Gruppo SCACCHIERA: Lista racconti e classifiche

Appuntamento fissato per le 21.00 di lunedì 18 ottobre 2021 con un tema di Luca Cristiano!
Gli autori che vorranno partecipare dovranno scrivere un racconto di max 4000 caratteri entro l'una.
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antico
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Gruppo SCACCHIERA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#1 » martedì 19 ottobre 2021, 2:21

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BENVENUTI ALLA LUCA CRISTIANO EDITION, LA SECONDA DELLA NONA ERA DI MINUTI CONTATI, LA 158° ALL TIME!

Questo è il gruppo SCACCHIERA della LUCA CRISTIANO EDITION con LUCA CRISTIANO come guest star.

Gli autori del gruppo SCACCHIERA dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo CENERE.

I racconti di questo gruppo verranno commentati e classificati dagli autori del gruppo L'ISTRICE.


Questo è un gruppo da NOVE racconti e saranno i primi TRE ad avere diritto alla pubblicazione immediata sul sito e a entrare tra i finalisti che verranno valutati da LUCA CRISTIANO. Altri racconti ritenuti meritevoli da me, l'Antico, verranno a loro volta ammessi alla vetrina del sito, ma non alla finale. Ricordo che per decidere quanti finalisti ogni gruppo debba emettere cerco sempre di rimanere in un rapporto di uno ogni tre.

Per la composizione dei gruppi ho tenuto conto del seguente metodo: per primi ho assegnato ai raggruppamenti coloro in possesso di punti RANK NONA ERA, a seguire ho assegnato ai raggruppamenti coloro in possesso di punti RANK ALL TIME (il primo nel gruppo A, il secondo nel gruppo B, il terzo nel gruppo C, il quarto nel gruppo A e così via), coloro che non hanno ottenuto punti nei due Rank sono stati assegnati a seguire (primo a postare gruppo X, secondo a postare gruppo Y, terzo a postare gruppo BETA, quarto a postare gruppo X e così via). Ho forzato solo per non fare capitare i tre racconti con malus in gruppi diversi.

E ora vediamo i racconti ammessi nel gruppo SCACCHIERA:

Le uova, di Matteo Mantoani, ore 23.18, 3991 caratteri
Qui non c’è nessuno, di Emiliano Maramonte, ore 00.54, 3979 caratteri
Tom, di Alvin Miller, ore 23.31, 3985 caratteri
Torno subito, di Alexandra Fischer, ore 22.47, 2457 caratteri
Non in casa mia, di Nicoletta Bussacchetti, ore 23.45, 3914 caratteri
Nuova vita, di Pietro D’Addabbo, ore 01.33, 3966 caratteri MALUS QUATTRO PUNTI
Casa d’altri al quadrato, di Stefano Impellitteri, ore 00.05, 2998 caratteri
La casa di Dio, di Enzo Gentile, ore 00.43, 3940 caratteri
Ognuno ha i suoi bisogni, di Mario Mazzafoglie, ore 00.57, 3973 caratteri

Avrete tempo fino alle 23.59 di giovedì 28 OTTOBRE per commentare i racconti del gruppo CENERE Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Per i ritardatari ci sarà un'ora di tempo in più per postare le classifiche e i commenti, quindi fino alle 00.59 del 29 OTTOBRE, ma si prenderanno un malus pari alla metà del numero di autori inseriti nel gruppo approssimato per difetto. Vi avverto che sarò fiscale e non concederò un solo secondo in più. Vi ricordo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo. Una volta postate tutte le vostre classifiche, posterò la mia e stilerò quella finale dei raggruppamenti.
NB: avete DIECI giorni per commentare e classificare i racconti del gruppo CENERE e so bene che sono tanti. Ricordatevi però che Minuti Contati, oltre che una gara, è primariamente un'occasione di confronto. Utilizzate il tempo anche per leggere e commentare gli altri racconti in gara e se la guardate in quest'ottica, ve lo assicuro, DIECI giorni sono anche troppo pochi. E ancora: per quanto vi sarà possibile in base ai vostri impegni, date diritto di replica, tornate a vedere se hanno risposto ai vostri commenti, argomentate, difendete le vostre tesi e cedete quando vi convinceranno dell'opposto. Questa è la vostra palestra, dateci dentro.

Eventuali vostre pigrizie nei confronti dei commenti ai racconti (che devono avere un limite minimo di 300 caratteri ognuno) verranno penalizzate in questo modo:
– 0 punti malus per chi commenta TUTTI i racconti assegnati al suo gruppo con il corretto numero minimo di caratteri.
– 13 punti malus per chi commenta tutti i racconti assegnati al suo gruppo, ma senza il numero minimo di caratteri.
– ELIMINAZIONE per chi non commenta anche solo un racconto di quelli assegnati al suo gruppo.


Vi ricordo che i racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a me.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo CENERE.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

E infine: una volta postate e da me controllate, le classifiche non possono più essere modificate a meno di mia specifica richiesta in seguito a vostre dimenticanze. L'eventuale modifica non verrà contabilizzata nel conteggio finale e sarà passibile di malus pari a SETTE punti.

BUONA LUCA CRISTIANO EDITION A TUTTI!



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Antonio Pilato
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Re: Gruppo SCACCHIERA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#2 » martedì 19 ottobre 2021, 16:09

Di seguito, commenti e classifica:



Ciao Matteo, il tuo racconto è veramente bello: terrificante, originale e… lovecraftiano!
La narrazione è strutturata molto bene e non ho particolari critiche da rivolgerti a livello grammaticale.
Il rispetto e la creatività con cui hai saputo gestire il tema del contest lo rendono davvero difficile da battere, considerando peraltro la lunghezza limitata dei caratteri a disposizione.
I miei complimenti, davvero!


Ciao Nicoletta, la tua storia è davvero bellissima: con pochi elementi sei riuscita ad arrivare al cuore del lettore. Ho sempre avuto la percezione che il bambino fosse vivo, ma quando si scopre nel finale che anch’egli è morto (proprio a causa dell’azione del protagonista) ho provato un miscuglio di sorpresa e melanconia che dispiacere non mi fa affatto.
La scrittura è semplice e il tema del contest è rispettato.


Ciao Enzo, il tuo racconto mi ha rapito fino all’ultima parola; sebbene tu sia incappato nell’ormai canonico cliché della pedofilia clericale, devo dire che la rivelazione della verità avviene in maniera giusta, pertinente e al passo con la lettura.
Il tema è rispettato e quanto alle scelte stilistiche tutto molto buono fuorché l’inserimento della breve vicenda della donna: probabilmente, la tua era una tattica per distrarre positivamente il lettore e, qualora fosse questo il caso, allora anche questa decisione narrativa potrebbe tranquillamente coesistere nella trama.


Ciao Emiliano, il racconto che hai scritto preserva nel lettore una suspance crescente che culmina col climax di un’orribile rivelazione patologica.
Non sono sicuro che sia un racconto da vittoria totale, ma le sensazioni che suscita sono sicuramente importanti.
La scrittura è molto buona, ma ho trovato un rispetto del tema che è soltanto ‘periferico’ rispetto a quel che mi aspettavo: più che una casa, mi ha quasi dato l’idea che la camera nascosta fosse un sacrilego luogo di culto.
Carino il finale.


Ciao Stefano, la vicenda è tutto un cliché e viene caratterizzata secondo i classici canoni del plot twist più puro. La narrazione mi piace e il dialetto, oltre a suscitarmi qualche risata, mi sembra comprensibile durante la lettura.
Ho gradito molto il finale karmico e il rispetto del tema c’è tutto.
L’unico appunto serio che devo farti riguarda il titolo: non l’ho capito.


Ciao Mario, il tuo racconto mi ha strappato diversi sorrisi durante la lettura. Probabilmente, questa è la storia col maggiore rispetto dell’attinenza al tema del contest.
La narrazione scorre più nella seconda che nella prima parte; la partenza è un po’ noiosa da leggere, mentre il traguardo racchiude un contenuto umoristico e non così raro nelle persone.
Piacevole anche il sesto senso, sempre relegato all’umorismo, del protagonista.


Ciao Alvin, una storia terrificante che ripercorre anche qualche cliché del cinema degli anni ’90.
La scrittura è corretta e il tema del contest mi sembra rispettato, ma manca qualcosa di creativo a questa trama che, secondo me, nel finale non sei riuscito a far emergere del tutto: carina l’idea delle pareti bianche, ma non mi è bastata per far crescere dentro di me la rispettosa inquietudine che, credo, volessi suscitare in chi ti leggesse.


Ciao Alexandra, nella sua estrema semplicità il racconto non mi è dispiaciuto del tutto.
Ho notato, come spesso nella tua prosa narrativa, una sontuosa descrizione degli ambienti relativi a ciò che poi non è altro che il tema del contest.
Carina l’interazione fra Doris e Agata, anche se da spaventata la protagonista diventa improvvisamente tranquilla mentre racconta del sacchetto di mele, ma mi aspettavo qualcosa di più.


Ciao Pietro, il tuo racconto presenta quel piccolissimo colpo di scena sul personaggio astemio che mi è piaciuto, ma purtroppo tutto il resto non mi ha convinto granché. Oltre a una lieve pesantezza durante la lettura, la vicenda non è riuscita a catturare ogni mia attenzione e ho dovuto rileggere più frasi per capirne il contenuto.
Il tema del contest secondo me è rispettato molto alla lontana.
Mi spiace moltissimo che non mi sia arrivato un messaggio che, sono sicuro, volessi trasmettermi.


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Le uova, di Matteo Mantoani
Non in casa mia, di Nicoletta Bussacchetti
La casa di Dio, di Enzo Gentile
Qui non c’è nessuno, di Emiliano Maramonte
Casa d’altri al quadrato, di Stefano Impellitteri
Ognuno ha i suoi bisogni, di Mario Mazzafoglie
Tom, di Alvin Miller
Torno subito, di Alexandra Fischer
Nuova vita, di Pietro D’Addabbo

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Laura Calagna
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Re: Gruppo SCACCHIERA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#3 » giovedì 21 ottobre 2021, 16:31

Ciao a tutti, ecco la mia classifica con i relativi commenti. È stato davvero un piacere leggervi tutti e ho faticato un sacco a stilare la classifica, non mi sento mai a mio agio con queste cose. Avrei messo un pari merito dalla terza alla sesta posizione, e idem per le restanti.
A ogni modo, è la prima volta che partecipo e mi sono divertita un casino. Non so come facciate a resistere tutti i mesi ma ci proverò anche io, è un'ottima palestra.
Spero di rileggervi tutti molto presto.


[i]Classifica[/i]:
1) La casa di Dio, di Enzo Gentile
2) Ognuno ha i suoi bisogni, di Mario Mazzafoglie
3) Qui non c’è nessuno, di Emiliano Maramonte
4) Torno subito, di Alexandra Fischer
5) Tom, di Alvin Miller
6) Le uova, di Matteo Mantoani
7) Non in casa mia, di Nicoletta Bussacchetti
8) Nuova vita, di Pietro D’Addabbo
9) Casa d’altri al quadrato, di Stefano Impellitteri


[i]Commenti[/i]:

La casa di Dio di Enzo Gentile
Sei la mia prima posizione, dubito che cambierò idea.
Il tuo racconto mi piace un casino, la tensione cresce gradualmente fino a esplodere nel colpo di scena finale. Le descrizioni sono perfette, la scena è lì e i refusi (ce ne sono un po', questo è vero, ma abbiamo anche poco tempo) non ledono la qualità e la fluidità della lettura.
Il prete mi è stato antipatico dalla prima battuta e non mi aspettavo un risvolto tale dalla voce narrante.
Complimenti, davvero.

Ognuno ha i suoi bisogni di Mario Mazzafoglie
Allora, all'inizio non ho capito dove volevi portarmi, poi ho capito che il racconto è votato alla cazzimma e me lo sono goduto molto di più. In diversi punti ho anche riso, la figuraccia con il barbone è stata la ciliegina su una torta epica di suo.
L'unica cosa: avrei caratterizzato di più Jessica, l'hai mostrato di riflesso dai pensieri del protagonista come una grande complice, poi però rimane rigida di fronte a tanta sincerità, l'ho trovato un po' contraddittorio, ecco. Fosse successo a me starei ancora ridendo, ma vabbè.
Avrei magari detto due paroline di più sul finale, magari scoprire se raggiungeva l'obiettivo o meno non sarebbe stato male.
Grazie per avermi fatta ridere, ne avevo bisogno.

Torno subito di Alexandra Fischer
Ho trovato il racconto molto carino, ho solo faticato un po' a capire che Agata fosse un fantasma, poi quando hai detto del bombardamento ho collegato. Mi è sembrata una cosa molto dolce, sai? Un dettaglio affettuoso più che terrificante (la dice lunga sulle mie letture).
Ho apprezzato anche il non aver usato alcun segno di interpunzione per i dialoghi, il racconto è fluito liscio senza intoppi.
Vorrei dirti più cose ma è davvero pulito e ben scritto e dovrei andare a cercare il pelo nell'uovo non richiesto.


Qui non c’è nessuno, di Emiliano Maramonte
L'attacco è ottimo, metti subito in scena una tensione molto alta che spinge a continuare la lettura. Rendi subito l'ambientazione con descrizioni molto molto buone, anche se a un certo punto mi son sembrate abbondanti e ripetitive, alcune specificavano un'immagine già vivida senza aggiungere nulla: "L’ambiente è dominato da una densa cortina fumogena. Il campo visivo è annebbiato." La mia reazione spontanea è che, se c'è una densa cortina fumogena, per forza di cose il campo visivo è annebbiato; oppure: "Si volta ed esplora il resto della casa. Non c’è altro che silenzio e devastazione." qui avrei asciugato qualcosina prima, son arrivata a questo punto già con questa immagine (ma son piccolezze, davvero).
Le descrizioni, secondo me, hanno fatto perdere un po' di mordente al colpo di scena al centro del racconto, che ho apprezzato tantissimo, anzi, avrei gradito di saperne di più del tizio: è stato lui ad appiccare l'incendio? Perché, se è a terra sofferente, e presumo moribondo, ha il tempo di chiedere a Michele: «Ti piacciono i miei tesori?»? In questo modo mi è sembrato che sia stato lui, appunto, a dar vita all'incendio, il che ci sarebbe stato benissimo visto che da uno che tiene dei crani in casa non mi aspetto certo che esca a salvare gli altri condomini, per dire.
Magari avrei sacrificato qualcosa più su per concentrarmi sul tipo e anche su Michele, che vediamo come un pompiere ansioso e ligio finché non decide di lasciar morire il tipo (l'avrei fatto pure io, ma mi è sembrato un po' slegato il tutto, non so come dirti: una parte iniziale molto scenografica; colpo di scena ad alta tensione con risvolti un pelino horror; finale non scontato ma forse aspettato, ecco).
Comunque in così poco tempo non avrei saputo fare di meglio, complimenti.

Tom, di Alvin Miller
Per ora è il racconto che mi è piaciuto di più. Non l'ho trovato banale, anche perché in quattro ore stimo moltissimo chi riesce a buttarci dentro roba originale e a mescolarla bene.
L'ho trovato composto di due parti: la prima lenta e la seconda molto più dinamica, che ho apprezzato di più specie perché hai reso vivida l'azione e l'emozione della voce narrante. Avrei allungato questa e snellito un po' la prima, ma è un mio gusto personale (di base non amo i racconti divisi in scene ma qui la scelta è azzeccata).
PS. All'inizio pensavo che Tom fosse un tasso, magari lo è solo in versione gigante. Mi sta simpatico, vorrei avere un Tom all'occorrenza per certi soggetti (non ditelo in giro, mi raccomando).

Le uova di Matteo Mantoani
Del tuo racconto ho trovato veramente ottime le descrizioni, hai usato tutti e cinque i sensi e ho sentito la puzza dei polli e lo stomaco che si torceva (purtroppo conosco quell'odore).
A ogni modo, ammetto che ho faticato un attimo a capire il contesto: dalle prime frasi sembra uno studente a ricevimento di un qualche professore di chimica o affini, ma Toso esordisce con: "«Se fumo, non farà la spia. Vero?» Accende il toscano" il che implica che il protagonista sia un suo sottoposto, come poi si evince dal resto del testo. Al contrario, trovo ottima la scelta della domanda retorica seguita dall'accendere la sigaretta, dimostrando che l'opinione del narrante sia ininfluente.
Ho faticato anche a seguire il dialogo, secondo me le prime battute potevi asciugarle per andare dritto al punto; es:
«Alla Miskatonic Corporation trattiamo materie molto scomode,» ridacchia, «come vedrà tra poco.»
- quest'ultimo inciso non lo trovo granché utile, anticipa qualcosa che vedremo dopo, ma da lì a quel dopo passiamo per -
L’incessante pigolare dei polli mi manda su di giri. «Allude al mio incarico?»
Toso prende un’altra boccata di fumo. «Cosa sa della panspermia?»
- anche qui, avrei asciugato per portare subito il lettore al plico e alzare anche la tensione.
Poi, perdonami, ma mi son persa proprio il collegamento tra addensamento metallico al centro della Terra-sacchetti con le uova di galline fecondati-le comete come spermatozoi-la Terra che ha un ospite e verrà a rompere il guscio. L'ho riletto tre volte eppure non riesco a capire cosa intendevi, provo a dirti quello che ho capito io: c'è un addensamento al centro della Terra trovato da quest'azienda, dagli studi ne hanno dedotto una somiglianza x con gli embrioni di pulcino (il che spiega la presenza degli stessi), e qui la battuta sulle comete davvero mi sfugge, insieme all'ospite che romperà il guscio... è l'addensamento a essere un embrione che ci farà secchi tutti?
Perdonami se sono così rompiscatole ma il racconto è molto bello e hai una scrittura fluida e accattivante, te lo dico perché mi è piaciuto.

Non in casa mia, di Nicoletta Bussacchetti
Il tuo racconto mi è sembrato delicato e allo stesso tempo ampolloso e in alcuni punti contraddittorio.
Innanzitutto, i troppi aggettivi non hanno agevolato la lettura e questo ha finito un po' per guastarla: "alla sua pelle pallida, le sue manine morbide, i suoi pochi ricci setosi. Sembra ieri che sgambettava sui tappeti polverosi cercando di acchiappare le pigre coccinelle che d’estate invadono la mia camera" oppure "quella creaturina bavosa e strillante, talmente tanto che avevo cominciato a inventare mille giochi di luci, per tranquillizzarlo quando si svegliava la notte. La signora non capiva niente, come tutti gli adulti del resto, pensava che gli piacesse stare nella nostra camera per motivi idioti".
Secondo me potevi asciugare un sacco e rendere molto più secco il racconto, non ne avrebbe inficiato la dolcezza.
Non ho capito poi la storia dei coinquilini precedenti: il fantasma li ha fatti secchi tutti? Contrasta con il fatto che ci giochi, ma suppongo perché di base non leggo di psicopatici e potrebbe essere un mio problema (infatti prendila per quello che è, non ne terrò conto nella valutazione finale, che comunque non vale nulla, a prescindere).
La delicatezza del tutto è la cosa che mi è piaciuta di più, davvero, è così difficile parlare in maniera così lieve al lettore. Ti invidio.

Nuova vita, di Pietro D’Addabbo
Il tuo racconto è pulito e procede senza particolari intoppi, ma non ho ben afferrato dove volesse portarmi. Al di là del tema del contest, rispettato o meno poco conta per quanto mi riguarda, hai fatto un lungo excursus iniziale della festa di compleanno e poi hai liquidato in poche righe la rivelazione finale. Alla seconda lettura ho capito che il padre l'ha venduto perché non sa bere, il che mi ha richiamato le belle atmosfere irlandesi o nordeuropee che amo. Mi sono immaginata i vichinghi, nani o meno, con la lunga barba rossa sporca della birra di quei boccaloni loro.
Il protagonista e il padre sono caratterizzati alla perfezione. Non trovo altre pecche, per quanto la mia opinione valga sempre quanto un soldo di cacio, se non davvero che ho faticato a capire dove volessi condurmi, ma in così poco tempo è tutto molto relativo.

Casa d’altri al quadrato, di Stefano Impellitteri
Il racconto è in alcuni punti ripetitivo (quante volte hai usato cliché?) e ci sono un po' troppe incursioni dei pensieri del protagonista: perfetto, questa la frego in due minuti. Sarà piena d’oro in casa - Cazzo, questa adesso non mi fa entrare - No! Sta casa non la perdo - e simili, che spezzano la lettura.
Ho trovato invece il dialetto molto azzeccato, è una cosa che amo in narrativa perché non epura nulla e mostra la realtà per quella che è.
A un certo punto il cliché del regionalismo si è confuso con quello della vecchietta sciocca e a tratti mi è suonato fastidioso: Presa! Con il sud, i cliché regionali funzionano sempre. «Mmh, solo a sentire la sua cadenza mi viene in mente la vostra soppressata e mi si apre un buco allo stomaco.» Così prima ti derubo, e poi mi faccio offrire la merenda. - Sempre molto ospitali le vecchiette del sud, quasi mi dispiace. - Soppressata? Tu fazzu vedere io come i calabresi aprono i buchi allo stomaco!
Il punto di forza del racconto è lo stile, asciutto e diretto, che è il mio preferito.

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Dario17
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Re: Gruppo SCACCHIERA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#4 » domenica 24 ottobre 2021, 11:50

Ognuno ha i suoi bisogni

Un raccontino simpatico che fa molto cinepanettone infarcito di situazioni comiche e sboccate.
I dialoghi tra il protagonista e la sua ragazza sono il pezzo debole, a mio avviso, decisamente troppo formali e articolati per essere credibili, alla luce dell'estrema urgenza che affligge lui.
In certe situazioni ci dovrebbe essere un botta e risposta piuttosto serrato, trovo piuttosto irreale dire «Io a casa degli altri non ci cago. È l’articolo numero uno della mia personale costituzione.» alla propria lei mentre si è sul punto di esplodere.
Il pezzo è scritto discretamente con un buon flusso interno del pov. Non mi è piaciuto il finale, decisamente monco che non chiude la vicenda, ho trovato piuttosto anonimo anche il barbone, piuttosto macchiettistico.

La casa di Dio

Questo pezzo soffre di troppe artificiosità e di una scrittura migliorabile nei passaggi chiave.
Pezzi come "Mi guardai intorno", "Come un riflesso automatico avevo ricordato"
"pensai con un brivido" fanno zoppicare la lettura non poco.
Non è una buona idea nemmeno caricare le descrizioni con aggettivi uno dopo l'altro tipo "La voce era melliflua, insinuante,...".
Andrebbero rivisti anche i dialoghi, legati a frasi fatte oppure TROPPO INVEROSIMILI come "e che ha il vigore e l’ingenuità di chi che non ha esperienza. La sensazione di potere tutto e di essere simile a un essere divino per lui…" Chi è che all'apice di una situazione tesa se ne uscirebbe con una frase così contorta? sembra proprio l'exploit spiegone di un personaggio teatrale e non lo sfogo di una persona vera.
il colpo di scena finale, seppur piazzato nel punto giusto per un racconto così breve, è un clichè fatto e finito.
Deboluccio il collegamento con la traccia del contest: il prete pedofilo non è di certo di casa in una chiesa, ma gli "altri" chi sarebbero?

Casa d'altri al quadrato
Apprezzabile il tentativo di scrittura immersiva in prima persona e il punto forte del pezzo è di sicuro un ottimo flusso interno del protagonista con pensieri brevi e ficcanti. Quello che manca secondo me è la sua percezione della realtà attorno a lui, le descrizioni dell'ambiente sono pochine e troppo generiche.
L'escalation di violenza finale e il plot twist sono un po 'telefonati ( La semina di un pov troppo convinto di fregare e che poi viene fregato è un classicone ) , da evitare anche ripetizioni che non danno quella caratterizzazione voluta tipo "cazzo" ogni 3x2 pensieri diretti.
Mi rimane un dubbio: perchè una ladra dovrebbe aprire la porta mentre sta commettendo un furto?

Nuova vita
Un pezzo fantasy/favolesco in cui non manca nessun clichè. Ma proprio nessuno.
Dalla locanda casinista alla locandiera popputa, dal nano minatore alla sbevazzata di gruppo tra medesimi.
Ci sono un sacco di ripetizioni ("boccale", "padre" e "figlio" ripetuti a raffica) e la lettura procede molto lenta anche se praticamente il 90% della storia è focalizzata su una sola bevuta fatta dal protagonista.
La porta della locanda cede alla spinta con un lieve cigolio che non attira l’attenzione nemmeno degli avventori più vicini -> e allora come fa il protagonista ad avvertirla?
Il tema delle differenze conflittuali tra genitore e figlio ci sarebbe pure però sarebbe stato meglio trattarlo in maniera un po' più originale così da dare in pasto al lettore qualcosina di nuovo. Un nano astemio era una buona idea, ma andava collocata in una trama meno scontata.
L'epilogo è amaro al punto giusto ma è un tracollo spiegato e raccontato in così poche righe che non si fa in tempo ad empatizzare.
Una riga finale non basta per rientrare nel tema del contest, è una soluzione troppo sbrigativa.

Non in casa mia
Le prime due righe mi hanno fatto pensare ad Albachiara di Vasco Rossi, chissà se è una cosa voluta oppure no.
Un intero racconto in flusso di coscienza non è semplicissimo da approcciare, bisogna abituarcisi man mano che si procede durante la lettura e questo pezzo tutto sommato si lascia leggere.
Nella prima metà ho pensato che il pov fosse uno spiritello non umano, soltanto alla fine si capisce che sia lo spirito di un bambino morto. Pelle pallida, manine morbide e pochi ricci setosi fanno pensare a un adulto oppure a un non-umano che stia osservando.
Un punto debole del testo è la confusione che generano le prime righe in cui si passa repentinamente dal singolare ( sento il SUO respiro ) al plurale ( quando AVEVANO occupato ). I genitori li avrei palesati dopo aver stabilito per bene che il centro dell'attenzione del protagonista sia il bambino vivo/morto.
La seconda parte è la migliore, con una discreta chiusa.

Torno Subito
Ogni volta che leggo un tuo pezzo so già che verrò deliziato da descrizioni di interni casa minuziosi e di classe, anche stavolta non rimango deluso.
Il botta e risposta tra la protagonista e la spiritella va benino, peccato non aver capito a fine racconto se Doris sia una bambina a sua volta oppure un'adulta. Direi adulta ma non ci scommettei visto come fila via al rumore del tuono. Finale carino, un po' tirata per i capelli la faccenda della distrazione congenita della Gagliardo.
Il tema è decisamente rispettato.

Tom
Pezzo scritto con buona prosa e buon equilibrio tra descrizioni, flusso interno e dialoghi.
Mi ha ricordato molto l'immaginario e il tema classico da Piccoli Brividi in cui non era raro beccare l'incrocio tra la quotidianità americana e i tipici mostri dell'immaginario fiabesco.
Ci ho visto anche un po' di Gremlins-
Mi è piaciuto il fatto che hai cmq chiuso il discorso delle pareti bianche, anche se Tom ci arriva tra la vita e la morte ed è un clichè di Minuti Contati visto e rivisto purtroppo...
Vabbè, tutto precipita in maniera molto rapida per creare del conflitto il prima possibile, ma non è di certo un peccato mortale in 4000 caratteri.
Tema ok.

Qui non c'è nessuno
La terza persona presente è una scelta davvero complicata, ammiro il tuo coraggio!
L'attacco è buono perchè descrive la situazione già in poche parole (occhio alle ripetizioni tipo "focolaio"), quelle che mi stonano sono le descrizioni successive troppo troppo auliche che mi stonano con la situazione di estrema tensione:
Raggi di sole perforano un sipario di volute grigie sospese sopra una console antica mezzo diroccata. Questa perizia descrittiva me l'aspetterei da una contessa dell'800 ben accoccolata sul divanetto mentre prende un tè, non da un pompiere in pieno climax.
Pochi e secchi particolari, ecco cosa mi aspetto quando l'azione è concitata.
Stesso discorso per: Non ci sono finestre e le pareti, candide come lenzuola fresche di bucato, sono occupate da scaffalature in metallo. Ogni ripiano e colmo di teche e barattoli in cui sono racchiusi…
La seconda parte creepy horror ci sta anche se purtroppo qua sei "costretto" ad indugiare nelle descrizioni perchè altrimenti perderesti l'effetto macabro che l'uomo bizzarro deve suscitare nel lettore.
Sul finale il pompiere passa dalla paura paralizzante alla lucida spietatezza in un battito d'ali. Non mi pare molto sensato o realistico però ci potrebbe anche stare per caricare il finale con più pathos.
Tema ok.

Le uova

Pezzo tutto dialogato che fa bene il suo lavoro. Ho apprezzato molto che le descrizioni del laboratorio siano funzionali alla trama e al tema, permette al lettore di farsi un'idea anche se nella parte centrale del racconto c'è solo il pov che esamina radiografie con il proprio occhio clinico. Poi i tasselli si incastrano piano piano, come devono.
Carini i dialoghi, ottimi i tag e i beat.
L'unica cosa che mi fa storcere il naso è la forzatura lieve per entrare nel tema.
D'accordo la Panspermia galattica, ma qui non è proprio coerente il discorso di "casa" per quanto riguarda i pianeti che sembrerebbero più incubatrici cosmiche oppure ovuli fecondati, concetti piuttosto distanti da una "casa".
Certo, facendo uno sforzo si potrebbero considerare le prime "case" di un essere vivente, ma è comunque un po' legnoso il concetto. Questo non toglie il fatto che il racconto è molto buono e che è uno dei migliori del gruppo.
Per i commenti linea per linea, mi trovo d'accordo con il resto dei commentatori quindi non occorre che li ripeta.


__________________________

1. Non in casa mia
2. Le uova
3. Tom

4. Qui non c'è nessuno
5. Torno Subito
6. ognuno ha i suoi bisogni
7. la casa di dio
8. Casa degli altri al quadrato
9 Una nuova vita
Ultima modifica di Dario17 il domenica 24 ottobre 2021, 23:16, modificato 1 volta in totale.

alexandra.fischer
Messaggi: 2236

Re: Gruppo SCACCHIERA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#5 » domenica 24 ottobre 2021, 16:53

Ciao, Dario 17.
In effetti ho immaginato una Doris molto giovane, e fragilissima. Così ha potuto vedere lo spirito della piccola. Sono contenta che la storia, sbavature a parte, nel complesso ti sia piaciuta.

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antico
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Re: Gruppo SCACCHIERA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#6 » lunedì 25 ottobre 2021, 0:45

alexandra.fischer ha scritto:Ciao, Dario 17.
In effetti ho immaginato una Doris molto giovane, e fragilissima. Così ha potuto vedere lo spirito della piccola. Sono contenta che la storia, sbavature a parte, nel complesso ti sia piaciuta.


Non cancello il messaggio solo per prenderlo come esempio per ricordare, una volta ancora, che non si risposte qui ai commenti, ma solo nei tread dei vostri racconti. Mi raccomando :)

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antico
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Re: Gruppo SCACCHIERA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#7 » lunedì 25 ottobre 2021, 0:48

Avete già ricevuto tre classifiche. Oltre alla mia, ve ne dovranno arrivare altre sei.

FilippoR
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Re: Gruppo SCACCHIERA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#8 » martedì 26 ottobre 2021, 9:40

CLASSIFICA
Questa volta è stata una classifica molto sofferta, soprattutto sulle prime posizioni (ma non solo... praticamente quasi tutte...)

1. Ognuno ha i suoi bisogni, di Mario Mazzafoglie
2. La casa di Dio, di Enzo Gentile
3. Non in casa mia, di Nicoletta Bussacchetti
4. Casa d’altri al quadrato, di Stefano Impellitteri
5. Le uova, di Matteo Mantoani
6. Qui non c’è nessuno, di Emiliano Maramonte
7. Tom, di Alvin Miller
8. Torno subito, di Alexandra Fischer
9. Nuova vita, di Pietro D’Addabbo



COMMENTI
Le uova di Matteo Mantoani
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Qui non c’è nessuno di Emiliano Maramonte
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Tom di Alvin Miller
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Torno subito di Alexandra Fischer
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Non in casa mia di Nicoletta Bussacchetti
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Nuova vita di Pietro D’Addabbo
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Casa d’altri al quadrato di Stefano Impellitteri
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La casa di Dio di Enzo Gentile
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Ognuno ha i suoi bisogni di Mario Mazzafoglie
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Luca Nesler
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Re: Gruppo SCACCHIERA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#9 » martedì 26 ottobre 2021, 10:05

Ciao a tutti!

CLASSIFICA
1. Tom
2. Le uova
3. Casa degli altri al quadrato
4. Qui non c'è nessuno
5. Nuova vita
6. Non in casa mia
7. Torno Subito
8. Ognuno ha i suoi bisogni
9. La casa di Dio

COMMENTI

Tom
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Le uova
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Casa degli altri al quadrato
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Qui non c'è nessuno
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Nuova vita
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Non in casa mia
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Torno Subito
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Ognuno ha i suoi bisogni
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La casa di Dio
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Davide_Mannucci
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Re: Gruppo SCACCHIERA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#10 » mercoledì 27 ottobre 2021, 10:52

Ecco commenti e classifica. Le prime cinque posizioni meriterebbero tutte il podio.


1 - Qui non c’è nessuno, di Emiliano Maramonte
2 - Tom, di Alvin Miller
3 - Non in casa mia, di Nicoletta Bussacchetti
4 - Le uova, di Matteo Mantoani
5 - Ognuno ha i suoi bisogni, di Mario Mazzafoglie
6 - La casa di Dio, di Enzo Gentile
7 - Torno subito, di Alexandra Fischer
8 - Casa d’altri al quadrato, di Stefano Impellitteri
9 -Nuova vita, di Pietro D’Addabbo


1 - QUI NON C’È NESSUNO

Ciao Emiliano, è sempre un piacere :)
Trovo il tuo racconto molto interessante e molto ben riuscito. Insomma, mi è piaciuto! Anche io non amo tantissimo la terza persona al presente e credo che una prima o una terza al passato avrebbero giovato alla riuscita del testo ma devo dire che la scelta che hai fatto non ti ha danneggiato, proprio per l’abilità che hai nello scrivere e nel gestire la trama. Tema centrato forse un po’ in calcio d’angolo.
Dovrei metterti all’ultimo posto per aver osato raccontare di pompieri ma direi che lo hai fatto in modo più che soddisfacente. Un lavoro molto buono.

A presto

2 - TOM

Ciao Alvin, credo sia la prima volta che ti commento.
Devo dire che già dall’inizio, quando accennano a questo Tom che non deve assolutamente uscire prima di una certa ora, mi ero immaginato una specie di mostro che avrebbe fatto macelli e così è stato. Tutto molto liscio e scontato ma davvero ben gestito e scritto in modo ottimo. Si sente che ti è rimasto tanto nella penna e, mannaggia alla miseria, con 2000 caratteri in più avremmo saputo perché caspita Tom non è pericoloso dopo le 21.30. O forse davvero il povero baby sitter era la cena?
Scrivi bene, non ci sono pesantezze nel tuo stile e, anche in una storia che non ha guizzi originali, riesci a tenere il lettore lì, per niente annoiato. Bravo!
Alla prossima. :)

3 - NON IN CASA MIA

Ciao Nicoletta, in effetti a una seconda e terza lettura si potrebbero notare e annotare alcune debolezze stilistiche. Penso però a quello che ho provato alla prima lettura e...mi ha emozionato. Sì, debolezze stilistiche ci sono ma non disturbano affatto una narrazione che ti porta esattamente dove vuole portarti. Ho cominciato a intuire il plot twist poco prima della sua rivelazione ma questo non ha tolto niente alla giusta tensione narrativa che caratterizza tutta la storia.
Altri racconti in questo gruppo prentano uno stile più pulito ed efficace ma difficlmente il tuo scenderà dal podio. Brava!

A presto

4 - LE UOVA

Ciao Matteo, ben ritrovato!
Il tuo racconto, al netto di qualche infodump di troppo (che ti è stato già segnalato) e uno spoiler un po’ troppo spoiler già dalle prime righe, scorre via che è un piacere. Stai decisamente perfezionando il tuo stile e questo è un piacere vederlo. Mi piace la tensione sottile che si avverte tra le righe. Un buon. lavoro, bravo!
Quel “Alza la mano per zittirmi” mi è piaciuto poco perché secondo me è inutile dire “per zittirmi” e non torna bene pensato dal PDV ma queste sono Neslerate che ogni tanto mi scappano ahahahah
A presto!

5 - OGNUNO HA I SUOI BISOGNI

Ciao Mario, piacere di leggerti!
Questo racconto ha un solo problema: dovrà sgomitare con altri racconti davvero ottimi per guadagnarsi la vetta. Che dire? Mi hai fatto ridere, hai seminato benissimo, lo stile immersivo aiuta in questo caso la perfetta empatia con il soggetto cagante (anzi cagaturo) e il finale è inaspettato e ben inserito nel tutto.
Il tema è declinato in modo intelligente, al limite del geniale.
Un ottimo lavoro. L’unica cosa che stona è il fatto che scappi dalla casa di Alberto perché non resiste ma quando si trova in casa del barbone, tutto si blocca. Ho fatto fatica a sospendere l’incredulità ma sto veramente cercando il pelo nell’uovo e spaccando un po’ le palle :D
Bravo davvero!

A presto

6 - LA CASA DI DIO

Ciao Enzo, piacere di rileggerti.
Il racconto mi trova combattuto. Da una parte ho apprezzato il finale e come hai gestito la tensione che cresce nel pdv. Dall’altra però sono stato spiazzato dall’inizio. A conti fatti ho trovato la descrizione della coppia che lui trova in chiesa, con tanti dettagli che ti fanno concentrare l’attenzione su di loro, un po’ fuori luogo e inutile. Mi aspettavo una presenza, almeno della donna, più decisiva, considerata la cura con cui avevi descritto il tutto. Anche lo stile all’inizio è un po’ pesante. Forse con una prima al presente ne avrebbe giovato.
Nel complesso non è una cattiva propria. L’idea della vendetta non era male e la struttura della narrazione, coppia a parte, è ben impostata.
Alla prossima

7 - TORNO SUBITO

Ciao Alexandra, piacere di leggerti.
Il racconto ha un finale tinto di riflessione e dolcezza. Quel “nessuno le aveva detto che era speciale”, unito al fatto che sono parole pronunciate da un fantasma bambina, avvolge tutta la storia in un’atmosfera inquietante ma al tempo stesso romantica e dolce. Le descrizioni sono colme di dettagli e sembrano aiutare l’ingresso in scena di Agata.
Anche la presenza della Gagliardo, effettivamente marginale, serve a costruire il rapporto e l’empatia tra Doris e Agata.
A presto

8 - CASA D’ALTRI AL QUADRATO

Ciao Stefano, piacere di leggerti!
Il racconto non è male e lo stile immersivo è apprezzabile anche se avrei evitato le molte ripetizioni e le incursioni pensate del pdv. Alla lunga appesantiscono la narrazione.
Non male l’idea del truffatore che riceve la giusta “ricompensa” ma forse la vecchina truffatrice, per quanto molto carina l’idea, rende difficile una perfetta sospensione dell’incredulità.
Anche tu mostri notevoli miglioramenti nello stile e la prova è più che discreta.
Alla prossima!

9 - NUOVA VITA

Ciao Pietro, piacere di leggerti.
Il tuo racconto non mi ha molto coinvolto purtroppo. Non so realmente cosa non mi ha convinto. Probabilmente la sensazione di deja vu. Il racconto è colmo di cose viste e riviste. Non mi dispiace, come al solito, il tuo stile, sebbene quella terza al presente ti penalizzi un po'.
Sono però sicuro che questo racconto, molto penalizzato dai pochi caratteri, in un contesto di laboratorio o comunque con caratteri illimitati, possa trovare sbocchi più felici. Il potenziale infatti è ottimo. Pensa che secondo me potrebbe essere un piccolo brano di un romanzo.
Ma queste sono idee mie :)
Davide Mannucci

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antico
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Re: Gruppo SCACCHIERA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#11 » mercoledì 27 ottobre 2021, 19:54

Avete ricevuto sei classifiche, ve ne dovranno ancora arrivare (altre alla mia) altre tre.

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Alessandro -JohnDoe- Canella
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Re: Gruppo SCACCHIERA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#12 » mercoledì 27 ottobre 2021, 22:02

Inutile nasconderlo: 1000 caratteri in più si fanno sentire, e infatti la qualità generale, rispetto al mese scorso, si è alzata parecchio, avvicinandosi molto a quella dei racconti della passata edizione. Scegliere chi posizione dove non è stato facile, eccezion fatta per il primo posto, a mio avviso l’unico brano con trama e stile di pari livello (pur non essendo né il brano scritto meglio né quello con la trama migliore).
Detto questo, come sempre, ricordo i principi alla base delle mie classifiche:

1. Sono uno di quei lettori che, a parità di valore, privilegia i testi caratterizzati da uno stile di qualità a scapito della trama. La mia idea è che un bravo scrittore sia in grado di nascondere un’idea poco originale dietro alla tecnica. Attenzione, però: quando parlo di tecnica non mi riferisco al barocchismo di certi scribacchini di quart’ordine che riempiono le librerie nascondendosi dietro la maschera della fantomatica literary fiction; parlo di pulizia e costruzione delle scene, di caratterizzazione dei personaggi, di gestione e progressione del conflitto e infine di dialoghi accattivanti e ben bilanciati.
2. I commenti che troverete a corredo della classifica NON sono gli stessi che ho scritto sui singoli post, in quanto nascono da riflessioni post seconda lettura ed eventuali scambi d’opinione con i singoli autori.

E ora via con la classifica, regia!

1. Ognuno ha i suoi bisogni – Mario Mazzafoglie
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2. Qui non c’è nessuno – Emiliano Maramonte
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3. Casa d’altri al quadrato – Stefano Impellitteri
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4. Tom – Alvin Miller
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5. Torno subito – Alexandra Fischer
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6. Le uova – Matteo Mantoani
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7. Non in casa mia – Nicoletta Bussacchetti
► Mostra testo

8. La casa di Dio – Enzo Gentile
► Mostra testo

9. Nuova vita – Pietro D’Addabbo
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lupus in fabula

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Stefano.Moretto
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Re: Gruppo SCACCHIERA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#13 » giovedì 28 ottobre 2021, 14:40

Ecco la mia classifica, scusate se la posto all'ultimo.

Classifica:

1.Ognuno ha i suoi bisogni
2.Casa d’altri al quadrato
3.Non in casa mia
4.Tom
5.Qui non c’è nessuno
6.Le uova
7.La casa di Dio
8.Torno subito
9.Nuova vita


Commenti:

Le uova
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Qui non c’è nessuno
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Tom
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Torno subito
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Non in casa mia
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Nuova vita
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Casa d’altri al quadrato
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La casa di Dio
► Mostra testo


Ognuno ha i suoi bisogni
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KatyBlacksmith
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Re: Gruppo SCACCHIERA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#14 » giovedì 28 ottobre 2021, 16:22

Se non sono l'ultima, poco ci manca. Domando perdono a tutti.
Come vi sarete accorti, non sono proprio bravissima a beccare pregi e difetti delle opere altrui (manco delle mie, che di difetti sono piene!) per cui prendete le mie osservazioni di conseguenza.
Nota per tutti: molto difficilmente faccio complimenti e incoraggio, quindi se non trovate sviolinate non è colpa vostra, ma mia. Però vi ho letto tutti con piacere (anche se magari dalle osservazioni non sembrerebbe). Costringermi a rileggervi mi ha aiutata anche a capire i miei limiti. Quella vecchia storia di trave e pagliuzza ha un fondamento innegabile.
Le osservazioni che faccio spero che non siano campate in aria e che, soprattutto possano aiutare a ripensare alcuni aspetti. Poi lo so: 4 ore per farsi venire un'idea, strutturarla e stringerla dentro 4000 caratteri è inevitabile che possa far trascurare qualcosa.
Detto ciò, ecco la mia classifica.

1) Ognuno ha i suoi bisogni di Mario Mazzafoglie
2) Casa d'altri al quadrato di Stefano Impellitteri
3) Le uova di Matteo Mantoani
4) Non in casa mia di Nicoletta Bussacchetti
5) Qui non c'è nessuno di Emiliano Maramonte
6) Nuova vita di Pietro D'Addabbo
7) Torno Subito di Alexandra Fischer
8) La casa di Dio di Enzo Gentile
9) Tom di Alvin Miller

I miei commenti.

Ognuno ha i suoi bisogni di Mario Mazzafoglie
Questo racconto l'ho trovato divertente e scorrevole. Nonostante il tema scatologico non sia tra i miei preferiti, viene gestito dandogli il giusto peso, non di più né di meno. Un buon equilibrio che paga.
Il racconto funziona, l'idea mi piace e i dialoghi li trovo molto ben fatti, adatti ad accompagnare la vicenda nel loro svolgersi. Non ho notato sequenze telefonate, giusto dopo aver visto il senzatetto (ricordandomi del cartone) ho avuto un sospetto, ma il tutto gira in modo ben orchestrato e senza scossoni. Tra tutti è quello che ho apprezzato di più.

Casa d'altri al quadrato di Stefano Impellitteri
Fino all'ultimo non avevo immaginato che fosse incappato a sua volta in un'altra ladra; il punto di vista del protagonista svolge la giusta funzione nello sviare il lettore (e nell'autoinganno). Solo rileggendolo (e sapendo chi sia davvero la signora) si notano piccoli campanelli d'allarme ai quali il protagonista non può fare caso, come è giusto. Il linguaggio dei dialoghi è adeguato e le descrizioni funzionano.

Le uova di Matteo Mantoani
il racconto scorre e l'idea mi piace, anche se alcune descrizioni dell'ambiente di una precisione che mi limita nell'immersività: "Alla mia sinistra sono appesi ... nel lavandino alla sua destra". Se voglio immedesimarmi difficilmente ragiono in modo tanto preciso (alla mia sinistra, alla sua destra) a meno che questa localizzazione forzata non diventi fondamentale per una scena successiva. E non lo è.
Una nota da rompiscatole: calcolando le dimensioni della terra (e del suo contenuto) e la poca interattività dei neutrini con qualunque materiale, direi che per fare una radiografia alla terra, come minimo il rilevatore dovrebbe stare sulla luna, non sul pianeta terra (e viceversa per la luna, chiaramente). E per fare lo stesso con marte andrebbe piazzato a una distanza adeguata, su phobos o su deimos. Non tanto su marte.

Non in casa mia di Nicoletta Bussacchetti
Il racconto fluisce abbastanza bene nel senso che si percepisce molto bene il sentimento del fantasmino rispetto al tempo, e anche la sua solitudine, ma secondo me la vicenda si contraddice. Ci sono due cose che ti segnalerei:
"Sento il suo respiro leggero confondersi tra le pieghe del cuscino." qui il bimbo è senza dubbio vivo. Respira. Ma, oltre a questo, non riesco a capire come faccia un suono a confondersi tra oggetti fisici e non altri rumori, per cui questa frase si incaglia.
Mentre dissemini indizi sull'intesa non idilliaca della coppia, alla fine sembra che la donna pianga perché il bimbo è morto ("«Non si sveglierà, vero?» chiede lei, con la voce rotta. Lui non risponde e lei affonda la testa nel suo maglione, ricominciando a piangere."), e il fantasma ci conferma che è morto, però sembra morto tempo addietro ("È solo per questo che, quella notte di inverno gelido, avevo aperto la finestra…"). Eppure respirava un attimo prima. Questa discontinuità fa crollare un po' la costruzione.

Qui non c'è nessuno di Emiliano Maramonte
Il racconto mi è piaciuto, anche se mi ha creato un problema: ha soddisfatto la pancia ma ha fatto gridare "Nooo!!" al mio senso civico. Magari ricercavi proprio questo genere di reazione.
"L’appartamento è popolato di fiamme" "L’ambiente è dominato da [...] " Queste due frasi non mi suonano. Popolato e dominato qui non li trovo azzeccatissimi, a mio gusto.
Nella sequenza che segue secondo me metti troppa distanza tra la prima e l'ultima frase. Ci infili le scatole (e i loro contenuti): buttate nel mezzo; invece di creare aspettativa, distraggono e smorzano. Sarebbe stato meglio mettere le scatole prima della visone (e contemporanea comprensione) del contenuto dei barattoli. Qui la tua sequenza:
"[...]ripiano e colmo di teche e barattoli in cui sono racchiusi…
Un conato gli torce lo stomaco. Le gambe gli diventano molli.
Sul pavimento, sotto le scaffalature, sono allineati diversi scatoloni con dentro montagne di peluche e giocattoli di ogni forma e colore. In alcuni intravede abiti da bambino avvoltolati.
«Dio santo benedetto» mormora sconvolto. Quale mente malata collezionerebbe così tanti piccoli crani?
"
La reazione della figura calva mi convince poco: «Ti piacciono i miei tesori?» Perché? Quello è un luogo segreto, privato, un santuario nel quale nessuno è ammesso. Se vede un estraneo non invitato in questo luogo sacro non ha senso che gli faccia una domanda del genere per intavolare una piacevole conversazione. Dovrebbe uscire di capoccia e iniziare a strillare, scacciarlo o aggredirlo.

Nuova vita di Pietro D'Addabbo
Il racconto fluisce anche se con qualche forzatura.
trovo poco fluide le due frasi "Purtroppo suo padre è molto più rumoroso dei cardini e più molesto del fumo." "Il chiacchiericcio della locanda diventa una sarabanda di suoni e espressioni d’entusiasmo che assalgono le orecchie.".
Inoltre:
"I presenti lo accontentano, il silenzio cala più imbarazzante di prima. Il giovane Dunhill resiste alla tentazione di nascondersi sotto al tavolo per sottrarsi agli sguardi, cedere sarebbe un’onta che gli costerebbe troppo." In questa frase il punto di vista me lo aspetto neutrale, dunque il silenzio in sé non ha ragione di essere imbarazzante. Dal comportamento altrui "Due clienti si alzano per lasciare libero un tavolo centrale, chi offre da bere ha diritto a dei privilegi." direi che gridare in una taverna affollata per comunicare qualcosa a tutti (e per offrire da bere) sia usuale. Alla luce di questo, viene difficile comprendere la pretesa di imbarazzo.
"Verso qualche altra posto, una nuova casa. Crolla fra i rovi quando la sbronza si fa sentire ancora." Qui c'è un ripensamento nella costruzione della frase e una cosa insolita: la sbronza a singhiozzo. Magari ai nani astemi funziona così.
Il tema "a casa d'altri" arriva un po' con difficoltà e il racconto non sembra terminare, ma iniziare alla fine dei 4000 caratteri.

Torno Subito di Alexandra Fischer
Purtroppo una parte della minor resa del racconto è stata colpa del corsivo invadente e diventato un ostacolo alla comprensione degli eventi. Ho il sospetto che la fretta ti abbia anche fatto sottovalutare qualche aspetto.
"Doris si sentì persa nella piccola entrata: tutta quella tappezzeria di broccato rosso e il soffitto ad arco bianco, con il lampadario di vetro blu scuro." A questa frase manca qualcosa per essere conclusa.
"La padrona di casa aveva preso borsetta e ombrello, prima di raccomandarle di aspettarla. Torno subito. Il tempo di prendere il giornale, la porterei con me, ma non ha l'ombrello. Si rilassi, vada in salotto, legga i libri che vuole e assaggi i cioccolatini. Magra com'è, le faranno bene." Da qui, oltre a iniziare il corsivo perenne, inizio a non capire cosa succede: esce a prendere il giornale e ritorna con le mele dimenticate al supermercato. Ho dovuto rileggerlo più volte prima di arrivare a comprendere quello che accade.
"Arrivata in fondo, trovò quella del salotto, arredato con poltrone di velluto verde foresta, mobili di noce in stile rinascimentale, fra i quali spiccava una libreria colma di volumi e un tavolo con un vassoio di porcellana colmo di cioccolatini dalla carta stagnola multicolore; le tende di bisso mascheravano l'esterno. Vi si mosse circospetta e al rumore del tuono sobbalzò e corse in corridoio." Tutta questa descrizione non serve al racconto, in nessun punto viene sfruttata dopo. Ti ruba caratteri e fa perdere tempo e concentrazione al lettore. Non serve neppure a preparare il punto centrale del racconto.
"Fu a quel punto che strillò e udì una voce infantile.
Non avere paura.
Doris le chiese dov'era.
"
Scritta così a stillare è stata Doris, ma non si capisce per quale motivo avrebbe dovuto farlo (a meno che le tende di bisso fossero davvero, davvero orrende, cosa su cui potrei anche essere d'accordo). Scarto il tuono: già sappiamo che piove.
"No, non andare via, ti ho fatto quello scherzo se no non mi avresti mai vista. Vuoi essere mia amica? Mi chiamo Agata. Non è colpa mia se non ho fatto in tempo a scendere nel rifugio. Ho visto tante persone vivere qui. Tutte distratte. La Gagliardo anche di più." Qui, per restare nel numero limitato dei caratteri, sei costretta a far dire tutto in maniera non motivata alla bimba. Avresti potuto tagliare la descrizione inutile di prima per sfruttare meglio l'apparizione.
"Doris restò, bloccata fra paura e commozione." La commozione non si riesce a provare, proprio perché l'apparizione della bimba, punto centrale di tutto il racconto e suo unico motivo di esistenza, non è curata.
"La porta si aprì di colpo, Agata scomparve." E qui la Gagliardo diventa una specie di rambo, che apre le porte di casa propria di botto, irrompe invece che entrare normalmente. Lo sapevo: mai fidarsi di chi ha un arredamento troppo classico! ;)

La casa di Dio di Enzo Gentile
La fase di preparazione è lunga e curata, mentre l'azione scoppia in modo un po' frettoloso. E il comportamento del personaggio va fuori sintonia rispetto a come si svolge la vicenda:
"«No», risposi sicuro, alzando la voce: «cercavo ragazzi.»
Dall’altra parte della grata un sospiro profondo e poi ancora quella voce: «E li trovavi hai detto? Racconta…»
Ora ero sicuro, allegro: «Sono un insegnante, era semplice.[...]
" Allegro? Tra un attimo quel comportamento lo definirà una cosa orribile e traumatica... ed è allegro?
"Ora urlavo «Espiare? E perché? Anche tu sai bene cosa vuol dire portarsi a letto qualcuno che si fida ciecamente di te, e che ha il vigore e l’ingenuità di chi che non ha esperienza. La sensazione di potere tutto e di essere simile a un essere divino per lui…»." continua ad essere molto confuso, questo personaggio: da un lato condanna il comportamento al punto da uccidere il sacerdote, dall'altro lo imita ma lo considera semplicemente un errore. Confesso di non riuscire a definire con chiarezza cosa abbia in mente questo personaggio. So che il tema è difficile da gestire; proprio per questo sarebbe servita un po' più di coerenza nel tenere una linea unica.

Tom di Alvin Miller
L'idea mi piace, ma il modo in cui è stata raccontata in diversi punti non funziona e impedisce di godersi il racconto.
"emana un profumo che mi scava fino al cervello" Perché? E che reazione suscita? Fastidio, eccitazione, ricordi, disgusto...? Non si sa; sarebbe stato preferibile dare un indizio in questo senso invece di un particolare non utile (fino al cervello).
"I suoi occhi sono due palle che spingono per uscire." anche qui secondo me non rende. Il lettore viene buttato in "chi ha incastrato Roger Rabbit" invece di seguire il racconto.
"Ancora questa regola, bah. Straccio la lettera." bah indica dubbio. Invece stracciare le lettera indica rabbia. E quindi alla fine c'è solo ulteriore confusione nel lettore.
"un grugnito rumoreggia dall’altra parte" rumoreggia non suona proprio.
" Che cretino, ci dovevo pensare." --> avrei dovuto pensarci (!!)
«Cosa sei… che cazzo di demonio ha ingravidato quella puttana di tua madre?!» Ma quanto parla in un momento del genere in cui è ferito, terrorizzato e non respira! Questa frase, poi, è veramente inverosimile e forzata, mi ha preso a calci e buttata fuori dal racconto invece di tenermi agganciata nel momento di maggior tensione.

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Re: Gruppo SCACCHIERA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#15 » giovedì 28 ottobre 2021, 19:40

Avete ricevuto tutte le classifiche, nei prossimi giorni arriverà anche la mia.

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Re: Gruppo SCACCHIERA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#16 » domenica 31 ottobre 2021, 18:00

Ecco a voi la mia classifica. Complimenti a tutti perché ho trovato una qualita media dei racconti davvero buona.

1) Ognuno ha i suoi bisogni, di Mario Mazzafoglie
Sorprendente. Gestisci e declini il tema in modo che mi sento di definire perfetto. Ci presenti una situazione plausibile e la sviluppi con una trovata geniale. Chiudi il tutto con perizia. Qualche problemino minore qua e là (come l'attacco subito dopo un pensiero che confonde su chi sia a parlare, anche se specifici un nome), ma niente di che. Per me questo è un pollice su.
2) Tom, di Alvin Miller
Ma passiamo al racconto. Certo, manca uno sviluppo da wow, ma ciò che c'è è presentato bene e ha lasciato nella mia testolina quel piacevole retrogusto da AI CONFINI DELLA REALTA' che non richiede la spiegazione di tutto, ma che ha il proprio principale pregio proprio nella indeterminatezza nella quale è proposta la storia. Tutto questo per dirti che non è necessariamente un punto debole il fatto che i Molina decidano l'azzardo di lasciare il proprio FIGLIUOLO a uno sconosciuto. Ecco, semmai il problema sta nel fatto che non riesci a fare arrivare chiaro il messaggio che il ragazzo sia al suo primo impiego in casa dei Molina perche anche a me è sembrato di percepire che non fosse nuovo alla casa. Tema inserito in modo più che degno anche se senza chissà quale originalità. In buona sostanza, per me questo è un pollice quasi su e si piazza davanti al parivalutato racconto di Mantoani proprio per la questione racconto non racconto che contraddistingue l'opera del buon Matteo.
3) Le uova, di Matteo Mantoani
La problematica principale di questo racconto l'ha ben evidenziata il buon Nesler in apertura del suo commento e la cito modificandola: un ottimo racconto non racconto. Perché ottimo? Perché nonostante si esaurisca nello svelare l'high concept, lo fa bene e non sembra spegnersi nel farlo in quanto gestisci bene i tempi ed è vero che chiudi con un gancio forte verso un qualcosa di più ampio, ma resta il fatto che ci arrivi nel modo giusto. Anche il tema è ben inserito in quanto già l'umanità è arrivata in casa d'altri e a sua volta è stata invasa nella sua casa da altri ancora. Come valutazione direi un pollice quasi su perché, nonostante la problematica alla base, fa benissimo quello che deve fare e che tu volevi fargli fare.
4) Qui non c’è nessuno, di Emiliano Maramonte
Occhio quando tiri dentro questioni allegoriche in racconti così brevi perché, inevitabilmente, rischiano sempre di non arrivare come immaginate dall'autore. Già prima di leggere il tuo commento finale mi ero fatto un'idea piuttosto precisa del problema di questo testo: una scelta finale cui viene dato troppo poco spazio. Molto lunga la prima parte, forse troppo, poi impieghi davvero troppo tempo a entrare nella stanza dell'orrore, infine liquidi la scelta finale in un amen quando, invece, avevi gli elementi per lavorarci sopra. Era una scelta morale con implicazioni nette perché se avesse deciso di salvare il mostro (e poco importa, in questo contesto, il fatto che avesse perso il figlioletto, causa scatenante della follia) il fuoco avrebbe distrutto le prove di quello che aveva scoperto e ci sarebbero state buone probabilità che rimanesse impunito. E allora la scelta di operare giustizia a sua volta scommettendo sulla prima impressione di trovarsi sulla scena di un classico criminal minds. Ecco, con il focus centrato su questo aspetto il racconto avrebbe avuto, mio parere, una marcia in più. Ma non pensare che non mi sia piaciuto, tutt'altro. Ho apprezzato l'idea e questo andare sempre più a fondo di un incubo, questo creare una situazione che fosse altro ripsetto alle premesse. Molto buona anche la declinazione del tema. Resta questa sensazione di occasione mancata, ma la mia valutazione è un pollice tendente verso l'alto in modo brillante.
5) Non in casa mia, di Nicoletta Bussacchetti
Hai una sensibilità non comune e questo racconto ne è ulteriore dimostrazione. In più, riesci a metterla su carta e inserirla in una struttura narrativa efficace. Molto bene. Paghi un po', come ti hanno fatto notare, sul fronte dello stile. "quando avevano occupato casa mia, avevo fatto di tutto per mandarli via. Le avevo provate tutte": avevano/avevo/avevo e tutto/tutte in così pochi caratteri e, aggravante, a inizio racconto risulta parecchio pesante. Tutto il testo è disseminato di queste piccole incertezze e sì, il tuo lavoro nei prossimi mesi dovrebbe incentrarsi sul ripulire, asciugare il più possibile. Occhio anche a piccole incongruenze tipo il respiro all'inizio quando invece dovrebbe già essere morto (e se è moribondo è strano che sua madre molli il capezzale anche solo per un secondo e che poi rientri con una altro non bene identificato solo allo scopo di dire quella frase funzionale per il lettore). Tema centratissimo e ben declinato. Per me qui siamo su un pollice tendente verso il positivo in modo brillante, ma non solido (credo sia la prima volta che uso questo tipo di pollice, ma non me ne viene in mente uno diverso per evidenziare la brillantezza della tua sensibilità e idea in contrasto con le mancanze sottolineate).
6) Casa d’altri al quadrato, di Stefano Impellitteri
La lettura è piacevole e la rivelazione finale colpisce, ma ci sono un paio di problematiche: 1) non è chiaro da subito che si si trovi in un condominio e questo mi ha spinto a rileggere più volte il pezzo in cui qualcuno sale le scale, il tutto reso ancora più confuso da quel TRASI che detto dalla vecchietta poteva essere benissimo il nome di una persone interna alla casa, Tracy... e poi, 2) perché lo fa entrare se è a sua volta una ladra? Tu mi dirai che è perché sta salendo proprio quel qualcuno dalle scale, ma le bastava mandarlo a stendere e chiudere la porta, stesso effetto e molto meno lavoro per raggiungere il risultato, no? Detto questo, il racconto fa il suo e il tema è preso bene con, in più, un titolo davvero apprezzabile. Direi un pollice tendente verso il positivo in modo solido, ma non brillante, questa volta.
7) La casa di Dio, di Enzo Gentile
Considerare l'immersività non è solo mero esercizio teorico, ma serve a fare capire il perché di quelle sensazioni d'incertezza che si possono avere alla fine di una lettura come quella del tuo racconto perché la confezione è buona, non ci sono particolari problematiche e il finale è, letteralmente e metaforicamente, da pugno (coltello) nello stomaco, però qualcosa non torna ed ecco che l'immersività ci viene in soccorso perché è vero che tu porti il lettore a vivere il racconto attraverso gli occhi del tuo protagonista, ma a questo punto perché le sue emozioni nei confronti del prete trapelano solo nel finale quando, invece, sono il motore trainante del tutto? Una spiegazione potrebbe essere una dissociazione nell'animo del protagonista, ma non ne troviamo traccia e allora ecco che il tutto è spiegabile solo da una scelta dell'autore tesa ad arrivare alla sorpresa finale e questo lo percepisco come un problema reale perché l'autore stesso, che ci ha dato gli occhi del protagonista, ha poi deciso cosa farci e non farci vedere. Detto questo, il tema è ben inserito e il racconto ha valore, ma come valutazione mi sento di fermarmi a un pollice tendente verso il positivo in modo solido, ma non brillante e in classifica va dietro al parivalutato racconto di Impellitteri perché meno corretto proprio sul fronte del punto di vista (che tu usi in modo funzionale per la fruizione stessa del racconto, cosa che appesantisce quello che, a mio avviso, è un errore).
8) Torno subito, di Alexandra Fischer
Nota a margine: non hai chiuso un corsivo e così t'è rimasto mezzo racconto in quella forma. Te ne saresti accorta immediatamente rileggendo, quindi tiratina d'orecchie perché non l'hai fatto e in tal modo hai reso difficoltosa la lettura, cosa che può avere di sicuro penalizzato il testo. Detto questo, mi sei piaciuta molto di più di altre volte anche se devo ancora rilevare una certa difficoltà a dare risalto ai punti di svolta, in particolare non si capisce perché la protagonista sia speciale e quale rilevanza abbia la padrona di casa nel contesto. Di contro, ottima la tua capacità solita di dipingere le scene nella mente del lettore. Concludendo, un pollice tendente verso l'alto anche se non in modo solido.
9) Nuova vita, di Pietro D’Addabbo
Un racconto con un paio di problematiche importanti. La prima: questa porta che si apre e sembra che entri una figura inquietante che poi sparisce... Al che vai a rileggere e rileggere e, alla fine, capisci che no, non era un altro personaggio, ma padre e figlio che entrano nell'osteria. Insomma, tutta la prima parte risente di una localizzazione dei personaggi che ho faticato a visualizzare. La seconda, più importante: il finale con il messaggio che volevi fare passare e che invece non mi è arrivato perché, davvero, troppo poco è lo spazio in cui hai cercato di svilupparlo. Ora, soprattutto questo secondo problema è connesso con un errato bilanciamento del racconto che può portare a pensare che con più caratteri avrebbe avuto la possibilità di svilupparsi meglio, ma, come ben sai, non la penso così perché in questi casi ritengo sempre sia un errore dell'autore che è arrivato lungo non riuscendo a equlibrare il tutto nello spazio dato. Resta il fatto che il tuo stile è estremamente intrigante e che nella parte dell'osteria funziona, eccome se funziona. Per quanto detto, la mia valutazione si attesta su un pollice ni tendente al positivo (soprattutto per il finale che proprio non mi è arrivato). Un consiglio: quando partecipo pongo sempre molta attenzione ai caratteri che sto usando e questo mi permette di capire se sto andando lungo e quindi se devo tagliare qualcosa prima ancora di averla scritta. La mia idea è che tu, limitatamente a questo racconto, abbia scritto e solo in seguito sia andato a vedere i caratteri e a quel punto, non potendo tagliare causa una struttura che non permetteva grossi tagli (oltre al fatto che eri già in ritardo) tu abbia sovrastimato il finale pensando che sarebbe comunque arrivato anche in una forma così ridotta.

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