Trito di menta e granella di arachidi

Tre giri di chiave e il portone si apre; Luca imbuca dentro, dà una sbirciata fuori e richiude con uno strattone. Elena, seduta a tavola, ruota lo sguardo come un gufo, mentre gli altoparlanti della televisione gioiscono nostalgici suoni pop. Luca cancella la polverosa maschera d’affanno dipinta sul volto, poi pulisce la giacca dai detriti e la sistema sull’attaccapanni: un suono morbido, sovrastato dalla sirena che ulula al di là delle finestre.
Elena armeggia con l’apriscatole sulla lattina di fagioli: il coperchio si piega all’infuori con un clangore soffocato, spargendo un olezzo terroso e metallico. «Hai fatto tardi…»
«Il traffico, sai…» Luca si siede con un sorriso placido incastrato in volto. «Finché il sindaco non si deciderà ad aprire la seconda circonvallazione, sarà sempre pe—»
Un boato deflagra oltre le pareti, dove l’intonaco è segnato da cicatrici sconnesse. Il lampadario ondeggia piano.
«Già…» Elena versa metà lattina nel proprio piatto. «Oggi è colpa del sindaco, domani dello sciopero, dopodomani della pioggia…»
«Sei sempre così brava a predire il futuro.» Luca le sfiora una mano, ma lei la ritrae.
Qualcosa di pesante crolla al piano di sopra con un tonfo. Seguono passi frettolosi e lo scatto secco di un catenaccio tirato di fretta.
“Appassionati di campeggio?” squilla il televisore. “Col fornellino da campo Survival_9 darete calore e sapore ai vostri fagioli. In offerta solo per oggi, a 899.99—”
Elena cambia canale. “Chef Orso”, terza stagione, episodio cinque: Orso è euforico per l’inaugurazione del suo nuovo ristorante, edificato nel cuore di una foresta.
Luca svuota la lattina dei fagioli nel piatto. «Orso… come credi li servirebbe?»
Elena aggrotta la fronte. «Stai insinuando che lo farebbe meglio di me?»
«No, affatto…» Afferra il cucchiaio, lo immerge nella sbobba e infila tutto in bocca, senza scalfire il sorriso granitico. «Il miglior impiattamento.»
Un fischio lontano taglia l’aria. Poi una vibrazione secca scuote le stoviglie. I piatti si toccano e tintinnano, come se battessero i denti.
«Trito di menta e granella di arachidi,» mormora Elena.
«Cosa?»
«Come li cucinerebbe Orso: trito di menta e granella di arachidi.»
«Ma noi siamo allergici alle arachidi.»
Lei annuisce e mangia una cucchiaiata di fagioli.
Il televisore si interrompe per un attimo, fruscia, mentre un filamento di fumo denso si arrampica oltre le finestre.
Elena gira lo sguardo, ma lo riporta subito su Luca. «Non mi è mai piaciuta, questa serie.»
Il sorriso gli si incastra nel volto. «La seconda stagione era carina.»
«Il solito chef superstar,» sibila Elena. «E alla fine a salvarlo erano sempre gli altri cuochi.»
«Ma il genio era lui.»
«Un ladro, semmai.»
Dall’ingresso arriva un rumore lungo, come di un cancello divelto. Urla, brevi. La televisione lampeggia. La voce di Orso si spezza a metà parola. Lo schermo si annerisce. Nessun segnale.
Luca allarga le labbra a mezzaluna. «Lo chiami ladro solo perché assomiglia a Davide.»
«Ma era più simpatico di Orso.»
Qualcosa sbatte contro la porta del palazzo. I muri vibrano. La luce del lampadario si abbassa per un istante, poi torna. Le tende si gonfiano come vele col vento in poppa.
L’espressione pacifica sul viso di Luca è marmorea. «Davide forse era più simpatico, hai ragione, ma ci ha portato via le pesche in scatola.»
«Ci ha lasciato la sua roba.» Elena sposta gli occhi alla dispensa.
Luca fa lo stesso, ma un soffio spira e si trasforma in fragore.
Le finestre esplodono all’unisono e l’onda d’urto li spinge contro lo schienale delle sedie. Una crepa si apre lungo i mobili della cucina, che collassano sputando cibo e scatolette. La polvere si alza in un pulviscolo bianco e denso.
Tra i cocci e le briciole d’intonaco, qualcosa giace sul tavolo: una bustina di arachidi.
Luca rimane fermo. Elena la osserva, immobile.
«Davide,» dice lei. «Ce lo ha lasciato appositamente.»
Luca annuisce. «Un utile ricordino.»
Una raffica rimbomba dal vano scale come dentro un tamburo. Un urlo strozzato e un peso che sbatte e rotola giù. Passi pesanti che si avvicinano.
Lei apre la busta, posa un’arachide sul tovagliolo, la spezza in due e scoperchia il guscio con lentezza chirurgica, poi ne frantuma una per ogni piatto di fagioli.
Altri colpi riecheggiano. Il portone sbatte. Una, due, tre volte.
La giacca di Luca scivola dall’attaccapanni con un bisbiglio.
«Oh.» Luca torna sui piatti. «Manca la menta.»
«Tanto Orso non ha mai saputo cucinare.»
Il suono umido della pioggia si mischia ai boati.
Luca ed Elena affondano i cucchiai nel piatto.
Li portano alla bocca e masticano.
 
(Copertina generata con ChatGPT)