Gruppo VIVO NEL BUIO: Lista racconti e classifiche

Appuntamento fissato per le 21.00 di lunedì 15 novembre 2021 con un tema del Campione dell'Arena della SETTIMA ERA: Wladimiro Borchi!
Gli autori che vorranno partecipare dovranno scrivere un racconto di max 5000 caratteri entro l'una.
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antico
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Gruppo VIVO NEL BUIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#1 » martedì 16 novembre 2021, 1:58

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BENVENUTI ALLA WLADIMIRO BORCHI EDITION, LA TERZA DELLA NONA ERA DI MINUTI CONTATI, LA 159° ALL TIME!

Questo è il gruppo VIVO NEL BUIO della WLADIMIRO BORCHI EDITION con WLADIMIRO BORCHI come guest star.

Gli autori del gruppo VIVO NEL BUIO dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo CINQUANTA SFUMATURE.

I racconti di questo gruppo verranno commentati e classificati dagli autori del gruppo RESPIRO DELL'UNO.


Questo è un gruppo da SETTE racconti e saranno i primi TRE ad avere diritto alla pubblicazione immediata sul sito e a entrare tra i finalisti che verranno valutati da WLADIMIRO BORCHI. Altri racconti ritenuti meritevoli da me, l'Antico, verranno a loro volta ammessi alla vetrina del sito, ma non alla finale. Ricordo che per decidere quanti finalisti ogni gruppo debba emettere cerco sempre di rimanere in un rapporto di uno ogni tre.

Per la composizione dei gruppi ho tenuto conto del seguente metodo: per primi ho assegnato ai raggruppamenti coloro in possesso di punti RANK NONA ERA, a seguire ho assegnato ai raggruppamenti coloro in possesso di punti RANK ALL TIME (il primo nel gruppo A, il secondo nel gruppo B, il terzo nel gruppo C, il quarto nel gruppo A e così via), coloro che non hanno ottenuto punti nei due Rank sono stati assegnati a seguire (primo a postare gruppo X, secondo a postare gruppo Y, terzo a postare gruppo BETA, quarto a postare gruppo X e così via).

E ora vediamo i racconti ammessi nel gruppo VIVO NEL BUIO:

Mai perdere la bussola, di Michael Dag Scattina, ore 00.41, 3293 caratteri
La strada delle castagne, di Andrea Lauro, ore 00.11, 4993 caratteri
Voglio morire felice, di Davide Mannucci, ore 00.04, 4980 caratteri
Laudatus est, di Luca Fagiolo, ore 00.34, 4911 caratteri
La bottiglia buona, di Giuliano Cannoletta, ore 23.06, 3723 caratteri
Il tuo Uber, di David Galligani, ore 00.45, 4590 caratteri
Cambiare a Ibilbidea, di Antonio Pilato, ore 23.31, 4980 caratteri

Avrete tempo fino alle 23.59 di giovedì 25 NOVEMBRE per commentare i racconti del gruppo CINQUANTA SFUMATURE Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Per i ritardatari ci sarà un'ora di tempo in più per postare le classifiche e i commenti, quindi fino alle 00.59 del 26 NOVEMBRE, ma si prenderanno un malus pari alla metà del numero di autori inseriti nel gruppo approssimato per difetto. Vi avverto che sarò fiscale e non concederò un solo secondo in più. Vi ricordo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo. Una volta postate tutte le vostre classifiche, posterò la mia e stilerò quella finale dei raggruppamenti.
NB: avete DIECI giorni per commentare e classificare i racconti del gruppo CINQUANTA SFUMATURE e so bene che sono tanti. Ricordatevi però che Minuti Contati, oltre che una gara, è primariamente un'occasione di confronto. Utilizzate il tempo anche per leggere e commentare gli altri racconti in gara e se la guardate in quest'ottica, ve lo assicuro, DIECI giorni sono anche troppo pochi. E ancora: per quanto vi sarà possibile in base ai vostri impegni, date diritto di replica, tornate a vedere se hanno risposto ai vostri commenti, argomentate, difendete le vostre tesi e cedete quando vi convinceranno dell'opposto. Questa è la vostra palestra, dateci dentro.

Eventuali vostre pigrizie nei confronti dei commenti ai racconti (che devono avere un limite minimo di 300 caratteri ognuno) verranno penalizzate in questo modo:
– 0 punti malus per chi commenta TUTTI i racconti assegnati al suo gruppo con il corretto numero minimo di caratteri.
– 13 punti malus per chi commenta tutti i racconti assegnati al suo gruppo, ma senza il numero minimo di caratteri.
– ELIMINAZIONE per chi non commenta anche solo un racconto di quelli assegnati al suo gruppo.


Vi ricordo che i racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a me.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo CINQUANTA SFUMATURE.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

E infine: una volta postate e da me controllate, le classifiche non possono più essere modificate a meno di mia specifica richiesta in seguito a vostre dimenticanze. L'eventuale modifica non verrà contabilizzata nel conteggio finale e sarà passibile di malus pari a SETTE punti.

BUONA WLADIMIRO BORCHI EDITION A TUTTI!



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Proelium
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Re: Gruppo VIVO NEL BUIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#2 » mercoledì 17 novembre 2021, 21:40

Ecco la mia classifica. Vista la qualità dei brani, leggerli è stato davvero un piacere. Classificarli è un atto di crudeltà verso il genere umano, ma bisognava farlo.

-1) La strada delle castagne, Andrea Lauro
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-2) Voglio morire felice, Davide Mannucci
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-3) Mai perdere la bussola, Micheal Dag
► Mostra testo

-4) Laudatus est, Luca Fagiolo
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-5) La bottiglia buona, Giuliano Cannoletta
► Mostra testo

-6) Cambiare a Ibilbidea, Antonio Pilato
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-7) Il tuo Uber, David Galligani
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In bocca al lupo e grazie a tutti per le belle letture... una boccata d'aria fresca di cui avevo bisogno.

Francesco

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Andrea Furlan
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Re: Gruppo VIVO NEL BUIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#3 » giovedì 18 novembre 2021, 0:41

Grandissimo girone, complimenti a tutti!
Veramente dura fare la classifica, ho rigirato col mouse avanti e indietro i primi quattro almeno venti volte: secondo me si meritano tutti il primo posto ex aequo, ma mi tocca metterli in fila con grande sofferenza, quindi ecco qui.

1 - La strada delle castagne, di Andrea Lauro
2 - Laudatus est, di Luca Fagiolo
3 - Mai perdere la bussola di Michael Dag Scattina
4 - Voglio morire felice, di Davide Mannucci
5 - Il tuo Uber, di David Galligani
6 - La bottiglia buona, di Giuliano Cannoletta
7 - Cambiare a Ibilbidea, di Antonio Pilato


Mai perdere la bussola di Michael Dag

Ciao Michael,
Mi sono goduto il tuo racconto come un sorso di ottimo grog bevuto sul cassero in una bella serata d'estate. A parte gli scherzi, sei riuscito con dettagli ben dosati a creare l'ambientazione giusta, hai tratteggiato il carattere del protagonista dandogli un nome profetico, hai centrato il tema al 200%. Bella anche la divisione della struttura nelle tre parti, con il biglietto che risolve e chiude in eleganza. Ti segnalo un paio di note negative in quella che considero un'ottima prova, il tutto concentrato solo nella prima parte, mentre le altre due filano via benissimo: ho trovato un po' ridondanti i dettagli sulle salve di cannoni, avresti potuto semplificare migliorando un po' il ritmo. Anche l'incipit poteva essere più interessante e gettare il lettore nella situazione con maggiore decisione.


La strada delle castagne, di Andrea Lauro

Ciao Andrea,
complimenti per questo pezzo vivido, ottimamente dosato fra dialogo e azioni dei personaggi. Come in altri tuoi scritti ho apprezzato l’atmosfera che sai creare su questi pezzi di vita popolare, quotidiana, che assumono forza sulla pagina. Buona anche la chiusura che include il tema, rispettato al 100%: fino alle ultime righe non sveli dove vuoi andare a parare e tieni alta la tensione del lettore. Ho solo una perplessità sull’età del protagonista: a mio parere il suo modo di pensare e di parlare, unito al fatto che desidera la sua indipendenza in modo molto chiaro, denotano una certa maturità, avrei scelto 17 o 18 anni invece che 14.


Voglio morire felice, di Davide Mannucci

Ciao Davide,
complimenti anche a te, ottimo racconto! Struttura, dialoghi, azioni e spiegazioni sono tutti ben dosati e servono bene la tua intenzione di raccontare la storia di un uomo in bilico fra due famiglie, la vita e la morte, la felicità e la paura di non vivere pienamente. Tema declinato in maniera non scontata, col cambio di rotta che sta dietro l’angolo e si svela solo alla fine. Devo dire che non ho trovato il finale immediato (e spero di avere capito bene…), soprattutto per la frase: “Madre e figlio si scambiano uno sguardo di intesa. Sorridono, sembrano sereni. Sanno che sono malato ma mi hanno in pugno.” Se ho capito bene la madre è l’amante e il figlio (figliastro di lui) non è il figlio di lei ma della moglie legittima, inoltre “ma mi hanno in pugno” sottintende che ci sia un disegno ai suoi danni, mentre mi sembra che alla fine facciano il tutto di comune accordo per il suo bene. Si tratta comunque di una sbavatura che si può sistemare facilmente e potrebbe chiarire molto il senso del finale.


Laudatus est, di Luca Fagiolo

Ciao Luca,
quando ho finito di leggere da solo e al buio, la mia stanza ha risuonato di una parola: “Geniale!”. Mi hai ricordato [Andrea si fa il segno della croce azzardando il paragone] Douglas Adams e la guida galattica per autostoppisti, misto a un pulp movie di fantascienza anni 60. Non ho neanche fatto caso a imprecisioni o problemi vari che comunque non ho trovato neanche a una seconda lettura, perché sono corso rapido verso il finale, come mi succede solo nelle storie ben scritte.


La bottiglia buona, di Giuliano Cannoletta

Ciao Giuliano,
il tuo testo mi è piaciuto, ordinato, tema centrato al 100%, nessun problema formale e facile da leggere. Però a livello emozionale non mi è arrivato completamente, forse per la mancanza di un vero conflitto, a parte l’inquietudine del capitano. Ho anche pensato a possibili alternative per renderlo più interessante che avrei forse potuto suggerire, ma difficile farlo uscire dai binari che gli hai dato. Mi spiace, perché è comunque scritto bene e coinvolgente, anche nel finale che sorprende.


Il tuo Uber, di David Galligani

Ciao David,
buon pezzo tutto giocato sul dialogo a tre, atmosfera alla Tarantino. Non sono sicuro di aver colto al 100% il tema, immagino che fosse inserito sul finale, quando Toni decide di farsi riportare all’hotel: in questo caso a mio avviso è centrato ma un po’ lateralmente. Ho trovato un po’ di confusione sull’ambientazione: l’ambiente esterno al taxi è descritto in modo forse troppo minimale e aiutano solo nomi e caratterizzazione dei personaggi. Francamente non sono riuscito a immaginarmi un luogo fisico credibile dove la scena potesse svolgersi. Il dialogo è surreale soprattutto perché portato avanti da una persona in punto di morte, ma ritornando all’atmosfera da B movie direi che ci sta. Per riassumere, buona prova ma che avrebbe meritato un po’ più di chiarezza per renderla ancora più credibile.

Cambiare a Ibilbidea, di Antonio Pilato

Ciao Antonio,
mi spiace ma il tuo racconto non mi è arrivato: spero che i miei commenti possano aiutarti a riflettere sui punti deboli della tua storia. Prima di tutto non sono riuscito a immedesimarmi, forse a causa della prima persona al passato e del complicato cambio dei punti di vista. I dialoghi e le azioni sono resi in modo molto narrato dove forse non serve, i nomi dei personaggi e della città non hanno riferimenti nel reale e hanno distolto la mia attenzione. Il finale non è chiaro e fa perdere ancora di più l’attenzione, spiegando qualcosa che non aggiunge nulla ed era già chiaro dal resto della storia.

alexandra.fischer
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Re: Gruppo VIVO NEL BUIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#4 » giovedì 18 novembre 2021, 19:01

Buonasera, ecco i miei commenti e relativa classifica:

MAI PERDERE LA BUSSOLA di Michael Dag Scattina Tema centrato. L’atmosfera marinaresca è resa in modo eccellente. Quel Fanculo Poseidone rimane impresso. Capitan Velamuerta è così duro di carattere da farsi amare. Proprio così: è il genere di personaggio antieroico che ogni Lettore si aspetta in storie di questo tipo. Ha una sua grandezza tragica. Soprattutto nel difendere la sua nave, la MaderaSangre, dagli ammutinamenti, come si vede dal caso del marinaio nero sdentato. Il timoniere traditore, che li ha venduti agli inglesi costituisce un elemento ulteriore di grandezza del capitano: lo considerava un amico. La lettera finale è un atto di perfidia. Ottima storia, rendi davvero l’atmosfera delle navi dell’epoca di Elisabetta Prima.
Attento alle virgole: scegli i caporali, li trovi in Word, Inserisci Simboli, oppure in certi programmi rete riferiti alla gestione di Word.

LA STRADA DELLE CASTAGNE di Andrea Lauro Tema centrato. Racconto sottile. L’ambientazione potrebbe essere cinquecentesca, all’incirca. Ma questo è un parere umile del Lettore Amante degli Indovinelli. L’ambientazione rimanda a un’epoca lontana, il carro trainato dall’asino, la vita da mercanti legati alle guardie adibite alla sorveglianza delle porte riguardo all’accesso alla città. E il protagonista ha allungato la strada apposta, scegliendo appunto quella del titolo del racconto per la sua amata Lucia: certo, lui vuole cambiare rotta, a quattordici anni, innamorato e pieno di sogni. Il fratello Gustavo, dapprima burbero, gli fa da complice. Bellissimo particolare. Ottima l’atmosfera soffocante: si vede questa casupola dove non c’è posto per una donna, con il celibe e rassegnato Gustavo e questo padre severo.

VOGLIO MORIRE FELICE di Davide Mannucci Tema drammatico. Il cancro del protagonista è maligno, ha solo poco meno di due anni di vita. E con l’incognita dell’intervento al successo del due per cento. Questo lo costringe a riordinare la sua vita: macché figliastro ventitreenne con madre ricattatrice emotiva, il suo futuro, per quanto breve, è con l’amante storica Clara, dalla quale ha avuto la figlia biologica Sofia e c’è da capirlo, esiste una voce del sangue (vedi la reazione di lui alla vista del neopadre con il palloncino che annuncia la nascita del figlio maschio) che supera anche l’istinto del seduttore (da notare l’infermiera ammiccante). Buona prova.
Attenzione:
ti riporto la frase corretta: due percento.

LAUDATUS EST di Luca Fagiolo Tema centrato. Una SF davvero originale, sulla nave in orbita ci sono due adolescenti nudi, maschio e femmina. E un capitano alieno dal nome impronunciabile e dalla parlata simile ai neri della serie delle Piccole Canaglie. Esiste però anche il Profeta Ez3k13le, dall’aspetto bionico, il quale rimprovera la fanciulla del mancato intervento per salvare la Terra, che lui sta aiutando il Creatore a rendere di nuovo abitata, questo, dopo un resettamento della Terra, ormai inabitabile. Molto bella, come storia, e anche il sacro Tanàk, il probabile testo base che ha dato origine alla Bibbia. Il Lettore può solo incrociare le dita davanti a questa nuova Terra (visto che è nella zona di Orione, e la simbologia del Cacciatore alternato allo Scorpione lascia intravedere grandi doni e grandi lotte).
Attenzione:
ti riporto la frase corretta: Subido, Capidano

LA BOTTIGLIA BUONA di Giuliano Cannoletta Tema centrato. La bottiglia buona può aspettare, con un capitano Stoner così ridotto: i viaggi spaziali sono la sua vita, e sulla Terra, alla sua età non più verdissima, non troverebbe nulla per se stesso. La solidarietà dell’equipaggio, a partire da Chuck, commuove il lettore. La storia è scritta in modo ottimo, nello spirito di Simak. Buona la resa della situazione paradossale di partenza, eppure la Terra sarebbe a due passi. Invece, ecco l’inversione dell’astronave, compiuta collettivamente. Storia bellissima, nello spirito di Star Trek.
Attento:
la grafia corretta italiana è tè.

IL TUO UBER di David Galligani Tema centrato, qui è lo sfruttatissimo Munir a cambiare rotta. Gadagna dei bei soldi dopo aver trasportato invano Ezechiele l’accoltellato verso i vani soccorsi. Ezechiele è simpatico, dopotutto, ha deciso di vendicarsi sul colombiano dopo essersi visto derubato della compagna Wanda. Molto efficace lo scambio sarcastico di Toni ed Ezechiele a proposito delle rispettive compagne di vita. Il finale, con il corpo di Ezechiele occultato nel bagagliaio ci sta, è nel puro spirito della malavita: citi, dai nomi, la mafia e i narcotrafficanti colombiani. Sai, il tuo stile è simile a quello di Mickey Spillaine e non è da tutti.
Attento:
Sì, ciao Bimbo
Gli ho chiesto qualcosa a questo negro di merda qui, eh, Toni?
Sì, certo.
Quanto guadagni, con questo lavoro, Munir?
Mille centocinquanta.
Stai calmo, Ez.
Ti do cinquecento euro.
mica come tua moglie, Toni.
A me, Wanda il culo non me l’aveva mai voluto dare!
Morirò, eh, Toni?
Mia moglie è un cesso, Ez. Dato che non sono Brad Pitt, evito di affezionarmi a fiche stracostose.
Sì, certo che è morto.

Classifica soffertissima, siete tutti ottimi autori:


CAMBIARE A IBILBIDEA di Antonio Pilato
Tema centrato. Ma tu guarda, Policarpo e Nicabar possono dirsi dei truffatori provetti fino a che non incappano nella città di Ibilbidea (in realtà conosciuta come città di Rotta), dove vengono truffati a loro volta dall’addetto al cambio, il quale è lui è a godersi il colpo. Sì, io lo vedo così: felice, al punto da festeggiare in modo sessuale con la moglie Guia prima dell’arresto. E l’articolo del finale è davvero spiazzante in modo piacevole per ogni tipo di Lettore. La storia è un rimando alle città infernali di Calvino. Ottima prova.
Attenzione, ti riporto la frase corretta:
Salve, buonomo.


Classifica soffertissima, siete tutti ottimi autori:


LA STRADA DELLE CASTAGNE di Andrea Lauro

VOGLIO MORIRE FELICE di Davide Mannucci

LA BOTTIGLIA BUONA di Giuliano Cannoletta

LAUDATUS EST di Luca Fagiolo

CAMBIARE A IBILBIDEA di Antonio Pilato

MAI PERDERE LA BUSSOLA di Michael Dag Scattina

IL TUO UBER di David Galligani

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antico
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Re: Gruppo VIVO NEL BUIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#5 » domenica 21 novembre 2021, 19:24

Tre classifiche ricevute, ve ne dovranno arrivare altre cinque.

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Signor_Darcy
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Re: Gruppo VIVO NEL BUIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#6 » domenica 21 novembre 2021, 22:16

Al solito, gruppo di buon livello e classifica difficilissima.

1. La strada delle castagne
2. Mai perdere la bussola
3. Voglio morire felice
4. Il tuo Uber
5. La bottiglia buona
6. Laudatus est
7. Cambiare a Ibilbidea


La strada delle castagne, di Andrea Lauro
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Mai perdere la bussola, di Michael Dag Scattina
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Voglio morire felice, di Davide Mannucci
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Il tuo Uber, di David Galligani
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La bottiglia buona, di Giuliano Cannoletta
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Laudatus est, di Luca Fagiolo
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Cambiare a Ibilbidea, di Antonio Pilato
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Debora D
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Re: Gruppo VIVO NEL BUIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#7 » mercoledì 24 novembre 2021, 16:22

Classifica in cui ho saputo subito chi sarebbe stato sul gradino più alto del podio e che invece mi ha messo in difficoltà per le tre posizioni successive.

1. La strada delle castagne, Lauro
2. Voglio morire felice, Mannucci
3. Laudatus est, Fagiolo
4. Mai perdere la bussola, Scattina
5. La bottiglia buona, Cannoletta
6. Il tuo Uber, Galligani
7. Cambiare a Ibildibea, Pilato


PILATO
Ciao Antonio, piacere di leggerti.
Ho letto il tuo racconto all’inizio con curiosità per le vicende dei due truffatori ma poi proprio la curiosità si è infranta nel vederli ingannati così facilmente. Dall’incipit che hai creato me li immaginavo parecchio scaltri invece la truffa del cambio li sconfigge con tanta facilità, non c’è neanche un indizio che ci dica che hanno sospetti. Troppo sicuri di sé per riconoscere l’inganno? Può darsi, però durante la lettura c’era una vocettta che mi ripeteva “ma dai, così facile?”.
La seconda osservazione riguarda la realizzazione: anche a me il cambio di punto di vista ha dato qualche difficoltà.
Il tema mi sembra un poco forzato però l’idea è simpatica e divergente e riconosco lo sforzo di non prendere strade già batutte. Ma è più in tema l’averci provato piuttosto che la storia in sé a mio parere.
In conclusione noto un po’ di confusione nella realizzazione, alcune sbavature stilistiche (Abisso con la maiuscola mi aveva anticipato un’atmosfera che poi non ho trovato), tema afferrato di lato.
Buona edizione, alla prossimaù

LAURO
Ciao Andrea, piacere di commentarti. Ripensavo oggi che sei stato proprio tu il primo che ho commentato nell’Arena quindi ti meriti un commento dettagliatissimo!
In poche parole mi hai convinto e sei da podio.
Le note che seguono sono in nome del desiderio di migliorare sempre.

Ambietazione: questa sorta di passato sembra localizzabile in un lunghissimo lasso di tempo, avrei gradito una noticina di colore in più, ma questo solo perché mi piace la narrativa storica.

La roba
la merce
I sacchi

Mai una volta che ci dicano che cosa vendono. Per loro è la vita quindi come mai non pensano mai direttamente al contenuto del carro? Nessun suono, odore o altro elemento ci dà dettagli sulla merce. Potrebbe essere simbolica dell’immobilità della vita di questa famiglia di uomini. Si unisce all’aspetto fumoso dell’ambientazione. Non è negativo ma mi piacerebbe sapere se è voluto.

Spazio.
Tutto avviene su una strada che sembra diritta. C’è una dilatazione però nello spazio perché prima c’è la luce di casa, quindi mi ha fatto pensare a una certa distanza, poi il padre è fuori con le braccia sui fianchi, sembra nitido perciò più vicino e infine corre verso di loro e li raggiunge in pochi attimi a partire dal momento in cui il protagonista si accorge del suo movimento.

Sintassi.
L’impegno a immergersi nel personaggio è spesso nemico della sintassi, succede molto anche a me: restiamo affascinati dalle frasi nominali, da costruzioni che seppelliscono i predicati e le espansioni perché cerchiamo di tenere a bada la subordinazione.
Escono cose così:
Sforzati, pensa a Lucia. Al pomeriggio che ho passato con lei nel bosco, tra i castagni.  Mentre mio fratello stava sulla strada ad aspettare. → d’impatto emotivo sicuro, ma meno funzionante perché non è solitaria nel testo, ma si ripete nel finale.
Le due sottolineate non sono frasi per le regole della grammatica italiana, licenza poetica che capisco, ma che secondo me potrebbe essere centellinata di più, dall'arte all'errore il passo è breve. E una frase nominale potrebbe diventare un periodo con coordinazione ed espansioni capaci di dare bei dettagli.
«Il ragazzo non è buono, t’ho detto. E tu, senti un po’.» Mi tiene gli occhi addosso. «Non volevi andare per castagne?»
E forse ho sbagliato tutto, su Gustavo.
«E allora domani vai per castagne.»

Ok il pensiero diretto del protagonista, corretto l’andare a capo eppure non mi pare perfetto, avrei reintrodotto la battuta di Gustavo con un movimento poiché il pensato è del ragazzo.

Conclusione: Ottimo racconto, qualità della scrittura sempre secondo le aspettative e tema centrato nell’antefatto (perché hanno fatto una deviazione) e nei desideri del ragazzo protagonista che vorrebbe cambiare vita. Scorrevole, carico di emozione, qualche filo nebuloso qua e là ma bella storia. La semplicità della declinazione nel tuo caso è stata vincente.
Alla prossima

Scattina
Ciao Michael,
un cervello spalmato sul ponte è quello che ci vuole, se non l'avessi trovato non ti avrei riconosciuto. Scherzi a parte mi piacciono le storie di pirati ed è stata una lettura simpatica nonostante un po’ di confusione che ho fatto tra nomi e ruoli.
La prima sequenza è chiara e si concentra tutta su Velamuerta, il tradimento della sequenza finale immagino sia originato dal difetto del protagonista che è arrogante e non ascolta gli altri ma l'hai reso statico con l'espediente del biglietto. Potrebbero non esserti bastati i caratteri? Sarebbe stato carino per esempio inserire una riga in cui il capitano si gira e vede all’orizzonte gli inglesi o qualcosa che rimettesse il personaggio al centro e ci mostrasse la sua reazione.

Come idea funziona e il tema è centrato, però avrei gradito un potenziamento della figura di Diego per rafforzare così il momento del colpo di scena. Visto che Diego non ce lo avevo più di tanto presente e di lui mi fregava poco, il tradimento l’ho colto più dal punto di vista intellettuale che altro. Si tratta di un personaggio di cui si parla più di uno che agisce e anche il momento in cui cade in mare ci è riferito dal protagonista. Mossa giusta per distogliere l'attenzione da lui ma allo stesso tempo un po' mosciarella per me.

Data l’ora di consegna e <> per i dialoghi si capisce che non hai avuto modo di revisionare, ti elenco qualche refuso.
Li avremo messi in fuga → qui mi pare dovesse esserci un condizionale
a se → manca l’accento
Velamuerta / Velamorta → morta o muerta?

Conclusione: tema centrato e realizzazione divertente. L’ottimo ritmo del racconto secondo me si sfalda nel finale statico che avrei gradito completato da un momento di azione del protagonista. Per il resto un bel racconto.

Alla prossima lettura!

Fagiolo
Ciao Luca, raccontino esilarante che varia sul tema dei sapienti progenitori. Ho apprezzato soprattutto la declinazione che porta il cambio di rotta al massimo livello, una delle trovate migliori che ho letto finora.
Per la realizzazione devo capire se hai deciso di mollare l’immersione di proposito in favore dell’umorismo. Ci sono alcuni aspetti simpatici, come la difficoltà di interpretazione del cervellone delle reazioni dell’umana e alcuni aspetti meno convincenti che mi sono parsi un’incongruenza.
Te ne espongo qualcuna.
L'ufficiale di plancia Kangushkano dal nome impronunciabile → è il nome proprio o è il nome del popolo? È lunghissima come perifrasi. Occhiolino al lettore? Quindi qui abbiamo la scelta per l'umorismo.

Ma perché Kangushkano parla così? Analizza milioni di dati ma non ha un modo preciso di comunicare con il comandante cervellone? Lo giustifico con l’intento ironico, però non è una soluzione che mi ha entusiasmato.

il battito del cuore accelerato. -> Come gli arriva questo dato? Lo possiede perché è una macchina? Però la realizzazione che è una macchina ci arriva dalla ragazza.

«Io sono il profeta Ez3k13le, porta rispetto.» → bellino il nome alfanumerico ma si perde nella battuta successiva. Se lui pronuncia i numeri, lei come fa a riconoscere Ezechiele in EZtreKunotreLE? Ci starebbe come minimo una pausa di riflessione tra l’uno e l’altro, mi sembra davvero troppo svelta la ragazza.

l'esplosione registrata dagli schermi illumina di rosso lo spazio circostante. / La terrestre femmina rinchiusa nella gabbia di luce riprende conoscenza e si stropiccia gli occhi. → potevano starci delle virgole, le frasi non sono del tutto scorrevoli.

Ho apprezzato il messaggio finale sulla cura per il pianeta Terra che è molto attuale ma l'hai trattato in modo scanzonato e gradevole.

Conclusione: difficile valutazione. Ho gradito l’idea, mi manca qualcosina per essere del tutto soddisfatta. Sento che avrebbe avuto bisogno di maggiore cura nella coerenza del PDV, ma non per l’immersione, piuttosto per non creare un effetto stridente mentre mi godo il buffo modo di pensare del cervellone.

Galligani David
Ciao David, piacere di leggerti.
Confesso che ho difficoltà a cogliere la declinazione del tema. Dove è il cambio di rotta? Munir inserisce l’indirizzo e lo segue fino alla fine anche se il tizio muore. Se il cambio di rotta sta nella decisione di andare al California alla fine, mi sembra davvero pochino. Ma penso di non averlo capito io.

Ci proponi un racconto pulp notturno. Mi è piaciuto lo spazio chiuso dell’Uber, ma ho trovato i dialoghi così serrati non sempre funzionali. La storia comincia con due battute che sono voci senza corpo e poi andando avanti ho dovuto più volte tornare indietro per capire chi stesse parlando. Ti faccio due esempi.
«Fai silenzio e fammi chiamare il capo.»
Toni compose un numero.

Battuta e azione così separata mi suggeriscono un cambio di soggetto, ma credo che a parlare sia sempre Toni. Come mai a capo quindi? In questo modo poi crei una sorta di regola del racconto e perciò quando arriva un momento così:
«Calle Houston 46. Subito»
Munir cambiò frettolosamente le coordinate GPS nell’applicazione.

Io mi chiedo se a parlare sia Munir o Toni. Lo capisco poi andando avanti ma la cosa non è immediata. Tra l'altro poco prima c'è scritto:
«...No, non col mio telefono con quello dell’altro morto, ho usato il suo dito. Va bene. La ringrazio, la ringrazio.»
Battuta che è certo di Toni pertanto l'a capo destabilizza.

Sì -> avverbio di affermazione richiede l'accento

Conclusione: Carina l’ambientazione urbana ma avrebbe giovato di più dettagli perché percepito un po' di confusione. Infine non ho colto il tema.

Buona edizione, alla prossima

Cannoletta
Ciao Giuliano, il tema è centrato, la prima sequenza della storia mi è piaciuta e aveva acceso una scintilla di empatia che però è sfumata in perplessità.

Anche tu cominci la storia con due battute, è una scelta tentatrice in stile cinematografico che però in realtà crea una situazione di sospensione. Non sappiamo chi parla né in che contesto perciò non sono in grado di creare l'ambiente. La scena parte fumosa.

«È proprio lei?»
«E cos'altro può essere, secondo te?»
L'equipaggio si affolla a babordo, ...

Dopo le due battute abbiamo un nome collettivo quindi non sappiamo chi abbia parlato. Introdurre subito ambiente ed equipaggio poteva essere anche un modo per farci conoscere Lucas e Peter che tornano alla fine.


La questione più importante per me riguarda l’impostazione della storia e il suo risultato. Questa frase
Piccola come una pallina da golf, la sfera che abbiamo desiderato ogni giorno e ogni notte da più tempo di quanto riesca a ricordare.
mi è piaciuta, imposta bene il senso del desiderio, lo struggimento.
Ma il finale mi è parso tradirla. Alla fine l'equipaggio rinuncia al massimo desiderio perché il capitano sta morendo, grande gesto ma il testo è troppo breve per farci cogliere motivazioni o profondità della scelta, mi è arrivata più come incoerenza con la premessa che come momento d’impatto. Nella prima sequenza manca un appiglio per giustificare una tale mossa ma tutto è concentrato sul desiderio di casa, anche la bottiglia buona, una bella immagine, esiste in funzione della casa.

Nella seconda sequenza ci sono dialoghi con pochi appigli. Chi racconta è il punto di vista della prima sequenza? O un altro? La chiarificazione arriva tardi. Comincia di nuovo con una battuta e chi parla non agisce se non dopo molte battute. Abbiamo battute e azioni del capitano. Dell’altro personaggio solo la voce.
«E così ha deciso di bersela tutto da solo?»
Il capitano stacca la tazza dalle labbra e tossisce un paio di volte. Macchie scure compaiono sulla tovaglia. «No, no... è solo the.»
«Stavo scherzando, capitano. E anche se fosse, ha tutto il diritto di bersela quella bottiglia di vino. Ha portato a termine una missione straordinaria.»
Posa la tazza sul tavolo e si asciuga le labbra con la manica della camicia. Di nuovo quello sguardo perso nel vuoto.
«È tutto ok, capitano?»
«Ti manca casa tua, Chuck?»
«Come?»
«Scusami, è una domanda sciocca. Certo che ti manca.»
«È stato un viaggio molto lungo, Capitano Stoner. Sono contento di rientrare. Tutto l'equipaggio lo è.»
«Già. Siete bravi ragazzi, ve lo meritate.»
«Mi pare di capire che lei avrebbe continuato volentieri la missione.» Abbozzo un sorriso. «Quattro anni e mezzo di esplorazione della galassia non le sono bastati.»


Conclusione: un racconto che soffre il limite dei caratteri, perché la motivazione dell’equipaggio a compiere un grande gesto manca e mi sembra quindi che la generosità enorme non ottenga sufficiente forza e risonanza. La struggente immagine della Terra all'inizio funziona e la prima sequenza è per me la più riuscita, tralasciando la questione dell'incipit.

Buona edizione, alla prossima lettura.

MANNUCCI
Ciao Davide, Ciao Davide, piacere di leggerti.
Un bel racconto che parte già con un titolo che anticipa la direzione della storia.
Complimenti per l’incipit che è la parte che ho preferito, è avvolgente e subito cattura. Ci cali nel personaggio e in una situazione forte, a parte gli occhi verde smeraldo dell’infermiera (ce ne sono davvero tanti in narrativa) tutto funziona bene. Una diagnosi come quella del protagonista può di certo generare un cambio di rotta.

Hai voluto mettere tantissimo in questi 5000 caratteri, una vita intera. E qui ci sono gli scricchiolii su cui si potrebbe lavorare.
Ho passato tutto il racconto a cercare di districarmi tra le varie relazioni del PDV. Sarò pure poco sveglia ma a capire che le donne erano due ci ho messo un po’. Errore originato da indizi colti male: dieci anni insieme e il figliastro mi hanno fatto pensare che la donna al telefono fosse la stessa madre del ragazzo, poi però lui è vago e ci sono Clara e una bambina.

Figliastro → povero ragazzo. Il protagonista lo pensa così invece che per nome?
Ricatti affettivi. Di nuovo. → Perché questo? Mi sembra che il figliastro voglia farlo stare nella verità, non ricattarlo, perciò è un riferimento al passato, ma è molto complesso. Toglierlo non cambierebbe le cose.

Conclusione: in questo racconto c’è così tanto che straborda dal limite dei caratteri. In alcuni casi questo sfocia in un ottimo risultato, come nell’incipit incalzante, in altri crea confusione: hai creato dei legami familiari attuali ma parecchio intricati e ancora penso al povero figliastro senza nome. In ogni caso una bella storia calata nel reale.

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antico
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Re: Gruppo VIVO NEL BUIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#8 » mercoledì 24 novembre 2021, 19:03

Cinque classifiche ricevute, ve ne dovranno arrivare altre tre.

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Alessandro -JohnDoe- Canella
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Re: Gruppo VIVO NEL BUIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#9 » giovedì 25 novembre 2021, 9:01

Oh, ma quanto è bello vedere come mille caratteri in più o in meno portino a sviluppi completamente diversi del nostro modo di scrivere e di porci nei confronti di una storia? Per non parlare del tema, che secondo me questo mese ha solleticato parecchi di noi. A livello tecnico ho notato poi un livello mediamente più alto rispetto alle due precedenti edizioni, con tanti spunti interessanti.

Come sempre, ricordo i principi alla base delle mie classifiche:

1. Sono uno di quei lettori che, a parità di valore, privilegia i testi caratterizzati da uno stile di qualità a scapito della trama. La mia idea è che un bravo scrittore sia in grado di nascondere un’idea poco originale dietro alla tecnica. Attenzione, però: quando parlo di tecnica non mi riferisco al barocchismo di certi scribacchini di quart’ordine che riempiono le librerie nascondendosi dietro la maschera della fantomatica literary fiction; parlo di pulizia e costruzione delle scene, di caratterizzazione dei personaggi, di gestione e progressione del conflitto e infine di dialoghi accattivanti e ben bilanciati.
2. I commenti che troverete a corredo della classifica NON sono gli stessi che ho scritto sui singoli post, in quanto nascono da riflessioni post seconda lettura ed eventuali scambi d’opinione con i singoli autori.

E ora via con la classifica, regia!

1. La strada delle castagne – Andrea Lauro
► Mostra testo

2. Mai perdere la bussola – Michael Dag Scattina
► Mostra testo

3. Voglio morire felice – Davide Mannucci
► Mostra testo

4. La bottiglia buona – Giuliano Cannoletta
► Mostra testo

5. Laudatus est – Luca Fagiolo
► Mostra testo

6. Il tuo Uber – David Galligani
► Mostra testo

7. Cambiare a Ibilbidea – Antonio Pilato
► Mostra testo
lupus in fabula

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Re: Gruppo VIVO NEL BUIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#10 » giovedì 25 novembre 2021, 20:09

Poche ore alla scadenza, dovete ancora ricevere due classifiche.

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Re: Gruppo VIVO NEL BUIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#11 » giovedì 25 novembre 2021, 23:32

Ecco la classifica

1. La strada delle castagne
2. Laudatus est
3. Voglio morire felice
4. La bottiglia buona
5. Cambiare a Ibilbidea
6. Mai perdere la bussola
7. Il tuo Uber

COMMENTI
Mai perdere la bussola
Ciao Michael,
ti anticipo che il finale è ciò che ha dato una bella spinta a questo racconto. Ho faticato a seguire proprio tutti tutti i riferimenti alle navi e ai pirati, ma non così tanto da non riuscire a leggere.
Ho notato un po' di errori di battuta (Velamorta/Velamuerta, qualche virgola che ha spezzato il dialogo) ma avendo già letto i tuoi testi so trattarsi di refusi dati dal tempo.
Mi è mancato forse sapere di Diego, avere di lui solo uno spunto tramite la voce di Velamuerta ha spento un po' il finale (che comunque mi è piaciuto). Se avessi saputo di più però sono sicura ci sarebbe stato maggior coinvolgimento.
Bella prova comunque! Forse però so di potermi aspettare di più da te.
Morena

La strada delle castagne
Ciao Andrea,
anche il tuo racconto mi ha davvero coinvolta sul finale. L'inizio l'ho trovato un po' lento, ma ciononostante la lettura è stata piacevole e scorrevole. Il tuo stile è pulito e mi sono arrivate limpide le emozioni che volevi suscitare. Come ti anticipavo, ciò che mi ha più sorpresa (e ha preso alla sprovvista un po' anche me) è proprio il finale: non perché sia inatteso (il lietofine è sempre atteso), ma proprio per come l'hai saputo gestire.
Un bel lavoro, complimenti!

Voglio morire felice
Ciao Davide,
leggerti è sempre un piacere. Confesso che questa volta ho fatto fatica ad entrare in empatia con il protagonista, ma non per un tuo difetto nel testo, ma proprio perché ha uno stile di vita che è molto lontano da tutto ciò che tollero e approvo. Da lettore è sempre difficile empatizzare con qualcuno che si allontana tantissimo dai tuoi principi morali. La mia valutazione quindi andrà oltre questo aspetto e si concentrerà più su temi "tradizionali" come stile e tema. Ho trovato il testo molto pulito (forse uno dei più puliti finora) e alcuni dettagli come il riferimento a Tiziano Ferro hanno reso il tutto più reale. Alcune frasi sono proprio delle piccole perle molto piacevoli e su cui è sempre bello riflettere (peccato vengano da un pezzo di m...oribondo).
In sintesi: non mi hai preso con l'empatia, ma per il resto non ho nulla da rimproverarti.


Il tuo Uber
Ciao David,
credo sia il secondo testo tuo lavoro che leggo (il primo è stato "Ammazzalo!") e sto imparando a riconoscere il tuo stile. Credo sia una cosa bella, riconoscere l'autore già dal modo in cui scrive. Ho trovato degli errori qua e là su cui non mi soffermo perché sono già stati fatti notare.
L'idea di base è originale e il cambio di rotta l'ho percepito alla fine. Ciò che mi ha convinto meno sono le sensazioni che purtroppo non mi arrivano: Ezechiele non mi sembra sul punto di morire, non mi arriva la sua sofferenza, non mi arriva nemmeno nulla dagli altri due personaggi in gioco. L'autista ha paura? Prova qualcosa? Mentre a livello d'azione c'è dinamismo nonostante lo spazio chiuso, a livello emotivo l'ho trovato un po' "sterile".
A rileggerci,
Morena

Laudatus est
Ciao Luca,
piacere di averti letto. L'ambientazione e la fantasia che hai usato sono arrivate forti e le ho apprezzate tanto. Ti do solo un consiglio che mi è stato dato un po' di mesi fa e ho trovato molto utile: quando scrivi di qualcosa di non umano, immagina di non essere umano. Mi spiego meglio: quando lei si nasconde seno e pube, lui pensa "come se potesse fregarmene qualcosa", ma in realtà è un comportamento che a chi non è umano (o non ha i nostri valori morali) non appare sensato. Avrei reso di più l'idea di alieno in questo passaggio. Sull'effetto finale anche questa volta mi è arrivato prima della fine vera, ma un po' più a fondo dell'ultimo testo (dove arrivava già dalle prime battute). Quindi anche qui ho visto un miglioramento.
Avrei anche cercato più spazio per le sensazioni: la donna è spaventata? triste? felice? Perché se sono sull'astronave insieme Eva viene creata dopo Adamo?
Mi è piaciuto comunque, molto originale :)

Cambiare a Ibilbidea
Ciao Antonio,
l'interpretazione del tema è semplicemente geniale. Arriva solo alla fine, nelle ultime righe, ma mi ha strappato un sorriso.
Ho notato anche che hai avuto del talento nel dare due voci veramente diverse (sembra proprio di sentire due persone diverse tra la frode 1 e la frode 2), e credo che questo sia un aspetto complicato su cui lavorare e in cui sei riuscito bene, soprattutto considerando i caratteri limitati. (ho letto solo dopo aver scritto questo che ad altri non è arrivato)
Ciò che invece purtroppo mi ha convinto meno è sia il coinvolgimento, nel senso che avresti dovuto lavorare meglio sul conflitto nelle scene scelte (mi rendo conto che i caratteri sono tiranni in questo senso). Anche la truffa avrebbe dovuto avere qualche tratto in più per trasmettere pienamente la sensazione di truffato. Anche qui sono consapevole che i caratteri sono stati tiranni, ma in così poco spazio il coinvolgimento in entrambi i sensi è stato davvero ridotto.
Ho letto anche altro di tuo e so che puoi fare meglio.
A presto,
Morena

La bottiglia buona
Ciao Giuliano,
piacere di rileggerti. Anche tu come Luca Fagiolo hai scelto come ambientazione una navicella che guarda alla Terra. Qui ci troviamo in un contesto un po' meno fantascientifico ma che ho ugualmente apprezzato. Sei stato bravo a caricare questa bottiglia di un valore simbolico molto forte, e in poco spazio so non essere facile. Purtroppo però non ho trovato la stessa forza nelle emozioni, che mi sono arrivate piuttosto distaccate. Avresti potuto far emergere di più la voglia del Capitano di non fare l'attacco, magari introdurre elementi in sospeso, qualcosa che mi facesse dire "poverino, sta morendo". E invece per me è stato solo un "ah, sta morendo".
Tutto sommato però mi è piaciuto :)
A presto,
Morena

Gianfranca Gastaldi
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Re: Gruppo VIVO NEL BUIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#12 » venerdì 26 novembre 2021, 0:20

Ecco la mia classifica (al fondo, riporto i commenti ai testi):

1. Laudatus est, di Luca Fagiolo
2. La strada delle castagne, di Andrea Lauro
3. La bottiglia buona, di Giuliano Cannoletta
4. Voglio morire felice, di Davide Vannucci
5. Il tuo Uber, di David Galligani
6. Cambiare a Ibilbidea, di Antonio Pilato
7. Mai perdere la bussola, di Michael Dag


1. Laudatus est, di Luca Fagiolo
Ciao Luca,
mi è piaciuto molto il tuo racconto!
La narrazione è caratterizzata da un ottimo ritmo, che scaturisce anche da dialoghi ben costruiti. Da un punto di vista lessicale è un testo che presenta soluzioni originali e interessanti. Trattandosi inoltre di un racconto fantascientifico, hai saputo usare in modo oculato la disponibilità dei 5000 caratteri per tratteggiare le caratteristiche fondamentali di "quel" mondo, con interessanti rimandi linguistici (chissà: sarebbe stato interessante far articolare ai tuoi personaggi delle altre frasi nella loro lingua!): il lettore non si perde, anzi, prosegue con la curiosità di chi sa di esplorare in un certo senso una nuova dimensione. Infine: tema centrato in un modo originale.

2. La strada delle castagne, di Andrea Lauro
Ciao Andrea,
mi è piaciuto molto il tuo racconto. Pertinente rispetto al tema proposto, ha un buon ritmo denso di dialoghi (per nulla facili da realizzare!), e una contestualizzazione inusuale.
Si percepisce un crescendo nel quale il lettore è via via attratto dallo svolgimento della storia: il lettore viene "agganciato" dal tuo racconto, e credo che questo sia un aspetto fondamentale della narrazione!

3. La bottiglia buona, di Giuliano Cannoletta
Ciao Giuliano,
il tuo racconto mi è piaciuto: c'è sentimento, avventura, spirito di squadra. Hai reso bene (e non era facile) la forza dei legami che si possono esprimere quando si è lontani dalla propria "casa", il tutto però sempre in modo leggero e quotidiano.
Non ho apprezzato particolarmente alcune scelte (ad esempio, i nomi dei personaggi: un po' troppo serie tv fantascientifica, ecco). Si tratta comunque di impressioni minime, che non intaccano la qualità complessiva del tuo lavoro.

4. Voglio morire felice, di Davide Vannucci
Ciao Davide,
ho letto con curiosità il tuo racconto, che parte da un pretesto narrativo cruciale: la diagnosi infausta che improvvisamente stravolge la vita del protagonista.
La storia di dipana attraverso il susseguirsi di dialoghi ben ideati, anche se c'è qualcosa che non mi convince appieno. O meglio, che mi spinge a condividere con te una riflessione e rivolgerti una domanda.
Data la natura della notizia che offre l'avvio al racconto, mi sarei aspettata una profondità maggiore nei sentimenti del protagonista, con più evidenti connotazioni drammatiche. Invece a tratti sembra quasi di percepire un certo distanziamento emotivo dalla tragedia che sta per compiersi, e i dialoghi talora possono risultare non del tutto realistici (nel senso di pertinenti al portato emotivo che questa situazione susciterebbe in ognuno/a di noi).
Ecco la domanda: dato che il distanziamento emotivo può essere effettivamente una forma di difesa inconscia da contenuti eccessivamente angosciosi, questa tua è stata una scelta narrativa intenzionale?

5. Il tuo Uber, di David Galligani
Ciao David,
il tuo racconto si fonda su un plot abbastanza tarantiniano: questa è la caratteristica principale che mi ha tenuta "agganciata", e che me l'ha fatto apprezzare nel suo complesso.
Hai strutturato la tua narrazione prettamente attraverso dialoghi: una scelta coraggiosa. I dialoghi reggono, anche se il fraseggio così frammentato talora affatica nella lettura.

6. Cambiare a Ibilbidea, di Antonio Pilato
Ciao Antonio,
devo riconoscere che il tema proposto non sempre l'ho avvertito in modo nitido nel tuo racconto. O meglio: l'inizio del racconto promuove delle aspettative nel lettore di un certo tipo (una coppia che cambia città, cambia vita: perché? Da quale situazione provengono? Cosa succederà?). Ci sono, insomma, ottime possibilità di sviluppo che però non vengono colte. La storia si dipana così nello svolgimento di un'ordinaria truffa ai danni dei malacapitati "foresti". Peccato, perché le premesse erano davvero interessanti.

7. Mai perdere la bussola, di Michael Dag
Ciao Michael,
il tuo racconto è caratterizzato da un buon ritmo narrativo, ma anche da scelte lessicali e di registro opinabili. Mi riferisco in particolar modo a quel "tossire come una femminuccia" e "negro" usato più volte. Immagino si tratti di una semantica volutamente "politically incorrect", resa allo scopo di rendere più pertinente la conversazione rispetto al contesto storico-fantastico in cui si inserisce, tuttavia la percezione che se ne ha è straniante. Al "tossire come una femminuccia" ad esempio mi sono soffermata proprio per cercare di capire il senso dell'espressione: come tossisce una "femminuccia"? Alla parola "negro" ho avuto invece una reazione di smarrimento: immediatamente suscita una sensazione di rifiuto, per i significati negativi ad essa correlati, e al tempo stesso il lettore è portato a chiedersi il perché di quella scelta. Cerco di spiegarmi meglio: il registro lessicale utilizzato non è sempre omogeneo, e scelte di questo tipo "risaltano", però in negativo, in quanto evocano immagini chiaramente molto lontane dal percepito di un lettore contemporaneo.
Una riflessione analoga, di smarrimento e straniamento, suscita in me la stessa ambientazione del racconto: perché una storia di pirati? Nel mio caso, questa riflessione scaturisce semplicemente da una questione di gusti: questo tipo di ambientazione non ha mai catturato il mio interesse.
Una storia che centra in modo originale il tema, ma che non mi ha affascinato particolarmente.
Gianfranca Gastaldi

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Re: Gruppo VIVO NEL BUIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#13 » venerdì 26 novembre 2021, 1:32

Avete ricevuto tutte le classifiche, nei prossimi giorni arriverà anche la mia.

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Re: Gruppo VIVO NEL BUIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#14 » mercoledì 1 dicembre 2021, 20:24

Scusandomi per il ritardo, ecco a voi i miei commenti e classifica.

1) La strada delle castagne, di Andrea Lauro
La partenza è un po' lenta perché il gioco d'incastri (il back che piano piano si svela) necessita di tempo per ingranare, ma arriva tutto puntuale e con grande maestria narrativa. Un testo dove, una volta di più, dimostri la grande maturità raggiunta negli ultimi mesi. Non che prima non producessi roba eccelsa, ma lo scorso anno avevo notato un certo qual forzare con l'autore Lauro che sembrava nascondersi, più di quando ti ho conosciuto. Evidentemente stavi rielaborando novità e ora che le hai fatte tue sei tornato a mostrarti davvero nei tuoi testi e il risultato è, una volta ancora, da applausi. Pollice su senza se e senza ma, per me.
2) Voglio morire felice, di Davide Mannucci
Condivido parecchio il commento di Debora: grandissimo incipit e qualche carenza nello sviluppo del rapporto con il figlio adottivo e la moglie, anche se non è roba grave, ma che si nota proprio perché offuscata dalla bellezza della prima parte. Nello specifico, hai lavorato bene costruendo tutto il back con pennellate sparse, ma, mia percezione, ne mancano giusto alcune proprio sulla sua famiglia principale e questo è il motivo per qui mi fermo al pollice quasi su.
3) Laudatus est, di Luca Fagiolo
Una più che buona esecuzione del classico "Faccio la Terra e poi la distruggo". Non mi ha convinto solo la parte in cui il profeta spiega e fa la morale (ritengo che avresti potuto metterla giù in un modo più originale rispetto a questo classico rimbrotto) e alcune linee di dialogo della ragazza che ok che volevi mostrarci la sua immaturità, ma mi sono sembrate oltremodo forzate. Ottimo il finale. Il tema, infine, c'è, ma non così centrato, non esce con forza e non sembra la determinante del racconto. Concludendo, per me un pollice tendente al positivo in modo brillante soprattutto grazie al bel finale.
4) Il tuo Uber, di David Galligani
Un esercizio di stile discretamente riuscito. Certo, ci sono molti refusi, ma la lettura (perlomeno la mia) è stata fluida e ci sono passato sopra. Molto contrasto e un paio di cambi di rotta, anche se rimangono sempre un pelo sullo sfondo. Non mi è piaciuto il titolo e la prima battuta, sembrava quasi una Tesla con il computer alla guida in stile supercar, non mi sembra ben reso. In buona sostanza: discreto. Pollice tendente verso il positivo in modo solido e nella mia classifica finisci davanti ai parivalutati racconti di Scattina (più disordinato a livello di struttura) e di Cannoletta (meno grintoso pur essendo molto più pulito formalmente).
5) La bottiglia buona, di Giuliano Cannoletta
Un buon racconto, questo è certo, ma che "graffia" poco. Formalmente corretto, ordinato, totale assenza di conflitto come malus importante perché se il quid stava nella decisione della "ciurma" questa è arrivata senza peso e, considerata la mancanza di un back ben definito per il capitano, anche un pelo gratuita, soptrattutto in rapporto all'importante impatto sulle vite dell'equipaggio. Tema perfettamente centrato. Concludendo, direi un pollice tendente verso il positivo in modo solido, ma non brillante e in classifica ti piazzo davanti al parivalutato racconto di Scattina per una migliore coerenza interna.
6) Mai perdere la bussola, di Michael Dag Scattina
Ben scritto, ma, mio parere, eccessivo stacco tra le due parti. La prima è pura avventura, la seconda deve dare il senso al racconto e lo fa in zona Cesarini con questa bussola che, casualmente, si apre rivelando il messaggio di un personaggio, il timoniere, che abbiamo visto di sfuggita nella prima parte senza dargli alcun risalto. La spiegazione stessa del tradimento appare debole perché non si capisce come Diego possa everlo venduto e come sia tranquillo nel buttarsi a mare in zone non propriamente sicure per quanto riguarda la fauna acquatica, ma questo è relativo perché, insomma, almeno mostrare il momento del "tuffo" sarebbe potuto essere utile per il lettore. Insomma, si rimane (sono rimasto) parecchio distanti dal racconto e la chiusa arriva con questa sensazione di "raffazonato" che non sono abituato a riscontrare nei tuoi racconti. Per me un pollice tendente verso il positivo in modo solido, ma non brillante.
7) Cambiare a Ibilbidea, di Antonio Pilato
Dunque, direi che ci sono un paio di problematiche forti: 1) il cambio di pdv non è arrivato neanche a me e anzi pensavo al giochino del furbo che viene fregato dal più furbo (anche se in modo decisamente ingenuo) e quindi mi aspettavo una sorta di ribaltamento finale e 2) il finale, anche capendo il cambio di pdv giunge un po' ingenuo perché già s'era capito e anzi stona che il protagonista si compiaccia di un qualcosa di così banale. Insomma, esperimento non riuscito ed è un peccato perché il tuo stile mi appare, di mese in mese, sempre più maturo e consapevole. Però rischi e fai bene e apprezzo il tuo testare anche se accetto più un azzardo quale quello del cambio di pdv, pur fallito, rispetto a quel finale che, per quelle che sono le informazioni che avevi fatto arrivare al lettore, azzarderei a definire ridondante e poco efficace. In buona sostanza direi un pollice tendente verso il positivo anche se al pelo (solo per via delle tue scelte, lo stile è bello e solido).

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