Un inutile infinito - Andrea Partiti

La Sesta Era si apre nel segno di Federico Guerri! Appuntamento per lunedì 19 marzo dalle 21.00 all'una!
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Andrea Partiti
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Un inutile infinito - Andrea Partiti

Messaggio#1 » lunedì 19 marzo 2018, 23:52

Il vecchio sulla veranda stringe tra le dita il nastro grigio. Pensa al passato.

È un giovane, aspetta sulla banchina un treno che tarda. Ha in tasca un biglietto di sola andata e in spalla una sacca con un ricambio d’abiti.
— Ce l’hai mille lire? — chiede la ragazza.
Il giovane si fruga in tasca e le porge il portafogli.
La ragazza lo prende, ci guarda dentro, conta le monete e lo infila nella borsa.
— Vai verso nord? — gli chiede.
Il giovane annuisce.
Il treno arriva fischiando vapore e salgono entrambi sulla carrozza spopolata.

Si siedono uno di fronte all’altra.
— Sei giovane, — dice lei.
— Non quanto te, — replica lui.
— Ho fame, — dice lei indicando col mento il carrello del cibo fermo all’estremità del vagone.
Lui si alza e ordina due tramezzini. Fa per pagare, si tasta le tasche e resta immobile. Lei lo raggiunge e porge una banconota da cinquecento lire.
— Offro io, — dice.
Masticano, parlano, si sorridono.
— Cosa fai una volta a Milano? — chiede lei.
— Cerco lavoro.
— C’è lavoro?
— Spero. Tu invece?
— Vado dal mio ragazzo.
— Il tuo ragazzo? — ripete lui.
— È a Milano, cerca lavoro.

Il treno rallenta entrando in stazione.
— Non mi hai detto il tuo nome, — dice il giovane.
— Mi chiamo Anna, Anna Barbieri.
Lui annuisce. Non dice il suo nome. Si alza e prende la sacca dalla reticella.
— Grazie della compagnia, Anna, sarebbe stato un viaggio noioso senza di te, — dice lui.
La ragazza appoggia il portafogli sul sedile di lui.
— Non posso prenderlo, — dice.
Lui scuote la testa: — Ne hai bisogno più di me. Vai dal tuo ragazzo, stagli vicino.
— Grazie, — dice lei. — Lo farò. Allora in cambio ti voglio dare una cosa.
La ragazza porta le mani dietro alla testa, scioglie il nastro che lega i capelli. Glielo porge.
— Grazie, — dice lui.
— Conservalo, — dice lei. — Quando saremo vecchi avremo bisogno di qualcosa che ci ricordi di quando eravamo giovani.
Scendono dal treno. Lei si allontana.
Non si rivedranno mai più.

Il giovane sulla banchina stringe tra le dita il nastro rosso. Pensa al futuro.
Ultima modifica di Andrea Partiti il martedì 20 marzo 2018, 0:00, modificato 1 volta in totale.



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antico
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Re: Un inutile infinito - Andrea Partiti

Messaggio#2 » lunedì 19 marzo 2018, 23:59

Ciao Andrea! Tutto ok con i parametri anche per te, buona Guerri Edition!

Daniel Travis
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Re: Un inutile infinito - Andrea Partiti

Messaggio#3 » martedì 20 marzo 2018, 7:21

Ciao Andrea, e.complimenti.
Il punto forte del tuo pezzo è, per me, la prosa che attira senza farsi stucchevole.
Riesci a delineare due personaggi vivi con una manciata di tratti classici, non è da tutti.
Questa premessa però si scontra con la natura riflessiva del racconto, dato che questa si esprime in modo tanto lineare da eliminare ogni dramma ed emozione specifici caricati in precedenza.
"Pensa al tempo!," "Ok!", fine.
La stessa riflessione e il tuo ottimo stile possono trovare una danza molto più avvincente da ballare.
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
Il Crocicchio è un luogo di possibilità.

alexandra.fischer
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Re: Un inutile infinito - Andrea Partiti

Messaggio#4 » martedì 20 marzo 2018, 18:34

UN INUTILE INFINITO di Andrea Partiti Racconto delicato e molto ben scritto che infonde malinconia: il nastro ingrigito fra le dita del vecchio un tempo è stato rosso e gli ricorda un incontro in treno avvenuto ai tempi della sua gioventù. Il nastro è il dono di una giovane donna innamorata e felice, la quale ha voluto essergli amica (offrendogli anche uno spuntino) illuminando la giovinezza difficile di lui, emigrato e con pochi soldi. Chissà se anche la donna, invecchiata, ha visto sbiadire le proprie speranze come quel nastro? Il lettore spera di no e la vede idealizzata nel ricordo del protagonista.

Canadria
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Re: Un inutile infinito - Andrea Partiti

Messaggio#5 » mercoledì 21 marzo 2018, 18:50

Ciao, Andrea! Ormai con te rischio di essere ripetitiva: la tua scrittura semplice e lineare mi piace. E’ regolare ma mai banale e sa raccontare ogni tipo di storia. Anche in questo caso, il dialogo tra i due ragazzi è ben reso e mi ha accompagnato negli anni Cinquanta. Mi è sembrato strano che il giovane consegnasse il portafogli direttamente nelle mani di una sconosciuta che chiedeva soldi alla stazione ma l’ho visto come un segno di ingenuità, non solo del protagonista ma del mondo di allora, in qualche modo più innocente di quello moderno. Non è ben chiaro perché poi lasci il portafogli a lei, come abbia capito che lei ne ha più bisogno. Perché ha rubato? Certamente risulta evidente l’animo buono del protagonista.
Infine non mi convince il futuro quando scrivi “Non si rivedranno mai più”: fila con il presente che hai usato durante il flashback ma non con il pensiero del vecchio sulla veranda.
Sei sempre bravo ed è sempre un piacere leggerti!
Alla prossima!

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angelo.frascella
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Re: Un inutile infinito - Andrea Partiti

Messaggio#6 » mercoledì 21 marzo 2018, 19:31

Ciao, Andrea.

Storia minimalista, che mi fa pensare un po' ai racconti di Carver. Anche la scelta stilistica che hai fatto, quella di un narratore esterno a entrambi, per cui non sappiamo nulla di emozioni e sentimenti di nessuno dei due, rende l'atmosfera particolare, un po' fredda da un lato, dando al contempo la sensazione di star sbirciando di nascosto lo loro vita, dall'altro. Per quello che mi riguarda, è un po' lontana dai miei gusti, ma se volevi sperimentare, l'hai fatto bene.

A rileggerci,
Angelo

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DandElion
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Re: Un inutile infinito - Andrea Partiti

Messaggio#7 » giovedì 22 marzo 2018, 22:54

Mentirei se dicessi che non mi è piaciuto, però mi ha lasciato un senso di incompiuto.
All'inizio mi sembra piuttosto assurdo e impossibile che il tipo dia il portafoglio in mano alla ragazza, che glielo lasci tenere in borsa e che nel giro di poche battute nemmeno si ricordi di non aver più con sè il portafoglio.
Lasciarglielo alla fine- documenti inclusi?- è una chiusa piuttosto strana. Perchè ne ha più bisogno lei se anche lui è senza lavoro? Insomma bello il tema del ricordo e non posso che concordare sul mantenere il nastro rosso nel tempo (anche perchè su questo abbiamo avuto idee molto simili) ma la declinazione non mi convince a pieno.
#AbbassoIlTerzoPuntino #NonSmerigliateLeBalle
#LicenzaPoeticaGrammatica
Adoro le critiche, ma -ve prego!- che siano costruttive!!

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Gimmi
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Re: Un inutile infinito - Andrea Partiti

Messaggio#8 » venerdì 23 marzo 2018, 7:42

Buongiorno Andrea!

Suppongo che il nastro sia grigio perché sia scolorito. Ma può diventare grigio? :D
Anyway...
Se non erro, ci sono stati racconti tuoi che mi sono piaciuti di più in passato. Mi è parso un po' troppo veloce questo e ne ho perso il senso. Cosa ne devo dedurre? Che si è innamorato di una ragazza che non rivedrà mai? E il tramezzino? E il portafogli dato a lei per i biglietti, che mi pare un'azione di due amici che si conoscono da tempo e non due sconosciuti?
Insomma, o non ho capito un cazzo un altra volta oppure è un racconto con troppi.dialoghi poco significativi e poco contenuto (di significato o emotivo che si voglia).

Ci sono anche certe frasi un po' meccaniche. Te ne riporterei qualcuna, ma sono in treno e col cell non vorrei fare casini ^^

Detto questo detto tutto!
Alla prossima.
Yo!

Rick
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Re: Un inutile infinito - Andrea Partiti

Messaggio#9 » martedì 27 marzo 2018, 10:17

È un racconto pieno di nostalgia, dal senso circolare. Nonostante alla fine ci venga detto che l’anonimo (letteralmente) protagonista pensa al futuro, mi dà l’impressione che invece si torni col pensiero a una malinconia rivolta al passato, come se il presente e l’avvenire fossero un nastro, appunto, da guardare e sul quale riflettere. C’è poca azione pratica, ma tanta azione intima. La scrittura coinvolge perché trasmette l’idea di questo tempo sospeso. In definitiva, è questo senso di ineluttabilità che trasuda dal racconto che mi fa strano e mi rende difficoltoso il giudizio, ma comunque complimenti!

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diego.martelli
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Re: Un inutile infinito - Andrea Partiti

Messaggio#10 » mercoledì 28 marzo 2018, 6:11

Un inutile infinito, di Andrea Partiti, ore 00.00, 1990 caratteri

Racconto delicato e romantico, con due giovani protagonisti che risultano immediatamente freschi e simpatici. Nemmeno io ho capito bene perché ella tenga il portafogli, all'inizio, e perché lui lasci che ella lo tenga. "Non si rivedranno mai più" lascia un sapore particolarmente amaro sul finale, e personalmente dopo tanta delicatezza avrei preferito un lieto fine, non di essere colpito dalla "ruvidezza" del fatto che non si sono più visti, e che al vecchio è rimasto di quel momento solo un nastro sbiadito, a cui pensa ancora. L'obiettivo di suscitare emozioni è comunque sicuramente riuscito.

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