Gruppo CENERE: Lista racconti e classifiche

Appuntamento fissato per le 21.00 di lunedì 18 ottobre 2021 con un tema di Luca Cristiano!
Gli autori che vorranno partecipare dovranno scrivere un racconto di max 4000 caratteri entro l'una.
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antico
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Gruppo CENERE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#1 » martedì 19 ottobre 2021, 2:00

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BENVENUTI ALLA LUCA CRISTIANO EDITION, LA SECONDA DELLA NONA ERA DI MINUTI CONTATI, LA 158° ALL TIME!

Questo è il gruppo CENERE della LUCA CRISTIANO EDITION con LUCA CRISTIANO come guest star.

Gli autori del gruppo CENERE dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo DANZA.

I racconti di questo gruppo verranno commentati e classificati dagli autori del gruppo SCACCHIERA.


Questo è un gruppo da OTTO racconti e saranno i primi TRE ad avere diritto alla pubblicazione immediata sul sito e a entrare tra i finalisti che verranno valutati da LUCA CRISTIANO. Altri racconti ritenuti meritevoli da me, l'Antico, verranno a loro volta ammessi alla vetrina del sito, ma non alla finale. Ricordo che per decidere quanti finalisti ogni gruppo debba emettere cerco sempre di rimanere in un rapporto di uno ogni tre.

Per la composizione dei gruppi ho tenuto conto del seguente metodo: per primi ho assegnato ai raggruppamenti coloro in possesso di punti RANK NONA ERA, a seguire ho assegnato ai raggruppamenti coloro in possesso di punti RANK ALL TIME (il primo nel gruppo A, il secondo nel gruppo B, il terzo nel gruppo C, il quarto nel gruppo A e così via), coloro che non hanno ottenuto punti nei due Rank sono stati assegnati a seguire (primo a postare gruppo X, secondo a postare gruppo Y, terzo a postare gruppo BETA, quarto a postare gruppo X e così via). Ho forzato solo per non fare capitare i tre racconti con malus in gruppi diversi.

E ora vediamo i racconti ammessi nel gruppo CENERE:

Convivenza forzata, di Michael Dag Scattina, ore 23.44, 3924 caratteri
h7g25, di Wladimiro Borchi, ore 23.54, 3988 caratteri
Il debito, di Giuliano Cannoletta, ore 23.29, 3982 caratteri
Captcha, di David Galligani, ore 23.57, 3989 caratteri
Come una matrioska, di Read_Only, ore 23.36, 3321 caratteri
Bois du Cazier, di Andrea Furlan, ore 00.18, 3967 caratteri
Not welcome here, di Stefano Pais, ore 22.45, 2878 caratteri
L’imbucata, di Shanghai Kid, ore 00.08, 3957 caratteri

Avrete tempo fino alle 23.59 di giovedì 28 OTTOBRE per commentare i racconti del gruppo DANZA Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Per i ritardatari ci sarà un'ora di tempo in più per postare le classifiche e i commenti, quindi fino alle 00.59 del 29 OTTOBRE, ma si prenderanno un malus pari alla metà del numero di autori inseriti nel gruppo approssimato per difetto. Vi avverto che sarò fiscale e non concederò un solo secondo in più. Vi ricordo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo. Una volta postate tutte le vostre classifiche, posterò la mia e stilerò quella finale dei raggruppamenti.
NB: avete DIECI giorni per commentare e classificare i racconti del gruppo DANZA e so bene che sono tanti. Ricordatevi però che Minuti Contati, oltre che una gara, è primariamente un'occasione di confronto. Utilizzate il tempo anche per leggere e commentare gli altri racconti in gara e se la guardate in quest'ottica, ve lo assicuro, DIECI giorni sono anche troppo pochi. E ancora: per quanto vi sarà possibile in base ai vostri impegni, date diritto di replica, tornate a vedere se hanno risposto ai vostri commenti, argomentate, difendete le vostre tesi e cedete quando vi convinceranno dell'opposto. Questa è la vostra palestra, dateci dentro.

Eventuali vostre pigrizie nei confronti dei commenti ai racconti (che devono avere un limite minimo di 300 caratteri ognuno) verranno penalizzate in questo modo:
– 0 punti malus per chi commenta TUTTI i racconti assegnati al suo gruppo con il corretto numero minimo di caratteri.
– 13 punti malus per chi commenta tutti i racconti assegnati al suo gruppo, ma senza il numero minimo di caratteri.
– ELIMINAZIONE per chi non commenta anche solo un racconto di quelli assegnati al suo gruppo.


Vi ricordo che i racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a me.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo DANZA.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

E infine: una volta postate e da me controllate, le classifiche non possono più essere modificate a meno di mia specifica richiesta in seguito a vostre dimenticanze. L'eventuale modifica non verrà contabilizzata nel conteggio finale e sarà passibile di malus pari a SETTE punti.

BUONA LUCA CRISTIANO EDITION A TUTTI!



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Stefano Impellitteri
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Re: Gruppo CENERE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#2 » mercoledì 20 ottobre 2021, 4:40

LA MIA CLASSIFICA:

Come una matrioska
Convivenza forzata
L'IMBUCATA
Il debito
h7g25
Bois du Cazier
Not welcome here
Captcha

-

Convivenza forzata
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h7g25
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Il debito
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Captcha
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Come una matrioska
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Bois du Cazier
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L'IMBUCATA
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Not welcome here
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Pietro D'Addabbo
Messaggi: 172
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Re: Gruppo CENERE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#3 » venerdì 22 ottobre 2021, 19:36

1) L'imbucata
2) Come una matrioska
3) Bois du Cazier
4) h7g25
5) Il debito
6) Convivenza forzata
7) Captcha
8) Not welcome here

Convivenza forzata
Esplori uno dei temi cari al fantasy. Il risultato è un buon racconto che però manca di pathos, secondo me. L'empatia che ottieni con l'immersività comunica al lettore solo la piatta consapevolezza del demone circa la propria superiorità, invece di coinvolgerci nelle difficoltà di un protagonista vessato, in pericolo, o insicuro di sè.

h7g25
Il racconto trasporta il lettore in un mondo futuristico, aggiungendo un pezzo alla volta al quadro d'insieme. Tuttavia sembra tu abbia scritto per un pubblico selezionato, quello degli appassionati di SF, piuttosto che per uno più generalista. Il racconto mi è piaciuto, non solo come critica della società moderna ma proprio in sè. E' un gradevolissimo pezzo di SF che ha fatto il suo dovere di teleportarmi in un altro luogo e un altro tempo.

Il debito
La lettura non fila liscia dall'inizio alla fine, non solo per qualche 'tell' e per un paio di errori che sono sfuggiti ma per un po' di incongruenze che mi hanno costretto a rileggere una volta giunto alla fine. Il più importante, non c'è un indizio che possa suggerire il motivo della presenza in tasca della moneta, che resta ingiustificata. Dopo una rilettura necessaria principalmente per dare al 'fantasma' del prete lo status di illusione, il racconto risulta gradevole, eccetto per l'incognita persistente della moneta.

Captcha
Il racconto soffre di una serie di piccoli difetti che tuttavia complessivamente lo penalizzano molto: l'incipit del racconto poco funzionale, la dinamica del secondo 'clonicidio' che lascia perplessi, la sensazione di incertezza fra clone biologico e robotico, troppi infodump, qualche clichè. Nel finale invece sei riuscito finalmente a sorprendermi con la tua idea e, dal mio punto di vista, a salvare in extremis il racconto.

Come una matrioska
Il racconto mi ha coinvolto nel flusso di pensieri al punto da farmi immedesimare nella protagonista, nonostante si trattasse di una donna. Richiede solo poche modifiche per definire con precisione fin dall'inizio l'entità della protagonista. La sensazione generale è di aver goduto di un buon racconto intimistico adatto alle serate più solitarie e introspettive.

Bois du Cazier
Il racconto, a parte due inciampi iniziali, scorre benissimo e in maniera gradevole. Nonostante mi sia perso in prima istanza il legame alla tragedia reale, il racconto presenta uno spaccato vivido della situazione degli immigrati italiani dell'inizio del secolo scorso e delle difficoltà di integrazione dei giovani figli sradicati alla loro terra e sarebbe bastato ad assicurargli una buona posizione. Mescola inoltre un ritratto della famiglia patriarcale del tempo, una scena di prevaricazione del protagonista sulla moglie molto ben descritta. Il giudizio finale quindi è molto positivo.

Not welcome here
Purtroppo non sono riuscito a godermi il racconto nonostante il fatto che il contest sia declinato secondo uno dei temi classici alla fantascienza, quello dello sbarco e colonizzazione di un pianeta alieno i cui abitanti reagiscono violentemente. Alla trama manca quella coerenza interna che in un racconto (fanta)scientifico, a mio parere. non dovrebbe invece mancare.

L'imbucata
L'inventiva e la sensibilità non mancano e sono il punto di forza di questo racconto, basterebbe seguire alcune 'dritte' davvero preziose per migliorare la scrittura dal punto di vista tecnico. Ci sono margini di miglioramento e la fantasia per portare, a mio parere, a scalare le classifiche di Minuti Contati e non solo la mia personale classifica odierna.
"Ho solo due cose da lasciarti in eredità, figlio mio, e si tratta di radici ed ali." (William Hodding Carter)

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Mario Mazzafoglie
Messaggi: 58

Re: Gruppo CENERE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#4 » venerdì 22 ottobre 2021, 20:26

Classifica e commenti personali.

1) Convivenza forzata
2) Bois du Cazier
3) Come una matrioska

4) L'imbucata
5) h7g25
6) Il debito
7) Not Welcome here
8) Captcha


- Convivenza forzata -

Ciao Michael, un piacere leggerti.
Parto dal presupposto che non sono un amante del genere. Quindi per dare un giudizio positivo vuol dire che il raccono mi piace davvero, oltre i gusti personali.
Indubbiamente scrivi bene, e il pregio del testo è quello di filare liscio e farsi capire tutto dall'inizio alla fine senza bisogno di interruzioni o riletture. Cosa non da poco, e che, onestamente, pochi del tuo gruppo sono riusciti a fare.
Il tema è centrato, e declinato in maniera interessante, uscendo fuori dal binario della "casa d'altri" nel senso materiale e dando un tocco originale nel caso di "casa" come un corpo altrui.
Comunque, senza girarci intorno, hai il mio primo posto.
In bocca al lupo, a rileggerti.

- Bois du Cazier -

Ciao Andrea, un piacere leggerti.
In questo racconto il tema è centrato e soprattutto è declinato in maniera toccante. Credo che chiunque abbia vissuto anche solo per qualche mese lontano da casa abbia sentito qualcosa di personale in questo racconto.
Siccome ritengo che la lettura, per prima cosa, debba suscitarci emozioni, credo che al di là delle strutture stilistiche e altri tecnicismi, l'aspetto emozionale della storia debba essere sempre il fulcro centrale di tutto.
Come già fatto notare da qualcuno, in qualche tratto si perde il contatto con chi sta parlando e bisogna continuare la lettura per avere delle certezze. Questo non aiuta nell'immersione, ma è una piccola pecca che poi non influisce più di tanto sul testo.
Il racconto fila liscio senza intoppi e racconta un dramma senza però cadere nel melodramma.
Mi è piaciuto.
A rileggerti.

- Come una matrioska -

Ciao read_only, un piacere leggerti.
Come già detto da qualcuno, si percepisce una penna femminile che racconta i pensieri di una donna scontenta del suo presente.
Ance se la protagonista è una moglie, in giro è pieno anche di uomini che fanno fatica a "rientrare a casa" perchè per tanti motivi non si trovano più bene, quindi il racconto è bello da leggere anche fuori dal punto di vista di chi lo racconta.
La pecca è ovviamente la mancanza di azione, che con un po' di voglia avresti potuto tranquillmente inserire nel testo. Bastava anche solo far rientrare un po' prima la moglie e avere uno scambio di battute col marito invece di tagliare corto con quel "mi perdo nei convenevoli". Avresti mostrato ancora di più il disagio di una coppia ormai spaccata e avremmo percepito ancora di più il disagio della donna senza doverlo per forza raccontare a parole.
Per il resto, il tema è centratissimo, nonostante non sia stato declinato con chissà quale originalità.
A rileggerti.

- L'imbucata -

Ciao Shanghai, un piacere leggerti.
Sono stato a scervellarmi fino alla rivelazione per capire chi e cosa fosse la protagonista. Devo dire che l'effetto sorpresa è riuscito benissimo perchè la zanzara era una cosa a cui non avevo minimamente pensato.
Detto questo, nel momento in cui ho poi riletto la prima parte, sapendo già il finale, penso che la costruzione avresti potuto farla ancora meglio, sfruttando soprattutto le capacità "in volo" della protagonista.
La frase che mi è piaciuta meno è questa: Fabio è tornato con Veronica: erano qui anche ieri. Nemmeno il tempo di avvicinarsi al buffet che già approccia una tizia mulatta che non ho mai visto prima. dove ho immaginato i due insieme, e poi di colpo ho dovuto modificare il film mentale per vedere fabio da solo che ci prova con un'altra donna. Anche per una migliore presenazione di Fabio, avresti potuto gestirla meglio.
In conclusione dico che il tema è centrato e c'è quella sorpresa che personalmente adoro in ogni racconto. Preferirò sempre un qualcosa di originale a qualcosa di scontato ma scritto benissimo.
A rileggerti.

- h7g25 -

Ciao Wladimiro, un piacere leggerti.
L'idea del tuo racconto è molto bella, e declinata nel modo giusto.
Per gusto e abitudine personale, però, ho fatto fatica a comprendere il testo alla prima lettura. Per chi, come me, non è abituato al genere fantascienza, e viene bombardato nelle prime righe con troppi termini tecnici, la comprensione del testo risulta complicata. Limite mio, per carità.
In uno dei tuoi commenti hai dovuto spiegare tutta la storia, questo vuol dire che qualcosa non ha funzionato per il verso giusto.
Per quanto riguarda il tema, è centrato, seppur con una chiave di lettura particolare rispetto a tutti gli altri racconti che ho letto in questo raggruppamento.
L'aspetto migliore di questo testo, a mio parere, è l'atmosfera che sei riuscito a creare.
E aggiungo una nota positiva per la coraggiosa scelta del un narratore onnisciente, ormai visto come la peste. Secondo me, invece, hai fatto la scelta giusta. Poi che si poteva sviluppare meglio sono sicuro che sia una cosa che già sai.
In bocca al lupo, a rileggerti.

- Il debito -

Cio Giuliano, un piacere leggerti.
La prima cosa che balza all'occhio, e che mi sembra già ti abbiano fatto notare, è la poca differenza di linguaggio tra i due blocchi del racconto. Nel primo quella non può essere la voce di un bambino. Un bambino non userebbe mai parole tipo "starnazzare", "volume" (al posto di "libro"), "ometto baffuto", "viso deforme" e ce ne son altre.
L'immersione nei bambini è una delle cose più difficili in scrittura e mi permetto di dire che apprezzo il tuo coraggio ma non me la sento di dire che ti sia riuscita benissimo.
Per il resto, poi, il tema è centrato anche se la declinazione non è eccezionale.
Anche a me è piaciuto molto l'episodio della moneta che ci lascia con una bella immagine mentale.
L'impressione è che questo racconto sia parte di qualcosa di più grande rispetto a qualcosa creata appositamente per il contest, ma in qualche modo è un qualcosa in cui cadiamo tutti. Ma c'è chi è più bravo a mascherarlo.
Detto questo, la storia si lascia leggere bene, ed è un racconto piacevole anche nelle sensazioni che ci lascia.
A rileggerti.

- Not welcome here -

Ciao Stefano, un piacere leggerti.
A differenza di altri commenti, io non sindaco sulla scelta dei nomi, ma mi soffermo di più su un altro particolare. Nelle prime 4/5 righe presenti i nomi di 4/5 dei personaggi e il lettore non conosce ancora niente, quindi risulta difficile farsi un film mentale.
Stilisticamente è scritto bene, anche se in alcune parti (tipo la prima frase) per evitare l'effetto "frasi brevi", usi le virgole al posto del punto. Purtroppo, però, le frasi risultano sconnesse tra loro e la sola virgola non può bastare per separarne il contenuto.
Nel testo sono presenti anche un buon numero di refusi per quanto riguarda la punteggiatura, ma siccome ti ho già letto altre volte sono sicuro che siano errori dovuti alla fretta.
Per il resto, il tema è centrato e sviluppato in una declinazione molto interessante. Il racconto scorre piacevolmente e presenta un buon significato di fondo.
A rileggerti.

- Captcha -

Ciao David, un piacere leggerti.
La cosa che balza di più agli occhi è l'eccessiva presenza dei "disse" e "chiese" etc. etc.
Non sono un estremista riguardo a tale argomento, e se ne leggo un paio all'interno del testo non ci faccio nemmeno caso. Così però sono oggettivamente troppi e la lettura non ne beneficia.
Per quanto riguarda il tema, è centrato, e se hai deciso di non specificare cosa fossero le creature (come ho letto nei tuoi precedenti commenti) io rispetto la tua scelta e sono sicuro che tu abbia avuto i tuoi buoni motivi.
Però mi permetto di dire che se la tua idea è quella di lasciare questo particolare in secondo piano è perchè poi davanti ci troviamo davanti a una storia dal significato così preciso, profondo, e inconfondibile, che quel dettaglio può essere tranquillamente accantonato. Purtroppo, però, non è questo il caso e alla fine del racconto i troppi dubbi lasciano l'amaro in bocca.
A rileggerti.

alexandra.fischer
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Re: Gruppo CENERE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#5 » venerdì 22 ottobre 2021, 21:04

Buonasera, ecco i miei commenti e relativa classifica:

CONVIVENZA FORZATA di Michael Dag Tema centrato in un racconto scritto così bene che sarebbe piaciuto a Clark Ashton Smith. Il demone evocato dall’anziano mago sarà anche di primo livello, ma di certo non è contento di albergare nel corpo di un vecchio, né di esserne manipolato per dei progetti che riguardano la magia nera. Molto bella la sua rivalsa: entrarne nei sogni per trasformarli in visioni talmente potenti da farlo impazzire è la genialata della storia. Altro particolare, la descrizione del ciondolo di quarzite mischiata con il piombo, una palla al piede, certo, ma non per il demone che di colpo diventa l’eroe della storia: a nessuno piace entrare in casa d’altri con la forza. E tantomeno nel ruolo di schiavo torturabile.

H7G25 di Wladimiro Borchi Tema centrato. Con un’ottima scrittura hai reso l’atmosfera inquietante della città di Luca, costretto a cedere un rene per avere una somministrazione gassosa, e meno male, che in assenza di crediti, possiede questo certificato h7g25 di alienazione, quindi può cedere gli organi in assenza di denaro e persuade il tassista a condurlo al Ministero, malgrado abbia perso il treno delle sei. Si fa ammirare in questo sforzo decisivo. Peccato che il termine per la somministrazione sia scaduto. E lui muoia. Crudele il modo di comunicazione di una notifica così importante: un foglio appeso per caso sotto il volantino di una band metal. Un’ucronia, questa, che merita di diventare un romanzo.

IL DEBITO di Giuliano Cannoletta Tema centrato. La visita a casa del mago Osman è molto ben resa attraverso tutto l’armamentario di oggetti utili ai suoi numeri, maschere comprese. Il punto di forza del racconto è la moneta intascata da Leo quando è bambino, in compagnia della guida pavida Eva. Molto bello il particolare della comparsa del sacerdote fantasma che lo condanna per l’intrusione nella casa del mago, molto weird, con la finestra rotta che nessuno ripara. Il racconto acquista potenza nella seconda parte: il mago non è così cattivo, durante la perquisizione dei militari copre Leo e il compagno di lotta, ma è ovvio che rivoglia la moneta indietro. L’alone di ambiguità su Osman, fantasma o mago talmente potente da essere oltremodo longevo dà molta efficacia alla storia. Unico punto debole: nel cambio di scena ci vogliono tre asterischi, a uso dell’Editor.

CAPTCHA di David Galligani Tema centrato. Carlo e il figlio Paolo sono gli unici sopravvissuti della vera razza umana in un mondo di copie. Neppure lo zio Giulio si è salvato dalla trasformazione. E l’indizio della scomparsa del cane Thor è inquietante, come pure le ombre che si notano nella casa dello zio. Molto ben rese le scene di azione: quella dell’eliminazione dell’anziana donna e della mutilazione della nipotina di lei a inizio racconto, come pure quella dell’uccisione di Carlo da parte del fratello. Mancano le spiegazioni su come sia iniziato il fenomeno, ma è il pregio della storia, un misto fra Ionesco e le atmosfere di Ballard. Molto ben resa anche l’ambientazione, in particolare il caffè presso la fratina di pino.

COME UNA MATRIOSKA di Read_only Tema centrato. Rendi molto bene l’alienazione della protagonista, alle prese con una carriera e con lo sport, ma insoddisfatta della vita che ha: un matrimonio tenuto su per finta, a suon di sorrisi continui. Il marito Vittorio esercita su di lei una manipolazione psicologica insidiosa come la peggiore delle tirannie. E il gatto appare un elemento di disturbo, perché butta giù le piante della casa, arredata in parte dalla protagonista. Eppure, lei si costringe ad accettare quest’infelicità, tanto forte da essere incomunicabile, che si estende al corpo, non conforme ai canoni di perfezione richiesti dalla società, e oltretutto sarebbe troppo costoso procedere a restauri. Ottima la scrittura, si avverte un senso di soffocamento per tutta la storia.

BOIS DU CAZIER di Andrea Furlan Tema centrato. La casa d’altri, qui, è la nazione che ospita Biagio, la moglie Rita, e i figli, il più fragile dei quali è Massimo, vittima provocatrice dei bulli, perché ha provato a difendersi prendendole. Descrivi bene la desolazione, i pericoli nascosti nella miniera delle Torri Belles Fleurs: il caso degli ungheresi infortunati, le poche parole con il compagno Piotr. Oltre a questo disagio c’è il mancato inserimento scolastico dei ragazzi, a rischio bocciatura. L’immigrazione di Biagio è una prigionia, non può assecondare la moglie: la vicenda di Carmine, arrestato perché voleva andarsene via, parla da sé. L’unica evasione, per Biagio, è la birreria, malgrado gli odori ripugnanti, e lui si dà all’alcol, proprio per ignorare la realtà, sempre più dura, rimarcata dal cartello nel quale si avverte che non si affitta agli italiani.
Attenzione all’incipit: passi dal mi tolgo i vestiti e l’impermeabile al li lasciamo nello spogliatoio. C’è discordanza. Io, se fosse il mio racconto, inizierei così: mi tolgo per primo i vestiti e l’impermeabile, i miei compagni mi imitano e li lasciamo nello spogliatoio.

NOT WELCOME HERE di Stefano Pais Tema centrato. Karl, Lenny e Homer sono i protagonisti di una colonizzazione spaziale andata a rotoli. Gli uomini albero del pianeta dal cielo verde hanno sterminato la spedizione e presto toccherà a loro. Homer e compagni si sono resi conto troppo tardi dell’errore commesso, ma lui, almeno, invia una nota di avvertimento alla Terra, affinché non arrivino altri conquistatori. L’atmosfera è scarna, si vedono poco i segni degli alieni e gli alieni stessi, come pure la loro forza, parli di un corpo, ma senza specificarne le lesioni mortali. Racconto migliorabile, per quanto commuova al punto giusto per il coraggio dei protagonisti, non solo nella lotta, ma nell’aver saputo riconoscere i propri limiti.
Attenzione:
cosa facciamo con il corpo, Homer?
dove si trova il prossimo modulo pressurizzato, capo?
Qui Karl, siamo in posizione, Homer.

L’IMBUCATA di Shangai Kid Tema centrato. L’ospite invadente alla festa estiva è una zanzara. Idea semplice e geniale. Complimenti davvero. All’inizio, sembrava la classica ragazza né bella né brutta che si imbuca alle feste e succube del playboy Fabio, il quale ha il suo bel daffare fra la ritrovata Veronica, la bella mulatta e…la protagonista pungente. Hai usato una grande astuzia nel mascherare la zanzara da ragazza: il riferimento alla casa di Anna. Molto bello anche l’accenno alle canzoni della Carrà, un brivido di gelo nell’afosa notte estiva, perché è un monito per ricordare quanto tutto sia effimero, io la interpreto così.
Attenzione:
a uso dell’Editor, meglio se cerchi, per i trattini, in simboli di Word, questo: −
La mia classifica è soffertissima, siete tutti ottimi autori:

IL DEBITO di Giuliano Cannoletta

CONVIVENZA FORZATA di Michael Dag

H7G25 di Wladimiro Borchi

CAPTCHA di David Galligani

COME UNA MATRIOSKA di Read_only

L’IMBUCATA di Shangai Kid

BOIS DU CAZIER di Andrea Furlan

NOT WELCOME HERE di Stefano Pais

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Emiliano Maramonte
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Re: Gruppo CENERE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#6 » domenica 24 ottobre 2021, 22:22

Dopo approfondite meditazioni, ecco qua classifica e commenti.
Letture molto interessanti.
Complimenti.
Buona Edition a tutti!

CLASSIFICA

1. Come una matrioska di Read_Only
2. Il debito di Giuliano Cannoletta
3. Convivenza forzata di Michael Dag Scattina
4. Bois du Cazier di Andrea Furlan
5. h7g25 di Wladimiro Borchi
6. L'imbucata di Shanghai Kid
7. Captcha di David Galligani
8. Not welcome here di Stefano Pais


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COMMENTI

Convivenza forzata di Michael Dag Scattina
Il racconto mi ha lasciato sensazioni contrastanti. E ancora adesso, dopo una seconda lettura, ancora non riesco a inquadrare bene il registro e l'obiettivo che ti sei posto.
Assai interessante l'idea di base che ribalta la prospettiva della possessione, anche se, leggendo il commento di Matteo, pare che il tema sia stato declinato più e più volte nel fantasy. Ma io non leggo fantasy e dunque questa mi è parsa una buona intuizione.
Il testo è gradevole e scorre abbastanza liscio, pur con qualche sbozzatura ancora da effettuare (che magari ti segnalo in calce), e giunge alla conclusione senza scossoni. Il demone in questione, di basso rango e un pochino sprovveduto, subisce le angherie degli umani e addirittura viene imprigionato per i suoi poteri. Il flusso interiore della narrazione è sicuramente immersivo ma ha un sapore neutro. Mi spiego: un demone è un demone. Ovviamente nessuno ha avuto esperienza diretta di un contatto mentale con una tale entità per cui è difficile immaginarne i pensieri, tuttavia si può ipotizzare che la sua interiorità sia carica di odio e malvagità e dunque il suo modo di esprimersi sia più aggressivo, più volgare. Basta guardare le testimonianze delle possessioni: di solito i posseduti sono un vero e proprio campionario di volgarità raggelanti. Capisco però che hai dovuto "depurare" il linguaggio per rendere leggibile il racconto, quindi prendi la mia come una considerazione un po' fiscale.
Altro punto di perplessità la seconda parte. Mi è sembrata slegata dal paragrafo iniziale e alquanto confusa. Sarà stato un limite mio, magari dovuto alle mie scarse conoscenze in materia di demonologia, ma non ho ben capito il risultato finale: il demone è stato indirizzato dall'umano a possedere l'ospite e utilizzarne durante il sonno i ricordi in modo tale da...? Ci sono diversi input (un'accademia, l'amor perduto, il vecchio con la tonaca) ma mi sono risultati davvero poco chiari. Alla fin fine qual è lo scopo di tutto questo intreccio?
Per ciò che riguarda il tema del contest, credo sia da rinvenire nel riferimento al corpo del posseduto, ossia casa d'altri.
Che dire? Un racconto a suo modo complesso ma, allo stesso tempo scorrevole, bisognoso di maggior chiarezza.

Alcune piccole migliorie che mi permetto di suggerire (come promesso all'inizio del mio commento):
- "Una stanza illuminata da delle candele": molto brutto il partitivo buttato lì. Per come la vedo io è (quasi) sempre da evitare, se non altro per motivi di cacofonia.
- "La vista mi sparisce". Molto semplicemente, avrei tolto "mi".
- "Però c'è del movimento". Qui siamo al limite.

htg25 di Wladimiro Borchi
Ho notato che ti stai appassionando alla fantascienza e con varie sfumature. In questo racconto hai creato un interessante mix di distopia e satira. Ovviamente la Gigaland è una multinazionale tentacolare che possiede praticamente tutto e i numerosi termini simil (o pseudo) tecnologici ti sono serviti per estraniare il lettore e sbattergli in faccia i guasti della tecnocrazia. Bravo.
Le mie doglianze, però, si concentrano su alcune tue scelte relative al PDV e alla narrazione: in sostanza (e perdona la brutalità), troppe ciance all'inizio e poca, pochissima immedesimazione. Capisco che hai scelto un tipo di narratore esterno per dare un quadro più ampio del mondo da te immaginato, ma questo sguardo ci fa perdere di vista il personaggio principale distaccandoci troppo da esso.
Alla fine rimane la sensazione che si sia trattato di un divertissement in cui hai provato a muovere qualche critica alla nostra società, provando a proiettarla in un futuro distorto. Come lettore (affezionato) dico che, tuttavia, ci hai abituato a ben altro, quindi il mio apprezzamento va, prevalentemente, al coraggio dell'esperimento.
Ho fatto fatica a rinvenire il tema.

Il debito di Giuliano Cannoletta
Il racconto mi ha lasciato una gradevole sensazione addosso, ma niente di così eclatante.
Ho avvertito un eccessivo disallineamento tra il paragrafo nel passato e quello nel presente, con tutti gli inconvenienti che altri prima di me ti hanno ben evidenziato. Non è un problema grave, ma depotenzia un po' l'impatto complessivo del testo.
Inoltre, restano comunque diversi punti di perplessità relativi a questo confronto passato/presente, in cui la casa, già disabitata 20 anni prima, in automatico può essere considerata disabitata nel presente ma invece ha un occupante che è proprio il mago che conclude la vicenda. Inoltre mi accodo a chi ha detto che non è inconveniente da poco il dettaglio della moneta che, guarda caso, ricompare 20 anni dopo e proprio nel momento più critico del climax; e consideriamo che è l'elemento determinante dell'intera storia, dal quale scaturisce anche il titolo.
Ti devo fare i complimenti invece per l'atmosfera suggestiva che si respira per tutto il racconto, inevitabile quando si parla di maghi e illusionisti. Magari questo può avere il gusto del già visto, però nel tuo racconto funziona bene.
Tema centrato.

Captcha di David Galligani
Ho apprezzato il tentativo di prendere un'idea fantascientifica e darle un tono frizzante, con qualche venatura horror. A me non ha dato fastidio che tu non abbia spiegato i dettagli della sostituzione dell'umanità, anzi quel dubbio mi ha piacevolmente solleticato. Per inciso, io mi sono immaginato dei replicanti sintetici, anche se non ti nascondo che mi sono venuti in mente dei flash di "Essi vivono" di John Carpenter.
Di contro, mi hanno dato fastidio i troppi "dialogue tag" e qualche buco di trama, che qualcuno prima di me ha ben evidenziato. La conclusione, benché in linea con la costruzione narrativa dell'intero racconto, mi ha lasciato un po' tiepido, ha avuto poco impatto emotivo.
Stile da rivedere, come anche la tecnica. Tema centrato.
Racconto gradevole, ma non da podio.

Come una matrioska di Read_Only
Ho letto il tuo racconto con partecipazione e, per adesso, è tra i migliori del girone che devo valutare.
Al netto di un incipit che mi ha disorientato, giocato com'è su un rimpallo mio/tuo poco chiaro, poi la nebbia si dirada e il tema della storia emerge in tutta la sua potenza e drammaticità: il non accettarsi per come si è e, soprattutto, vivere una vita aliena da sé. E' un tema delicatissimo e profondo, come ogni tormento esistenziale. E in questo hai fatto centro! A tratti la narrazione ristagna un po', ma non nel senso di mancanza di azione (che con un registro come quello da te scelto sarebbe stata fuori posto...) bensì per ciò che concerne la ripetitività di alcuni concetti che il lettore ha assimilato e afferrato sin troppo bene.
Però il testo trasmette benissimo il disagio di un'esistenza frustrata, non voluta, rifiutata, e ha momenti di altissime implicazioni filosofiche:

"Sono infelice e sento di non averne diritto. Avere un lavoro, una persona che ti ama e una casa ti priva del diritto all’infelicità, ti obbliga a sorridere e a dire il mondo “sto bene”."

Già da sola questa riflessione vale tutto il racconto e racchiude un mare di spunti di discussione. Il che non è poco per un racconto così breve.
Tema del contest centrato appieno e racconto di spessore, ma migliorabile con un paio di riletture.

Bois du Cazier di Andrea Furlan
La prima reazione a caldo che ho avuto terminando la lettura è stata di spaesamento totale. Ignoranza mia: non ho proprio capito il contesto storico né il riferimento del titolo. Solo successivamente sono andato a cercare l'avvenimento su Internet e sono riuscito a ricollegare più o meno la trama ai fatti storici. Però resta l'inconveniente. E mi permetto di farti notare che è un'esperienza che ho avuto anch'io qui a Minuti Contati, ogniqualvolta ho scritto un racconto con una cornice storica, purtroppo ho avuto difficoltà a farlo apprezzare appieno perché non tutti hanno colto le connessioni. Inoltre, all'inizio c'è un bel po' di confusione tra le nazionalità e il linguaggio tale per cui si fa grande difficoltà a collocare la storia sia temporalmente che geograficamente.
Per il resto, hai scritto un buon testo che scorre liscio fino alla fine. Una punta di amarezza sul finale, che mi è parso monco, come se mancasse un piccolo passo finale per chiudere il cerchio.
Un plauso per il tema scelto (le difficoltà degli immigrati italiani all'estero) che collima con quello del contest.
In bocca al lupo!

Not welcome here di Stefano Pais
Mi fa piacere notare che sempre più concorrenti di Minuti Contati ricorrono alle tematiche della fantascienza per affrontare le richieste delle Guest. Preciso anche che siamo tutti consapevoli che ormai inventare qualcosa di nuovo sia impossibile. Però, quando si usa la fantascienza, trovare l'idea giusta, affrontata in maniera inedita, contribuisce a rendere un racconto appetibile e vincente.
Nel tuo caso, hai preso un'idea diffusissima in letteratura fantascientifica e l'hai plasmata in maniera ingenua, depotenziando qualsiasi impatto narrativo. Perché dico ingenua? Perché alcuni punti della trama non tornano. Venticinquemila coloni sbarcati su un altro pianeta e non si sono organizzati in nessun modo per difendersi da (prevedibili) problemi con eventuali esseri indigeni? E prima di sbarcare su un qualsiasi pianeta alieno, penso che sarà stato effettuato un periodo di screening preventivo da esperti e scienziati per verificare le condizioni di abitabilità e di criticità, altrimenti mandi al macello (come invece è stato nel tuo racconto) migliaia di persone! A completare la frittata anche la debole giustificazione del: "Gli uomini albero ci hanno spazzati via. Ma come mai non li abbiamo visti prima?" Ma guarda un po' che strano! Il lettore se lo chiede e siccome si fa due conti, si sente un po' preso in giro e s'infastidisce, soprattutto quello avvezzo a certe tematiche. Attenzione! Questi non sono rimproveri da editor arrogante (quale assolutamente non sono) ma un modo forte per porre l'accento su inconvenienti futuri assolutamente da evitare.
Un po' come assolutamente da evitare è il fenomeno dell' "As you know, Bob". La parte centrale del racconto è niente più che un grosso cartello rivolto al lettore con su scritto uno spiegone dell'antefatto della storia. Peccato.
Il finale, poi, lascia l'amaro in bocca, poiché contiene una soluzione narrativa poco equilibrata rispetto all'intero peso specifico dell'idea della storia.
Occhio alle virgole del tipo: "Che fai di bello Michele?", "Che fai di bello, Michele?".
Carina l'idea di chiamare i personaggi del tuo racconto con i nomi di quelli dei Simpson, ma questa è un'arma a doppio taglio. A tratti sembra di essere in una sorta di parodia del serial...

L’imbucata di Shanghai Kid
A caldo ti dico che il giochino che hai condotto col lettore ha funzionato abbastanza. Focalizzando la mia attenzione sul titolo e sulle gesta della protagonista, mi sono fatto tutta una serie di domande sulle "imbucate", sulla coerenza dei comportamenti e così via, poi al colpo di scena, molti tasselli sono andati a posto. Da questo punto di vista, il racconto ha fatto centro, anche perché non ho mai minimamente sospettato si trattasse di una zanzara.
Tuttavia, questi stravolgimenti di trama così radicali vanno preparati con precisione certosina. Qualche anno fa scrissi per questo contest un racconto in cui descrivevo la corsa (fintamente) agonistica di un bambino, e poi si scopriva che era il paziente di un ospedale che stava attraversando la corsia di un reparto dopo essersi ripreso dal coma. Progettai su carta la trama non tralasciando alcun elemento, eppure mi sfuggì un dettaglio che quasi tutti i commentatori mi evidenziarono, considerandolo quasi un raggiro. Ecco, nel tuo caso, per quanto hai curato gli input da dare al lettore per prepararlo al plot twist, qualcosa non ha funzionato e per quanto si resti stupiti del colpo di scena, alla fine resta una vaga sensazione di essere stati presi in giro. Faccio un altro esempio: Psyco di Hitchcock. La famosa voce fuori campo della madre morta. Hitchcock ha barato spudoratamente, eppure gli si perdona il raggiro perché il resto del film è un capolavoro di costruzione narrativa, tutto mirabilmente teso alla preparazione maniacale del colpo di scena. Spero di essermi spiegato.
La narrazione è gradevole e migliora riga dopo riga, ma all'inizio è zoppicante e un po' confusa. Non mi soffermo su questo punto, poiché prima di me qualcuno ha analizzato in modo assai dettagliato i passi che non vanno. Ovviamente Minuti Contati è una formidabile palestra e ogni suggerimento, ogni bacchettata, ogni critica, per quanto dura, ti servirà. E confermo la sensazione avuta da altri che la fantasia non ti manca come anche il piglio, che potrà condurti, Edition dopo Edition a ottenere sicuramente risultati.
In sostanza il racconto è carino, ma può essere molto molto migliorato. Tema centrato.

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antico
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Re: Gruppo CENERE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#7 » lunedì 25 ottobre 2021, 0:27

Avete già ricevuto cinque classifiche, ve ne dovranno ancora arrivare altre quattro (oltre alla mia).

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MatteoMantoani
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Re: Gruppo CENERE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#8 » lunedì 25 ottobre 2021, 8:30

Ciao a tutti. Ecco la mia classifica. Rispetto ad altre volte, devo dire che il gruppo era costituito da racconti molto validi, tanto che capire i primi posti è stato difficile. Chi si ritrova a metà classifica e oltre, non è perché abbia scritto un cattivo racconto, ma perché quelli sopra sono molto molto buoni. Complimenti a tutti, sono contento di avervi letto!

1) Come una matrioska
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2) Bois du cazier
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3) h7g25
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4) Convivenza forzata
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5) il debito
► Mostra testo

6) l'imbucata
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7) Captcha
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8)Not welcome here
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Alvin Miller
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Re: Gruppo CENERE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#9 » martedì 26 ottobre 2021, 20:32

Salve a tutti.
In questa edizione mi avete fatto sudare, non era per nulla semplice assegnare le posizioni e ho dovuto valutare con attenzione tutti i partecipanti. Alla fine la mia classifica si compone così:

1) Come una matrioska, di Read_Only
2) Captcha, di David Galligani
3) Bois du Cazier, di Andrea Furlan
4) Not welcome here, di Stefano Pais
5) Convivenza forzata, di Michael Dag Scattina
6) Il debito, di Giuliano Cannoletta
7) h7g25, di Wladimiro Borchi
8) L’imbucata, di Shanghai Kid

E qui sotto i miei commenti di ognuno:

Come una matrioska
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Captcha
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Boiz du Cazier
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Not welcome here
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Convivenza forzata
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Il debito
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h7g25
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L'imbucata
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Editor e consulente freelance per scrittori. Formazione in scrittura creativa e sceneggiatura presso agenziaduca.it di Marco Carrara.

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Nicoletta.Bussacchetti
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Re: Gruppo CENERE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#10 » mercoledì 27 ottobre 2021, 15:13

Ciao a tutti! Mamma mia che girone, stilare una classifica è stato davvero difficile.
La mia (sofferta) classifica è la seguente:
1) h7g25
2) Convivenza forzata
3) Bois Du Cazier
4) L'imbucata
5) Come una matrioska
6) Il debito
7) Captcha
8) Not welcome here

H7g25
Sebbene mi ci siano volute più letture per capirlo a fondo, l'ambientazione futuristica unita alla burocrazia lenta e macchinosa di sempre hanno creato un mondo del quale avrei davvero voluto sapere di più. La sfumatura dark della vendita del rene, poi, è stato a mio parere un tocco di classe.
Il tea declinato in una sfumatura non immediata, ma direi centrato, sullo stile niente da dire, mi sono completamente immersa nella storia senza mai inciampare o venirne tirata fuori. Tanta Roba.

Convivenza forzata
Beh, qua con me Michael gioca in casa, il fantasy avrà sempre un posto speciale nel mio cuore. Curioso che non sia il demone a possedere il mago, bensì il mago a farsi possedere, rendendo il demone la vittima e non l'artefice dell'incantesimo. Tema quindi centratissimo e lo stile preciso e pulito come sempre, forse meno crudo ma non è, e non deve essere, un lato negativo. Complimenti.

Bois du Cazier
Devo ammettere che mi si è davvero stretto il cuore, il tema degli emigrati italiani è una parte della nostra storia e della nostra identità che spesso, forse volutamente, tendiamo a dimenticarci. Tema centratissimo quindi. La tua scrittura è molto immersiva e le emozioni del protagonista, la sua tristezza e rassegnazione ma anche l'amore per la moglie ("rivedo la ventenne di cui mi sono innamorato, a Faenza: bella, forte, fiera. Una leonessa.") forse sopito ma non svanito, in contrasto con la frustrazione e la voglia di sfogarla su di lei. Non un personaggio positivo, tutt'altro, ma estremamente umano.
Un unico appunto, ho scoperto il significato del titolo solo guardando i commenti ed andando a cercare online, penso che se avessi inserito nel testo una spiegazione e/o un rimando all'imminente tragedia ne avrebbe giovato.

L'imbucata
Sebbene mi sia spoilerata il finale guardando i commenti (non si fa, lo so) il "travestimento" della zanzara in una ragazza pettegola ti è riuscito benissimo. Un racconto leggero, godibile e a mio parere scritto abbastanza bene, anche se ho visto che autori più esperti di me ti hanno fatto notare alcuni errori che, però, per quanto mi riguarda non hanno ostacolato la lettura.

Come una matrioska
Un racconto tanto, forse troppo introspettivo. Non è stato difficile empatizzare con la protagonista, anche in virtù del mio essere donna come lei, ma proprio per questo avrei voluto urlarle "scappa" o "fai qualcosa" per cui il finale mi ha lasciato con l'amaro in bocca. Come mi hanno detto per il mio scorso racconto, forse in questo tipo di contest i racconti così introspettivi e privi di un vero e proprio fatto vengono un po' penalizzati.
Il tuo stile è davvero dolce e delicato, brava.

Il debito
Premetto dicendo che i 4/5/6 posti sono praticamente parimerito, il tuo racconto mi è davvero piaciuto molto, però rispetto agli altri due l'ho trovato meno scorrevole. Per quanto riguarda il tema, ben centrato, mi ha incuriosito la figura del vecchietto/illusionista ed ero davvero curiosa di scoprire come sarebbe andata a finire. Un buon lavoro, mi permetto di dire che ha un certo margine di miglioramento.

Captcha
Altra ambientazione fantascientifica, lo spargimento di sangue iniziale mi ha un po' destabilizzato ma poi ho capito la storia dei robot/alieni/cosi strani. Ho trovato il tuo racconto interessante ma un po' confusionario, ho faticato a seguire i dialoghi e, come ti ha già fatto notare qualcuno che sicuramente ne sa più di me, hai inserito qualche "disse" di troppo.
Per quanto riguarda il finale, mi aspettavo che un clone avesse preso il posto dello zio, non ho ancora deciso se il "plot-twist" mi sia piaciuto o meno, ma sicuramente è stato inaspettato

Not Welcome Here
Sento delle intensissime Avatar vibes, dei coloni che si accorgono di essere dalla parte del torto nell'invadere un pianeta che, giustamente, si difende. Anche nel tuo caso, non mi sento nessuno per giudicare, ma la punteggiatura "sbagliata" in alcuni punti ha inceppato la lettura e i dialoghi li ho trovati un po' troppo da film. Per il resto bel racconto, tema centrato e bella ambientazione.

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antico
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Re: Gruppo CENERE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#11 » mercoledì 27 ottobre 2021, 19:14

Otto classifiche ricevute, ve ne deve arrivare ancora una (oltre alla mia).

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Enzo Gentile
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Re: Gruppo CENERE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#12 » giovedì 28 ottobre 2021, 17:01

Buongiorno a tutti, vi ho letto con grande piacere ed ho trovato tutti i racconti ben scritti e ben costruiti.
Purtroppo la classifica va stilata e nel farlo ho cercato di sottolineare sia quello che mi ha convinto di più che quello che mi ha convinto di meno.

1. Bois du Cazier
2. Convivenza forzata
3. L’imbucata
4. h7g25
5. Not welcome here
6. Come una matrioska
7. Captcha
8. Il debito

1. Bois du Cazier

Racconto molto interessante. Rende bene il clima di spaesamento di estraneità vissuto da chi è costretto a migrare. Sei riuscito a mettere insieme diversi elementi inserendoli pian piano nella struttura: le poche parole smozzicate in una lingua che non appartiene a nessuno degli interlocutori, il bambino picchiato perché ha osato ribellarsi al suo destino di paria, la moglie che è diventata un’ombra e vuole fuggire lontano. Infine la rabbia e la voglia di stordirsi e dimenticare affogando nell’alcool, sempre in solitudine.

2. Convivenza forzata

Nel solco di Jonathan Stroud, ma in chiave psicanalitica: il demone che sfrutta i ricordi e le debolezze per attuare la sua vendetta. Idea interessante e resa molto bene sia nel dialogo iniziale, nel quale il demone comprende di essere in trappola, sia nella seconda parte dove, con un rovesciamento delle parti, individua progressivamente quali siano i punti deboli da colpire per fare quanto più male possibile al suo ospite …l’amore perduto. Tutti gli umani ne hanno uno…

3. L’imbucata

Come anche altri hanno detto, la sorpresa finale è riuscita benissimo: ho letto il racconto cercando di capire chi fosse e cosa muovesse la protagonista è alla fine la rivelazione è stata del tutto inaspettata. Credo che questo sia il maggior pregio del racconto. Racconto che comunque funziona anche nei dialoghi e nelle descrizioni che rispondono perfettamente (ma lo si scopre solo alla fine) al punto di vista di una zanzara (gli odori, i sapori, gli atteggiamenti maneschi o irritati degli altri personaggi).

4. h7g25

Hai definito un mondo molto interessante. Talmente rigido da legare la stessa sopravvivenza al rinnovo periodico della somministrazione gassosa, ma nello stesso tempo reso caotico al massimo livello dall’eccesso di informazioni disponibili e utilizzabili (notevole il dettaglio degli orari dei treni disposti a caso sul tabellone). Però per comprenderlo appieno ho dovuto rileggere più volte il racconto proprio per districarmi tra tutte le informazioni che hai fornito nella parte iniziale.

5. Not welcome here

L’idea è un topos della fantascienza già declinato in molti modi e linguaggi, ma questo non vuol essere una critica pregiudiziale: quello che conta è come le trame vengano sviluppate. Ti dico subito che alcuni problemi di punteggiature e di maiuscole mancate, mi hanno costretto ad una rilettura più attenta. All’inizio, per l’assenza della virgola prima del nome e della maiuscola, pensavo che Moe si fosse trasformato in un corpo homer, in una sorta di trasformazione vampiresca e identificando come homer gli indigeni. L’idea che un’intera colonia venga spazzata via perché all’improvviso spuntano degli uomini albero e senza quindi che vi sia stata un’esplorazione approfondita del pianeta non è un’idea sbagliata in sé, anche se, per come è impostato il racconto, rende tutto un po’ inverosimile, ma avrebbe forse avuto bisogno di più spazio dei 4.000 caratteri cui siamo costretti.

6. Come una matrioska

Sono in estrema difficoltà nel dare una valutazione. Mi spiego: le sensazioni, le emozioni, così come lo straniamento della protagonista che si sente straniera e fuori posto anche rispetto a sé stessa sono resi benissimo. Ma il racconto nel complesso non mi entusiasma: è il resoconto di uno stato d’animo interno rispetto al mondo senza che alla fine nulla accada.

7. Captcha

Ho letto tutto il dibattito sulla verosimiglianza o meno dell’effetto dei proiettili e delle scelte di mira, a me invece è suonata stonata la parte finale. Mi spiego meglio: in un mondo sconvolto in cui chiunque può rivelarsi un clone (o qualcosa del genere), Carlo riconosce subito diversi segnali di pericolo e anche i tentativi di Giulio di minimizzarli. Nonostante ciò si avventura al piano superiore e lascia il figlio in balia del fratello. È una mia valutazione personale, ma lo trovo inverosimile. È vero che i cloni non sembra sostituiscano gli umani, ma la curiosità che prevale sulla prudenza in una situazione del genere mi sembra eccessiva. Straordinaria comunque la battuta finale.

8. Il debito

Buona la costruzione dell’atmosfera, sia nella prima che nella seconda parte. Secondo me ci sono due problemi: il significato da attribuire alla moneta e l’identità dei due esseri che il protagonista incontra nelle due parti (soprattutto il rapporto tra i due). Probabilmente i 4000 caratteri ti hanno costretto a tagliar via molte parti che avrebbero reso più agevole la comprensione della trama.

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Re: Gruppo CENERE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#13 » giovedì 28 ottobre 2021, 19:24

Avete ricevuto tutte le classifiche, nei prossimi giorni arriverà anche la mia.

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antico
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Re: Gruppo CENERE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#14 » lunedì 1 novembre 2021, 16:19

Ecco a voi i miei commenti e classifica per il vostro gruppo.

1) Come una Matrioska, di Read_Only
Un racconto tosto, solido, ottimamente scritto. Inizialmente ho condiviso l'appunto che ti è stato fatto sul loop, ma, a ben vedere, è proprio la situazione che volevi mostrare e quindi ci sta il reiterare, nella seconda parte, concetti della prima e poi andare a chiudere senza una soluzione. Vero, come dice Enzo, che questo non comporti una modifica nel personaggio, ma era proprio il focus del racconto e, se vogliamo, non è neanche vero perché questo loop sembra avvolgersi su se stesso un po' di più a ogni reiterazione e ci hai mostrato una parte di un percorso destinato a concludersi con uno schianto, senza speranza o via di uscita. Il tema è fondante il racconto stesso, quindi ottimo. Di solito non premio questo tipo di racconto, ma in questo caso vedo tutti i puntini al posto giusto e il disegno che si manifesta unendoli è perfettamente coerente. Per me un pollice su.
2) Convivenza forzata, di Michael Dag Scattina
Sì, concordo con chi ha trovato analogie con Stroud e il suo Bartimeus, ma non è un male perché riesci a darci una visione alternativa, by Dag Michael, davvero piacevole da leggere. Quindi il mio giudizio è buono, ma devo sottolineare che la tua decisione di suddividere in modo così netto il testo non mi sembra così funzionale in quanto lasci per strada il piano del mago. Mi spiego: questo mago sembra sapere il fatto suo e ha un piano ben preciso per il demone, però lo fai sapere al lettore e poi basta, si resetta, il mago sparisce di scena e la seconda parte è tutt'altro. Diverso sarebbe stato se il mago lo stesse manipolando con furbizia, sapendo che durante il sonno il demone avrebbe operato sui suoi ricordi disastrati e magari era proprio quello che voleva, per fargli rimettere ordine nella sua psiche. Quindi, ecco, ci avrei visto bene una terza parte, conclusiva, che chiudesse meglio il cerchio. Ottima la declinazione del tema. Per me questo è un pollice tendente verso il positivo in modo solido e anche brillante, ma manca quel qualcosa per fargli fare lo scalino in più.
3) L’imbucata, di Shangai Kid
Una penna davvero niente male, la tua. Non amo troppo i racconti che nascondono l'identità della voce narrante perché tutti facenti parte di quel genere che trova le sue radici in testi come LA SENTINELLA di Brown e se funzionavano cinquant'anni fa è difficile farli funzionare oggi. O meglio: per farli funzionare serve un'esecuzione a prova di bomba, svolgere il compitino pensando che poi il finale sorregga il tutto non è sufficiente. E tu il compitino non lo svolgi perché hai qualità e c'è molto del tuo (non ti conosco ancora, sono alla prima lettura, ma sento spessore nel tuo stile). Quindi bene anche se molto spesso sei andata quasi a toccare i limiti tollerabili per il pdv, una volta li hai superati: la riflessione sulla playlist sulla Carrà mi è sembrata davvero troppo per una zanzara, tanto per dire. Bruttina anche la battuta di Anna perché sembra riconoscere proprio quella zanzara tra le tante che infestano (detto da Fabio poco prima) la casa. Tema perfettamente declinato. Come valutazione direi un pollice tendente verso il positivo in modo solido, ma non brillante e ti piazzo davanto al parivalutato racconto di Furlan in quanto qui mi è tutto più chiaro. Curiosissimo di leggerti nei mesi a venire.
4) Bois du Cazier, di Andrea Furlan
Come Stefano, non ho compreso il perché della scomparsa di Carmine e quale rilevanza abbia all'interno del testo. Googlando ho comunque contestualizzato e compreso il periodo storico, ma non mi è arrivato dalla lettura. Per il resto, tutto bene: riesci a portare il lettore in questa situazione e a sporcarlo al pari del minatore. Il finale è ok anche se paga, anche lui, le problematiche sopra esposte. Mia impressione: hai dato troppo spazio alla prima parte non riuscendo a inserirci una semina equilibrata e quindi, sostanzialmente, sprecando spazio. Tema perfettamente inserito. Per me un pollice tendente verso il positivo in modo solido, ma non brillante.
5) Il debito, di Giuliano Cannoletta
Dopo essere riuscito a empatizzare con la prima parte, non sono entrato nella seconda. Molto forte la situazione di due ragazzi che fuggono da soldati, anche contestualizzante su un preciso periodo storico che, però, mi ha sfasato anche la prima parte perché mi ero immaginato qualcosa di più attuale. In più, tornando alla seconda, non sono proprio riuscito a percepire il senso di pericolo e anzi sulle prime mi è sembrato più un gioco, in linea con il "gioco" della prima parte. Infine, questa moneta che compare nelle tasche di un militare, quasi dal nulla, mi è sembrata eccessiva. Bene il tema. Concludendo, un racconto che si legge bene, ma che appare poco contestualizzato ed equilibrato. Per me un pollice tendente verso il positivo in modo solido, ma non brillante e in classifica finisce dietro al parivalutato racconto di Furlan, maggiormente coeso.
6) Captcha, di David Galligani
Mio parere, in questo racconto manca un qualunque senso di minaccia generato dai cloni. Non si capisce perché sparino alla vecchia e alla bambina, non c'era stata una minaccia alla loro vita (tra l'altro, occhio alla sequenza di avvenimenti perché fai fermare la macchina di Carlo vicino a quella della vecchia che solo un attimo prima hai descritto in movimento, insomma manca almeno un'interazione). Idem da Giulio, il clone non si palesa come minaccia. Allo stesso tempo, appare come eccessiva e troppo anticipata la reazione di Giulio. In poche parole, manca contesto che ci faccia capire il perché del pericolo oppure il perché dell'odio viscerale di Carlo per gli stessi. Il tutto procede in modo fin troppo lineare lungo una via precostituita e, sempre mia impressione, non hai dato importanza al rendere questa via come verosimile. Tema, ovviamente, declinato bene. Come valutazione direi un pollice tendente verso il positivo anche se non in modo solido. In classifica te la gioco con il parivalutato racconto di Borchi e gli finisci davanti per una maggiore semplicità nel riuscire a entrare nel tuo racconto.
7) h7g25, di Wladimiro Borchi
Un racconto che denota notevole creatività, ma che mi sembra bilanciato in modo meno efficace rispetto ai tuoi standard. Probabilmente la spiegazione sta nella natura stessa di questo tuo futuro distopico: randomizzato e caotico. Ho l'impressione che tu abbia cercato di rendere questa caoticità anche all'interno del racconto, ma l'esperimento non mi è sembrato riuscito al 100% perché si fatica a definire questa realtà e il cercare di farlo di porta a rallentare l'ingresso nel racconto attraverso una prima parte poco incisiva. Insomma: problemi di empatizzazione e sensazione di spaesamento. Normalmente entri più a gamba tesa nel cuore dei tuoi testi e credo tu abbia pagato anche un pochino questo excursus in territori nuovi. Sia chiaro che hai fatto benissimo a tentare nuove vie, però è ovvio che il rischio è che serva un po' di tempo di adattamento. Aggiungo, infine, che ho faticato a trovare il tema. Concludendo, per me questo è un pollice tendente verso il positivo anche se non proprio solidissimo.
8) Not welcome here, di Stefano Pais
Ecco, questo è il tipico racconto non uscito con il buco (come i racconti Polo, battutona... Chiedo venia). Non sto a ripetere quanto detto da altri, ma mi ritrovo molto con l'intervento di Emiliano e quello di Pietro. In particolare: 25000 persone, 1 giorno per morire e il messaggio radio devono mandarlo gli ultimi tre rimasti? Davvero inverosimile. Tutto il racconto poggia su radici piuttosto deboli e lo sviluppo mi pare sia stato affrettato (in effetti hai consegnato prima delle 23, avresti ancora avuto tempo). Questa volta devo fermarmi su un pollice ni tendente al positivo perché, come già altre volte che ti ho letto, rilevo qualità. Semplicemente, credo ti sia confrontato con un genere che non ti appartiene, ma hai fatto benissimo perché siamo qui per metterci in gioco.

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