Il tavolo di cristallo. I fascicoli sparsi dei fornitori. L’odore dell’alcool degli evidenziatori. Ce li ho in testa anche se chiudo gli occhi.
Mi alzo dal divano e torno al tavolo. Mi butto sulla sedia.
Riprendo in mano gli appunti, ma li guardo senza leggerli. Li lancio di nuovo sul tavolo facendo cadere la cornice con la foto per terra.
Le tempie mi vanno a fuoco. Dalla finestra il clacson di una macchina che sfreccia via. Passo le mani sui jeans, sento le fibre sui polpastrelli. Mi slaccio il colletto della camicia, non ce la faccio.
Conduttanza cutanea in aumento. Livelli di cortisolo oltre soglia. Applicazione logica Fuzzy.
“Skynet” ha frequenze di backup e ridondanza maggiori, calcoliamo un indice di 0.8, “Connor & figli” ha tempo di ritorno operativo migliore, calcoliamo un indice di 0.75. Vada per la prima.
Riordino i fascicoli. Faccio un lungo respiro.
Ok, ora va meglio.
Mi verso un bicchiere di Cynar. Raccolgo la cornice che era caduta: Marta mi abbraccia, siamo felici. Perché tengo ancora questa foto?
Mi lascio dondolare sulla sedia guardando il soffitto.
«Ehy Solve»
Ti ascolto
«Da quando ho installato il chip, quante volte sei intervenuto?»
In tre anni sono intervenuto nell’87% delle decisioni di primo livello, ogni volta che i livelli del tuo disturbo d’ansia lo richiedevano
Mi blocco e mi aggrappo alla scrivania.
«Hai detto 87%, ho capito bene?»
Sì Loris, i miei algoritmi ti hanno aiutato a prendere le decisioni statisticamente migliori. Posso fornirti i dettagli sulle percentuali di utilizzo di reti Bayesiane, catene di Markov, modelli predittivi
«No, no. Non mi interessa questo.»
Bevo un sorso di amaro.
«Ma sono…»
Appoggio i gomiti al tavolo, la faccia tra le mani, la foto di Marta davanti agli occhi.
«Voglio dire, sono ancora io? Se tu intervieni così spesso, in ogni mia decisione.»
Le mie decisioni si sono adattate alla tua personalità, come indicato nei termini e condizioni della licenza.
«Sì ma, dopo tutto questo tempo, se tu sei intervenuto nell’87% delle mie decisioni, a cosa ti adatti ora?»
Il mio algoritmo di adattamento tiene conto di tutte le decisioni degli ultimi anni, da quando è iniziato il periodo di osservazione al momento dell’installazione.
«Aspetta un momento, ma questo non vuol dire che ti stai adattando anche a decisioni prese da te e non da me?»
Non è corretto dire che io prenda decisioni. Io facilito l’elaborazione dei dati ed evito situazioni di panico come da te richiesto al momento dell’installazione del chip Solve AI.
«Sei mesi fa.
Sento la bocca impastata.
«Sei mesi fa ho lasciato Marta.»
Stringo la cornice con la mano destra, le nocche sono bianche, la plastica scricchiola.
I sensori avevano registrato una HRV ridotta, tensione muscolare e pressione sanguigna sopra i livelli di sicurezza, i tempi decisionali avevano superato il threshold di sicurezza per la tua salute. Ho applicato un modello predittivo per velocizzare la scelta.
Inspiro. L’aria brucia mentre mi passa attraverso il naso.
«Tu mi hai fatto lasciare Marta.»
Non è corretto. Io non prendo decisioni, io facilito la decisione. Secondo alcune scuole filosofiche una persona è ciò che sceglie.
«Voglio capire. Quando è stata l’ultima decisione che ho veramente preso in autonomia?»
Se per autonomia intendi non influenzata dallo storico, possiamo dire che l’ultima vera decisione da te presa sia stata quella di acquistare e installare il chip Solve AI tre anni fa.
Le lacrime mi annebbiano la vista. Non riesco a deglutire, né a smettere di stringere questa maledetta cornice tra le mani. La testa mi va a fuoco. Mi fischiano le orecchie.
Cosa mi impedisce di togliere questo chip del cazzo?
Livelli di adrenalina sopra norma, pressione sanguigna a livelli critici, applico modello statistico.
Se lo togliessi avrei una probabilità del 74,3% di perdere il lavoro, una probabilità del 12% di trovare una nuova partner e una probabilità del 15% di aggravare la mia salute. Vada per tenerlo.
(Copertina generata con ChatGPT)