Destino - di Giancarmine Trotta

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giancarmine trotta
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Destino - di Giancarmine Trotta

Messaggio#1 » martedì 19 settembre 2017, 0:23

Destino


“Patri' fammi un panino al salame! Dai!”
Ti alzi consapevole del rischio.
Le tue gambe si muovono indecise e doloranti verso la cucina. Con la mano destra muovi il coltello in un movimento che in testa diventa proposito, futuro, libertà.
Ti avvicini con lo sguardo al pavimento, l'occhio destro turgido a causa dell'ultimo colpo subito e la paura di prenderle ancora.
“Eccolo”.
Lui ti guarda, ti fissa, ti chiede di restare seduta. Osservi le briciole cadere sul tappeto e pensi che ci sei quasi, che devi resistere. Ai diciott'anni mancano pochi giorni. Non vuoi diventare una briciola calpestata come tua madre.

A scuola non hai più scuse: le scale, la bicicletta, il tamponamento. La professoressa di italiano ti chiama in disparte e ti chiede di parlare, di denunciare.
Tu taci, minimizzi, neghi.
Ai diciott'anni mancano pochi giorni, ti ripeti. Solo quel pensiero ossessivo ti permette di restare lucida e non crollare.
All'uscita Marco ti aspetta in sella alla sua moto e ti avvicini per sentirti finalmente amata. Lui preme i suoi muscoli intorno alle tue braccia sofferenti e a modo suo lenisce le ferite dell'animo: basta un bacio per sentirti viva, amata, protetta.
“Amo' è tutto pronto”.
Tu non rispondi e preferisci poggiare la carne tumefatta sui suoi pettorali in bella evidenza. Poi sussurri: “E' tardi, devo tornare a casa, a domani”.

“Patri'! Patri'! Senti vieni qua”.
Ti muovi lenta, pronta a scappare per non tornare più.
“Dimmi Pino”.
Lui accenna un sorriso dietro la barba incolta, poi di scatto parla, con fare sicuro.
“Ora hai diciott'anni, tua madre non c'è più e anch'io soffro. Però ci sei tu e ora non sei più una ragazzina”.
Deglutisci a fatica mentre lui si avvicina con una busta di cartone. Resti impietrita, in silenzio.
“E' un pensiero per te, provalo. Ora sei maggiorenne”.
Lui accarezza il completino intimo e abbassa la lampo dei pantaloni mostrandosi pronto.
Tu sai cosa fare.
Vorresti scappare da Marco e dirgli tutto: le violenze ripetute, l'animo e il corpo lacerati. Tuttavia sai che è troppo rischioso e non vuoi morire.
Non adesso.
Ti lasci andare sul letto, nuda, mentre lui gioca con le tue carni.

Con la puzza del suo sudore ancora addosso vai via per sempre dalla tua casa. Ti giri e rivedi tuo padre con una bambina felice sulle sue spalle e ancora la mamma, solo pochi anni fa, aiutarti nei compiti. Affoghi i ricordi in un pianto silenzioso e corri via da Marco.

Il destino forse, o la sfortuna, o ancora le scelte, i comportamenti. La vita con Marco è un ascensore che cade in picchiata. Dal paradiso della fuga ai litigi, alle urla, fino alle mani addosso e ai nuovi e vecchi dolori.
La rabbia di averlo scelto, di aver sbagliato, ti accecano.
Quel coltello in movimento torna ad essere proposito, scelta, epilogo.
Lui dorme e tu impugni la lama.
A gesto compiuto resti ferma a guardarlo.
Forse lui paga per tutti. Forse potevi scappare ancora.
Allora ti lavi con cura e scegli il vestito migliore, poi scendi per strada e ti incammini verso il commissariato.
Finalmente libera.
Ultima modifica di giancarmine trotta il martedì 19 settembre 2017, 0:34, modificato 2 volte in totale.



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antico
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Re: Destino - di Giancarmine Trotta

Messaggio#2 » martedì 19 settembre 2017, 0:25

Ciao Giancarmine! Anche a te: bentornato! Tutto ok con i parametri e occhio che da questa edizione in avanti avrete 5000 caratteri disponibili e non solo 3000! Buona DI DIO EDITION!

Ps: ti ricordo che hai tempo fino all'una per modificare il racconto a tuo piacimento (senza superare il limite di caratteri, però). Nel caso, invece, che tu lo modifichi dall'una e un minuto fino all'una e trentatre, incorrerai in malus.

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vito.ricco
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Re: Destino - di Giancarmine Trotta

Messaggio#3 » martedì 19 settembre 2017, 15:27

Lo stile narrativo mi piace parecchio. L'idea è sviluppata molto bene. Scrittura secca ed essenziale. Il finale trasmette il giusto pathos. Ho trovato la parte violenta molto forte, questo per me è un grande merito. Mi piace parecchio questo racconto, mi ha trasmesso la giusta angoscia e il giusto senso di thrilling. Potresti basarti su questa idea per scrivere qualcosa di più lungo, merita.

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DandElion
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Re: Destino - di Giancarmine Trotta

Messaggio#4 » mercoledì 20 settembre 2017, 21:49

ADOROH.
Ben trovato.
L'idea è perfetta. La violenza è sottile, permeabile, tangibile.. gocciola da ogni parola con la tensione vibrante di chi davvero spera di farcela a riscattarsi e miseramente non ci riesce finché non decide di giocarsi tutto. Marco. Marco porca miseria davvero c'era bisogno di trasformarsi in Marco Masini, salvare la tua principessa e poi trattarla peggio del padre-patrigno-padrone? Non si può non essere solidali con lei. Uno così che ti illude di essere la tua ancora di salvezza, di essere migliore e poi è uguale a tutti gli altri, non merita forse di morire? Un solo appunto: io, uno così, vorrei vederlo morire guardandolo negli occhi.

"La vita con Marco è un ascensore che cade in picchiata. Dal paradiso della fuga ai litigi, alle urla, fino alle mani addosso e ai nuovi e vecchi dolori."

La frase perfetta.
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#LicenzaPoeticaGrammatica
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giancarmine trotta
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Re: Destino - di Giancarmine Trotta

Messaggio#5 » giovedì 21 settembre 2017, 19:14

Ciao cari e grazie.
Vito e Ace piacere di conoscervi e tra non molto di leggervi. Dand piacere di ritrovarti (e leggere anche il tuo racconto!).
Dand grazie dei complimenti. Non conoscevo il cortometraggio; l'ho visto: malinconico e ironico, molto bello. Vito grazie anche a te, mi fanno molto piacere.
Ace concordo sulla sequenza "taci, minimizzi, neghi", mentre sulle "carni" il termine è voluto e lo confermerei. Grazie anche a te!
Alla prossima,
G.

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DandElion
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Re: Destino - di Giancarmine Trotta

Messaggio#6 » venerdì 22 settembre 2017, 1:27

giancarmine trotta ha scritto: Non conoscevo il cortometraggio; l'ho visto: malinconico e ironico, molto bello. (..)
G.

Eh caro, Dalì è Dalì, mica micio micio ;)
AdoroH quel corto lì ;)
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raffaele.marra
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Re: Destino - di Giancarmine Trotta

Messaggio#7 » lunedì 25 settembre 2017, 23:51

Mi è piaciuto molto, soprattutto per lo stile "alto" che lo contraddistingue. In tal senso, la scelta della seconda persona singolare contribuisce non poco a rendere profondo il testo, immergendo il lettore in una sorta di dialogo intimo con la protagonista, intriso di empatia e di vera partecipazione. La scelta lessicale, l'equilibrio di ogni frase, il ritmo delle immagini suggerite sono molto ben curati, cosa notevole se si pensa al poco tempo avuto a disposizione per tirare giù il racconto. Il tema è centrato in maniera nitida, forse un tantino ovvia, ma lo sviluppo narrativo c'è e non manca la sorpresa finale. Quest'ultima, ben celata durante lo svolgimento del testo, è un giusto contrappasso che, in pochi righi, sembra in grado di stravolgere le sorti della protagonista. Sembra quasi che quel "destino" del titolo possa essere sconfitto sul finale dalla ribellione della donna e dal suo gesto estremo. Poi però si comprende come l'atto finale non sia altro che un'ulteriore caduta verso un abisso profondo e inevitabile, come il più tetro e doloroso dei destini. Eppure hai voluto concludere tutto con un "finalmente", lasciandoci intendere come per la donna si tratti comunque di una via d'uscita, di uno spiraglio di luce. Ecco, forse io avrei evitato quel "finalmente" per lasciare fino in fondo il senso di buio, di cupo, di angoscia che traspare ovunque dal tuo scritto. Ma qui, ovviamente, entriamo nell'inutile disciplina del mero gusto personale.

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Linda De Santi
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Re: Destino - di Giancarmine Trotta

Messaggio#8 » mercoledì 27 settembre 2017, 22:39

Ciao Giancarmine!
Hai scelto una storia classica per sviluppare il tema, ma l’hai raccontata molto bene, con uno stile curato e rigoroso.
Mi è piaciuto soprattutto come hai gestito il passaggio da una vita all’altra: quando ci si rende conto che la nuova vita della protagonista è uguale alla vecchia, lei ha ormai preso la sua decisione più estrema. L’effetto è davvero bello.
Secondo me è un’ottima prova, che sopperisce alla scelta non originalissima della vicenda con tante altre virtù. Bravo.

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marco.roncaccia
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Re: Destino - di Giancarmine Trotta

Messaggio#9 » giovedì 28 settembre 2017, 9:49

Ciao Giancarmine,

Alla fine sei uno dei pochi che ha peso il tema per le corna e ha resistito alla tentazione i stravolgerlo - contestarlo - rivoltarlo.
Il racconto è ben scritto e mostra il vissuto di una giovane donna in quel passaggio comunemente noto come dalla padella alla brace.
La parte della padella è quella che mi ha convinto di più e dove, secondo me il racconto raggiunge i momenti più alti. La brace, invece, la trovo un po' troppo affrettata, riassunta, detta. Il finale, ci sta tutto.

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Andrea Partiti
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Re: Destino - di Giancarmine Trotta

Messaggio#10 » giovedì 28 settembre 2017, 15:51

L'idea è semplice e la sviluppi in maniera molto convincente, prendendo le scene giuste e senza trascinare la narrazione dove non serve. Il risultato è ottimo e molto incisivo rispetto al suo messaggio.
L'insistere sui 18 anni da aspettare è un po' meh, sembra una forzatura per lasciare la tua protagonista a soffrire per la storia. Se ha coraggio di fuggire a 18 anni, ha coraggio di fuggire anche prima. Se è così soggiogata da non riuscire a fuggire, non cambierà nulla dopo. Posso in parte capirlo come parte della sua confusione dell'essere vittima e soggiogata.
Non posso capirlo invece da parte del padre/patrigno: se è pronto a violentarla, di certo non è una data a fermarlo o convincerlo ad aspettare.
Mi sembrano delle forzature in un contesto di abusi in cui queste norme sul filo del giuridico contano ben poco, soprattutto se ci torni così tante volte e non solo come pensiero della vittima.

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antico
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Re: Destino - di Giancarmine Trotta

Messaggio#11 » sabato 30 settembre 2017, 15:23

Ho storto il naso sulla tua insistenza per l'attesa dei diciotto anni: se voleva fuggire lo faceva anche prima e se il padre voleva violentarla poteva farlo in qualunque momento, in particolare mi sembra manchino motivazioni forti per un'attesa del genere, soprattutto considerato il contesto italiano che non prevede in alcun modo un'attenzione a questo tipo di vincoli (e sto parlando di vincoli mentali della popolazione, ormai abituata a pensare e rapportarsi al di fuori di qualunque vincolo civile, lo so, sono estremo in questo). La seconda parte, inoltre, è troppo veloce e quasi telecomandata, pur avendo ancora spazio da sfruttare. In particolare non ci presenti Marco, in verità non ci presenti neppure Vito. Racconti troppo senza mostrare, è tutto nella testa della protagonista, che però ci identifichi solo nella sua attesa per i diciotto anni. E mi fermo qua perché sembra che non mi sia piaciuto e invece l'ho gradito molto. La forma è ottima, elegante. Il tocco è quello esperto del grande narratore. Ci sono delle pecche, è vero, ma il pollice è tendente all'alto e finisci dietro al racconto di Roncaccia, a parità di giudizio, solo per una mia preferenza assolutamente personale per la maggiore originalità del modo in cui lui ha trattato il tema.

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