La porta - di Laura Silvestri

Lunedì 16 ottobre dalle 21.00 all'una.
Tema: LA PORTA.
Partecipanti in gara: 18
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LauSil
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La porta - di Laura Silvestri

Messaggio#1 » martedì 17 ottobre 2017, 0:31

La porta – di Laura Silvestri

Non puoi attendere oltre.
Il momento è arrivato.
Lo senti in ogni pollice di pelle, in ogni libbra di carne. In ogni goccia di sangue.

Hai sempre saputo che sarebbe accaduto. Lo hai atteso, temuto e sperato sin da quando hai abbandonato il luogo a cui un tempo appartenevi. Ma adesso, non più. Ora sei diverso, sei stato scelto.
Questo è il cammino che ti attende. Ti guardi intorno, un panorama familiare di ombre scure e lampi di luce. Sagome d'alberi che s’intrecciano in una volta fitta, al cui riparo hai trascorso momenti felici. Riconosci le voci attorno a te, che ti indicano la via. Sono lontane, ovattate fra nubi cariche di pioggia, accompagnate, come parole di dèi, dal rullare tenue d’un tamburo.

Se ogni cosa andrà come deve, molto presto tutto cambierà.

Hai paura, eccome, ma sai dove andare e cosa fare, anche se sarà una gran prova. Probabilmente, la più grave, la più dolorosa che mai ti troverai ad affrontare. Ti senti insicuro, e poi temerario, e ancora di nuovo esitante. Tremi della forza di quell’avventura, la fai tua, la divori e te ne lasci divorare.

È questo il destino di chi è come te. Devi incamminarti, pronto a metter in gioco ogni cosa che possiedi. Senti che la cerimonia ha inizio, la riconosci nei battiti del tuo cuore. La sinfonia diffonde le sue prime note, poi si lancia in un crescendo, mentre la via si dipana davanti al tuo sguardo smarrito.
La porta ti attende, con le sue promesse. Sai che sei fortunato a esser giunto lì, che altri prima di te si sono persi in quel luogo oscuro, ma tu ti senti forte. L’istinto ti dirà cosa fare. Sarai il campione, e avrai la tua ricompensa, dolce come la immagini.

Ti lasci guidare, avanzi poco a poco, attento a ogni segnale. Riconosci il momento per fermarti a riposare. Senti nuove energie e ti rimetti in viaggio. Il frusciare dell’acqua ti conforta, ti accompagna. Finché l’udirai, saprai di essere al sicuro. La memoria antica ti indica la via. Il labirinto d’ombra e luce trema attorno a te, ti aggredisce, ti mette alla prova. Il mondo che conosci diviene fragile, romba e si scuote, e tu con esso. Ma la sinfonia risuona ancora una volta, ti scivola sotto la pelle, ti avvolge, protegge. Solo per un poco, non tremi più.

Ma poi la terra rimbomba ancora, l’acqua s’increspa, luci e ombre s’alternano rapide, i suoni si fanno striduli.
Arranchi, ti lasci trasportare, e poi prosegui, combatti il cataclisma che è attorno a te ma è anche quello che sei. Tu, predestinato ad affrontare quelle onde, quelle nubi, quella tempesta.
Il tempo passa. Non immagini quanto ne occorrerà. Non hai nulla. Non sai se sei prossimo al traguardo o lontano dalla meta, se il viaggio pretenderà ancora molto da te, o al contrario presto potrai riposare.

E poi, d’improvviso qualcosa cambia. Con violenza, il tepore diviene un calore rovente. Il tuo cuore prende a battere forte. Troppo forte. Una fitta di dolore, un sapore amaro t’invade il palato, e una paura che non è soltanto tua ti cola dentro il sangue, ti sorprende, paralizza.

No, non così. Qualcosa non va. Non è in questo modo che raggiungerai la porta. Rumori e grida ti stordiscono, vampe inattese ti attraversano.
E quelle voci, oh… le voci non ti ascoltano più. Ora sono un coro, sono dèi remoti che giocano con te, pensano a tirare le sorti del tuo viaggio, giocano ai dadi col tuo destino. Lasciatemi tempo, lasciatemi fare, vorresti gridare. Ce la farò. Ma stai soffrendo.

Loro ti ignorano. Uno squarcio di luce bianca si apre nel cielo, un’alba improvvisa che esplode e si rovescia su di te, furiosa. Aiuto. Chi siete, perché mi fate questo?
Ma il dolore poco a poco svanisce.

Non sai dove t’abbiano portato. Non sono coloro che attendevi di incontrare. Ogni cosa è perduta.
Odori che non conosci, acuti, penetranti, ti assalgono. Comprendi soltanto, con l’istinto più antico, che infine non sei riuscito a superare la porta.
Tremi, investito da un vento gelido. Voci di giganti, alieni e distanti, figure sfocate di titani ti circondano, tocchi estranei ti rapiscono, sguardi indistinti ti sfiorano. È tutto finito così? Hai fallito?

Ma poi la riconosci.
Quella voce.
Lo senti, quell’odore.
La tua guida, quello che la tua anima attendeva.

Non sai cosa stia mormorando, ma braccia salde t’accolgono, calmano l’angoscia e lo sgomento. Non comprendi i suoi sussurri, ma adesso sei certo che non è finita.
Al contrario, sei sicuro che tutto sia appena cominciato.

Sarà soltanto molto tempo dopo, che capirai quelle parole.

Ti amo. Ti amo. Benvenuto al mondo, bambino mio.
Ultima modifica di LauSil il martedì 17 ottobre 2017, 0:56, modificato 1 volta in totale.



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antico
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Re: La porta - di Laura Silvestri

Messaggio#2 » martedì 17 ottobre 2017, 0:35

Ciao Laura! Tutto regolare con i parametri, buona Schiavo Campo Edition!

Ps: ti ricordo che hai tempo fino all'una per modificare il racconto a tuo piacimento (senza superare il limite di caratteri, però). Nel caso, invece, che tu lo modifichi dall'una e un minuto fino all'una e trentatre, incorrerai in malus.

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Ace
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Re: La porta - di Laura Silvestri

Messaggio#3 » martedì 17 ottobre 2017, 23:29

Bellissimo, poetico, molto ben scritto. Ottime capacità descrittive, bella ambientazione e atmosfera. Il lettore si muove cauto scorrendo il racconto, mentre per il personaggio, l’ignoto e il destino, sono dietro la porta. Seguono il labirinto e la furia degli elementi, sembra il viaggio di un guerriero, un’odissea, ma il finale spiazza e ribalta tutto: il guerriero è la donna che dona la vita. Finale inaspettato, racconto stupendo. Brava.

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LauSil
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Re: La porta - di Laura Silvestri

Messaggio#4 » mercoledì 18 ottobre 2017, 19:26

Ace ha scritto:Bellissimo, poetico, molto ben scritto. Ottime capacità descrittive, bella ambientazione e atmosfera. Il lettore si muove cauto scorrendo il racconto, mentre per il personaggio, l’ignoto e il destino, sono dietro la porta. Seguono il labirinto e la furia degli elementi, sembra il viaggio di un guerriero, un’odissea, ma il finale spiazza e ribalta tutto: il guerriero è la donna che dona la vita. Finale inaspettato, racconto stupendo. Brava.


Grazie mille Marco... le tue parole mi rincuorano: ho scritto di getto e in condizioni non proprio idilliache, e ho combattuto a fatica la tentazione di buttare tutto ^_^'
... sono felice che il racconto ti sia piaciuto :)

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Flavia Imperi
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Re: La porta - di Laura Silvestri

Messaggio#5 » giovedì 19 ottobre 2017, 12:22

Ciao Laura,
nonostante ho intuito subito la natura del protagonista, ho comunque gustato ogni parola di questo racconto poetico. Usare la seconda persona è sempre un po' un azzardo, eppure in questo caso particolare non avresti potuto fare altrimenti. Hai fatto un uso eccellente del punto di vista, narrando la storia dal punto di vista del piccolo eroe, regalando il dono della parola a chi in quel momento non ce l'ha, e più tardi ha già dimenticato. E se non è questo il ruolo dello scrittore, colmare con la fantasia i vuoti della memoria umana, qual è?
Unico appunto: "sagome d'alberi" può essere una figura un po' fuorviante, mentre ho trovato ottime come scelte il tamburo e l'acqua.
Le storie sono tatuaggi dell'anima

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LauSil
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Re: La porta - di Laura Silvestri

Messaggio#6 » giovedì 19 ottobre 2017, 20:27

Flavia Imperi ha scritto:Ciao Laura,
nonostante ho intuito subito la natura del protagonista, ho comunque gustato ogni parola di questo racconto poetico. Usare la seconda persona è sempre un po' un azzardo, eppure in questo caso particolare non avresti potuto fare altrimenti. Hai fatto un uso eccellente del punto di vista, narrando la storia dal punto di vista del piccolo eroe, regalando il dono della parola a chi in quel momento non ce l'ha, e più tardi ha già dimenticato. E se non è questo il ruolo dello scrittore, colmare con la fantasia i vuoti della memoria umana, qual è?
Unico appunto: "sagome d'alberi" può essere una figura un po' fuorviante, mentre ho trovato ottime come scelte il tamburo e l'acqua.


Ciao Flavia,
grazie per il commento :)
In effetti, ora che mi ci fai pensare... questa è la prima volta in vita mia che uso la seconda persona. Quando ho deciso il tema di cui avrei scritto, mi è sembrata quasi una scelta obbligata. Sono davvero contenta che abbia funzionato. ^_^
Per l'appunto finale, in effetti la figura dell'albero si associa meglio, nello specifico, alla placenta che non alle ramificazioni delle vene... ma si sa, in Minuti Contati il tempo è tiranno! Magari, ad una prossima revisione, cercherò una metafora più azzeccata. Grazie ancora ;)

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Ace
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Re: La porta - di Laura Silvestri

Messaggio#7 » venerdì 20 ottobre 2017, 0:45

E hai fatto bene a non buttarlo, Laura: a mio avviso è uno dei racconti più riusciti, e di sicuro uno dei miei preferiti. :) Ciao!

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Adry666
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Re: La porta - di Laura Silvestri

Messaggio#8 » venerdì 20 ottobre 2017, 16:36

Ciao Laura,

tema centrato senza dubbio.

Wow!! Che dire? Mi sono commosso, difficile commentare un racconto con una forza emotiva tale. Prendo fiato, Ci provo.
Sono stanco, ho spinto con lei, poi mi sono immedesimato nel nascituro, ho sentito la claustrofobia, la speranza, la paura. Ho visto la luce accecante, ho sentito la “sua” voce.
Non so forse in qualche parte il racconto sarebbe stato da tagliare, e forse i pensieri del neonato li avrei tralasciati, troppo da adulti: “…Aiuto. Chi siete, perché mi fate questo?...”

Comunque il mio commento è “wow!”. Hai vinto tu per KO tecnico, punto.

Bravissima Laura!

Ciao
Adriano

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LauSil
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Re: La porta - di Laura Silvestri

Messaggio#9 » venerdì 20 ottobre 2017, 18:40

@Marco: Grazie ancora! ^_^

Adry666 ha scritto:Ciao Laura,

tema centrato senza dubbio.

Wow!! Che dire? Mi sono commosso, difficile commentare un racconto con una forza emotiva tale. Prendo fiato, Ci provo.
Sono stanco, ho spinto con lei, poi mi sono immedesimato nel nascituro, ho sentito la claustrofobia, la speranza, la paura. Ho visto la luce accecante, ho sentito la “sua” voce.
Non so forse in qualche parte il racconto sarebbe stato da tagliare, e forse i pensieri del neonato li avrei tralasciati, troppo da adulti: “…Aiuto. Chi siete, perché mi fate questo?...”

Comunque il mio commento è “wow!”. Hai vinto tu per KO tecnico, punto.

@Adriano: oh mamma, grazie mille per le tue belle parole, Adriano! :)
Concordo che riportare pensieri diretti sia stato un po' un azzardo, ma sul momento ho pensato che inserire frasi molto semplici, con concetti quasi elementari, potesse movimentare un po' il ritmo... magari, revisionando, potrei semplificarli ancora, renderli poco più che espressione d'istinti ed emozioni... grazie per il punto d'attenzione :)
Per il resto, sono davvero felice che il racconto ti abbia trasmesso le emozioni che tentavo di rievocare mentre scrivevo... un grosso grazie a questo punto lo dovrei dire anche ai Massive Attack e alla loro "Teardrop" che andava in loop in sottofondo... :D

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SalvatoreStefanelli
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Re: La porta - di Laura Silvestri

Messaggio#10 » venerdì 20 ottobre 2017, 21:29

Ciao Laura. Che fosse il viaggio di un nascituro mi è stato chiaro sin dalle prime parole e ho apprezzato molto la poetica mista alla drammaticità degli eventi. Eventi che potevano far sembrare la storia anche un racconto di fantascienza. Ti dirò, i pensieri del bimbo non li ho trovati "da adulto" come qualcuno ha detto, perché in quel momento non si è adulti e né bambini, si è in quella fase della vita molto più vicina alla creazione che alla vita dal primo vagito in poi. Anche quella fase che sembra volgere verso un parto cesareo o a una forzatura dal nascere naturalmente mi è piaciuta molto. Forse, per mio gusto personale, avrei terminato il racconto con "cominciato", soprattutto non mi è piaciuto il riferimento al futuro. Può essere che per alcuni sarebbe stato un racconto con un finale tronco, un racconto che poteva non essere compreso, non per me. Brava, hai partorito una gran bella storia, quella che continua dagli albori del mondo.

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Eugene Fitzherbert
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Re: La porta - di Laura Silvestri

Messaggio#11 » domenica 22 ottobre 2017, 1:07

Ciao, Laura.
Bel racconto, indubbiamente, anche per me che ho un cattivissimo rapporto con tutto ciò che è maternità. Sono arrivato fino alla fine e non me ne sono pentito affatto.
Lo stile, l'approccio in seconda persona e le metafore non fanno altro che aumentare l'immersività nella prima Quest che una persona è chiamato ad affrontare: venire al mondo. Effettivamente, con questa interpretazione, il tuo racconto è pura epica...

In realtà, il vero pregio sta nel fatto che sei riuscita a dare un tono poetico e idilliaco alla nascita, che è uno dei momenti più violenti e terribili che un essere umano (un essere vivente, in realtà), deve affrontare. Non è solo abbandonare l'antro materno e vedere la luce, ma imparare a respirare nell'arco di pochissimi secondi, affrontare tutto il peso della forza di gravità senza ammortizzatori 'sociali' come l'amnios, perdere per sempre la connessione fisica con la genitrice e imparare a mangiare... Insomma, un bel quadretto!

Complimenti, davvero

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LauSil
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Re: La porta - di Laura Silvestri

Messaggio#12 » domenica 22 ottobre 2017, 16:34

Salvatore, Eugene, grazie mille per i vostri commenti :)
(A Salvatore un grazie "doppio" dato che siamo nello stesso girone e non era neanche tenuto a scrivere qualcosa ^_^)

Rispondo brevemente alle vostre osservazioni.
Concordo con Eugene che la nascita, nella realtà, non sia esattamente idilliaca: vissuta due volte dall'altra parte della barricata, come madre,non posso che confermare il lato fortemente animale - passatemi il termine - del dare alla luce.
Ma, per fortuna, c'è anche poesia nell'operare di Madre Natura, che col tempo finisce per "sovrascrivere" nei ricordi tutto il resto (e meno male, altrimenti al mondo tutti figli unici :D)
Per questo - e qui mi ricollego al commento finale di Salvatore - ho concluso con le parole della neo-mamma: non (sol)tanto per confermare il plot twist, ma per provare a trasmettere - magari con la fretta dei minuti contati che passavano ^_^' - la grandezza della "ricompensa" che il piccolo eroe ha infine raggiunto al termine della sua quest - concordo con Eugene nella scherzosa definizione ;)

Grazie di nuovo, e a rileggerci!

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giancarmine trotta
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Re: La porta - di Laura Silvestri

Messaggio#13 » domenica 22 ottobre 2017, 18:34

Signore e Signori, giù il cappello!
Un racconto appassionante, da gustare rigo per rigo. La porta è LA PORTA della vita, e proprio la semplicità del tema risalta con lo stile maestoso che hai usato. Una descrizione degna dei migliori kolossal anni '60, con un impiego straordinario di metafore e aggettivi, di pause e periodi emozionanti.
Se il lettore accetta il pensiero del nascituro - e io lo accetto! - il racconto è fortissimo, è la versione epica di un libro di medicina sul parto: quest'ultimo spiega i battiti, le contrazioni, la posizione naturale e podalica, gli interventi d'urgenza; il tuo ci racconta l'emozione del bimbo, le emozioni che racconterebbe se avesse la possibilità di esprimersi a parole invece di piangere di freddo.
Per me hai colto nel segno. Brava!
Alla prossima,
G.

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LauSil
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Re: La porta - di Laura Silvestri

Messaggio#14 » martedì 24 ottobre 2017, 16:27

Grazie mille Giancarmine :)

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Andrea Partiti
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Re: La porta - di Laura Silvestri

Messaggio#15 » giovedì 26 ottobre 2017, 10:05

Siccome sono una persona brutta dentro, non ho capito a cosa puntavi durante la lettura, ho seguito tutto il percorso che costruisci immaginandolo in maniera "onesta" e sono arrivato al finale senza aspettarmelo.
Ora, se avessi capito dove andavi nella narrazione, ci poteva stare la poesia, la ricercatezza e la "lentezza" delle scene e delle atmosfere che sviluppi, ma da lettore ingenuo che viene messo nel mezzo di una storia in svolgimento, è un prescelto, è in viaggio, c'è una missione, il fatto che dopo questa presentazione non succeda più molto è davvero frustrante!
Penso sia il protagonista che descrivi in maniera completamente matura e sviluppata a mandare fuori strada. Lasciandolo anche solo vagamente più sfumato forse gli indizi che semini basterebbero a creare e rendere fruibile l'atmosfera che hai scelto.

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lordmax
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Re: La porta - di Laura Silvestri

Messaggio#16 » giovedì 26 ottobre 2017, 18:27

Che sfida, brava. Ottima scelta e naturalmente tema centrato in pieno.
Hai reso in modo molto poetico un evento epico, mi ha ricordato alcuni passaggi dell'epopea di Gilgamesh, anche se ovviamente con stile diverso.
Il protagonista è ben delineato e la scelta della seconda persona è perfetta per il tipo di racconto.
Qui viene però anche il problema. Scegliendo la seconda persona il racconto diventa molto difficile da gestire e perde di mordente subito dopo la presentazione del protagonista. Il twist finale ripaga completamente il lettore per lo sforzo di arrivare alla fine ma ammetto che ha metà non ero affatto preso dalla storia.
Dovresti provare a creare un crescendo di sensazioni e emozioni che possano tenere agganciato il lettore anche nella parte centrale del racconto.
Detto questo è veramente un bel racconto.

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marco.roncaccia
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Re: La porta - di Laura Silvestri

Messaggio#17 » giovedì 26 ottobre 2017, 18:53

Ciao Laura,
stavolta mi tocca fare la voce fuori dal coro.
Il racconto è sicuramente ben scritto, inerente al tema ed emerge chiaramente la qualità della penna che lo ha prodotto.
Però per me è difficile valutarlo positivamente a causa della idiosincrasia che ho per questo genere di racconti. Quando leggo mi piace entrare in contatto con il personaggio (e solo in seconda battuta con l’autore). Qui invece è l’autore preponderante e questo gioco a nascondino, per cui si persegue uno spiazzamento del lettore fino al finale in cui tutto diventa chiaro, logora la mia attenzione e il mio interesse. Questo genere di racconti, molto in voga qui su Minuti Contati, non mi annovera decisamente tra i suoi fan. A rileggerti!

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LauSil
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Re: La porta - di Laura Silvestri

Messaggio#18 » giovedì 26 ottobre 2017, 19:12

Grazie anche ad Andrea, Max e Marco per i vostri commenti :)

Come raccontavo qualche commento più su, sono stata a lungo incerta se postare o buttare tutto: alla fine ho scelto di mettermi in gioco, anche se sapevo di aver scritto un racconto... particolare ^_^' Nel senso che, avendo fatto delle scelte abbastanza estreme, nelle valutazioni difficilmente avrei ricevuto "mezze misure"... e niente, raccolgo tutto l'assortimento di pareri e ne faccio tesoro per la prossima volta :D

Un grazie particolare a Max per l'analisi delle varie "parti": concordo che quella centrale avrebbe avuto bisogno di un impianto più solido.
Un saluto a tutti e a rileggerci :)

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antico
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Re: La porta - di Laura Silvestri

Messaggio#19 » mercoledì 1 novembre 2017, 20:49

Parto dal tuo ultimo commento e ti dico che hai fatto benissimo a postarlo perché, come vedi, hai toccato il cuore di molti. Purtroppo non sono tra quelli e mi accodo tra la minoranza insieme ad Andrea e Marco, facciamo gli asinelli :)
C'è subito una frase che mi porta lontano... "Lo senti in ogni pollice di pelle, in ogni libbra di carne. In ogni goccia di sangue." Ecco, qui a tutto penso tranne che a quanto, invero, sta succedendo perché citi pelle, carne e sangue come fossero del protagonista. Sai a cosa ho pensato? A un avvicinamento alla morte. Detto questo, ho trovato tutto quanto segue decisamente lungo e il motivo è semplice: non mi hai portato a empatizzare da subito con la situazione. A volte, tra l'altro, ho avuto la sensazione di un girar su se stessi. Il tema c'è tutto, quello è sicuro. Mea culpa sicuramente, ma a questo giro mi fermo a un pollice ni, ma è chiaro, lo ribadisco, che faccio parte della minoranza! ;)

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