I COMMENTI DI CARLO VICENZI (con link alla news di chiusura)

Apppuntamento fissato per le 21.00 di lunedì 19 gennaio con un tema di Carlo Vicenzi per la grande apertura del 2026 di Minuti Contati!
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I COMMENTI DI CARLO VICENZI (con link alla news di chiusura)

Messaggio#1 » mercoledì 11 febbraio 2026, 15:57

QUI TROVATE LA NEWS CON LA CLASSIFICA FINALE

Commento generale finale di Carlo Vicenzi
A parte pochissimi, tutti i racconti sono in prima persona e al presente. Al di là delle preferenze personali, mi rendo conto che a oggi sia una scelta molto di moda nella narrativa, dato che romance e romantasy sono i generi che vanno per la maggiore e sono molto spesso scritti così. Al contempo molte scuole di scrittura promuovono questa scelta, sotto la bandiera dell’immersività. Il risultato, purtroppo, è che questo crea un’uniformità dello stile che finisce per spogliare chi scrive della propria identità, della propria voce. E sono queste le due cose più importanti in assoluto, in un mondo saturo come quello odierno, per potersi distinguere.

I COMMENTI

Il pianeta dell’amore eterno
Testo un po’ appesantito in alcuni punti, ci ho messo qualche riga a capire che era in prima persona. Apprezzato la parte emotiva, anche se il il protagonista pare assorbire concetti in contrasto con la sua cultura in modo un po’ troppo immediato. Capisco però che sia dovuto al ristretto spazio con cui si lavora.

La soffietta di nonna
Capisco l’intento di voler mostrare il lutto dal punto di vista infantile, ma è un po’ troppo distaccato e non mi porta l’emotività che credo avesse voluto raggiungere l’autrice.

Il nascondiglio
Qualche ripetizione, che in alcuni punti può pure fare da rafforzativo, ma andrebbe gestito un po’ meglio, così come la punteggiatura. In generale però non male, soprattutto la chiusura.

Dove il fuoco non arriva
La scena dovrebbe essere concitata e rapida, ma i periodi lunghi rovinano un po’ l’effetto. Accorciandoli e concentrandosi più sulle sensazioni immediate si otterrebbe un impatto maggiore in una storia che ha già di per sé un buon fattore emotivo.

Povero nonno
Carina l’idea del nonno mummificato per la pensione (deduco) ma si capisce praticamente all’istante, vanificando la rivelazione finale. Viene anche da domandarsi però chi abbia chiamato la polizia, dato che gli unici a saperlo erano loro tre…

Non fare rumore
Un’idea piuttosto classica, che potrebbe esprimere di più il proprio potenziale sfoltendo il testo e alleggerendolo. Per fare un esempio immediato: “dalla cucina arriva un rumore che fa crash”, lo si può snellire in: “un CRASH arriva dalla cucina” senza perdere la caratterizzazione infantile del pdv.

Per quando sarai grande
Un giusto impatto emotivo, buon ritmo. Qualche incertezza nelle similitudini ma la cosa non pregiudica l’effetto che ha sul lettore, a mio parere.

Ciao, bello!
Buona l’idea di base che rispecchia un po’ “The statement of Randolph Carter” di Lovecraft, come anche il ritmo, ma la narrazione indiretta e la prosa in alcuni punti un po’ troppo barocca vanno a minare l’effetto orrorifico. A mio parere avrebbe funzionato meglio se in soffitta ci fosse andato il protagonista, in modo da far vivere le vicende in modo diretto a chi legge.

NeuroAttic
Molto simile a un concept delle prime stagioni di Black Mirror. L’esecuzione non è affatto male, ma avrei preferito accorciare un po’ nella parte iniziale per dare più spazio alla rivelazione sul finale, prendendosi un po’ di spazio per descrivere ciò che vede nei dati del fratello.

Protocollo domestico
Nonostante non trovi nulla da criticare nella forma, il contenuto, evidentemente metaforico ed evocativo, rischia di essere troppo surrealista e scadere. A meno di non essere amanti di surrealismo o realismo magico, per l’appunto.

COSA CI PASSA PER LA TESTA, A FAUSTONE?
Forse presa un po’ troppo alla larga, usando come “soffitta” la testa del protagonista. Però efficace la forma di narrazione scelta. Con una limata ai pezzi più “as you know” funzionerebbe ancora meglio.

Zoe
Idea di base buona, come la realizzazione. C’è però da lavorare sui dialoghi perché non suonano naturali.



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