Cagliostro

Lunedì 16 ottobre dalle 21.00 all'una.
Tema: LA PORTA.
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DandElion
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Cagliostro

Messaggio#1 » lunedì 16 ottobre 2017, 22:28

All’inizio sembrava solo un puntino scuro, li sulla superficie dell’intonaco del muro. Una cosa esigua, il ricordo del passaggio di un moschino o un piccolo incipit di muffa. Daniele non se ne curò nonostante la sua meticolosità, ma tenne a mente di rimuoverlo con un po’ di cartavetro, onde evitare la sorpresa di una invasione fungina più estesa.
Come spesso gli succedeva, però, gli arrivò poco dopo la comunicazione di una piccola trasferta di “una settimana, al limite dieci giorni” che per uno che odia star fuori casa è veramente il massimo della pena.
Arreso all’evidenza di non poter fare un salto in ferramenta buttò in valigia i suoi due completi buoni, rassegnato.
Un sms breve alla cat sitter “Devo partire, ha ancora le chiavi, pensi lei a Cagliostro, le farò un bonifico al mio rientro” e una prenotazione di taxi “sì, ore 4:25, Via Filzi 23.” 15 minuti per finire la valigia, 3 minuti di carezze e coccole alimentari per Cagliostro, 9 per una doccia, di cui 2 per una fugace soddisfazione personale e subito a letto.
Previsione: 4 ore e 2 minuti di sonno.
Il viaggio era stato molto faticoso, l’investitore estero era sembrato poco interessato e la trattativa si era arenata: fino a poche ore prima del ritorno, sembrava che non se ne sarebbe fatto nulla e invece, alla fine, con un colpo da maestro, Daniele aveva concluso l’affare, tutt’altro che facile; era o non era il miglior broker di finiture di lusso che la piazza potesse offrire?
Aveva una fortuna dannata!
Lavorava esclusivamente conto terzi e otteneva commissioni altissime da ambo le parti. Piastrelle, vetri, sanitari, rubinetti e tappeti lo soddisfacevano poco, ma la sua grande passione erano le porte: tamburato, rinforzato, blindato, massello, il suo settore di eccellenza era il legno che per lui non aveva segreti.
Con un mazzo di cash che non gli entrava bene in tasca e il cuore avidamente felice per il guadagno dell’affare appena siglato, salito sul primo aereo eccolo prendere il treno, il taxi e pregustare l’arrivo a casa -e che casa!- per rintanarsi nell’abbraccio caldo ed umido della sua jacuzzi.
Ricco, bello e solo.
La sua casa enorme per un single e zeppa di oggetti dal lussuoso design, poggiati su mobili scandinavi con cartellini a 3 zeri che ostentavamo una costosissima eleganza, a riprova che il semplice non è mai banale (e soprattutto non costa poco) lo aspettava.
Arrivato sul pianerottolo la lama di luce sotto al portone gli fece increspare la fronte, sicuro di aver detto a Dalia- la catsitter- che non sarebbe stato necessario andare quel giorno a nutrire Cagliostro.
Indispettito e non con poco fastidio infilò le chiavi nel portone, poco agevolmente, sforzando lo scrocco e si ripromise una gita di piacere in ferramenta. Ah, sì, la carta vetro anche.
Si chiuse l’uscio alle spalle e poggiò il cappotto sul guardaroba- più vecchio che antico- che gli ricordava tanto casa dei suoi. L’aveva comprato ad un mercatino delle pulci, col vetro della cappelliera sbreccato la cui riparazione gli era costata più del mobile stesso. Dove c’è gusto non c’è perdenza! come diceva sempre suo nonno.
Al suo passaggio la domotica rese più intensa la luce del corridoio, tanto da indurlo a credere di aver sbagliato a vedere la luce prima da sotto la porta.
Si diresse in cucina, sempre seguito dalla fatina invisibile della Siemens ad anticipare luminosa il suo passaggio- e a relegarlo di nuovo nel buio entro pochi secondi- e dopo aver constatato tristemente che oltre ad una birra e una carota marcia altro in casa non c’era si rese conto che non aveva ancora visto Cagliostro.
Si diresse in salotto per prendere i croccantini e davanti ai suoi occhi increduli nel muro -dove prima troneggiava un infinito bianco intonaco, interrotto solo da un Vona dai colori violenti- si apriva una enorme porta verde, alta quasi fino al soffitto.
La toccò incredulo e quella si aprì di scatto, facendolo balzare indietro.
Come ci fosse una nuova spettrale domotica si accese un bagliore soffuso che illuminò una seconda porta più piccola. Ipnotizzato come Alice nel paese delle meraviglie Daniele si avvicinò e la toccò: con meno stupore si aprì anche questa e rivelò una sorella minore oltre di lei. Chiamava Cagliostro e lo sentiva miagolare in lontananza. Sempre più vicino sembrava il micio, di porta in porta e Daniele ne aprì 30, forse 40, forse 80, sempre più affaticato e chino. Apriva porte come un ossesso, finche accucciato arrivò ad un muro di un bianco accecante. Li c’era Cagliostro che lo guardo con occhi di giada e..
Lo trovarono così, riverso sul pavimento del salotto di casa sua, “un infarto secco - disse il coroner- non si è accorto di nulla. Lo stress, uccide.”
Invece un portantino col pallino esoterico dell’arte rimase molto sorpreso nel vedere, in una casa arredata con così buon gusto, lo scarabocchio infantile di una porta barocca, con accanto un gatto a forma di 8 con i baffi, una zampa abbozzata a sorreggere un grosso pentacolo rosso.
Ultima modifica di DandElion il martedì 17 ottobre 2017, 0:22, modificato 1 volta in totale.


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antico
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Re: Cagliostro

Messaggio#2 » lunedì 16 ottobre 2017, 22:47

Ciao Dand! Tutto ok con i parametri, divertiti in questa Schiavo Campo Edition!

Ps: ti ricordo che hai tempo fino all'una per modificare il racconto a tuo piacimento (senza superare il limite di caratteri, però). Nel caso, invece, che tu lo modifichi dall'una e un minuto fino all'una e trentatre, incorrerai in malus.

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Flavia Imperi
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Re: Cagliostro

Messaggio#3 » martedì 17 ottobre 2017, 11:39

Siamo in gruppi diversi ma sono venuta a sbirciare... in bocca al lupo!
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alexandra.fischer
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Re: Cagliostro

Messaggio#4 » martedì 17 ottobre 2017, 18:20

Che bel racconto. Mi piace come hai introdotto l’indizio del disegno maledetto della porta con scarabocchio a forma di gatto che regge un pentacolo. Dapprima è una macchiolina insignificante, ma per il protagonista Daniele significa morte certa (per il suo Cagliostro non lo so, l’ho visto piuttosto…infingardo nella scena delle porte che si aprono una dopo l’altra fino a far scoppiare il cuore a Daniele). La specifica della porta è resa ottimamente (dal disegno maledetto fino all’arredamento della casa passando per il lavoro di rappresentante di porte e affini di Daniele). Io ho visto il maleficio gatto-pentacolo-porta anche nella vita di Daniele prima della comparsa delle porte stregate, solo (Cagliostro a parte, mi piace come ne hai resa la natura ambigua soprattutto nel paragone: occhi-giada) e immerso nel superlavoro.
Attenzione a:
Refuso li per lì.

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Flavia Imperi
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Re: Cagliostro

Messaggio#5 » mercoledì 18 ottobre 2017, 9:28

Ciao Dand Elion!
Mi pare di cogliere una certa citazione di Dylan Dog, se non sbaglio!
Il tuo racconto è suggestivo e poco scontato, ho seguito con curiosità gli indizi disseminati nella storia: la strana macchia all'inizio, la lama di luce, infine la visione delle porte e il disegno sulle pareti, che mi fanno pensare, nonostante la morte "fisica" del protagonista, che la sua anima sia in giro fra i mondi in compagnia del suo gatto. A una prima lettura il finale non mi era piaciuto molto, pensando che fosse tutta una sua allucinazione, tuttavia il disegno sulla parete rimane un mistero non trasurabile, e ne fa se non altro un finale aperto.
Qualche appunto stilistico:
- ti consiglio di andare a capo quando c'è un'ellisse importante, come quella del viaggio, e fra le porte e la scena del cadavere, dato che che facilitano la lettura.
- ho apprezzato molto la quotidianità della vita del protagonista, dipinta in pochi gesti rappresentativi vividi e ben narrati.
- non ho capito questa frase: "un portantino col pallino esoterico dell’arte", non mi è chiaro il ruolo del termine "esoterico" in questo frangente.

Buon contest!
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Re: Cagliostro

Messaggio#6 » mercoledì 18 ottobre 2017, 22:16

Flavia Imperi ha scritto: Ciao Dand Elion!
Mi pare di cogliere una certa citazione di Dylan Dog, se non sbaglio!

Non sbagli, cara ;) bentornata!!

Flavia Imperi ha scritto:Il tuo racconto è suggestivo e poco scontato, ho seguito con curiosità gli indizi disseminati nella storia: la strana macchia all'inizio, la lama di luce, infine la visione delle porte e il disegno sulle pareti, che mi fanno pensare, nonostante la morte "fisica" del protagonista, che la sua anima sia in giro fra i mondi in compagnia del suo gatto. A una prima lettura il finale non mi era piaciuto molto, pensando che fosse tutta una sua allucinazione, tuttavia il disegno sulla parete rimane un mistero non trasurabile, e ne fa se non altro un finale aperto.

Grazie <3

Flavia Imperi ha scritto: Qualche appunto stilistico:
sempre graditi <3

Flavia Imperi ha scritto:- ti consiglio di andare a capo quando c'è un'ellisse importante, come quella del viaggio, e fra le porte e la scena del cadavere, dato che che facilitano la lettura.
- ho apprezzato molto la quotidianità della vita del protagonista, dipinta in pochi gesti rappresentativi vividi e ben narrati.
yes

Flavia Imperi ha scritto:- non ho capito questa frase: "un portantino col pallino esoterico dell’arte", non mi è chiaro il ruolo del termine "esoterico" in questo frangente.
per riconoscere un pentacolo lo devi conoscere prima, altrimenti è una banalissima stella in un cerchio..


Flavia Imperi ha scritto: Buon contest!
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Re: Cagliostro

Messaggio#7 » mercoledì 18 ottobre 2017, 22:16

alexandra.fischer ha scritto:Che bel racconto. Mi piace come hai introdotto l’indizio del disegno maledetto della porta con scarabocchio a forma di gatto che regge un pentacolo. Dapprima è una macchiolina insignificante, ma per il protagonista Daniele significa morte certa (per il suo Cagliostro non lo so, l’ho visto piuttosto…infingardo nella scena delle porte che si aprono una dopo l’altra fino a far scoppiare il cuore a Daniele). La specifica della porta è resa ottimamente (dal disegno maledetto fino all’arredamento della casa passando per il lavoro di rappresentante di porte e affini di Daniele). Io ho visto il maleficio gatto-pentacolo-porta anche nella vita di Daniele prima della comparsa delle porte stregate, solo (Cagliostro a parte, mi piace come ne hai resa la natura ambigua soprattutto nel paragone: occhi-giada) e immerso nel superlavoro.
Attenzione a:
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Oh ma grazie mille <3 <3 <3
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DandElion
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Messaggio#8 » mercoledì 18 ottobre 2017, 22:17

Flavia Imperi ha scritto:Siamo in gruppi diversi ma sono venuta a sbirciare... in bocca al lupo!

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Adry666
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Re: Cagliostro

Messaggio#9 » venerdì 20 ottobre 2017, 16:29

Ciao Dand,

tema centrato.

Racconto scritto con maestria che subito dipinge bene il protagonista. Il finale mi ha un po’sorpreso, mi aspettavo una chiosa comica o giallo-horror. Non sono amante del genere, ma sinceramente non ho capito bene chi ha fatto cosa: è stato il gatto posseduto? Boh, scusami ma è sicuramente colpa mia.
Una nota tecnica: la muffa non si rimuove dalle pareti con la carta vetrata, poi dovresti rifare la verniciatura da capo e spargeresti la muffa sul resto della parete. DI solito, a parte i prodotti specifici, si usa acqua e ammoniaca su un panno bianco per rimuovere le spore senza danneggiare troppo la tinta.

A presto
Adriano

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SalvatoreStefanelli
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Re: Cagliostro

Messaggio#10 » venerdì 20 ottobre 2017, 22:23

Ciao. Non riesco a fare un commento critico a questo racconto. Mi dico che mi è piaciuto, eppure avverto delle perplessità che non so spiegarmi. Scritto bene e con una trama lineare ben congeniata. Mi spiace, non riesco a dirti di più.

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Ace
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Re: Cagliostro

Messaggio#11 » sabato 21 ottobre 2017, 15:18

Ottima l’ambientazione, scritto molto bene, con gusto e proprietà, un linguaggio giusto, appropriato, coerente. L’immagine inaspettata della porta che si staglia fin quasi al soffitto, è suggestiva e molto potente. Buono l’impianto, ben congegnato e altrettanto realizzato. Mi sono un po’ perso nel finale, non ho ben compreso cosa sia accaduto al gatto e per mano di chi o cosa sia morto, cosa che ritengo imputabile al poco tempo a disposizione e all’impossibilità per ogni autrice/autore di far sedimentare e portare a maturazione il tutto: con i minuti contati non è possibile far fronte a queste necessità e io stesso non riesco a mettere a punto tutte le piccole incongruenze espositive che si celano in un racconto “cotto e mangiato” in un così breve lasso di tempo. Ma al netto di ciò, mi pare una buona prova.

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Eugene Fitzherbert
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Re: Cagliostro

Messaggio#12 » domenica 22 ottobre 2017, 0:55

Ciao, Dand!
Bel racconto davvero.
Mi è piaciuta la descrizione della vita di Daniele, piena di soldi e soddisfazioni lavorative, rassicurata dalla presenza di oggetti costosi racchiusi in una casa grande e... allo stesso tempo vuota, quasi di carta pesta, un'illusione di felicità che riflette la sua muta disperazione. Il gatto, poi, che resta sempre e solo un nome e un paio di occhi, è perfetto per incarnare il vero anarchico della casa, quello che deciderà le sorti di Daniele.
Il finale esoterico e pentacoloso (la Crusca mi amerà per questo!) descrive la vendetta perfetta di un felino addestrato alle arti magiche che non ama essere abbandonato in casa. Mi chiedo che fine abbia fatto Cagliostro? Che sia un trovatello in cerca della prossima vittima?

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giancarmine trotta
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Re: Cagliostro

Messaggio#13 » mercoledì 25 ottobre 2017, 21:58

Ciao Dand,
ti dico subito che ho riletto il finale due volte perché mi ero perso e mi è dispiaciuto bloccare la lettura di un racconto gustoso, scritto con tecnica.
Ti hanno già scritto che è preferibile andare a capo da una scena all'altra e non aggiungo altro; ti hanno detto che è un bel racconto e lo confermo in pieno. Ciò che colpisce è la maestria di una scrittrice che, sapendo ben gestire i caratteri a disposizione, allunga e accorcia descrizioni, indizi e virgolettato dei protagonisti. Ripeto: il finale aperto o comunque non ben definito, sopratutto di Cagliostro, non mi appaga (forse è colpa mia se ho tralasciato qualche dettaglio...); tutto il resto sì e ti dico brava.
Curiosità: e la catsitter?
Alla prossima,
G.

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Re: Cagliostro

Messaggio#14 » giovedì 26 ottobre 2017, 10:02

Il racconto è scritto bene e si fa leggere senza una sbavatura.
Però fatico a mettere insieme tutti i pezzi del puzzle, anche dopo un paio di riletture.
Non riesco a collocare la scena delle porte annidate e quello che vuole implicare con il disegno finale del gatto con un pentacolo. La catsitter ha un vero ruolo a parte fare la comparsa nel messaggio? Il gatto si era perduto/nascosto? Era una trappola attiva da parte sua? Voleva solo che gli aprisse le porte per poi fermarsi nel mezzo indeciso se restare nel mondo dell'Oltre o tornare in cucina? :D
Insomma, tutto perfetto e non criticabile, ma un pelino più di collegamenti nel finale mi avrebbero reso un lettore felice, magari trovando un modo per connettere con un sottile filo rosso tutte le porte del tuo racconto, quelle dell'ossessione lavorativa del protagonista che lo portano a trascurare Cagliostro e la trappola che trova pronta per lui, che vedo come una sorta di contrappasso per le ragioni dell'abbandono.

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lordmax
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Re: Cagliostro

Messaggio#15 » giovedì 26 ottobre 2017, 18:23

Vai di Bonelliana memoria se non erro. Un racconto quotidiano che sfocia nell'horror esoterico causato dalla solitudine e incapacità di affrontare la propria condizione reale. Leggo una certa critica sociale nel tuo racconto che spero non sia solo una mia fantasia.
Mi piace molto l'inizio, il protagonista è tratteggiato benissimo, non perdi tempo nel presentare altri personaggi se non per quello che servono. Il viaggio è dettagliato e al tempo stesso sufficientemente spartano da non far perdere tempo e sopratuto sprecare caratteri.
La parte finale mi lascia perplesso. Ci sono troppe domande senza risposta, troppi eventi senza motivo. La sorte del protagonista è palese dal momento in cui vede la luce, poteva essere un finale comico o tragico, hai scelto quello tragico e approvo la scelta però avrei preferito avere delle risposte, anche solo abbozzate di una parte delle domande.
Il finale può restare aperto e indefinito e lo hai fatto bene introducendo il barelliere esoterista che potrebbe essere il vero protagonista della serie di racconti di cui questo è solo il primo.
Le domande interne al racconto invece devono avere una risposta altrimenti io lettore non posso godermi appieno la successione degli eventi e mi blocco su domande quali 'perché è entrato in casa anche se c'era luce?' 'Perché la porta si apre con fatica quando all'uscita non ha dato problemi?' 'Perché non ha chiamato la cat sitter per avere informazioni?' 'Perché non si è spaventato per la porta magica?' Tutte domande che mi bloccano nella lettura e non mi permettono di andare oltre con la leggerezza che hai dimostrato nella prima parte del racconto.
Detto questo il racconto è ben fatto e con tempi narrativi perfetti, e ovviamente il tema è centrato in pieno.

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Re: Cagliostro

Messaggio#16 » giovedì 26 ottobre 2017, 18:46

Ciao Dand Elion,
il tuo racconto mi è piaciuto. Azzeccata la voce e il personaggio. Per quanto riguarda il tema, di porte ne hai messe fino a 80. La storia si lascia leggere dall’inizio alla fine ed è abbastanza scorrevole. Un limite però mi sembra il fatto che si dilunghi troppo in scene non essenziali quali quella della preparazione per il viaggio (a proposito 2 minuti mi sembrano un po’ pochini) e il viaggio d’affari stesso.
Mi sembra una storia da 3000 caratteri massimo e sono sicuro che snellire gioverebbe al ritmo. In ogni caso una buona prova

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Re: Cagliostro

Messaggio#17 » giovedì 26 ottobre 2017, 23:46

Scusate la mia prolungatissima assenza.. è stata una settimana devastante..
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Re: Cagliostro

Messaggio#18 » giovedì 26 ottobre 2017, 23:48

Adry666 ha scritto:Una nota tecnica: la muffa non si rimuove dalle pareti con la carta vetrata, poi dovresti rifare la verniciatura da capo e spargeresti la muffa sul resto della parete. DI solito, a parte i prodotti specifici, si usa acqua e ammoniaca su un panno bianco per rimuovere le spore senza danneggiare troppo la tinta.


se un puntino di muffa lo tratti così è la volta che devasti la parete e la devi ridipingere.. purtroppo ho una lunga lista di rimedi :( e di affitti ammuffoliti..
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Re: Cagliostro

Messaggio#19 » giovedì 26 ottobre 2017, 23:51

SalvatoreStefanelli ha scritto:Ciao. Non riesco a fare un commento critico a questo racconto. Mi dico che mi è piaciuto, eppure avverto delle perplessità che non so spiegarmi. Scritto bene e con una trama lineare ben congeniata. Mi spiace, non riesco a dirti di più.

Ah ehm. boh, mi dispiace. se vuoi ne parliamo :P
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Re: Cagliostro

Messaggio#20 » giovedì 26 ottobre 2017, 23:52

Ace ha scritto: Mi sono un po’ perso nel finale, non ho ben compreso cosa sia accaduto al gatto e per mano di chi o cosa sia morto.


Il gatto NON è morto! il gatto è magico!!! è stregone!! Per chi conosce Dylan Dog è CAGLIOSTRO!!
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Re: Cagliostro

Messaggio#21 » giovedì 26 ottobre 2017, 23:53

Eugene Fitzherbert ha scritto:Ciao, Dand!
Bel racconto davvero.
Mi è piaciuta la descrizione della vita di Daniele, piena di soldi e soddisfazioni lavorative, rassicurata dalla presenza di oggetti costosi racchiusi in una casa grande e... allo stesso tempo vuota, quasi di carta pesta, un'illusione di felicità che riflette la sua muta disperazione. Il gatto, poi, che resta sempre e solo un nome e un paio di occhi, è perfetto per incarnare il vero anarchico della casa, quello che deciderà le sorti di Daniele.


oh <3 grazie


Eugene Fitzherbert ha scritto:Il finale esoterico e pentacoloso (la Crusca mi amerà per questo!) descrive la vendetta perfetta di un felino addestrato alle arti magiche che non ama essere abbandonato in casa. Mi chiedo che fine abbia fatto Cagliostro? Che sia un trovatello in cerca della prossima vittima?


Cagliostro si annoia facilmente dei suoi pet ;)
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Re: Cagliostro

Messaggio#22 » giovedì 26 ottobre 2017, 23:55

giancarmine trotta ha scritto:Ciao Dand,
ti dico subito che ho riletto il finale due volte perché mi ero perso e mi è dispiaciuto bloccare la lettura di un racconto gustoso, scritto con tecnica.
Ti hanno già scritto che è preferibile andare a capo da una scena all'altra e non aggiungo altro; ti hanno detto che è un bel racconto e lo confermo in pieno. Ciò che colpisce è la maestria di una scrittrice che, sapendo ben gestire i caratteri a disposizione, allunga e accorcia descrizioni, indizi e virgolettato dei protagonisti. Ripeto: il finale aperto o comunque non ben definito, sopratutto di Cagliostro, non mi appaga (forse è colpa mia se ho tralasciato qualche dettaglio...); tutto il resto sì e ti dico brava.
Curiosità: e la catsitter?
Alla prossima,
G.


La catsitter ha la faccia della mia carissima (economicamente parlando!) catsitter, vediamo quanto mi chiede per la prossima volta e decido se diventerà o meno concime per le mie piante xD
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Re: Cagliostro

Messaggio#23 » giovedì 26 ottobre 2017, 23:58

Andrea Partiti ha scritto:quelle dell'ossessione lavorativa del protagonista che lo portano a trascurare Cagliostro e la trappola che trova pronta per lui, che vedo come una sorta di contrappasso per le ragioni dell'abbandono.


esatto! Cagliostro s'è rotto di restare a casa da solo! :P
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Re: Cagliostro

Messaggio#24 » venerdì 27 ottobre 2017, 0:06

lordmax ha scritto:Le domande interne al racconto invece devono avere una risposta altrimenti io lettore non posso godermi appieno la successione degli eventi e mi blocco su domande quali 'perché è entrato in casa anche se c'era luce?'


Perché era troppo sicuro di sé, della propria nevrotica casa perfetta, ed era sicuro di trovare la Catsitter.


lordmax ha scritto:'Perché la porta si apre con fatica quando all'uscita non ha dato problemi?'

Volevo esprimere un imperfezione in un ingranaggio che era perfetto, c'è un campanello d'allarme, c'è stato un cambiamento MA lui non lo riconosce.

lordmax ha scritto:'Perché non ha chiamato la cat sitter per avere informazioni?'

Non tutti possono chiamare tutti a qualsiasi ora ;)

lordmax ha scritto:'Perché non si è spaventato per la porta magica?'

Perché gli incantesimi incuriosiscono, non spaventano..
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Re: Cagliostro

Messaggio#25 » venerdì 27 ottobre 2017, 0:11

marco.roncaccia ha scritto:Un limite però mi sembra il fatto che si dilunghi troppo in scene non essenziali quali quella della preparazione per il viaggio (a proposito 2 minuti mi sembrano un po’ pochini) e il viaggio d’affari stesso.
Mi sembra una storia da 3000 caratteri massimo e sono sicuro che snellire gioverebbe al ritmo. In ogni caso una buona prova


Ma i dettagli sono importanti! altrimenti finiamo in "pressappochismo is the way"

Potevo anche scrivere una cosa del tipo:
"ce sta'n tizio che è nevrotico perso e dura 'no spruzzo pure da solo, che dopo un viaggio de lavoro in cui fa 'na cifra de sordi che non je danno 'a felicità viene ammazzato co' na porta disegnata dar suo gatto maggico che manco 'o sapeva che era maggico"

avvedi quanti caratteri ho risparmiato.
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Re: Cagliostro

Messaggio#26 » mercoledì 1 novembre 2017, 21:01

Il racconto mi è piaciuto... fino al finale. O meglio: mi è piaciuto anche il finale, ma lo trovo non in linea con quanto lo precede. Vado controcorrente rispetto a Marco e dico che qui servivano caratteri in più: sei stata talmente precisa e intrigante nella tua narrazione che un finale così affrettato mi ha colpito negativamente. Eugene sostiene che sia una vendetta del gatto, ma a questo punto mi servivano più elementi e, lo ribadisco, una conclusione in linea con la qualità del resto del racconto. Per me un pollice che tende verso l'alto, anche se un pelo timidamente.

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