Gruppo MATTANZA: Lista racconti e classifiche

Appuntamento fissato per lunedì 20 novembre 2023 alle ore 21.00 con un tema di Jack Sensolini e Luca Mazza!
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antico
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Gruppo MATTANZA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#1 » martedì 21 novembre 2023, 2:05

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BENVENUTI ALLA IGNORANZA EROICA EDITION, LA TERZA DELLA UNDICESIMA ERA DI MINUTI CONTATI, LA 177° ALL TIME!

Questo è il gruppo MATTANZA della IGNORANZA EROICA EDITION con JACK SENSOLINI e LUCA MAZZA come guest star.

Gli autori del gruppo MATTANZA dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo SUDARIO.

I racconti di questo gruppo verranno commentati e classificati dagli autori del gruppo VILUPERA.


Questo è un gruppo da OTTO racconti e saranno i primi TRE ad avere diritto alla pubblicazione immediata sul sito e a entrare tra i finalisti che verranno valutati da JACK SENSOLINI e LUCA MAZZA. Altri racconti ritenuti meritevoli da me, l'Antico, e dai miei collaboratori verranno a loro volta ammessi alla vetrina del sito, ma non alla finale. Ricordo che per decidere quanti finalisti ogni gruppo debba emettere cerco sempre di rimanere in un rapporto di uno ogni tre approssimato per eccesso.

Per la composizione dei gruppi ho tenuto conto del seguente metodo: per primi ho assegnato ai raggruppamenti coloro in possesso di punti RANK UNDICESIMA ERA, a seguire ho assegnato ai raggruppamenti coloro in possesso di punti RANK ALL TIME (il primo nel gruppo A, il secondo nel gruppo B, il terzo nel gruppo C, il quarto nel gruppo A e così via), coloro che non hanno ottenuto punti nei due Rank sono stati assegnati a seguire (primo a postare gruppo X, secondo a postare gruppo Y, terzo a postare gruppo BETA, quarto a postare gruppo X e così via).

E ora vediamo i racconti ammessi nel gruppo MATTANZA:

Come acqua che scorre tra le dita, di Emiliano Maramonte, ore 00.57, 4979 caratteri
Il labirinto di Mandelbrot, di Matteo Mantoani, ore 23.24, 4974 caratteri
Mappe concettuali, di Dario Cinti, ore 00.56, 4728 caratteri
L’inferno su Arus, di Manuel Marinari, ore 00.37, 4989 caratteri
Houdini, di Erika Adale, ore 00.55, 4140 caratteri
Lo zio Egidio, di Franco Zanella, ore 00.53, 4173 caratteri
Ognuno ha quel che si merita, di Mario Mazzafoglie, ore 01.10, 4992 caratteri MALUS 4 PUNTI
Quello che c’è dopo, di Thomas del Duca, ore 23.59, 4975 caratteri

Avrete tempo fino alle 23.59 di giovedì 30 NOVEMBRE per commentare i racconti del gruppo SUDARIO Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Per i ritardatari ci sarà un'ora di tempo in più per postare le classifiche e i commenti, quindi fino alle 00.59 del 1 DICEMBRE, ma si prenderanno un malus pari alla metà del numero di autori inseriti nel gruppo approssimato per difetto. Vi avverto che sarò fiscale e non concederò un solo secondo in più. Vi ricordo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo. Una volta postate tutte le vostre classifiche, io e i miei collaboratori posteremo la nostra e stilerò quella finale dei raggruppamenti.
NB: avete DIECI giorni per commentare e classificare i racconti del gruppo SUDARIO e so bene che sono tanti. Ricordatevi però che Minuti Contati, oltre che una gara, è primariamente un'occasione di confronto. Utilizzate il tempo anche per leggere e commentare gli altri racconti in gara e se la guardate in quest'ottica, ve lo assicuro, DIECI giorni sono anche troppo pochi. E ancora: per quanto vi sarà possibile in base ai vostri impegni, date diritto di replica, tornate a vedere se hanno risposto ai vostri commenti, argomentate, difendete le vostre tesi e cedete quando vi convinceranno dell'opposto. Questa è la vostra palestra, dateci dentro.

Eventuali vostre pigrizie nei confronti dei commenti ai racconti (che devono avere un limite minimo di 300 caratteri ognuno) verranno penalizzate in questo modo:
– 0 punti malus per chi commenta TUTTI i racconti assegnati al suo gruppo con il corretto numero minimo di caratteri.
– 13 punti malus per chi commenta tutti i racconti assegnati al suo gruppo, ma senza il numero minimo di caratteri.
– ELIMINAZIONE per chi non commenta anche solo un racconto di quelli assegnati al suo gruppo.


Vi ricordo che i racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a me.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo SUDARIO.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

E infine: una volta postate e da me controllate, le classifiche non possono più essere modificate a meno di mia specifica richiesta in seguito a vostre dimenticanze. L'eventuale modifica non verrà contabilizzata nel conteggio finale e sarà passibile di malus pari a SETTE punti.

BUONA IGNORANZA EROICA EDITION A TUTTI!



alexandra.fischer
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Re: Gruppo MATTANZA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#2 » martedì 21 novembre 2023, 15:58

Buon pomeriggio, ecco i miei commenti e relativa classifica:

Come acqua che scorre fra le dita di Emiliano Maramonte Tema centrato. La storia è un’ucronia nella quale c’è un mondo assetato. Ciro e Michele cercano l’acqua per avere il premio di Don Bernardo. Si avvicinano alla città fantasma, la raggiungono e trovano l’acqua. Peccato che le guardie governative rovinino tutto arrivando prima di loro. Racconto efficace, basato sul linguaggio parlato. Alla fine della storia il lettore apprende che si tratta di due ragazzi avventurosi. Commuove il destino di Ciro. E anche quello della ragazzina incappucciata.
Attenzione: linea di tiro

Il labirinto di Mandelbrot di Matteo Mantoani Tema centrato. Storia che inizia con appuntamento fra il protagonista e la fidanzata Eli e la telefonata dell’amico Raffa per vedere un film dell’orrore. Fin qui tutto normale, senonché la fidanzata lascia il protagonista, il quale va a vedere il film, interessante per via della teoria del frattale di Mandelbrot. Ed è durante la visione del film che il protagonista apprende del tradimento dell’amico, ha avuto due incontri con la fidanzata di lui. Bello il finale che da l’idea del frattale. Molto bella anche la descrizione del locale e l’ansia del protagonista che aspetta la fidanzata.

Mappe concettuali di Dario17 Tema centrato. Racconto che mischia sacro e profano. Maurizio sta preparando la tesi in teologia, ma intanto, con il computer portatile ha scritto un libro erotico che gli frutterà un congruo anticipo. Molto ben resa l’ambientazione, fra la lavagna con le parole che portano alla Verità e le frasi bibliche, ma c’è anche uno smartphone. Bella la citazione del libro erotico che si contrappone alle frasi bibliche. Simpatico il personaggio del coinquilino, dalla pettinatura a tirabaci e disposto ad aiutarlo con la tesi su Sant’Agostino.

L’inferno su Arus di Manuel Marinari Tema centrato. Racconto di SF molto credibile È interessante la terminologia riferita alla sostanza che serve ai terrestri, il Molecolar. Molto bene anche l’uso dei punti di vista. Robinson che si orienta con una mappa nel visore del casco, mentre i due abitanti di Arus usano una semplice mappa. Bene anche con l’uso dei punti di vista. I due arusiani raccolgono fiori e apprendono del pericolo costituito dai terrestri ignorando cosa sono. Bene la descrizione della giovane arusiana. E anche la scena finale della lotta fra lei e Robinson.
Attenzione: Hai paura, Robinson?

Houdini di Erika Adale Tema centrato. La storia della seduta spiritica per evocare lo spirito di Houdini è affascinante. La medium è una vecchietta che rimane impressa nella mente del lettore, ma anche gli altri personaggi. Bess la moglie di Houdini, che spera nel ritorno del marito, il Presidente dell’Associazione Spiritica del Wisconsin, gay dichiarato, e un prestigiatore con valletta al seguito. La seduta riesce. Ma il risultato è comunque negativo. Non c’è modo di tornare dall’aldilà. Gustosa la scena della trance della medium con gli abiti che si gonfiano e si sgonfiano.

Lo zio Egidio di Franco Zanella Tema centrato. La storia è efficace. Ben reso il punto di vista del piccolo protagonista davanti allo zio, generoso nei regali, ma anche ambiguo, come nel caso del computer con i numeri da trasferire agli amici. Attività questa, che attira l’attenzione delle forze dell’ordine. I due signori andati a casa della madre del protagonista sono insospettiti dall’attività dello zio Egidio, il quale poco dopo scompare alla volta di uno dei suoi misteriosi viaggi. Simpatica la complicità zio-nipote nel gioco dei numeri. Bene anche il modo di raccontare la storia, con una nota di freschezza.

Ognuno ha quel che si merita di Mario Mazzafoglie Tema centrato. Il protagonista, ex impiegato comunale vaga in un inferno nel quale c’è un uomo con il sombrero, ma è di Foggia e non intende certo aiutarlo a trovare la strada per il girone infernale giusto. L’ambientazione è desertica, e il protagonista dal trolley malandato fa pena al lettore. È arrivato dalla reception e non sa dove andare. L’uomo con il sombrero gli spiega che si tratta di una questione di karma. Racconto gustoso e ben scritto. Bella la scena nella quale l’uomo in sombrero atterra il protagonista.

Quel che c’è dopo di Thomas Del Duca Tema centrato. Bello lo stravolgimento di trama. Alex prima sembra la vittima di una giornata no. Il barista che lo serve per ultimo, la gente che cammina nella direzione opposta alla sua. La porta di casa che non si apre e dalla quale esce un omone. Il giornale, poi, riporta la data di un giorno lavorativo ma lui non è al lavoro. Prova ad acquistare una ciambella, ma ha un sapore cattivo. Infine, incontra il bisbetico vicino Ezio, morto da un anno. Questi lo avverte che è morto anche lui. Di qui la serie di disgrazie. Storia interessante soprattutto perché nel finale la citazione dantesca chiarisce al lettore dove è finito Alex.
Attenzione:
ma che cazzo gli prende, a tutti?
Sentì il dolore esplodergli

La mia classifica è molto sofferta, siete tutti bravissimi autori:

L’inferno su Arus di Manuel Marinari

Il labirinto di Mandelbrot di Matteo Mantoani

Come acqua che scorre fra le dita di Emiliano Maramonte

Mappe concettuali di Dario17

Ognuno ha quel che si merita di Mario Mazzafoglie

Houdini di Erika Adale

Lo zio Egidio di Franco Zanella

Quel che c’è dopo di Thomas Del Duca

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Maurizio Chierchia
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Re: Gruppo MATTANZA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#3 » martedì 21 novembre 2023, 18:30

Buongiorno a tutti.
Ammetto che il tema non è stato sempre facile da individuare. Un tema particolare in cui risultava difficile uscire dagli schemi. Ho trovato alcuni racconti fatti veramente bene e mi complimento con i primi quattro. Gli altri purtroppo non mi hanno fatto scattare nulla.
Ecco la mia classifica con commenti:

1 - Ognuno ha quel che si merita.
2 - Il labirinto di Mandelbrot
3 - Houdini
4 - Come acqua che scorre tra le dita
5 - Quello che c'è dopo
6 - Mappe concettuali
7 - L'inferno su Arus
8 - Lo zio Egidio

Ognuno ha quel che si merita.
Ciao Mario.
Che dire se non... bravo! Mi è piaciuto tantissimo il tuo racconto. Il tono comico, i dialoghi, le descrizioni, tutto.
Questa tra l'altro mi è piaciuta molto: Un corvo nero come un corvo nero planò sulle loro teste per poi disperdersi in un antro scuro come un antro scuro più in là.
Geniale! (almeno dal mio punto di vista)
E poi la fine. Quando ho letto la parte finale ho riso davvero di gusto. Tutto azzeccato al millimetro.
Niente, ti faccio ancora i miei complimenti. Non vedo l'ora di rileggere qualcosa di questo calibro.
Buona gara e a rileggerci presto!

Il labirinto di Mandelbrot
Ciao Matteo.
Complimenti. Racconto scritto molto bene e che ti prende dall'inizio alla fine. Mi ha intrigato un sacco la storia di Mandelbrot (di cui ovviamente mi sono andato a leggere un sacco di cose) e come già detto in altri tuoi racconti, mi piace scoprire cose nuove quando leggo e vedere come ogni autore sfrutti quella conoscenza per scrivere. La scena finale è veramente scritta bene. Ti sembra davvero di essere nel vortice del protagonista e nel suo caos mentale, nonostante si capisca perfettamente la situazione.
Bel racconto davvero.
Ancora complimenti e in bocca al lupo. A rileggerci presto!

Houdini
Ciao Erika.
Racconto interessante che fa la sua figura. L'ambientazione è resa molto bene. Le scene della seduta sono molto realistiche, il che rende bene l'immersione nel testo. In più la parte finale risponde al tema. Forse avrei preferito sapere qualcosa di più sulla moglie di Houdini e meno sugli altri partecipanti alla seduta.
In ogni caso una buona prova. Ti auguro buona gara e a rileggerci presto.

Come acqua che scorre tra le dita
Ciao Emiliano.
Racconto interessante e che si legge molto bene. Se devo essere sincero, avrei preferito che tu accorciassi la parte iniziale per concentrarti di più sul finale. L'unico appunto che mi sento di farti è proprio nella gestione dei tempi. Per il resto hai una scrittura fluida e le parti dialogate risultano sincere e coerenti con i personaggi. Questa è una cosa che apprezzo molto. Forse il tema non è centrato a pennello, ma ammetto che non è un tema semplice da gestire a meno che non lo si palesi chiaramente. Io ho fatto fatica a gestirlo.
Che dire, buon racconto scritto bene. Ti auguro buona gara e a rileggerci presto.

Quello che c'è dopo
Ciao Thomas.
Racconto ben scritto ma con qualche sbavatura. Storia non originale e che non comprende colpo di scena. Sarò sincero, dalle prime due righe avevo capito che si trattasse di un fantasma. Mi sono piaciute però alcune scene, come quella della donna che cade e di lui che mangia l'erba e i fiori per capire se sente i sapori. Una scena in particolare però non l'ho digerita bene:
Smise di correre e si trascinò ai giardinetti, puntò l'edicola e afferrò il primo quotidiano che si trovò sotto mano.
L'edicolante, nonostante guardasse nella sua direzione, non mostrò di essersi accorto di nulla...
Se lui è un fantasma che può interagire col mondo reale, cosa che ci fai notare con la scena della donna che cade, come fa l'edicolante a non notare un giornale che resta sospeso a mezz'aria? so che sembra una banalità, ma questa banalità rompe l'immersività che hai dato al testo.
Nel complesso comunque una buona prova, anche se il colpo di scena è troppo prevedibile.
Ti auguro buona gara e a rileggerci presto.

Mappe concettuali
Ciao Dario.
Allora, mi trovo un po' perplesso. Il racconto in se non mi è dispiaciuto, ma ammetto che ho fatto parecchio fatica a seguire il filo logico della mappa concettuale per la tesi. Tutti quei collegamenti tra parole che dicono poco o nulla mi hanno fatto un po' perdere. Infatti ho apprezzato l'inizio e la fine, ma non il centro in cui trovo un tema inserito a forza. Mi spiego, non è che il tema non sia centrato o non sia originale, il problema dal mio punto di vista è la trasposizione.
Mi piacciono le storie di chiesa e religione, ma qui ho trovato poco interessante questo argomento. Secondo me potevi fare di meglio con la stessa idea.
Ultimissimo appunto:
Genesi 2 - “E la donna prese del frutto, ne mangiò, e ne dette anche al suo marito ch’era con lei, ed egli ne mangiò.”
Questa dovrebbe essere Genesi 3, 6-7.
Buona gara e a rileggerci presto.

L'inferno su Arus
Ciao Manuel.
Allora, sarà un problema mio, ma a me queste storie non prendono. Non che non ami la fantascienza, ma secondo me è difficile renderla bene in così poco spazio. Per intenderci; a me, che alla fine arrivi l'inferno su Arus, proprio non me ne frega. Non ho elementi per empatizzare con i personaggi, figuriamoci con un pianeta intero. In più la stesura non è delle migliori. Periodi troppo lunghi e frasi ridondanti come questa: Le mani gli iniziarono a tremare e se ne accorse soltanto quando il suo corpo avvertì delle vampate di calore che avevano reso altissima la temperatura interna della sua tuta cosmica.
Troppo lunga come descrizione, solo per dire che aveva caldo e gli tremavano le mani.
Mi dispiace ma la storia proprio non mi è piaciuta.
Ti auguro buona gara e spero di rileggere qualcosa di tuo che mi intrighi la prossima volta.

Lo zio Egidio
Ciao Franco.
Sarò sincero, la storia non mi ha entusiasmato. Non ho capito bene il collegamento col tema. Non riesco a ritrovare "l'inferno non ha mappe" in questa storia. Non vedo l'inferno e non vedo le mappe. L'interazione coi personaggi non porta a molto, il fatto che il protagonista sia un bambino che non possa spiegare nulla non aiuta. Tra l'altro, la scelta di usare il bambino porta proprio all'opposto. Per come hai declinato la storia, il protagonista è allegro, felice e tutto dimostra tranne che di vivere in un inferno. Se l'inferno era dello zio invece, non basta inserire il suo nome come titolo per farti vivere quello che vive. Resta pur sempre un personaggio secondario, poco approfondito e di cui non si sa niente.
Mi dispiace se sono stato brusco, ma MC serve a questo. Non sai quante batoste ricevo. Ti auguro comunque buona gara e spero di rileggere qualcosa più nelle tue corde in futuro.
Maurizio Chierchia
"Domani è già vicino"

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Fkafka
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Re: Gruppo MATTANZA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#4 » lunedì 27 novembre 2023, 13:02

Buongiorno ecco la mia classifica, davvero molto difficile da stilare perché i racconti sono tutti validi e molto 'vicini' come punteggio, ma si chiede di fare una gerarchia e quindi la faccio...:

Come acqua che scorre fra le dita di Emiliano Maramonte
Houdini di Erika Adale
Mappe concettuali di Dario17
L’inferno su Arus di Manuel Marinari
Il labirinto di Mandelbrot di Matteo Mantoani
Lo zio Egidio di Franco Zanella
Ognuno ha quel che si merita di Mario Mazzafoglie
Quel che c’è dopo di Thomas Del Duca

riporto anche qui i commenti:

Il labirinto di Mandelbrot
Ciao. il racconto non mi ha convinto del tutto soprattutto nell'esplosione semifantasy finale, che mi è apparsa un po' forzata e caotica e anche avulsa dal resto del racconto, sia come stile che come tono. Leggendo gli altri commenti invece trovo impressioni piuttosto distanti dalla mia, quindi forse è proprio uan questione di gusti personali.
Buona la scrittura e la credibilità del personaggio e buonissima la sintesi che ti ha permesso con poche pennellate di parole di raccontare in modo impeccabile la fine di una storia d'amore.

Come acqua che scorre tra le dita
Sicuramente un buon racconto, pulito e scorrevole, che mantiene alta l'attenzione del lettore. Per me potevi evitare l'indicazione spazio temporale iniziale: io da lettore distratto non l'avevo vista e per buona parte del racconto sono rimasto ancorato al dubbio se i fatti si svolgessero nel futuro o nel passato recente (Novecento) e questo mi ha bendisposto all'effetto sorpresa finale. Una cosa che mi ha disturbato è stato l'uso del c'hai e soprattutto del c'ammazzano. E' vero che i protagonisti hanno un parlato molto realistico, ma c'hai non è nemmeno una forma dialettale. c'ammazzano invece lo trovo proprio sbagliato e anche inutile visto che 'ci ammazzano' in un dialogo è comunque realistico e ci sta di sentirlo a differenza di ci hai.
A parte queste sottigliezze, direi comunque che è senz'altro un buon lavoro


Mappe concettuali
Il racconto è sicuramente promosso, perché rispetta i tempi, mantiene la sorpresa finale, ed è scritto in modo molto fluente. Mi piacciono un sacco le “invasioni” fisiche e ambientali che si inseriscono nei dialoghi e nei pensieri di Maurizio (i raggi di sole sulla lavagna, il ciuffo, il cellulare che vibra…
Tra i minus invece inserirei la sovrabbondanza di aggettivazione , ma soprattutto degli accostamenti di senso un po’ azzardati. Es: profumo affilato, i peli del collo che si inamidarono, parole gli camminarono in processione, caina perfezione. Sia chiaro: a me generalmente piacciono e ne faccio spesso uso, ma forse in un racconto di 5mila battute sono un po’ troppi, appaiono forzati.

L’inferno su Arus
Racconto che ho trovato più zoppicante all’inizio e più scorrevole sul finale, in cui ho apprezzato la sorpresa di trovarmi di fronte all’esito più ovvio (e disperato) rispetto a quello che il racconto mi aveva fatto immaginare e che però sarebbe risultato stucchevole (e purtroppo assai improbabile, quello di una sorta di avvicinamento tra diversità). Mi è piaciuto il fatto che tu sia riuscito a centrare il tema senza raccontarlo, dandolo in pasto all’immaginazione del lettore.

Houdini
Il racconto mi è piaciuto e a differenza di altri commentatori trovo azzeccato anche il punto di vista "vicino" a Bess ma che non è quello di Bess. Allo stesso tempo avrei apprezzato un 'gancetto' appeso da qualche parte all'inizio, che avrei riscoperto alla fine per confermarmi del fatto che Malcom continuava a prestarsi a quelle cose per amore (fino a quel momento non corrisposto) di Bess. Ecco guarda, il gancetto forse voleva essere questo: "Malcom sorrise mesto delle proprie illusioni", ma almeno per me è risultata una frase molto ostica da capire e interpretare. Secondo me devi sistemarla meglio. Buone le descrizioni dei vari personaggi, rese anche attraverso un sapiente e delicato uso dell'ironia.

Lo zio Egidio
Il tema è abbastanza sottinteso ma comunque c’è: nulla da eccepire. E’ credibile il punto di vista in prima persona del bambino e dunque lo stile è azzeccato, anche se forse pecca un po’ di originalità. Occhio in questa frase in cui c’è un gli al posto del le (rivolto alla madre). “Ma no” gli ha risposto lui . Il racconto tutto sommato è buono, ma forse non riesce a suscitare nel lettore l’empatia che meriterebbe.

Ognuno ha quel che si merita
Ciao. In questo racconto ci sono un sacco di cose che mi sono piaciute e un sacco che non mi sono piaciute: sicuramente non è passato inosservato.
Iniziamo
L’incipit è stato per me tremendamente zoppicante, proprio come ritmo: sembra di leggere un singhiozzo (sulla strada brecciata virgola, l’ingombrante trolley…). Subito dopo, con l’elenco avrei utilizzato i due punti per migliorare la lettura. Non si addice secondo me doveva essere non si addiceva; dopo masso e dopo petto secondo me non ci va la virgola; il ‘si suppone’ mi sdubbia un po’ (cambio di punto di vista?); la ripetizione di corvo nero e di antro scuro mia sembra un’inutile leziosità. Tranquillo, ora arrivano i complimenti: i dialoghi sono perfetti, assolutamente credibili e realistici e sapientemente ironici. Sia le frasi tagliate dalla logorrea dell’impiegato, sia la reazione veemente, descritta con poche efficaci pennellate sia nei dialoghi che nelle descrizioni: assolutamente godibili e divertenti. Il tema è centrato e la sorpresa finale mantenuta, anche se personalmente trovo un po’ qualunquista questa visione dell’impiegato comunale.

Quello che c’è dopo
Ciao. Purtroppo devo dirti che non mi è piaciuto. La scrittura è piacevole e scorre bene (al netto di qualche bavatura e ripetizione evitabile), ma secondo me non solo non è centrato il tema, ma anche la storia in sé è una cosa letta e riletta svariate volte. Inoltre l’effetti sorpresa viene annullato subito perché si capisce troppo presto dove si vuole andare a parare con il discorso dell’invisibilità.

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antico
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Re: Gruppo MATTANZA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#5 » lunedì 27 novembre 2023, 14:36

Tre classifiche ricevute. Oltre alla mia, ne dovrete ricevere altre cinque.

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Fagiolo17
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Re: Gruppo MATTANZA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#6 » lunedì 27 novembre 2023, 18:37

Ciao a tutti, eccoci giunti al momento della classifica.
Mai come in questa edizione ho trovato interpretazioni differenti del tema assegnato. E mai come in questa edizione ne ho trovati alcuni che per me erano davvero fuori target. E non parlo solo di questo girone, ma in generale di tutta l’edizione, avendoli letti tutti.
Ma proprio per questo, vedendo quanta disomogeneità è sorta e quanto il tema sia stato declinato più verso la visione personale di inferno che non verso “l’inferno non ha mappe”, ho deciso di non darci peso.
Non ho mai reputato il tema qualcosa di blindato e non è mai stato uno dei primi criteri che ho tenuto in considerazione. Ancora di più, per questa edizione, ho valutato i racconti per quello che sono al di là del tema.
Quindi ecco la mia classifica:

1. Il labirinto di Mandelbrot, di Matteo Mantoani
2. Houdini, di Erika Adale
3. Come acqua che scorre tra le dita, di Emiliano Maramonte
4. Mappe concettuali, di Dario Cinti
5. Ognuno ha quel che si merita, di Mario Mazzafoglie
6. Lo zio Egidio, di Franco Zanella
7. Quello che c’è dopo, di Thomas del Duca
8. L’inferno su Arus, di Manuel Marinari



Come acqua che scorre tra le dita, di Emiliano Maramonte

Ciao Emiliano e piacere di averti letto.
Il racconto mi è piaciuto, sia nella gestione degli spazi che nella declinazione del tema. Come tuo solito porti avanti una bella narrazione a tratti sci fi (in questo caso distopico/post apocalittico) con grande maestria e conoscenza del genere.
Cosa non mi ha convinto al 100%? L’apparizione della ragazza vestita di nero. Inizialmente pensavo fosse uno dei militari, non sapendo come vestivano nel tuo mondo ho supposto potesse essere una di loro. Poi però i militari arrivano e la uccidono, quindi immagino sia un’altra sopravvissuta alla ricerca di acqua capitata lì un po’ per caso in quel momento. O addirittura una che vicino all’acqua aveva il suo rifugio.
La sua presenza non aggiunge molto alla narrazione (ma nemmeno toglie) solo non ne ho capito l’utilità.
È solamente un dettaglio, sia chiaro.
In bocca al lupo per questa edizione.

Il labirinto di Mandelbrot, di Matteo Mantoani
Ciao Matte e piacere di leggerti.
Un racconto molto molto piacevole. Ammetto già che è il mio preferito del girone, con questa narrazione circolare che ci porta all’interno del labirinto.
La cosa che funziona meno è il gancio sentimentale. Non ho provato empatia nella prima parte per il protagonista che viene lasciato, perché non ho sentito il suo cuore andare in pezzi. Mi ha fatto più male la scoperta dell’amico che se l’era “trombata” varie volte. Forse perché quel legame lo avevi reso meglio con lo scambio dei messaggi e il personaggio di Raffa meglio delineato.
Comunque ottimo racconto!
In bocca al lupo per l’edizione!

Mappe concettuali, di Dario Cinti

Ciao Dario e piacere di rileggerti.
Il racconto mi è piaciuto. Il protagonista che vorrebbe diventare prete ma in realtà cede al lato oscuro del porno mi garba. Soprattutto con un anticipo di quella cifra. Avrei sfrombolato via anche io l’abito talare.
Devo però ammettere che mi hai un po’ perso nella parte centrale della mappa concettuale, tra linee, frecce e concetti collegati. Lì ho fatto fatica a seguirti e forse avrei preferito capire meglio i dubbi che gli passavano per la testa senza le connessioni visive sulla lavagna bianca.
In bocca al lupo per l’edizione.

L’inferno su Arus, di Manuel Marinari
Ciao Manuel e piacere di averti letto.
Comincio col dire che per me il tema è molto tirato in questo racconto. Hai tirato dentro il perdersi dell’alieno e del terrestre a cui smette di funzionare il localizzatore e ti sei giocato la frase a effetto sull’inferno nel finale, ma non ci trovo chissà che attinenza.
Comunque, non ho mai dato troppo peso al tema, era solo per fartelo notare.
Passiamo al racconto. È un peccato che sia raccontato in maniera così esterna, con addirittura il preambolo iniziale che è un infodump poco fruibile. Avrei preferito lo inserissi nel pensiero di Robinson, sarebbe stato meno invasivo.
A un certo punto scrivi “abbracciava il puntatore laser”. In che senso? Di solito il puntatore è un aggeggino messo sopra al fucile o ad altre armi, ma non mi hai detto con cosa è armato l’altro soldato e detta così un po’ mi stona.
Questa battuta di dialogo:
“Non lo so, corri al villaggio, avverti tutti. Sapranno come dovremmo comportarci. Io aspetto qui per capire dove stanno andando. Fai presto, prendi la mappa così riuscirai a trovare la strada più velocemente, io me la caverò.”
Capisco la necessità di stringere e di tagliare, ma è davvero poco verosimile.
In bocca al lupo per questa edizione.

Houdini, di Erika Adale

Ciao Erika, il tuo racconto mi è piaciuto e hai scelto una bellissima declinazione per il tema. Il buon Houdini che non può tornare, perché giustamente l’inferno non ha mappe e riesce solo per un colpo di fortuna a occupare il corpo della moglie del prestigiatore.
Figo!
Chiariscimi solo una cosa, la frase finale: “E, finalmente, Bess lo guardò negli occhi.” Intendi che finalmente lascia perdere il passato e vive nel presente, rendendosi conto dell’importanza di Malcom? O c’è qualcosa di diverso che non ho colto?
Comunque complimenti per la realizzazione e in bocca al lupo per l’edizione.

Lo zio Egidio, di Franco Zanella

Ciao Franco e piacere di leggerti.
La narrazione è chiara, avevo intuito che lo Zio fosse in realtà il padre e che fosse un habitué del carcere. I viaggi usati come scusa per non dover dire al piccolo che fine fa lo zio quando non è a casa.
Non mi ha fatto impazzire lo stile che hai usato. Un po’ raccontato dopo. Credo avrebbe reso di più se lo avessi narrato in presa diretta. (sia al presente che al passato)
Vero però che in questo modo mi ha ricordato di più un bambino che narra la vicenda dal suo punto di vista all’oscuro di molte informazioni.
Ho perso l’attinenza con il tema però. Come lo hai declinato? In cosa hai inserito l’inferno che non ha mappe?
Come detto in qualche altro commento, il tema non è mai una delle prime cose su cui baso la mia classifica, ma ne tengo comunque conto.
In bocca al lupo per la tua edizione.

Ognuno ha quel che si merita, di Mario Mazzafoglie
Ciao Mario e piacere di averti letto.
Lo humor è uno dei tuoi tratti salienti, spesso riesci a creare testi divertenti e ben scritti. Anche questo mi ha fatto sorridere anche se ammetto che non mi ha fatto impazzire fino in fondo. Non sono un amante dei testi comici, c’è anche da tenere in considerazione questo.
Qualche dettaglio sul testo:
“che a quel punto si suppone stesse dormendo”
Perché lo hai scritto così invece che “che a quel punto suppose stesse dormendo”? con quel “si suppone” sei entrato a gamba tesa nella narrazione spezzando la quarta parete della narrazione. Se è una scelta consapevole, hai fatto bene a scegliere così, ma ammetto che mi ha un po’ straniato.
Comunque in bocca al lupo per l’edizione!

Quello che c’è dopo, di Thomas del Duca
Ciao Thomas e piacere di averti letto.
Il tuo racconto mi lascia con alcuni dubbi. Il nostro Alex, è un fantasma o non lo è? Quando interagisce con l’ambiente circostante, cosa vede la gente? E poi, può colpire le persone o ci passa attraverso? Una la fa cadere quindi suppongo di sì, però le altre le colpisce e loro se ne accorgono o no?
Perché la chiave riesce a infilarla ma poi si spezza? Quindi le cose riesce a maneggiarle? Però quando prende in mano il giornale e l’edicolante non se ne accorge, com’è la dinamica? Il giornale svolazza come se lo reggesse un uomo invisibile o sparisce?
A livello stilistico invece ti do un consiglio non richiesto: hai usato circa 12 o 13 verbi percettivi, di cui 9 volte “sentì” cerca di eliminarli tutti (o quasi), il testo risulterà molto molto più scorrevole.
In bocca al lupo per l’edizione.

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Andrea Furlan
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Re: Gruppo MATTANZA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#7 » lunedì 27 novembre 2023, 23:58

Ciao a tutti,
interessanti e varie le interpretazioni che avete dato ai vostri inferni.
Attenzione: le posizioni di testa, centro e coda per me equivalgono a dei pari merito.
Ho trovato davvero poca differenza nel piazzamento dei racconti di Dario, Matteo e Emiliano. Nessuno dei tre è perfetto ma sono tutti racconti ottimi, ho premiato quelli che mi hanno emozionato di più.
Mario, Franco e Erika hanno scritto molto bene ma con elementi che li hanno un po’ penalizzati.
Nei lavori di Thomas e Manuel ci sono buoni spunti che potevano essere resi meglio e soprattutto con più originalità.

1 - Mappe concettuali di Dario Cinti
2 - Il labirinto di Mandelbrot di Matteo Mantoani
3 - Come acqua che scorre tra le dita di Emiliano Maramonte
4 - Ognuno ha quel che si merita di Mario Mazzafoglie
5 - Lo zio Egidio di Franco Zanella
6 - Houdini di Erika Adale
7 - Quello che c'è dopo di Thomas Del Duca
8 - L'inferno su Arus di Manuel Marinari


Come acqua che scorre tra le dita di Emiliano Maramonte

Ciao Emiliano,
il tuo racconto mi è piaciuto, un distopico classico che mi ha ricordato Anna di Ammaniti. L’inferno rappresentato dalla mancanza d’acqua che è diventata il bene più prezioso e conteso, i percorsi sterrati che seguono i due protagonisti nella disperata ricerca di quel tesoro: tema decisamente centrato. Buoni i dialoghi e i beat, l’ambientazione che colpisce immergendo il lettore nell’atmosfera disperata e rovente che volevi dare. Mi ha lasciato solo perplesso la figura della ragazzina che spara e viene colpita dai soldati, sembra un po’ fuori contesto e all’inizio la descrivi velatamente come un uomo. Forse nell’economia generale non era neanche necessaria, sarebbe bastato esplorare il conflitto fra i due e i soldati.


Il labirinto di Mandelbrot di Matteo Mantoani

Ciao Matteo, ti commento di nuovo dopo tanto tempo in cui non ci siamo incrociati.
Ho apprezzato molto il racconto, ricorsivo dall’inizio, dove le semine puntano subito verso una direzione precisa: mi sembra che apprezzi ancora l’effetto Droste di qualche edizione fa… :-)
Tema secondo me centrato e molto chiaro nelle tue intenzioni. Anche io non conoscevo il frattale di Mandelbrot ma ho capito l’essenziale dalle indicazioni che hai inserito. Il protagonista è definito molto bene, insieme agli altri due personaggi.
Come margini di miglioramento, ho trovato forse un po’ debole il dialogo fra il protagonista e la ragazza, ma con il limite di caratteri era difficile dargli più spazio. Anche il finale, forse l’avrei spinto di più in direzione della ripetitività con la scelta delle parole.
Si tratta comunque di piccole cose in un ottimo racconto. Bravo!


Mappe concettuali di Dario Cinti

Ciao Dario,
ottimo racconto, bilanciato con maestria fra le due facce del protagonista, le sue intenzioni e tentazioni. Ho trovato molto suggestivo seguire la mappa concettuale della tesi che si sviluppa fra citazioni bibliche, la fatica e la volontà di raggiungere un obiettivo che forse gli è stato imposto. Al contrario degli altri, credo di essere riuscito a seguire il senso della mappa e delle parole, concordo però col fatto che avresti potuto semplificare e rendere il messaggio più chiaro. Belli anche il contrasto e la caduta con il pezzo erotico del racconto incompiuto che lo portano in direzione opposta con incredibile facilità. Buono anche l’incontro con il compagno di seminario che chiarisce e definisce il contesto, per il resto molto minimale ma chiarissimo. Una nota che ha stonato: in un mondo in cui autori esordienti come noi faticano a pubblicare qualsiasi cosa, un anticipo di oltre diecimila euro per un’antologia di racconti erotici l’ho trovato davvero esagerato.
Tema centrato, in bilico fra sacro e profano. Bravissimo!


L'inferno su Arus di Manuel Marinari

Ciao Manuel,
benvenuto nell’Arena, credo di non aver mai letto niente di tuo.
Ho trovato il tuo racconto fra luci e ombre: l’incipit è un po’ uno spiegone che potevi eliminare, inserendo le stesse informazioni all’interno del racconto come del resto hai fatto durante il suo svolgimento. I pianeti indicati mi hanno confuso perché non si riferiscono a nomi reali del Sistema Solare. I fiori del Molecolar inoltre mi hanno fatto storcere un po’ il naso: difficile che su un mondo alieno si trovi una cosa così terrena, avrei usato qualcosa di diverso. Questo punto mi ha fatto riflettere su elementi dei film di genere che hai inserito e a mio parere sanno troppo di già visto: il mondo lussureggiante di Avatar, la sostanza simile alla Spezia di Dune. Invece hai gestito bene i punti di vista degli umani (che mi hanno ricordato di nuovo Avatar e Fanteria dello spazio di Heinlein) e degli alieni, con registri diversi ed efficaci. Il tema è centrato in maniera figurata nell’ultima frase, che ho apprezzato molto perché dà senso al racconto in poche parole. Invece ho trovato troppa insistenza sulle “mappe” che compaiono a diversi livelli senza essere legate al senso generale del racconto, inclusa la mappa del terrestre che scompare e lo fa svenire in modo troppo misterioso.


Houdini di Erika Adale

Ciao Erika,
del tuo racconto ho apprezzato l’atmosfera, l’ambientazione e l’ottima caratterizzazione dei personaggi. Si capisce che conosci la storia che volevi raccontare e l’omaggio che riservi alla Storia (con la S maiuscola) e alle persone reali che l’hanno fatta, sei riuscita a creare una storia parallela di fantasia che racchiude tutto questo. Sei riuscita anche a creare una bella aspettativa sull’apparizione del fantasma di Houdini, tanto che mi sono chiesto diverse volte quale fosse il risultato più interessante. Purtroppo non mi è stato tutto chiaro il senso del finale e l’aderenza al tema: anche dopo aver letto il racconto diverse volte, i commenti degli altri e le tue risposte, continuo ad avere dubbi sulle informazioni che hai seminato e fornito, trovando forse lo stacco fra gli ultimi due paragrafi un po’ troppo brusco.


Lo zio Egidio di Franco Zanella

Ciao Franco,
credo che sia la prima volta che commento un tuo racconto. Devo dire che mi è piaciuto, soprattutto per stile e registro che hai usato, da tema di quinta elementare, riuscendo a immedesimarti molto bene nella mente e nella scrittura di un bambino, cosa per niente facile. Alla prima lettura avevo pensato che si trattasse di una storia di gioco online, poi ho letto i commenti e ho capito. La costruzione è buona e coerente, anche se secondo me manca un conflitto serio che poteva benissimo trasparire in modi diversi dalle parole del protagonista: mi sarei aspettato qualcosa di più forte o drammatico. Il tema l’ho trovato preso in modo troppo laterale, sia l’inferno rappresentato dai crimini di Egidio che le mappe, quando alla fine la madre dice che Egidio torna sempre, portandole nuovo tormento e difficoltà. In sintesi una prova discreta, che però poteva forse essere resa meglio spingendo di più sui conflitti che sono solo accennati.


Ognuno ha quel che si merita di Mario Mazzafoglie

Ciao Mario,
dai non mi offenderò, essendo anche io dipendente pubblico… :-) Il racconto mi è piaciuto, ha un registro ironico accattivante, anche se alcune trovate e frasi le ho trovate un po’ pesanti (ad esempio l’accento spagnolo e ”Un corvo nero come un corvo nero planò sulle loro teste per poi disperdersi in un antro scuro come un antro scuro più in là.”). Buona la ricerca della verità o almeno un qualche straccio di informazione sulla comparsa del protagonista all’inferno, molto bene il finale che centra il tema in modo brillante. Poteva essere ottimo se solo l’ironia fosse stata più accennata e dosata.


Quello che c'è dopo di Thomas Del Duca

Ciao Thomas, benvenuto nell’Arena!
Il tuo racconto non mi è dispiaciuto, ma l’ho trovato un po’ già visto e troppo ripetitivo. Ho capito che il protagonista era un fantasma già dalle prime righe e tutto il resto è stato giocato sullo stesso tema senza variare, rendendo il testo noioso. A mio avviso avresti potuto inserire una partner o un figlio, qualcuno che fosse legato a lui affettivamente per renderlo più umano e farci vedere il suo dramma, mentre in questo modo rimane tutto molto superficiale, con emozioni appena accennate. Diversi elementi mi sono sembrati presi un po’ di peso da film simili, come gli effetti sulle persone (Ghost) e la chiave che non vuole saperne di funzionare (Il sesto senso). Avrei cercato di dare una tua interpretazione più personale e originale al tutto, appunto facendo più attenzione agli aspetti emotivi. Il tema mi sembra centrato nonostante tutto, anche senza esplicitarlo più chiaramente.

Gaia Peruzzo
Messaggi: 146

Re: Gruppo MATTANZA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#8 » martedì 28 novembre 2023, 11:11

Scusate per l’attesa, ma non è stato semplice, ogni racconto era diverso e aveva una bella idea di fondo. E continuavo a essere indecisa su alcune posizioni.
Poi allora, stamattina avevo provato a pubblicare la classifica e stavo riscrivendo i miei pensieri su ogni racconto. Però quando ho cliccato su invia, il sito mi ha dato problemi (mi diceva che dovevo iscrivermi, ma io ero già online! O almeno credo, dato che stavo scrivendo il commento) e ho perso tutto perché, da scema, stavo scrivendo direttamente qui. Quindi, sperando che questa volta funzioni e mi faccia pubblicare, i commenti ormai sono simili a ciò che vi ho detto già (parte che avevo salvato su word), ma con qualcosa di più personale.

Classifica:
1) Ognuno ha quel che si merita, di Mario Mazzafoglie
2) Come acqua che scorre tra le dita, di Emiliano Maramonte
3) Il labirinto del Mandelbrot, di Matteo Mantoani
4) Houdini, di Erika Adele
5) Mappe concettuali, di Dario Cinti
6) L'inferno su Arus, di Manuel Marinari
7) Lo zio Egidio, di Franco Zanella
8) Quello che c'è dopo, di Thomas Del Duca

E i commenti (in ordine sparso):

Come acqua che scorre tra le dita di Emiliano Maramonte.
Ciao Emiliano. La parte migliore del racconto è come porti il lettore a riflettere, perché potrebbe essere un futuro macabro a cui potremmo andare incontro. Anche se, come ti ho detto, alcune parti sono veloci, adoro la tua cura per i dettagli, sia nel modo di parlare dei personaggi, sia nell’ambientazione. Rende tutto molto vivido. Per tutta la storia si mantiene viva una certa tensione, anche se forse, appunto, con più caratteri a disposizione sarebbe stata ancora migliore, perché alcuni passaggi appaiono fumosi e mi sarebbe piaciuto saperne di più. Tipo sulla ragazza alla fine, e sull'arma che ha usato per far fuori Ciro, sullo spostamento dei personaggi e sul lavoro dei militari. In ogni caso, è tra i racconti che più mi è entrato in testa e ho continuato a pensarci nei giorni successivi, quindi davvero complimenti!

Il labirinto di Mandelbrot di Matteo Mantoani.
Ciao Matteo, il racconto è scritto bene e le scene sono vivide. Sì, ho dovuto cercare su google cosa fossero Mandelbrot e frattali, anche se nel racconto lo spieghi, ma più che altro per immaginarli nel modo corretto. L’idea è molto originale e il suo sviluppo anche, perché hai preso qualcosa di, non vorrei dire semplice (come la rottura di un fidanzamento e la scoperta di un tradimento), ma non mi vengono altre parole in mente, al momento, e lo hai reso a modo tuo. Mi è piaciuto anche il fatto che tu abbia lasciato una libera interpretazione al lettore su che cosa realmente stesse accadendo. Per me il protagonista è comunque un pazzo, in questo inferno che lo rende un mostro a causa del suo dolore. Mi è rimasta la speranza che sia tutto un incubo, da cui prima o poi si sveglierà.

Mappe concettuali di Dario Cinti.
Ciao Dario. Parto col dirti che non mi sarei mai immaginata un finale simile ahah. E mi ha sorpreso tantissimo!
Gran bella pensata quella di usare le mappe in questo modo.
Però ho fatto un po' fatica, anche io, a figurarmi proprio queste mappe concettuali. E penso che sia la parte che può essere migliorata. Alcune mi sono sembrate più semplici da visualizzare, altre un po' meno. Forse perché le hai lasciate incomplete per noi lettori. E non sapremo mai dove portano alcune delle loro frecce. Insomma sono proprio un gran bel caos di frecce, tabelle e altro, come se lo stesso protagonista si stesse complicando la vita per una ragione, che poi alla fine del racconto ci sveli. E si ribalta quindi il vero uso delle mappe concettuali, cioè semplificare i concetti, ordinarli, per impararli più facilmente. O almeno a me è sembrato così. Se questa parte non avesse complicato la vita anche a me, ti dico già che ti avrei messo o al primo o al secondo posto. Peccato! Però forza!

L'inferno su Arus di Manuel Marinari.
Ciao Manuel. Mi è dispiaciuto mettere questo racconto così in basso nella classifica, perché penso che la tua fantasia abbia davvero tanto potenziale. E avrei voluto che l’avessi usata ancora di più per la costruzione dell’ambientazione, poteva far diventare il racconto un piccolo gioiellino. Ma a livello di testo c'è qualche ripetizione che rallenta un po' il ritmo. E alcuni passaggi, andavano appunto migliorati a livello emotivo, soprattutto quello nell’addio tra i due alieni che così risulta veloce e quasi freddo. Come se fosse una cosa che stavano aspettando e stessero recitando una parte. Anche il finale risulta un po’ troppo veloce e fumoso per i miei gusti. Quindi ho dovuto dare la precedenza a racconti che mi avevano coinvolto di più, anche se davvero mi è dispiaciuto un sacco. Ma sono certa che la prossima volta andrà meglio!

Houdini di Erika Adele.
Ciao Erika. Non ne sapevo nulla di queste sedute spiritiche su Houdini. Soprattutto quella parte del testo è una scena molto vivida. Sembra quasi di assistere a un film. Però ti confesso che il “segreto” finale su che cosa sia realmente successo, mi ha lasciato un filo di tristezza. Avrei voluto sapere di più sul passaggio in cui lo spirito di Houdini sembra effettivamente tornare, attraverso il corpo dell'aiutante dell’altro prestigiatore. Ci sta per il punto di vista incentrato su Malcom, perché comunque stava cadendo in quella sorta di sonno.
Mi sembra che mi manchi qualcosa, o almeno è la sensazione che ho avuto anche dopo un’altra rilettura.
Continuo a pensare che se la storia si fosse concentrata sul punto di vista di Bess, avrebbe avuto ancora più impatto. Forse avevi soltanto bisogno di più caratteri, oppure ne sarebbe venuto fuori un bel romanzo. Perché alla fine è lei che vuole rievocare lo spirito. Il racconto comunque secondo me è molto buono e l'idea di base è suggestiva.

Lo zio Egidio di Franco Zanella.
Ciao Franco. È un racconto semplice sì, ma che però ha il suo impatto. Ho letto i commenti in cui specifichi che questo zio in realtà è il padre che va e viene dal carcere. Nemmeno io avevo capito questa cosa a una prima lettura. Però ci sono effettivamente delle frasi che lo lasciano intendere, solo che non ci avevo dato peso. Forse però bisognava palesarlo ancora meglio.
Buona l’idea, ma può essere resa meglio. Anche la mamma mi è risultata un po’ troppo passiva, come se si fosse arresa alle conseguenze della situazione. Che ci sta come sa, eh. Però più per un gusto puramente personale, mi sarebbe piaciuto vederla più agguerrita, e secondo me così avrebbe reso ancora meglio sia la sua situazione infernale, in cui si è cacciata per colpa del marito, sia il voler proteggere suo figlio. Mentre l’inferno di Egidio, anche se indirettamente, risulta più chiaro. Una scena in più in cui loro litigavano o almeno la moglie gli faceva una bella lavata di capo, secondo me ci sarebbe stata bene. Avevo già classificato un tuo altro racconto e so che hai le capacità per fare di meglio!

Ognuno ha quel che si merita di Mario Mazzafoglie
Ciao Mario. Un racconto ben scritto. Trascinante e comico. Mi ha catturato davvero e mi sono figurata benissimo i due personaggi che parlavano tra di loro all'inferno, anche se non li hai descritti in modo dettagliato. Complimenti. Anche il finale mi ha stupito. E pure le ripetizioni servono a mantenergli questo taglio stravagante, a me non hanno dato fastidio. Proprio per quello che mi ha trasmesso, ho pensato di dargli il primo posto, perché secondo me ha saputo differenziarsi a livello di ciò che mi ha suscitato.

Quello che c'è dopo di Thomas Del Duca.
Ciao Thomas. Il tuo racconto sarebbe una bella trasposizione per un cartone animato. Il testo è semplice ma l’idea di fondo su cui hai puntato è molto bella. Anche se appunto la costruzione delle scene mi ha lasciato perplessa e mi è dispiaciuto metterti all’ultimo posto. Sembra strano che nessuno noti il giornale, la ciambella morsicata, o l'erba che viene strappata. Tutto dovrebbe levitare in aria per un po', dato che sono cose che lui afferra con le mani, e comunque i passanti notano qualcosa, quando lui li colpisce e cammina in mezzo a loro. Non avevo capito fin da subito che fosse un fantasma, però non mi ha sorpreso. È un racconto simpatico, anche se a volte le frasi diventano quasi una lista, un po' più di cura non avrebbe guastato al testo. Non ti scoraggiare, sono sicura che saprai fare meglio la prossima volta.

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Re: Gruppo MATTANZA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#9 » martedì 28 novembre 2023, 17:45

Oltre alla mia, dovete ancora ricevere due classifiche.

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AndreaCrevola
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Re: Gruppo MATTANZA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#10 » mercoledì 29 novembre 2023, 22:42

Ciao a tutti,

ecco la mia classifica. A seguire i commenti, in ordine di mia preferenza.

1. Houdini, di Erika Adale
2. Come acqua che scorre tra le dita, di Emiliano Maramonte
3. Ognuno ha quel che si merita, di Mario Mazzafoglie
4. Il labirinto di Mandelbrot, di Matteo Mantoani
5. Mappe concettuali, di Dario Cinti
6. Lo zio Egidio, di Franco Zanella
7. L’inferno su Arus, di Manuel Marinari
8. Quello che c’è dopo, di Thomas del Duca


Houdini, di Erika Adale
Ciao Erika, piacere di averti letto.
Del tuo racconto mi è piaciuta molto la prima parte e l'interpretazione del tema. Si gioca su due piani, quello del tentativo di evocare lo spirito del grande escapologo e l'interesse di Malcom verso Bess, inizialmente non ricambiato. Ho trovato il tuo testo ben bilanciato fra queste due trame intrecciate, perché il rischio (a mio avviso) era quello di non valorizzare nessuna delle due. In tal senso è forse una piccola pecca il fatto che la comparsa di Houdini sia così repentina e poco caratterizzata: dato il finale, poteva essere sfruttata per innescare il cambiamento di Bess. La donna, infatti, si accorge finalmente di Malcom ma mi è parsa una trasformazione la cui motivazione resta fra le righe.

Come acqua che scorre tra le dita, di Emiliano Maramonte
Ciao Emiliano, è sempre un piacere.
E' il primo racconto che leggo e commento, in questa edition. Buon racconto, un eco-distopia, con un finale tragico che lo rende interessante. Ho apprezzato la costruzione del mondo narrativo, per nulla forzato.
Porto la mia attenzione sulla gestione dello scorrere del tempo, soprattutto perché mi interessa per imparare qualcosa da te. Ho notato che nel racconto fai trascorrere gli avvenimenti a tratti soffermandoti su dettagli, personaggi, dialoghi, mentre in altri passaggi gestisci il tempo in modo molto "riassuntivo". Non è un commento negativo il mio, eh. Voglio capire se si è trattato di scelte legate al contest (per portare velocemente i personaggi al finale) oppure se sono scelte ben precise. Personalmente faccio sempre un po' fatica ad adottare un approccio come questo, ma forse perché ho dei pregiudizi legati all'ossessione per il "mostrato"... quando poi nella maggior parte delle mie letture questo modo di gestire il tempo non mi disturba affatto e anzi è congeniale alla narrazione. Come se ne esce? :-)


Ognuno ha quel che si merita, di Mario Mazzafoglie
Ciao Mario, piacere di averti letto.
Ho trovato il tuo racconto molto spassoso anche in virtù della caratterizzazione che sei riuscito a donare al personaggio principale. Sia i goffi tentativi di comunicare in spagnolo sia la logorrea del protagonista mi hanno divertito molto. Se devo aggiungere un appunto costruttivo, ti direi che la mia attenzione è stata quasi del tutto catturata dal modo di parlare e di agire del protagonista (bene) ma così da rendere il monologo finale da "morale della favola", un po' troppo didascalico e descrittivo anche se espresso tramite le parole di uno dei personaggi.


Il labirinto di Mandelbrot, di Matteo Mantoani
Ciao Matteo, è sempre un piacere leggerti.
Il racconto mi ha richiesto un paio di letture per cogliere i più livelli frattali su cui hai costruito la narrazione e sviluppato il tema. Devo però ammettere che il titolo era già un bell'indizio, così come la presentazione del film letta dal protagonista. E' un racconto che richiede attenzione, ma non è un difetto secondo me.
Come appunto, ho trovato i personaggi secondari un po' affrettati e schematici, sia esteriormente sia nelle loro motivazioni / azioni. Sarà anche che a me i troppo belli non stanno simpatici... però è qualcosa che ho sentito e lo porto alla tua attenzione.
Non è la prima volta, se non sbaglio, che costruisci un racconto attorno a un concetto "alto" (non mi vengono altri aggettivi, perdonami :-) ) e in questo caso hai usato il "pretesto" del film per introdurlo e spiegarlo al lettore. Io conoscevo già Mandelbrot e ho trovato quelle parti un po' didascaliche. Credo comunque sia difficile giostrare tra la necessità di dare gli elementi utili al lettore e, d'altra parte, non apparire troppo "presente" nel testo. Penso dipenda anche dal contesto del contest :-), dove il pubblico è relativamente variegato al di là della passione per la scrittura. Dato che questo problema me lo pongo spesso anch'io, ne approfitto per capire quali sono le scelte che hai fatto / fai in tal senso.

Mappe concettuali, di Dario Cinti
Ciao Dario, piacere di averti letto.
Nel complesso, ricavo un'impressione positiva dal tuo racconto. Ho tuttavia alcuni appunti che porto alla tua attenzione.
- Hai usato come oggetto di scena la mappa concettuale redatta dal protagonista. Ho trovato l'idea molto buona in relazione al tema, soprattutto per il controcanto finale. Tuttavia mi è parsa una "bestia" difficile da ammansire, trattandosi di un oggetto fortemente visivo e che, proprio per sua natura, esprime idee senza troppe parole. Per me lettore è diventato importante focalizzare la mente su quello che dovrebbe essere disegnato nella mappa, perdendo però un po' il filo del resto. L'effetto è stato quello di ingarbugliare lo svolgimento, anziché chiarirlo.
- il finale - piacevole - mi è arrivato a sorpresa (ok) ma è sembrato stupito lo stesso protagonista. A racconto terminato è evidente che all'inizio lui stesse lavorando al suo romanzo erotico anziché alla tesi, ma mi è parso ci fosse molta distanza tra i due passaggi senza che potessi cogliere alcune semine o indizi che mi preparassero il finale. È un commento da lettore, questo, ma ti chiedo cosa ne pensi di questa mia riflessione.

Lo zio Egidio, di Franco Zanella
Ciao Franco, piacere di aver letto il tuo racconto.
Del tuo testo ho apprezzato la voce narrante. Mi è parso di leggere davvero una specie di tema scritto da uno studente che deve raccontare alla maestra quello che è successo a casa sua. Lo stile mi pare adeguato a questa voce. C'è però da dire che per questo bambino è tutto un po' troppo innocente e quindi il suo punto di vista alla lunga è eccessivamente piatto e monotono. Il finale, a mio avviso, riesce a riscattare quanto detto perché, grazie alla descrizione della madre del bambino - commossa e preoccupata per il fratello - anche la voce narrante acquisisce più spessore.


L’inferno su Arus, di Manuel Marinari
Ciao Manuel, piacere di averti letto.
Il tuo racconto ha - a mio parere - il problema di essere ambizioso. Con maggiore spazio a disposizione e forse con qualche scelta stilistica differente, potrebbe acquisire solidità. La necessità di confrontare tra loro due realtà opposte (invasori e invasi) ti ha forse costretto a scrivere due micro-racconti in uno, sacrificando quindi l'approfondimento di entrambi. Il finale arriva quindi troppo presto e presenta il primo vero conflitto tra personaggi del racconto. Diciamo che finisce sul più bello. :-)
Il campo larghissimo iniziale poteva essere diluito nella prima parte, così da favorire il coinvolgimento del lettore.
Nel finale, forse, perdi un po' il filo della focalizzazione interna dei due personaggi, utilizzando un punto di vista esterno che stona con il resto del racconto.

Quello che c’è dopo, di Thomas del Duca
Ciao Thomas, piacere e benvenuto nell'Arena.
Ho trovato il tuo racconto un po' "telefonato". L'idea che il protagonista fosse morto (conoscere il tema dell'edizione, non aiuta la sorpresa) mi è parsa evidente fin dalle prime righe e quindi da lettore ho atteso con ansia che accadesse qualcosa che sovvertisse almeno in parte il senso di già letto/visto (magari erano morti tutti gli altri e lui no? :-) ).
Le diverse micro-scene che si susseguono fanno accadere molte cose nella vicenda del protagonista, ma nessuna sembra dare una vera svolta alla trama: sono tutte variazioni dell'incipit, tutto sommato.
In merito allo stile, l'ho trovato un po' cantilenante e quindi a tendere monotono. Mi è parsa una prima bozza di scrittura che può di certo migliorare con dell'editing più ragionato rispetto alla frenesia del contest.

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Re: Gruppo MATTANZA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#11 » giovedì 30 novembre 2023, 11:55

Oltre alla mia dovete solo più ricevere una classifica.

Giovanni P
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Re: Gruppo MATTANZA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#12 » giovedì 30 novembre 2023, 11:58

Buongiorno a tutti, queste sono le mie classifiche con commenti.

Complimenti a tutti, come sempre.




1) Quello che c’è dopo, di Thomas del Duca

2) Houdini, di Erika Adale,

3) Ognuno ha quel che si merita, di Mario Mazzafoglie

4) Come acqua che scorre tra le dita, di Emiliano Maramonte

5) Lo zio Egidio, di Franco Zanella

6)Mappe concettuali, di Dario Cinti

7) Il labirinto di Mandelbrot, di Matteo Mantoani

8) L’inferno su Arus di Manuel Marinari,










Come acqua che scorre tra le dita, di Emiliano Maramonte

Buongiorno Emiliano.

bello e crudo, questi sono gli aggettivi che secondo me definisco meglio il tuo racconto. Non hai avuto bisogno di contestualizzare con inutili cornici narrative, la mente viaggia verso un futuro che ci spaventa fatto di beni primari in mano a pochi (beni primari di cui tutti abbiamo bisogno però)
Quello che disturba di questa storia è che in alcune parti del mondo questi aventi non sono né fantascienza e tantomeno fantapolitica, cambiano solo i nomi.




Il labirinto di Mandelbrot, di Matteo Mantoani

Buongiorno Matteo,

hai proposto un racconto che mi è piaciuto, ma che secondo me non ha centrato il tema del contest o almeno non l'ho capito io, infatti mi farebbe piacere sentire la tua campana. Detto ciò sul racconto in sé non posso altro che scrivere bene. Le azioni dei personaggi sono ben mostrate, hai usato la prima persona alla perfezione. Il punto di forza secondo me è l'empatia verso il protagonista, cosa che non si può fare a meno di provare.



Mappe concettuali, di Dario Cinti

Buona sera Dario,

il tuo racconto è sicuramente il più labirintico che ho letto, ma forse anche il più originale. Hia reso bene l'idea di cosa può essere una mappa concettuale all'interno della testa di uno studioso, i passaggi che lo possono distogliere e quelli che lo portano a pensare ad altro. Ammetto che non è stato facile da leggere, una fruizione difficile potrebbe penalizzarti, ma ripeto che l'originalità del racconto è stata apprezzata.




L’inferno su Arus, di Manuel Marinari,

Ciao,

parto subito con il dirti che il tuo racconto ha delle potenzialità non indifferenti, almeno secondo me. Hai proposto un racconto dove azioni e punto di vista legano abbastanza bene fra di loro e questo non è semplice da fare quando si ha poco tempo a disposizione. La storia in sé purtroppo non mi ha detto molto, mi è sembrato il solito racconto di fantascienza con le solite atmosfere. Prendi questa mia ultima affermazione con le pinze, ognuno ha i suoi gusti e comunque sia fossi in te lo riprenderei in mano per svilupparlo meglio.




Houdini, di Erika Adale,

Buongiorno,

Il tuo racconto. I ha fatto sorridere, fra le ultime volontà di Houdini c'era quella di essere contattato dopo la morte, o almeno dicono fatto sta che una seduta spiritica fa fatta per davvero, con scarsi risultati come è ovvio che fosse, oppure no dato che per lui era tutto possibile. Comunque sia il tuo racconto mi piace e anche il tuo stile di scrittura, per ora è un primo posto.



Lo zio Egidio, di Franco Zanella

Buonasera Franco,

il tuo racconto mi è piaciuto, hai dosato bene le informazioni e il punto di vista del protagonista proponendo un racconto leggero nello stile, ma tosto nei contenuti. Quello che mi è piaciuto di più è il fatto che non hai dovuto forzare nulla. Il bambino è bambino sotto ogni aspetto e tratta lo zio e la mamma con affetto e ingenuità facendo si che questi due co-protagonisti non aleggino nel racconto come spettri ma ne siano presenza attive.




Ognuno ha quel che si merita, di Mario Mazzafoglie

Tema centratissimo, chissà se nel tuo inferno ci sono anche gli impiegati che per un cambio di residenza mi hanno fatto perdere una mattinata facendomi rimbalzare per quattro uffici...spero di sì.
Sicuramente il tuo è il racconto che mi ha divertito di più, sulla scrittura ho poco da dire, chiara ed efficace. Rispetto ad altri racconti il tuo è auto-conclusivo, cosa che non guasta.





Quello che c’è dopo, di Thomas del Duca

Il tuo racconto ha centrato il tema, la storia è semplice ma molto efficace. Nel leggerla ho visualizzato perfettamente ogni passaggio, scrivi molto bene secondo me. I sentimenti che hanno prevalso nella lettura sono il fastidio, lo smarrimento e infine l'accettazione. Hai centrato bene il concetto dello smarrimento, lo hai reso bene. Se le cose stessero così molti potrebbero accontentarsi.

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Re: Gruppo MATTANZA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#13 » giovedì 30 novembre 2023, 12:04

Avete ricevuto tutte le classifiche, nei prossimi giorni arriveranno anche i miei commenti e classifica.

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Re: Gruppo MATTANZA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#14 » giovedì 7 dicembre 2023, 18:58

Scusandomi per il ritardo, ecco a voi i miei commenti e classifica!

1) Il labirinto di Mandelbrot, di Matteo Mantoani
Peccato per alcune imprecisioni nella parte finale che avrebbero avuto bisogno di una rilettura più tranquilla. Detto questo, mi è piaciuto molto. Ci porti dentro l'inferno personale del tuo protagonista, in questa sua commistione tra reale e non eretta dal suo sistema di protezione che lo porta a scindersi dai suoi atti. No, non ritrovo empatia e neppure penso ce ne fosse bisogno perché qui sei al tuo meglio pur parlando di desideri e sentimenti, lo fai a modo tuo in un modo parecchio nolaniano. Ottima anche la declinazione del tema. Per me un pollice quasi su solo perché sul finale mi sei sembrato meno attento e concentrato.
2) Come acqua che scorre tra le dita, di Emiliano Maramonte
Dunque... Il racconto è sicuramente buono e trasmette bene le immagini che rappresenti e tutto ciò che accade. Sono però in dubbio sul fatto che sia esattamente quello che volevi rendere, nel senso che in questa versione si prefigura come una pallottola sparata in avanti senza troppi livelli di lettura mentre ho il dubbio che con l'inserimento della ragazza tu volessi lavorare sulla lotta per quest'acqua con tutti i vincoli sociali che sono venuti meno, in pieno stile postapocalittico. Il problema è che la seconda parte è troppo veloce rispetto alla prima e che tu fossi in affanno lo si evince anche dalla parte in cui trovano il deposito e lo raggiungono, mera fase di passaggio che poco aggiunge se non di portarli alla meta. Non ho ben capito neppure come pensassero di mantenere la priorità sull'acqua se Michele aveva capito che lo stesso esercito vi si stava recando. Insomma, un buon racconto che si legge bene, ma che mi ha lasciato alcune perplessità. Direi un pollice tendente al positivo in modo solido e quasi brillante.
3) Ognuno ha quel che si merita, di Mario Mazzafoglie
Tutta la prima parte è assolutamente brillante. Il tutto comincia a incrinarsi con l'ingresso del personaggio "in siesta" e in particolare trovo forzato il suo attacco: perché proprio lui? Forse è proprio questa la pena dell'impiegato pubblico? Da come l'hai presentato, non mi è sembrato e pertanto sono più propenso a pensare che la tua costruzione fosse voluta proprio in questo modo per giungere a quel finale strappasorriso che però, per come ci arrivi, mi appare forzato. Forse che il tempo stesse troppo stringendo e che tu abbia dovuto forzare per chiudere? Questa è la mia idea. Detto questo, la mia valutazione è un pollice tendente al positivo in modo solido, ma non brillante quanto avrebbe potuto.
4) Quello che c’è dopo, di Thomas Del Duca
Ordunque, vado controcorrente e dico che il racconto mi è piaciuto. L'effetto straniante è reso molto bene e fino alla battuta del vicino "morto" è andato tutto bene perché hai aperto una questione bella e buona, ovvero che fosse il mondo che avesse deciso che qualcuno era morto e qundi sparito. Poi però non chiudi bene, risulta un finale affrettato e non c'è neppure un gancio per il lettore cui appigliarsi perché banalizzi, a mio modo di vedere, con quei versi che non sono assolutamente sufficienti. Peccato, ma uno sprone a sistemarlo perché c'è parecchio potenziale. Per me un pollice tendente al positivo in modo quasi solido e anche quasi brillante.
5) Houdini, Erika Adale
Bell'idea e buon racconto, ma mi sembra che tu non sia riuscita a metterlo su carta in modo efficace come avrebbe dovuto. Va rifinito, bilanciato, direi che necessità anche di una semina migliore, come alcuni ti hanno scritto. Comprendo la necessità dei tanti personaggi, ma ti rubano spazio per giocarti al meglio le carte di questo ultimo tentativo di fuga e il tutto rimane un po' troppo poco incisivo. Ottima la declinazione del tema. Detto questo, per me è un pollice tendente al positivo in modo solido anche se non brillante.
6) Mappe concettuali, di Diego Cinti
Direi che è già stato detto tutto. Il racconto funziona nella sua parte iniziale e in quella finale mentre è quasi alienante in quella centrale. Troppo simbolismo e troppo nella tua testa per arrivare chiaro al lettore e questo appesantisce e non funziona. C'è da dire che era anche la parte nella quale sviluppavi il tema e pertanto è un bel problema strutturale. Hai ben specificato che non hai avuto tempo di revisionare e sistemare, pertanto ho poco da aggiungere se non che, allo stato attuale, la mia valutazione è un pollice tendente al positivo anche se non in modo solido e neppure brillante.
7) Lo zio Egidio, di Franco Zanella
Il racconto mi è arrivato, ma devo confermarti anch'io che il tema non mi è arrivato e lo trovato solo perché lo conoscevo a priori. Il problema, semmai, sta nell'empatia, quella manca. Strano perché, essendo in prima persona, avresti dovuto avere vita facile, ma forse si deve ragionare su questo zio che, nonostante in scena, rimane così distante, a volte quasi raccontato come da un narratore esterno. Ci hai trasferito poco cuore, insomma. Sei stato attento alla logistica (sbagliando sul tema), ma è mancato quel quid. Per me siamo su un pollice tendente al positivo anche se non in modo solido e brillante con l'aggravante del tema.
8) L’inferno su Arus, di Manuel Marinari
Torno anche qui a ribadire che non è un problema di poco spazio a disposizione, ma di come lo si decide di utilizzare e allora ecco che è ovvio che un romanzo non può entrare in 5000 caratteri, ma non perché sia un racconto di fantascienza, ma perché l'autore ha commesso un errore strategico. Aggiungo, Manuel, che qui ho trovato una fantascienza piuttosto basica e narrata anche in un modo un pelo ingenuo in un testo non funzionale per la sua lunghezza. Insomma, questa volta non è proprio andata bene. Occhio però che, come mi sembra di averti già detto, la stoffa c'è. Non so se in questo caso il problema sia dettato da una tua incursione in un genere che non padroneggi bene oppure della tua necessità di provare a muoverti in altri generi per poi tornare al tuo preferito con degli strumenti utili a gestirlo. Il prossimo mese cercherò di mettermi nuovamente nel tuo gruppo per vedere come va e come si evolve la situazione. Per questa edizione la mia valutazione è un pollice tendente al positivo, ma al pelo.

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