Sottotetto

Lunedì 17 e martedì 18 novembre! Due giorni, due temi, decidete voi quando partecipare!
Avatar utente
La Ele95
Messaggi: 59

Sottotetto

Messaggio#1 » martedì 18 novembre 2025, 23:46

Un sospiro. Due. Tre.
Prese in mano il telefono e lo rigirò tra le mani un paio di volte mentre guardava fuori dal finestrino dell'auto: era ferma davanti al cancello di casa della sua vecchia amica del liceo, i vetri che iniziavano ad appannarsi.
Abbassò lo sguardò verso il cellulare e sbloccò lo schermo: apparve la foto che Elisa le aveva mandato qualche giorno prima dalla sua nuova casa. Un soffitto bianco, appena riverniciato, e una botola. La botola del sottotetto.
-Giuly sono qui da settembre, la casa è ufficialmente mia da un anno, e non ci sono mai salita. Devo dare l'antitarlo sulle travi in legno. Hai voglia di venire a farmi compagnia?-
Un semplice messaggio: entrambe erano state traumatizzate da quattordicenni da numerosi film horror visti il sabato sera al cinema. Ora erano entrambe trentenni con la propria vita, il proprio lavoro e i propri interessi. Era così sciocco avere ancora paura di un sottotetto.
Socchiuse gli occhi e prese di scatto la borsa dal sedile del passeggero. Aprì la portiera e si diresse verso il cancelletto. Le parve di intravedere una figura umanoide allontanarsi dal suo campo visivo ma probabilmente era solo una di quelle ombre che ultimamente le sembrava di vedere con la coda dell'occhio per poi sparire nel nulla. "Probabilmente sono i miei nonni che mi proteggono da lassù” si ripeteva Giulia sempre più spesso.
La serata, tra chiacchiere e vecchi ricordi passò in fretta.
“Leli…” disse timorosa Giulia dopo aver bevuto un sorso di tisana alla camomilla e zenzero “Temi che ci sia qualcosa lassù?”
“Ne vuoi ancora un po'? Così la finiamo e posso mettere a lavare la teiera…”
“Elisa…”
“Non so a cosa ti riferisca. Ho semplicemente paura di cadere da quella scaletta infernale. È già un programma riuscire a tirarla giù”
L'ennesimo sospiro di Giulia della serata. Un sibilo seguito da un leggero fischiettio la fece voltare di colpo. Dietro di lei solo l'ampia sala con il divano color petrolio dell'amica.
“Giuly stai bene? Sembri irrequieta. Ma che hai?”
“Nulla…sarà la stanchezza. A volte sento…cose. Forse è il caso che ci muoviamo, vediamo come è messo questo sottotetto”.

“Mamma, mi devi credere. Ti prego. Sono stati i nonni. Io…io non c'entro nulla. Era la mia migliore amica. Ti prego, mamma!”
“Ti credo Giuly, ti credo. Adesso ascoltami però, devi riposare. Devi prendere le medicine che ti hanno dato i dottori e cercare di dormire, ok?”
Quando la signora Grigori lasciò la stanza numero 19 della figlia, il pianto isterico si diffondeva per tutto il corridoio.
“Continua con la tesi dei nonni?” le chiese il maresciallo. Lei annuì. “Non possiamo continuare a credere che delle ombre abbiano rotto l’osso del collo ad una ragazza di trent’anni”.
La signora Grigori lo sapeva. Abbassò lo sguardo, annui un’altra volta e si voltò verso l'uscita del padiglione ospedaliero.
Un vento gelido soffiava dalle montagne appena innevate e il cartello “Psichiatria” sull'uscio scivolò per terra appena i due visitatori si chiusero la porta alle spalle.
Ultima modifica di La Ele95 il martedì 18 novembre 2025, 23:52, modificato 1 volta in totale.


Elena.B

Avatar utente
antico
Messaggi: 8107

Re: Sottotetto

Messaggio#2 » martedì 18 novembre 2025, 23:50

Ciao Elena! Occhio che sei 7 caratteri sopra il limite! Hai tempo fino alle 23.59 per sistemare altrimenti avrai un malus minimo caratteri. Per il resto, buona THREE CHAMPIONS SPECIAL TWO DAYS EDITION!

Avatar utente
La Ele95
Messaggi: 59

Re: Sottotetto

Messaggio#3 » martedì 18 novembre 2025, 23:53

Ho corretto! Ora dovrebbe essere tutto ok!
Ultima modifica di La Ele95 il martedì 18 novembre 2025, 23:54, modificato 1 volta in totale.
Elena.B

Avatar utente
La Ele95
Messaggi: 59

Re: Sottotetto

Messaggio#4 » martedì 18 novembre 2025, 23:53

antico ha scritto:Ciao Elena! Occhio che sei 7 caratteri sopra il limite! Hai tempo fino alle 23.59 per sistemare altrimenti avrai un malus minimo caratteri. Per il resto, buona THREE CHAMPIONS SPECIAL TWO DAYS EDITION!


Ho corretto, ora dovrebbe essere tutto ok!
Elena.B

Avatar utente
antico
Messaggi: 8107

Re: Sottotetto

Messaggio#5 » martedì 18 novembre 2025, 23:54

Perfetto, confermo.

Avatar utente
matt_heels
Messaggi: 131

Re: Sottotetto

Messaggio#6 » mercoledì 19 novembre 2025, 13:50

La Ele95 ha scritto:Un sospiro. Due. Tre.
Prese in mano il telefono e lo rigirò tra le mani un paio di volte mentre guardava fuori dal finestrino dell'auto: era ferma davanti al cancello di casa della sua vecchia amica del liceo, i vetri che iniziavano ad appannarsi.
Abbassò lo sguardò verso il cellulare e sbloccò lo schermo: apparve la foto che Elisa le aveva mandato qualche giorno prima dalla sua nuova casa. Un soffitto bianco, appena riverniciato, e una botola. La botola del sottotetto.
-Giuly sono qui da settembre, la casa è ufficialmente mia da un anno, e non ci sono mai salita. Devo dare l'antitarlo sulle travi in legno. Hai voglia di venire a farmi compagnia?-
Un semplice messaggio: entrambe erano state traumatizzate da quattordicenni da numerosi film horror visti il sabato sera al cinema. Ora erano entrambe trentenni con la propria vita, il proprio lavoro e i propri interessi. Era così sciocco avere ancora paura di un sottotetto.
Socchiuse gli occhi e prese di scatto la borsa dal sedile del passeggero. Aprì la portiera e si diresse verso il cancelletto. Le parve di intravedere una figura umanoide allontanarsi dal suo campo visivo ma probabilmente era solo una di quelle ombre che ultimamente le sembrava di vedere con la coda dell'occhio per poi sparire nel nulla. "Probabilmente sono i miei nonni che mi proteggono da lassù” si ripeteva Giulia sempre più spesso.
La serata, tra chiacchiere e vecchi ricordi passò in fretta.
“Leli…” disse timorosa Giulia dopo aver bevuto un sorso di tisana alla camomilla e zenzero “Temi che ci sia qualcosa lassù?”
“Ne vuoi ancora un po'? Così la finiamo e posso mettere a lavare la teiera…”
“Elisa…”
“Non so a cosa ti riferisca. Ho semplicemente paura di cadere da quella scaletta infernale. È già un programma riuscire a tirarla giù”
L'ennesimo sospiro di Giulia della serata. Un sibilo seguito da un leggero fischiettio la fece voltare di colpo. Dietro di lei solo l'ampia sala con il divano color petrolio dell'amica.
“Giuly stai bene? Sembri irrequieta. Ma che hai?”
“Nulla…sarà la stanchezza. A volte sento…cose. Forse è il caso che ci muoviamo, vediamo come è messo questo sottotetto”.

“Mamma, mi devi credere. Ti prego. Sono stati i nonni. Io…io non c'entro nulla. Era la mia migliore amica. Ti prego, mamma!”
“Ti credo Giuly, ti credo. Adesso ascoltami però, devi riposare. Devi prendere le medicine che ti hanno dato i dottori e cercare di dormire, ok?”
Quando la signora Grigori lasciò la stanza numero 19 della figlia, il pianto isterico si diffondeva per tutto il corridoio.
“Continua con la tesi dei nonni?” le chiese il maresciallo. Lei annuì. “Non possiamo continuare a credere che delle ombre abbiano rotto l’osso del collo ad una ragazza di trent’anni”.
La signora Grigori lo sapeva. Abbassò lo sguardo, annui un’altra volta e si voltò verso l'uscita del padiglione ospedaliero.
Un vento gelido soffiava dalle montagne appena innevate e il cartello “Psichiatria” sull'uscio scivolò per terra appena i due visitatori si chiusero la porta alle spalle.


Ciao Ele!

Il tuo racconto è un gotico contemporaneo che ha i suoi momenti, coi rumori, i frammenti visivi che ci accompagnano nella lettura, sicuramente le parti che ho preferito. I dialoghi sono semplici, ma non risultano forzati. Avrei osato di più nello scambio Giulia-Elena, facendo lavorare anche le immagini per creare ulteriore ansia: Giulia che si concentra su una crepa nella tazza, o l'ombra della tazza che si allarga sul muro, assumendo una forma sinistra. Qualcosa del genere.
La "giustificazione" interna di Giulia, che attribuisce le ombre ai nonni, l'avrei costruita un po' meglio, magari con un'associazione iniziale tra la casa di Elena e quella dei nonni, un odore, o un ricordo tangibile, all'interno dell'auto. "Probabilmente sono i miei nonni che mi proteggono da lassù" è una costruzione un po' sbrigativa, che alle nostre orecchie suona come un cliché, e ce la portiamo dietro fino in fondo, vista la battuta di Giulia dal letto di psichiatria.
Nel complesso, però, il racconto funziona nella sua semplicità, e la storia è di immediata fruizione. Con qualche piccola cesellatura, l'anima gotica emergerebbe ulteriormente e renderebbe l'esperienza di lettura ancora più intensa.

A presto e buona edition,

Matteo

Avatar utente
La Ele95
Messaggi: 59

Re: Sottotetto

Messaggio#7 » mercoledì 19 novembre 2025, 18:33

matt_heels ha scritto:
La Ele95 ha scritto:Un sospiro. Due. Tre.
Prese in mano il telefono e lo rigirò tra le mani un paio di volte mentre guardava fuori dal finestrino dell'auto: era ferma davanti al cancello di casa della sua vecchia amica del liceo, i vetri che iniziavano ad appannarsi.
Abbassò lo sguardò verso il cellulare e sbloccò lo schermo: apparve la foto che Elisa le aveva mandato qualche giorno prima dalla sua nuova casa. Un soffitto bianco, appena riverniciato, e una botola. La botola del sottotetto.
-Giuly sono qui da settembre, la casa è ufficialmente mia da un anno, e non ci sono mai salita. Devo dare l'antitarlo sulle travi in legno. Hai voglia di venire a farmi compagnia?-
Un semplice messaggio: entrambe erano state traumatizzate da quattordicenni da numerosi film horror visti il sabato sera al cinema. Ora erano entrambe trentenni con la propria vita, il proprio lavoro e i propri interessi. Era così sciocco avere ancora paura di un sottotetto.
Socchiuse gli occhi e prese di scatto la borsa dal sedile del passeggero. Aprì la portiera e si diresse verso il cancelletto. Le parve di intravedere una figura umanoide allontanarsi dal suo campo visivo ma probabilmente era solo una di quelle ombre che ultimamente le sembrava di vedere con la coda dell'occhio per poi sparire nel nulla. "Probabilmente sono i miei nonni che mi proteggono da lassù” si ripeteva Giulia sempre più spesso.
La serata, tra chiacchiere e vecchi ricordi passò in fretta.
“Leli…” disse timorosa Giulia dopo aver bevuto un sorso di tisana alla camomilla e zenzero “Temi che ci sia qualcosa lassù?”
“Ne vuoi ancora un po'? Così la finiamo e posso mettere a lavare la teiera…”
“Elisa…”
“Non so a cosa ti riferisca. Ho semplicemente paura di cadere da quella scaletta infernale. È già un programma riuscire a tirarla giù”
L'ennesimo sospiro di Giulia della serata. Un sibilo seguito da un leggero fischiettio la fece voltare di colpo. Dietro di lei solo l'ampia sala con il divano color petrolio dell'amica.
“Giuly stai bene? Sembri irrequieta. Ma che hai?”
“Nulla…sarà la stanchezza. A volte sento…cose. Forse è il caso che ci muoviamo, vediamo come è messo questo sottotetto”.

“Mamma, mi devi credere. Ti prego. Sono stati i nonni. Io…io non c'entro nulla. Era la mia migliore amica. Ti prego, mamma!”
“Ti credo Giuly, ti credo. Adesso ascoltami però, devi riposare. Devi prendere le medicine che ti hanno dato i dottori e cercare di dormire, ok?”
Quando la signora Grigori lasciò la stanza numero 19 della figlia, il pianto isterico si diffondeva per tutto il corridoio.
“Continua con la tesi dei nonni?” le chiese il maresciallo. Lei annuì. “Non possiamo continuare a credere che delle ombre abbiano rotto l’osso del collo ad una ragazza di trent’anni”.
La signora Grigori lo sapeva. Abbassò lo sguardo, annui un’altra volta e si voltò verso l'uscita del padiglione ospedaliero.
Un vento gelido soffiava dalle montagne appena innevate e il cartello “Psichiatria” sull'uscio scivolò per terra appena i due visitatori si chiusero la porta alle spalle.


Ciao Ele!

Il tuo racconto è un gotico contemporaneo che ha i suoi momenti, coi rumori, i frammenti visivi che ci accompagnano nella lettura, sicuramente le parti che ho preferito. I dialoghi sono semplici, ma non risultano forzati. Avrei osato di più nello scambio Giulia-Elena, facendo lavorare anche le immagini per creare ulteriore ansia: Giulia che si concentra su una crepa nella tazza, o l'ombra della tazza che si allarga sul muro, assumendo una forma sinistra. Qualcosa del genere.
La "giustificazione" interna di Giulia, che attribuisce le ombre ai nonni, l'avrei costruita un po' meglio, magari con un'associazione iniziale tra la casa di Elena e quella dei nonni, un odore, o un ricordo tangibile, all'interno dell'auto. "Probabilmente sono i miei nonni che mi proteggono da lassù" è una costruzione un po' sbrigativa, che alle nostre orecchie suona come un cliché, e ce la portiamo dietro fino in fondo, vista la battuta di Giulia dal letto di psichiatria.
Nel complesso, però, il racconto funziona nella sua semplicità, e la storia è di immediata fruizione. Con qualche piccola cesellatura, l'anima gotica emergerebbe ulteriormente e renderebbe l'esperienza di lettura ancora più intensa.

A presto e buona edition,

Matteo



Ciao Matteo!! Ti ringrazio per la tua attenta analisi e i consigli da te dati. Purtroppo con così poche battute a disposizione non sono riuscita a costruire meglio il rapporto Elisa- Giulia o ad inserire ulteriori indizi (anzi sono stata costretta a togliere parti narrative perchè ero fuori numero).
Ti auguro una buona edition!!
Elena.B

Avatar utente
Sherwood
Messaggi: 112
Contatta:

Re: Sottotetto

Messaggio#8 » mercoledì 19 novembre 2025, 21:46

Ciao Elena,
il tuo racconto nella prima parte è chiarissimo, due amiche da una vita e un sottotetto che incute paura. A un certo punto la protagonista vede una figura “umanoide”, un termine tecnico che di per sé non da molte indicazioni. Si tratta di un’ombra? Di un essere mostruoso? Ma il vero problema è nella seconda parte che a mio avviso non si incastra con la precedente. Abbiamo lasciato le ragazze e non c’era nessuna avvisaglia di incidenti, invece è accaduto molto, una delle due è morta. Credo manchi una connessione tra i due periodi. Un testo interessante da rivedere.

AlbertoM
Messaggi: 26

Re: Sottotetto

Messaggio#9 » giovedì 20 novembre 2025, 2:58

Ciao Elena,

Si nota che è un racconto che è stato un po' mutilato, ma ho apprezzato l'idea di un "narratore inaffidabile" che da spettatore di qualcosa di strano diventa carnefice. C'era forse più potenzialità di creare inquietudine nella conversazione tra le due ragazze, ma anche così il testo tiene alta la tensione fino alla fine. Non male.

Buon proseguimento!

Avatar utente
angelo.frascella
Messaggi: 790

Re: Sottotetto

Messaggio#10 » giovedì 20 novembre 2025, 16:56

Ciao Ele.

Racconto semplice ma ben scritto, che fa del suo punto di forza lo stile coinvolgente e ricco di dettagli sensoriali, capaci di immergere subito il lettore nella narrazione, con un bel finale aperto e incerto (Giuly è davvero un’assassina o “qualcosa” la segue e ha agito al posto suo?).
Come già hanno notato altri, il racconto risente del passaggio troppo “forte” fra la prima e la seconda parte. Servirebbero alcuni elementi in più nella prima parte che possano giustificare il finale (per ora c’è solo la paura della botola e l’apparizione dell’ombra).
Inoltre, mi ha lasciato qualche dubbio la frase finale, con il PdV che improvvisamente diventa esterno e il cartello che cade: mi pare un dettaglio mutuato dalle scene di alcuni film e che poco aggiunge al racconto (avevamo già capito che eravamo in un reparto di psichiatria, quindi esplicitarlo è pleonastico).
Un paio di note sulla forma: la parola “umanoide”, che evoca sensazioni legate più alla fantascienza che all’horror, andrebbe sostituita con un termine o un giro di parole più immediato (anche qualcosa di semplice come una “sagoma vagamente umana”).
Attenta, inoltre, all’“annui” senza accento verso il finale.
Tutti comunque piccoli difetti legati alla natura di MC (spazio e tempo limitati, con la conseguenza che certi dettagli non si riescono a inserire).
Detto questo, un racconto che mi è piaciuto, quindi brava.

A rileggerci,
Angelo

Avatar utente
La Ele95
Messaggi: 59

Re: Sottotetto

Messaggio#11 » giovedì 20 novembre 2025, 17:22

angelo.frascella ha scritto:Ciao Ele.

Racconto semplice ma ben scritto, che fa del suo punto di forza lo stile coinvolgente e ricco di dettagli sensoriali, capaci di immergere subito il lettore nella narrazione, con un bel finale aperto e incerto (Giuly è davvero un’assassina o “qualcosa” la segue e ha agito al posto suo?).
Come già hanno notato altri, il racconto risente del passaggio troppo “forte” fra la prima e la seconda parte. Servirebbero alcuni elementi in più nella prima parte che possano giustificare il finale (per ora c’è solo la paura della botola e l’apparizione dell’ombra).
Inoltre, mi ha lasciato qualche dubbio la frase finale, con il PdV che improvvisamente diventa esterno e il cartello che cade: mi pare un dettaglio mutuato dalle scene di alcuni film e che poco aggiunge al racconto (avevamo già capito che eravamo in un reparto di psichiatria, quindi esplicitarlo è pleonastico).
Un paio di note sulla forma: la parola “umanoide”, che evoca sensazioni legate più alla fantascienza che all’horror, andrebbe sostituita con un termine o un giro di parole più immediato (anche qualcosa di semplice come una “sagoma vagamente umana”).
Attenta, inoltre, all’“annui” senza accento verso il finale.
Tutti comunque piccoli difetti legati alla natura di MC (spazio e tempo limitati, con la conseguenza che certi dettagli non si riescono a inserire).
Detto questo, un racconto che mi è piaciuto, quindi brava.

A rileggerci,
Angelo



Ciao Angelo!!
Ti ringrazio per i consigli di cui faró sicuramente tesoro. Hai ragione, la parola umanoide si addice ad un contesto piú fantascientifico che horror, ammetto di non averci riflettuto durante la stesura del racconto.
Volevo che fosse chiaro il fatto che Giulia fosse ricoverata in questo tipo di struttura ma lasciare il dubbio su ció che è realmente successo: Giulia soffre di schizofrenia e ha ucciso l'amica durante un attacco maniacale o davvero l'amica è stata uccisa da una presenza soprannaturale?
Grazie ancora e buona serata!
Elena.B

Avatar utente
angelo.frascella
Messaggi: 790

Re: Sottotetto

Messaggio#12 » venerdì 21 novembre 2025, 10:02

La Ele95 ha scritto:Volevo che fosse chiaro il fatto che Giulia fosse ricoverata in questo tipo di struttura ma lasciare il dubbio su ció che è realmente successo: Giulia soffre di schizofrenia e ha ucciso l'amica durante un attacco maniacale o davvero l'amica è stata uccisa da una presenza soprannaturale?


Ciao Ele.

Quindi il vento della scena finale voleva suggerire la possibile presenza di una presenza soprannaturale: questo conferma la forte influenza cinematografica su quel finale. Mi richiama infatti molte scene finali di film (o anche serie), però mi sembra meno efficace su carta perché il solo vento che non basta a suggerire una presenza "senziente" (o almeno io non lo avevo associato, anche se dal resto del testo l'ambiguità mi era chiara), cosa che invece funziona su su schermo.
Siamo tutti fruitori di racconti per immagini e spesso questo influenza la scrittura (quante volte notiamo che un romanzo è scritto con stile cinematografico o è pronto per la trasposizione in un film?) e tutti mettiamo nella nostra scrittura approcci derivati più dai film che dai libri.
Questo a volte può arricchire la scrittura e portarla a volte in direzioni diverse da quelle tradizionali, ma in generale vale la pena riflettere su come potremmo evocare quella sensazione, idea o immagine in modo più adatto alla parola scritta.

Ciao e a presto

Avatar utente
AndreaCrevola
Messaggi: 230

Re: Sottotetto

Messaggio#13 » venerdì 21 novembre 2025, 11:19

Ciao Ele, piacere di averti letto. Ti scrivo i miei pareri, che vogliono essere soltanto costruttivi.

Una donna trentenne si reca a casa di un’amica per aiutarla in un lavoro nel sottotetto. La protagonista ha qualche timore. Il pathos iniziale è introdotto con il dettaglio del sospiro e con i gesti un po’ ansiosi della protagonista. Il paragrafo che inizia con “Un semplice messaggio” è un riassunto che la protagonista fa del suo passato. Poteva forse essere reso meno “raccontato”, sfruttando il messaggio dell’amica.

Segue l’incontro con l’amica, si bevono una tisana e poi vanno nel sottotetto (ho trovato poco ragionevole che ci vadano di sera…). Nel mentre, la protagonista ha una seconda allucinazione. In questa parte centrale hai - a mio personale avviso - indugiato un po’ su dettagli forse poco necessari (il gusto della tisana, il colore del divano): non dico che siano errati di per sé, ma stonano un po’ con il resto della narrazione. Anche qui, potevi inserirli nel “mostrato”. Per esempio, potevi comunicare il gusto attraverso il dialogo.

Dopo lo stacco, ci spostiamo in un ospedale. Racconti, a cose fatte, che deve essere successo un incidente all’amica (probabilmente morta). Ci lasci un po’ in sospeso, nel merito: cosa è accaduto davvero? E poi i nonni non proteggevano Giulia? Se la proteggevano, cosa ha fatto l’amica per farli arrabbiare?

Nel dialogo tra maresciallo e madre, andrei a capo dopo “il maresciallo”. Rende più chiaro chi dice cosa.

L’ultima frase è un po’ manieristica e chiude la vicenda senza dare risposte. Mi avrebbe intrigato, per esempio, se anche la madre avesse visto i fantasmi dei nonni :-) oppure se ci fosse stato un piccolo colpo di scena.

Avatar utente
La Ele95
Messaggi: 59

Re: Sottotetto

Messaggio#14 » venerdì 21 novembre 2025, 14:57

angelo.frascella ha scritto:
La Ele95 ha scritto:Volevo che fosse chiaro il fatto che Giulia fosse ricoverata in questo tipo di struttura ma lasciare il dubbio su ció che è realmente successo: Giulia soffre di schizofrenia e ha ucciso l'amica durante un attacco maniacale o davvero l'amica è stata uccisa da una presenza soprannaturale?


Ciao Ele.

Quindi il vento della scena finale voleva suggerire la possibile presenza di una presenza soprannaturale: questo conferma la forte influenza cinematografica su quel finale. Mi richiama infatti molte scene finali di film (o anche serie), però mi sembra meno efficace su carta perché il solo vento che non basta a suggerire una presenza "senziente" (o almeno io non lo avevo associato, anche se dal resto del testo l'ambiguità mi era chiara), cosa che invece funziona su su schermo.
Siamo tutti fruitori di racconti per immagini e spesso questo influenza la scrittura (quante volte notiamo che un romanzo è scritto con stile cinematografico o è pronto per la trasposizione in un film?) e tutti mettiamo nella nostra scrittura approcci derivati più dai film che dai libri.
Questo a volte può arricchire la scrittura e portarla a volte in direzioni diverse da quelle tradizionali, ma in generale vale la pena riflettere su come potremmo evocare quella sensazione, idea o immagine in modo più adatto alla parola scritta.

Ciao e a presto



No, no aspetta! Il vento io l'ho pensato semplicemente come vento. Volevo inserire il dettaglio del cartello per far capire che la ragazza fosse in clinica psichiatrica. Da qualche parte doveva esserci scritto "psichiatria" e ho pensato di inserirlo così.
Perdonami se non sono stata chiara nel mio commento precedente :)
Elena.B

alexandra.fischer
Messaggi: 3245

Re: Sottotetto

Messaggio#15 » venerdì 21 novembre 2025, 15:18

Tema centrato. Storia molto ben congegnata nelle descrizioni e nelle ambientazioni. Elisa ha una casa nuova, con un sottotetto da sistemare. Bella l’idea dell’ombra umanoide, che Giulia ritiene sia lo spettro dei nonni.
Non mostri il delitto, ma nei dialoghi compare. Forse è accaduto per via dei troppi film horror visti al liceo con l’amica? Interessante il riferimento a Psichiatria.

Layla
Messaggi: 41

Re: Sottotetto

Messaggio#16 » sabato 22 novembre 2025, 12:20

La Ele95 ha scritto:Un sospiro. Due. Tre.
Prese in mano il telefono e lo rigirò tra le mani un paio di volte mentre guardava fuori dal finestrino dell'auto: era ferma davanti al cancello di casa della sua vecchia amica del liceo, i vetri che iniziavano ad appannarsi.
Abbassò lo sguardò verso il cellulare e sbloccò lo schermo: apparve la foto che Elisa le aveva mandato qualche giorno prima dalla sua nuova casa. Un soffitto bianco, appena riverniciato, e una botola. La botola del sottotetto.
-Giuly sono qui da settembre, la casa è ufficialmente mia da un anno, e non ci sono mai salita. Devo dare l'antitarlo sulle travi in legno. Hai voglia di venire a farmi compagnia?-
Un semplice messaggio: entrambe erano state traumatizzate da quattordicenni da numerosi film horror visti il sabato sera al cinema. Ora erano entrambe trentenni con la propria vita, il proprio lavoro e i propri interessi. Era così sciocco avere ancora paura di un sottotetto.
Socchiuse gli occhi e prese di scatto la borsa dal sedile del passeggero. Aprì la portiera e si diresse verso il cancelletto. Le parve di intravedere una figura umanoide allontanarsi dal suo campo visivo ma probabilmente era solo una di quelle ombre che ultimamente le sembrava di vedere con la coda dell'occhio per poi sparire nel nulla. "Probabilmente sono i miei nonni che mi proteggono da lassù” si ripeteva Giulia sempre più spesso.
La serata, tra chiacchiere e vecchi ricordi passò in fretta.
“Leli…” disse timorosa Giulia dopo aver bevuto un sorso di tisana alla camomilla e zenzero “Temi che ci sia qualcosa lassù?”
“Ne vuoi ancora un po'? Così la finiamo e posso mettere a lavare la teiera…”
“Elisa…”
“Non so a cosa ti riferisca. Ho semplicemente paura di cadere da quella scaletta infernale. È già un programma riuscire a tirarla giù”
L'ennesimo sospiro di Giulia della serata. Un sibilo seguito da un leggero fischiettio la fece voltare di colpo. Dietro di lei solo l'ampia sala con il divano color petrolio dell'amica.
“Giuly stai bene? Sembri irrequieta. Ma che hai?”
“Nulla…sarà la stanchezza. A volte sento…cose. Forse è il caso che ci muoviamo, vediamo come è messo questo sottotetto”.

“Mamma, mi devi credere. Ti prego. Sono stati i nonni. Io…io non c'entro nulla. Era la mia migliore amica. Ti prego, mamma!”
“Ti credo Giuly, ti credo. Adesso ascoltami però, devi riposare. Devi prendere le medicine che ti hanno dato i dottori e cercare di dormire, ok?”
Quando la signora Grigori lasciò la stanza numero 19 della figlia, il pianto isterico si diffondeva per tutto il corridoio.
“Continua con la tesi dei nonni?” le chiese il maresciallo. Lei annuì. “Non possiamo continuare a credere che delle ombre abbiano rotto l’osso del collo ad una ragazza di trent’anni”.
La signora Grigori lo sapeva. Abbassò lo sguardo, annui un’altra volta e si voltò verso l'uscita del padiglione ospedaliero.
Un vento gelido soffiava dalle montagne appena innevate e il cartello “Psichiatria” sull'uscio scivolò per terra appena i due visitatori si chiusero la porta alle spalle.


Ciao Ele,
Il racconto costruisce una buona atmosfera di inquietudine fin dall’inizio e usa bene la botola, le ombre e i ricordi dei film horror come semi narrativi. Il salto improvviso dall’appartamento all’ospedale psichiatrico crea un vuoto angosciante che il lettore riempie con supposizioni, incastrate nell’ambiguità tra realtà e delirio. L’unico punto che, a mio avviso, potrebbe essere rafforzato per togliere un po' di ambiguità al finale senza dire troppo è quello centrale, nella casa. Se i nonni hanno ucciso l'amica (come Giuly sostiene) ma sono anche i suoi angeli custodi, forse si potrebbe lasciar intuire un antico attrito tra Giuly ed Elisa che Giuly pensa di aver superato. Non so, forse potrebbe essere una soluzione.
Qui le ombre del passato sono i traumi, le superstizioni e le paure infantili che la protagonista non ha mai davvero lasciato andare.

Avatar utente
Manuel Marinari
Messaggi: 356

Re: Sottotetto

Messaggio#17 » martedì 25 novembre 2025, 10:17

Ciao La Ele, piacere di averti letto.
Storia che si costruisce sul piano di ambiguità tra reale e allucinatorio. Sono i racconti che preferisco. In tre ore di tempo è complicato riuscire a far tornare tutto perfettamente ed è molto importante la composizione delle frasi: per risparmiare caratteri, soprattutto.
Credo che le prime 9 righe potevano essere condensate: il testo del messaggio più breve (si capisce che la stesse invitando, dettagli come che la casa è sua da settembre non mi pare sia un elemento necessario, nè che la casa sia sua da un anno) Ci sono altri dettagli che secondo me sono superflui nel complesso della narrazione, per esempio il colore del divano del salotto della sua amica, o il sapore della camomilla.
Il modo in cui entra la figura umanoide poteva essere gestito diversamente. Umanoide lascia ben poco come visione al lettore: osa di più con l'immaginazione. Si tratta di un'allucinazione, accentuala, gioca con la stranezza, descrivi movimenti, braccia allungate, suoni, o qualsiasi altra cosa ti passi per la mente. L'apparizione è un punto cruciale, deve far rabbrividire, soprattutto perchè il finale si conclude nel reparto psichiatrico. Quindi l'ombra deve (quasi) apparire reale. La frase, il suo pensiero dopo aver visto l'ombra, la toglierei. Arriva a freddo, ammorbidisce l'angoscia e rimette la narrazione su un piano di normalità. Invece quella sensazione deve durare fino alla fine. Il lettore deve chiedersi: ma allora, era o no un'allucinazione? Il protagonista non deve rassicurarsi in questo momento della trama.
Il finale lo avrei reso diverso (ma questo ovviamente è soggettivo). Sarei rimasto sul personaggio, non sulla mamma. E avrei fatto di nuovo apparire l'ombra e l'avrei mostrata ancora meglio. Considera che questo è il parere di chi legge e scrive molta roba weird :D
Alla prossima.
Manuel Marinari

Avatar utente
Luca Moggia
Messaggi: 248

Re: Sottotetto

Messaggio#18 » martedì 25 novembre 2025, 17:39

Ciao Ele,

piacere di leggerti in questa Edizione speciale di Minuti Contati!

Penso che Sottotetto sia un buon racconto sotto diversi punti di vista.
I dialoghi sono ben resi né artificiosi né banali, ma verosimili al punto giusto. Secondo me funzionano perché dalle battute emerge bene l’emotività dei personaggi e quindi la complicità fra la protagonista e la sua amica del liceo, la paura di Giulia in ospedale e la tristezza della madre.

La tensione che si crea nella lettura è buona, specie per un racconto dell’orrore, che mira a generare una forte aspettativa nel lettore. Le due semine sulla presenza nella botola sono ben piazzate.

Ci sono due punti secondo me migliorabili e dovuti, immagino, al poco tempo e al poco spazio.
Il primo è la presenza di diversi refusi e ripetizioni, a cui solitamente non bado granché.
Qui però mi sono saltati all’occhio, segno che hanno un discreto impatto.
L’altra questione, dovuta allo spazio, è il taglio di scena che hai scelto prima del finale. Penso che mostrare (e direi che tu hai scelto uno stile di questo tipo), richieda molte più parole perciò in tremila caratteri può essere una buona idea tagliare le scene. Resta comunque il fatto che venire a sapere della morte di Elisa invece di leggerla in scena toglie forza all’evento.
D’altra parte, poiché nel finale Elisa è ricoverata in psichiatria si può dubitare della sua ricostruzione e, in questo senso, il non aver visto quello che è accaduto è coerente con l’intento di lasciare il lettore nel dubbio.

Un’ultima piccolezza stilistica: la prima frase, con ritmo così serrato, suggerisce velocità e affanno più che l’idea di un sospiro.

Tema assolutamente centrato.

In bocca al lupo per l’Edizione e a rileggerci!

Luca
"A volte, impazzire è una risposta appropriata alla realtà" - Philip K. Dick

Avatar utente
Andrea Furlan
Messaggi: 580

Re: Sottotetto

Messaggio#19 » mercoledì 26 novembre 2025, 0:37

Ciao Ele,
in questo racconto ho trovato molto buona la suspense e l’atmosfera, che riesci a creare con poche parole. Personalmente ho difficoltà a inserire questo tipo di tensione nei miei scritti, quindi decisamente un punto a favore. D’altra parte, sono stato un po’ confuso sulle apparizioni – nonni: immagino che tu abbia voluto declinarle in questo modo per rispettare il tema, ma ho trovato questo aspetto un po’ forzato: avrei usato meglio le semine per dare anche più forza al finale, magari pensaci per una possibile revisione. Proprio la frase finale mi suona un po’ “deus ex machina” per chiudere con un cliffhanger – colpo di scena cinematografico non perfettamente riuscito. In sintesi, non male l’idea e davvero buona la tensione, ma l’aspetto fondamentale del motore della storia va rivisto. Peccato per il taglio dei caratteri che ha probabilmente causato problemi.

Avatar utente
IL GLADIATORE
Messaggi: 164

Re: Sottotetto

Messaggio#20 » giovedì 4 dicembre 2025, 23:06

Ciao Elena, un vero piacere leggerti.
Ho apprezzato molto il tuo racconto perché, e parto dal finale, ho sempre adorato le storie che lasciano la possibilità al lettore di interpretare il sottotesto (probabilmente chiuso nel sottotetto :P) e riempire il vuoto di un salto temporale con le supposizioni comunque suggerite dall'autore con la semina di dettagli ed elementi vari. Tu in questo sei stata molto brava. Mi piace come hai gestito la suspence e anche lo stile non rallenta mai la storia. Occhi ai refusi perché quelli sì che un po' disturbano. Un pollice appena sotto al quasi su. Brava!

Torna a “194° Edizione - Three Champions Special Two Days Edition”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite