[PROMOSSO IN VETRINA] La Porta nel Muro - Dalla Oriana Ramunno Edition

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MatteoMantoani
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[PROMOSSO IN VETRINA] La Porta nel Muro - Dalla Oriana Ramunno Edition

Messaggio#1 » mercoledì 5 maggio 2021, 19:21

Cari amici di penna, il mio racconto "La Porta nel Muro", della Orianna Ramunno Edition, ha incontrato un discreto successo, nonostante le evidenti mancanze e i molti punti di miglioramento che mi avete fatto notare.
Di quel racconto mi avete segnalato soprattutto:

1) La strutturazione frammentata non proprio ben riuscita
2) La gestione temporale dei pezzi non chiara e non funzionale allo sviluppo della storia
3) La scarsa evoluzione del personaggio principale
4) La scarsa empatia suscitata dai personaggi della bambina e di Flora
5) La scarsa evoluzione oltre l'ambientazione di base
6) Il finale tronco

Insomma, a mio parere troppi difetti per lasciare il lavoro incompiuto dato che, allo stesso tempo, sono anche molto affezionato all'idea di base di questo racconto.
Per questo motivo, faccio il mio primo ingresso qui in Laboratorio in qualità di scrittore e non di commentatore, e posto una riedizione di quello stesso racconto, cui ho cercato di porre rimedio agli aspetti che mi avete segnalato a seguito della lettura della prima bozza.
Chiedo a chi avrà la buon'anima di aiutarmi coi suoi commenti, la massima severità e la gentilezza di farmi notare i punti che sono ancora da migliorare, anche dopo questa riscrittura.
Vi ringrazio di cuore in anticipo per tutto il vostro aiuto, e a presto a rileggerci in questi meravigliosi lidi.



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MatteoMantoani
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Re: La Porta nel Muro - Dalla Oriana Ramunno Edition

Messaggio#2 » mercoledì 5 maggio 2021, 19:23

La folla mi schiaccia, mi opprime, mi soffoca. Facce lunghe, scure, con occhi allucinati, si stringono intorno a me e mi trasportano con loro. Mi trascinano via.
Spingo via coi gomiti i corpi che mi stanno accalcati. Gli sguardi sono su di me: tutti mi scrutano, mi toccano.
«Chi siete, cosa volete?»
Uno mi ride in faccia, una donna appoggia le guance ricoperte di lacrime sul mio petto. La scanso.
Ho la gola secca, il fiato che non esce. Spingo, strattono. Urlo. Nessun mi ascolta.
Un uomo vestito di bianco, vecchio e con la barba lunga, mi sorride. Mi prende per mano e mi trascina via.
Sa nuotare in questo mare, il vecchio. Si fa strada tra macigni umani, ci si infila come l’acqua tra le rocce. La sua mano rugosa mi stritola il palmo, non mi molla mai. Avanziamo, la folla si dirada: quei pochi rimasti siedono a gambe incrociate a fissare qualcosa di fronte a loro. C’è chi piange, chi prega, chi lancia lamenti che fanno allentare le viscere.
Cosa guardano?
Mi volto: un muro di mattoni occupa l’orizzonte, un’enorme porta dagli stipiti neri come l’inferno ha una scritta sull’architrave:

ENTRA E SARAI GIUDICATO.

Lettere di fuoco, che mi fanno saltare il cuore alla testa. Cado in ginocchio.
Oddio. Oddio.
L’uomo in bianco mi arpiona la clavicola, il suo fiato sul mio orecchio è caldo. «Fa paura a tutti, la prima volta, tranquillo.»
I denti mi scricchiolano nelle gengive. «Sono morto?»
«Sì, figliolo.» Mi tocca la spalla. «Sì.»

***

Qua, così vicino alla porta, siamo in pochi. Quasi tutti stanno alla larga, da quel muro. E non posso biasimarli. È come un occhio che ti guarda nell’anima, che ride di te, e allo stesso tempo ti invita a entrare.
L’occhio che tutto vede.
Ricordo la mia vita: non ero un santo, certo, ma merito l’inferno?
No, certo che no. E chi se lo merita?
Ma la domanda giusta è: Dio la penserà come me?
L'uomo in bianco, che si fa chiamare Caronte, alza un braccio e chiama a sé gli altri Cercatori. Forse stanno programmando una nuova scorreria nelle retrofile. Più li osservo andare e tornare con anime fresche a cui rivelano la vera natura di questo luogo, più desidero essere uno di loro. Voglio anch’io aiutare i poveracci che arrivano qui e scappano urlando, mettendosi a bestemmiare e a strapparsi i capelli... oppure sedermi accanto a chi, come me, rimane a fissare questi mattoni di merda, con quella scritta che rivolta lo stomaco.
Il cielo è plumbeo, qui, nell’aldilà. Il suolo è grigio e ricoperto di ghiaia. Mi viene voglia di scavare, di provare a tornare sulla Terra per avvertire i miei figli e dire loro che le storielle che raccontano i preti sono vere: c’è qualcosa, dopo la morte. Preparatevi, comportatevi bene. Così vorrei dire.
Ma non posso.

***

La donna urla e si dimena. «Non è vero, non è vero!»
Devo tenerla forte per farla stare in piedi. «Non scappare, affronta la morte: sei qui ormai.»
Le prendo una mano, mi guarda con occhi supplicanti, tristi. Com’è bella, mi ricorda mia moglie: ci somiglia anche, un poco. «Stai calma. Ci siamo qui noi.»
Le indico gli altri cercatori. Caronte ci fissa coi suoi occhi antichi, neri come il vuoto siderale. La donna si accascia al suolo, la bocca appoggiata sulle ginocchia, e le pupille inchiodate alla porta.
Mi siedo accanto a lei, le sfioro i capelli. Mi lascia fare. I suoi ricci mi carezzano il palmo. «Come ti chiami?»
La sua voce trema. «Flora.»

***

Flora siede di fronte alla porta da giorni. Non è la sola, sono molte le anime che brulicano intorno alla luce come mosche, rimanendo a debita distanza per non bruciarsi. «Che c’è dall’altra parte?»
Caronte, alla mia destra, si schiarisce la gola. «Sai leggere, no?»
Sbuffo, quell’uomo a volte è un vero stronzo.
Uno dei nostri compagni ha portato una bambina. La piccola piange, si copre gli occhi con le manine, è spaventata. Dio lo sa di sicuro, quanto soffre: quello sa tutto, no?
Flora la fissa con i suoi occhi umidi, contornati di rosso a causa degli innumerevoli pianti. Allunga la mano verso la bambina, le sistema il vestitino. La piccola inizia a frignare. Caronte sospira. «Basta adesso.» Indica la porta.
Il cercatore stringe le spalle della bimba e la spinge in avanti.
Lei va.
Flora ha la bocca spalancata. «Ma, dove sta andando?»
Mi siedo accanto a lei. «Sta a guardare.»
I battenti si aprono, una luce accecante ci fa chiudere gli occhi. Quando li riapriamo la porta è chiusa e la bimba non c’è più.
Sorrido e guardo Flora. «Se non si salvano i bambini, chi mai potrà?»
Lei guarda basso, e mi afferra la mano. La stringe. Passo il pollice sul rilievo delle sue nocche. Mio Dio, quant’è che non mi sentivo così?

***

Flora mi stringe a sé e mi bacia, il suo alito sa di menta. Un angelo così, non può meritare l’inferno.
Sussurro. «Resta con me.» La porta è di fronte a noi, la scritta di fuoco mi brucia il cuore. «Non andare. Ho bisogno di te.»
I suoi occhi sono tristi. «Non ne posso più di aspettare.»
«Puoi, resta con me.»
Scuote la testa, mi accarezza una guancia. «Vieni con me.»
La luce ci avvolge, gli occhi mi bruciano. La mano di Flora mi tira in avanti. Mi tremano le gambe. Sparisce oltre la soglia, non molla la presa.
La lascio andare con uno strattone. La porta si richiude. Le lettere di merda ardono, ridono di me.
Scoppio in lacrime. Mi faccio schifo.
Caronte mi si avvicina, mi prende per un braccio e mi costringe ad alzarmi. Mi poggia le mani sulle spalle, allarga gli angoli della bocca. «Sei uno dei nostri, non dimenticarlo mai.»
Il cuore mi batte forte, scuoto la testa.
Do una manata ai polsi del vecchio. «Non mi freghi più, fanculo.»
Respiro. Il cuore mi scoppia in petto. Mi volto verso la porta, i battenti si aprono. Caronte si fa da parte, si allontana e mi lascia solo.
Sono solo, come quando sono morto, in un letto d’ospedale, senza nessuno.
Un passo avanti.
Forse è questa la vera morte, il momento in cui passo la soglia.
Cammino: lo sto per incontrare, Lui, il Principale, l’Architetto di questo orrendo limbo. A lui la parola, adesso.
Miserere.

***

«Non c'è alcun Paradiso, e nessun Inferno... Cos'è, uno scherzo?»
«Io non scherzo mai. Comunque, l'Inferno esiste.»
«E… non ci devo andare, vero?»
«Non hai capito niente. A ogni uomo ho dato l’ago di una bussola, per sondare il proprio cuore.»
«Una bussola?»
«Non puoi mentire a te stesso. Puoi?»
«Non comprendo.»
«Il Bene e il Male. Tu da che parte stai?»
«Io sto dalla parte del Bene!»
«Lo so, per questo sei qui. Ma chi non è in pace, qui non ci entrerà mai.»
«Ora capisco. L'Inferno è quello qui fuori, con le anime che attendono in eterno, schiacciate dal peso di loro stesse.»
«Esatto, l'Inferno esiste quando non si ha il coraggio di guardare nel proprio cuore.»
«Cosa mi accadrà ora?»
«Prendi la mia mano, i tuoi occhi sono i miei, io e te siamo uno. Ora ammira, ecco il nostro Regno!»
Ultima modifica di MatteoMantoani il lunedì 31 maggio 2021, 22:46, modificato 7 volte in totale.

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GiulianoCannoletta
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Re: La Porta nel Muro - Dalla Oriana Ramunno Edition

Messaggio#3 » venerdì 7 maggio 2021, 15:27

Ciao Matteo! È un piacere trovarci qui e poterci commentare, se non sbaglio negli ultimi mesi siamo finiti sempre nello stesso girone!
Il racconto lo avevo già letto e ti dico subito che sono di parte perché nel nostro girone era quello che mi aveva colpito di più. Questa nuova versione mi sembra anche più completa ed equilibrata, per cui molte delle mie osservazioni si limitano a semplici dettagli.

MatteoMantoani ha scritto:Mi premo contro i corpi accalcati. Gli sguardi sono su di me: tutti mi scrutano, mi toccano.

In una scena molto vivida, quel “mi premo” è stata l'unica parola che non mi sono immediatamente figurato. Ho provato a pensare ad alternative ancora più dettagliate tipo “spingo coi gomiti” o “punto i piedi”.
Ho notato poi che nel testo usi spesso i due punti, quando si potrebbe usare il punto e spezzare la frase. Io li detesto, mi danno l'impressione di una spiegazione al lettore, ma è un gusto personale. :)

MatteoMantoani ha scritto: Quasi tutti stanno alla larga, da quel muro.

Leverei la virgola.

MatteoMantoani ha scritto:
L’uomo in bianco, che si fa chiamare Caronte, fa il cercatore: fa parte di un gruppo

Quel “che” e i due punti mi sanno di spiegazione al lettore, la vedrei più così: “L'uomo in bianco si fa chiamare Caronte. Fa il cercatore. Fa parte di un gruppo di buone anime...”

MatteoMantoani ha scritto:
Devo tenerla forte, per farla stare in piedi. la donna urla, si dimena: «Non è vero, non è vero!»

Questa la vedrei più così: “«Non è vero, non è vero!» La donna urla, si dimena. Devo tenerla forte per farla stare in piedi.” (battuta della donna, beat che la identifica e completa l'azione e reazione del personaggio).

MatteoMantoani ha scritto:
Flora siede di fronte alla porta da giorni, fa parte di quel gruppo di anime che volano intorno alla luce come mosche, rimanendo a debita distanza per non bruciarsi.

Anche qui sembra un po' spiegata. Potrebbe essere così: "Flora siede di fronte alla porta da giorni. Non è la sola, sono molte le anime che volano intorno alla luce come mosche..."

Sul finale sono un po' indeciso. I finali aperti nei racconti brevi non mi dispiacciono, anche se il tuo forse era troppo tronco. In questo però mi sembra ci sia un cambio di mood eccessivo, le prime battute son o quasi ironiche rispetto a un racconto che ha mantenuto un'atmosfera drammatica per tutto il tempo. Avanzo un paio di ipotesi:
-Terminare il racconto con lui che varca la soglia, senza spiegare l'oltre. Ma si perderebbe la spiegazione, molto bella, sul limbo che è già di per sé un inferno.
-Abbreviare lo scambio di battute, mantenendone comunque il senso, e magari lasciando più aperto il discorso sulla natura del paradiso («Sarai una parte di me: parte attiva, non passiva com’eri prima.» mi sembra una spiegazione un po' buttata lì, in chiusura, forse meglio rimanere sul vago).

Queste le mie osservazioni, spero di esserti stato utile!
A rileggerci presto,
Giuliano
“Uno scrittore argentino che ama molto la boxe mi diceva che in quella lotta che si instaura fra un testo appassionante e il suo lettore, il romanzo vince sempre ai punti, mentre il racconto deve vincere per knock out.”
Julio Cortázar

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MatteoMantoani
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Re: La Porta nel Muro - Dalla Oriana Ramunno Edition

Messaggio#4 » venerdì 7 maggio 2021, 19:31

GiulianoCannoletta ha scritto:Ciao Matteo! È un piacere trovarci qui e poterci commentare, se non sbaglio negli ultimi mesi siamo finiti sempre nello stesso girone!
Il racconto lo avevo già letto e ti dico subito che sono di parte perché nel nostro girone era quello che mi aveva colpito di più. Questa nuova versione mi sembra anche più completa ed equilibrata, per cui molte delle mie osservazioni si limitano a semplici dettagli.

Ehi Giuliano! Sì è vero, anche questo mese eravamo insieme e, mannaggia :), il tuo racconto era ottimo, e commovente. Prima posizione meritatissima. Mi state facendo ragionare sull'importanza di approfondire temi incentrati sulla famiglia e sull'attualità, cose che spesso e volentieri non approfondisco, e su cui ho deciso di lavorare. Vediamo se per le prossime edizioni riesco a tentare anch'io qualcosa in quella direzione..

MatteoMantoani ha scritto:Mi premo contro i corpi accalcati. Gli sguardi sono su di me: tutti mi scrutano, mi toccano.

In una scena molto vivida, quel “mi premo” è stata l'unica parola che non mi sono immediatamente figurato. Ho provato a pensare ad alternative ancora più dettagliate tipo “spingo coi gomiti” o “punto i piedi”.
Ho notato poi che nel testo usi spesso i due punti, quando si potrebbe usare il punto e spezzare la frase. Io li detesto, mi danno l'impressione di una spiegazione al lettore, ma è un gusto personale. :)

Ottimo punto. Corretto in: "Spingo via coi gomiti i corpi che mi stanno accalcati"
Sull'uso dei due punti, in effetti sono molto indeciso e sei la prima persona a farmelo notare. I due punti sono un mio tentativo di spezzare frasi lunghe, sollevando anche l'attenzione sul fatto che quello che segue è una diretta conseguenza di quello che ci sta prima. L'ho trovato in un paio di autori, anche famosi, ma forse ne abuso troppo.. grazie per l'osservazione, ci starò più attento.

MatteoMantoani ha scritto: Quasi tutti stanno alla larga, da quel muro.

Leverei la virgola.

Done!

MatteoMantoani ha scritto:
L’uomo in bianco, che si fa chiamare Caronte, fa il cercatore: fa parte di un gruppo

Quel “che” e i due punti mi sanno di spiegazione al lettore, la vedrei più così: “L'uomo in bianco si fa chiamare Caronte. Fa il cercatore. Fa parte di un gruppo di buone anime...”

Sono un po' contrario alle frasi troppo corte.. gusto personale, ma capisco quello che vuoi dire.
Cambiato in: "L'uomo in bianco si fa chiamare Caronte ed è il capo dei cercatori, un gruppo di buone anime che..."

MatteoMantoani ha scritto:
Devo tenerla forte, per farla stare in piedi. la donna urla, si dimena: «Non è vero, non è vero!»

Questa la vedrei più così: “«Non è vero, non è vero!» La donna urla, si dimena. Devo tenerla forte per farla stare in piedi.” (battuta della donna, beat che la identifica e completa l'azione e reazione del personaggio).

La mia intenzione era proprio introdurre il personaggio e fargli dire qualcosa, per dare subito al lettore la possibilità di figurarsi un personaggio e mettergli in bocca qualcosa. Messo come suggerisci tu, ho paura che complichi un po', perché quella battuta di dialogo deve rimanere in sospeso fino a quando il beat spiega chi l'ha pronunciata.
Cambiato così: "La donna urla e si dimena. «Non è vero, non è vero!» Devo tenerla forte per farla stare in piedi."

MatteoMantoani ha scritto:
Flora siede di fronte alla porta da giorni, fa parte di quel gruppo di anime che volano intorno alla luce come mosche, rimanendo a debita distanza per non bruciarsi.

Anche qui sembra un po' spiegata. Potrebbe essere così: "Flora siede di fronte alla porta da giorni. Non è la sola, sono molte le anime che volano intorno alla luce come mosche..."

Come l'hai messa tu piace di più anche a me. L'ho cambiata direttamente come consigli tu, ho solo camabiato il "volano" con "brulicano"

Sul finale sono un po' indeciso. I finali aperti nei racconti brevi non mi dispiacciono, anche se il tuo forse era troppo tronco. In questo però mi sembra ci sia un cambio di mood eccessivo, le prime battute son o quasi ironiche rispetto a un racconto che ha mantenuto un'atmosfera drammatica per tutto il tempo. Avanzo un paio di ipotesi:
-Terminare il racconto con lui che varca la soglia, senza spiegare l'oltre. Ma si perderebbe la spiegazione, molto bella, sul limbo che è già di per sé un inferno.
-Abbreviare lo scambio di battute, mantenendone comunque il senso, e magari lasciando più aperto il discorso sulla natura del paradiso («Sarai una parte di me: parte attiva, non passiva com’eri prima.» mi sembra una spiegazione un po' buttata lì, in chiusura, forse meglio rimanere sul vago).

Anche qui la tua osservazione mi sembra molto pertinente, ho corretto un po' il finale andando a ricalcare la tua seconda proposta. Dimmi che ne pensi.

Queste le mie osservazioni, spero di esserti stato utile!
A rileggerci presto,
Giuliano

Molto utile, e molto gentile ad avermi dedicato del tempo. Ho corretto il racconto secondo quanto ho scritto sopra, se vuoi dammi un feedback. Ricambierò il favore alla prima occasione disponibile. Grazie ancora!

Maurizio Mannoni
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Re: La Porta nel Muro - Dalla Oriana Ramunno Edition

Messaggio#5 » domenica 23 maggio 2021, 21:28

Non c’è peggior inferno che la palude del non guardarsi dentro. Il protagonista lo scoprirà alla fine del suo terribile viaggio verso l’Aldilà, tra anime in pena e il mitico Caronte che lo sorregge con la sua mano vigorosa. Ignavi e quindi condannati al dolore sono coloro che non mettono il proprio spirito allo specchio, neanche alla fine della corsa; chi preferisce voltarsi dall’altra parte per evitare di scorgere le ombre del proprio vissuto. Esseri umani, nel mondo occidentale, accecati dall’Ego sino all’ultimo respiro; già, per loro la bussola dell’Onnipotente non ha valore. La via di fuga (e di penetrare il muro) è la consapevolezza, il confronto (direbbe Marco Masini) del bene e del male che si è seminato nel corso della vita.
Il racconto è ben scritto, evoca immagini vivide, l’unico neo è forse l’intervento un po’ improvviso e frettoloso dell’”Architetto di questo orrendo limbo”, Dio infatti si limita a un dialogo (illuminante per altro), senza essere introdotto da un qualcosa di strepitoso, che so, una luce, un tuono, (non il caffè lavazza !). Mi è piaciuta la scena di Flora, lui che le accarezza i capelli, somiglianza per la donna perduta e conseguente malinconia, senso di colpa per averla spinta dentro l’insondabile muro. Bravo Matteo :)
CHIEDO LA GRAZIA

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MatteoMantoani
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Re: La Porta nel Muro - Dalla Oriana Ramunno Edition

Messaggio#6 » lunedì 24 maggio 2021, 12:55

Maurizio Mannoni ha scritto:Non c’è peggior inferno che la palude del non guardarsi dentro. Il protagonista lo scoprirà alla fine del suo terribile viaggio verso l’Aldilà, tra anime in pena e il mitico Caronte che lo sorregge con la sua mano vigorosa. Ignavi e quindi condannati al dolore sono coloro che non mettono il proprio spirito allo specchio, neanche alla fine della corsa; chi preferisce voltarsi dall’altra parte per evitare di scorgere le ombre del proprio vissuto. Esseri umani, nel mondo occidentale, accecati dall’Ego sino all’ultimo respiro; già, per loro la bussola dell’Onnipotente non ha valore. La via di fuga (e di penetrare il muro) è la consapevolezza, il confronto (direbbe Marco Masini) del bene e del male che si è seminato nel corso della vita.
Il racconto è ben scritto, evoca immagini vivide, l’unico neo è forse l’intervento un po’ improvviso e frettoloso dell’”Architetto di questo orrendo limbo”, Dio infatti si limita a un dialogo (illuminante per altro), senza essere introdotto da un qualcosa di strepitoso, che so, una luce, un tuono, (non il caffè lavazza !). Mi è piaciuta la scena di Flora, lui che le accarezza i capelli, somiglianza per la donna perduta e conseguente malinconia, senso di colpa per averla spinta dentro l’insondabile muro. Bravo Matteo :)
CHIEDO LA GRAZIA

Grazie di essere passato Maurizio, hai colto il succo di tutto il racconto e l'idea di base. Sono contento che ti sia piaciuta, grazie anche per le note positive che hai lasciato sul mio stile. Sull'immagine dell'Onnipotente, in realtà non sapevo proprio cosa mettere, da cui anche il dialogo puro, senza alcuna descrizione. Ogni lettore se lo deve figurare come preferisce, questa era la mia intenzione. Grazie ancora, e alla prossima!

Martina Seppi
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Re: La Porta nel Muro - Dalla Oriana Ramunno Edition

Messaggio#7 » domenica 30 maggio 2021, 11:02

Ciao Matteo,

piacere di averti letto;)

Ho trovato il racconto bellissimo, molto immersivo, scorrevole ed efficace. Soprattutto, complimenti per la prima parte dove le descrizioni sono molto vivide e l'ultima per i dialoghi ridotti all'osso che aiutano a concentrarsi sul senso delle parole. Non è stato difficile capire chi parlava.

Ti faccio solo alcuni appunti: ripeti troppo spesso il verbo "accarezzare", magari riesci a trovare altre immagini per trasmettere la dolcezza tra i personaggi?

Questa parte mi sembra un Infodump: "L'uomo in bianco si fa chiamare Caronte ed è il capo dei cercatori, un gruppo di buone anime che va in giro a pescare i nuovi arrivati per portarli qui, al cospetto di Dio." Riesci a renderla meglio?

Ultima cosa, il protagonista si fa troppe domande dirette, credo siano circa una decina in un racconto tutto sommato non troppo lungo. Ti consiglierei di trovare qualche altro espediente retorico.

Se sistemi questi punti, per me si può chiedere la grazia;)

A rileggerti,
Martina

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MatteoMantoani
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Re: La Porta nel Muro - Dalla Oriana Ramunno Edition

Messaggio#8 » lunedì 31 maggio 2021, 11:15

Martina Seppi ha scritto:Ciao Matteo,

piacere di averti letto;)

Ho trovato il racconto bellissimo, molto immersivo, scorrevole ed efficace. Soprattutto, complimenti per la prima parte dove le descrizioni sono molto vivide e l'ultima per i dialoghi ridotti all'osso che aiutano a concentrarsi sul senso delle parole. Non è stato difficile capire chi parlava.

Ciao Martina, grazie mille sia per i complimenti che per esserti fermata a leggere il mio racconto!

Ti faccio solo alcuni appunti: ripeti troppo spesso il verbo "accarezzare", magari riesci a trovare altre immagini per trasmettere la dolcezza tra i personaggi?

Devo dire, davvero un'ottima osservazione. Ho la tendenza (purtroppo) a non mostrare troppa varietà nei gesti e nelle emozioni. Mi sono impegnato e ho sostituito quasi tutti i "carezza" con altre forme di affetto (ad esempio, alla bambina non si carezzano più i capelli, ma si sistema il suo vestitino)

Questa parte mi sembra un Infodump: "L'uomo in bianco si fa chiamare Caronte ed è il capo dei cercatori, un gruppo di buone anime che va in giro a pescare i nuovi arrivati per portarli qui, al cospetto di Dio." Riesci a renderla meglio?

Era assolutamente un infodump volutamente lasciato lì per vedere se dava fastidio o se poteva passare. Col senno di poi, forse è meglio cambiarlo. L'ho fatto, dimmi che ne pensi.

Ultima cosa, il protagonista si fa troppe domande dirette, credo siano circa una decina in un racconto tutto sommato non troppo lungo. Ti consiglierei di trovare qualche altro espediente retorico.

Ho tolto quasi tutte le domande dirette presenti nel flusso di coscienza, ma ho lasciato quelle nei dialoghi. Alla fine, i dubbi e le questioni irrisolte possono starci in una narrazione in cui tutto è misurato sul mistero di un'ambientazione. Dimmi che ne pensi.

Se sistemi questi punti, per me si può chiedere la grazia;)
A rileggerti,
Martina

Lato mio, sono sistemati :) controlla pure, grazie ancora per il tuo intervento.

Martina Seppi
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Re: La Porta nel Muro - Dalla Oriana Ramunno Edition

Messaggio#9 » lunedì 31 maggio 2021, 19:34

Ciao Matteo,

Sono contenta che tu abbia trovato utili i miei commenti:)

Per me ora va benissimo, ti segnalo solo un refuso "una nuove scorreria". Poi per me ci siamo.

A rilegggerti,
Martina

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MatteoMantoani
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Re: La Porta nel Muro - Dalla Oriana Ramunno Edition

Messaggio#10 » lunedì 31 maggio 2021, 19:47

Martina Seppi ha scritto:Ciao Matteo,

Sono contenta che tu abbia trovato utili i miei commenti:)

Per me ora va benissimo, ti segnalo solo un refuso "una nuove scorreria". Poi per me ci siamo.

A rilegggerti,
Martina

Refuso corretto! Grazie mille!

Martina Seppi
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Re: La Porta nel Muro - Dalla Oriana Ramunno Edition

Messaggio#11 » lunedì 31 maggio 2021, 20:15

Allora, come promesso

CHIEDO LA GRAZIA

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MatteoMantoani
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Re: La Porta nel Muro - Dalla Oriana Ramunno Edition

Messaggio#12 » lunedì 31 maggio 2021, 20:21

GiulianoCannoletta ha scritto:Ciao Matteo! È un piacere trovarci qui e poterci commentare, se non sbaglio negli ultimi mesi siamo finiti sempre nello stesso girone!
Il racconto lo avevo già letto e ti dico subito che sono di parte perché nel nostro girone era quello che mi aveva colpito di più. Questa nuova versione mi sembra anche più completa ed equilibrata, per cui molte delle mie osservazioni si limitano a semplici dettagli.

Chiederei allora anche al buon Giuliano di confermare il suo gradimento chiedendo la grazia, così che io possa infine chiamare il leggendario Dottore!

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GiulianoCannoletta
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Re: La Porta nel Muro - Dalla Oriana Ramunno Edition

Messaggio#13 » lunedì 31 maggio 2021, 21:13

MatteoMantoani ha scritto:Qua, così vicino alla porta, siamo in pochi. Quasi tutti stanno alla larga, da quel muro. E non posso biasimarli. E’ come un occhio che ti guarda nell’anima, che ride di te, e allo stesso tempo ti invita a entrare.


Eccomi! Ti segnalo, giusto perché mi ci è caduto l'occhio, questa E' che dovrebbe essere È
e nel frattempo
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“Uno scrittore argentino che ama molto la boxe mi diceva che in quella lotta che si instaura fra un testo appassionante e il suo lettore, il romanzo vince sempre ai punti, mentre il racconto deve vincere per knock out.”
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Re: La Porta nel Muro - Dalla Oriana Ramunno Edition

Messaggio#14 » lunedì 31 maggio 2021, 22:46

GiulianoCannoletta ha scritto:
MatteoMantoani ha scritto:Qua, così vicino alla porta, siamo in pochi. Quasi tutti stanno alla larga, da quel muro. E non posso biasimarli. E’ come un occhio che ti guarda nell’anima, che ride di te, e allo stesso tempo ti invita a entrare.


Eccomi! Ti segnalo, giusto perché mi ci è caduto l'occhio, questa E' che dovrebbe essere È
e nel frattempo
CHIEDO LA GRAZIA

Grazie mille! L'ho corretto!

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Re: La Porta nel Muro - Dalla Oriana Ramunno Edition

Messaggio#15 » lunedì 31 maggio 2021, 22:47

A questo punto, avendo raccolto tre richieste di grazia, chiedo l'intervento del Dottore!

RICHIEDO L'AMMISSIONE ALLA VETRINA

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Re: La Porta nel Muro - Dalla Oriana Ramunno Edition

Messaggio#16 » martedì 1 giugno 2021, 10:22

Perfetto.
Ti metto in valutazione
Sono pronto a vivisezionare i vostri racconti... soffriranno, ma sarà per il vostro bene!

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Re: [IN VALUTAZIONE PER LA VETRINA] La Porta nel Muro - Dalla Oriana Ramunno Edition

Messaggio#17 » martedì 12 ottobre 2021, 11:17

Ciao Matteo.

Scusa il ritardo con cui do seguito alla richiesta di grazia (in ogni caso ho smaltito un po' di racconti arretrati da mettere in Vetrine e spero di essere più veloce in futuro).

Qualche annotazione sul tuo racconto:

1.
Facce lunghe, scure, con occhi allucinati, si stringono intorno a me e mi trasportano con loro. Mi trascinano via.


In questo passaggio sembra che siano le facce a trascinarlo via. Inoltre nella prima frase dici "mi traspotano con loro" e subito dopo "mi trascinano via". La ripetizione mi pare inutile.

2.
Lettere di fuoco, che mi fanno saltare il cuore alla testa.


"Mi fanno saltare il cuore alla testa" non mi piace molto. Si distacca poco dal luogo comune "cuore in gola" e allo stesso tempo è meno chiaro. Suggerisco di cercare un'altra espressione.

3.
Qua, così vicino alla porta, siamo in pochi

Qua e qui sembrano sinonimi, ma hanno una coloritura differente. Qua è più indeterminato e vago di qui, quindi in questa frase ci starebbe meglio "qui". Dato però che qui ricorre qualche riga dopo, magari potresti cercare di evitarlo in uno dei due passaggi, riformulando una delle due frasi

4.
mi ricorda mia moglie: ci somiglia anche,


Sarebbe meglio "le somiglia anche,"

5.
Il finale è parecchio didascalico... non mi convince del tutto...


Fammi sapere che ne pensi
Ciao
Il Dottore
Sono pronto a vivisezionare i vostri racconti... soffriranno, ma sarà per il vostro bene!

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Re: [IN VALUTAZIONE PER LA VETRINA] La Porta nel Muro - Dalla Oriana Ramunno Edition

Messaggio#18 » martedì 12 ottobre 2021, 21:58

Il Dottore ha scritto:Ciao Matteo.

Scusa il ritardo con cui do seguito alla richiesta di grazia (in ogni caso ho smaltito un po' di racconti arretrati da mettere in Vetrine e spero di essere più veloce in futuro).

Caro Dottore, non devi scusarti, anzi, sono io che devo ringraziare per l'attenzione che dai al mio raccontino!
Vado a riprendere le tue note per iniziare a discutere su un paio di cose, se vuoi.

Qualche annotazione sul tuo racconto:
1.
Facce lunghe, scure, con occhi allucinati, si stringono intorno a me e mi trasportano con loro. Mi trascinano via.


In questo passaggio sembra che siano le facce a trascinarlo via. Inoltre nella prima frase dici "mi traspotano con loro" e subito dopo "mi trascinano via". La ripetizione mi pare inutile.

Annotato, migliorerò questo passaggio per la prossima stesura, grazie del commento.

2.
Lettere di fuoco, che mi fanno saltare il cuore alla testa.


"Mi fanno saltare il cuore alla testa" non mi piace molto. Si distacca poco dal luogo comune "cuore in gola" e allo stesso tempo è meno chiaro. Suggerisco di cercare un'altra espressione.

L'espressione non è farina del mio sacco :) l'ho "presa in prestito" da Q, dei Luther Blisset. Devo essere sincero, a me piaceva, però posso capire che sia un po' astratta. Potrei sostituire con un più classico "Il cuore mi martella i timpani".

3.
Qua, così vicino alla porta, siamo in pochi

Qua e qui sembrano sinonimi, ma hanno una coloritura differente. Qua è più indeterminato e vago di qui, quindi in questa frase ci starebbe meglio "qui". Dato però che qui ricorre qualche riga dopo, magari potresti cercare di evitarlo in uno dei due passaggi, riformulando una delle due frasi

Concordo, annotato!

4.
mi ricorda mia moglie: ci somiglia anche,


Sarebbe meglio "le somiglia anche,"

Approvo e annoto.

5.
Il finale è parecchio didascalico... non mi convince del tutto...

In cosa lo trovi didascalico? Nella forma o nel contenuto? Se si tratta della forma posso lavorarci, se si tratta del contenuto, confesso che in effetti il racconto postato nell'Arena durante la gara era diverso. Nel finale, il protagonista si trovava in procinto di attraversare la soglia, ma all'ultimo momento si ritraeva e tornava indietro, lasciando il mistero su cosa ci fosse dall'altra parte. Avevo immaginato il primo finale in quel modo proprio perché, in un racconto di questo tipo, credo sia impossibile dare una soddisfacente descrizione di ciò che c'è "dall'altra parte", accontentando tutti i palati. Avevo quindi giocato, per questa riedizione, con la sorpresa che l'inferno e il paradiso non esistono, e che le anime si fondono con Dio (concezione induista dell'Aldilà alla fine del ciclo delle reincarnazioni). Il messaggio che un'anima che non fa i conti con se stessa non può oltrepassare la soglia, mi sembrava anche carino.
Diciamo che se, secondo te, il racconto può essere migliore andando nella direzione del primo finale, posso già riscriverlo. Se invece nemmeno questa conclusione, a tuo avviso, è buona, allora mi sforzo di pensare ancora a qualcosa, e poi provo a mandarti una proposta.
Ci tengo che il racconto sia soddisfacente, e la tua opinione è importante... E non ho fretta per trasferirlo in Vetrina, quello che mi preme è riuscire a scrivere una bella storia, il resto è secondario.

Grazie mille.
Matteo

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Re: [IN VALUTAZIONE PER LA VETRINA] La Porta nel Muro - Dalla Oriana Ramunno Edition

Messaggio#19 » mercoledì 13 ottobre 2021, 9:19

Buongiorno, Matteo :)

Visto che "Mi fanno saltare il cuore alla testa" è un'espressione presa in prestito, questa è una ragione in più per cercarne una tua. Considera che in un racconto breve devi cesellare con più attenzione ogni passaggio perché ogni parola ha un peso specifico maggiore che in un romanzo.
Il mio suggerimento quindi è di trovare un modo tuo per dire la stessa cosa. Se però devi ripiegare su una frase fatta come il cuore che martella i timpani, meglio lasciare quella che c'è adesso ;)

Per quello che riguarda il finale, quello aperto non mi sarebbe dispiaciuto proprio perché come dici giustamente il rischio è di non dare una descrizione soddisfacente.
La sfida che ti propongo non è facile dunque. Il concetto che non c'è un'autorità superiore a giudicarti, ma è la persona stessa che non si ritiene all'altezza e condanna se stesso a non passare oltre quella porta mi piace molto. Ma lo "spiegone" la smussa molto e le toglie potenza. Siamo in un racconto e il concetto dovrebbe passare il più possibile attraverso gli avvenimenti, lasciando il lettore giungere alle conclusioni, invece di essere spiattellato con quel dialogo da infodump.
Quindi, senza perdere la versione attualmente on-line, in modo da avere il back-up nel caso non si riesca a fare di meglio, il mio suggerimento è di provare a trasformare quell'ultima parte in una scena il più possibile narrativa che faccia passare il concetto al lettore!
Sono pronto a vivisezionare i vostri racconti... soffriranno, ma sarà per il vostro bene!

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MatteoMantoani
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Re: [IN VALUTAZIONE PER LA VETRINA] La Porta nel Muro - Dalla Oriana Ramunno Edition

Messaggio#20 » mercoledì 13 ottobre 2021, 10:21

Grazie Dottore. Allora ci penso e vedo di sistemare il finale, implementando allo stesso tempo anche le altre correzioni. Grazie mille :)

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Re: [IN VALUTAZIONE PER LA VETRINA] La Porta nel Muro - Dalla Oriana Ramunno Edition

Messaggio#21 » mercoledì 13 ottobre 2021, 19:17

Caro Dottore, ti ripropongo il racconto con un finale molto diverso, e con le correzioni che mi hai suggerito. Lo riposto qui sotto.

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MatteoMantoani
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Re: [IN VALUTAZIONE PER LA VETRINA] La Porta nel Muro - Dalla Oriana Ramunno Edition

Messaggio#22 » mercoledì 13 ottobre 2021, 19:18

La folla mi schiaccia, mi opprime, mi soffoca. Facce lunghe, scure, con occhi allucinati; corpi contorti che mi trascinano via con loro in una corrente caotica, senza meta.
Faccio leva coi gomiti e pungolo le carni molli, ma non c’è modo di avere un po’ di spazio per poter respirare. Gli sguardi sono su di me: tutti mi scrutano, mi toccano.
«Chi siete, cosa volete?»
Uno mi ride in faccia, una donna appoggia le guance ricoperte di lacrime sul mio petto. La scanso.
Ho la gola secca, il fiato che non esce. Spingo, strattono. Urlo. Nessuno mi ascolta.
Un uomo vestito di bianco, vecchio e con la barba lunga, mi sorride. Mi prende per mano e mi trascina via.
Sa nuotare in questo mare, il vecchio. Si fa strada tra macigni umani, ci si infila come l’acqua tra le rocce. La sua mano rugosa mi stritola il palmo, non mi molla mai.
Avanziamo, la folla si dirada: quei pochi rimasti siedono a gambe incrociate a fissare qualcosa di fronte a loro. C’è chi piange, chi prega, chi lancia lamenti che fanno allentare le viscere.
Cosa guardano?
Mi volto: un muro di mattoni occupa l’orizzonte, un’enorme porta dagli stipiti neri come l’inferno ha una scritta sull’architrave:

ENTRA E SARAI GIUDICATO.

Lettere di fuoco, che mi abbagliano e mi costringono a distogliere lo sguardo. I miei nervi avvampano, il cuore mi prende a calci il petto.
Cado in ginocchio.
Oddio. Oddio.
L’uomo in bianco mi arpiona la clavicola. «Fa paura a tutti, la prima volta, tranquillo.» Il suo fiato mi scalda il padiglione auricolare.
I denti mi scricchiolano nelle gengive. «Sono morto?»
«Sì, figliolo.» Mi tocca la spalla. «Sì.»

***

Qui, così vicino alla porta, siamo in pochi. Quasi tutti stanno alla larga, da quel muro. E non posso biasimarli. È come un occhio che ti guarda nell’anima, che ride di te, e allo stesso tempo ti invita a entrare.
L’occhio che tutto vede.
Ricordo la mia vita: non ero un santo, certo, ma merito l’inferno? E chi se lo merita?
Ma la domanda giusta è: Dio la penserà come me?
L'uomo in bianco, che si fa chiamare Caronte, alza un braccio e chiama a sé gli altri Cercatori. Forse stanno programmando una nuova scorreria nelle retrofile. Più li osservo andare e tornare con anime fresche a cui rivelano la vera natura di questo luogo, più desidero essere uno di loro. Voglio anch’io aiutare i poveracci che approdano in questo posto orribile e scappano urlando, mettendosi a bestemmiare e a strapparsi i capelli... oppure voglio sedermi accanto a chi, come me, rimane a fissare questi mattoni di merda, con quella scritta che rivolta lo stomaco.
Il cielo è plumbeo, nell’Aldilà. Il suolo è grigio e ricoperto di ghiaia candida. Mi viene voglia di scavare, di provare a tornare sulla Terra per avvertire i miei figli e dire loro che le storielle che raccontano i preti sono vere: c’è qualcosa, dopo la morte.
Preparatevi, comportatevi bene. Così vorrei dire.
Ma non posso.

***

La donna urla e si dimena. «Non è vero, non è vero!»
Devo tenerla forte per farla stare in piedi. «Non scappare, affronta la morte: sei qui ormai.»
Le prendo una mano, mi guarda con occhi supplicanti, tristi. Com’è bella, mi ricorda mia moglie: le somiglia anche, un poco. «Stai calma. Ci siamo qui noi.»
Le indico gli altri cercatori. Caronte ci fissa coi suoi occhi antichi, neri come il vuoto siderale. La donna si accascia al suolo, la bocca appoggiata sulle ginocchia, e le pupille inchiodate alla porta.
Mi siedo accanto a lei, le sfioro i capelli. Mi lascia fare. I suoi ricci mi carezzano il palmo. «Come ti chiami?»
La sua voce trema. «Flora.»

***

Flora siede di fronte alla porta da giorni. Non è la sola, sono molte le anime che brulicano intorno alla luce come mosche, rimanendo a debita distanza per non bruciarsi. «Che c’è dall’altra parte?»
Caronte, alla mia destra, si schiarisce la gola. «Sai leggere, no?»
Sbuffo, quell’uomo a volte è un vero stronzo.
Uno dei nostri compagni ha portato una bambina. La piccola piange, si copre gli occhi con le manine, è spaventata. Dio lo sa di sicuro, quanto soffre: quello sa tutto, no?
Flora la fissa con i suoi occhi umidi, contornati di rosso a causa degli innumerevoli pianti. Allunga la mano verso la bambina, le sistema il vestitino. La piccola inizia a frignare. Caronte sospira. «Basta adesso.» Indica la porta.
Il cercatore stringe le spalle della bimba e la spinge in avanti.
Lei va.
Flora ha la bocca spalancata. «Ma, dove sta andando?»
Mi siedo accanto a lei. «Sta a guardare.»
I battenti si aprono, una luce accecante ci fa chiudere gli occhi. Quando li riapriamo la porta è chiusa e la bimba non c’è più.
Sorrido e guardo Flora. «Se non si salvano i bambini, chi mai potrà?»
Lei guarda basso, e mi afferra la mano. La stringe. Passo il pollice sul rilievo delle sue nocche. Mio Dio, quant’è che non mi sentivo così?

***

Flora mi stringe a sé e mi bacia, il suo alito sa di menta. Un angelo così, non può meritare l’inferno.
Sussurro. «Resta con me.» La porta è di fronte a noi, la scritta di fuoco mi brucia il cuore. «Non andare. Ho bisogno di te.»
I suoi occhi sono tristi. «Non ne posso più di aspettare.»
«Puoi, resta con me.»
Scuote la testa, mi accarezza una guancia. «Vieni con me.»
La luce ci avvolge, gli occhi mi bruciano. La mano di Flora mi tira in avanti. Mi tremano le gambe. Sparisce oltre la soglia, non molla la presa.
La lascio andare con uno strattone. La porta si richiude. Le lettere di merda ardono, ridono di me.
Scoppio in lacrime. Mi faccio schifo.
Caronte mi si avvicina, mi prende per un braccio e mi costringe ad alzarmi. Mi poggia le mani sulle spalle, allarga gli angoli della bocca. «Sei uno dei nostri, non dimenticarlo mai.»
Il cuore mi batte forte, scuoto la testa.
Do una manata ai polsi del vecchio. «Non mi freghi più, sta a guardare!»
Respiro. Il cuore mi scoppia in petto. Mi volto verso la porta, i battenti si aprono. Caronte si fa da parte, si allontana e mi lascia andare.
Sono solo, come il giorno della mia morte, in un letto d’ospedale, senza nessuno.
Un passo avanti.
Forse è questa la vera morte, il momento in cui passo la soglia.
La luce dall’altra parte è così potente da scaldarmi la pelle, un calore che non ha eguali, in questa valle di lacrime.
Un altro passettino.
Manca poco, questa commedia sta per finire. Vedrò l’Architetto, il Principale, Dio, Buddha, Allah… o come diavolo voglia essere chiamato.
Raddrizzo la schiena, solo un altro passo e sono dentro.
I battenti della porta si muovono, cigolano e avanzano per richiudersi. Mi spingeranno dentro.
Perché mai dovrei temere il Giudizio? Non sono altro che una testa di cazzo qualsiasi. Ho sempre pagato le tasse, ho rispettato e amato la mia famiglia, non sono andato missionario in Africa, questo è vero… ed ero più ricco di tutti quei poveracci del Terzo Mondo. E un ricco… è più facile che un cammello passi attraverso la cannuccia di un Santàl, piuttosto che uno come me entri in paradiso. Era il Santàl? O c’entrava un ago?
Non so. Maledette porte: non ci capisco più niente.
Passo indietro. I battenti si chiudono.
Sono rimasto fuori.
Scappo, la gola mi brucia, mentre grido con tutto il fiato che mi resta.
Il vecchio mi raggiunge, mi prende al volo e mi fa inciampare. Rotoliamo sulla ghiaia. Se la mia pelle potesse lacerarsi, lascerei una striscia di sangue su questo suolo immacolato.
«Lurido stronzo.» Le lacrime mi scivolano lungo le guance. «Lasciami andare!» Prendo la schiena di Caronte a pugni.
La sua stretta si fa più forte. «Non tornare indietro. Là c’è solo la folla inferocita. Resta con noi.»
Faccio un respiro profondo. Le braccia mi mollano. Appoggio il volto tra le mani, non controllo più i singhiozzi.
La mano mi accarezza la spalla. «Non puoi ancora attraversare la soglia.» Il suo alito mi scalda l’orecchio. «Devi prima fare la pace con te stesso. Questa è la prova: fare i conti col proprio Io. L’inferno inizia qui e, oltre la soglia, il peggio è ormai alle spalle.»
Sarà vero? Alzo lo sguardo, il suo viso mi sorride, come la prima volta, quando mi trascinò via dalla folla, secoli fa.
Respiro. Secoli fa.
Non invecchio, il mio corpo è ancora giovane, nessuna ruga, non un capello grigio. Ma il cuore mi pesa come una meteora. Non c’era quel mito egiziano? Se il cuore pesa più di una piuma, il mostro del Nilo divora l’anima del morto. Ci vorrebbe proprio un coccodrillo a farci tutti a pezzi, così finirebbe questa commedia; ma no, non arriverà mai. Siamo qui, in eterno, in attesa di perdonare noi stessi, e Dio, dall’altra parte, non ha nessuna fretta.
No, non ha proprio alcuna fretta, e in questo, è vero, siamo tutti a sua immagine e somiglianza: aspetterò qui, chiuso in questo inferno, all’ombra di questo muro infuocato.
Sorrido, mi asciugo le lacrime, Caronte mi aiuta a rialzarmi. Muove la testa a indicare il fondo, dove la folla si muove come un liquido fatto di corpi striscianti. Lo seguo.
Andiamo a pescare altre anime, e che la commedia prosegua!

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Re: [IN VALUTAZIONE PER LA VETRINA] La Porta nel Muro - Dalla Oriana Ramunno Edition

Messaggio#23 » sabato 16 ottobre 2021, 22:06

Ottimo, Matteo!
Trovo che ora il racconto col nuovo finale abbia fatto un bel balzo in avanti. Sei d'accordo?
E anche le altre soluzioni che hai adottato in risposta ai miei commenti mi piacciono (in particolare il cuore che prende a calci nel petto).

Racconto promosso in Vetrina. Nei prossimo giorni vedo di inserirlo :)
Sono pronto a vivisezionare i vostri racconti... soffriranno, ma sarà per il vostro bene!

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Re: [IN VALUTAZIONE PER LA VETRINA] La Porta nel Muro - Dalla Oriana Ramunno Edition

Messaggio#24 » sabato 16 ottobre 2021, 22:57

Il Dottore ha scritto:Ottimo, Matteo!
Trovo che ora il racconto col nuovo finale abbia fatto un bel balzo in avanti. Sei d'accordo?
E anche le altre soluzioni che hai adottato in risposta ai miei commenti mi piacciono (in particolare il cuore che prende a calci nel petto).

Racconto promosso in Vetrina. Nei prossimo giorni vedo di inserirlo :)


Sì, penso che il racconto sia meglio di prima. Se non mi avessi spronato a migliorarlo, ciò non sarebbe stato possibile :) quindi nuovamente grazie per l'aiuto.
Il cuore che prende a calci il petto mi è venuto così, stavolta è farina del mio sacco. Anche questa è una lezione importante: è giusto ispirarsi ai romanzi che lasciano qualcosa, e alle frasi che sono piaciute, ma è meglio sbatterci la testa e fare da soli :)
Sono contento, spero che il racconto piaccia anche a tutti quelli che lo leggeranno :)
In Vetrina c'è già la versione del racconto che era andata in finale durante la Ramunno Edition, sarebbe da sostituire. Spero non sia un problema..
Ancora grazie per tutto quanto :)

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Re: [PROMOSSO IN VETRINA] La Porta nel Muro - Dalla Oriana Ramunno Edition

Messaggio#25 » domenica 17 ottobre 2021, 10:13

Ok. Parlo con l'Antico della sostituzione (dopo aver proceduto al rito per revocarlo :-D )
Sono pronto a vivisezionare i vostri racconti... soffriranno, ma sarà per il vostro bene!

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Re: [PROMOSSO IN VETRINA] La Porta nel Muro - Dalla Oriana Ramunno Edition

Messaggio#26 » mercoledì 3 novembre 2021, 14:45

Ciao Matteo

Ti ho mandato un messaggio privato
Sono pronto a vivisezionare i vostri racconti... soffriranno, ma sarà per il vostro bene!

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