Quella fu la risposta di Emiliano Maramonte
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Quella fu la risposta di Emiliano Maramonte
«Entri, prof, non c’è più tempo, gli uomini dei Servizi saranno qui tra poco» la incalzò Enrico Matteucci, sbattendo la porta dietro di lei.
«Se è uno scherzo, ti faccio saltare la sessione di laurea» ribatté seccata Rossella Roman. «Di quali Servizi parli?»
Enrico tirò fuori una borsa gonfia e logora da una vecchia cassapanca e gliela porse. «La prenda. Qui dentro ci sono previsioni per i prossimi dieci anni. La custodisca, per favore. La nasconda bene. Ucciderebbero per averla. Mi fido di lei. Solo lei può capire.»
Ora Rossella era seriamente preoccupata. «Matteucci, dimmi che sta succedendo.»
Lo studente allampanato si passò una mano tra i capelli radi e trasse un profondo respiro. «Ho scoperto che è possibile prevedere il futuro. Tutti gli avvenimenti del mondo sono concatenati e quando sta per accadere qualcosa di grosso, qua e là emergono segni premonitori. Io riesco a percepirli e a vedere il disegno generale.»
Nella mente di Rossella sbocciarono mille domande. «Segni premonitori? Non capisco.»
Enrico si spostò alla finestra, sbirciò dalla tendina e, senza voltarsi, rispose: «Guardando la televisione o un video su Youtube, seguendo un telegiornale, leggendo un quotidiano… ci sono sbavature nella realtà, una miriade di minuscole coincidenze che, messe insieme, definiscono un quadro più ampio. È come per un terremoto: esistono sempre piccoli segnali prima della scossa principale…»
«Ammettiamo che questa… teoria sia vera, cosa starebbe per accadere?» domandò Rossella stringendosi la borsa al petto.
«Un risveglio. Una mutazione globale. Secondo la mia ultima analisi, è imminente» rispose cupo lo studente. Poi si ritrasse dalla finestra, spaventato. «Eccoli. Stanno arrivando. Se ne deve andare, prof. Esca dal retro. Subito!»
«Vieni con me» lo esortò Rossella.
«Esca ora!»
Decise di obbedire. Uscì di soppiatto e si rifugiò nella sua macchina, a distanza di sicurezza. Tre uomini vestiti di nero sfondarono la porta ed entrarono.
Al riparo dell’abitacolo, aprì la borsa e tirò fuori uno dei quaderni, che aveva la copertina sgualcita. Quali terribili segreti conteneva? Le mani le tremavano mentre sfogliava le pagine. Le predizioni erano ordinate con una precisione ossessiva: date, riferimenti geografici, annotazioni sui probabili avvenimenti, tutto riferito a eventi già accaduti. Tutto innegabilmente vero. Quando raggiunse l’ultima pagina, il fiato le si mozzò in gola. C’era una sola frase, scritta con la grafia tesa di Enrico:
“E dopo l’avvertimento, sarà lei a vedere l’inizio.”
Alzò lentamente lo sguardo verso la casa di Enrico. L’auto cominciò a oscillare come se l’onda d’urto di un’esplosione stesse deformando l’asfalto. Rossella trattenne a stento un grido. Dal centro della città proruppe un rombo profondo, cupo, innaturale, come il ruggito di qualcosa che si stava svegliando dopo millenni d’attesa.
«Inizio di cosa?» sussurrò, più a sé stessa che al mondo.
Il cielo cambiò colore. Quella fu la risposta.
«Se è uno scherzo, ti faccio saltare la sessione di laurea» ribatté seccata Rossella Roman. «Di quali Servizi parli?»
Enrico tirò fuori una borsa gonfia e logora da una vecchia cassapanca e gliela porse. «La prenda. Qui dentro ci sono previsioni per i prossimi dieci anni. La custodisca, per favore. La nasconda bene. Ucciderebbero per averla. Mi fido di lei. Solo lei può capire.»
Ora Rossella era seriamente preoccupata. «Matteucci, dimmi che sta succedendo.»
Lo studente allampanato si passò una mano tra i capelli radi e trasse un profondo respiro. «Ho scoperto che è possibile prevedere il futuro. Tutti gli avvenimenti del mondo sono concatenati e quando sta per accadere qualcosa di grosso, qua e là emergono segni premonitori. Io riesco a percepirli e a vedere il disegno generale.»
Nella mente di Rossella sbocciarono mille domande. «Segni premonitori? Non capisco.»
Enrico si spostò alla finestra, sbirciò dalla tendina e, senza voltarsi, rispose: «Guardando la televisione o un video su Youtube, seguendo un telegiornale, leggendo un quotidiano… ci sono sbavature nella realtà, una miriade di minuscole coincidenze che, messe insieme, definiscono un quadro più ampio. È come per un terremoto: esistono sempre piccoli segnali prima della scossa principale…»
«Ammettiamo che questa… teoria sia vera, cosa starebbe per accadere?» domandò Rossella stringendosi la borsa al petto.
«Un risveglio. Una mutazione globale. Secondo la mia ultima analisi, è imminente» rispose cupo lo studente. Poi si ritrasse dalla finestra, spaventato. «Eccoli. Stanno arrivando. Se ne deve andare, prof. Esca dal retro. Subito!»
«Vieni con me» lo esortò Rossella.
«Esca ora!»
Decise di obbedire. Uscì di soppiatto e si rifugiò nella sua macchina, a distanza di sicurezza. Tre uomini vestiti di nero sfondarono la porta ed entrarono.
Al riparo dell’abitacolo, aprì la borsa e tirò fuori uno dei quaderni, che aveva la copertina sgualcita. Quali terribili segreti conteneva? Le mani le tremavano mentre sfogliava le pagine. Le predizioni erano ordinate con una precisione ossessiva: date, riferimenti geografici, annotazioni sui probabili avvenimenti, tutto riferito a eventi già accaduti. Tutto innegabilmente vero. Quando raggiunse l’ultima pagina, il fiato le si mozzò in gola. C’era una sola frase, scritta con la grafia tesa di Enrico:
“E dopo l’avvertimento, sarà lei a vedere l’inizio.”
Alzò lentamente lo sguardo verso la casa di Enrico. L’auto cominciò a oscillare come se l’onda d’urto di un’esplosione stesse deformando l’asfalto. Rossella trattenne a stento un grido. Dal centro della città proruppe un rombo profondo, cupo, innaturale, come il ruggito di qualcosa che si stava svegliando dopo millenni d’attesa.
«Inizio di cosa?» sussurrò, più a sé stessa che al mondo.
Il cielo cambiò colore. Quella fu la risposta.
Re: Quella fu la risposta di Emiliano Maramonte
Ciao Emiliano! Tutto ok con i caratteri e il tempo, buona THREE CHAMPION SPECIAL TWO DAYS EDITION!
Ps: ti ricordo che domani non potrai postare un secondo racconto e che pubblicherò i gruppi nella giornata di mercoledì.
Ps: ti ricordo che domani non potrai postare un secondo racconto e che pubblicherò i gruppi nella giornata di mercoledì.
- Emiliano Maramonte
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Re: Quella fu la risposta di Emiliano Maramonte
Ciao, Antico. Sono felice di aver postato il racconto. Stavo quasi per saltare questa edizione, ma il richiamo di MC è stato fortissimo!
Buon lavoro e in bocca al lupo a tutte/i!
Buon lavoro e in bocca al lupo a tutte/i!
Re: Quella fu la risposta di Emiliano Maramonte
Ciao Emiliano,
hai scelto un genere che mi è congeniale, adoro il fantasy e la fantascienza per cui il racconto mi è piaciuto molto. Ottimo incipit che catapulta il lettore nel momento clou dove avviene tutto. Questo racconto a mio avviso soffre i limiti imposti dal contest proprio perché al lettore verrebbe voglia di saperne di più: sta per avvenire una mutazione globale e il cielo che cambia di colore è solo l’inizio. Però, più che ombre dal passato, mi verrebbe da pensare a ombre che provengono dal futuro, perché si tratta appunto di predizioni su fatti che devono ancora accadere. Oppure, e qui ci potrebbe stare, il tema lo ritroviamo nell’essere millenario che si sta svegliando. Da verificare con il tuo e gli altri commenti.
hai scelto un genere che mi è congeniale, adoro il fantasy e la fantascienza per cui il racconto mi è piaciuto molto. Ottimo incipit che catapulta il lettore nel momento clou dove avviene tutto. Questo racconto a mio avviso soffre i limiti imposti dal contest proprio perché al lettore verrebbe voglia di saperne di più: sta per avvenire una mutazione globale e il cielo che cambia di colore è solo l’inizio. Però, più che ombre dal passato, mi verrebbe da pensare a ombre che provengono dal futuro, perché si tratta appunto di predizioni su fatti che devono ancora accadere. Oppure, e qui ci potrebbe stare, il tema lo ritroviamo nell’essere millenario che si sta svegliando. Da verificare con il tuo e gli altri commenti.
- Emiliano Maramonte
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Re: Quella fu la risposta di Emiliano Maramonte
Ciao Angela.
Grazie per il commento positivo, felice che il racconto ti sia piaciuto.
Tengo a precisare, per sgombrare il campo da ulteriori fraintendimenti, che il mio racconto deve seguire il tema della prima serata, ossia "Echi del futuro".
Purtroppo nei 3000 caratteri ho dovuto farci stare un po' tutto.
Buona Edition e sempre a disposizione per altri chiarimenti!
Emiliano.
Grazie per il commento positivo, felice che il racconto ti sia piaciuto.
Tengo a precisare, per sgombrare il campo da ulteriori fraintendimenti, che il mio racconto deve seguire il tema della prima serata, ossia "Echi del futuro".
Purtroppo nei 3000 caratteri ho dovuto farci stare un po' tutto.
Buona Edition e sempre a disposizione per altri chiarimenti!
Emiliano.
Re: Quella fu la risposta di Emiliano Maramonte
Hai perfettamente ragione, ero convinta di dover commentare solo i racconti della mia sessione. Sorry per l'errore. Tutto ok con il tuo racconto :)
Re: Quella fu la risposta di Emiliano Maramonte
Ciao Emiliano, ecco il mio commento.
Molto interessante la suspence da thriller sovrannaturale, con la scoperta del protagonista che può mettere in pericolo chiunque ci entri in contatto. Ma che anche può essere la chiave della salvezza dell'umanità.
Purtroppo trovo che questa impostazione rimanga parzialmente in superficie, lasciando troppe domande aperte e finendo per risultare un po' inconcludente. I personaggi hanno qualcosa di stereotipico, fin troppo vicini ai canoni della serie tv americana.
Buon proseguimento con l'edizione.
Molto interessante la suspence da thriller sovrannaturale, con la scoperta del protagonista che può mettere in pericolo chiunque ci entri in contatto. Ma che anche può essere la chiave della salvezza dell'umanità.
Purtroppo trovo che questa impostazione rimanga parzialmente in superficie, lasciando troppe domande aperte e finendo per risultare un po' inconcludente. I personaggi hanno qualcosa di stereotipico, fin troppo vicini ai canoni della serie tv americana.
Buon proseguimento con l'edizione.
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alexandra.fischer
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Re: Quella fu la risposta di Emiliano Maramonte
Tema centrato. Enrico ha quaderni profetici e ne parla con la sua docente universitaria. Bello il paragone notizie-scosse telluriche che portano al sisma. Bello anche il colpo di scena degli uomini in nero. Ancora di più la città che si deforma, con il cielo che cambia colore. E dietro a tutto questo ci sono gli uomini in nero.
Si tratta di un’ottima prova.
Si tratta di un’ottima prova.
Re: Quella fu la risposta di Emiliano Maramonte
Emiliano Maramonte ha scritto:«Entri, prof, non c’è più tempo, gli uomini dei Servizi saranno qui tra poco» la incalzò Enrico Matteucci, sbattendo la porta dietro di lei.
«Se è uno scherzo, ti faccio saltare la sessione di laurea» ribatté seccata Rossella Roman. «Di quali Servizi parli?»
Enrico tirò fuori una borsa gonfia e logora da una vecchia cassapanca e gliela porse. «La prenda. Qui dentro ci sono previsioni per i prossimi dieci anni. La custodisca, per favore. La nasconda bene. Ucciderebbero per averla. Mi fido di lei. Solo lei può capire.»
Ora Rossella era seriamente preoccupata. «Matteucci, dimmi che sta succedendo.»
Lo studente allampanato si passò una mano tra i capelli radi e trasse un profondo respiro. «Ho scoperto che è possibile prevedere il futuro. Tutti gli avvenimenti del mondo sono concatenati e quando sta per accadere qualcosa di grosso, qua e là emergono segni premonitori. Io riesco a percepirli e a vedere il disegno generale.»
Nella mente di Rossella sbocciarono mille domande. «Segni premonitori? Non capisco.»
Enrico si spostò alla finestra, sbirciò dalla tendina e, senza voltarsi, rispose: «Guardando la televisione o un video su Youtube, seguendo un telegiornale, leggendo un quotidiano… ci sono sbavature nella realtà, una miriade di minuscole coincidenze che, messe insieme, definiscono un quadro più ampio. È come per un terremoto: esistono sempre piccoli segnali prima della scossa principale…»
«Ammettiamo che questa… teoria sia vera, cosa starebbe per accadere?» domandò Rossella stringendosi la borsa al petto.
«Un risveglio. Una mutazione globale. Secondo la mia ultima analisi, è imminente» rispose cupo lo studente. Poi si ritrasse dalla finestra, spaventato. «Eccoli. Stanno arrivando. Se ne deve andare, prof. Esca dal retro. Subito!»
«Vieni con me» lo esortò Rossella.
«Esca ora!»
Decise di obbedire. Uscì di soppiatto e si rifugiò nella sua macchina, a distanza di sicurezza. Tre uomini vestiti di nero sfondarono la porta ed entrarono.
Al riparo dell’abitacolo, aprì la borsa e tirò fuori uno dei quaderni, che aveva la copertina sgualcita. Quali terribili segreti conteneva? Le mani le tremavano mentre sfogliava le pagine. Le predizioni erano ordinate con una precisione ossessiva: date, riferimenti geografici, annotazioni sui probabili avvenimenti, tutto riferito a eventi già accaduti. Tutto innegabilmente vero. Quando raggiunse l’ultima pagina, il fiato le si mozzò in gola. C’era una sola frase, scritta con la grafia tesa di Enrico:
“E dopo l’avvertimento, sarà lei a vedere l’inizio.”
Alzò lentamente lo sguardo verso la casa di Enrico. L’auto cominciò a oscillare come se l’onda d’urto di un’esplosione stesse deformando l’asfalto. Rossella trattenne a stento un grido. Dal centro della città proruppe un rombo profondo, cupo, innaturale, come il ruggito di qualcosa che si stava svegliando dopo millenni d’attesa.
«Inizio di cosa?» sussurrò, più a sé stessa che al mondo.
Il cielo cambiò colore. Quella fu la risposta.
Ciao Emiliano,
il racconto scorre bene e si legge con piacere: l’idea dei “segni premonitori” funziona e la costruzione è chiara. Funziona soprattutto nei dettagli che rendono credibile l’urgenza di Enrico e nell’atmosfera che riesci a costruire senza appesantire. La frase “dopo l’avvertimento, sarà lei a vedere l’inizio” è, secondo me, il cuore emotivo e concettuale del racconto. È dove si rivela che Enrico non sta semplicemente consegnando una cartella perché venga nascosta ma sta compiendo un passaggio di testimone. Gli echi del futuro, nel tuo racconto, sono le micro-distorsioni della realtà che preannunciano il risveglio di qualcosa di più grande, e che solo una mente ossessiva come quella di Enrico riesce a decifrare. È un’intuizione che lavora sul limite tra paranoia e rivelazione.
Ti dico però una cosa con totale sincerità: la trama segue alcuni canoni molto familiari al genere, quelli tipici delle storie su complotti e presagi. È un terreno solido, certo, ma forse proprio per questo - e perché si vede che sei bravo - mi sarebbe piaciuto vedere un twist più personale, un racconto ancora più potente e distintivo.
- Emiliano Maramonte
- Messaggi: 1310
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Re: Quella fu la risposta di Emiliano Maramonte
AlbertoM ha scritto:Ciao Emiliano, ecco il mio commento.
Molto interessante la suspence da thriller sovrannaturale, con la scoperta del protagonista che può mettere in pericolo chiunque ci entri in contatto. Ma che anche può essere la chiave della salvezza dell'umanità.
Purtroppo trovo che questa impostazione rimanga parzialmente in superficie, lasciando troppe domande aperte e finendo per risultare un po' inconcludente. I personaggi hanno qualcosa di stereotipico, fin troppo vicini ai canoni della serie tv americana.
Buon proseguimento con l'edizione.
Ciao Alberto!
Grazie per la valutazione. Devo essere sincero: mi sono innamorato dello spunto centrale della storia, ma ho curato di meno l'impostazione stereotipata. Forse, ormai, gli stilemi americani sono penetrati talmente in profondità dentro di noi, che li riproponiamo senza accorgercene.
Buona Edition!
- angelo.frascella
- Messaggi: 790
Re: Quella fu la risposta di Emiliano Maramonte
Ciao Emiliano.
Racconto interessante che però soffre dell’essere compresso in 3000 caratteri, quando avrebbe bisogno di molto più spazio. La sensazione nel leggerlo è quella di guardare una scena a velocità tripla. Tutto accade in modo troppo rapido: il ragazzo che arriva e dice alla professoressa che può prevedere il futuro, e lei ci crede senza battere ciglio, nonostante lui sembri un complottista. Subito lo segue all’esterno e, dopo un istante, arriva la catastrofe.
Dovresti prenderti il tempo di sviluppare tutto con calma, magari evitando i cliché, come gli uomini in nero. Secondo me otterresti un buon racconto lungo.
Buono il finale alla Lovecraft, ma qualche indizio in più su cosa sta succedendo mi sarebbe piaciuto.
A rileggerci,
Angelo
Racconto interessante che però soffre dell’essere compresso in 3000 caratteri, quando avrebbe bisogno di molto più spazio. La sensazione nel leggerlo è quella di guardare una scena a velocità tripla. Tutto accade in modo troppo rapido: il ragazzo che arriva e dice alla professoressa che può prevedere il futuro, e lei ci crede senza battere ciglio, nonostante lui sembri un complottista. Subito lo segue all’esterno e, dopo un istante, arriva la catastrofe.
Dovresti prenderti il tempo di sviluppare tutto con calma, magari evitando i cliché, come gli uomini in nero. Secondo me otterresti un buon racconto lungo.
Buono il finale alla Lovecraft, ma qualche indizio in più su cosa sta succedendo mi sarebbe piaciuto.
A rileggerci,
Angelo
- Luca Moggia
- Messaggi: 248
Re: Quella fu la risposta di Emiliano Maramonte
Ciao Emiliano, piacere di ritrovarti nell’Arena!
il racconto contiene un’idea con un buon potenziale: una catastrofe in arrivo e qualcuno che ha scoperto il suo approssimarsi. Interessante anche il fatto che l’abbia scoperto analizzando dettagli quotidiani quasi invisibili che “parlano” solo se letti nella giusta chiave. Questi dettagli sono elencati senza specificarli ma in 3.000 caratteri non c’è decisamente posto per evidenziarli più di tanto.
Mi è piaciuta la scelta di collocare il racconto negli attimi prima dell'inizio della catastrofe perché la cosa genera tensione e aumenta la voglia di sapere cosa succederà alla fine.
Altro aspetto positivo è la chiarezza della vicenda che si segue bene dall'inizio alla fine senza bisogno di riletture.
Però a mio parere il finale non rende giustizia alle premesse. Nell'ultima scena ero in linea con la protagonista e come lei volevo sapere cosa stesse per succedere ma ciò che arriva è una risposta – non risposta. E’ questo l’elemento che a mio parere toglie più forza al finale.
Rossella percepisce suoni minacciosi ma nulla di “visibile” che esca dal centro della città. Il ruggito farebbe pensare, forse, a un mostro preistorico.
Anche la chiusa finale (il cielo che cambia colore) non aggiunge informazioni ed è un elemento neutro che non mi fa capire cosa stia per succedere.
Non che i finali debbano per forza spiegare qualcosa ma, in questo caso, visto che il racconto prometteva lo svelamento di un mistero (o almeno così l'ho vissuto io), penso che il non trovare la risposta possa essere un problema.
Detto questo, spero che le osservazioni ti siano utili e, per il resto, buona Edition!
Luca
il racconto contiene un’idea con un buon potenziale: una catastrofe in arrivo e qualcuno che ha scoperto il suo approssimarsi. Interessante anche il fatto che l’abbia scoperto analizzando dettagli quotidiani quasi invisibili che “parlano” solo se letti nella giusta chiave. Questi dettagli sono elencati senza specificarli ma in 3.000 caratteri non c’è decisamente posto per evidenziarli più di tanto.
Mi è piaciuta la scelta di collocare il racconto negli attimi prima dell'inizio della catastrofe perché la cosa genera tensione e aumenta la voglia di sapere cosa succederà alla fine.
Altro aspetto positivo è la chiarezza della vicenda che si segue bene dall'inizio alla fine senza bisogno di riletture.
Però a mio parere il finale non rende giustizia alle premesse. Nell'ultima scena ero in linea con la protagonista e come lei volevo sapere cosa stesse per succedere ma ciò che arriva è una risposta – non risposta. E’ questo l’elemento che a mio parere toglie più forza al finale.
Rossella percepisce suoni minacciosi ma nulla di “visibile” che esca dal centro della città. Il ruggito farebbe pensare, forse, a un mostro preistorico.
Anche la chiusa finale (il cielo che cambia colore) non aggiunge informazioni ed è un elemento neutro che non mi fa capire cosa stia per succedere.
Non che i finali debbano per forza spiegare qualcosa ma, in questo caso, visto che il racconto prometteva lo svelamento di un mistero (o almeno così l'ho vissuto io), penso che il non trovare la risposta possa essere un problema.
Detto questo, spero che le osservazioni ti siano utili e, per il resto, buona Edition!
Luca
"A volte, impazzire è una risposta appropriata alla realtà" - Philip K. Dick
- Emiliano Maramonte
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Re: Quella fu la risposta di Emiliano Maramonte
alexandra.fischer ha scritto:Tema centrato. Enrico ha quaderni profetici e ne parla con la sua docente universitaria. Bello il paragone notizie-scosse telluriche che portano al sisma. Bello anche il colpo di scena degli uomini in nero. Ancora di più la città che si deforma, con il cielo che cambia colore. E dietro a tutto questo ci sono gli uomini in nero.
Si tratta di un’ottima prova.
Ciao Alexandra! Grazie per il tempo che mi hai dedicato.
Sono contento che tu abbia apprezzato il racconto.
Buona gara!
- Emiliano Maramonte
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Re: Quella fu la risposta di Emiliano Maramonte
Layla ha scritto:Emiliano Maramonte ha scritto:«Entri, prof, non c’è più tempo, gli uomini dei Servizi saranno qui tra poco» la incalzò Enrico Matteucci, sbattendo la porta dietro di lei.
«Se è uno scherzo, ti faccio saltare la sessione di laurea» ribatté seccata Rossella Roman. «Di quali Servizi parli?»
Enrico tirò fuori una borsa gonfia e logora da una vecchia cassapanca e gliela porse. «La prenda. Qui dentro ci sono previsioni per i prossimi dieci anni. La custodisca, per favore. La nasconda bene. Ucciderebbero per averla. Mi fido di lei. Solo lei può capire.»
Ora Rossella era seriamente preoccupata. «Matteucci, dimmi che sta succedendo.»
Lo studente allampanato si passò una mano tra i capelli radi e trasse un profondo respiro. «Ho scoperto che è possibile prevedere il futuro. Tutti gli avvenimenti del mondo sono concatenati e quando sta per accadere qualcosa di grosso, qua e là emergono segni premonitori. Io riesco a percepirli e a vedere il disegno generale.»
Nella mente di Rossella sbocciarono mille domande. «Segni premonitori? Non capisco.»
Enrico si spostò alla finestra, sbirciò dalla tendina e, senza voltarsi, rispose: «Guardando la televisione o un video su Youtube, seguendo un telegiornale, leggendo un quotidiano… ci sono sbavature nella realtà, una miriade di minuscole coincidenze che, messe insieme, definiscono un quadro più ampio. È come per un terremoto: esistono sempre piccoli segnali prima della scossa principale…»
«Ammettiamo che questa… teoria sia vera, cosa starebbe per accadere?» domandò Rossella stringendosi la borsa al petto.
«Un risveglio. Una mutazione globale. Secondo la mia ultima analisi, è imminente» rispose cupo lo studente. Poi si ritrasse dalla finestra, spaventato. «Eccoli. Stanno arrivando. Se ne deve andare, prof. Esca dal retro. Subito!»
«Vieni con me» lo esortò Rossella.
«Esca ora!»
Decise di obbedire. Uscì di soppiatto e si rifugiò nella sua macchina, a distanza di sicurezza. Tre uomini vestiti di nero sfondarono la porta ed entrarono.
Al riparo dell’abitacolo, aprì la borsa e tirò fuori uno dei quaderni, che aveva la copertina sgualcita. Quali terribili segreti conteneva? Le mani le tremavano mentre sfogliava le pagine. Le predizioni erano ordinate con una precisione ossessiva: date, riferimenti geografici, annotazioni sui probabili avvenimenti, tutto riferito a eventi già accaduti. Tutto innegabilmente vero. Quando raggiunse l’ultima pagina, il fiato le si mozzò in gola. C’era una sola frase, scritta con la grafia tesa di Enrico:
“E dopo l’avvertimento, sarà lei a vedere l’inizio.”
Alzò lentamente lo sguardo verso la casa di Enrico. L’auto cominciò a oscillare come se l’onda d’urto di un’esplosione stesse deformando l’asfalto. Rossella trattenne a stento un grido. Dal centro della città proruppe un rombo profondo, cupo, innaturale, come il ruggito di qualcosa che si stava svegliando dopo millenni d’attesa.
«Inizio di cosa?» sussurrò, più a sé stessa che al mondo.
Il cielo cambiò colore. Quella fu la risposta.
Ciao Emiliano,
il racconto scorre bene e si legge con piacere: l’idea dei “segni premonitori” funziona e la costruzione è chiara. Funziona soprattutto nei dettagli che rendono credibile l’urgenza di Enrico e nell’atmosfera che riesci a costruire senza appesantire. La frase “dopo l’avvertimento, sarà lei a vedere l’inizio” è, secondo me, il cuore emotivo e concettuale del racconto. È dove si rivela che Enrico non sta semplicemente consegnando una cartella perché venga nascosta ma sta compiendo un passaggio di testimone. Gli echi del futuro, nel tuo racconto, sono le micro-distorsioni della realtà che preannunciano il risveglio di qualcosa di più grande, e che solo una mente ossessiva come quella di Enrico riesce a decifrare. È un’intuizione che lavora sul limite tra paranoia e rivelazione.
Ti dico però una cosa con totale sincerità: la trama segue alcuni canoni molto familiari al genere, quelli tipici delle storie su complotti e presagi. È un terreno solido, certo, ma forse proprio per questo - e perché si vede che sei bravo - mi sarebbe piaciuto vedere un twist più personale, un racconto ancora più potente e distintivo.
Ciao Maria Grazia!
Sono contento che, in qualche modo, tu abbia apprezzato il racconto. E grazie per la sincerità. A questo punto, visto che me lo hai confermato anche tu, è ormai evidente che la trama ha il limite dello stereotipo. Se mai dovessi metterci mano per una storia più ampia, proverò a dare un guizzo di originalità!
Buona gara!
- Emiliano Maramonte
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Re: Quella fu la risposta di Emiliano Maramonte
angelo.frascella ha scritto:Ciao Emiliano.
Racconto interessante che però soffre dell’essere compresso in 3000 caratteri, quando avrebbe bisogno di molto più spazio. La sensazione nel leggerlo è quella di guardare una scena a velocità tripla. Tutto accade in modo troppo rapido: il ragazzo che arriva e dice alla professoressa che può prevedere il futuro, e lei ci crede senza battere ciglio, nonostante lui sembri un complottista. Subito lo segue all’esterno e, dopo un istante, arriva la catastrofe.
Dovresti prenderti il tempo di sviluppare tutto con calma, magari evitando i cliché, come gli uomini in nero. Secondo me otterresti un buon racconto lungo.
Buono il finale alla Lovecraft, ma qualche indizio in più su cosa sta succedendo mi sarebbe piaciuto.
A rileggerci,
Angelo
Ciao Angelo!
Mi fa sempre molto piacere ricevere tue valutazioni!
Sai, da un paio di Ere, qui a MC, sto soffrendo di una fastidiosa sindrome: mi vengono idee molto "espanse", più adatte a romanzi e racconti lunghi che a pezzi brevi, e faccio una fatica del diavolo a comprimerle, sfoltirle... Vabbe', mi è andata male anche questa volta. Grazie per il tempo che mi hai dedicato.
Buona gara!
- Emiliano Maramonte
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Re: Quella fu la risposta di Emiliano Maramonte
Luca Moggia ha scritto:Ciao Emiliano, piacere di ritrovarti nell’Arena!
il racconto contiene un’idea con un buon potenziale: una catastrofe in arrivo e qualcuno che ha scoperto il suo approssimarsi. Interessante anche il fatto che l’abbia scoperto analizzando dettagli quotidiani quasi invisibili che “parlano” solo se letti nella giusta chiave. Questi dettagli sono elencati senza specificarli ma in 3.000 caratteri non c’è decisamente posto per evidenziarli più di tanto.
Mi è piaciuta la scelta di collocare il racconto negli attimi prima dell'inizio della catastrofe perché la cosa genera tensione e aumenta la voglia di sapere cosa succederà alla fine.
Altro aspetto positivo è la chiarezza della vicenda che si segue bene dall'inizio alla fine senza bisogno di riletture.
Però a mio parere il finale non rende giustizia alle premesse. Nell'ultima scena ero in linea con la protagonista e come lei volevo sapere cosa stesse per succedere ma ciò che arriva è una risposta – non risposta. E’ questo l’elemento che a mio parere toglie più forza al finale.
Rossella percepisce suoni minacciosi ma nulla di “visibile” che esca dal centro della città. Il ruggito farebbe pensare, forse, a un mostro preistorico.
Anche la chiusa finale (il cielo che cambia colore) non aggiunge informazioni ed è un elemento neutro che non mi fa capire cosa stia per succedere.
Non che i finali debbano per forza spiegare qualcosa ma, in questo caso, visto che il racconto prometteva lo svelamento di un mistero (o almeno così l'ho vissuto io), penso che il non trovare la risposta possa essere un problema.
Detto questo, spero che le osservazioni ti siano utili e, per il resto, buona Edition!
Luca
Ciao Luca!
Grazie per il tempo che mi hai dedicato. Certo che mi sei stato utile!!! Effettivamente una riga in più nel finale avrebbe (forse) dato all'intero racconto un sapore diverso e un impatto maggiore. Ma, come ben sai, MC è diabolico per questo!!
Grazie per gli apprezzamenti.
Buona gara!!
- Andrea Furlan
- Messaggi: 580
Re: Quella fu la risposta di Emiliano Maramonte
Ciao Emiliano,
MC riparte e tu cominci subito con una perla da finale. Il tuo racconto mi ha risvegliato una serie lunghissima di atmosfere, da Dottor Who, a L'esercito delle 12 scimmie, all'Incendiaria di King, ai film Kaiju giapponesi. Il tutto costruito ad arte, con semine e indizi giusti. Ottima la spiegazione delle previsioni, che dà un senso di plausibilità alla storia e anche la frase che segna il centro del racconto. Il finale è magistrale, semplice ed efficace, dove l'unico elemento sovrannaturale si concretizza nel cambio di colore del cielo.
Personalmente non ho trovato fastidioso appoggiarsi a storie "classiche" per questa ambientazione come ti hanno osservato altri: in pochi caratteri le storie pregresse aiutano a risparmiare spazio e chiudere l'arco narrativo senza dover spiegare troppo. Bisogna però essere in grado di gestirle bene, come hai fatto tu. Complimenti!
MC riparte e tu cominci subito con una perla da finale. Il tuo racconto mi ha risvegliato una serie lunghissima di atmosfere, da Dottor Who, a L'esercito delle 12 scimmie, all'Incendiaria di King, ai film Kaiju giapponesi. Il tutto costruito ad arte, con semine e indizi giusti. Ottima la spiegazione delle previsioni, che dà un senso di plausibilità alla storia e anche la frase che segna il centro del racconto. Il finale è magistrale, semplice ed efficace, dove l'unico elemento sovrannaturale si concretizza nel cambio di colore del cielo.
Personalmente non ho trovato fastidioso appoggiarsi a storie "classiche" per questa ambientazione come ti hanno osservato altri: in pochi caratteri le storie pregresse aiutano a risparmiare spazio e chiudere l'arco narrativo senza dover spiegare troppo. Bisogna però essere in grado di gestirle bene, come hai fatto tu. Complimenti!
- angelo.frascella
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Re: Quella fu la risposta di Emiliano Maramonte
Emiliano Maramonte ha scritto:Ciao Angelo!
Mi fa sempre molto piacere ricevere tue valutazioni!
Sai, da un paio di Ere, qui a MC, sto soffrendo di una fastidiosa sindrome: mi vengono idee molto "espanse", più adatte a romanzi e racconti lunghi che a pezzi brevi, e faccio una fatica del diavolo a comprimerle, sfoltirle... Vabbe', mi è andata male anche questa volta. Grazie per il tempo che mi hai dedicato.
Buona gara!
Ciao Emiliano!
Ti capisco, a me capita spessissimo di trovarmi a comprimere un'idea troppo complessa in un racconto di MC (soprattutto nelle edizioni con meno caratteri a disposizione).
In ogni caso la qualità della tua scrittura è sempre buona, si tratta solo di dare un po' più di spazio alle idee (poi tu sei bravissimo a capitalizzare il lavoro fatto in MC per trasformarle in racconti più lunghi ;)
- Emiliano Maramonte
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Re: Quella fu la risposta di Emiliano Maramonte
Andrea Furlan ha scritto:Ciao Emiliano,
MC riparte e tu cominci subito con una perla da finale. Il tuo racconto mi ha risvegliato una serie lunghissima di atmosfere, da Dottor Who, a L'esercito delle 12 scimmie, all'Incendiaria di King, ai film Kaiju giapponesi. Il tutto costruito ad arte, con semine e indizi giusti. Ottima la spiegazione delle previsioni, che dà un senso di plausibilità alla storia e anche la frase che segna il centro del racconto. Il finale è magistrale, semplice ed efficace, dove l'unico elemento sovrannaturale si concretizza nel cambio di colore del cielo.
Personalmente non ho trovato fastidioso appoggiarsi a storie "classiche" per questa ambientazione come ti hanno osservato altri: in pochi caratteri le storie pregresse aiutano a risparmiare spazio e chiudere l'arco narrativo senza dover spiegare troppo. Bisogna però essere in grado di gestirle bene, come hai fatto tu. Complimenti!
Ciao Andrea, bentrovato in questa insolita Edition?
Be', sono commosso. Grazie per le bellissime parole. Sono stracontento che il racconto ti sia piaciuto.
Buona gara!
Emiliano
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Re: Quella fu la risposta di Emiliano Maramonte
angelo.frascella ha scritto:Emiliano Maramonte ha scritto:Ciao Angelo!
Mi fa sempre molto piacere ricevere tue valutazioni!
Sai, da un paio di Ere, qui a MC, sto soffrendo di una fastidiosa sindrome: mi vengono idee molto "espanse", più adatte a romanzi e racconti lunghi che a pezzi brevi, e faccio una fatica del diavolo a comprimerle, sfoltirle... Vabbe', mi è andata male anche questa volta. Grazie per il tempo che mi hai dedicato.
Buona gara!
Ciao Emiliano!
Ti capisco, a me capita spessissimo di trovarmi a comprimere un'idea troppo complessa in un racconto di MC (soprattutto nelle edizioni con meno caratteri a disposizione).
In ogni caso la qualità della tua scrittura è sempre buona, si tratta solo di dare un po' più di spazio alle idee (poi tu sei bravissimo a capitalizzare il lavoro fatto in MC per trasformarle in racconti più lunghi ;)
Che dire di più? Grazie di cuore e stima ricambiata!
- AndreaCrevola
- Messaggi: 230
Re: Quella fu la risposta di Emiliano Maramonte
Ciao Emiliano, piacere di averti letto. Ti scrivo i miei pareri, che vogliono essere soltanto costruttivi.
Il racconto mostra l’incontro tra uno studente e una professoressa. Il primo rivela di aver scoperto qualcosa rispetto al futuro e lo confida alla seconda perché sa che presto qualcuno interverrà per metterlo a tacere. Lo scambio riesce, ma nel finale ha inizio la “profezia” dello studente.
Messi da parte il limite di caratteri e il breve tempo a disposizione, la scena principale è ben raccontata nella sua concitazione. Il che giustifica anche l’assenza di qualche particolare che avrebbe aiutato meglio a comprendere meglio la rivelazione che ci si deve aspettare. Si fa riferimento a una “mutazione globale”: leggendo la prima parte avevo inteso che quel “globale” riguardasse il genere umano, ma nel finale sembra più riferito a un evento “lovecraftiano”.
Il racconto è incentrato sulla trama e - forse sempre per via della concitazione di tutta la prima parte - dell’interiorità dei personaggi emerge poco. Non è necessariamente un difetto, in questo contesto.
Alcuni dettagli mi sono sembrati un po’ stereotipati (lo studente allampanato, gli uomini in nero).
Chiarirei meglio l’ambientazione: considerando i personaggi, me li sono immaginati in una Università (in tal caso, la cassapanca come elemento di arredamento mi stona), ma non ho elementi chiari dal testo per esserne certo.
Il racconto mostra l’incontro tra uno studente e una professoressa. Il primo rivela di aver scoperto qualcosa rispetto al futuro e lo confida alla seconda perché sa che presto qualcuno interverrà per metterlo a tacere. Lo scambio riesce, ma nel finale ha inizio la “profezia” dello studente.
Messi da parte il limite di caratteri e il breve tempo a disposizione, la scena principale è ben raccontata nella sua concitazione. Il che giustifica anche l’assenza di qualche particolare che avrebbe aiutato meglio a comprendere meglio la rivelazione che ci si deve aspettare. Si fa riferimento a una “mutazione globale”: leggendo la prima parte avevo inteso che quel “globale” riguardasse il genere umano, ma nel finale sembra più riferito a un evento “lovecraftiano”.
Il racconto è incentrato sulla trama e - forse sempre per via della concitazione di tutta la prima parte - dell’interiorità dei personaggi emerge poco. Non è necessariamente un difetto, in questo contesto.
Alcuni dettagli mi sono sembrati un po’ stereotipati (lo studente allampanato, gli uomini in nero).
Chiarirei meglio l’ambientazione: considerando i personaggi, me li sono immaginati in una Università (in tal caso, la cassapanca come elemento di arredamento mi stona), ma non ho elementi chiari dal testo per esserne certo.
- IL GLADIATORE
- Messaggi: 164
Re: Quella fu la risposta di Emiliano Maramonte
Ciao Emiliano, leggerti è sempre un piacere e scoprire che hai sempre idee notevoli che riesci a esporre con il tuo solito stile ben curato e scorrevole, lo è ancora di più. Questo racconto soffre dell'eccessiva compressione e dell'insufficienza di indzi e dettagli che permettano di collocare il tutto su una base più solida. Purtroppo tu meglio di chiunque altro, come frequentatore nobile di MC, sai che sapersi espandere senza sforare è fondamentale. Il racconto è molto buono a per i motivi evidenziati la valutazione non va oltre un pollice tendente al positivo in modo brillante ma poco solido.
- BruceLagogrigio
- Messaggi: 514
Re: Quella fu la risposta di Emiliano Maramonte
Ciao Emiliano, sono passato per una lettura.
Ti dico, mi è piaciuto il ritmo che hai creato. Hai costruito una bellissima tensione che salta fuori dalla pagina.
Però, a mio avviso, ci sono dei punti deboli a livello di trama.
Per prima cosa: non capisco perché lo studente abbia scelto proprio quell'insegnante per la rivelazione. Oltretutto, lo chiama per cognome, quindi non sembra esserci molta confidenza fra i due, e non ci sono altri riferimenti a un loro rapporto particolare. L'insegnante sembra accettare anche troppo di buon grado quelle che potrebbero essere viste come "visioni" di un soggetto borderline.
La catastrofe poi non è molto chiara: direi che c'erano troppe cose per i 3000 caratteri.
Per il resto, come detto, stile sempre ottimo.
Ah, se vuoi passare a leggere il mio "Disastro", visto che parlo di universo, mi farebbe piacere ricevere anche una tua valutazione!
Alla prossima.
Bruce!
Ti dico, mi è piaciuto il ritmo che hai creato. Hai costruito una bellissima tensione che salta fuori dalla pagina.
Però, a mio avviso, ci sono dei punti deboli a livello di trama.
Per prima cosa: non capisco perché lo studente abbia scelto proprio quell'insegnante per la rivelazione. Oltretutto, lo chiama per cognome, quindi non sembra esserci molta confidenza fra i due, e non ci sono altri riferimenti a un loro rapporto particolare. L'insegnante sembra accettare anche troppo di buon grado quelle che potrebbero essere viste come "visioni" di un soggetto borderline.
La catastrofe poi non è molto chiara: direi che c'erano troppe cose per i 3000 caratteri.
Per il resto, come detto, stile sempre ottimo.
Ah, se vuoi passare a leggere il mio "Disastro", visto che parlo di universo, mi farebbe piacere ricevere anche una tua valutazione!
Alla prossima.
Bruce!
L'uomo prudente, con una frase elegante, si cava fuori da ogni garbuglio, e sa usar la lingua con la leggerezza di una piuma. Umberto Eco
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