Il colore della verità

La Sesta Era si apre nel segno di Federico Guerri! Appuntamento per lunedì 19 marzo dalle 21.00 all'una!
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patty.barale
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Il colore della verità

Messaggio#1 » martedì 20 marzo 2018, 0:59

Sonia guardò la scatola di raso che la ragazza le aveva consegnato: sul coperchio era incollato un foglietto con scritto, in bella calligrafia, il suo nome.
Sollevò il coperchio e subito fu assalita dal profumo dei ricordi.
Vecchie fotografie parevano accalcarsi desiderose di catturare la sua attenzione.
Ne prese una.
Una neonata paffuta in braccio a una ragazza dal sorriso triste.
Dietro c’era scritto “Sonia, mio tesoro”.
Lei e la sua mamma.
Sonia chiuse gli occhi ricercando il calore di quell’abbraccio di cui solo la carta fotografica aveva il ricordo.
Poi tuffò le mani tra quei momenti di carta di cui non aveva coscienza: le avevano mentito tutti.
Sua madre non l’aveva abbandonata al suo destino perché non la amava.
La mamma l’aveva abbracciata, l’aveva coccolata, le aveva sorriso e si era lasciata fotografare insieme a lei…
In quel momento odiò i suoi genitori, che avevano cercato in ogni modo di cancellare l’esistenza di quella donna che l’aveva messa al mondo, e ci sarebbero anche riusciti se un nastro rosso per capelli non avesse scatenato il sospetto di daltonismo, una patologia ereditaria da cui i suoi genitori non erano affetti…
Sonia continuò a far scorrere tra le dita le fotografie di quella sconosciuta.
Nessun’altra immagine le ritraeva insieme, ma nei ritratti di quella ragazza che via via diventava donna e poi una vecchia signora, Sonia vedeva i suoi occhi verdi, le sue labbra carnose, le sue dita affusolate…
La sua ricerca non le aveva portato altro che una scatola di raso e delle fotografie…
“Signora… la nonna aveva anche lasciato questo per “la sua bambina”, come diceva sempre.”
La ragazza… sua nipote (ora che ci pensava) le porse una busta.
Sonia sciolse il nastro che la chiudeva ed estrasse il foglio:
“Cara bambina mia, posso solo sperare che tu sia felice.
Avevo sedici anni e un amore impossibile. Mi hanno internata in manicomio fino alla tua nascita, senza capire che la pazzia è ciò che sto vivendo dal giorno in cui ti hanno portata via.
Vorrei tanto poterti abbracciare ancora una volta…”
Sonia alzò gli occhi e per la prima volta amò il mondo dallo spettro cromatico ridotto che l’aveva portata al cuore di sua madre.



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antico
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Re: Il colore della verità

Messaggio#2 » martedì 20 marzo 2018, 1:06

Ciao Patty, un piacerone rivederti! Tutto ok con il tempo, sei lievemente fuori come caratteri, ma se a questo punto andassi a correggere usciresti come tempo, quindi direi che va bene così. Malus minimo e buona Guerri Edition!

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antico
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Re: Il colore della verità

Messaggio#3 » martedì 20 marzo 2018, 1:37

Errata corrige: caratteri ampiamente a posto! Avevo letto male il contatore!

Daniel Travis
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Re: Il colore della verità

Messaggio#4 » martedì 20 marzo 2018, 14:00

Ciao e complimenti.
Dunque, tema: la vicenda si svolge abbastanza intrecciata al nastro rosso, che pure non è declinato nei suoi significati "tradizionali" - le campagne legate all'AIDS, le lotte agli abusi di.alcool e droga, inaugurazioni, lauree, il red tape burocratico... - ed è reso rilevante con l'idea apprezzabile del daltonismo.
Trama: semplice, affettata, ma funzionale. Un po' diluito il finale.
Forma: la punteggiatura zoppica un po', con quella miriade di puntini di sospensione, ma il tono viene mantenuto con efficacia. Avrei preferito parole più emotivamente incisive dalla madre, per drammatizzare il finale che, appunto, mi sembra diluito.
Nel complesso, però, una prova lodevole, che forse non spicca nelle sue singole componenti quanto altre ma restituisce un buon prodotto complessivo, al contrario di altri pezzi più "specializzati".
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
Il Crocicchio è un luogo di possibilità.

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patty.barale
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Re: Il colore della verità

Messaggio#5 » martedì 20 marzo 2018, 15:00

Ciao Daniel e grazie del commento.
Non posso che concordare con le tue critiche: i puntini di sospensione sono il mio tallone d’Achille e il finale è veramente pietoso: le parole della madre sono troppo scontate e povere di emozione. Purtroppo sono partita con un’idea, l’ho cambiata in corso d’opera per tornare all’idea originale e poi cambiare ancora per ritrovarmi alla scadenza con un qualcosa che non riusciva a prendere la forma che desideravo.
Sono comunque soddisfatta di essere riuscita a postare (a dispetto di quella parte di me che cercava di farmi desistere).
Quindi ogni consiglio è più che mai gradito!
Grazie ancora.

alexandra.fischer
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Re: Il colore della verità

Messaggio#6 » martedì 20 marzo 2018, 19:53

IL COLORE DELLA VERITA’ di Patty Barale Il racconto è tutto nel titolo: il colore della verità è il rosso del nastro portato dalla vera madre della protagonista, daltonica come lei e della quale le rimane uno scrigno di raso colmo di fotografie, che documentano come l’avesse amata. La vicenda è straziante: la protagonista apprende di essere stata adottata soltanto per via del daltonismo e ci sono altri dettagli (appresi da una nipote della vera nonna) che raccontano la maternità precoce e un amore contrastato con l’ombra del manicomio. Molto ben scritto.

Canadria
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Re: Il colore della verità

Messaggio#7 » mercoledì 21 marzo 2018, 18:31

Ciao, Patty!
Bella l’idea di associare il nastro rosso al daltonismo e di renderlo il fulcro della storia. Mi è parso, però, che questa rivelazione arrivi all’improvviso, gettata in fretta in mezzo al testo. Credo che potrebbe essere maggiormente valorizzata concedendole più spazio: magari rendendola una delle scene principali del racconto.
Non amo i puntini di sospensione e qui ne ho letti tanti, ma di questo hanno già parlato e tu hai già risposto, perciò mi fermo qui.
I pochi caratteri a nostra disposizione sono spesso problematici e nel caso di questa storia mozzano la parte relativa alla ricerca della madre, a come Sonia riesca ad arrivare alla scatola di raso.
Infine, ho cercato di fare qualche conto “temporale”: a che età Sonia si è resa conto di essere daltonica? La mamma scrive di aver partorito a sedici anni e nelle foto diventa donna e poi già vecchia signora, infine risulta essere la nonna della ragazza che porge la scatola di raso. Ne deduco che il secondo figlio da cui ha avuto una nipote debba essere nato almeno qualche anno dopo Sonia (essendo stata chiusa in manicomio proprio per la gravidanza inaspettata), consideriamo circa 2 anni. Supponiamo che la nuora (o l’eventuale figlia) sia divenuta anch’essa madre molto giovane 18+16= 34 anni ma c’è anche la nipote che ormai ha un’età tale da conversare abbastanza tranquillamente con un’estranea, diamole almeno 10 anni. Seguendo questo mio ragionamento contorto e pignolo, la madre di Sonia dovrebbe avere almeno 44 anni (eppure a questa età non sarebbe ancora una “vecchia signora”) e, conseguentemente, Sonia dovrebbe averne 28. Si è resa conto soltanto a 28 anni di essere daltonica? Strano! Scusa se mi sono dilungata, spero che apprezzerai l’intento del commento che non vuole essere una critica ma un comune ragionamento.
Alla prossima!

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angelo.frascella
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Re: Il colore della verità

Messaggio#8 » mercoledì 21 marzo 2018, 19:09

Ciao, Patty.

L'idea centrale del racconto (la donna che scopre la verità sulla sua madre naturale per via del daltonismo) mi piace molto. Secondo me, però, la costruzione del testo ha diversi punti deboli. Oltre alla punteggiatura e alla lettera da riscrivere da capo, come ti è giù stato fatto notare, non mi è chiara una cosa: se la madre ha passato la vita in manicomio. come ha fatto da avere un altro figlio (e quindi la nipote che vediamo nel racconto). E, in caso contrario, perché non è andata a cercare quella figlia a cui teneva tanto? Inoltre com'è possibile che si sia accorta solo adesso, ormai adulta, del daltonismo? (e solo per un nastro rosso per i capelli, visto che il rosso è uno dei colori più diffusi?). Idea buona, insomma, ma racconto da rivedere con attenzione.

A rileggerci,
Angelo

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patty.barale
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Re: Il colore della verità

Messaggio#9 » mercoledì 21 marzo 2018, 20:09

Risposta comune per Canadria e Angelo Frascella:

Innanzitutto grazie per la lettura attenta e scrupolosa del racconto (in particolare i calcoli di Canadria meritano un premio!)
Poi cerco di spiegare ciò che era chiaro nella mia testa, ma che non sono stata in grado di riversare sul foglio:

SONIA scopre di essere daltonica da bambina per via di un nastro rosso (qualcosa tipo “mamma non mi piace quando mi leghi i capelli col nastro marrone.”)
Passa parecchio tempo prima che scopra le leggi di Mendel e tutto il pippone dell’ereditarieta genetica.
Tra i dubbi, la crisi esistenziale ed emotiva e la possibilità di mettersi alla ricerca della madre passa altro tempo.
La ricerca, poi, non è mai facile e solo in età matura, quando la madre è già morta, riesce a risalire alla sua identita .

In passato sono documentati casi di giovani ragazze internate in manicomio per non aver voluto abortire il frutto del peccato. Molto spesso dopo il parto le stesse tornavano a casa (altre dopo la reclusione forzata in conventi) e la loro assenza veniva giustificata con una malattia o con un viaggio, da qui la possibilità di avere altri figli.
Anche la ricerca di un figlio dato in adozione poteva e può non portare al ritrovamento dello stesso (e nulla esclude che la mamma di Sònia possa aver tentato di trovarla)

Ovviamente tutto questo film era nella mia testa e non nei 3113 caratteri a disposizione.

Grazie ancora e abbiate pazienza se nella risposta dovessero esserci strafalcioni (sto dettando al. Ellulare mentre sono in treno!

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angelo.frascella
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Re: Il colore della verità

Messaggio#10 » mercoledì 21 marzo 2018, 22:09

In effetti, Patty, c'è tanto non detto difficile da mettere in 3000 caratteri e qualche spiccio, ma anche da intuire (la storia delle donne messe in manicomio mi giunge completamente nuova).

Secondo me hai materiale per un romanzo (e, soprattutto, per un romanzo che può piacere a una parte importante di pubblico femminile). Dovresti davvero provare a lavorarci su.

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patty.barale
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Re: Il colore della verità

Messaggio#11 » giovedì 22 marzo 2018, 7:31

Grazie del consiglio! Sicuramente proverò ad allungare e migliorare il racconto

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DandElion
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Re: Il colore della verità

Messaggio#12 » giovedì 22 marzo 2018, 23:04

Veramente molto bello. Il tema del nastro rosso che come un sottile legame ricongiunge madre e figlia- anche se è troppo tardi perchè si possano guardare in faccia- mi fa molto riflettere.. Mi piace la tua prosa, mi piacciono i puntini, mi piace il ritmo. concordo sulla troppa fretta nel particolare del daltonismo, ma anche con la ristrettezza di un tema così bello e complesso nei pochi caratteri a disposizione. nel complesso una gran bella prova.
#AbbassoIlTerzoPuntino #NonSmerigliateLeBalle
#LicenzaPoeticaGrammatica
Adoro le critiche, ma -ve prego!- che siano costruttive!!

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Gimmi
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Re: Il colore della verità

Messaggio#13 » sabato 24 marzo 2018, 16:31

Buonciao!

Mi rendo subito antipatico dicendo che, troppi a capo! :D

Ma a parte questo il sono dell'impopolare idea che ogni racconto debba trasmettere qualcosa. Che sia un messaggio, una sensazione, o anche solo che il piacere di leggere una scrittura fantastica.
Quindi mantengo la mia antipatia chiedendoti che cosa volessi fare? Quali sono le domande che come lettore?
La situazione che hai proposto potrebbe essere un inizio, ma vorrei una tensione anche vagamente conflittuale che mi sproni alla curiosità.

E questa e la mia opinione.
Ciao :)

Rick
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Re: Il colore della verità

Messaggio#14 » martedì 27 marzo 2018, 10:18

Mi ha poco appassionato la forma, lo svolgimento in sé del racconto, ma la tematica e la sostanza sono nelle mie corde! Vedere il mondo con occhi vecchi, ma con visione nuova, cambiando punto di vista, è un atteggiamento interessante. Quello che fa Sonia è rendersi conto di possedere un dono lì dove per molto tempo ha visto solo difficoltà e mancanza di colori, di emozioni. Quando invece le emozioni sgorgano da un passato che può essere svelato solo se Sonia guarda con i suoi occhi e a modo suo senza rimpianti, allora assistiamo da lettori al miracolo della scoperta e della verità. Complimenti!

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diego.martelli
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Re: Il colore della verità

Messaggio#15 » mercoledì 28 marzo 2018, 6:12

Il colore della verità, di Patty Barale, ore 00.59, 2154 caratteri

Straziante e commovente, ho apprezzato più la situazione in sé (il ricordo della madre portato dalla nipote alla zia che non l'ha mai vista) che la soluzione (il sospetto che il daltonismo sia ereditato da genitori differenti: essendo io molto ignorante di genetica mi verrebbe da pensare che in un simile caso il daltonismo provenga da altra causa o da geni recessivi comunque presenti in famiglia). Sarei stato interessato più al dettaglio, potenzialmente interessantissimo, del perché la nipote l'abbia raggiunta (o lei l'abbia scovata) solo così tardi, o le strazianti vicende della madre, prima sedotta e abbandonata, quindi rinchiusa, infine costretta ad abbandonare la bambina che malgrado tutto ciò ha amato!
Ultima cosa: normalmente sono davvero scettico verso l'uso delle figure retoriche come la sinestesia, ma ho trovato davvero graziosissimo e perfettamente impiegato "il profumo dei ricordi".

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