L'amore al tempo degli zombie - di Laura Silvestri

Lunedì 21 agosto dalle 21 all'una.
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LauSil
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L'amore al tempo degli zombie - di Laura Silvestri

Messaggio#1 » martedì 22 agosto 2017, 0:50

Non è facile. Alberto è stanco morto, ma che ci può fare? Mica si può venir meno al dovere, quando la propria città lotta per la sopravvivenza. O meglio, quel che rimane della propria città. Ha appena finito la sua ronda, sei ore a bruciarsi gli occhi contro il riflesso del sole sul Tevere, alla ricerca di qualche banda peregrina da sud.

Si appoggia al bordo della Fontana, quella che un tempo faceva sognare i turisti. Si guarda attorno, sospira: Roma è Roma, anche dopo l’Apocalisse. Uno splendore, pure col muschio dentro al fontanone.
Ha dovuto farsi dare uno strappo da un commilitone, lui che fa sempre la ronda a Piramide, per arrivare fin là in tempo. Tempo che pareva infinito sulle mura Aureliane, da perlustrare senza sosta, un teatro silenzioso dove ripensare ai propri fallimenti. Tipo aver visto i morti viventi in faccia, essersela cavata assieme alla propria fidanzata, ed essere riuscito a farsi mollare nonostante la popolazione decimata.
Gli brucia ancora, mentre fissa il riverbero della luna sull’acqua stagnante. Lo sconvolge che Sara l’abbia torturato a quella maniera. Non le era bastato esser restata viva per un anno, avere cibo, acqua e un riparo. “Come facciamo a metter su famiglia, in una situazione del genere?”, gli aveva domandato. “Ma tu lo faresti un figlio, così?”. Era intelligente, Sara. Anche troppo. Era cambiata, s’era fatta ansiosa. Era pure ingrassata dieci chili, nonostante il cibo razionato.

Ma adesso le cose stanno per cambiare. L’altra, Alberto l’aveva adocchiata da mesi: Ava, una laureanda in medicina, bionda e sexy dietro i suoi occhialetti. Mancano pochi minuti a mezzanotte, al loro incontro. “Roma, non fa la stupida stasera”, gli viene quasi voglia di cantare.
Le frequenze gracchianti del walkie-talkie lo richiamano all’improvviso al presente. “Attenzione: breccia nella sicurezza. A tutte le pattuglie: emergenza. Breccia a Porta Pia, dirigersi ai posti di combattimento”.
“E te pareva”, Alberto sbotta. “Sti cazzo de morti viventi… da tanto tempo e tanto spazio, devono sfonda’ proprio dove vado a rimorchio io!”, mormora stizzito. Si alza. Altro che Ponentino: è odore di morte quello che il vento gli soffia contro.

L’addestramento ha la meglio: si dirige al più vicino edificio, seguendo il protocollo. Si asserraglia dietro il portone, in attesa di unirsi alla prima pattuglia di passaggio, si fruga nelle tasche e tira fuori la chiave inglese. Le armi le ha lasciate, come di routine, in caserma.
Aspetta qualche minuto. Ancora nessuna camionetta che possa raccoglierlo. L’adrenalina inizia a salire, sudore freddo gli inzuppa la camicia a fiori.
E poi li vede: avanguardie dell’orda che ha sfondato, avanzano sparsi, filtrando da vicoli e viuzze. Troppo pochi per aver attirato l’attenzione; materiale per soldati fuori servizio, come lui. Si prepara al peggio. Stringe la chiave fra le mani, la consistenza dell’acciaio rassicurante contro le dita callose.
Il primo zombie lo supera senza vederlo. Che schifo che gli fanno. Pensa a Sara, al suo modo di sparare con un occhio mezzo chiuso dal disgusto. Chissà dov’è, in quel momento.

Il pensiero deraglia d’improvviso: una chioma bionda ondeggia lenta verso di lui, un viso sensuale che mantiene ancora una vaga consapevolezza d’appena contagiata, gli occhi verdi fissi dietro occhialetti minuti.
Alberto la riconosce subito: s’è fatta bella per lui. Gambe chilometriche che spuntano dalla minigonna, tacchi che le danno l’incedere d’un fenicottero ferito. È ancora Ava, ma è già qualcosa d’altro. Sente un conato di vomito risalirgli la gola. Se ne occuperanno altri, si dice. Non suona credibile neppure a se stesso. Si sente responsabile: se non si fosse mossa per quell’appuntamento, sarebbe ancora Ava. Sta a lui, dunque, darle la pace.

Si sporge un poco dal portone, lei quasi lo raggiunge, li separano un paio di passi. Lo guarda vacua, immobile, ogni traccia d’intelligenza, di quella brillante mente di quasi scienziata, perduta.
C… ciaoooo”, la sente strascinare fra le labbra ancora rosse. Lei alza una mano in una parodia di saluto, lui stringe più forte le dita sulla chiave. “Hai visto che robaaa?”, lei strascica ancora. “Mannaggia a loro. So’ stati quelli che contanooo, co’ le scie dell’aereiiii…
Alberto rabbrividisce.
E non sai che ce mettono dentro ai vacciiiniii…”, Ava continua lenta, gli occhi opachi che rincorrono una mosca.
Un groppo gli serra la gola. È bella, a parte l’andatura un po’ sbilenca. Quelle labbra arricciate, la posa di tre quarti, quasi fotografica. “Amo’, che dici, me porti… a Formenteraaa? …”, lei sussurra ancora, quasi complice. “Ce sta er locale de Gigio der Grande Cugino”.

L’ansia lo assale. Alberto trema, sospira. La presa sulla chiave inglese perde vigore. Sta andando tutto a rotoli. “Ma te, te la senti de fa’ un figlio?”, la voce di Sara gli ripete nella memoria.
Ha un non so che, Ava, mentre gli porge le labbra schiuse e fameliche. Gli tende la mano, lieve.
Pare persino felice.



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antico
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Re: L'amore al tempo degli zombie - di Laura Silvestri

Messaggio#2 » martedì 22 agosto 2017, 0:53

Ciao Laura! Sbaglio o è il tuo primo Minuti Contati!
Tutto ok con i parametri, buona Zombie Edition!

Ps: potrai apportare correzioni o modifiche al racconto fino all'1.00. Ogni modifica successiva a questi orari (fino all'1.33 massimo perché poi bloccherò tale possibilità) ti comporterà dei malus.

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LauSil
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Re: L'amore al tempo degli zombie - di Laura Silvestri

Messaggio#3 » martedì 22 agosto 2017, 0:58

antico ha scritto:Ciao Laura! Sbaglio o è il tuo primo Minuti Contati!
Tutto ok con i parametri, buona Zombie Edition!

Ps: potrai apportare correzioni o modifiche al racconto fino all'1.00. Ogni modifica successiva a questi orari (fino all'1.33 massimo perché poi bloccherò tale possibilità) ti comporterà dei malus.


Grazie Antico! Spero che sia il primo contest di una lunga serie, per me! :)

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angelo.frascella
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Re: L'amore al tempo degli zombie - di Laura Silvestri

Messaggio#4 » martedì 22 agosto 2017, 16:10

Racconto davvero molto carino e simpatico, che mi è piaciuto da tanti punti di vista: lo stile lineare e scorrevole, per dare il giusto rilievo alla trama, la storia di questo soldato che, in mezzo all’apocalisse zombie, ha ancora il desiderio di avere un figlio, come a dire che qualunque cosa accada l’uomo finisce ad adattarsi, le citazioni sparse (la breccia di porta pia, la canzone di Rugantino), l’ambientazione romana e la presa in giro dei complottisti (gli zombie instupiditi finiscono per diventare sostenitori delle teorie del complotto!).
Volendo trovare qualche difetto: non mi convincono del tutto, a livello di trama, il fatto che in un’apocalisse zombie due possano darsi un appuntamento romantico all’aperto né il fatto che un soldato di ronda debba lasciare le armi in caserma.
Il tema forse è un po’ al limite, ma ci può stare.

A rileggerci,
Angelo

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LauSil
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Re: L'amore al tempo degli zombie - di Laura Silvestri

Messaggio#5 » mercoledì 23 agosto 2017, 11:15

Grazie mille Angelo, sono molto contenta che il racconto ti sia piaciuto! :)

angelo.frascella ha scritto:Volendo trovare qualche difetto: non mi convincono del tutto, a livello di trama, il fatto che in un’apocalisse zombie due possano darsi un appuntamento romantico all’aperto né il fatto che un soldato di ronda debba lasciare le armi in caserma.


Rispondendo alle tue osservazioni... allora, per la prima parte mi sono un po' ispirata alla cittadina di Woodbury in The Walking Dead: ho ipotizzato che il centro di Roma fosse diventato una specie di "rifugio sicuro" dove, per quanto possibile, la gente cercasse di fare una vita normale, al riparo delle mura... magari avrei dovuto spendere qualche riga in più per suggerire meglio questa idea, in effetti ^_^'

Per le armi in caserma... eh, lì volevo far intendere che comunque le armi (come i viveri) fossero inferiori alle necessità e per questo lasciate di volta in volta a chi fosse "in servizio"... però probabilmente se avessi omesso questa idea il racconto non ne avrebbe risentito, anzi; temo che la fretta sia stata una cattiva consigliera! è stato il mio primo contest breve, dopotutto :D

Grazie ancora e a presto!

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angelo.frascella
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Re: L'amore al tempo degli zombie - di Laura Silvestri

Messaggio#6 » mercoledì 23 agosto 2017, 16:09

LauSil ha scritto:... allora, per la prima parte mi sono un po' ispirata alla cittadina di Woodbury in The Walking Dead: ho ipotizzato che il centro di Roma fosse diventato una specie di "rifugio sicuro" dove, per quanto possibile, la gente cercasse di fare una vita normale, al riparo delle mura... magari avrei dovuto spendere qualche riga in più per suggerire meglio questa idea, in effetti ^_^'

Per le armi in caserma... eh, lì volevo far intendere che comunque le armi (come i viveri) fossero inferiori alle necessità e per questo lasciate di volta in volta a chi fosse "in servizio"... però probabilmente se avessi omesso questa idea il racconto non ne avrebbe risentito, anzi; temo che la fretta sia stata una cattiva consigliera! è stato il mio primo contest breve, dopotutto :D


Ora mi è più chiaro. Al primo punto potevo arrivarci. Il secondo necessitava di qualche dettaglio in più :)

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eleonora.rossetti
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Re: L'amore al tempo degli zombie - di Laura Silvestri

Messaggio#7 » giovedì 24 agosto 2017, 10:05

Ciao Laura,
per essere il tuo primo MC hai fatto davvero un buon esordio ;)
Il racconto in generale mi è piaciuto. Hai saputo raccontare quanto successo precedentemente ai fatti narrati senza scadere nell'infodump, cosa che io apprezzo tantissimo.
Mi ha fatto un poco storcere il naso il fatto che il tizio fosse senza armi, poi ho letto la tua spiegazione nella risposta ad Angelo e ho capito; concordo sul fatto che qualche dettaglio in più avrebbe dissipato ogni dubbio in partenza.
Il tema, forse, è un poco stiracchiato, perché in effetti l'apocalisse zombie non avviene proprio quel giorno, ma è già accaduta; ho cercato di incastrarlo pensando a "crisi" anziché "apocalisse" (visto che gli zombie sfondano a Porta Pia).
In bocca al lupo!
Uccidi scrivendo.

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LauSil
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Re: L'amore al tempo degli zombie - di Laura Silvestri

Messaggio#8 » giovedì 24 agosto 2017, 15:30

Grazie Eleonora! :)
Eh sì, sarebbe stato meglio se avessi speso una frase in più sul perché le armi da fuoco fossero rimaste sul perimetro difensivo... diciamo che comunque spero passi l'idea che un bravo soldato, addestrato al combattimento, con una grossa chiave inglese non sia esattamente "inoffensivo". :D

eleonora.rossetti ha scritto:Il tema, forse, è un poco stiracchiato, perché in effetti l'apocalisse zombie non avviene proprio quel giorno, ma è già accaduta; ho cercato di incastrarlo pensando a "crisi" anziché "apocalisse" (visto che gli zombie sfondano a Porta Pia).

Proprio il mio pensiero: con la breccia inizia, dopo un periodo di relativa stabilità, una "seconda apocalisse"... un po' al limite, ma spero possa andare lo stesso!
Grazie ancora!

Daniel Travis
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Re: L'amore al tempo degli zombie - di Laura Silvestri

Messaggio#9 » venerdì 25 agosto 2017, 21:58

Ciao.
Niente male il pezzo, ottimo il tono e le voci dei personaggi. Purtroppo mi trovo in difficoltà a dare un giudizio dato che per puro gusto personale i pezzi satirici così "terra terra" (il primo stadio della zombificazione è letteralmente il complottaro da Facebook, mescolato poi con un po' dell'ignorantone da cinepanettone del decennio precedente) mi fanno più o meno l'effetto che l'acqua santa fa ai vampiri cattolici.
“C… ciaoooo”, la sente strascinare fra le labbra ancora rosse. Lei alza una mano in una parodia di saluto, lui stringe più forte le dita sulla chiave. “Hai visto che robaaa?”, lei strascica ancora. “Mannaggia a loro. So’ stati quelli che contanooo, co’ le scie dell’aereiiii…”
Alberto rabbrividisce.
“E non sai che ce mettono dentro ai vacciiiniii…”, Ava continua lenta, gli occhi opachi che rincorrono una mosca.
Un groppo gli serra la gola. È bella, a parte l’andatura un po’ sbilenca. Quelle labbra arricciate, la posa di tre quarti, quasi fotografica. “Amo’, che dici, me porti… a Formenteraaa? …”, lei sussurra ancora, quasi complice. “Ce sta er locale de Gigio der Grande Cugino”.

Il tema c'è, gli zombie pure, il testo è ben scritto, ma per i motivi di cui sopra non è il mio racconto preferito di questa sfida.
Complimenti per l'ottima prova e alla prossima.
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
Il Crocicchio è un luogo di possibilità.

LuigiDeMeo
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Re: L'amore al tempo degli zombie - di Laura Silvestri

Messaggio#10 » sabato 26 agosto 2017, 10:28

Ciao Laura e benvenuta.

Racconto molto carino, bell'esordio, con tema e zombi presenti. Ho apprezzato molto come hai dipinto in poche righe una Roma sotto assedio dai morti viventi usando l'escamotage di mostrare la Fontana di Trevi in disuso. Buona anche la ricerca di normalità da parte del protagonista, che nel mezzo di una situazione tanto al limite pensa alla paternità e a trovare una compagna. Sono d'accordo con Daniel sul dialogo con le frasi complottare, sembrano stridere troppo nel racconto. L'ultimo scambio su Formentera invece mi è piaciuto, si ricollega alla volontà del protagonista di avere una vita normale.

Tutto il racconto, e il personaggio, mi hanno fatto venire in mente lo stile recitativo di Valerio Mastrandrea. Strani collegamenti mentali.

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LauSil
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Re: L'amore al tempo degli zombie - di Laura Silvestri

Messaggio#11 » sabato 26 agosto 2017, 11:18

Grazie per questi nuovi commenti :)
Rispondo brevemente ai punti più "succulenti":

@Daniel: Be', comprendo che il gusto personale incida molto quando ci sono di mezzo cose come la satira, ci mancherebbe. ^_^
Piccola riflessione: ammetto di essere sorpresa nel constatare che certi tipi di "slang", passami il termine, siano percepiti come assolutamente caricaturali... nel senso che basta salire sulla metro, a Roma, per accorgersi che certi personaggi, ahinoi... magari fossero relegati ai film dei Vanzina! :D Conosco persone che, da sensate e pacate, si sono trasformate in sostenitori delle teorie del complotto con rapidità allarmante, al punto da suggerirmi quest'idea che ci fosse un'epidemia in corso :D Insomma...mi sa che a volte la realtà supera la fantasia. Meglio così: vuol dire che sono io quella dalle frequentazioni sfortunate ;)

@ Luigi... Mastrandrea come voce narrante...? Perché no? Avevo più in mente Santamaria, ma per un adattamento mi "accontenterei" (hi hi, certo, come no?) :)

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DandElion
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Re: L'amore al tempo degli zombie - di Laura Silvestri

Messaggio#12 » mercoledì 30 agosto 2017, 18:03

Per la prima volta nella mia vita mi sento addosso il disagio di andare perfettamente d'accordo con qualcuno (che non sia il mio ex che in pratica è un mio clone, solo con più barba)

Allora con ordine.
Ben fatta l'ambientazione, Roma muschiosa ci piace, non avrai avuto tanta fatica a descriverla.. e non entriamo nel filone anti-Raggi-ano.
Sinceramente trovo molto molto triste che durante una prolungata crisi con lo stato di allerta generale il più grande problema di Alberto, essendo Sara ingrassata (ovviamente da stress) ed essendo Ava (hai pensato mica a quella di Cavezzali?) una gran fica sia ficcare e riprodursi o meno facendolo. non lo so lo trovo molto molto misero.
Il ritratto che fai di Roma, in compenso, è molto bello e mi hai fatto sentire di nuovo a casa per un po', da brava romana trapiantata quale sono.
Che ci fai con una chiave inglese contro gli zombie? Non son mica sbullonabili.
E a questo punto mi trovo seriamente a condividere parola per parola il commento di Daniel:

Daniel Travis ha scritto:Ciao.
Niente male il pezzo, ottimo il tono e le voci dei personaggi. Purtroppo mi trovo in difficoltà a dare un giudizio dato che per puro gusto personale i pezzi satirici così "terra terra" (il primo stadio della zombificazione è letteralmente il complottaro da Facebook, mescolato poi con un po' dell'ignorantone da cinepanettone del decennio precedente) mi fanno più o meno l'effetto che l'acqua santa fa ai vampiri cattolici.
“C… ciaoooo”, la sente strascinare fra le labbra ancora rosse. Lei alza una mano in una parodia di saluto, lui stringe più forte le dita sulla chiave. “Hai visto che robaaa?”, lei strascica ancora. “Mannaggia a loro. So’ stati quelli che contanooo, co’ le scie dell’aereiiii…”
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E questo inevitabilmente mi fa scendere di varie posizioni il tuo racconto, perchè no, no e poi no.. non ce la posso fare..
Però spero di leggerti presto su un nuovo tema meno banalizzato ;)
#AbbassoIlTerzoPuntino #NonSmerigliateLeBalle
#LicenzaPoeticaGrammatica
Adoro le critiche, ma -ve prego!- che siano costruttive!!

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LauSil
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Re: L'amore al tempo degli zombie - di Laura Silvestri

Messaggio#13 » mercoledì 30 agosto 2017, 18:34

Ciao Dandelion,
grazie per il commento! Sono romana anche io, trapiantata ma a poca distanza, quindi ahimè sì, avrei tanto da raccontare sulla mia povera città :)
Sono sicura che ci rileggeremo su un tema diverso, assolutamente ;)
Rispondo brevemente a un paio di tue osservazioni che mi hanno colpito (mentre per la parte relativa alla satira credo di aver già detto quanto c'era da precisare nei commenti precedenti, quindi non mi ripeto)...
allora...

DandElion ha scritto:Sinceramente trovo molto molto triste che durante una prolungata crisi con lo stato di allerta generale il più grande problema di Alberto, essendo Sara ingrassata (ovviamente da stress) ed essendo Ava (hai pensato mica a quella di Cavezzali?) una gran fica sia ficcare e riprodursi o meno facendolo. non lo so lo trovo molto molto misero.

Ok, premesso che ci può anche stare che esista un soldato misero nel bel mezzo di un'apocalisse romana (:D), in realtà pensavo che il dilemma e il tormento di Alberto, mollato dalla sua ragazza a causa di mancanza di certezze (non troppo diversamente da quanto accade a tanti precari al giorno d'oggi), sia quello di ritrovare un barlume di normalità nel mezzo del disastro, osare sognare di nuovo, nonostante tutto, la bellezza delle cose più umane, come innamorarsi, fare progetti, costruire qualcosa, avere figli. Da mamma, credo che non riuscire a immaginare un futuro con una Roma dove i bambini crescono e giocano, sarebbe molto triste... molto più grave di non sapere se ficcare o meno, in tutta sincerità.

DandElion ha scritto:Che ci fai con una chiave inglese contro gli zombie? Non son mica sbullonabili.

Quello che ci fai con qualsiasi oggetto contundente tutto di metallo pesante: je lo soni in testa fino a che non cascano! :'D La chiave inglese è facilmente reperibile, appropriatamente spigolosa e sufficientemente massiccia per penetrare nella materia grigia infetta dei non-morti!

A rileggerci! :)

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DandElion
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Re: L'amore al tempo degli zombie - di Laura Silvestri

Messaggio#14 » mercoledì 30 agosto 2017, 18:37

LauSil ha scritto: je lo soni in testa fino a che non cascano!

novantatré minuti di applausi perchè novantadue non bastavano!!!!!! x'D
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Polly Russell
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Re: L'amore al tempo degli zombie - di Laura Silvestri

Messaggio#15 » giovedì 31 agosto 2017, 22:50

Ciao, racconto gradevole, tema sfiorato. L'apocalisse c'è già e quello descritto è un giorno come un altro. Ho fatto un po' di confusione tra Sara e Ava, ma solo all'inizio.
Ma quanto ti piace Venditti? Sarà, il fontanone, porta pia... :)
Io invece ho delle remore proprio sull'ambientazione, parli di una novella breccia a Porta Pia, a parte la sfiga, non ricordo queste gran mura lì intorno. Magari sbaglio, ma basta fare il giro, la breccia non serve. :)
Hai anche nominato posti lontanucci tra loro, mura Aureliane, il fontanone (immagino sia fontana di Trevi), Piramide... E leggendo invece, ho avuto l'impressione che fosse tutto lì a due passi.
Comunque, il ritmo c'è, l'idea e lo stile pure. Peccato per il fuori tema, che, nella mia classifica, ti penalizzerà.
Polly

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LauSil
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Re: L'amore al tempo degli zombie - di Laura Silvestri

Messaggio#16 » sabato 2 settembre 2017, 14:18

Polly Russell ha scritto:Ma quanto ti piace Venditti? Sarà, il fontanone, porta pia... :)
Io invece ho delle remore proprio sull'ambientazione, parli di una novella breccia a Porta Pia, a parte la sfiga, non ricordo queste gran mura lì intorno. Magari sbaglio, ma basta fare il giro, la breccia non serve. :)
Hai anche nominato posti lontanucci tra loro, mura Aureliane, il fontanone (immagino sia fontana di Trevi), Piramide... E leggendo invece, ho avuto l'impressione che fosse tutto lì a due passi.


Ciao Polly! :)
Anche se mi trovo a passare dal forum per l'edizione Dragonfest, e questa è ormai praticamente conclusa, ne approfitto per risponderti brevemente, giusto per un senso di "chiusura" :)

In effetti, l'apocalisse non arriva esattamente in quel momento, su questo hai pienamente ragione...sob ^_^'

Venditti, però, decisamente non è il mio genere (\m/) ...al massimo Guzzanti che gli fa il verso... na na naaa na naaa :D... giuro che neanche me lo ricordavo che Sara fosse il titolo di una sua canzone XD Però, da romana, amo Roma, questo sì.

Quanto ai posti, immaginavo che, essendo il centro di Roma divenuto un "rifugio sicuro", le mura aureliane fossero state "sistemate" lì dove mancava qualche pezzo...
Per la vicinanza, nella prima parte avevo indicato che per spostarsi da Piramide al Fontanone in effetti Alberto si è fatto dare un passaggio in macchina, mentre Porta Pia è la porta più vicina, in linea d'aria, a Fontana di Trevi ;)

Grazie per il tuo commento! :)
A rileggerci ^^

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