in centrale. Ingoiò una pillola a secco, quindi scese dalla vettura e si avviò verso l’area d’indagine.
Nel vederlo avvicinarsi, un agente gli sollevò il nastro di delimitazione.
«Chi è a capo qui?»
L’agente fece indicò [refuso] col mento un collega intento a parlare con un paramedico.
L’ispettore gli diede una pacca sulla spalla e si avviò verso il secondo poliziotto. Questi lo notò e si affrettò a congedare il paramedico, mentre da una tasca estraeva un flacone di pillole.[Chi? Toglierei questa simultaneità e farei un'altra frase esplicitando il soggetto]
L’ispettore alzò una mano in segno di rifiuto. «Situazione?»
«Tre vittime: padre, madre e figlia di sei anni.» Il poliziotto porse nuovamente il flacone. «A queste si aggiungono i due agenti accorsi per primi, entrambi con i bulbi oculari esplosi.»
L’ispettore strinse le labbra e accettò la seconda dose.
«Signore…» Il poliziotto esitò a continuare la frase. «Che succede? È già il quinto caso nell’ultimo mese e gira voce che lo stesso stia accadendo in altre città.»
L’ispettore si limitò a deglutire. In quel momento le sue orecchie furono raggiunte da una litania in una lingua sconosciuta.
«Da dove arriva questa voce?»
Il poliziotto inciampò sulle parole. «Da…dalle nostre teste.»
«Sta dicendo che non l’avete sedato?»
L’altro abbassò gli occhi. «Ci abbiamo provato, ma il Carfentanil non sembra avere effetto. Per il momento ci limitiamo a contenere il soggetto.»
L’ispettore sbuffò e a passo svelto raggiunse l’interno 304. «Altro che dovrei sapere prima d’entrare?»
Il poliziotto si schiarì la gola e accompagnò l’ispettore nella sala da pranzo. [Non risponde? Lo avrei esplicitato, mi ha un po' confuso l'assenza di reazione]
Qui quattro poliziotti, uno per lato, tenevano bloccata una bambina per mezzo di lunghi bastoni a cappio. La piccola era in ginocchio, le mani giunte, intenta a ripetere la litania che perseguitava le teste dei presenti. [Visto che la focalizzazione è interna mi sarei limitato a "nella sua testa", altrimenti suona leggermente onnisciente così. Comunque, buoni dettagli.] Attorno giacevano i corpi dei genitori e degli agenti caduti.
L’ispettore scosse la testa. No, non doveva cadere nell’errore di considerare quella cosa come un essere umano, ma per quello che era davvero: un dio in preda alla follia.
«Perché lei?» L’ispettore si piegò sulle ginocchia di fronte alla bambina. «Perché un involucro così fragile?»
Il dio smise di muovere le labbra della bambina e le fece aprire gli occhi. «Perché, chiede lei. Ma non è questa la domanda, vero?»
La voce che gli parlava era di certo quella della bambina, eppure sembrava arrivare da lontano, come deformata da un leggero riverbero.
Il dio le fece inclinare il collo di lato, in un’espressione d’ingenua curiosità. «Lei crede in Dio?»
L’ispettore si rialzò. «È una cazzo di domanda retorica?»
Il dio scosse la testa. «Perché dovrebbe? Dopotutto, non è attorno a questa domanda che ruota la vostra storia? Dio esiste?»
L’ispettore si grattò una tempia. Nonostante la doppia dose, il ronzio nella testa non cessava. Anzi, sembrava aumentare ogni secondo che passava. «Credevo che il vostro arrivo avesse già portato una risposta.»
Dalla bocca della bambina giunse una risata strozzata. «E questo porta alla vera domanda che si sta ponendo lei ora: cosa stavo facendo prima? E cosa facevano tutti gli altri miei simili impazziti nelle ultime settimane?»
L’ispettore indietreggiò.
«La risposta è semplice.» Una scossa fece tremare le pareti della stanza. «Preghiamo il nostro dio. E a quanto pare egli ha deciso di rispondere alla chiamata dei suoi figli.»
Il ronzio si fece più acuto che mai e i corpi dei poliziotti esplosero in un fiotto rosso che dipinse le pareti della sala.
L’ispettore si portò le mani alle tempie e scattò verso l’uscita dell’appartamento.
Non fece in tempo.

Commento:

Un bel racconto. Lo stile di scrittura mi piace molto e la narrazione in generale è ben gestita. I particolari e le descrizioni sono azzeccati, anche il dialogo va bene ma mi sarei concesso un poco di spigliatezza in più invece di rimanere nel solito assetto "poliziesco" visto e rivisto nei film e le serie tv (e che ha davvero ben poco di realistico). Avrei anche dato qualche dettaglio in più sulla divinità e sulle sue origini. Il finale, per come lo hai fatto, non si prende grandi rischi e utilizza la morte del protagonista per non farci "vedere di più".


Ciao Leonardo.
Vedo che usi lo stesso metodo di Marco Lomonaco per le correzioni. Sai che dopo averlo visto applicato nell'ultima Sfida pensavo di adottarlo pure io? Lo trovo ottimo sia per non perdere il flusso dei pensieri, sia perché più immediato anche per l'autore che legge il commento. Riguardo le tue note...
Sui pennelli mi ricollego al commento precedente e alla versione alternativa che ho proposto lì. Quel passaggio a mente fredda non piace nemmeno a me.
Il "che" per essere tolto necessiterebbe di un punto al posto della virgola. Volendo si potrebbe anche fare, anche se forse renderebbe un po' troppo frammentario il paragrafo. Diciamo che sono d'accordo e disaccordo allo stesso tempo in questo caso :D
Sul passaggio della simultaneità invece condivido. Altro passaggio poco convincente figlio della scrittura di getto.
La parte sul poliziotto che tossisce senza dire nulla deriva invece dalla necessità di tagliare qualcosa per rientrare nei 4000 caratteri. Inizialmente diceva qualcosa del tipo "sì, glielo mostro".
Anche sull'uscita dalla focalizzazione hai ragione. Mi era sfuggita.
Riguardo invece l'uso dello stile un po' stereotipato del genere poliziesco (pur in versione urban fantasy in questo caso), è voluto, in quanto non avevo tempo e spazio per creare un background a 360°. La decisione inoltre di non dare nessun nome ai personaggi (anche qui, non avevo tempo da perdere alla ricerca di nomi decenti, da cui la scelta di tagliare la testa al toro) credo inoltre che accentui l'effetto stereotipo. Ma ripeto: almeno a questo giro è un aspetto voluto.
Grazie anche a te e alla prossima.
lupus in fabula

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Giovanni Attanasio
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Re: Non avrai altro dio

Messaggio#9 » venerdì 22 ottobre 2021, 12:47

Non male, per una volta si tratta di un dio a possedere una persona e non un vile dimonio. Non mi è piaciuto tanto quel “appuntò mentalmente” riguardo alle pillole: capisco l’intento ma l’avrei mascherato un po’ meglio, magari spostandolo più avanti in un discorso con gli altri agenti? Boh. Però ci siamo capiti.
Ci sono anche altri frangenti in cui avrei rivelato le informazioni in modo più subdolo. So che hai sempre dubbi che le tue informazioni non passino (ho letto commenti vari alle tue storie nelle edition passate), ma io ti preferisco in quella maniera. Ripeto che è una mia preferenza da tizio che non è tanto d’accordo col fatto che il lettore sia dio e l’autore messo al suo servizio e dovuto a spiegargli tutto. Nell’approcciarsi al testo un lettore deve “meritarsi” le info ed essere capace di ottenerle (è un approccio su cui sto ancora lavorando, ma la mia idea di base è circa questa).
Long story short: la storia è bellina, poche pecche nei dialoghi e “intro” un po’ lunghetta.
"Scrivo quello che voglio e come voglio. Fatevelo piacere."

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Andrea Lauro
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Re: Non avrai altro dio

Messaggio#10 » venerdì 22 ottobre 2021, 18:56

Ciao Alessandro!
Il racconto mi è piaciuto: lineare, pulito.
Hai una prosa particolare, studiata ma non scolastica, ci vedo sotto molto ragionamento per potersi concedere qualche vizio senza però esagerare. E in questo giusto mezzo ti leggo molto bene. Sotto ti segnalo comunque due frasi che avrei scritto in altro modo, così per non perdere l’abitudine.

Mi è piaciuto come caratterizzi da subito protagonista e, man mano che avanzi, i comprimari. Direi che hai superato brillantemente l’ostacolo “molti personaggi sul set”, e non è da tutti. O meglio: dai l’impressione che ci siano molte persone sul set, in realtà agiscono e dialogano in tre.
Ho adorato la frase: “Il poliziotto porse nuovamente il flacone” prima di continuare con il rapporto.

Ecco le due frasi:
    [In quel momento] le sue orecchie furono raggiunte da una litania in una lingua sconosciuta.
    intenta a ripetere la litania [che perseguitava le teste dei presenti].
Un bel lavoro, bravo
andrea

giancarminetrotta
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Re: Non avrai altro dio

Messaggio#11 » venerdì 22 ottobre 2021, 19:38

Ciao Alessandro,
piacere di leggerti.

L'incipit bello, molto, con una prosa pulita, curata. Il poliziesco non passa mai di moda e sembri portato per questo genere di racconto: sembra infatti una scrittura matura, che conosce i dettagli e li usa al posto giusto.
Quando però c'è il cambio di genere e si passa all'horror tipo "esorcista", ecco che mi è parsa una scrittura più frastagliata, meno lineare, forzata. Questa bambina-dio non mi ha esaltato insomma, perché di lei/lui non sappiamo nulla e ci emoziona poco, non sappiamo cosa aspettarci.
Il finale ci sta, il tema c'è.
In conclusione è un buonissimo lavoro, con dei punti interrogativi sulla divinità, ma rimane un giudizio positivo.
Alla prossima,
G.
***

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Fagiolo17
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Re: Non avrai altro dio

Messaggio#12 » venerdì 22 ottobre 2021, 19:47

Ciao Alessandro e piacere di averti letto.
Beh, considerando a che ora hai iniziato a lavorarci hai fatto un piccolo miracolo! Complimenti.
Non potrò tenere conto del poco tempo che hai avuto a disposizione, ma posso dirti che io non avrei scritto una roba così buona in così poco.
Il racconto mi è piaciuto molto, mi dispiace solo che alcuni dettagli siano andati persi nella fretta. Come ad esempio il fatto che sia normale per loro convivere con queste divinità, come hai detto in un commento. Purtroppo non l'ho colto nel testo e mi è rimasto a lungo il dubbio del perché si comportassero in quel modo.
Finale, assolutamente azzeccato.
Ancora complimenti e peccato per il malus.

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Re: Non avrai altro dio

Messaggio#13 » domenica 24 ottobre 2021, 17:22

Tema centrato. L’ospite indesiderato è il dio che si è impossessato di una bambina e ora passa la vita a uccidere gli esseri umani con una litania che neppure gli psicofarmaci spengono. La storia è interessante: bella la scena delle lampeggianti della polizia che dipingono le facciate dei palazzi e anche questo scambio di medicinali fra ispettore e poliziotto per reggere davanti all’ennesimo triplice delitto. Una furia omicida che riguarda altre città. Molto bella come idea, davvero. E anche ben ricostruito il contesto delle indagini.
Punti deboli: quello della bambina superstite. Se la vittima aveva sei anni, a questa bisogna dare un’età o leggermente superiore o inferiore. E gli psicofarmaci dell’ispettore: girare con il flacone mezzo vuoto, con il pensiero di chiederne uno nuovo in centrale per poi vedersi offrire una compressa dal poliziotto è curioso. La risposta della bambina: prima è un dio, poi è un’adepta. Attenzione, allora in questo caso sarebbe meglio chiamarla adepta.

Attenzione:
ti segnalo la frase corretta
l’agente indicò con il mento un collega intento a parlare con un paramedico

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Re: Non avrai altro dio

Messaggio#14 » martedì 26 ottobre 2021, 19:49

Giovanni Attanasio ha scritto:Non male, per una volta si tratta di un dio a possedere una persona e non un vile dimonio. Non mi è piaciuto tanto quel “appuntò mentalmente” riguardo alle pillole: capisco l’intento ma l’avrei mascherato un po’ meglio, magari spostandolo più avanti in un discorso con gli altri agenti? Boh. Però ci siamo capiti.
Ci sono anche altri frangenti in cui avrei rivelato le informazioni in modo più subdolo. So che hai sempre dubbi che le tue informazioni non passino (ho letto commenti vari alle tue storie nelle edition passate), ma io ti preferisco in quella maniera. Ripeto che è una mia preferenza da tizio che non è tanto d’accordo col fatto che il lettore sia dio e l’autore messo al suo servizio e dovuto a spiegargli tutto. Nell’approcciarsi al testo un lettore deve “meritarsi” le info ed essere capace di ottenerle (è un approccio su cui sto ancora lavorando, ma la mia idea di base è circa questa).
Long story short: la storia è bellina, poche pecche nei dialoghi e “intro” un po’ lunghetta.


Ciao Giovanni.
A costo di sembrare blasfemo, ho sempre trovato gli dèi più affascinanti di qualunque demone, orco e o creatura fantasy in generale. ^_^''
Scemate a parte, capisco e condivido quello che dici riguardo il rapporto lettore/autore. Il mio impegno è più che altro cercare d'inserire tutti i dettagli insiti nella mia testa senza dare per scontato che il lettore possa colmare i vuoti da me lasciati. Detto questo, il racconto di questo mese è un discorso a parte, vista la sua genesi all'ultimo minuto, il che un po' mi spiace perché con 4 ore sono certo sarei riuscito a limare parecchi spigoli (di certo non tutti, non sono ancora così confidente sulle mie capacità scrittore :D).
Alla prossima.
lupus in fabula

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Re: Non avrai altro dio

Messaggio#15 » martedì 26 ottobre 2021, 20:51

Andrea Lauro ha scritto:Ciao Alessandro!
Il racconto mi è piaciuto: lineare, pulito.
Hai una prosa particolare, studiata ma non scolastica, ci vedo sotto molto ragionamento per potersi concedere qualche vizio senza però esagerare. E in questo giusto mezzo ti leggo molto bene. Sotto ti segnalo comunque due frasi che avrei scritto in altro modo, così per non perdere l’abitudine.

Mi è piaciuto come caratterizzi da subito protagonista e, man mano che avanzi, i comprimari. Direi che hai superato brillantemente l’ostacolo “molti personaggi sul set”, e non è da tutti. O meglio: dai l’impressione che ci siano molte persone sul set, in realtà agiscono e dialogano in tre.
Ho adorato la frase: “Il poliziotto porse nuovamente il flacone” prima di continuare con il rapporto.

Ecco le due frasi:
    [In quel momento] le sue orecchie furono raggiunte da una litania in una lingua sconosciuta.
    intenta a ripetere la litania [che perseguitava le teste dei presenti].
Un bel lavoro, bravo
andrea


Ciao Andrea.
Il tuo commento mi ha fatto riflettere sul mio solito modo di scrivere. Tendenzialmente sono uno scrittore molto lento, di quelli che proprio non ce la fa a scrivere di getto e correggere poi, ma al contrario medita su (quasi) ogni singola parola. So che non dovrei farlo e sto cercando di abbandonare questa tendenza, però... oh, mica è facile! Stavolta però sono stato praticamente obbligato dalla situazione e ho notato come ho riempito il brano di formule volte a indicare la consequenzialità degli eventi, come a volerli riordinare mentalmente. Alla fine, sta a vedere che questo racconto nato dall'urgenza non si riveli più utile di quello che pensavo. :D
Grazie ancora e alla prossima.
lupus in fabula

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Re: Non avrai altro dio

Messaggio#16 » martedì 26 ottobre 2021, 21:00

giancarminetrotta ha scritto:Ciao Alessandro,
piacere di leggerti.

L'incipit bello, molto, con una prosa pulita, curata. Il poliziesco non passa mai di moda e sembri portato per questo genere di racconto: sembra infatti una scrittura matura, che conosce i dettagli e li usa al posto giusto.
Quando però c'è il cambio di genere e si passa all'horror tipo "esorcista", ecco che mi è parsa una scrittura più frastagliata, meno lineare, forzata. Questa bambina-dio non mi ha esaltato insomma, perché di lei/lui non sappiamo nulla e ci emoziona poco, non sappiamo cosa aspettarci.
Il finale ci sta, il tema c'è.
In conclusione è un buonissimo lavoro, con dei punti interrogativi sulla divinità, ma rimane un giudizio positivo.
Alla prossima,
G.
***


Ciao Giancarmine e innanzitutto benvenuto.
Sulla seconda parte più debole dal punto di vista stilistico, mi trovi d'accordo. Il racconto l'ho pensato durante i 20 minuti del tragitto lavoro casa e alcuni passaggi iniziali li avevo già "memorizzati". Dalla parte in cui l'ispettore entra nel palazzo in poi, invece, ho quasi improvvisato, nel senso che avevo ben chiare le azioni da descrivere, ma non il come, e la cosa, appunto, si nota.
Alla prossima.
lupus in fabula

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Re: Non avrai altro dio

Messaggio#17 » martedì 26 ottobre 2021, 21:03

Fagiolo17 ha scritto:Ciao Alessandro e piacere di averti letto.
Beh, considerando a che ora hai iniziato a lavorarci hai fatto un piccolo miracolo! Complimenti.
Non potrò tenere conto del poco tempo che hai avuto a disposizione, ma posso dirti che io non avrei scritto una roba così buona in così poco.
Il racconto mi è piaciuto molto, mi dispiace solo che alcuni dettagli siano andati persi nella fretta. Come ad esempio il fatto che sia normale per loro convivere con queste divinità, come hai detto in un commento. Purtroppo non l'ho colto nel testo e mi è rimasto a lungo il dubbio del perché si comportassero in quel modo.
Finale, assolutamente azzeccato.
Ancora complimenti e peccato per il malus.


Ciao Luca.
Il vero miracolo è stato non crollare dal sonno durante la scrittura (col nuovo lavoro ho scoperto di reggere meno del previsto i turni serali e ancora meno quelli in notturna).
Grazie mille dei complimenti e alla prossima!
lupus in fabula

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Re: Non avrai altro dio

Messaggio#18 » martedì 26 ottobre 2021, 21:10

alexandra.fischer ha scritto:Tema centrato. L’ospite indesiderato è il dio che si è impossessato di una bambina e ora passa la vita a uccidere gli esseri umani con una litania che neppure gli psicofarmaci spengono. La storia è interessante: bella la scena delle lampeggianti della polizia che dipingono le facciate dei palazzi e anche questo scambio di medicinali fra ispettore e poliziotto per reggere davanti all’ennesimo triplice delitto. Una furia omicida che riguarda altre città. Molto bella come idea, davvero. E anche ben ricostruito il contesto delle indagini.
Punti deboli: quello della bambina superstite. Se la vittima aveva sei anni, a questa bisogna dare un’età o leggermente superiore o inferiore. E gli psicofarmaci dell’ispettore: girare con il flacone mezzo vuoto, con il pensiero di chiederne uno nuovo in centrale per poi vedersi offrire una compressa dal poliziotto è curioso. La risposta della bambina: prima è un dio, poi è un’adepta. Attenzione, allora in questo caso sarebbe meglio chiamarla adepta.

Attenzione:
ti segnalo la frase corretta
l’agente indicò con il mento un collega intento a parlare con un paramedico


Ciao Alexandra.
Grazie di essere passata su questi lidi.
Solo un paio di note. La bambina non è una superstite. La bambina è morta, tanto che viene annoverata tra le vittime. Il dio si è solo impossessato del suo corpo e lo usa come se fosse una marionetta, tant'è che all'interno del brano non uso mai formule come "la bambina fa", bensì "il dio fece fare alla bambina" a sottolineare proprio che la piccola non esiste più.
Riguardo gli psicofarmaci, servono a ridurre gl'influssi negativi provocati dalla vicinanzi agli dèi (il ronzio più volte citato) e pertanto vengono forniti a tutti gli agenti di polizia. La seconda dose viene offerta per via della pericolosità del dio protagonista della storia, così potente da intrufolarsi nelle menti altrui anche se sedato, eppure meno potente del dio padre. Non a caso, il primo dio fa esplodere solo gli occhi di chi gli si avvicina, il dio padre l'intero corpo.
Grazie ancora e alla prossima.
lupus in fabula

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Laura Brunelli
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Re: Non avrai altro dio

Messaggio#19 » mercoledì 27 ottobre 2021, 19:52

Ciao Alessandro e ben ritrovato.
Buona l’idea, un po’ meno la realizzazione. Ho trovato parecchi refusi e uno stile a volte un po’ legnoso. Giusto qualche esempio, tanto per capirci.

Nel vederlo avvicinarsi

Una cosa del tipo “Notando il suo arrivo” sarebbe stato più lineare.
«Signore..» Il poliziotto esitò a continuare la frase

Il beat non fa altro che spiegare i puntini di sospensione.
tenevano bloccata una bambina per mezzo di lunghi bastoni

Quel per mezzo è proprio bruttino, avresti potuto più semplicemente scrivere “con dei lunghi bastoni”

So che non è il tuo solito modo di scrivere e sono sicura che i refusi e le frasi un po’ involute e/o superflue siano solo conseguenza della serata lavorativa, del poco tempo a disposizione e della conseguente impossibilità di rileggere.

Dal punto di vista della struttura ho trovato alcuni punti un po’ confusi e poco chiari. In particolare:

«Signore…» Il poliziotto esitò a continuare la frase. «Che succede? È già il quinto caso nell’ultimo mese e gira voce che lo stesso stia accadendo in altre città.»
L’ispettore si limitò a deglutire. In quel momento le sue orecchie furono raggiunte da una litania in una lingua sconosciuta.
«Da dove arriva questa voce?»
Il poliziotto inciampò sulle parole. «Da…dalle nostre teste.»
«Sta dicendo che non l’avete sedato?»
L’altro abbassò gli occhi. «Ci abbiamo provato, ma il Carfentanil non sembra avere effetto. Per il momento ci limitiamo a contenere il soggetto.»


Questo passaggio è poco comprensibile. Da un lato il poliziotto sembra non sapere cosa stia succedendo. Però quando l’ispettore gli chiede se lo hanno sedato dice che non ci sono riusciti.
Ora, se sapeva che avrebbero dovuto sedare quello che fin qui sembra essere un semplice “sospettato” e che la sua “voce” entra nella testa delle persone, dovrebbe sapere bene quello che sta succedendo, anche se magari non lo capisce del tutto. La battuta, quindi, risulta un po’ artefatta. Lo stesso dicasi per l’ispettore che prima sembra non sapere da dove arrivi la voce, ma poi, quando il poliziotto gli dice che arriva dalle loro teste, non si fa domande e chiede conto del fatto che il “soggetto” non sia stato sedato.

A presto e buona edition.

Sara Mosna
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Re: Non avrai altro dio

Messaggio#20 » mercoledì 27 ottobre 2021, 21:53

Ciao Alessandro, piacere di leggerti.

Devo ammettere che il tuo testo mi ha un po’ destabilizzata. L’inizio con il tema poliziesco mi ha fatto sospirare, forse è un pò banale utilizzare le solite indagini per arrivare al fulcro della storia, tuttavia sono rimasta concentrata sul testo. Però ho iniziato a perdermi verso metà racconto.
Intanto la domanda “«Altro che dovrei sapere prima d’entrare?»” lasciata senza risposta mi ha confusa, forse si poteva evitare piuttosto che abbandonarla e non svilupparla.
Poi ci sono un paio di cose che non capisco di questo “dio”. Si tratta di una possessione demoniaca, se non erro, ma a un certo punto appare poco chiaro il ruolo di questo elemento.
“«Preghiamo il nostro dio. E a quanto pare egli ha deciso di rispondere alla chiamata dei suoi figli.»”
Si tratta di un gruppo di dei al comando di uno solo dio? Perché è importante definire questa cosa piuttosto che la relazione con la bambina o con i motivi intrinsechi delle possessioni “di massa”?
Tuttavia gli interrogativi sono anche dovuti in un contesto come quello poliziesco. Non sono dei punti o solo deboli o solo forti.
Mi lascia un po’ in dubbio il collegamento con il tema. L’occupazione del corpo della bambina risulta come una “casa d’altri” per il dio? O è questo dio che si trova in casa d’altri essendo tra gli umani?

A rileggerti presto,
buon contest!

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Re: Non avrai altro dio

Messaggio#21 » mercoledì 27 ottobre 2021, 22:12

Laura Brunelli ha scritto:Ciao Alessandro e ben ritrovato.
Buona l’idea, un po’ meno la realizzazione. Ho trovato parecchi refusi e uno stile a volte un po’ legnoso. Giusto qualche esempio, tanto per capirci.

Nel vederlo avvicinarsi

Una cosa del tipo “Notando il suo arrivo” sarebbe stato più lineare.
«Signore..» Il poliziotto esitò a continuare la frase

Il beat non fa altro che spiegare i puntini di sospensione.
tenevano bloccata una bambina per mezzo di lunghi bastoni

Quel per mezzo è proprio bruttino, avresti potuto più semplicemente scrivere “con dei lunghi bastoni”

So che non è il tuo solito modo di scrivere e sono sicura che i refusi e le frasi un po’ involute e/o superflue siano solo conseguenza della serata lavorativa, del poco tempo a disposizione e della conseguente impossibilità di rileggere.

Dal punto di vista della struttura ho trovato alcuni punti un po’ confusi e poco chiari. In particolare:

«Signore…» Il poliziotto esitò a continuare la frase. «Che succede? È già il quinto caso nell’ultimo mese e gira voce che lo stesso stia accadendo in altre città.»
L’ispettore si limitò a deglutire. In quel momento le sue orecchie furono raggiunte da una litania in una lingua sconosciuta.
«Da dove arriva questa voce?»
Il poliziotto inciampò sulle parole. «Da…dalle nostre teste.»
«Sta dicendo che non l’avete sedato?»
L’altro abbassò gli occhi. «Ci abbiamo provato, ma il Carfentanil non sembra avere effetto. Per il momento ci limitiamo a contenere il soggetto.»


Questo passaggio è poco comprensibile. Da un lato il poliziotto sembra non sapere cosa stia succedendo. Però quando l’ispettore gli chiede se lo hanno sedato dice che non ci sono riusciti.
Ora, se sapeva che avrebbero dovuto sedare quello che fin qui sembra essere un semplice “sospettato” e che la sua “voce” entra nella testa delle persone, dovrebbe sapere bene quello che sta succedendo, anche se magari non lo capisce del tutto. La battuta, quindi, risulta un po’ artefatta. Lo stesso dicasi per l’ispettore che prima sembra non sapere da dove arrivi la voce, ma poi, quando il poliziotto gli dice che arriva dalle loro teste, non si fa domande e chiede conto del fatto che il “soggetto” non sia stato sedato.

A presto e buona edition.


Ciao Laura.
Concordo con te che questo brano, stilisticamente parlando, è figlio soprattutto dell'assenza di una fase di rilettura a freddo vera e propria. L'unica rilettura finale fatta mi è servita a fare alcune macrocorrezione anziché limare la scorrecolezza di taluni passaggi. Non mi trovi d'accordo solo sulla nota ai bastoni. "Con dei" la trovo un po' "povera" come espressione, mentre "per mezzo di" sottolinea a mio avviso meglio il loro scopo pratico.
Riguardo il passaggio poco chiaro, il poliziotto all'inizio si sta riferendo agli altri casi di dèi impazziti che stanno accadendo in giro per la nazione, non al caso specifico di quella sera. Questi poliziotti sanno bene cosa come trattare con gli dèi dal punto di vista pratico. Quello che non sanno è il perché stiano impazzendo, senza comprendere che quelli che sembrano semplici omicidi sono in realtà offerte al dio padre. Il fatto quindi che gli dèi siano in grado di entrare nelle teste delle persone non è per loro una novità (non a caso usano psicofarmaci per limitarne l'effetto), ragion per cui quando l'ispettore scopre che la voce che sente non è esterna ma interna, la prima cosa che pensa che pensa è che il soggetto non sia stato sedato. Il fatto invece che non sia così, gli fa capire immediatamente la pericolosità del soggetto.
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Re: Non avrai altro dio

Messaggio#22 » mercoledì 27 ottobre 2021, 22:17

Sara Mosna ha scritto:Ciao Alessandro, piacere di leggerti.

Devo ammettere che il tuo testo mi ha un po’ destabilizzata. L’inizio con il tema poliziesco mi ha fatto sospirare, forse è un pò banale utilizzare le solite indagini per arrivare al fulcro della storia, tuttavia sono rimasta concentrata sul testo. Però ho iniziato a perdermi verso metà racconto.
Intanto la domanda “«Altro che dovrei sapere prima d’entrare?»” lasciata senza risposta mi ha confusa, forse si poteva evitare piuttosto che abbandonarla e non svilupparla.
Poi ci sono un paio di cose che non capisco di questo “dio”. Si tratta di una possessione demoniaca, se non erro, ma a un certo punto appare poco chiaro il ruolo di questo elemento.
“«Preghiamo il nostro dio. E a quanto pare egli ha deciso di rispondere alla chiamata dei suoi figli.»”
Si tratta di un gruppo di dei al comando di uno solo dio? Perché è importante definire questa cosa piuttosto che la relazione con la bambina o con i motivi intrinsechi delle possessioni “di massa”?
Tuttavia gli interrogativi sono anche dovuti in un contesto come quello poliziesco. Non sono dei punti o solo deboli o solo forti.
Mi lascia un po’ in dubbio il collegamento con il tema. L’occupazione del corpo della bambina risulta come una “casa d’altri” per il dio? O è questo dio che si trova in casa d’altri essendo tra gli umani?

A rileggerti presto,
buon contest!


Ciao Sara e innanzitutto benvenuta.
Riguardo il tuo dubbio, questi dèi possono essere considerati dei fedeli del dio maggiore, non i suoi "capi". Il fatto è che gli uomini non hanno idea che esistano dèi ancora più potenti (e di "rango" maggiore) rispetto a quelli da loro conosciuti.
Riguardo il tema, ho giocato su due livelli: uno esplicito (il racconto è fisicamente ambientato a casa d'altri, ovvero la casa delle vittime) e uno un po' meno (appunto, il dio che deve ospitare un involucro umano per compiere il suo rito).
Alla prossima.
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Re: Non avrai altro dio

Messaggio#23 » lunedì 1 novembre 2021, 12:04

Un'ottima prova soprattutto considerando il tempo in cui l'hai scritta. Detto questo, c'è qualche imprecisione che lo rende meno perfetto di quanto avrebbe potuto se avessi potuto revisionarlo. Tralasciando il refuso, l'intro fatica a portare dentro il lettore, ho dovuto leggerlo un due/tre volte prima di sentimi pronto a proseguire. Poi si parte con tutta una serie di domande senza risposta (cui hai poi risposto benissimo nei commenti) che, al netto proprio delle tue risposte, rimangono sospesi: perché la scelta di questa bambina? Chi sono questi dei? Perché si sono manifestati proprio in quest'epoca? E, soprattutto, perché il dio principale risponde alla chiamata proprio in quel momento? In effetti succede ben poco di trascendentale per fare arrivare al dunque la chiamata al Dio e fare terminare l'umanità: perché proprio adesso? Questa è la domanda fondamentale. Ribadisco che da questo testo puoi trarre un capolavoro, lavoraci assolutamente. Allo stato attuale ripropongo una nuova valutazione coniata in questa edizione: pollice tendente verso il positivo in modo brillante, ma non solido.

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