L'inferno su Arus - di Manuel Marinari

Appuntamento fissato per lunedì 20 novembre 2023 alle ore 21.00 con un tema di Jack Sensolini e Luca Mazza!
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Manuel Marinari
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L'inferno su Arus - di Manuel Marinari

Messaggio#1 » martedì 21 novembre 2023, 0:37

Anno terrestre 2188, pianeta Arus

La prima spedizione sul pianeta si stava compiendo senza intoppi. L’Agenzia Spaziale Terrestre Unita aveva coordinato in maniera impeccabile le operazioni di viaggio partite dalle tre colonie di Marte, Tekdal e Vox. Un nuovo pianeta stava per essere esplorato. Il più prezioso tra tutti i pianeti scoperti e monitorati fino a quel momento. Arus offriva una vastissima quantità di Molecolar, un componente floreale diventato essenziale per il rifornimento delle navi cosmiche.

Robinson si stava preparando insieme al suo equipaggio per sbarcare sul nuovo pianeta. Le mani gli iniziarono a tremare e se ne accorse soltanto quando il suo corpo avvertì delle vampate di calore che avevano reso altissima la temperatura interna della sua tuta cosmica.
“Hai paura Robinson?” gli chiese un ragazzo seduto davanti a lui.
Lentamente alzò la testa disinteressato dalla domanda che a malapena aveva sentito.
“Che cosa?” rispose continuando a guardarsi i guanti grigi della sua tuta.
“Ti ho chiesto, hai paura?”
Robinson osservava l’oblò accanto a sé, senza interagire con l’altro membro dell’equipaggio.
“Sono soltanto degli arretrati! Non ti spaventeranno mica degli alieni che non hanno mai messo piede fuori dal loro pianeta?” continuò il cosmonauta di fronte.
Continuando a guardare fuori dal vetro della nave, realizzò che anche per lui era la prima volta che usciva dall’atmosfera del suo pianeta Vox. Incrociò lo sguardo del suo compagno di viaggio. Gli occhi gli uscivano dalle orbite, la bava alla bocca in una smorfia cagnesca, abbracciava il puntatore laser in posizione di combattimento.
Il portellone della nave si aprì e il comandante ordinò il momento dello sbarco.
Robinson azionò la mappa oculare all’interno del suo casco, la freccia tridimensionale lo avrebbe guidato a destinazione, dietro una grande roccia, dove era stata individuata la distesa più grande di Molecolar sul pianeta. Si sarebbero insediati li.
“Sparate a vista!” tuonò il comandante, e tutti i cosmonauti scesero dalla nave in formazione da combattimento.

Bae e Moa stavano raccogliendo dei fiori gialli strappandoli da terra. I loro contenitori legati in vita erano quasi colmi. Tornati al villaggio si sarebbero complimentati tutti con loro per quel raccolto così redditizio. Con tutte quelle Gemme di Ar si sarebbero conquistati il ruolo di primi esploratori. Stavano superando la prova in maniera eccellente.
“Quanto dobbiamo camminare ancora?”
“La mappa dice che una volta aggirata la roccia di Kaban dovremmo vedere le antiche sorgenti, dove crescono le Gemme più rigogliose” rispose Moa osservando la loro mappa incisa su una tavola legnosa.
“Ma nessuno ha mai valicato la roccia di Kaban” disse Bae.
“Dobbiamo prenderle, per forza!”
I due giovani Arusiani si erano arrampicati con grande agilità sul promontorio roccioso e mentre si avviavano a scendere sull’altro versante, rimasero sconvolti da quello che stava accadendo. Assisterono per la prima volta, allo sbarco di una specie vivente sconosciuta. Decine di alieni con grandi teste, vestiti di un colore assente in natura su Arus, avanzavano verso di loro.
“Che cosa sono? Perchè sono qui?” chiese Bae spaventato e inorridito.
“Non lo so, corri al villaggio, avverti tutti. Sapranno come dovremmo comportarci. Io aspetto qui per capire dove stanno andando. Fai presto, prendi la mappa così riuscirai a trovare la strada più velocemente, io me la caverò.”
Bae e Moa si abbracciarono, sapevano che quello sarebbe stato, probabilmente, l’ultimo momento passato insieme.

Robinson rimase più indietro rispetto al gruppo. La mappa oculare iniziò a funzionare in maniera intermittente. La freccia di navigazione appariva e scompariva. “Maledetta tecnologia terrestre!” pensò mentre la paura aveva invaso la sua mente e le sue gambe tremolanti non giravano come avrebbe voluto. Stava ormai perdendo di vista il resto della spedizione quando la mappa smise di funzionare. Il giovane umano iniziò ad avvertire un forte senso di vertigine, la testa gli girò velocemente e sbatté a terra.

Moa aveva aspettato nascosto dietro una grande pianta che il gruppo di alieni lo superasse. Vide uno di loro riverso a terra. Lentamente gli si avvicinò. Senza abbandonare il suo raccolto di Gemme di Ar, l’abitante di Arus si trovava ormai di fronte a quella strana forma di vita sconosciuta. Si abbassò verso l’umano e con un movimento veloce lo toccò, ritraendo subito la mano verso di sé.
Robinson riprese coscienza e aprì gli occhi, ancora sdraiato a terra. Davanti a sé, in piedi, c’era un alieno. Era vestito con una tunica verde, la pelle color violacea aveva delle striature verdi sulla faccia e lungo il collo. Si alzò di scatto e i due iniziarono a lottare l’uno con l’altro, cadendo e rotolando giù dalle rocce. Si ritrovarono così da soli, l’uno contro l’altro, in un luogo sconosciuto a entrambi. I due si fissarono negli occhi, si scrutavano. Non sapevano più dove si trovavano. Nessuno dei due aveva idea che l’inferno su Arus era appena iniziato.



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antico
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Re: L'inferno su Arus - di Manuel Marinari

Messaggio#2 » martedì 21 novembre 2023, 0:38

Ciao Manuel! Tutto ok con i parametri, buona IGNORANZA EROICA EDITION!

alexandra.fischer
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Re: L'inferno su Arus - di Manuel Marinari

Messaggio#3 » martedì 21 novembre 2023, 14:28

Tema centrato. Racconto di SF molto credibile È interessante la terminologia riferita alla sostanza che serve ai terrestri, il Molecolar. Molto bene anche l’uso dei punti di vista. Robinson che si orienta con una mappa nel visore del casco, mentre i due abitanti di Arus usano una semplice mappa. Bene anche con l’uso dei punti di vista. I due arusiani raccolgono fiori e apprendono del pericolo costituito dai terrestri ignorando cosa sono. Bene la descrizione della giovane arusiana. E anche la scena finale della lotta fra lei e Robinson.
Attenzione: Hai paura, Robinson?

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Maurizio Chierchia
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Re: L'inferno su Arus - di Manuel Marinari

Messaggio#4 » martedì 21 novembre 2023, 17:41

Ciao Manuel.
Allora, sarà un problema mio, ma a me queste storie non prendono. Non che non ami la fantascienza, ma secondo me è difficile renderla bene in così poco spazio. Per intenderci; a me, che alla fine arrivi l'inferno su Arus, proprio non me ne frega. Non ho elementi per empatizzare con i personaggi, figuriamoci con un pianeta intero. In più la stesura non è delle migliori. Periodi troppo lunghi e frasi ridondanti come questa: Le mani gli iniziarono a tremare e se ne accorse soltanto quando il suo corpo avvertì delle vampate di calore che avevano reso altissima la temperatura interna della sua tuta cosmica.
Troppo lunga come descrizione, solo per dire che aveva caldo e gli tremavano le mani.
Mi dispiace ma la storia proprio non mi è piaciuta.
Ti auguro buona gara e spero di rileggere qualcosa di tuo che mi intrighi la prossima volta.
Maurizio Chierchia
"Domani è già vicino"

Ragazzo
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Re: L'inferno su Arus - di Manuel Marinari

Messaggio#5 » mercoledì 22 novembre 2023, 20:05

Ciao, ho letto il tuo racconto, ma devo dirti che in certi punti andrebbe asciugato. Certe descrizioni sono un po' troppo lunghe e a volte ci sono anche delle ripetizioni che appesantiscono la lettura. Che poi, perché il terrestre è svenuto? Anche il tema qui mi sembra un po' stiracchiato.
Purtroppo è un racconto che non mi ha convinto.

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Fagiolo17
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Re: L'inferno su Arus - di Manuel Marinari

Messaggio#6 » mercoledì 22 novembre 2023, 20:41

Ciao Manuel e piacere di averti letto.
Comincio col dire che per me il tema è molto tirato in questo racconto. Hai tirato dentro il perdersi dell’alieno e del terrestre a cui smette di funzionare il localizzatore e ti sei giocato la frase a effetto sull’inferno nel finale, ma non ci trovo chissà che attinenza.
Comunque, non ho mai dato troppo peso al tema, era solo per fartelo notare.
Passiamo al racconto. È un peccato che sia raccontato in maniera così esterna, con addirittura il preambolo iniziale che è un infodump poco fruibile. Avrei preferito lo inserissi nel pensiero di Robinson, sarebbe stato meno invasivo.
A un certo punto scrivi “abbracciava il puntatore laser”. In che senso? Di solito il puntatore è un aggeggino messo sopra al fucile o ad altre armi, ma non mi hai detto con cosa è armato l’altro soldato e detta così un po’ mi stona.
Questa battuta di dialogo:
“Non lo so, corri al villaggio, avverti tutti. Sapranno come dovremmo comportarci. Io aspetto qui per capire dove stanno andando. Fai presto, prendi la mappa così riuscirai a trovare la strada più velocemente, io me la caverò.”
Capisco la necessità di stringere e di tagliare, ma è davvero poco verosimile.
In bocca al lupo per questa edizione.

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Manuel Marinari
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Re: L'inferno su Arus - di Manuel Marinari

Messaggio#7 » mercoledì 22 novembre 2023, 21:48

alexandra.fischer ha scritto:Tema centrato. Racconto di SF molto credibile È interessante la terminologia riferita alla sostanza che serve ai terrestri, il Molecolar. Molto bene anche l’uso dei punti di vista. Robinson che si orienta con una mappa nel visore del casco, mentre i due abitanti di Arus usano una semplice mappa. Bene anche con l’uso dei punti di vista. I due arusiani raccolgono fiori e apprendono del pericolo costituito dai terrestri ignorando cosa sono. Bene la descrizione della giovane arusiana. E anche la scena finale della lotta fra lei e Robinson.
Attenzione: Hai paura, Robinson?


Ciao Alexandra grazie per il commento che mi hai lasciato. Mi fa piacere che ti sia piaciuto il racconto e che sia riuscito a trasmetterti qualcosa. Alla prossima!

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Manuel Marinari
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Re: L'inferno su Arus - di Manuel Marinari

Messaggio#8 » mercoledì 22 novembre 2023, 21:59

Fagiolo17 ha scritto:Ciao Manuel e piacere di averti letto.
Comincio col dire che per me il tema è molto tirato in questo racconto. Hai tirato dentro il perdersi dell’alieno e del terrestre a cui smette di funzionare il localizzatore e ti sei giocato la frase a effetto sull’inferno nel finale, ma non ci trovo chissà che attinenza.
Comunque, non ho mai dato troppo peso al tema, era solo per fartelo notare.
Passiamo al racconto. È un peccato che sia raccontato in maniera così esterna, con addirittura il preambolo iniziale che è un infodump poco fruibile. Avrei preferito lo inserissi nel pensiero di Robinson, sarebbe stato meno invasivo.
A un certo punto scrivi “abbracciava il puntatore laser”. In che senso? Di solito il puntatore è un aggeggino messo sopra al fucile o ad altre armi, ma non mi hai detto con cosa è armato l’altro soldato e detta così un po’ mi stona.
Questa battuta di dialogo:
“Non lo so, corri al villaggio, avverti tutti. Sapranno come dovremmo comportarci. Io aspetto qui per capire dove stanno andando. Fai presto, prendi la mappa così riuscirai a trovare la strada più velocemente, io me la caverò.”
Capisco la necessità di stringere e di tagliare, ma è davvero poco verosimile.
In bocca al lupo per questa edizione.


Ciao Luca grazie per il commento costruttivo che mi hai lasciato. Si indubbiamente alcune cose sono da migliorare
e sono d’accordo con i tuoi suggerimenti. Sono un po’ meno d’accordo sull’ aderenza al tema, però ci sta che un occhio esterno al mio lo reputi tale. Provo a rinforzare la mia idea: il personaggio Robinson sta vivendo un’esperienza traumatica sul nuovo pianeta, con lo spegnimento della mappa,infatti sviene. Solo questo aspetto l’ho reputato un’esperienza infernale. In più lo scontro con il nativo del pianeta è il conflitto che ne seguirà (lasciando infatti un finale aperto) sarà il proseguimento di questo scenario infernale, in un luogo sconosciuto. Comunque ti ringrazio per i suggerimenti che anche nelle precedenti edition mi erano stati fatti notare da altri. Alla prossima!

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Manuel Marinari
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Re: L'inferno su Arus - di Manuel Marinari

Messaggio#9 » mercoledì 22 novembre 2023, 22:25

Ragazzo ha scritto:Ciao, ho letto il tuo racconto, ma devo dirti che in certi punti andrebbe asciugato. Certe descrizioni sono un po' troppo lunghe e a volte ci sono anche delle ripetizioni che appesantiscono la lettura. Che poi, perché il terrestre è svenuto? Anche il tema qui mi sembra un po' stiracchiato.
Purtroppo è un racconto che non mi ha convinto.


Ciao, grazie per il commento e i suggerimenti. Si sì ne sono consapevole ma ancora non sono riuscito a rendere più fluida la mia scrittura. Ti rispondo alla domanda sullo svenimento del personaggio: sta vivendo un’esperienza traumatica, lo sbarco su un nuovo pianeta, l’attacco agli alieni che gli viene comandato. Ha paura. Non regge l’emozione che sta attraversando in quell’esperienza.
Alla prossima!

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Fagiolo17
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Re: L'inferno su Arus - di Manuel Marinari

Messaggio#10 » giovedì 23 novembre 2023, 8:50

Manuel Marinari ha scritto:
Fagiolo17 ha scritto:Ciao Manuel e piacere di averti letto.
Comincio col dire che per me il tema è molto tirato in questo racconto. Hai tirato dentro il perdersi dell’alieno e del terrestre a cui smette di funzionare il localizzatore e ti sei giocato la frase a effetto sull’inferno nel finale, ma non ci trovo chissà che attinenza.
Comunque, non ho mai dato troppo peso al tema, era solo per fartelo notare.
Passiamo al racconto. È un peccato che sia raccontato in maniera così esterna, con addirittura il preambolo iniziale che è un infodump poco fruibile. Avrei preferito lo inserissi nel pensiero di Robinson, sarebbe stato meno invasivo.
A un certo punto scrivi “abbracciava il puntatore laser”. In che senso? Di solito il puntatore è un aggeggino messo sopra al fucile o ad altre armi, ma non mi hai detto con cosa è armato l’altro soldato e detta così un po’ mi stona.
Questa battuta di dialogo:
“Non lo so, corri al villaggio, avverti tutti. Sapranno come dovremmo comportarci. Io aspetto qui per capire dove stanno andando. Fai presto, prendi la mappa così riuscirai a trovare la strada più velocemente, io me la caverò.”
Capisco la necessità di stringere e di tagliare, ma è davvero poco verosimile.
In bocca al lupo per questa edizione.


Ciao Luca grazie per il commento costruttivo che mi hai lasciato. Si indubbiamente alcune cose sono da migliorare
e sono d’accordo con i tuoi suggerimenti. Sono un po’ meno d’accordo sull’ aderenza al tema, però ci sta che un occhio esterno al mio lo reputi tale. Provo a rinforzare la mia idea: il personaggio Robinson sta vivendo un’esperienza traumatica sul nuovo pianeta, con lo spegnimento della mappa,infatti sviene. Solo questo aspetto l’ho reputato un’esperienza infernale. In più lo scontro con il nativo del pianeta è il conflitto che ne seguirà (lasciando infatti un finale aperto) sarà il proseguimento di questo scenario infernale, in un luogo sconosciuto. Comunque ti ringrazio per i suggerimenti che anche nelle precedenti edition mi erano stati fatti notare da altri. Alla prossima!


Ciao Manuel e grazie della risposta.
in effetti ai loro occhi si tratta comunque di un "inferno" in segno figurativo. in effetti ci può stare. poi come ti dicevo, non do mai troppo peso al tema, perché l'ho sempre inteso come una linea guida per scrivere i nostri racconti.

Gaia Peruzzo
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Re: L'inferno su Arus - di Manuel Marinari

Messaggio#11 » giovedì 23 novembre 2023, 11:17

Ciao Manuel. A livello di testo c'è qualche ripetizione che rallenta un po' il ritmo. Però capisco che non sia facile scrivere di notte, si è stanchi, e con il tempo contato!
Tipo: [...] pianeta.» continuò il cosmonauta di fronte. Continuando a guardare fuori dal vetro della nave, [...]
O ancora "l'uno contro l'altro" nella parte della lotta finale.
La tua fantasia mi piace davvero tanto! Per un po’ mi ha ricordato il film di Avatar! Anche se alcuni passaggi sono un po’ veloci. Per esempio, quando Bae e Moa si separano, si poteva calcare di più sull’emotività. Perché l’ho sentito come punto cardine del testo e mi è risultato un po’ freddo. Secondo me andava ampliato, ma più in questo senso: Moa che gli dice di correre al villaggio, gli da lui stesso la mappa (con un’azione quindi), e Bae che si preoccupa per lui e si slancia in un abbraccio, con le lacrime agli occhi. Uno scambio di sguardi, una titubanza a separarsi. Lui che gli accarezza la schiena e gli sussurra “addio, vai.”
Anche il finale è troppo tagliente e sento che avrebbe avuto bisogno di più parole.
Poi altro piccolo consiglio: Moa aveva aspettato nascosto dietro una grande pianta che il gruppo di alieni lo superasse. Ecco, osa, usala tutta la tua fantasia, che è davvero meravigliosa! Ci hai spiegato del fiore Molecolar/Gemme di Ar, e di come sono fatti gli abitanti del pianeta, ma qui avevi un’altra occasione per farci vedere quanto particolare è Aurus. Invece di “grande pianta” magari potevi inventare, buttare lì un nome, e dirci una caratteristica per farcela immaginare.
In ogni caso, ti faccio i miei complimenti e ti auguro in bocca al lupo per la gara!

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Fkafka
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Re: L'inferno su Arus - di Manuel Marinari

Messaggio#12 » giovedì 23 novembre 2023, 12:05

Racconto che ho trovato più zoppicante all’inizio (anche a causa di qualche ripetizione) e più scorrevole sul finale, in cui ho apprezzato la sorpresa di trovarmi di fronte all’esito più ovvio (e disperato) rispetto a quello che il racconto mi aveva fatto immaginare e che però sarebbe risultato stucchevole (e purtroppo assai improbabile, quello di una sorta di avvicinamento tra diversità).
Mi è piaciuto il fatto che tu sia riuscito a centrare il tema senza raccontarlo, dandolo in pasto all’immaginazione del lettore che "vede" l'inferno che si avvicinerà con la guerra tra i due popoli.

Giovanni P
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Re: L'inferno su Arus - di Manuel Marinari

Messaggio#13 » giovedì 23 novembre 2023, 18:53

Ciao,

parto subito con il dirti che il tuo racconto ha delle potenzialità non indifferenti, almeno secondo me. Hai proposto un racconto dove azioni e punto di vista legano abbastanza bene fra di loro e questo non è semplice da fare quando si ha poco tempo a disposizione. La storia in sé purtroppo non mi ha detto molto, mi è sembrato il solito racconto di fantascienza con le solite atmosfere. Prendi questa mia ultima affermazione con le pinze, ognuno ha i suoi gusti e comunque sia fossi in te lo riprenderei in mano per svilupparlo meglio.

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Manuel Marinari
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Re: L'inferno su Arus - di Manuel Marinari

Messaggio#14 » giovedì 23 novembre 2023, 20:50

Gaia Peruzzo ha scritto:Ciao Manuel. A livello di testo c'è qualche ripetizione che rallenta un po' il ritmo. Però capisco che non sia facile scrivere di notte, si è stanchi, e con il tempo contato!
Tipo: [...] pianeta.» continuò il cosmonauta di fronte. Continuando a guardare fuori dal vetro della nave, [...]
O ancora "l'uno contro l'altro" nella parte della lotta finale.
La tua fantasia mi piace davvero tanto! Per un po’ mi ha ricordato il film di Avatar! Anche se alcuni passaggi sono un po’ veloci. Per esempio, quando Bae e Moa si separano, si poteva calcare di più sull’emotività. Perché l’ho sentito come punto cardine del testo e mi è risultato un po’ freddo. Secondo me andava ampliato, ma più in questo senso: Moa che gli dice di correre al villaggio, gli da lui stesso la mappa (con un’azione quindi), e Bae che si preoccupa per lui e si slancia in un abbraccio, con le lacrime agli occhi. Uno scambio di sguardi, una titubanza a separarsi. Lui che gli accarezza la schiena e gli sussurra “addio, vai.”
Anche il finale è troppo tagliente e sento che avrebbe avuto bisogno di più parole.
Poi altro piccolo consiglio: Moa aveva aspettato nascosto dietro una grande pianta che il gruppo di alieni lo superasse. Ecco, osa, usala tutta la tua fantasia, che è davvero meravigliosa! Ci hai spiegato del fiore Molecolar/Gemme di Ar, e di come sono fatti gli abitanti del pianeta, ma qui avevi un’altra occasione per farci vedere quanto particolare è Aurus. Invece di “grande pianta” magari potevi inventare, buttare lì un nome, e dirci una caratteristica per farcela immaginare.
In ogni caso, ti faccio i miei complimenti e ti auguro in bocca al lupo per la gara!


Ciao Gaia, ti ringrazio davvero tanto per il commento che mi hai lasciato. Quando le interazioni tra noi nell'arena di MC sono di questo livello, sono veramente grato di quello che mi viene trasmesso. Grazie. Ovviamente mi fanno molto piacere le tue parole di stima. Rispondo alle tue osservazioni: si, hai ragione e mi ero accorto soltanto dopo aver pubblicato, nonostante lo avessi riletto un paio di volte, di piccoli ripetizioni, ormai era andata. Su Avatar ci hai preso bene: non nascondo che mi sono ispirato un pò per contestualizzare il racconto, per lo meno nello scenario in cui i terrestri invadono un pianeta... più armonioso del nostro ;)
Sull'aspetto emotivo dei personaggi si ti dico che mi è stato già fatto notare anche nella edition precedente. Ci lavorerò su. Mentre nel finale purtroppo mi sono ritrovato con i caratteri superati mentre lo stavo scrivendo e ho avuto un pò di difficoltà di tagli nel testo che ho dovuto fare. Si avrebbe meritato un finale più completo. Grazie ancora! Buona edition anche a te!

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Manuel Marinari
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Re: L'inferno su Arus - di Manuel Marinari

Messaggio#15 » giovedì 23 novembre 2023, 21:36

Fkafka ha scritto:Racconto che ho trovato più zoppicante all’inizio (anche a causa di qualche ripetizione) e più scorrevole sul finale, in cui ho apprezzato la sorpresa di trovarmi di fronte all’esito più ovvio (e disperato) rispetto a quello che il racconto mi aveva fatto immaginare e che però sarebbe risultato stucchevole (e purtroppo assai improbabile, quello di una sorta di avvicinamento tra diversità).
Mi è piaciuto il fatto che tu sia riuscito a centrare il tema senza raccontarlo, dandolo in pasto all’immaginazione del lettore che "vede" l'inferno che si avvicinerà con la guerra tra i due popoli.


Ciao, Fkafka (non conosco il tuo nome), grazie per il commento che mi hai lasciato, mi fa piacere che tu abbia apprezzato. Si, probabilmente l'inizio del racconto lo hai trovato più macchinoso rispetto poi al resto perchè effettivamente fino alle 10 di sera ancora non sapevo bene di che scrivere e perciò la mia lentezza nel fantasticare un racconto si è espressa nella parte iniziale. Trovando poi fluidità nel scrivere è andata meglio via via che il racconto prendeva forma. Buona edition!

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Manuel Marinari
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Re: L'inferno su Arus - di Manuel Marinari

Messaggio#16 » giovedì 23 novembre 2023, 21:43

Giovanni P ha scritto:Ciao,

parto subito con il dirti che il tuo racconto ha delle potenzialità non indifferenti, almeno secondo me. Hai proposto un racconto dove azioni e punto di vista legano abbastanza bene fra di loro e questo non è semplice da fare quando si ha poco tempo a disposizione. La storia in sé purtroppo non mi ha detto molto, mi è sembrato il solito racconto di fantascienza con le solite atmosfere. Prendi questa mia ultima affermazione con le pinze, ognuno ha i suoi gusti e comunque sia fossi in te lo riprenderei in mano per svilupparlo meglio.


Ciao Giovanni, ti ringrazio molto. Mi fa piacere se ci hai visto potenzialità e sicuramente seguirò il tuo suggerimento di riprenderlo e sistemarlo. Sulle preferenze del genere figurati, l'esperienza di lettura è soggettiva e a ognuno di noi emozionano racconti diversi. Credo sia questo il bello di trovarci a scrivere e leggerci qua su MC. Buona edition!

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Andrea Furlan
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Re: L'inferno su Arus - di Manuel Marinari

Messaggio#17 » martedì 28 novembre 2023, 0:01

Ciao Manuel,
benvenuto nell’Arena, credo di non aver mai letto niente di tuo.
Ho trovato il tuo racconto fra luci e ombre: l’incipit è un po’ uno spiegone che potevi eliminare, inserendo le stesse informazioni all’interno del racconto come del resto hai fatto durante il suo svolgimento. I pianeti indicati mi hanno confuso perché non si riferiscono a nomi reali del Sistema Solare. I fiori del Molecolar inoltre mi hanno fatto storcere un po’ il naso: difficile che su un mondo alieno si trovi una cosa così terrena, avrei usato qualcosa di diverso. Questo punto mi ha fatto riflettere su elementi dei film di genere che hai inserito e a mio parere sanno troppo di già visto: il mondo lussureggiante di Avatar, la sostanza simile alla Spezia di Dune. Invece hai gestito bene i punti di vista degli umani (che mi hanno ricordato di nuovo Avatar e Fanteria dello spazio di Heinlein) e degli alieni, con registri diversi ed efficaci. Il tema è centrato in maniera figurata nell’ultima frase, che ho apprezzato molto perché dà senso al racconto in poche parole. Invece ho trovato troppa insistenza sulle “mappe” che compaiono a diversi livelli senza essere legate al senso generale del racconto, inclusa la mappa del terrestre che scompare e lo fa svenire in modo troppo misterioso.

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AndreaCrevola
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Re: L'inferno su Arus - di Manuel Marinari

Messaggio#18 » martedì 28 novembre 2023, 23:37

Ciao Manuel, piacere di averti letto.

Il tuo racconto ha - a mio parere - il problema di essere ambizioso. Con maggiore spazio a disposizione e forse con qualche scelta stilistica differente, potrebbe acquisire solidità. La necessità di confrontare tra loro due realtà opposte (invasori e invasi) ti ha forse costretto a scrivere due micro-racconti in uno, sacrificando quindi l'approfondimento di entrambi. Il finale arriva quindi troppo presto e presenta il primo vero conflitto tra personaggi del racconto. Diciamo che finisce sul più bello. :-)
Il campo larghissimo iniziale poteva essere diluito nella prima parte, così da favorire il coinvolgimento del lettore.
Nel finale, forse, perdi un po' il filo della focalizzazione interna dei due personaggi, utilizzando un punto di vista esterno che stona con il resto del racconto.

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antico
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Re: L'inferno su Arus - di Manuel Marinari

Messaggio#19 » giovedì 7 dicembre 2023, 17:31

Torno anche qui a ribadire che non è un problema di poco spazio a disposizione, ma di come lo si decide di utilizzare e allora ecco che è ovvio che un romanzo non può entrare in 5000 caratteri, ma non perché sia un racconto di fantascienza, ma perché l'autore ha commesso un errore strategico. Aggiungo, Manuel, che qui ho trovato una fantascienza piuttosto basica e narrata anche in un modo un pelo ingenuo in un testo non funzionale per la sua lunghezza. Insomma, questa volta non è proprio andata bene. Occhio però che, come mi sembra di averti già detto, la stoffa c'è. Non so se in questo caso il problema sia dettato da una tua incursione in un genere che non padroneggi bene oppure della tua necessità di provare a muoverti in altri generi per poi tornare al tuo preferito con degli strumenti utili a gestirlo. Il prossimo mese cercherò di mettermi nuovamente nel tuo gruppo per vedere come va e come si evolve la situazione. Per questa edizione la mia valutazione è un pollice tendente al positivo, ma al pelo.

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Manuel Marinari
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Re: L'inferno su Arus - di Manuel Marinari

Messaggio#20 » giovedì 14 dicembre 2023, 13:37

antico ha scritto:Torno anche qui a ribadire che non è un problema di poco spazio a disposizione, ma di come lo si decide di utilizzare e allora ecco che è ovvio che un romanzo non può entrare in 5000 caratteri, ma non perché sia un racconto di fantascienza, ma perché l'autore ha commesso un errore strategico. Aggiungo, Manuel, che qui ho trovato una fantascienza piuttosto basica e narrata anche in un modo un pelo ingenuo in un testo non funzionale per la sua lunghezza. Insomma, questa volta non è proprio andata bene. Occhio però che, come mi sembra di averti già detto, la stoffa c'è. Non so se in questo caso il problema sia dettato da una tua incursione in un genere che non padroneggi bene oppure della tua necessità di provare a muoverti in altri generi per poi tornare al tuo preferito con degli strumenti utili a gestirlo. Il prossimo mese cercherò di mettermi nuovamente nel tuo gruppo per vedere come va e come si evolve la situazione. Per questa edizione la mia valutazione è un pollice tendente al positivo, ma al pelo.


Ciao Antico, grazie per il commento e per la fiducia. I tre racconti che avete letto sono i miei primi tentativi di scrittura in assoluto. Il genere su cui mi sto sperimentando e che mi più mi piace ovviamente è la fantascienza e lo avrete capito. Sicuramente ho bisogno ancora molto di acquisire la padronanza nello scrivere tenendo conto di tanti vari aspetti necessari. Sto anche leggendo molto in questo periodo e mi sta facendo solo bene. Probabilmente nelle prossime edition tenterò la scrittura buttandomi in altro. Tra l’altro ho visto che la prossima edition saranno 3000 i caratteri a disposizione perciò un esercizio ottimo per imparare a restringere il campo narrativo in cui si svolgeranno le mie storie future. Grazie, alla prossima!

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