SOLO CARNE di Maurizio Chierchia

Appuntamento fissato per lunedì 20 novembre 2023 alle ore 21.00 con un tema di Jack Sensolini e Luca Mazza!
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Maurizio Chierchia
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SOLO CARNE di Maurizio Chierchia

Messaggio#1 » martedì 21 novembre 2023, 0:09

Neanche stanotte ho dormito.
Sono passati quanti, duecento giorni? Duemila uomini?
Ho perso il conto.
Ho perso la mia famiglia.
Ho perso tutto.

La luce dell’alba filtra dalle prese d’aria del rimorchio. La puzza di sudore e di urina di ventidue ragazze satura l’ambiente, impregnando i materassi e le coperte di un odore acre e vomitevole. Nessuna di loro parla la mia lingua, e soprattutto nessuna ha voglia di parlare. Di cosa dovremmo conversare? Le nostre vite, se così possiamo chiamarle, sono nelle loro mani ormai. Non esiste più nulla di nostro.
Il portellone posteriore si apre con un rumore sordo, metallo arrugginito che fatica a smuoversi. Due energumeni con passamontagna e divisa militare si fanno strada tra i letti, scrutandoci come carne da macello pronta per essere venduta. Le ultime arrivate si coprono il corpo nudo con gli stracci che a stento si possono definire lenzuola. Il più grosso viene verso di me. Non mi preoccupo di farmi vedere come sono. Nuda, livida e gonfia, come un corpo che sta morendo. A lui non importa. A lui, a loro vado bene così.
Mi afferra per i capelli e mi trascina giù dalla branda, urlandomi contro parole incomprensibili. Il cranio esplode in una vampata di dolore, un ciuffo unto si stacca dalla testa. Le ginocchia sfregano contro il pavimento in legno marcio e le schegge si conficcano nella pelle. Fatico a rialzarmi, mi appoggio a terra con i polsi segnati, le mani senza unghie.
Lui ride di gusto.
Col mitra mi punzecchia la schiena e il culo, spingendomi fuori dal camion. Non ho le forze di reagire. Sono un sacco vuoto, solo spazzatura da buttare.
Appena fuori, il sole mi acceca e mi avvolge in una stretta di fuoco. Le ferite sulle cosce, non ancora rimarginate, bruciano come se avessi tizzoni ardenti premuti sulla carne viva. Tre auto parcheggiate e quattro uomini aspettano la loro merce, in piedi, fieri e orgogliosi. Esseri fatti di muscoli e soldi, più che di carne e sentimenti. Da sinistra a destra c’è il sudamericano, l’asiatico, l’europeo e l’africano. Come in ogni buon mercato, la roba viene vista prima di essere comprata. Assaggiata, provata, annusata e toccata.
Si avvicinano. Le loro mani trasudano banconote, valigette colme di disprezzo per noi donne.
Non ho idea di chi debba soddisfare oggi o se sarà lo stesso uomo per un po’ di tempo. Non so dove mi trovo ora e non so nemmeno dove mi trovavo un mese fa. Da quando sono stata rapita ho perso la cognizione di tutto, del tempo, dei luoghi. Ovunque fossi… ero sempre all’inferno.
L’africano mi evita, troppo sciupata. Cosa che invece sembra intrigare l’asiatico che non ha staccato gli occhi dal mio pube per un solo istante. È lui a fare la prima mossa.
Solleva il mio viso con movimenti delicati, osserva i miei occhi privi di lacrime, infossati nel volto di uno scheletro che cammina. La sua giacca grigio topo non può nascondere l’anima che lo guida. Un’anima cruda. Nessun gesto candido può celare l’orrore che abita in lui.
Mi dice qualcosa, poche sillabe nella sua lingua, non capisco. Si volta verso gli altri e solleva la valigetta. Il contante viene recuperato e l’asta si conclude.
Ora sono sua.
Accanto a me, la ragazzina di circa dodici anni viene ceduta all’europeo. Non ho il coraggio di guardare il viso straziato di quella povera bambina. Non sopporto le sue grida disperate quando viene presa e trascinata a forza nell’auto. Non riesco a non vedere il corpo dell’europeo che le si avvinghia sui sedili dietro, mentre l’autista parte. Non riuscirò più a levarmelo dagli occhi, come altri centinaia di incubi. Mio marito ucciso e mia figlia stuprata fino alla morte. Non riesco a non pensare che quella ragazzina farà la stessa fine.
Forse non ora.
Forse non qui.
Ma ovunque sia, quella ragazzina smetterà di vivere. Con l’immagine di un mostro stampata negli occhi di un corpicino martoriato e ucciso.
Non ce la faccio più, non voglio andarmene così.
Sono stanca, le gambe non mi reggono, quando faccio pipì il bruciore è così intenso da farmi impazzire. Sanguino da ogni buco del corpo dove hanno infilato di tutto. Non ce la faccio…
L’asiatico mi spinge in auto, sdraiata sui sedili dietro. Sopra teli di iuta per non sporcare. Per non macchiare la macchina del mio sangue, del mio sudore, di me. Lui si siede al posto del passeggero. L’autista, un altro asiatico imbellettato, si gira a fissarmi. Da un tiro a una sigaretta e con uno schiocco me la getta in faccia, iniziando a ridere.
Altre sillabe incomprensibili.
L’auto parte. Fuori dal finestrino c’è uno strapiombo. Centinaia di metri in caduta libera, di salto nel vuoto. Il volo verso il paradiso per chi vive un inferno al giorno. La destinazione senza mappa che indichi la via per la libertà.
Con l’ultimo scatto di vita assalgo il guidatore, prendo il volante e sterzo nel nulla. L’auto sfonda il guardrail e vola.

Neanche stanotte ho dormito.
Sono passati quanti, duecento giorni? Duemila uomini?
Ho perso il conto.
Ho perso la mia famiglia.
Ho perso tutto.
Ma almeno, ho scelto io come morire!


Maurizio Chierchia
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Re: SOLO CARNE di Maurizio Chierchia

Messaggio#2 » martedì 21 novembre 2023, 0:11

Ciao Maurizio! Caratteri e tempo ok, buona IGNORANZA EROICA EDITION!

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Maurizio Chierchia
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Re: SOLO CARNE di Maurizio Chierchia

Messaggio#3 » martedì 21 novembre 2023, 0:15

Grazie Antico! Incrocio le dita!
Maurizio Chierchia
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KatyBlacksmith
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Re: SOLO CARNE di Maurizio Chierchia

Messaggio#4 » martedì 21 novembre 2023, 13:50

Ciao, Maurizio! E ben ritrovato!
Mamma mia quanto hai reso bene il tema! Credo sia stato uno di primi racconti che ho letto dopo aver consegnato e mi ha stretto il cuore.
Non mi vengono in mente appunti da farti, sei riuscito rendere bene l'orrore della situazione e il pozzo nero in cui sono precipitate le aspettative della donna.
Per me ottima prova. Buona undicesima era!

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Maurizio Chierchia
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Re: SOLO CARNE di Maurizio Chierchia

Messaggio#5 » martedì 21 novembre 2023, 16:00

KatyBlacksmith ha scritto:Ciao, Maurizio! E ben ritrovato!
Mamma mia quanto hai reso bene il tema! Credo sia stato uno di primi racconti che ho letto dopo aver consegnato e mi ha stretto il cuore.
Non mi vengono in mente appunti da farti, sei riuscito rendere bene l'orrore della situazione e il pozzo nero in cui sono precipitate le aspettative della donna.
Per me ottima prova. Buona undicesima era!

Ciao Katy.
Grazie mille, sono davvero contento anche perchè non è stato facile capire di che parlare. Ammetto che ci ho pensato su parecchio.
Grazie ancora e in bocca al lupo anche a te!
Maurizio Chierchia
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Ragazzo
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Re: SOLO CARNE di Maurizio Chierchia

Messaggio#6 » mercoledì 22 novembre 2023, 9:41

Ciao, metto il mio commento anche qui.

Bello, scritto bene e l’inferno non ha mappe ci sta tutto. Unica nota, ma credo che sia fondamentale: il punto di vista. È chiaro che il voler narrare in prima persona e al tempo presente può dare un’immediatezza delle scene molto forte ed efficace. Ma è plausibile? Una ragazza messa così male come è la protagonista, sia fisicamente ma soprattutto mentalmente, potrebbe “raccontare” ciò che racconta con delle descrizioni così fini? Non lo so. Poteva essere messo al passato remoto, come se lo stesse raccontando dopo che i fatti sono accaduti e quindi mentalmente stabile, ma alla fine lei muore e quindi non è possibile. Allora perché non usare semplicemente la terza persona? Il risultato non sarebbe stato lo stesso?

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Maurizio Chierchia
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Re: SOLO CARNE di Maurizio Chierchia

Messaggio#7 » mercoledì 22 novembre 2023, 16:49

Ragazzo ha scritto:Ciao, metto il mio commento anche qui.

Bello, scritto bene e l’inferno non ha mappe ci sta tutto. Unica nota, ma credo che sia fondamentale: il punto di vista. È chiaro che il voler narrare in prima persona e al tempo presente può dare un’immediatezza delle scene molto forte ed efficace. Ma è plausibile? Una ragazza messa così male come è la protagonista, sia fisicamente ma soprattutto mentalmente, potrebbe “raccontare” ciò che racconta con delle descrizioni così fini? Non lo so. Poteva essere messo al passato remoto, come se lo stesse raccontando dopo che i fatti sono accaduti e quindi mentalmente stabile, ma alla fine lei muore e quindi non è possibile. Allora perché non usare semplicemente la terza persona? Il risultato non sarebbe stato lo stesso?


Ciao Ragazzo.
Innanzitutto ti ringrazio per la posizione in classifica.
Provo a rispondere al tuo quesito.
Tralasciando il fatto che io amo scrivere e leggere romanzi scritti in prima persona al presente, la scelta non è casuale. Non sono un fan della terza persona e a stento la utilizzo. Mi piace in determinate situazioni, come nelle storie per bambini, in alcuni tipi di thriller o horror, nel fantasy (non sempre) ma non per questo tipo di racconti. In questa storia la protagonista è la chiave centrale di tutto, i suoi pensieri e la sua memoria. Scriverne alla terza persona sarebbe risultato (forse) troppo distaccato. So che si può tranquillamente creare una terza persona focalizzata internamente, ma non mi piace. Per questo scrivo spesso in prima. Adoro poter mischiare pensieri, azioni e dialoghi senza mai cambiare font o tempo verbale.
Per quanto riguarda invece il fatto della protagonista che è ridotta male, e di conseguenza non può avere pensieri complessi non sono d'accordo. Anche quando si è sul punto di morire, anche ridotti male, se ovviamente il cervello non è stato intaccato, si possono avere tutti i pensieri che si vuole. Soprattutto quelli legati ai drammi che ti hanno portato fin lì. Ho girato (purtroppo) parecchi ospedali (non per malanni miei, ma ripeto purtroppo per malanni di altri) e ti posso confermare che fino a che la gente non si spegne del tutto, pensa, pensa e ripensa ancora. C'è un motivo per cui si dice che quando stai morendo la vita ti passa davanti agli occhi.
Spero di aver risposto in maniera adeguata e soprattutto di essermi spiegato.
Ti ringrazio ancora del feedback. A rileggerci presto!
Maurizio Chierchia
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Ragazzo
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Re: SOLO CARNE di Maurizio Chierchia

Messaggio#8 » mercoledì 22 novembre 2023, 17:08

Maurizio Chierchia ha scritto:
Ragazzo ha scritto:Ciao, metto il mio commento anche qui.

Bello, scritto bene e l’inferno non ha mappe ci sta tutto. Unica nota, ma credo che sia fondamentale: il punto di vista. È chiaro che il voler narrare in prima persona e al tempo presente può dare un’immediatezza delle scene molto forte ed efficace. Ma è plausibile? Una ragazza messa così male come è la protagonista, sia fisicamente ma soprattutto mentalmente, potrebbe “raccontare” ciò che racconta con delle descrizioni così fini? Non lo so. Poteva essere messo al passato remoto, come se lo stesse raccontando dopo che i fatti sono accaduti e quindi mentalmente stabile, ma alla fine lei muore e quindi non è possibile. Allora perché non usare semplicemente la terza persona? Il risultato non sarebbe stato lo stesso?


Ciao Ragazzo.
Innanzitutto ti ringrazio per la posizione in classifica.
Provo a rispondere al tuo quesito.
Tralasciando il fatto che io amo scrivere e leggere romanzi scritti in prima persona al presente, la scelta non è casuale. Non sono un fan della terza persona e a stento la utilizzo. Mi piace in determinate situazioni, come nelle storie per bambini, in alcuni tipi di thriller o horror, nel fantasy (non sempre) ma non per questo tipo di racconti. In questa storia la protagonista è la chiave centrale di tutto, i suoi pensieri e la sua memoria. Scriverne alla terza persona sarebbe risultato (forse) troppo distaccato. So che si può tranquillamente creare una terza persona focalizzata internamente, ma non mi piace. Per questo scrivo spesso in prima. Adoro poter mischiare pensieri, azioni e dialoghi senza mai cambiare font o tempo verbale.
Per quanto riguarda invece il fatto della protagonista che è ridotta male, e di conseguenza non può avere pensieri complessi non sono d'accordo. Anche quando si è sul punto di morire, anche ridotti male, se ovviamente il cervello non è stato intaccato, si possono avere tutti i pensieri che si vuole. Soprattutto quelli legati ai drammi che ti hanno portato fin lì. Ho girato (purtroppo) parecchi ospedali (non per malanni miei, ma ripeto purtroppo per malanni di altri) e ti posso confermare che fino a che la gente non si spegne del tutto, pensa, pensa e ripensa ancora. C'è un motivo per cui si dice che quando stai morendo la vita ti passa davanti agli occhi.
Spero di aver risposto in maniera adeguata e soprattutto di essermi spiegato.
Ti ringrazio ancora del feedback. A rileggerci presto!


Grazie mille per la tua risposta.
Il mio pensiero è certamente dovuto al fatto che io preferisco la terza persona e non amo particolarmente la prima, all'opposto tuo, quindi. :) Ma ci sta, sono appunto, punti di vista diversi. :)

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Robin
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Re: SOLO CARNE di Maurizio Chierchia

Messaggio#9 » mercoledì 22 novembre 2023, 22:21

Ciao Maurizio!

Allora eccomi qui con il mio commentino! Parto da un presupposto: l'argomento trattato non mi piace. MA questo non significa che tu non abbia scritto un ottimo racconto, anzi! Se l'argomento piace o meno è una cosa soggettiva, ma i fatti sono che me lo sono letto in maniera fluida fino alla fine, ho visualizzato tutto benissimo, mi sono immerso nella vicenda che hai creato... Bravo davvero!

Se proprio devo evidenziale un piccolo neo, devo dire che alla fine quando dici "Ma almeno, ho scelto io come morire!" lì ho avuto un attimo in cui sono uscito di colpo dall'immersione e la mia mente (bastarda) ha pensato... "Ma se sei morta come fai a scrivere/dire una cosa del genere?

Ma guarda... È proprio un neo finale perché per il resto lo trovo bellissimo, anche la prima persona al presente mi è piaciuta molto, bravo davvero!
Robin Ki
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Maurizio Chierchia
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Re: SOLO CARNE di Maurizio Chierchia

Messaggio#10 » mercoledì 22 novembre 2023, 22:44

Robin ha scritto:Ciao Maurizio!

Allora eccomi qui con il mio commentino! Parto da un presupposto: l'argomento trattato non mi piace. MA questo non significa che tu non abbia scritto un ottimo racconto, anzi! Se l'argomento piace o meno è una cosa soggettiva, ma i fatti sono che me lo sono letto in maniera fluida fino alla fine, ho visualizzato tutto benissimo, mi sono immerso nella vicenda che hai creato... Bravo davvero!

Se proprio devo evidenziale un piccolo neo, devo dire che alla fine quando dici "Ma almeno, ho scelto io come morire!" lì ho avuto un attimo in cui sono uscito di colpo dall'immersione e la mia mente (bastarda) ha pensato... "Ma se sei morta come fai a scrivere/dire una cosa del genere?

Ma guarda... È proprio un neo finale perché per il resto lo trovo bellissimo, anche la prima persona al presente mi è piaciuta molto, bravo davvero!


Ciao Robin.
Innanzitutto grazie davvero per i complimenti. Sono felice che ti sia piaciuto.
Per quanto riguarda quel neo, è vero, la cosa può trarre in inganno. Nella mia testa però la scena funzionava così:
La protagonista si avventa sul guidatore e sterza il volante.
L'auto precipita fuori.
Mentre l'auto precipita la protagonista ripensa a quello che ha perso, ma realizza che è riuscita a scegliere lei il suo destino. Ha scelto lei come morire e... Boom! L'auto si schianta e tutti crepano.
In ogni caso grazie davvero tanto del commento. A rileggerci presto.
Maurizio Chierchia
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Re: SOLO CARNE di Maurizio Chierchia

Messaggio#11 » mercoledì 22 novembre 2023, 22:55

Maurizio ha scritto:
Per quanto riguarda quel neo, è vero, la cosa può trarre in inganno. Nella mia testa però la scena funzionava così:
La protagonista si avventa sul guidatore e sterza il volante.
L'auto precipita fuori.
Mentre l'auto precipita la protagonista ripensa a quello che ha perso, ma realizza che è riuscita a scegliere lei il suo destino. Ha scelto lei come morire e... Boom! L'auto si schianta e tutti crepano.
.


Ah vero, peccato che io non sia riuscito ad immaginarla così, in effetti avrebbe retto benissimo! Bravo! Ci vediamo al prossimo racconto, ti leggerò molto volentieri!! E in bocca al lupo per questa edizione del contest!!

Ciaooo
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Gerry Ponsacchi
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Re: SOLO CARNE di Maurizio Chierchia

Messaggio#12 » mercoledì 22 novembre 2023, 23:43

Ciao Maurizio, cominci con bell’incipit, di impatto.
Il racconto è senz’altro scritto bene, un pugno chiuso dritto alla bocca dello stomaco. Bene lo svolgimento fino all’epilogo. Pesante e crudo, senza redenzione: era la cifra che volevi dare quindi direi efficace.

Ecco, la chiusa invece si poteva evitare. Chiudi in modo circolare con la variazione della battuta finale. Sarà che l’incipit appunto mi era piaciuto, forse chiuderla nello stesso modo invece me l’ha smorzato. Avrei proprio evitato: la frase finale, “sfonda il guardrail e vola” arriva a giusto compimento di un percorso al quale ci hai preparati. Ci stiamo solo chiedendo se ce la farà oppure no, e fermandoci a quell’ultima riga io sarei rimasto soddisfatto.

Grazie della lettura, e buon girone
g3rry

Sira66
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Re: SOLO CARNE di Maurizio Chierchia

Messaggio#13 » giovedì 23 novembre 2023, 15:36

Ciao Maurizio. Tema tosto il tuo, che secondo me hai reso in maniera credibile. L’angoscia, la paura, lo schifo, si percepisce tutto. E se questo non è un inferno non so proprio cos’altro possa esserlo. La prima persona interpreta bene il flusso di coscienza della protagonista, forse un po’ troppo lucida.
Tu scrivi sempre bene e anche questa volta non ho niente da sottolineare di particolare. Buona gara.

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GiulianoCannoletta
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Re: SOLO CARNE di Maurizio Chierchia

Messaggio#14 » venerdì 24 novembre 2023, 16:17

Ciao Maurizio, sempre un piacere leggerti.
Davvero un bel racconto, crudo e angoscioso. Ottima declinazione del tema.
Anche io ho notato una voce narrante forse un po' troppo lucida rispetto alla situazione in cui è immersa, ma rimane così per tutta la durata del raconto, quindi appare coerente.
Forse mi è mancato un "prima", anche nei pensieri della protagonista, un qualche ricordo del suo passato, una speranza a cui magari aggrapparsi in mezzo a quell'orrore, e a cui rinunciare del tutto nel gesto finale.
Sottigliezze, comunque. Per me un'ottima prova.
A rileggerci presto!
Giuliano
“Uno scrittore argentino che ama molto la boxe mi diceva che in quella lotta che si instaura fra un testo appassionante e il suo lettore, il romanzo vince sempre ai punti, mentre il racconto deve vincere per knock out.”
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Maurizio Chierchia
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Re: SOLO CARNE di Maurizio Chierchia

Messaggio#15 » venerdì 24 novembre 2023, 19:36

Gerry Ponsacchi ha scritto:Ciao Maurizio, cominci con bell’incipit, di impatto.
Il racconto è senz’altro scritto bene, un pugno chiuso dritto alla bocca dello stomaco. Bene lo svolgimento fino all’epilogo. Pesante e crudo, senza redenzione: era la cifra che volevi dare quindi direi efficace.

Ecco, la chiusa invece si poteva evitare. Chiudi in modo circolare con la variazione della battuta finale. Sarà che l’incipit appunto mi era piaciuto, forse chiuderla nello stesso modo invece me l’ha smorzato. Avrei proprio evitato: la frase finale, “sfonda il guardrail e vola” arriva a giusto compimento di un percorso al quale ci hai preparati. Ci stiamo solo chiedendo se ce la farà oppure no, e fermandoci a quell’ultima riga io sarei rimasto soddisfatto.

Grazie della lettura, e buon girone
g3rry


Ciao Gerry.
Sono felice che dal racconto sia uscito quello che realmente avevo in testa, e soprattutto che tu l'abbia percepito.
Per quanto riguarda la parte finale, il tuo commento ci sta tutto. Il fatto però è che volevo che si concludesse così per dare la conferma che lei non ce la farà. Volevo fare capire che tutta questa violenza sulle donne spesso le porta verso un'unica direzione, il suicidio. Però può non piacere e lo capisco.
Per cui ti ringrazio ancora e a rileggerci presto.
Maurizio Chierchia
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Cinzia Fabretti
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Re: SOLO CARNE di Maurizio Chierchia

Messaggio#16 » sabato 25 novembre 2023, 15:00

Buongiorno Maurizio, la prima lettura è stata di puro orrore. Hai saputo ricreare un vero inferno, tragicamente realistico. Alla seconda lettura, finalizzata al commento, ho notato qualche particolare su cui voglio fermarmi un istante. Ventidue donne. Ecco, mi hai fatto immaginare una persona così alienata che mi sembra stonato abbia contato i corpi sdraiati nel camion. Conversare. È talmente inverosimile che qualcuno pensi di conversare in simili condizioni, che il termine sa di sarcasmo. Ma la donna che descrivi mi sembra ormai esausta, lontana dal poter usare sarcasmo. Pur se nei suoi pensieri, non avrei scelto questa parola. Ma queste sono sfumature di nessun conto. Invece la cosa che meno vedo adeguata è che i clienti siano persone facoltose, da valigetta di soldi. Perché penso che persone ricche si rivolgerebbero piuttosto a squillo d'alto bordo. Possono permettersi merce (per usare la tua crudezza) migliore. Avrei visto queste donne offerte piuttosto in zone di guerra, magari a dei miliziani, a dei mercenari che non abbiano occasioni migliori per avere una donna. Detto questo, il racconto è coerente, con un finale chiaro, e centra il tema in modo pieno, senza dubbio è da alta classifica.

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Shanghai Kid
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Re: SOLO CARNE di Maurizio Chierchia

Messaggio#17 » domenica 26 novembre 2023, 21:15

Ciao Maurizio,
piacere di averti letto!
Il tuo racconto mi è globalmente piaciuto: ho apprezzato (e sofferto) la declinazione che hai dato al tema e, ma questo come sempre, il tuo stile fruito, chiaro, netto, nitido. Hai restituito molto duramente e bene al lettore la crudezza della storia che hai scelto. L’unica cosa che non mi ha convinta molto - ma penso sia soggettivo - è che ti ho trovato in alcuni punti didascalico, quando era già tutto molto chiaro e penso sarebbe stato più efficace se avessi esplicitato meno il messaggio in alcuni passaggi. Ti faccio un esempio: “Ma ovunque sia, quella ragazzina smetterà di vivere.”. è un’opinione personale, ma frasi come questa secondo me forzano un messaggio già evidente. Il finale regala speranza e questo è molto bello, anche se personalmente lo trovo un finale, ahimè, un po’ difficile, tuttavia possibile per cui non commenterò oltre.
Detto questo, la tua è una prova buona. Un bel pugno allo stomaco.
A rileggerci,
Elisa

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Re: SOLO CARNE di Maurizio Chierchia

Messaggio#18 » domenica 26 novembre 2023, 22:44

Ciao, Maurizio! Non posso certo dire che la tua storia si legga con piacere. Una scena cruda dalle tinte fosche, un vero inferno, lo ammetto. La destinazione senza mappa è la libertà della morte.
Il tema è dunque centrato.
Non ho compreso bene la collocazione. Un rimorchio con ventidue letti o materassi in un luogo dove giungono persone di quattro continenti diversi con tre auto per comprare donne nude ridotte a corpi scheletriti. Non capisco proprio in quale mondo questo accada.
Esistono sulla Terra, purtroppo, numerosi paesi in cui il mercato dei corpi, anche di minorenni, è fiorente quasi quanto la vendita di armi e droga. Quindi perché comprarne una ridotta in quelle condizioni. Non sono riuscito neppure a percepire nella protagonista che racconta in prima persona un animo femminile.
Resta comunque la tua, una denuncia dei soprusi subìti dalle donne e per questo la apprezzo e ela considero valida.
Buona IGNORANZA EROICA EDITION!

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Re: SOLO CARNE di Maurizio Chierchia

Messaggio#19 » venerdì 1 dicembre 2023, 16:39

Cinzia Fabretti ha scritto:Buongiorno Maurizio, la prima lettura è stata di puro orrore. Hai saputo ricreare un vero inferno, tragicamente realistico. Alla seconda lettura, finalizzata al commento, ho notato qualche particolare su cui voglio fermarmi un istante. Ventidue donne. Ecco, mi hai fatto immaginare una persona così alienata che mi sembra stonato abbia contato i corpi sdraiati nel camion. Conversare. È talmente inverosimile che qualcuno pensi di conversare in simili condizioni, che il termine sa di sarcasmo. Ma la donna che descrivi mi sembra ormai esausta, lontana dal poter usare sarcasmo. Pur se nei suoi pensieri, non avrei scelto questa parola. Ma queste sono sfumature di nessun conto. Invece la cosa che meno vedo adeguata è che i clienti siano persone facoltose, da valigetta di soldi. Perché penso che persone ricche si rivolgerebbero piuttosto a squillo d'alto bordo. Possono permettersi merce (per usare la tua crudezza) migliore. Avrei visto queste donne offerte piuttosto in zone di guerra, magari a dei miliziani, a dei mercenari che non abbiano occasioni migliori per avere una donna. Detto questo, il racconto è coerente, con un finale chiaro, e centra il tema in modo pieno, senza dubbio è da alta classifica.


Ciao Cinzia.
Sono felice che il racconto ti sia comunque piaciuto.
Per rispondere ai tuoi punti di riflessione ti dico:
Nel primo caso hai sicuramente ragione, avrei voluto rendere al massimo la sofferenza della protagonista, ma spesso non ho usato parole adatte. Purtroppo il tempo è quello che è, e ci ho messo anche un po' a decidermi sul cosa scrivere.
Per quanto riguarda invece il discorso della donna sciupata, più adatta a un bordello comune, ahimé hai ragione. Non ho avuto tempo di elaborare al meglio la storia, mi sono concentrato sull'inferno, dando quel tocco violento e crudo senza badare ai dettagli realistici.
Grazie ancora e a rileggerci presto.
Maurizio Chierchia
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Re: SOLO CARNE di Maurizio Chierchia

Messaggio#20 » venerdì 1 dicembre 2023, 16:41

Sira66 ha scritto:Ciao Maurizio. Tema tosto il tuo, che secondo me hai reso in maniera credibile. L’angoscia, la paura, lo schifo, si percepisce tutto. E se questo non è un inferno non so proprio cos’altro possa esserlo. La prima persona interpreta bene il flusso di coscienza della protagonista, forse un po’ troppo lucida.
Tu scrivi sempre bene e anche questa volta non ho niente da sottolineare di particolare. Buona gara.


Beh, non posso fare altro che ringraziarti!
Sono felice che ti sia piaciuto e felicissimo del complimento.
Grazie mille e a rileggerci presto.
Maurizio Chierchia
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Re: SOLO CARNE di Maurizio Chierchia

Messaggio#21 » venerdì 1 dicembre 2023, 16:44

GiulianoCannoletta ha scritto:Ciao Maurizio, sempre un piacere leggerti.
Davvero un bel racconto, crudo e angoscioso. Ottima declinazione del tema.
Anche io ho notato una voce narrante forse un po' troppo lucida rispetto alla situazione in cui è immersa, ma rimane così per tutta la durata del raconto, quindi appare coerente.
Forse mi è mancato un "prima", anche nei pensieri della protagonista, un qualche ricordo del suo passato, una speranza a cui magari aggrapparsi in mezzo a quell'orrore, e a cui rinunciare del tutto nel gesto finale.
Sottigliezze, comunque. Per me un'ottima prova.
A rileggerci presto!
Giuliano


Ciao Giuliano e grazie mille!
Si avrei voluto anche io inserire qualche cosa sul suo passato, ma letteralmente non ho avuto una riga di testo che me lo permettesse.
E la voce della protagonista avrei dovuto renderla più sofferente. Ma ormai è fatta. Sono contento che comunque ti sia piaciuto.
A rileggerci presto.
Maurizio Chierchia
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Re: SOLO CARNE di Maurizio Chierchia

Messaggio#22 » venerdì 1 dicembre 2023, 16:46

Shanghai Kid ha scritto:Ciao Maurizio,
piacere di averti letto!
Il tuo racconto mi è globalmente piaciuto: ho apprezzato (e sofferto) la declinazione che hai dato al tema e, ma questo come sempre, il tuo stile fruito, chiaro, netto, nitido. Hai restituito molto duramente e bene al lettore la crudezza della storia che hai scelto. L’unica cosa che non mi ha convinta molto - ma penso sia soggettivo - è che ti ho trovato in alcuni punti didascalico, quando era già tutto molto chiaro e penso sarebbe stato più efficace se avessi esplicitato meno il messaggio in alcuni passaggi. Ti faccio un esempio: “Ma ovunque sia, quella ragazzina smetterà di vivere.”. è un’opinione personale, ma frasi come questa secondo me forzano un messaggio già evidente. Il finale regala speranza e questo è molto bello, anche se personalmente lo trovo un finale, ahimè, un po’ difficile, tuttavia possibile per cui non commenterò oltre.
Detto questo, la tua è una prova buona. Un bel pugno allo stomaco.
A rileggerci,
Elisa


Ciao Elisa.
Ti ringrazio davvero tanto per il commento che trovo utilissimo. Purtroppo in queste gare mi viene spesso fuori qualche frase di troppo che sicuramente smorzano la lettura. Farò tesoro di questo consiglio.
Grazie mille e a rileggerci presto.
Maurizio Chierchia
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Re: SOLO CARNE di Maurizio Chierchia

Messaggio#23 » venerdì 1 dicembre 2023, 16:50

gcdaddabbo ha scritto:Ciao, Maurizio! Non posso certo dire che la tua storia si legga con piacere. Una scena cruda dalle tinte fosche, un vero inferno, lo ammetto. La destinazione senza mappa è la libertà della morte.
Il tema è dunque centrato.
Non ho compreso bene la collocazione. Un rimorchio con ventidue letti o materassi in un luogo dove giungono persone di quattro continenti diversi con tre auto per comprare donne nude ridotte a corpi scheletriti. Non capisco proprio in quale mondo questo accada.
Esistono sulla Terra, purtroppo, numerosi paesi in cui il mercato dei corpi, anche di minorenni, è fiorente quasi quanto la vendita di armi e droga. Quindi perché comprarne una ridotta in quelle condizioni. Non sono riuscito neppure a percepire nella protagonista che racconta in prima persona un animo femminile.
Resta comunque la tua, una denuncia dei soprusi subìti dalle donne e per questo la apprezzo e ela considero valida.
Buona IGNORANZA EROICA EDITION!


Ciao e grazie innanzitutto per il commento.
Effettivamente hai ragione, come già detto ad altri, la scena non è totalmente realistica. Ma appunto, il tempo a disposizione mi ha fregato ed è uscito così.
Per quanto riguarda lanimo femminile, diciamo che non scrivo quasi mai protagoniste donne, appunto perché non sono così capace. Tra l'altro il tuo commento mo fa venir voglia di chiedere a chi ha letto questo racconto, se loro sentono l'anima femminile o no. Sarebbe interessante per poter imparare al meglio.
In ogni caso grazie degli appunti e a rileggerci presto.
Maurizio Chierchia
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antico
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Re: SOLO CARNE di Maurizio Chierchia

Messaggio#24 » venerdì 1 dicembre 2023, 18:50

Molto bello e gestito sapientemente. Il tema c'è tutto anche se virato in tinte decisamente fosche. Non mi ha infastidito la lucidità del pov anche perché è una lucidità sterzata verso la disperazione, filtrata totalmente verso di essa. Unico neo, il finale. Non ho pensato a lei mentre cadeva verso il vuoto, troppo lungo e articolato. Credo abbia senso aggiustarlo, accorciarlo. La mia valutazione è un pollice quasi su proprio per il problema del finale.

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Maurizio Chierchia
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Re: SOLO CARNE di Maurizio Chierchia

Messaggio#25 » domenica 3 dicembre 2023, 14:13

antico ha scritto:Molto bello e gestito sapientemente. Il tema c'è tutto anche se virato in tinte decisamente fosche. Non mi ha infastidito la lucidità del pov anche perché è una lucidità sterzata verso la disperazione, filtrata totalmente verso di essa. Unico neo, il finale. Non ho pensato a lei mentre cadeva verso il vuoto, troppo lungo e articolato. Credo abbia senso aggiustarlo, accorciarlo. La mia valutazione è un pollice quasi su proprio per il problema del finale.


Grazie mille Antico. Farò sicuramente tesoro del consiglio. Solo una cosa non ho capito: intendi che nel finale la protagonista non deve tentare il suicidio? O che deve tentarlo ma devo essere più chiaro nella scena dell'auto che vola giù? Giusto per capire.
Grazie mille comunque.
Maurizio Chierchia
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