Coincidenze

L’orologio sul cruscotto dell’Audi segnava le 8:50 quando la vecchia Fiat, più rugginosa di un chiodo mangiato dal salmastro, liberò la strada. Alfonso la oltrepassò sparando manate sul clacson.
Rilassati… non puoi arrivare così incazzato alla riunione con il C.d.A.
Facile a dirsi.
L’occhio gli ricadde per l’ennesima volta sul sedile del passeggero dove aveva buttato la ventiquattrore di pelle e i regalini trovati sotto il tergicristallo posteriore: una multa per divieto di sosta e un volantino della carrozzeria.
Ma era possibile che nel 2025 si usassero ancora i volantini?
Era roba superata quella. Roba del passato, morta e sepolta.
Buttò di nuovo un occhio alle scritte sul volantino che scimmiottavano il font di un quotidiano.
 
L’eco dal futuro
 
18 novembre 2025
Ore 9:00 circa, clamoroso incidente in Largo Carducci, nei pressi del palazzo della UNIPOL-SAI. Alcuni testimoni riferiscono di un’auto che avrebbe travolto in pieno un bambino.
 
E poco più sotto, in corsivo.
 
Eri tu alla guida? Niente paura, con Carrozzeria Futura le preoccupazioni stanno a zero! Per il ragazzino non possiamo fare granché, ma per te abbiamo la soluzione! Ritiriamo il tuo veicolo in qualsiasi condizione, anche se incidentato!”
 
Pessimi. Veramente pessimi.
Quel cinismo becero l’aveva messo a disagio, ma per fortuna il traffico defluì sulla corsia che svoltava verso la stazione di Rifredi e Alfonso si trovò davanti un bel tratto di strada sgombro.
8:54
Dai, ce la fai. Schiacciò sul pedale e il motore turbo benzina rombò sotto il cofano, il contachilometri raggiunse gli 80 all’ora sul viale Guidoni che fiancheggiava il cimitero monumentale. Se beccava un autovelox sarebbe andato a lavoro a piedi fino al giorno della pensione ma il grattacielo della UNIPOL era sempre più vicino.
Sul sedile il telefono vibrò di nuovo e Alfonso lo prese per zittirlo.
Era l’agenda che gli ricordava la riunione imminente.
Ore 9:00 del… 18 novembre?
Si voltò a rilento verso il sedile e allungò una mano afferrando il volantino, gli occhi fissi sulla data del finto articolo di giornale.
Erano esattamente le 8:58 quando il camion dell’IVECO superò la curva sbucando da Via Cisalpino e immettendosi in Viale Guidoni. L’autista, mezzo addormentato, aveva visto bene l’Audi ma aveva calcolato che il coglione al volante avrebbe frenato in tempo.
Ma Alfonso stava guardando il biglietto e proprio nel momento in cui aveva fatto due più due si trovò il retro del rimorchio a pochi centimetri dal muso dell’Audi.
Inchiodò, sterzò d’istinto, scansando di pochi centimetri l’angolo del camion. La valigetta volò sul tappetino insieme ai fogli. “Ma porca putt-”.
Erano le 8:59 quando lo specchietto dell’Audi esplose contro la lamiera del rimorchio e Alfonso capì che non sarebbe riuscito a frenare in tempo.
Erano le 9:00 esatte quando il ragazzino rimase immobile, al centro dell’incrocio con i piedi sulle strisce e lo zaino dell’Invicta stretto fra le mani a fissare il muso dell’Audi puntato verso di lui.
 
(Immagine di copertina generata con ChatGPT)