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Gruppo SCRIVIAMO?: Lista racconti e classifiche
Inviato: martedì 21 febbraio 2023, 2:32
da antico
BENVENUTI ALLA ANDREA LAURO EDITION, LA SESTA DELLA DECIMA ERA DI MINUTI CONTATI, LA 171° ALL TIME!Questo è il gruppo SCRIVIAMO? della ANDREA LAURO EDITION con ANDREA LAURO (Campione della Nona Era ex aequo con Davide Mannucci) come guest star. Gli autori del gruppo SCRIVIAMO? dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo BIGLIETTINI.
I racconti di questo gruppo verranno commentati e classificati dagli autori del gruppo FLINK!. Questo è un gruppo da OTTO racconti e saranno i primi TRE ad avere diritto alla pubblicazione immediata sul sito e a entrare tra i finalisti che verranno valutati da ANDREA LAURO. Altri racconti ritenuti meritevoli da me, l'Antico, e dai miei collaboratori verranno a loro volta ammessi alla vetrina del sito, ma non alla finale. Ricordo che per decidere quanti finalisti ogni gruppo debba emettere cerco sempre di rimanere in un rapporto di uno ogni tre. Per la composizione dei gruppi ho tenuto conto del seguente metodo: per primi ho assegnato ai raggruppamenti coloro in possesso di punti
RANK DECIMA ERA, a seguire ho assegnato ai raggruppamenti coloro in possesso di punti
RANK ALL TIME (il primo nel gruppo A, il secondo nel gruppo B, il terzo nel gruppo C, il quarto nel gruppo A e così via), coloro che non hanno ottenuto punti nei due Rank sono stati assegnati a seguire (primo a postare gruppo X, secondo a postare gruppo Y, terzo a postare gruppo BETA, quarto a postare gruppo X e così via).
E ora vediamo i racconti ammessi nel gruppo SCRIVIAMO?:Mundus Subterraneus, di Matteo Mantoani, ore 23.22, 4956 caratteri
Latte, di Andrea Spinelli, ore 00.27, 4960 caratteri
L’isola del tesoro, di Michael Dag Scattina, ore 00.15, 4160 caratteri
Che colpo!, di Daniele Villa, ore 00.59, 4555 caratteri
La crisi del settimo anno, di Giovanni D’Addabbo, ore 00.55, 3336 7caratteri
Cicatrici, di Simona Rampini, ore 23.19, 3292 caratteri
Tecniche di coltivazione, di Erika Adale,
ore 01.10, 4622 caratteri
MALUS QUATTRO PUNTIUna questione di fede, di Leonidas, ore 00.51, 2120 caratteri
Avrete tempo fino alle 23.59 di giovedì 2 MARZO per commentare i racconti del gruppo BIGLIETTINI Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Per i ritardatari ci sarà un'ora di tempo in più per postare le classifiche e i commenti, quindi fino alle 00.59 del 3 MARZO, ma si prenderanno un malus pari alla metà del numero di autori inseriti nel gruppo approssimato per difetto. Vi avverto che sarò fiscale e non concederò un solo secondo in più. Vi ricordo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo. Una volta postate tutte le vostre classifiche, posterò la mia e stilerò quella finale dei raggruppamenti.
NB: avete DIECI giorni per commentare e classificare i racconti del gruppo BIGLIETTINI e so bene che sono tanti. Ricordatevi però che Minuti Contati, oltre che una gara, è primariamente un'occasione di confronto. Utilizzate il tempo anche per leggere e commentare gli altri racconti in gara e se la guardate in quest'ottica, ve lo assicuro, DIECI giorni sono anche troppo pochi. E ancora:
per quanto vi sarà possibile in base ai vostri impegni, date diritto di replica, tornate a vedere se hanno risposto ai vostri commenti, argomentate, difendete le vostre tesi e cedete quando vi convinceranno dell'opposto. Questa è la vostra palestra, dateci dentro. Eventuali vostre pigrizie nei confronti dei commenti ai racconti (che devono avere un limite minimo di 300 caratteri ognuno) verranno penalizzate in questo modo:
– 0 punti malus per chi commenta TUTTI i racconti assegnati al suo gruppo con il corretto numero minimo di caratteri.
– 13 punti malus per chi commenta tutti i racconti assegnati al suo gruppo, ma senza il numero minimo di caratteri.
– ELIMINAZIONE per chi non commenta anche solo un racconto di quelli assegnati al suo gruppo. Vi ricordo che i racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a me.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la
classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo BIGLIETTINI.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.
E infine: una volta postate e da me controllate, le classifiche non possono più essere modificate a meno di mia specifica richiesta in seguito a vostre dimenticanze. L'eventuale modifica non verrà contabilizzata nel conteggio finale e sarà passibile di malus pari a SETTE punti. BUONA ANDREA LAURO EDITION A TUTTI!
Re: Gruppo SCRIVIAMO?: Lista racconti e classifiche
Inviato: venerdì 24 febbraio 2023, 2:57
da Alessandro Tredici
CLASSIFICA
1) L’isola del tesoro
2) Mundus Subterraneus
3) Cicatrici
4) Tecniche di coltivazione
5) Che colpo!
6) Una questione di fede
7) Latte
8) La crisi del settimo anno
COMMENTI
1) L’isola del tesoro
Il racconto è gradevole, ma l’ho percepito come un’occasione sprecata: sono le ultime ore di vita di un capitano, personalmente mi sarei concentrato meno sui ricordi e più sul presente e sulle emozioni e le azioni che precedono il suicidio. Detto questo, è interessante come l’autore prova a centrare il tema: chiede scusa a una cassa di legno (tesoro, non arrabbiarti, ma devo seppellirti).
2) Mundus Subterraneus
L’idea è simpatica: il ragazzo che fitta una casa di nascosto dalla ragazza per poter collezionare i libri che la ragazza gli proibisce di collezionare. Ma la scrittura credo sia povera: azione, battuta, azione, battuta. Manca il resto: l’ambiente, i dettagli fisici dei personaggi. Consiglio all’autore di settare le scene iniziando dal luogo in cui si svolgono e di far interagire di più i personaggi con l’ambiente.
3) Cicatrici
All’inizio manca il soggetto: la frase “Annuisce ancora…” impedisce di capire chi annuisca. Le prime battute risultano quindi caotiche e non si capisce granché. Superato questo ostacolo però la storia diventa comprensibile. Le scene invece sono sempre cortissime e rendono la narrazione segmentata; mi sono parse un modo un po’ pigro di scrivere.
4) Tecniche di coltivazione
L’idea è interessante, ma mi sarebbe piaciuto scoprire come abbia fatto Merlino a far crescere le piante di Emily. E i cambi scena mi sembrano evitabili: poiché l’autrice non mostra i fatti ma li racconta, avrei preferito che li raccontasse in un’unica scena in modo da rendere la narrazione più avvolgente e meno spezzettata.
5) Che colpo!
La narrazione è caotica: mancano i dettagli relativi all’ambiente che renderebbero chiare le azioni dei personaggi. E la storia non mi convince: lui e lei stanno insieme da due anni, rubano e mettono da parte un bel po’ di soldi, sono alle prese con l’ultimo colpo quando si scopre che lei è un agente sotto copertura che è lì per far arrestare lui.
6) Una questione di fede
Le informazioni arrivano in maniera abbastanza chiara, ma l’idea e i contenuti sono davvero poco interessanti: un tizio si lava le mani e urla perché la fede gli è caduta nello scarico del lavandino. La moglie accorre spaventata, e il tizio la tranquillizza dicendo che chiamerà l’idraulico per far recuperare la fede.
7) Latte
Purtroppo il senso mi sfugge: il protagonista se ne sta alla finestra a guardare una ragazza che somiglia alla sua ex moglie e che cammina davanti a dei becchini che sostengono un inquietante telaio di legno. D’un tratto si scopre che l’inquietante telaio è una bara e che dietro alla ragazza, oltre ai becchini, ci sono anche un corteo e un carro funebre. I becchini caricano la bara sul carro, la aprono e si scopre che è vuota. E allora la ragazza entra nella bara e lascia che i becchini la chiudano dentro. La ragazza è viva, è un fantasma… boh… è un totale mistero.
8) La crisi del settimo anno
È tutto troppo confuso: il contesto, l’ambiente, i personaggi. Purtroppo ho davvero faticato ad arrivare in fondo alla storia e tuttora non ne ho compreso il senso. Consiglio all’autore di ragionare sulla trasmissione delle informazioni al lettore e sulla scrittura dei dialoghi: una buona idea potrebbe essere inserire azioni tra una battuta e l’altra.
Re: Gruppo SCRIVIAMO?: Lista racconti e classifiche
Inviato: domenica 26 febbraio 2023, 19:33
da Gennibo
Ecco qui la mia classifica, come al solito, molto sofferta.
1) Tecniche di coltivazione di Erika Adale
2) Cicatrici di Simona Rampini
3) Che colpo! Di Daniele Villa
4) Latte di Andrea Spinelli
5) L’isola del tesoro di Michael Dag Scattina
6) Mundus Subterraneus di Matteo Mantoani
7) La crisi del settimo anno di Giovanni D’Addabbo
8) Una questione di fede di Leonidas
Una questione di fede di Leonidas
Ciao Aldo e piacere di leggerti, la tua storia ha centrato il tema, anche se in modo non troppo originale. La scrittura è semplice e chiara, cosa buona, ma lo stile è ancora da affinare.
Il mio consiglio è: cerca di evitare gli incisi che rallentano la scrittura, tipo: Il padre, Roberto, stava…
Metti la virgola dopo il vocativo: Antonio, ti prego… Roberto, cosa è successo…
Ragiona sui commenti dopo il dialogo che non sono ottimali: “Va bene,” cominciò “appena finisco di sistemare il camin-.”
“Antonio ti prego,” la supplica allontanata dal bambino come fosse una mosca fastidiosa (qui dici che il bambino allontana la supplica ma non vediamo in che modo lo fa) “non riesco più a starti dietro.”
Maria gridò portandosi le mani al viso (perché dici che grida e non la fai gridare?)
Prima Maria sta correndo dietro al figlio, poi è ferma con le braccia incrociate, ma siccome non hai detto niente che presuppone un cambio di movimento, io mi immagino ancora Maria che corre.
Buona edition e alla prossima!
Isabella
Tecniche di coltivazione di Erika Adale
Ciao Erika e piacere di averti letto!
Tema centratissimo, bella la storia e come l'hai portata avanti. Mi sono divertita e ho apprezzato il finale. Ti darei punti in più per come sei riuscita a declinare bene il tema senza averne usato le parole.
Unico appunto, metterei: Non gli avrebbe più rivolto la parola. Poco più sotto, così da capire le ragioni per cui non gli avrebbe rivolto la parola.
Per me bravissima e da podio.
Cicatrici di Simona Rampini
Ciao Simona e piacere di averti letto! Il tema è centrato e la storia coinvolgente, c’è qualche piccolo dettaglio che sistemerei ma per me, come direbbe l’Antico, è un pollice in su.
Attenta a questo dialogo che sembra interrotto: «Lo capisci? Prometto che la prossima volta» aggiungerei i tre puntini o un trattino.
Le avrà sentite decine… Qui metterei una certezza: Le ha sentite…
All’improvviso è una parola che spesso puoi tagliare senza che il testo ne risenta, in questo caso se lo togliessi la frase ne uscirebbe più scorrevole.
Buona edition e a presto!
La crisi del settimo anno di Giovanni D’Addabbo
Ciao Giovanni e piacere di rileggerti, il tema è centrato, anche se ho preferito il testo che avevo letto la volta precedente. Non mi sono chiari i dialoghi in neretto e chi dice cosa, mentre mi è chiaro di chi si sta parlando. Ho apprezzato il tuo metterti alla prova con un testo diverso da quelli scritti prima, ti incoraggio a osare, anche se questa prova non mi ha coinvolto gran ché.
Buona Edition e alla prossima!
Che colpo! Di Daniele Villa
Ciao Daniele e piacere e piacere di leggerti, hai centrato il tema con una storia intrigante. Il tono è simpatico e si legge con piacere. Carino anche il finale a sorpresa.
Ho faticato un momento a entrare nella storia, il mio consiglio è di partire da: Infilo il tensore nella serratura, antiorario, perfetto. «Marica, il grimaldello.», in questo modo capiamo subito cosa sta succedendo. E poi mostri il nervosismo di Marica.
Per me una buona prova.
L’isola del tesoro di Michael Dag Scattina
Ciao Michael e piacere di averti letto, ho apprezzato come hai gestito la doppia scansione tra i ricordi e il tragico presente del pirata, il tuo è il racconto struggente di un umano disperato giunto alla fine della sua vita. L'ultimo atto di un umano che sa di avere poco tempo e lo usa per fare ciò che in qualche modo lo rappresenta. L'unica cosa che mi lascia perplessa è come la sua ciurma possa averlo lasciato morire da solo.
Comunque, per me una buona prova.
Mundus Subterraneus di Matteo Mantoani
Ciao Matteo e piacere di averti letto, ho apprezzato il tuo racconto, l'ho trovato ben scritto e simpatico. Ho un po' storto il naso alla bugia detta dal protagonista. Lui avrebbe dovuto conoscere abbastanza la sua ragazza da sapere che sarebbe diventata gelosa, il mio suggerimento è quello di chiamare "Rossella" con un nome di donna che richiami una vecchia o un tipo brutto tipo Genoveffa, Gremilde o Ortensia, dopodichè la ragazza comunque non ci crede che sia vecchia e fa la sua scenata.
Questo dialogo mi è sembrato un po' strano: Ecco, ti scrivo qui l’indirizzo dove vado a dormire. Vieni qui domani., soprattutto la frase finale. Magari prima di andarsene lui potrebbe dirle che se vuole può trovarlo a quell'indirizzo e stop.
Comunque, per me una prova più che buona.
Latte di Andrea Spinelli
Ciao Andrea, il tuo racconto ha il suo punto forte nei flash backs del protagonista con la donna che amava, con il rifiutarsi di girare la testa perché bloccato in un limbo, questo fino a quando vede la sua donna venire chiusa in una bara. Mi piace il ragionamento metaforico, anche se non ho trovato ottimale l'alternanza all'inizio tra il presente con il bambino e i ricordi, quel latte all'inizio ci dice troppo poco, magari potresti cambiare l'ordine dei tre dialoghi, il primo con il bambino che piagnucola e poi in un crescendo di proteste.
La scena fuori dalla finestra mi ha lasciata perplessa, forse potresti renderla più irreale facendo dire al bambino di smettere di guardare il muro, così da dare l'idea che fosse tutto frutto dell'immaginazione del protagonista.
Un racconto scritto bene ma secondo me migliorabile.
Alla prossima e buona edition!
Re: Gruppo SCRIVIAMO?: Lista racconti e classifiche
Inviato: lunedì 27 febbraio 2023, 14:27
da antico
Due classifiche ricevute. Oltre alla mia, ve ne dovranno arrivare altre sei.
Re: Gruppo SCRIVIAMO?: Lista racconti e classifiche
Inviato: martedì 28 febbraio 2023, 0:31
da Graifus
Classifica per me sempre difficile e sofferta:
1. Cicatrici
2. L'isola del tesoro
3. Tecniche di coltivazione
4. Mundus Subterraneus
5. Latte
6. Che colpo!
7. La crisi del settimo anno
8. Una questione di fede
Mundus Subterraneus
Il racconto del bibliofilo che viene preso per fedifrago perché è costretto a nascondere i libri alla moglie gelosa, mi ha divertito, specie nella seconda parte, più fluida. Interessante la metafora del Mondo Sotterraneo, che sembra essere quello delle passioni di Pino, costretto a una doppia vita per non irritare la fidanzata, maniaca della pulizia e dell'ordine, e gelosa di ogni altra donna, reale o immaginaria.
Molto piacevole.
Latte
in questo racconto onirico il protagonista, rivedendo (sognando) una ragazza simile alla moglie che lo ha lasciato solo con un bimbo piccolo alla testa di un corteo funebre, ha una sorta di allucinazione che è metafora del suo fare il lutto di questo abbandono: la donna uguale a Sveva entra nella bara e viene seppellita nei ricordi. Certo, è poco credibile che questo corteo sia reale, e come suggeriva qualcuno, forse potrebbe essere esplicitamente immaginato guardando un muro, o qualcos'altro, ma in fondo non mi disturba questo scivolamento.
Mi pare invece poco credibile, o per lo meno immotivato, che il bambino treenne chieda "Hai paura?" al padre, peraltro senza che ci venga dato prima alcun indizio per cui il bimbo possa anche solo immaginare una cosa simile del papà; così come abbastanza irrealistico che, un attimo dopo che lo stesso bimbo, paonazzo, gli gorgoglia sputacchiando "Latte!" poi possa chiedergli compunto "Papà, chi guardavi dalla finestra?".
Ma a parte questo dialogo che andrebbe un po' aggiustato, mi è molto piaciuto.
L’isola del tesoro
Il racconto mi è piaciuto, mi sono immaginata che questo Capitano fosse ormai stanco di saccheggiare e guerreggiare, e si fosse fatto abbandonare su quell'isola dalla ciurma e dal suo amato Spugna, abbracciato al suo agalmatico tesoro, proprio per morire. Una specie di cimitero degli elefanti: è vecchio, è stanco, preferisce morire coi suoi ricordi, in un bel posto vicino al mare, piuttosto che sbudellato da qualche nemico o, peggio, di vecchiaia, mezzo alcolizzato.
In fondo l'ultimo atto eroico di un uomo, che affronta la morte con i suoi tesori, che sono appunto tesori solo per lui.
Affascinante, suggestivo, con una vena malinconica.
Che colpo!
Il racconto di questa rapina finita male perché Marica, partner e complice, preferisce il distintivo alle Seychelles, è divertente e arguto. Concordo che le prime frasi affaticano e confondono, iniziare direttamente con "Il tensore..." ci porta diretti nella scena. Un po' meno credibile l'acrobazia di lei che, nel mezzo dei raggi laser antirapina, riesce a sfilarsi una gamba della tuta e relativa autoreggente sottostante (a rete poi... con le sneakers? Benedetti sogni erotici di voi maschietti! Quale donna reale farebbe una cosa così assurda?), ma io personalmente te l'ho perdonata perché l'atmosfera un po' "Diabolik-Eva Kant" mi ha divertito e m ha fatto credere anche a questa trovata.
Bel colpo, Daniele, mi è piaciuto.
La crisi del settimo anno
Dunque, anch'io ho fatto un po' di fatica a capire, soprattutto chi fossero i due personaggi della prima parte. L'immagine di lui (Narciso) che vede la "donna nuda, depilata, coi capezzoli dorati..." e poi "i morti per causa sua", ho fatto davvero fatica a capire cosa significasse. Se Narciso è un servo, come mai l'ha vista nuda? Quando poi ho letto la spiegazione che hai dato a Isabella, tutto è stato più chiaro. Comunque un applauso al coraggio per aver scelto una storia così inusuale. Certo, Tiberio che dice a Messalina "Tesoro, non ti arrabbiare... ma ti condanno a morte", beh! Diciamo che Tiberio è un uomo vecchio, balbuziente... ma decisamente spiritoso!
Cicatrici
La tua è una storia di solitudini, quella di Adele, ma anche quella del padre, che non riesce a superare il proprio lutto e dunque non vede quello della figlia.
Ne fai un racconto toccante, in cui alla frase "tesoro non ti arrabbiare ma...", segnale dell'ennesima occasione in cui il padre si mostra incapace di non deludere la figlia, continuando a sottrarsi ai suoi impegni e a minimizzarne il dolore e le difficoltà, Adele risponde con un gesto estremo: io, almeno, capisco così quel "non sarà più un problema". Adele ha fatto il salto, dal tagliarsi superficialmente per calmarsi, o per punirsi, al porre fine alla sua vita, per ricongiungersi idealmente alla mamma perduta.
A parte qualche piccola imprecisione (un errore di battitura "una saggio di musica", dei puntini di sospensione mancanti...) avrei messo al presente la frase "Ora anche di questo non le importa(va) più", perché siamo tornati nel presente.
Mi è molto piaciuta la frase "Ma gli occhi sono secchi quanto la bocca, che non riesce a urlare la rabbia, né a sputare la delusione."
Direi che l'esercizio è ben riuscito, sia nella forma che nel contenuto.
Tecniche di coltivazione
Bella questa storia in cui il forse-fidanzato distratto mette a rischio tutte le creature amatissime dalla ragazza, e solo un intervento magico riesce a salvare la situazione, anche se, come si dice... troppa grazia Sant'Antonio! Leo attenderà la furia della fidanzata intrappolato dalle liane, e quanto al gatto e ai pesci, se tanto mi dà tanto, saranno stati trasformati in un puma e in un gruppetto di squali assassini!Scherzi a parte, visto che li hai nominati mi sarebbe piaciuto che immaginassi una fine anche per loro. Sono d'accordo che la frase "Non gli avrebbe più rivolto la parola" sarebbe stata più efficace dopo l'immagine del disastro ecologico in casa...
Comunque mi sono divertita molto, anche per questo uso inusuale della magia (anche se il passaggio da cliente in tweed a stregone è un filino forzato, ma ci crediamo lo stesso) in un racconto per altri versi molto realistico.
Una questione di fede
Intanto benvenuto. Io sono solo alla seconda arena, quindi capisco le fatiche del neofita.
Effettivamente, ci sono un po' di difficoltà stilistiche, che ti hanno già segnalato e che non ripeto.
In generale, la situazione si apre con un bambino pestifero, la madre che lo insegue mentre il papà si occupa del camino, senza intervenire. La madre, stressata, chiede aiuto, ma lui non le dà retta, senonché il pargolo gli cade addosso facendolo finire nella cenere.
A questo punto, la storia del bambino scompare e parte la scena del lavaggio mani, con perdita dell'anello.
Le due scene, a mio parere, sono un po' slegate.
Provo a farti una proposta un po' stupida: poiché la parola "fede" è polisemica, potevi forse giocare sul fatto che il papà, spinto a mani avanti nella cenere, tirava giù svariati bestemmioni, e proseguiva nel bagno poiché le mani non si lavavano? Così, "credo di aver perso la fede" poteva suonare quasi una battuta , riferita alle imprecazioni, salvo poi la moglie scoprire che si trattava dell'anello nuziale... Non è che sia il massimo come proposta, eh, ma è per dire che, così come l'hai raccontata tu, a me sembrano proprio due situazioni slegate fra loro, il bambino pestifero e la perdita dell'anello, che -se ci pensi - poteva avvenire per mille altri motivi...
Comunque, non ti abbattere, anche se arriveranno critiche al vetriolo (che da queste parti sono frequenti): è bello partecipare, è bello che ogni volta impariamo qualcosa dagli altri, e gli altri forse, prima o poi, anche da noi!
Re: Gruppo SCRIVIAMO?: Lista racconti e classifiche
Inviato: martedì 28 febbraio 2023, 15:44
da Maurizio Chierchia
Buondì a tutti!
Ecco la classifica. Complimenti a tutti, ammetto che il vostro è stato un bel girone da leggere.
1- Tecniche di coltivazione
2- Mundus Subterraneus
3- Che colpo!
4- Cicatrici
5- L'isola del tesoro
6- Latte
7- Una questione di fede
8- La crisi del settimo anno
MUNDUS SUBTERRAUNEUS
Ciao Matteo.
Intanto i miei complimenti per i magnifici consigli di lettura che dai sul web!
Ora veniamo al racconto. Si legge che è un piacere, ma questo è tipico delle tue storie. hai una scrittura fluida e fai immaginare bene le situazioni e i personaggi. Il racconto ha una bella storiella centratissima col tema. Appena ho finito di leggerla ho pensato: quanto miele! Ma ci sta, è bella così.
Non ho molto da dirti. Mi è piaciuta parecchio quindi ti auguro solo buona fortuna!
LATTE
Ciao Andrea.
Anche io mi trovo in confusione su determinate scene.
Invece che domandarti se è andata in un modo o nell'altro, ti espongo la mia visione e nel caso mi dirai se calza oppure no.
Allora, il protagonista vede un corteo funebre alla finestra. (già qui mi è poco chiaro, perchè se si trattasse di un corteo funebre lo capiresti subito, invece ce lo introduci con "quattro loschi figuri")
La ragazza che segue il corteo gli ricorda la sua ex con cui ha avuto il figlio che chiede il latte. Mentre la osserva, si ricorda il passato e la chiusura del suo rapporto con la ex.
A un certo punto la ragazza lo vede alla finestra e lo saluta, per poi entrare nella bara che i quattro hanno scoperchiato.
Il protagonista guarda tutto e finalmente si rivolge al figlio, spiegandogli che non ha più paura. Per lui quella scena appena vista o sognata è la fine del doloroso ricordo della ex.
La domanda che sorge spontanea è: quanto si sta immaginando e quanto invece è reale quello che accade?
Per quanto riguarda la stesura comunque, il testo si legge bene e non vedo intoppi.
Purtroppo la storia non mi convince del tutto perchè naviga tra realtà e finzione senza dare la giusta strada da seguire.
In bocca al lupo e a rileggerci presto.
CHE COLPO!
Ciao Daniele, che bello rileggerti!
Il racconto mi è piaciuto parecchio. Nello stile migliori sempre di più, le scene sono chiare e vivide e i personaggi sempre ben delineati.
A proposito dei personaggi, questo ahimè è l'unico punto dolente della storia secondo me.
Mi spiego. Non perchè non siano caratterizzati bene, ma perchè ho trovato poco centrata la scelta della poliziotta. Se fossero stati insieme da pochi mesi, la cosa avrebbe avuto senz'altro più senso. Due anni mi sembrano un po' tanti per fermare un ladro che ha già rubato talmente tanti soldi che può permettersi qualsiasi villa... ma vuole un'isola!
Per il resto la storia mi è piaciuta. Tolto questo dettaglio scorre liscia come l'olio. Mi sono piaciuti anche i discorsi dei due nel cercare di disattivare i sistemi di sicurezza.
Detto ciò, ti auguro buona gara e a rileggerci presto!
L'ISOLA DEL TESORO
Ciao Michael.
Intanto complimenti per la sincerità.
"Ho inserito l'abusatissimo "Spugna" per evocare subito l'ambientazione piratesca, non avevo sbatti di fare un incipit a modo".
Quando ho letto questa tua risposta sono scoppiato a ridere!
Tornando seri.
Per quanto riguarda l'originalità anche io mi congratulo con te. La scelta letterale del tema è sempre divertente, e ti ha portato a scrivere una storiella interessante.
Ovviamente, come tutti, mi sono immaginato capitan uncino, ma questo poco importa.
Ammetto che hai sempre uno stile di scrittura che apprezzo parecchio. Mi dai l'idea del grezzo, ma il grezzo non modellabile che resta affascinante così com'è.
Bravo, bella storia e buona penna (o tastiera)!
Buona gara e a rileggerci presto.
LA CRISI DEL SETTIMO ANNO
Ciao Giovanni.
Purtroppo il tuo racconto non mi è piaciuto.
La parte iniziale l'ho riletta un sacco di volte e non riesco proprio a capirla. I dialoghi sono troppo complessi per essere realistici, e se sono fatti così per dargli un tono antico, non mi sembra siano venuti bene. Anche solo la frase: Non sarà la fine del mondo se ci fermiamo all’ombra di questo gruppo di pini. Siediti con me su questa base! In questi giorni ad Ostia si sta veramente bene.
Sembra un volere descrivere l'ambiente tramite dialogo, ma risulta solo pesante.
Per quanto riguarda la seconda invece non ho trovato nulla che centrasse col tema. Il tema è declinato solo alla fine e preso di striscio.
Anche se si tratta di un "racconto storico", passami il termine, io lettore non devo per forza conoscere i personaggi, ma deve essere lo scrittore a introdurmeli. Qui mi sono trovato realmente spaesato.
Mi dispiace ma non ho trovato interessante la storia.
Ti auguro comunque buona gara, e a rileggerti presto!
CICATRICI
Ciao Simona.
Bella storia, non c'è che dire.
Bambini, delusioni, lutti e via scorrendo hanno sempre un ottimo appeal sul pubblico... e anche su di me, lo ammetto!
Mi sono immaginato bene la scena e, passo dopo passo, mi hai portato nel vortice di pensieri della protagonista.
Mi dispiace ancora per come finirà, spero dentro di me che il padre si accorga di tutto e la salvi in tempo. Ma come diceva Ende, "questa è un'altra storia", quindi incrocio le dita e vado di fantasia.
Complimenti anche per lo stile.
Ti auguro buona gara e a rileggerci presto!
TECNICHE DI COLTIVAZIONE
Ciao Erika.
Che bella storia. Mi è piaciuta, mi ha fatto ridere e l'ho letta incuriosito al massimo su cosa avrebbe fatto Merlino.
Un'altra cosa che ho apprezzato è come nel centro del racconto, il protagonista pensi a tutto fuor che alle piante. Grazie a questo, anche io lettore ho perso di vista le piante e mi sono concentrato sul suo lavoro e il tutto fila che è una meraviglia. Immedesimazione perfetta!
Complimenti ancora, a rileggerci presto e buona gara!
UNA QUESTIONE DI FEDE
Ciao Leonidas e benvenuto su MC.
Come altri hanno già anticipato, è vero, la prima arena non si scorda mai!
In ogni caso, per essere un esordio sei andato abbastanza bene. Rivedrei assolutamente i dialoghi e le interazioni nel mezzo, a volte troppo slegate tra loro. La storia all'inizio sembra prendere una piega e poi chiudi in maniera inaspettata. Interessante come scelta, ma sicuramente da rivedere.
Come inizio comunque non è male. Ti auguro una buona gara, e spero una buona permanenza su MC.
Re: Gruppo SCRIVIAMO?: Lista racconti e classifiche
Inviato: mercoledì 1 marzo 2023, 11:34
da christianfloris
Ci siamo. Pochi dubbi sui primi tre, buone prove anche per quelli rimasti fuori dal podio. Tanti in bocca al lupo all'esordiente Leonidas che, al suo primo MC contest e nonostante l'ultimo posto in classifica, non ha affatto sfigurato.
1. Cicatrici
2. Che colpo!
3. Latte
4. L'isola del tesoro
5. Mundus Subterraneus
6. Tecniche di coltivazione
7. La crisi del settimo anno
8. Una questione di fede
Cicatrici
Questa è la prova più equilibrata che ho letto in questo gruppo e ho deciso di premiarla (per la prima volta da quando partecipo a Minuti Contati) con un dieci pieno.
Premetto che storie del genere non mi fanno impazzire. Però bisogna riconoscere che il tema (usato da te come incipit per dare inizio al tuo racconto) è declinato in modo molto convincente. La realizzazione è davvero ottima: ho riscontrato un’alternanza ben congegnata tra dialoghi, parti descrittive, persino un flash-back (difficilissimo da inserire in così poco spazio) gestito con brillantezza e senza indulgere nella retorica o in lacrimevoli passaggi a vuoto.
Il finale è devastante. Dopo la lettura dell’ultima frase, il lettore può farsi tutti i film che vuole. E questo è un merito di chi scrive.
Complimenti sinceri, Simona.
La mia valutazione è 10
Che colpo!
Bravo, Daniele. Secondo me a questo giro hai imbroccato gli ingredienti nelle dosi giuste. Due protagonisti che stanno facendo il colpo della vita (sbagliato immaginarli con le facce di due hollywoodiani a caso?), ironia calcolata bene, con un mix di azione e stratagemmi da Ocean’s Eleven che mantiene la tensione fino alla fine. Ben studiato anche il finale, che personalmente mi ha sorpreso: non tanto nell’epilogo che poteva starci e forse poteva anche essere immaginato, quanto nell’utilizzo appropriato della battuta del tema di questa edition: s’incastra alla perfezione come l’ultimo tassello del puzzle.
Ho apprezzato molto – soprattutto per l’ironia: personalmente sono stanco di leggere di distopie, di gente che viene seviziata, di bambini che perdono la vita in auto dimenticati da padri disattenti e via andando - e questo mi fa chiudere un occhio sulla punteggiatura non sempre impeccabile.
La mia valutazione è 9.5
Latte
Il tuo racconto, Andrea, per quanto sia sostanzialmente un percorso interiore, è vivido. Con poche pennellate ci fai entrare nella storia dei due personaggi e nell’elaborazione del lutto legato alla fine di una relazione sentimentale. Il filo conduttore che riporta al presente il protagonista, con le richieste legittime del piccolo Christian che danno anche il titolo alla tua prova, è un buon espediente per tenere il lettore con i piedi sui due piani del ricordo e della realtà. Suona un po’ di già visto lei che se ne va con l’istruttore di una disciplina sportiva qualunque (poteva anche essere padel, giusto per rimanere su qualcosa di trendy), ma poiché anche la loro storia è la storia di centinaia di migliaia di coppie che fanno una cazzata e poi non riescono a dare spazio nel tempo alla loro relazione, diciamo che è un modo accattivante di narrare un fatto comune.
Non c’è dubbio che funzioni, anche nella scelta delle immagini, nello show don’t tell che ci fa intuire lui molto sognatore ma forse poco votato alla concretezza. E poi, alla fine, una conclusione che lo riafferma come padre, che forse è riuscito a farsi una ragione degli sbagli del passato. Forse un po’ sbrigativa la scena in cui lei gli dà il benservito. Senz’altro sul podio, devo decidere ancora su quale gradino.
La mia valutazione è 9
L’isola del tesoro
Racconto introspettivo, in cui si guarda con malinconia ai tempi in cui tutto era fuoco, ferro e amore rubato. Non succede granchè, o meglio: ciò che succede è già successo, noi lo vediamo dallo spioncino della focalizzazione interna e ci sta: un racconto non è mai la sommatoria di una serie di azioni che si svolgono nel presente. Alcune parti le ho trovate un po’ troppo sbilanciate sul lirismo, in certi punti didascaliche (“E’ stata una bella battaglia, con tante scene di eroismo da entrambe le parti” me la sono sentita risuonare in testa col tono di voce di una telecronaca di Bruno Pizzul, non detta da un capitano di una ciurma di pendagli da forca). Qualche concordanza verbale un po’ ballerina (“l’importante è che sia andato tutto bene"), forse a causa del poco tempo a disposizione.
Forse avrebbe aiutato una resa migliore far intravedere qualche fugace battuta di dialogo, magari con qualche suo sodale o con qualche puttana d’angiporto. Ben studiata l’idea di personificare la cassa, che diventa così l’oggetto del suo dialogo interiore. Non c’è una conclusione bouleversante, ma credo che non sia sempre obbligatorio piazzare il colpo di scena che ci fa sollevare il sopracciglio: il finale è coerente con la linearità del racconto che approda senza scossoni alla spiaggia del riposo del protagonista.
Buona prova, non tra le migliori del gruppo, ma portata a termine con mestiere.
La mia valutazione è 8
Mundus Subterraneus
Matteo, il tema è centrato, la storia ha un capo e una coda ma, a mio avviso, tra quelle che ho letto di te (sempre molto immersive e incalzanti), non è purtroppo la tua prova migliore. I dialoghi arrivano un po’ affettati e teatrali, con qualche battuta superflua (quella della descrizione della copertina del libro è troppo impostata per essere credibile, nel mezzo di un dialogo tra marito e moglie in un momento fumantino), soprattutto nella prima parte in cui lei è in collera e lui fa fatica a restare calmo. Lo sviluppo della seconda parte in cui lei ripensa ai momenti belli insieme a Pino e rivaluta il marito permette di approfondire il quadro psicologico, ma le situazioni descritte hanno un po’ il gusto del cliché. Questo è certamente dovuto al fatto che, quando si ha poco tempo, si fa ricorso a un immaginario consolidato, senza potersi inventare nulla di nuovo.
Lo svelamento finale del “tradimento” è costruito bene, ma arriva un po’ piatto, senza mordente. Senz’altro scritto bene, ma senza guizzi particolari che me lo fanno preferire rispetto ad altri. A questo giro, per me sta fuori dal podio.
Buona gara.
La mia valutazione è 7.5
Tecniche di coltivazione
Storia che ha un suo inizio preciso e un finale che strappa anche un sorriso. Lo sviluppo è un po’ telefonato, perché si capisce fin dall’inizio che Leo combinerà un casino con i compiti che gli sono stati affidati. Però lo svolgimento dell’ultima parte, con l’entrata in scena quasi da deus ex-machina dello stregone inglese, ti fa recuperare parzialmente il terreno perduto nelle sequenze iniziali.
Scritto discretamente, senza lampi di genio particolari, non indimenticabile. Il tema è sottinteso a tutta la storia ed è facile pensare che sarebbe la prima frase che Leo rivolgerebbe a Emily, appena districatosi dalle liane della giungla. Stavolta non sei nelle primissime posizioni, più che altro per la poca brillantezza complessiva e per l’evoluzione prevedibile del racconto nelle sequenze centrali. Ma la stoffa c’è.
La mia valutazione è 7.25
La crisi del settimo anno
Interessante (e coraggiosa) la scelta di puntare su un racconto storico, non foss’altro perché l’ambientazione e il focus sui personaggi diventano sicuramente più impegnativi. I dialoghi della prima parte però non li ho trovati funzionali a far calare il lettore nella storia, perché risultano troppo lunghi se non sono intervallati da qualche didascalia di spiegazione, per aiutare nell’immersione del contesto.
Il finale dovrebbe comunicare drammaticità nella lapidaria lettura della condanna, ma a me arriva come un resoconto cronachistico. Non so, forse avrebbe aiutato maggiormente una precedente preparazione di questo evento? Lo stile è in sintonia con il taglio scelto, il tema è colto anche con arguto savoir faire. Sulla costruzione complessiva però ho diverse riserve che, purtroppo, non me lo fanno collocare tra le prime posizioni. Peccato, perché lo spunto è il più originale fra quelli del gruppo.
La mia valutazione è 7
Una questione di fede
Ciao Leonidas, partiamo dagli elementi positivi: hai senz’altro colto il tema e non ti sei inventato astruse narrazioni per dargli un significato. La descrizione, un po’ bozzettistica, di una comune situazione famigliare è resa abbastanza bene, anche se le didascalie che intervallano i dialoghi tra i personaggi rendono un po’ zoppicante la lettura, soprattutto all’inizio.
Purtroppo il finale l’ho trovato troppo semplicistico. Non semplicistico in sé, ma facendo il paragone con le altre prove del gruppo. Manca quella scintilla, la differenza di potenziale che fa scoccare il momento in cui ti innamori di un testo. Niente di irreparabile, è una prova più che sufficiente sotto l’aspetto stilistico.
A mio parere, c’è da lavorare sulla struttura complessiva che può essere ripensata e resa più accattivante. Ma essendo questa la tua prova d'esordio in Minuti Contati, c'è di che essere più che soddisfatti. Continua a metterti in gioco e cerca di familiarizzare con i tempi ristretti del contest.
Buona gara.
La mia valutazione è 6.5
Re: Gruppo SCRIVIAMO?: Lista racconti e classifiche
Inviato: mercoledì 1 marzo 2023, 17:03
da antico
Cinque classifiche ricevute. Oltre alla mia, ve ne dovranno arrivare altre tre.
Re: Gruppo SCRIVIAMO?: Lista racconti e classifiche
Inviato: mercoledì 1 marzo 2023, 23:00
da Stefano.Moretto
Scusate il ritardo, questo mese sto in ritardo con la vita stessa, tanto che ora sono in arretrato di cinque respiri. Bravissimi tutti comunque, è una mia impressione o il livello generale si sta alzando?
Classifica
1.Cicatrici
2.L’isola del tesoro
3.Tecniche di coltivazione
4.Che colpo!
5.Mundus Subterraneus
6.Una questione di fede
7.La crisi del settimo anno
8.Latte
Commenti
Mundus Subterraneus
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Ciao Matteo, devo dire che questo è uno dei pezzi più fluidi che abbia letto da parte tua, mi è piaciuto molto. L'alternanza tra i due punti di vista è gestita molto bene, si sente lo stacco tra le voci dei personaggi, e la trama nel complesso è semplice ma portata molto bene. Ci sono solo due cose che hanno fatto storcere un po' il naso.
La prima, come ti hanno già segnalato, è che la bugia detta da lui era un suicidio dichiarato e sembra una mossa decisamente poco furba, utile solo alla trama.
La seconda è che la relazione è palesemente estremamente tossica da entrambe le parti e nessuno dei due sembra minimamente intenzionato ad avere un qualche genere di miglioramento, né caratteriale né relazionale. Lei è la classica fidanzata iper gelosa che ti soffoca, e lui per avere un briciolo di respiro invece di cercare di guadagnarsi i suoi spazi in casa ne affitta un'altra (quindi suppongo faccia il dirigente aziendale di lavoro per avere tutti quei soldi). Entrambi remano attivamente per terminare il rapporto nel modo più brusco possibile, ma alla fine basta che non ci sia un effettivo tradimento carnale in atto e allora tutto si risolve. Ci sta, è realistico, ma al tempo stesso estremamente sbagliato e il fatto che sia mostrato come un finale felice mi provoca una reazione istintiva di rifiuto mentale.
Nel complesso comunque mi è piaciuto molto e il tema è senz'altro preso in pieno.
Latte
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Ciao Andrea,
come avrai già capito dagli altri commenti, il problema principale di questo racconto è il finale. Io avevo dato l'interpretazione che il protagonista in realtà si sia suicidato dopo essere stato abbandonato dalla compagna e che ora viva in una sorta di limbo irrealistico dove continua a fare il padre per l'eternità, ma a sostegno di quest'ipotesi ho solo il fatto che il bambino di tre anni, che fino a quel momento ha ripetuto ossessivamente una sola parola come se ne andasse della sua vita, improvvisamente gli fa
«Papà, chi guardavi dalla finestra?»«Hai paura?»«Davvero?» che mi fa sospettare che il bambino in realtà non sia davvero un bambino
e il padre dice «Ho smesso di soffrire.» che di solito si dice dei morti
Non so quindi se è l'interpretazione corretta, probabilmente no.
Ti hanno anche già segnalato che il primo "latte latte latte" manda in confusione perché sembra che lo stia dicendo la ragazza fuori dalla casa, quindi non mi dilungo troppo, ma te lo voglio segnalare ugualmente perché è stato l'unico pezzo in cui ho realmente fatto fatica a capire cosa stavo leggendo e ho dovuto rileggere più volte.
L’isola del tesoro
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Ciao Michael.
L'ho letto tutto filato, è un flusso di coscienza lineare e ben fatto, non c'è un solo punto in cui mi son dovuto fermare un secondo. Il che non è scontato. Mi piace il modo in cui hai declinato il tema, avevo avuto una mezza idea di fare qualcosa di questo tipo ma non avevo assolutamente nessuna idea di come metterlo in atto, tu invece ci sei riuscito facilmente e ti ammiro per questo. L'uso di "Spugna", per quanto pigro, è riuscito nel suo intento, ho capito subito che si trattava di un'ambientazione piratesca. Forse avresti potuto usare "il nostromo", ma forse sarebbe stato meno efficace.
Niente da dire, non c'è chissà che trama, ma l'atmosfera che crei è molto bella e il tuo stile fa sentire tutto il sentimento di "triste felicità" del capitano nel momento della sua dipartita. Mi piace.
Che colpo!
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Ciao Daniele.
Non ricordo se ho già commentato qualcosa di tuo, forse è la prima volta. Devo dire che, a parte le prime righe che ti hanno già fatto notare, il racconto scorre bello liscio. Il finale forse è un po' citofonato dalle continue esitazioni di Marica, ma tutto sommato regge bene. La questione dei due anni sinceramente non mi ha causato problemi, forse perché in Italia siamo abituati a vedere poliziotti che si sbattono per cinque o più anni a intercettare telefonate e solo poi provare a fare un arresto (che magari finisce pure a tarallucci e vino). Certo un furto con destrezza è un po' diverso, ma dipende da cosa facevano prima. L'ambientazione che hai creato in effetti, come qualcuno ha già detto, fa molto anni novanta, la cosa sinceramente non mi dispiace e aggiunge il giusto grado di sfida all'impresa.
L'unica pecca: hai perso l'occasione per fare la battuta sul fatto che ora andrà alle sei celle :P
La crisi del settimo anno
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Ciao Giovanni,
bella l'idea di usare un pezzo di storia antica per la declinazione del tema, il finale penso sia la parte più riuscita. Credo che il racconto soffra di due problemi principali che lo rendono poco fruibile.
Il primo è l'inizio, che non permette di capire l'ambientazione: sappiamo che ci sono due uomini in tunica, io inizialmente mi ero immaginato due preti, ma mi son reso conto col dialogo che non poteva essere così. Ho capito poco a poco qual era il contesto.
Il secondo problema è la divisione in tre tempi: la prima solo dialoghi, la seconda quasi solo narrazione e la terza una lettera dettata. Se ci fosse una struttura di fondo che giustifica questa scelta andrebbe benissimo, ma se c'è non sono stato in grado di capirla. Messa così secondo me spezza troppo il ritmo e si perdono pezzi, io per esempio arrivato al secondo pezzo ho fatto un po' fatica a collegare le frasi dette con le azioni successive.
Bella comunque l'idea alla base del racconto, l'ho apprezzata molto dato che la storia romana mi appassiona parecchio.
Cicatrici
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Ciao Simona.
Che stretta al cuore. La prima cosa che ho pensato quando ho finito di leggere. Di solito non mi piace quando sul finale di un racconto c'è un plot twist di morte – gusti personali – ma qui è talmente graduale e ben accompagnato che non è effettivamente classificabile come "plot twist", ma è il naturale climax della storia. Hai fatto un lavoro di fino aumentando gradualmente le emozioni negative: prima ci vai leggera con la delusione per la mancata promessa del padre, poi il fastidio per Sara, che almeno io ho percepito come "intrusa", per quanto buone siano le sue intenzioni; poi inizi a caricare con la morte della madre, aumenti ancora con il dolore del dimenticare i dettagli, aumenti ancora con il padre che rimuove ogni possibile ricordo e fai finta di arrivare a destinazione con i tagli. Poi, quando la storia sembra finita, fai l'ultimo passo in avanti. Neanche detto esplicitamente, lo fai capire in modo naturale e inequivocabile. Non so se l'hai progettato per essere una costante accelerazione o se ti è venuto di getto, ma è veramente perfetto.
Tecniche di coltivazione
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Ciao Erika.
Il racconto è semplice, ma mi è piaciuto molto. Ho capito, tipo, all'inizio del secondo paragrafo che il tizio si era totalmente dimenticato di dare l'acqua alle piante (e tutto il resto), quindi sono stato estremamente contento che non fosse questo il plot twist finale. Il fatto che il tizio che sembra merlino sia effettivamente un mago è una trovata effettivamente carina, e anche qui sono contento che tu non abbia risolto con un banale "abrakadabraalakazam è tutto a posto", ma che ci abbia messo l'elemento "ops mi è sfuggito di mano". Magari non il top dell'originalità, ma dà quel tocco di simpatia in più al testo che me l'ha fatto apprezzare molto.
Vorrei fare un appunto sul "mostrato" che è stato accennato in commenti precedenti. Di solito non uso le espressioni legate al "mostrato" (compresa la stessa parola "mostrato") perché mi sembra in completo contrasto con l'idea stessa alla base del metodo, ma faccio un'eccezione poiché è stato tirato in ballo l'argomento. In realtà l'unico punto un po' "riassunto" è il secondo blocco, ma l'hai comunque infarcito di tanti dettagli che lo rendono estremamente fruibile. Io non ho percepito nessun fastidio leggendolo. L'unica frase che mi ha causato problemi, ma per altri motivi, è questa:
"La mia fidanzata è una famosa fotografa di giardini" aveva detto e, con stupore, aveva scoperto che solo la prima metà della frase era un'esagerazione. Emily era davvero conosciuta fra gli appassionati.
Sono stato tipo un minuto a cercare di capirla, perché mi ero fissato sul fatto che la prima parte fosse "la mia fidanzata è una famosa fotografa" e la seconda fosse "di giardini". Non essendoci nessun tipo di punteggiatura ci ho messo un po' a capire che invece la prima parte era "la mia fidanzata".
Una questione di fede
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Ciao Leonidas e benvenuto nell'arena.
Partiamo dal dire che non scrivi male: il racconto si fa leggere tranquillamente e si arriva al finale senza grosse difficoltà. Il problema principale, come ti hanno già segnalato, è l'idea alla base: semplice, lineare, troppo lineare. Una storia per catturare l'attenzione dovrebbe avere qualche genere di "difficoltà", un ostacolo da superare e che viene affrontato, o quanto meno elaborato. Non può essere il mandare al letto il piccolo perché basta letteralmente un'occhiata del padre; la fede perduta è un ottimo problema da risolvere, purtroppo il racconto termina esattamente in quel momento [inserire meme "refuse to elaborate further" qui]. Visto che avevi ancora moltissimi caratteri avresti potuto continuarlo, tipo l'idraulico arriva ma in realtà è un ladro, gli recupera la fede ma nel frattempo gli svaligia casa (sto improvvisando, quest'idea non piace neanche a me che la sto scrivendo). Non prendere queste parole come una stroncatura comunque, pure io un paio di edizioni fa ho scritto un racconto estremamente piatto che infatti mi venne criticato proprio per questo motivo, e figurati che sto su questo forum da... due anni? Insomma, capita di non avere l'idea funzionante pronta il lunedì sera.
Riguardo lo stile, ti do un consiglio su come rendere le scene più fluide: non invertire mai causa ed effetto. E tu dirai "e certo, mica scrivo prima quello che accade dopo e poi quello che accade prima". E invece sì, lo facciamo di continuo senza neanche accorgercene:
La frase venne interrotta quando Antonio andò a sbattere contro il padre, il quale si appoggiò con le mani sul bordo del camino sporcandosi di cenere e fuliggine.
Qui la frase che ho evidenziato in rosso è la conseguenza della frase in blu; temporalmente i due eventi avvengono quasi in contemporanea, ma è evidente che la frase si interrompe come conseguenza del fatto che va a sbattere contro il padre, quindi fosse anche di mezzo millisecondo avviene dopo, quindi sarebbe corretto scrivere prima che Antonino va a sbattere e poi che la frase si interrompe. Questo è un caso abbastanza limite, ma capita molto spesso di fare questa inversione in contesti ben più palesi, tipo "fece fuoco un secondo dopo che il cervo comparve nel suo mirino". Sembra una cosa da nulla, ma in realtà quello che succede è che il cervello del lettore è costretto a "riscrivere" il punto che ha appena letto, praticamente la sua immaginazione fa "avanti/retromarcia/avanti"; lo fa una volta e non succede nulla, ma se succede spesso è un problema.
Spero che questo commento possa esserti utile e di rileggerti il mese prossimo.
Re: Gruppo SCRIVIAMO?: Lista racconti e classifiche
Inviato: giovedì 2 marzo 2023, 21:29
da Polly Russell
Uff, Ragazzi questa classifica, a parte un paio di posizioni, mi ha davvero fatto penare. E non mi succede spesso.
Buona edizione a tutti.
Vorrei ricordare che qualunque cosa dirò o scriverò sarà nella speranza di aiutare l’autore, non ci sono intenti molesti e nessun animale è stato maltrattato.
1) [g] L’isola del tesoro di Michael Dag Scattina[/g]
Ciao Dag. Allora, ho mentalmente diviso in tre parti il tuo pezzo. Abbiamo la parte iniziale, che ci presenta il protagonista. Chi è, cosa fa e cosa faceva. E ci riesce anche abbastanza bene, anche se avrei evitato “Spugna” che è un po’ come scrivere un Western e chiamare un personaggio “Tex”. Da lì in poi è inevitabile che io mi figuri il capitano con lunghi boccoli neri, baffetti appuntiti e un uncino al posto della mano.
La seconda parte è la sua interiorità, la motivazione. Il perché ha fatto le scelte che ha fatto e l’accettazione del dove lo porteranno. Questa parte è quella più debole, dal mio punto di vista. Si dilunga un po’ troppo e ci avrei visto bene dei dialoghi. È su un atollo in mezzo al nulla e sta schiattando, chi gli vieta di parlare a voce alta? Soprattutto la risata. Per quanto io stia facendo un monologo interiore, è abbastanza improbabile che immagini di ridere.
La terza parte è la migliore, è anche commovente. Mostra il pirata per l’uomo che è, scevro dal suo personaggio. Mostra i valori e gli affetti che sono diventati il vero tesoro per cui avere un ossessione, tanto per parafrasare Capitan Sparrow.
Il tema è centrato e declinato in modo davvero originale, ho già letto un altro racconto declinato allo stesso modo, in questa edition, se non lo avessi fatto il tuo mi avrebbe davvero colto di sorpresa, perché maie poi mai nella vita, avrei pensato a “tesoro” come a un vero e proprio tesoro! Una trovata davvero fantastica.
2) [g]Che colpo! Di Daniele Villa[/g]
Ciao e ben trovato.
Il racconto è carino e divertente, certo gli espedienti sono un po’ da film anni novanta, ma magari era proprio questa la tua intenzione, e se è così: complimenti. Era tutto molto Die Hard o Occhi di gatto.
Il tema è centrato davvero bene, i dialoghi sono credibili e tutta la scenetta di loro due alla Sandra e Raimondo, davvero molto divertente.
Purtroppo ci sono un po’ di imprecisioni. Una bombola d’ossigeno piena, pesa davvero poco in più di una vuota, e se non sei pratico non te ne accorgi, meglio mostrare la differenza con il sigillo in plastica sul beccuccio.
Per quanto lo si possa mettere al massimo, e mi sa che le portatili arrivino solo a 8l/h, il getto d’ossigeno è tipo aerosol. Difficile che si propaghi in fretta per tutto un corridoio. Ultimo e non meno importante punto: in che modo dell’ossigeno può creare un effetto nebbioso? Non so se mostri i laser, ma certamente non fa la nebbia.
Ultimo dubbio, perché mettere un orologio smart in una situazione del genere. Può lasciare una traccia, magari può essere localizzato e soprattutto, in una situazione in cui ci si deve muovere nell’ombra, quello si illumina!
3) [g]Cicatrici di Simona Rampini[/g]
Ciao Sara.
Tema centrato è argomento “caldo” che, di solito, piace da queste parti.
Ci sono delle
cose che non mi tornano. Adele non ricorda il colore degli occhi di sua madre. Segno che è morta da un bel po’, però Sarà parla del padre come se il lutto fosse fresco “per lui è difficile adesso”.
Altra ipotesi è che Adele fosse molto, molto piccola quando sua madre è morta, ma questo cozza coi ricordi fuori da scuola, e con il gran numero di impegni che la mamma non ha disatteso.
Manca qualche virgola, ho dovuto rileggere un paio di volte e non sono mai molto contenta quando succede, però a parte questo è un buon lavoro. Entra bene, dà l’idea della depressione in poche battute, del pensiero fisso che rotola e logora fina a diventare insormontabile.
e lascia un senso di appiccicoso, vischioso addosso, che è proprio quello che mi aspetto da una trama di questo tipo. (se non si fosse capito, appiccicoso e vischioso, in questo caso sono complimenti)
4) [g]Latte di Andrea Spinelli[/g]
Ciao! Bentrovato.
Ci vuole un bit dopo “latte, latte, latte”, lo so che inserisci il soggetto due righe dopo, ma lì per lì, il protagonista sembra posseduto. Anche la ricerca di latte è strana, per quanto sia un bimbo che ama il latte, e che magari viene un pochino viziato dal papà, una battuta sul fatto che a tre anni non si ceni abitualmente con un bicchiere di latte, dovresti farla.
Ma tolto questo che è solo un’inezia, ho avuto dei problemi a capire il testo. Ho due possibili interpretazioni e mezzo, e mi piacerebbe sapere quale è (e se c’è) quella giusta. Nel primo caso, il corteo è reale, reale è la ragazza che somiglia a Sveva, e poi lui immagina che entri nella bara e venga seppellita. Così, metaforicamente la seppellisce anche lui. Questa possibilità è avallata dalla battuta (parafrasata) “sorriso verso il quale non si può rimanere arrabbiati”.
La seconda ipotesi è che Sveva sia morta, lui lo avesse capito, o magari saputo solo in seguito e che la fuga con Richard fosse solo il modo in cui lei, aveva deciso di prendere commiato. Vede il corteo, la ragazza somigliante e immagina la parte di Sveva che entra nella cassa. Anche in questo caso la battuta di cui sopra funzionerebbe, perché la perdona di non averglielo detto.
Il mezzo è che Sveva sia morta e il fantasma glielo fa sapere in quel modo. Questa tesi non è avvalorata da un cacchio, per cui se così fosse, fai qualcosa tipo: il corteo non c’è e il bambino se ne accorge, oppure fai accorgere della cosa il lettore, la tizia è proprio Sveva e fa qualcosa per cui non sia possibile confonderla con altri. In ogni caso c’è di pro una buona scrittura, un dosaggi sapiente di emozione, amore e tristezza, e un intermezzo che spezza, dando il ritmo del tempo reale, il bambino che richiede attenzioni.
Di contro, nessuna delle opzioni è chiara, altrimenti ce ne sarebbe stata una sola.
Il tema è centrato, e a parte il bit iniziale che manca i dialoghi sono gestiti bene.
“Scavallare” è un regionalismo, usa “scavalcare”.
5) [g]Mundus Subterraneus di Matteo Mantoani[/g]
Ciao Matteo! Ben trovato.
Allora, intanto parto col dire che se fossi Paola avrei dato fuoco a lui e ai libri. Non so quanti soldi abbiano ma pagare un altro affitto e altre utenze per metterci i libri è da divorzio, sul colpo! però, voglio dire, alla tua personaggia sta bene, sta bene anche a me.
Un paio di disattenzioni: Usi "drizzò la schiena" come gesto per scrollare la rabbia, ma lo usi per tutti e due i personaggi, e se nella diluizione di un romanzo non si noterebbe, in poche righe annulla qualunque caratterizzazione tu volessi dare loro. Paola (non sono sicuro che si chiami così ma sono pigra per sincerarmene) si dà dell'ignorante, ammette di non amare i libri e Pino sceglie per lei un libro pieno di illustrazioni, pero Paola traduce il titolo in latino del libro appena preso e lo contestualizza per farne una battuta sarcastica al marito. Non mi sembra in linea con l''idea che hai dato di lei.
avrei minimamente mostrato la nottata d'inferno che Paola deve aver passato, immaginando Pino tra le braccia di Rossella. Anche se, in penuria di caratteri, volevi partire dal mattino stesso, potevi accennare alla sua stanchezza, occhiaie, occhi gonfi di pianto... e via andare!
comunque tema centrato alla grande. trama leggera e un bel happy ending. Io avrei buttato il tutto un po' più sul faceto, tanto per fare il verso alle commedie romantiche, ma anche così ha il suo perché.
Scrittura fluida, e a parte l'arrabbiatura di lei che mi pare un po' sotto tono, buoni anche i dialoghi,
6) [g]Tecniche di coltivazione di Erika Adale [/g]
Eriiii!!! ma quanto tempo è?
e soprattutto dov'è la tua rana?
Ma bando alle facezie, passiamo al pezzo.
Mi piace un sacco come tu sia riuscita a far dimenticare anche a noi delle piante e del gatto. A metà racconto io mi ero del tutto dimenticata di quello che il protagonista doveva fare per la sua "speriamo fidanzata." E anche lui :).
A quanto pare eri fuori con i caratteri, quindi non posso dirti che avrei preferito qualche battuta in più per vedere lo stupore del protagonista davanti alla formula magica, scetticismo all'inizio e stupore durante. il poi lo vediamo, legato dalle liane.
La fretta (la tua) non mi ha permesso di fruire al meglio di un pezzo che sarebbe stato molto divertente. Forse ci voleva un salto di riga prima del "quanti giorni erano passati?" o magari qualcosa che ci avesse fatto capire che il tempo stava passando. Perchè alla prima lettura, io quel passaggio me lo ero proprio perso e mi sono ritrovata con l'appartamento distrutto senza capire perchè.
Forse ci voleva anche qualcosa di più eclatante di un "sto scoprendo tecniche innovative" per presentarci meglio mago Merlino, e per giustificare il fatto che chiamasse proprio lui. Ma capisco che sviluppare tutto questo con 5k è davvero complicato.
Mi ha fatto piacere incrociarti e leggere di nuovo qualcosa di tuo.
buona edition!
7) [g]Una questione di fede di Leonidas[/g]
Ciao Leonidas!
Intanto complimenti per il titolo, mi piace un sacco.
La storia è lineare, il tema centrato, se devo dirti avrei cercato di buttarla sul comico. Perché così è solo una scena. Capisci che intendo? In effetti non accade nulla. e tu mi dirai "veramente accadono un sacco di cose, il bambino gioca, infastidisce alternativamente i genitori, non vuole andare a dormire, la mamma fa cose, il papà fa cose e si perde la fede"
vero, ma quello che intendo io è che non c'è confitto, ai personaggi non succede nulla, in fondo. non hanno niente da imparare, non c'è una morale o un messaggio, gli eventi sono slegati tra loro, non c'è alcuna correlazione tra il fatto che il bambino non voglia andare a letto e il padre che si perde la fede lavandosi le mani. Quindi, io, in una situazione come questa, avrei spinto sul comico o sul grottesco, magari estremizzando la razione della moglie.
Per quanto riguarda la scrittura, puoi togliere un po' di "disse", tanto hai tre personaggi in scena, e si muovono parecchio, ti basta far fare loro un gesto per dargli il diritto alla battuta.
Spero di leggerti anche la prossima volta perché vedo del potenziale.
buona edition
8) [g]LA crisi del settimo anno Giovanni D’Addabbo[/g]
Ciao e ben trovato.
Parto col dire che l’idea mi piace, poi sarà che: dammi una matrona che trama alle spalle, una spruzzata di schiavitù e due tazza di impero e sono tua! Però ci sono un bel po di disattenzioni che rendono difficile comprendere il testo.
Il corsivo e il grassetto avrebbero dovuto aiutare invece hanno creato un gran casino. ci si impiega talmente tanto a capire come funzionano che per quando lo hai fatto, il testo è finito.
la collocazione temporale arriva tardi e io non so cosa immaginare. soprattutto perché esordisci con due uomini in tunica che non passavano inosservati. e quindi io penso che non lo facciano PERCHÉ sono in tunica. invece in tunica ci stavano tutti.
i dialoghi sono difficilissimi da capire, la seconda battuta di Narciso sembra il narratore.
nella parte in cui vedono Messalina, a una prima occhiata, sembra che il morto sia lei.
insomma la stesura è da sgrossare, però la storia ha del potenziale. Una vicenda molto importante vista dagli occhi del liberto Narciso, ha davvero del potenziale. Tanto che ci rimetterei le mani, per prima cosa torna alle tradizionali caporali, è già metà lavoro è fatto. poi puoi abbondare con i caratteri e spiegare meglio le scene.
fallo perché può venirne fuori un buon lavoro.
Re: Gruppo SCRIVIAMO?: Lista racconti e classifiche
Inviato: giovedì 2 marzo 2023, 22:51
da Rick Faith
Forse il girone più equilibrato che ho commentato da quando sono su Minuti Contati. Siamo lì, alla fine per scegliere mi sono lasciato guidare dal ricordo che mi hanno lasciato e quanto mi è rimasto dentro post lettura. Grazie a tutti e alla prossima edizione!
Classifica:
1) Cicatrici, di Simona Rampini
2) L’isola del tesoro, di Michael Dag Scattina
3) Mundus Subterraneus, di Matteo Mantoani
4) La crisi del settimo anno, di Giovanni D’Addabbo
5) Che colpo!, di Daniele Villa
6) Tecniche di coltivazione, di Erika Adale
7) Latte, di Andrea Spinelli
8) Una questione di fede, di Leonidas
Commenti:
Mundus Subterraneus, di Matteo Mantoani
► Mostra testo
Ciao Matteo, contento di ritrovarti!
Lo ammetto, in questa edizione sono arrivato lungo e poco lucido, ma ho voluto partecipare a tutti i costi perché mi mancava commentare racconti come il tuo.
Mi sei andato a pescare Kircher! Lo trovo particolarmente indovinato come dettaglio, vista la sua passione spropositata per la storia, la conoscenza e soprattutto l'accumulo di reperti. Pino in piccola misura ne condivide sicuramente qualcosa.
In generale, l'idea alla base è molto carina, l'amore per i libri è sicuramente un tema sempre sentito.
Personalmente devo dire di trovare una forte spaccatura tra le due parti del testo. La seconda parte funziona decisamente meglio, si possono percepire molto bene le emozioni e le sensazioni di Linda, i suoi dubbi e i suoi ragionamenti.
Nella prima invece tutto ciò inspiegabilmente manca, risultando in una scrittura più rigida e impostata, fatta di una sequenza di azioni e battute. Forse hai avuto bisogno di carburare prima di riuscire a entrare nel punto di vista, perché dopo il salto hai tutt'altra fluidità e padronanza della scena.
Quindi direi racconto che ho apprezzato (e poi Kircher è un +1), ma un po' da sgrezzare la prima metà. Occhio che ti metto nella tua stessa rubrica! :)
Latte, di Andrea Spinelli
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Ciao Andrea, felice di leggerti.
Una buona prova la tua, il twist finale mi è proprio piaciuto. Fino a quel momento ero piuttosto freddo e poco coinvolto, ma sei riuscito a dare quella sterzata che ha riacceso tutto l'interesse.
Concordo su quanto ti è già stato fatto notare, soprattutto sull'inizio (per quanto difficile, una partenza che offre subito le coordinate principali aiuta tanto) e sul finale (effettivamente il dialogo con il figlio non mi entusiasma). Poi aggiungerei che sarebbe opportuno dare subito dei dettagli per far capire che fuori è notte, secondo me è un elemento importante.
Alla prossima e buona edition!
L’isola del tesoro, di Michael Dag Scattina
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Ciao Michael, ben ritrovato!
Abbiamo avuto la stessa interpretazione piratesca e persino i tempi strettissimi, mi sento quindi poco sorprendentemente molto coinvolto dal racconto. Secondo me hai fatto un buon lavoro e ho anche riso nel leggere le tue riposte (stavo quasi per scriverti qualcosa sull'unione del titolo L'isola del tesoro e Spugna, ma dopo la tua spiegazione che ti posso dire? Ah ah).
Mi è piaciuta tanto la maliconia finale del Capitano e il verso significato del tesoro, è una lettura che ho apprezzato.
Buona edizione e tutta a tribordo
Che colpo!, di Daniele Villa
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Ciao Daniele, felice di leggerti.
Hai scritto un racconto che intrattiene molto bene, mantiene la giusta tensione ma con quella leggerezza che lo fa scorrere senza intoppi. Vedo che sei arrivato all'ultimo secondo per pubblicare il testo e quindi sono perfettamente comprensibili alcuni punti un po' più grezzi, probabilmente con un po' di tempo e qualche rilettura in più avresti ottenuto in risultato più pulito.
Mi permetto giusto un suggerimento su un elemento in particolare. Soprattutto nella prima persona trovo poco efficace l'inserimento di sensazioni vaghe quando il personaggio sa bene da cosa sono causate. Ad esempio:
Una stretta al braccio. «Sei proprio sicuro di volerlo fare? Non siamo obbligati.»
In realtà qui non è una stretta al braccio indefinita, ci sono solo loro lì e Marica è vicino a lui. Non ci possono essere dubbi su chi gli ha afferrato il braccio.
Una vibrazione sul polso, lo smartwatch si illumina.
Qui la stessa cosa. È il suo smartwatch, il protagonista se ne accorge quando vibra, no? Allo stesso modo tu non senti una vibrazione vaga sul comodino, sai perfettamente se ti sta suonando il telefono.
Invece qui:
Un rumore di passi. Troppo pesanti, non può essere Marica.
È uguale, ma con la differenza importante che ha perfettamente senso mantenere una vaghezza sui passi, perché il protagonista non se li aspetta, non li riconosce, sono qualcosa di nuovo. Infatti funziona bene!
Buona edizione e alla prossima :)
La crisi del settimo anno, di Giovanni D’Addabbo
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Ciao Giovanni, ben ritrovato. Lo dico senza mezzi termini, voglio proprio premiarti. È vero che non è un tipo di racconto, per come è costruito, che trova solitamente fortuna su minuti contati (bada, anche interpretare e prevedere il pubblico che ti leggerà è importante), ma ci vedo tanto coraggio e voglia.
Personalmente non ho avuto problemi con la prima parte, non è un problema fermarmi su qualcosa di insolito e cercare di decifrarlo quando lo trovo stimolante. Grassetto e corsivo sono due strumenti che qui hai usato in maniera non ortodossa, va bene averci provato.
Quel che è proprio difficile è capire l'ambientazione, a meno di avere fortuna di collegare subito tunica e Narciso con la Roma imperiale. Un po' per le tuniche, un po' per i dialoghi così bizzarramente evidenziati, un po' per la mancanza di contesto ambientale, ho pensato di star assistendo a una scena di teatro.
Punto di vista brillante sul tema, secondo me.
Cicatrici, di Simona Rampini
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Ciao Simona, perdona il ritardo, ormai sto prendendo il vizio del last minute.
Premetto che non sono un grande fan delle storie dolorose, mi pesano parecchio. Ma gusti personali a parte devo dire che hai fatto un buon lavoro nell'ampliare gradualmente il contesto intorno ad Adele, tutto avviene in modo naturale e ci accompagna al finale tragico. Stilisticamente avrebbe bisogno di una sgrezzata, soprattutto all'inizio dove mi sei sembrata un po' legata. A giudicare dall'orario in cui hai postato e dal miglioramento che va di pari passo con l'avanzare della vicenda, sono dell'idea che tu l'abbia scritto di getto, necessitando di un po' di caratteri prima di entrare al 100% nel racconto. Poi magari mi dirai tu se la mia impressione è giusta o sbagliata.
Comunque una buona prova, ideale per minuti contati che è spesso sintomo di sensibilità e consapevolezza.
Buona edizione e alla prossima!
Tecniche di coltivazione, di Erika Adale
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Ciao Erika, felice di leggerti.
Il tuo racconto mi è piaciuto, scorre bene e strappa qualche sorriso. Ammetto che mi è piaciuto molto che il tizio che assomigliava a Merlino si è poi rivelato davvero uno stregone (su questo concordo con Polly, qualche indizio in più ci poteva stare).
Ho visto che hai avuto problemi durante la stesura e che ti sei un po' incartata tra caratteri e tempo, ti capisco benissimo, faccio spesso casini anche io. Nonostante questo sei riuscita a portare in porto la nave in sicurezza e qualche imprecisione in queste circostanze fa parte del gioco.
Personalmente a me questo stile a posteriori non dispiace e si sposa bene con il tono del racconto. Ti è scappata la mano qualche volta di troppo in alcuni punti dove sei saltata al passato remoto. Lo avrei conservato esclusivamente per il paragrafo finale dove effettivamente arriviamo nel nostro presente narrativo e vediamo, tramite il pdv di Emily, la scena comica delle piante che sbucano dall'appartamento.
Buona edizione e alla prossima!
Una questione di fede, di Leonidas
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Ciao Leonidas, benvenuto. È sempre bello incontrare nuovi autori!
Gli esordi sono spesso complessi, ma la prima arena non si dimentica. Tieni duro che ci si diverte un sacco.
Hai scritto un testo molto lineare e hai affrontato il tema nel modo più diretto possibile. Questo non è un difetto, ma purtroppo la scena non ha molti elementi interessanti e avviene tutto in maniera piuttosto prevedibile. Da questo punto di vista gli altri racconti del tuo gruppo (che ti consiglio comunque di leggere, all'inizio è molto utile vedere gli altri che fanno e che suggerimenti ricevono) mi sembrano più vibranti e con più elementi di interesse.
La perdita della fede, per fare un esempio, non basta da sola ad attirare la nostra attenzione, capita in modo piuttosto casuale e non genera particolari emozioni. Stavo pensando, come potremmo fare a rendere quell'evento più importante? Magari Maria potrebbe rimproverare a Roberto la scarsa attenzione per la fede nuziale mentre lui sottovaluta la cosa, ritenendo le lamentele della moglie una scocciatura. In questo modo avremmo subito un conflitto, nel finale capiremmo perché Maria ha tutte la ragioni per arrabbiarsi e Roberto imparerebbe una lezione. Questa piccola aggiunta secondo me legherebbe un po' di più la scena.
Ti auguro una buona edizione, affrontala con la voglia di imparare e di metterti in gioco!
Re: Gruppo SCRIVIAMO?: Lista racconti e classifiche
Inviato: giovedì 2 marzo 2023, 23:12
da antico
Avete ricevuto tutte le classifiche, manca solo la mia.
Re: Gruppo SCRIVIAMO?: Lista racconti e classifiche
Inviato: martedì 7 marzo 2023, 14:29
da antico
Ecco a voi i miei commenti e classifica:
1) Cicatrici, di Simona Rampini
Un racconto che mi pare perfettamente riuscito: coerente e ben controllato per tutta la sua durata, in tema. Mi sembra mancare solo un poco più di contesto, penso che potresti inserire una semina migliore per dare più informazioni e delineare, così, meglio la figura del padre, essenziale per definire anche la figlia. Direi un pollice quasi su.
2) Tecniche di coltivazione, di Erika Adale
Bene, vedo che stai ritrovando il tuo smalto. Qui gli unici appunti vertono sulla gestione di tempi e caratteri perché il racconto appare non rifinito ed è facile immaginare che il motivo sia proprio nella difficoltà che hai avuto nel destreggiarti tra i parametri imposti. Poco male, il risultato è cmq molto valido. Tema preso bene. Per me un pollice tendente al positivo in modo solido e brillante.
3) L’isola del tesoro, di Michael Dag Scattina
Mi è piaciuto tantissimo l'intento: siamo dalle parti di Quarto Potere, solo che qui ROSEBUD è ben chiaro e definito non disvelandosi nella scena finale pur procedendo alla sua definizione in modo graduale, come dev'essere. Non ho gradito l'utilizzo di SPUGNA in quanto il punto debole, qui, lo ritrovo proprio nella prima parte e nella definizione di questo contesto, quindi ritengo che questo artificio non raggiunga il suo scopo e che anzi rallenti il tutto perché il lettore cerca altri rimandi che poi non arrivano. Detto questo, per me siamo su un pollice tendente al positivo in modo brillante pur se non solido proprio per questa difficoltà a ingranare.
4) Mundus Subterraneus, di Matteo Mantoani
Mmh... Che il racconto si legga bene e che sia bello chiaro è il minimo che mi aspetto da te ed effettivamente è ben confezionato anche questo. Detto ciò, non sono riuscito a empatizzare con i protagonisti perché mi sembra manchi contesto. Mi spiego: la richiesta da parte di lei di non comprare più libri mi sembra davvero forte e poco spiegata, anche considerata la sua accettazione, quasi che sia una società in cui la cultura sia considerata un male (e questo spiegherebbe molte cose). Il problema è che, allo stato attuale, il tuo racconto sembra ambientato nella nostra realtà e quindi il tutto risulta stonato anche considerato il tono serioso che hai tenuto per tutto il testo. Quindi concordo con Polly sulla necessità di un tono più faceto e allo stesso tempo non concordo con lei sulla qualità cmq mantenuta dal testo: per me siamo su un pollice tendente al positivo in modo solido, ma non brillante.
5) Che colpo!, di Daniele Villa
Un racconto che fa il suo in un modo ordinato anche se, parere personale, poco brillantemente. Si va da un punto A a un punto B senza una gran semina, c'è poco background e lavori al minimo sindacale sul rapporto tra i due. Si arriva infine a questo finale dove mi sembra troppo forzato che lei si debba identificare: funzionale solo perché la chiusa non è stata preparata adeguatamente con tutta la preparazione ad arrivarci, troppo passiva. In buona sostanza: un pollice tendente al positivo in modo solido perché è tutto bello chiaro, ma non brillante perché è tutto troppo passivo e nella mia classifica finisce dietro al parivalutato racconto di Mantoani per uno stile meno maturo.
6) Latte, di Andrea Spinelli
Il racconto è decisamente scritto bene, ma alcune scelte lo penalizzano. In particolare: non comprendo come vadano a unirsi i diversi piani. Sembra quasi che da lui che guarda fuori dalla finestra si passi al suo subconscio, ma potrebbe benissimo trattarsi, come ha sottolineato Polly, di lui che per tutto il tempo ha osservato il vuoto. Dubbi anche sull'età del bambino e in generale su svariati elementi: perché il sottolineare il sesso orale se poi non ha un peso successivo? Perché una chiusa così veloce del rapporto con lui che, pur sicuro di fermarla leggendo un libro che lei non ha mai ascoltato, non agisce? Sono tutti elementi che rimangono lì, suggeriti, ma non approfonditi, indefiniti. Per me un pollice tendente al positivo, ma, nonostante la bella prosa, non in modo solido e neppure brillante perché ci sono parecchie scelte strategiche interne che non condivido.
7) La crisi del settimo anno, di Giovanni D’Addabbo
Poco funzionale la scelta del grassetto per identificare i due interlocutori: ti sarebbe dovuta servire per velocizzare la definizione del contesto da parte del lettore, ma mi è risultata un artificio piuttosto inutile e, anzi, anche confusionario. In più parti male, come ha sottolineato anche Polly, con quell'informazione dei due uomini in tunica che si distinguono dagli altri che mi fa pensare ad altro rispetto al contesto storico. Detto questo, il focus del racconto sembra incentrato sui pensieri di Narciso e sui suoi dubbi su come gestire la situazione, ma ci porti davvero poco dentro la sua testa concentrandoti sul descriverci la situazione e infine chiudendo con la lettera di un imperatore con cui ci hai dato poco o nulla possibilità di empatizzare. Insomma, rimane tutto molto sulla superficie pur essendo ben chiara la storia raccontata. Per me un pollice tendente al positivo anche se non in modo solido e brillante e in classifica finisce dietro al parivalutato racconto di Spinelli, migliore a livello formale.
Re: Gruppo SCRIVIAMO?: Lista racconti e classifiche
Inviato: martedì 7 marzo 2023, 14:39
da Sira66
antico ha scritto:Ecco a voi i miei commenti e classifica:
1) Cicatrici, di Simona Rampini
Un racconto che mi pare perfettamente riuscito: coerente e ben controllato per tutta la sua durata, in tema. Mi sembra mancare solo un poco più di contesto, penso che potresti inserire una semina migliore per dare più informazioni e delineare, così, meglio la figura del padre, essenziale per definire anche la figlia. Direi un pollice quasi su.
2) Tecniche di coltivazione, di Erika Adale
Bene, vedo che stai ritrovando il tuo smalto. Qui gli unici appunti vertono sulla gestione di tempi e caratteri perché il racconto appare non rifinito ed è facile immaginare che il motivo sia proprio nella difficoltà che hai avuto nel destreggiarti tra i parametri imposti. Poco male, il risultato è cmq molto valido. Tema preso bene. Per me un pollice tendente al positivo in modo solido e brillante.
3) L’isola del tesoro, di Michael Dag Scattina
Mi è piaciuto tantissimo l'intento: siamo dalle parti di Quarto Potere, solo che qui ROSEBUD è ben chiaro e definito non disvelandosi nella scena finale pur procedendo alla sua definizione in modo graduale, come dev'essere. Non ho gradito l'utilizzo di SPUGNA in quanto il punto debole, qui, lo ritrovo proprio nella prima parte e nella definizione di questo contesto, quindi ritengo che questo artificio non raggiunga il suo scopo e che anzi rallenti il tutto perché il lettore cerca altri rimandi che poi non arrivano. Detto questo, per me siamo su un pollice tendente al positivo in modo brillante pur se non solido proprio per questa difficoltà a ingranare.
4) Mundus Subterraneus, di Matteo Mantoani
Mmh... Che il racconto si legga bene e che sia bello chiaro è il minimo che mi aspetto da te ed effettivamente è ben confezionato anche questo. Detto ciò, non sono riuscito a empatizzare con i protagonisti perché mi sembra manchi contesto. Mi spiego: la richiesta da parte di lei di non comprare più libri mi sembra davvero forte e poco spiegata, anche considerata la sua accettazione, quasi che sia una società in cui la cultura sia considerata un male (e questo spiegherebbe molte cose). Il problema è che, allo stato attuale, il tuo racconto sembra ambientato nella nostra realtà e quindi il tutto risulta stonato anche considerato il tono serioso che hai tenuto per tutto il testo. Quindi concordo con Polly sulla necessità di un tono più faceto e allo stesso tempo non concordo con lei sulla qualità cmq mantenuta dal testo: per me siamo su un pollice tendente al positivo in modo solido, ma non brillante.
5) Che colpo!, di Daniele Villa
Un racconto che fa il suo in un modo ordinato anche se, parere personale, poco brillantemente. Si va da un punto A a un punto B senza una gran semina, c'è poco background e lavori al minimo sindacale sul rapporto tra i due. Si arriva infine a questo finale dove mi sembra troppo forzato che lei si debba identificare: funzionale solo perché la chiusa non è stata preparata adeguatamente con tutta la preparazione ad arrivarci, troppo passiva. In buona sostanza: un pollice tendente al positivo in modo solido perché è tutto bello chiaro, ma non brillante perché è tutto troppo passivo e nella mia classifica finisce dietro al parivalutato racconto di Mantoani per uno stile meno maturo.
6) Latte, di Andrea Spinelli
Il racconto è decisamente scritto bene, ma alcune scelte lo penalizzano. In particolare: non comprendo come vadano a unirsi i diversi piani. Sembra quasi che da lui che guarda fuori dalla finestra si passi al suo subconscio, ma potrebbe benissimo trattarsi, come ha sottolineato Polly, di lui che per tutto il tempo ha osservato il vuoto. Dubbi anche sull'età del bambino e in generale su svariati elementi: perché il sottolineare il sesso orale se poi non ha un peso successivo? Perché una chiusa così veloce del rapporto con lui che, pur sicuro di fermarla leggendo un libro che lei non ha mai ascoltato, non agisce? Sono tutti elementi che rimangono lì, suggeriti, ma non approfonditi, indefiniti. Per me un pollice tendente al positivo, ma, nonostante la bella prosa, non in modo solido e neppure brillante perché ci sono parecchie scelte strategiche interne che non condivido.
7) La crisi del settimo anno, di Giovanni D’Addabbo
Poco funzionale la scelta del grassetto per identificare i due interlocutori: ti sarebbe dovuta servire per velocizzare la definizione del contesto da parte del lettore, ma mi è risultata un artificio piuttosto inutile e, anzi, anche confusionario. In più parti male, come ha sottolineato anche Polly, con quell'informazione dei due uomini in tunica che si distinguono dagli altri che mi fa pensare ad altro rispetto al contesto storico. Detto questo, il focus del racconto sembra incentrato sui pensieri di Narciso e sui suoi dubbi su come gestire la situazione, ma ci porti davvero poco dentro la sua testa concentrandoti sul descriverci la situazione e infine chiudendo con la lettera di un imperatore con cui ci hai dato poco o nulla possibilità di empatizzare. Insomma, rimane tutto molto sulla superficie pur essendo ben chiara la storia raccontata. Per me un pollice tendente al positivo anche se non in modo solido e brillante e in classifica finisce dietro al parivalutato racconto di Spinelli, migliore a livello formale.
Grazie Antico! Ci lavorerò per migliorarlo.
Simona