Gruppo TUTANKHAMON: Lista racconti e classifiche

Appuntamento per lunedì 18 giugno dalle 21 all'una!
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Gruppo TUTANKHAMON: Lista racconti e classifiche

Messaggio#1 » martedì 19 giugno 2018, 2:01

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BENVENUTI ALLA ESPERIAN EDITION, LA QUARTA DELLA SESTA ERA DI MINUTI CONTATI, LA 117° ALL TIME!

Questo è il gruppo TUTANKHAMON della ESPERIAN EDITION con il collettivo VALERY ESPERIAN nelle vesti di Guest Star.

Gli autori del gruppo TUTANKHAMON dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo CHEOPE.

I racconti di questo gruppo verranno invece commentati e classificati dagli autori del gruppo AKHENATON.


Questo è un gruppo da SETTE racconti, pertanto saranno i primi TRE racconti ad avere diritto alla pubblicazione immediata sul sito e a entrare tra i finalisti che verranno valutati dal collettivo VALERY ESPERIAN. Altri racconti ritenuti meritevoli dal moderatore dell'Edizione, IL DOTTORE, verranno a loro volta ammessi alla vetrina del sito, ma non alla finale. Ricordo che per decidere quanti finalisti ogni gruppo debba emettere cerco sempre di rimanere in un rapporto di uno ogni tre approsimandolo per eccesso.

Per la composizione dei gruppi ho tenuto conto del seguente metodo: per primi ho assegnato ai raggruppamenti coloro già in possesso di punti RANK DELLA SESTA ERA (il primo nel gruppo A, il secondo nel gruppo B, il terzo nel gruppo C, il quarto nel gruppo A e così via), coloro che ancora non hanno punti rank d'Era sono stati assegnati a seguire (primo a postare gruppo X, secondo a postare gruppo Y, terzo a postare gruppo BETA, quarto a postare gruppo X e così via).

E ora vediamo i racconti ammessi nel gruppo TUTANKHAMON:

Consigli su come coltivare l’Edera, di DandElion, ore 23.17, 2783 caratteri
La stanza dell’attesa, di Stefano Pastor, ore 00.16, 3332 caratteri
Mantengo il segreto, di Eleonora Rossetti, ore 00.41, 3179 caratteri
La camera segreta, di Massimo Tivoli, ore 00.53, 1485 caratteri
Labirinti, di Nicola Digirolamo, ore 22.20, 3199 caratteri
Il condottiero va in soffitta, di Lorenzo Diddi, ore 22.34, 3317 caratteri
Il trono di ferro, di Roberto Masini, ore 00.35, 3324 caratteri

Avete tempo fino alle 23.59 di giovedì 28 GIUGNO per commentare i racconti del gruppo CHEOPE. Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Per i ritardatari ci sarà un'ora di tempo in più per postare le classifiche e i commenti, quindi fino alle 00.59 del 29 GIUGNO, ma si prenderanno un malus pari alla metà del numero di autori inseriti nel gruppo approssimato per difetto. Vi avverto che sarò fiscale e non concederò un solo secondo in più. Vi ricordo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo. Una volta postate tutte le vostre classifiche, posterò la mia e stilerò quella finale dei raggruppamenti.
NB: avete DIECI giorni per commentare e classificare gli OTTO racconti del CHEOPE e so bene che sono tanti. Ricordatevi però che Minuti Contati, oltre che una gara, è primariamente un'occasione di confronto. Utilizzate il tempo anche per leggere e commentare altri racconti, ne avete VENTUNO (escluso il vostro) a disposizione e se la guardate in quest'ottica, ve lo assicuro, DIECI giorni sono anche troppo pochi. E ancora: date diritto di replica, tornate a vedere se hanno risposto ai vostri commenti, argomentate, difendete le vostre tesi e cedete quando vi convinceranno dell'opposto. Questa è la vostra palestra, dateci dentro.

Eventuali vostre pigrizie nei confronti dei commenti ai racconti (che devono avere un limite minimo di 300 caratteri ognuno) verranno penalizzate in questo modo:
– 0 punti malus per chi commenta TUTTI i racconti assegnati al suo gruppo con il corretto numero minimo di caratteri.
– 13 punti malus per chi commenta tutti i racconti assegnati al suo gruppo, ma senza il numero minimo di caratteri.
– ELIMINAZIONE per chi non commenta anche solo un racconto di quelli assegnati al suo gruppo.


Vi ricordo che i racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a me.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo CHEOPE.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

BUONA ESPERIAN EDITION A TUTTI!



viviana.tenga
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Re: Gruppo TUTANKHAMON: Lista racconti e classifiche

Messaggio#2 » domenica 24 giugno 2018, 19:21

Ciao a tutti!

CLASSIFICA
1)MANTENGO IL SEGRETO, di Eleonora Rossetti
2)LA STANZA DELL'ATTESA, di Stefano Pastor
3)CONSIGLI SU COME COLTIVARE L'EDERA, di Dand Elion
4)IL CONDOTTIERO VA IN SOFFITTA, di Lorenzo Diddi
5)LA CAMERA SEGRETA, di Massimo Tivoli
6)LABIRINTI, di Nicola Digirolamo
7)IL TRONO DI FERRO, di Roberto Masini

COMMENTI

1)MANTENGO IL SEGRETO, di Eleonora Rossetti
Come prima cosa, devo ammettere che ho dovuto leggere il racconto due volte prima di capirlo e apprezzarlo a pieno. Per qualche motivo, mi ero fatta l'idea che Daniele fosse chiuso dentro e ci ho messo un po' a capire la dinamica degli eventi.
Detto questo, il racconto è molto intenso e molto inquietante (in senso positivo). La stanza diventa un vero e proprio personaggio, anche ben caratterizzato. Personalmente, l'ho pensata come un'entità malvagia che si nutre delle energie negative di Daniele, per poi diventare abbastanza potente da passare a prede umane.
In generale, racconto non immediato ma veramente d'impatto.

2)LA STANZA DELL'ATTESA, di Stefano Pastor
L'unico appunto che ho da farti e che avrei introdotto un po' prima il passato da libraio del protagonista, perché ho trovato che il tema dei libri che non interessano arrivi troppo alla fine, quasi in modo sbrigativo.
Per il resto, mi è piaciuta molto l'atmosfera un po' surreale che hai creato fin dall'inizio. Il racconto è scritto con uno stile pulito e preciso, la lettura scorre bene.

3)CONSIGLI SU COME COLTIVARE L'EDERA, di Dand Elion
Racconto molto forte e intenso.
Concordo con Emiliano su d eufoniche e l'uso del passato nella prima parte (avrei visto bene il presente dappertutto), invece non ho trovato fuori luogo l'uso di "orgia".
Ci sono poi un paio di passaggi in cui non mi ha convinto l'uso della punteggiatura:
Le feste dei bambini sono orge di marshmallow e palloncini, Lucinda invece

avrei visto meglio un punto (o un punto e virgola) al posto della virgola.
tra le braccia di mamma- che la tiene ferma- sotto il corpo di papà
qui invece ho trovato che i trattini spezzassero inutilmente la frase.
Tra le cose che ho apprezzato, l'immagine dell'edera e il passaggio da "quasi una donna" a "forse una donna" nella descrizione di Lucinda subito prima e subito dopo l'omicidio.
Nel complesso, si può rifinire un po', ma è decisamente un buon racconto.

4)IL CONDOTTIERO VA IN SOFFITTA, di Lorenzo Diddi
Sono un po' incerta sul tuo racconto. Di sicuro è gradevole da leggere e hai creato una bella atmosfera fiabesca/surreale. Personalmente, però, l'ho trovato fin troppo surreale. Non mi dispiace l'interpretazione proposta da Emiliano, ma il problema è che mentre leggevo non sono riuscita a formarmene una mia. Arrivata alla fine del racconto ero lì che pensavo "bello, ma cosa mi rappresenta?". Se però l'interpretazione era volutamente aperta, il limite è mio.
Piccola segnalazione:
Durante quell’interminabile tragitto, il povero giocoliere,

Immagino dovesse essere il condottiero.

5)LA CAMERA SEGRETA, di Massimo Tivoli
Leggo dai tuoi commenti che il racconto è nato all'ultimo momento senza pretese. In quest'ottica, è sicuramente un testo ben scritto che sviluppa un'idea carina in modo pulito. Ovviamente, dovendolo giudicarlo come racconto manca un po' di trama e rimane limitato, ma se davvero l'hai scritto in appena mezz'ora complimenti.

6)LABIRINTI, di Nicola Digirolamo
L'idea alla base del tuo racconto è non originalissima, ma potenzialmente interessante. Purtroppo, ho trovato che queste potenzialità non siano state sviluppate al meglio e che il racconto rimanga molto asettico. Non so se l'idea fosse quella di mostrare la storia come un lavoro di routine, ma penso avresti potuto comunque valorizzare un po' di più l'ambientazione lasciando comunque l'atteggiamento "freddo" della protagonista. Concordo inoltre con Emiliano sul fatto che certi periodi andrebbero un po' rivisiti per rendere meno piatta la narrazione.

7)IL TRONO DI FERRO, di Roberto Masini
Probabilmente la tua storia avrebbe bisogno di un po' più di spazio. Per come è adesso, ho trovato tutto un po' troppo affrettato, un resoconto di eventi un po' asettico, molto "tell" e poco "show". Secondo me, avresti potuto guadagnare caratteri tagliando in toto il prologo, che non mi sembra aggiunga un granché alla storia. Sarebbe stato bello dedicare invece un po' più di spazio a caratterizzare i personaggi, mostrarci qualcosa di più sulle loro emozioni.
Nel complesso, l'idea non è affatto male, ma avrebbe avuto bisogno di essere sviluppata meglio.

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megagenius
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Re: Gruppo TUTANKHAMON: Lista racconti e classifiche

Messaggio#3 » domenica 24 giugno 2018, 22:43

Classifica
(stavolta ho avuto pochi dubbi… Come sempre, non me ne voglia chi ho collocato agli ultimi posti, ma le regole del gioco sono queste.)

1. La stanza dell’attesa di Stefano Pastor
2. Mantengo il segreto di Eleonora Rossetti
3. Consigli su come coltivare l’edera di DandElion
4. Il trono di ferro di Roberto Masini
5. La camera segreta di Massimo Tivoli
6. Il condottiero va in soffitta di Lorenzo Diddi
7. Labirinti di Nicola Digirolamo

Commenti

Consigli su come coltivare l’edera di DandElion
Dico subito che se ho capito bene la storia, siamo di fronte a una vicenda terrificante. E infatti il racconto mi ha inquietato davvero, mi ha lasciato un certo fastidioso turbamento. Si può tranquillamente parlare della genesi di un'assassina. Il solo pensiero di un "posto segreto" dove le violenze domestiche e famigliari sui minori si consumano, atterrisce, e non poco.
Siamo di fronte a una buona idea, scritta a tratti molto bene, con un taglio cinematografico, anche grazie agli elementi caratteristici delle sceneggiature. Ottima anche la scelta di suggerire l'atto di follia finale, lasciando intendere una conclusione "catartica" che però fa presagire conseguenze spaventose.
Dal punto di vista tecnico, qualche inconveniente da rilevare. Nella prima parte usi il tempo passato (e c'è la data del 2018), mentre nel passato il tempo verbale è il presente. Io avrei fatto l'esatto contrario, o avrei uniformato tutti i tempi verbali, o tutto passato o tutto presente, proprio per aumentare l'omogeneità delle sequenze e la presa del lettore sull'immediatezza della scrittura e della vicenda.
Altra cosa: se puoi, usa sempre i simboli canonici per il discorso diretto, o i trattini o i "caporali". Quelle "freccine" non hanno senso e indispettiscono chi legge, anche perché al loro interno hanno già il corsivo!
Ancora: "Le feste dei bambini sono orge di marshmallow e palloncini", va bene ed è vero, ma l'accostamento di "orge" e "feste dei bambini" è eccessivo, secondo me rasenta l'azzardo e il poco buon gusto. (Opinione personale, però...).
Ultima cosa: "Il mondo in mano ed un coltello in tasca". Da bandire le "d" eufoniche! Ponici mente!
Complessivamente però un buon racconto che mi è piaciuto.

La stanza dell’attesa di Stefano Pastor
Bellissimo davvero. Complimenti. Scorre via che è un piacere, cattura l'attenzione come una potente calamita e conduce per mano fino al finale. Non ho trovato un concetto, un periodo o una parola fuori posto; tutto ben orchestrato e incastrato per arrivare a uno scioglimento di trama tenero e commovente. Assai affascinante l'atmosfera e la figura del vecchio ciabattino che si rinchiude nella stanza segreta in attesa di qualcuno che gli faccia compagnia e che gli permetta di risentirsi utile. E' un po' in fondo il modo in cui va la vita: quando si giunge "al tramonto", si vuole altro tempo, ci si vuole sentire ancora vivi. Secondo me questo racconto può tranquillamente stare sul podio finale!

Mantengo il segreto di Eleonora Rossetti
Ho letto il tuo racconto con molto piacere. Sulle prime sono rimasto un po' disorientato, poi ho capito la (intelligente) struttura della trama, fino allo scioglimento, e ne sono rimasto soddisfatto. Tema ovviamente centrato e... hai fatto di più! Hai reso la "camera segreta" un vero e proprio personaggio, che instaura con Daniele un rapporto morboso, quasi simbiotico, di reciproca protezione e mutuo vantaggio. Mi è piaciuta tanto l'idea della stanza come luogo di sfogo delle peggiori pulsioni, ma anche come "utero" pieno di calore materno. La storia e molto ben scritta e ha un ritmo condotto con mano felice. Molto probabilmente sarà sul mio podio personale.

La camera segreta di Massimo Tivoli
Nulla da dire su come è scritto questo raccontino breve, non noto nulla fuori posto, né refusi. Scritto sicuramente con mano felice e sicura. Lasciami dire che lo trovo un carino divertissement non troppo ambizioso che però nasconde un intelligente accenno di metanarrativa: il tema del contest che esplicita se stesso, nel tentativo di diventare storia compiuta. Ci sei riuscito a metà: non è proprio un racconto con una trama in senso stretto, ma in un certo senso lo è perché in fondo un personaggio c'è e qualcosa dice e fa. Però, secondo me, di più non si può pretendere.

Labirinti di Nicola Digirolamo
Questa storia mi ha lasciato un po' interdetto. L'idea di base è carina ma non mi ha entusiasmato. Non mi ha entusiasmato perché l'espediente della realtà virtuale (se lo intendiamo come meccanismo narrativo per risolvere una trama, anche con colpo di scena) è abusato. Come pure il "viaggio nella mente" a scopo psichiatrico e terapeutico, mi ha fatto subito sovvenire un bellissimo film di Tarsem Singh del 2000, ossia "The Cell", dove un'operatrice sociale, grazie a un'avveniristica apparecchiatura, s'immerge nella mente di un bambino in coma per liberarlo da alcune costrizioni interiori.
A parte questo, ci sono un paio di sequenze interessanti (il bambino che viene scaraventato giù dal cornicione e il labirinto, che, associato al concetto di "mente" fa sempre il suo effetto, sin dai tempi del diabolico labirinto di Shining...), e degli accenni a dei sottotesti sulla psiche umana su cui si può riflettere.
Non dico che non sia scritto bene, solo che, ad esempio, nella prima parte la narrazione è "scolastica", con un ritmo appesantito da periodi sicuramente da rivedere ("Dal corridoio principale, di cui non si vedeva la fine, come in un labirinto si dipanavano a destra e a sinistra altri corridoi più stretti di quello di partenza. All’imbocco di ognuno di questi corridoi si trovava una targa metallica su cui erano riportate delle indicazioni, gli occhi di Claudia correvano rapidamente su quelle targhe, nella speranza di trovare in tempi brevi la scritta che stava cercando. All’improvviso su una targa vide il nome “Alessandro”. Era il corridoio che cercava, lo imboccò a passo svelto e iniziò a percorrerlo accelerando il passo, scrutando una ad una tutte le porte che si trovavano ai suoi lati." Tutto questo blocco va riscritto alleggerendolo e sfoltendo qua e là. I periodi sono lunghi con ripetizioni fastidiose...).
Secondo me, una prova che rasenta appena la sufficienza.

Il condottiero va in soffitta di Lorenzo Diddi
E' una storia bizzarra alquanto! Godibile e più seria di quanto si possa pensare, nonostante il piglio farsesco, teatrale e grottesco che trasuda dalla trama. Sembra un po' una metafora della vita: ti si affida l'arduo compito di vivere, uno si impegna per portarlo a termine nel miglior modo possibile, ma il destino, ironico e beffardo, si impegna di più a rovinare le nostre gesta..., a scombinare i pezzi del puzzle dei nostri piani, per poi farci precipitare in una soffitta sottoterra (allegoria della morte?), senza tanti complimenti.
E' un esperimento assai interessante che, però, qualificherei più come divertissement che come racconto ambizioso. E' ben scritto ma con inconvenienti già molto ben segnalati da Alexandra Fischer.
Come voto ci starebbe bene un'abbondante sufficienza.

Il trono di ferro di Roberto Masini
Contrariamente a qualche parere che bolla il racconto come insufficiente, io penso che alla fin fine non sia poi così male. Anzi. L'antico Egitto ha sempre il suo sempiterno fascino e ogniqualvolta si cita un faraone o le piramidi o camere segrete, l'interesse si desta abbastanza. In sé e per sé la storia è sempliciotta, conclusa in maniera sbrigativa e ingenua. Khufu viene fatto fesso in un un amen e l'architetto ha la sua discutibile vendetta (da quel poco che so, nell'antico Egitto immolarsi per il semidio faraone era un onore senza pari... ma magari mi sbaglio). Dal punto di vista dello stile, ci sta una piena sufficienza, la narrazione è scorrevole e abbastanza pulita (peccato per qualche refuso e qualche piccola, ininfluente disattenzione nella battitura), come un bel sei si può dare all'idea (centrata in pieno relativamente alla competizione) e alla trama nel suo complesso. Non di più!

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raffaele.marra
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Re: Gruppo TUTANKHAMON: Lista racconti e classifiche

Messaggio#4 » mercoledì 27 giugno 2018, 1:03

Faccio i miei complimenti agli autori, soprattutto ai primi due della mia classifica personale: le loro prove sono davvero notevoli (anche se per motivi differenti) ed è stato davvero un piacere leggerle e rileggerle più volte.

1° - La stanza dell’attesa, di Stefano Pastor
Un racconto che, a mio parere, rasenta la perfezione. La storia è originalissima e perfettamente in tema con il contest del
mese. Si sviluppa dando vita a un crescendo che alimenta rigo dopo rigo la curiosità e l'interesse del lettore coinvolgendolo
gradatamente anche dal punto di vista emotivo fino a un finale che esalta e lascia il segno. La linearità stilistica contribuisce a rendere scorrevole il testo, favorendo il crescendo e conducendo il lettore alla scoperta progressiva (estremamente piacevole) del quadro definitivo della storia narrata. Davvero un'ottima prova, direi una delle migliori degli ultimi mesi.

2° - Il condottiero va in soffitta, di Lorenzo Diddi
Da leggere e rileggere, e soprattutto da pensare e ripensare. Il gran merito di questo racconto è proprio nella capacità che
ha di suggerire interpretazioni che vanno ben al di là della semplice favola "nonsense" dietro cui si nasconde con calcolata
ingenuità. Vi scorgo una metafora della vita, e tutta una serie di suggestioni appena accennate che meriterebbero approfondimento: perché il condottiero? perché il giocoliere? perchè la clessidra? perché la poltrona è proprio blu?
Insomma, il testo ha del misterioso, ma sembra nascondere una enorme saggezza e una consapevolezza totale che sfuggono al
lettore mortale. Ho provato a dare una risposta a ciascuna delle tante domande (comprese quelle che ho elencato), e mi sono reso conto che ciascuna di esse è causa di profonde riflessioni sull'umanità, sul destino, sul concetto di fortuna/sfortuna, sull'aldilà, ecc. Questa prerogativa rende il racconto notevole, ancor più se si analizza lo stile originale e perfettamente coerente con se stesso. Ogni cosa, persino la mancanza di virgole nei dialoghi, sembra funzionale nel creare un'atmosfera surreale eppure perfettamente equilibrata, apparentemente leggera ma fortemente radicata nella profondità onirico/filosofica di un'opera di ottima qualità.

3° - Mantengo il segreto, di Eleonora Rossetti
Un racconto interessante, capace di suscitare dubbi e interpretazioni. E questo credo che sia un aspetto positivo. La storia
è soltanto apparentemente semplice. In realtà essa porta, come dicevo, a riflettere sul senso della camera vuota, sui
risvolti psicologici del protagonista e sul binomio stanza/donna. Mi sono divertito così a ipotizzare i possibili nessi tra
il concetto di stanza vuota e la donna, nessi che certamente non saranno stati tutti previsti da te autrice, ma che nascono
comunque dalla tua opera. E allora ho riflettuto sul fatto che sia la stanza vuota che la donna sono a volte intendibili come
prezioso luogo di sfogo, di ascolto e di riflessione. Ma anche luogo fisico in cui è piacevole "penetrare" seguendo
un'esigenza istintiva che appaga entrambi, alimentando un rapporto che, a tratti, può anche diventare morboso.

4° - Consigli su come coltivare l’Edera, di DandElion
Dal mio punto di vista, l'elemento di maggiore qualità di questo racconto è la capacità che dimostri di creare un notevole contrasto tra stile e contenuto. La storia si basa su una vicenda forte, a tratti scioccante, intensa e, per certi versi, emozionante. Lo stile, al contrario, riesce a mantenersi sobrio, equilibrato, sufficientemente distaccato al punto di sembrare volutamente stridente con le tinte forti che emergono dal narrato.

5° - Labirinti, di Nicola Digirolamo
Interpretazione totalmente psicologica del concetto di stanza segreta. Non so niente di psicologia, ma immagino sia un tema presente nella disciplina, una sorta di metafora diffusa al punto che anche io credo di averne sentito parlare in qualche film o in qualche libro. Anche la metafora della memoria come corridoio dalle innumerevoli stanze mi risulta una sorta di "già visto". Detto ciò, la declinazione del tema del mese è comunque originale. Tuttavia non mi convince del tutto questo racconto che fin dal principio sembra svelare tutto suggerendo da subito quale sarà il possibile finale. Forse sarebbe stato meglio creare un po' più di suspence, magari rendendo un po' più misteriosa l'ambientazione che, ribadisco, è facilmente e immediatamente ricollegabile alle "stanze" della memoria (con conseguente sillogistica previsione di quale sarà la "stanza segreta"). Intendiamoci, non dico che un racconto debba necessariamente suscitare mistero per poi svelare con gran sorpresa come stanno le cose solo nel finale. Dico, però, che senza questa caratteristica questo racconto particolare risulta un tantino "scontato". Parere personale, ovviamente. Nulla da dire sullo stile, preciso ed equilibrato, ben collimato alla storia e all'ambientazione del racconto.

6° - Il trono di ferro, di Roberto Masini
La storia c'è, e risulta anche originale e interessante. Non mi ha convinto l'ultima parte, quell'epilogo che mi risulta particolarmente frettoloso e senza alcuna cura particolare nell'elaborazione. Buoni i dialoghi iniziali, capaci di alimentare suggestioni che riportano correttamente al periodo storico e al personaggio protagonista della vicenda. Poi però lo stile perde qua e là tale capacità suggestiva e finisce per influenzare negativamente il resto del racconto. Apprezzo la volontà di inserire dati "tecnici" riguardanti l'architettura delle piramidi e la civiltà egizia in generale, ma il modo in cui sono stati inseriti nel testo non sempre risulta ottimale: il più delle volte si corre il rischio di cadere in una mera descrizione o, peggio, in uno sfoggio di erudizione che penalizza lo stile narrativo generale.

7° - La camera segreta, di Massimo Tivoli
C'è di buono l'idea, parecchio originale, di narrare il racconto dal punto di vista della camera segreta. Si nota, ovviamente, una certa fretta nello scrivere. Immagino che con un po' di tempo in più avresti potuto limare maggiormente lo stile, rendendolo un po' più adatto allo scopo: non ho nulla contro i racconti brevissimi, ma quando la brevità è davvero eccessiva credo che il racconto debba possedere qualche dote particolare sia a livello stilistico (lo stile deve essere impeccabile, limato sillaba dopo sillaba fino a diventare praticamente "musicale") sia a livello di trama (la brevità va onorata con una qualche rivelazione scioccante, con un colpo di scena finale particolarmente sorprendente, ecc.). Comunque la prova c'è, e il testo è piacevole alla lettura e perfettamente in tema.


Riassumendo, ecco la mia classifica:

1° - La stanza dell’attesa, di Stefano Pastor

2° - Il condottiero va in soffitta, di Lorenzo Diddi

3° - Mantengo il segreto, di Eleonora Rossetti

4° - Consigli su come coltivare l’Edera, di DandElion

5° - Labirinti, di Nicola Digirolamo

6° - Il trono di ferro, di Roberto Masini

7° - La camera segreta, di Massimo Tivoli

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diego.martelli
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Re: Gruppo TUTANKHAMON: Lista racconti e classifiche

Messaggio#5 » mercoledì 27 giugno 2018, 7:35

Grazie a tutti gli autori.

Classifica

1. Mantengo il segreto, di Eleonora Rossetti
2. Consigli su come coltivare l’Edera, di DandElion
3. La stanza dell’attesa, di Stefano Pastor
4. Labirinti, di Nicola Digirolamo
5. Il trono di ferro, di Roberto Masini
6. La camera segreta, di Massimo Tivoli
7. Il condottiero va in soffitta, di Lorenzo Diddi

Commenti

Consigli su come coltivare l’Edera, di DandElion
Bello e crudo, mi sfuggono solo alcuni passaggi. Immagino che l'edera sia una metafora per la ragazza, visto che entrambe crescono con il procedere della linea temporale; ho però cercato un nesso di similitudine fra le caratteristiche dell'edera (essere infestante, essere aggrappata alle cose) e la ragazza, e non ne ho trovati. Non mi è piaciuta molto la battuta della ragazza sul coltello, che mi è sembrata superflua: cosa sarebbe accaduto era già del tutto chiaro. E non ho capito nemmeno perché l'edera in quattro giorni cresce in modo particolare, o perché c'è uno stacco di quattro giorni fra l'omicidio e i commenti di lei, e perché commenta in merito a qualcosa che dovrebbe accadere fra cinque mesi. Tolto questo, il racconto mi è piaciuto moltissimo, la descrizione della violenza è agghiacciante e l'atmosfera da cupa favola urbana mi pare funzioni benissimo.

La stanza dell’attesa, di Stefano Pastor
Camera nascosta come metafora della morte, o luogo in cui le persone che non hanno più uno scopo si ritirano? Sono rimasto nel dubbio, dapprima stizzito, poi affascinato dall'ambiguità. Testo ben scritto e accattivante! L'unica critica che mi viene in mente è che l'indeterminatezza della situazione è sia la forza che la debolezza del racconto, che rimane quindi un po', a mio avviso, vuoto di contenuti e di mordente: il suo valore, a mio avviso, proviene praticamente tutto dall'atmosfera malinconica e surreale più che dall'intreccio.

Mantengo il segreto, di Eleonora Rossetti
E' bellissimo! L'intreccio funziona, i personaggi, "stanza malefica" compresa, sono ben caratterizzati, l'esposizione alternata fra timeline corrente (morte e follia) e backstory (come ci si è arrivati) usata benissimo. Non ho appunti negativi da fare, mi piace davvero un sacco e non saprei cosa consigliare come possibili modifiche: sforzandomi, posso dirti che "quel “sì” fu la sua condanna" suona un po' teatrale in un testo che mi sembra avere un sapore differente, ma mi pare comunque che ci possa stare. Bravissima!

La camera segreta, di Massimo Tivoli
Tema centrato, scrittura scorrevole, testo che trasmette con facilità l'empatia verso la camera segreta negletta, abbandonata e stanca di essere tale. Non c'è nulla che non vada, secondo me, ma quel che c'è è un po' poco: manca un intreccio e tutto sommato a parte la sensazione di tristezza condivisa con la Stanza il lettore non riceve molto a mio avviso: forse poteva divenire più forte se ti prendevi i caratteri residui per spiegare *come mai* era particolarmente interessante (o triste, o opportuno, o terribile...) che la stanza fosse dimenticata.

Labirinti, di Nicola Digirolamo
Piacevole, scorrevole e divertente, trovo un po' troppo espositivo il dialogo finale. La parte migliore credo sia lo scarto del ricordo falso e il ritrovamento di quello vero, che trasmette bene la professionalità, il "mestiere" della protagonista. Avrei tagliato un po' "lo spiegone" e usato quello spazio per arricchire la parte esplorativa, che era più interessante, ma mi sembra che comunque sia un buon racconto.

Il condottiero va in soffitta, di Lorenzo Diddi
Il registro usato è divertente, ma non mi piace molto lo stile paradossale che è stato scelto. La vicenda non sembra avere un capo o una coda, e perfino il tema proposto viene solamente sfiorato anziché esplorato. Sono un po' perplesso e spiazzato: non è brutto o fatto male, ma è davvero molto lontano dal mio gusto personale e mi sembra che vada lontano anche da quanto richiesto.

Il trono di ferro, di Roberto Masini
Ci vedo un po' del Conan di Howard nei toni e nella trovata della trappola, e ho apprezzato i precisi riferimenti storici (che tuttavia non ho verificato: mi fido! ^^ ). L'aderenza al tema c'è, ma mi pare che ci sia molta didascalia e poco intreccio: la trama principale (il principe che viene attirato in una trappola) si conclude e si spiega quasi marginalmente rispetto alla minuziosa descrizione di mille altre cose. Mi è piaciuto, ma credo si potesse giovare al racconto parlando di più del rapporto del Faraone con il suo aguzzino, o seminando indizi sulle intenzioni dello stesso.

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SalvatoreStefanelli
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Re: Gruppo TUTANKHAMON: Lista racconti e classifiche

Messaggio#6 » mercoledì 27 giugno 2018, 17:36

Eccomi! Arrivo con un po' di anticipo sullo scadere del tempo (meglio farlo adesso, altrimenti rischio di non farcela). Riporto di seguito i miei commenti ai racconti in ordine sparso e a seguire oltre la classifica.

Consigli su come coltivare l'edera - DandElion

Ciao Dand.
Concordo con Emiliano per quanto riguarda la d eufonica, per l'uso del trattino o del caporale. Invece non concordo con lui sull'uso di orge abbinato a marshmallow e palloncini, proprio perché il netto contrasto dà ancora di più il senso della drammaticità della storia e dell'orrore profondo in essa racchiusa. Orrore che riesci a mostrare molto bene nella seconda parte della storia. Non mi ha dato fastidio il diverso uso dei tempi verbali, in fin dei conti il primo periodo sembra scritto in un passato fin troppo presente per ritenerlo troppo distante dal resto della storia. Mia deficenza non l'aver capito bene quanto vai a mostrarci in quella prima scena: chi è l'interlocutore che la sta interrogando? Uno psicologo, forse? E cosa significa l'ultima parte dello stesso, quando parli delle prede? Sembra quasi che Lucinda stia per commettere un nuovo omicidio a scapito dello stesso psicologo.
Nel complesso trovo che sia una buona storia e ben centrato il tema.

La stanza dell'attesa - Stafano Pastor

Ho trovato questa storia "Grande!". Ogni cosa al posto giusto: il ritmo giusto, la caratterizzazione dei personaggi e quello dell'ambiente, l'atmosfera. Tutto credibile, nonostante l'aspetto fantastico. Ricco di una poetica profonda, con un finale che lascia il dubbio: scomparirà anche il nuovo inquilino? Ognuno può pensarla come vuole e verci il finale che meglio crede. Io penso che il protagonista torni alla sua vita e che il ciabattino sia solo diventato un nuovo amico speciale, ma ogni altro finale pensato mi starebbe bene comunque. Non vi ho trovato refusi o errori da segnalarti, ma io non riesco a essere molto attento in questo periodo. Bravo, una ottima prova e il tema perfettamente centrato.

Mantengo il segreto - Eleonora Rossetti

Una storia non male, con un bel senso dell'horror. Tutto ha il suo ritmo anche se a me non è piaciuto molto, non so spiegarti bene il perché. Non ci sono errori o frasi che non vanno, però non mi ha preso quanto speravo. Inoltre, la frase finale rivolta al lettore... perché? Pensavi forse di istillargli un brivido di paura? Non ho trovato che sia riuscito, se quello era lo scopo. Forse la dovrò rileggerla per poterla valutare al meglio. Per ora si becca una sufficienza appena raggiunta, questo per i miei gusti.

La camera segreta - Massimo Tivoli

In effetti, rapportato all'eternità, il sequenziare delle immagini è relegato tutto in un tempo sin troppo stretto; forse, sarebbe bastato aggiungere due o tre parole che rallentassero la scena e la frammentassero. Comunque sia, nel poco tempo che hai avuto per buttare giù la storia, hai fatto un buon lavoro e l'idea trovo che sia buona, il tema centrato che più non si può. Testo pulito e che scorre via facile. Un arricchimento della trama avrebbe giovato, una quasi scoperta che non si è concretizzata, una paura e una speranza che fossero andate più vicine all'attuarsi... Tutto sommato non c'è la lode ma una pacca sulla spalla sì.

Labirinti - White Duke

Arrivo dopo i commenti precedenti e mi trovo in buona parte d'accordo con ognuno di loro. L'idea, pur non originale, è carina ma qui non è stata trasposta in maniere avvincente. La prima parte, come diceva Emiliano, va sfoltita anche di molto secondo me. Come dice mezzomatto ha suggerito bene: migliore l'utilizzo di un punto di vista centrato dentro la protagonista. Un tale espediente rende più empatica la lettura di un testo del genere, può creare la giusta ansia della ricerca e della scoperta del motivo per cui l'altro protagonista ha quel certo comportamento. Anche il finale mi sembre con poco mordente. Tutto troppo spiegato e poco vivibile. Mi spiace.

Il condottiero va in soffitta - Lorenzo Diddi

Ciao Lorenzo. Gli altri ti hanno segnalato diverse cose che non vanno e, purtroppo, mi trovi d'accordo con loro. Storia troppo surreale, con infinite possibili interpretazioni che portano chi legge a non trovarne una davvero valida. All'inizio, leggendo questa storia, ho fatto l'abbinamento con le tavole di Escher. Il finale non mi ha stupito ma un po' sorpreso sì. Ti segnalo questa frammento di frase "il condottiero mi mise d’ingegno" dove credo che volessi dire "si mise". Per me hai raggiunto a stento la sufficienza.

Il trono di ferro - Roberto Masini

Ciao Roberto. Sempre immerso nella storia. Questa volta la camera segreta dell'emozioni è rimasta chiusa e nascosta: non ve ne ho trovata alcuna. Come già ti hanno detto, narri molto e mostri poco. Il prologo non aggiunge un granché alla storia e si potrebbe togliere per dare maggior risalto al resto. Il finale, la vendetta del costruttore, mi sembra poco interessante. Lo sarebbe stato molto di più se tutta la scena si fosse svolta con il punto di vista posto dentro di lui. Questa è, comunque, una storia che secondo me andava raccontata in prima persona, fosse anche quella del faraone. Mi spiace, mi sarei aspettato di più da te.

La Classifica

1 - La stanza dell'attesa
2 - Consigli su come coltivare l'edera
3 - La camera segreta
4 - Mantengo il segreto
5 - Il trono di ferro
6 - Il condottiero
7 - Labirinti

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Linda De Santi
Messaggi: 497

Re: Gruppo TUTANKHAMON: Lista racconti e classifiche

Messaggio#7 » mercoledì 27 giugno 2018, 20:58

Ciao a tutti! Di seguito, i miei commenti e la mia classifica. Complimenti a tutti per i bellissimi racconti e in bocca al lupo!

Consigli su come coltivare l’edera di Dand Elion

Ciao Dand Elion!

Una storia forte, raccontata con un linguaggio essenziale ed efficace. Sei riuscita a rappresentare una situazione delicata, che offriva il fianco al melodramma un po’ gratuito, con un’impostazione ed un piglio che lo rendono interessante.

Giusto un appunto sul paragrafo iniziale:

“Il suo interlocutore la stava infastidendo, come la infastidivano gli elettrodi sulle tempie e le cinghie dietro al collo” –> Visto che le ha appena domandato quando è iniziato tutto, mi verrebbe da pensare che si tratti di uno psicologo, ma allora non mi spiego gli elettrodi e le cinghie. Sono strumenti utilizzati per curare forme gravi di malattie psichiatriche, terapie che vengono molto dopo le domande “classiche” da psicologo.

Qualche perplessità anche sul coltello vinto con i punti del supermercato: da come è impostata la frase, sembra che a far scattare in Lucinda la volontà di prenderlo sia stato proprio il fatto che la madre l’abbia scelto come regalo. Però non mi sembra una motivazione sufficiente: magari avresti potuto optare per: “adesso Lucinda è grande e i suoi genitori non si preoccupano più di chiudere a chiave il cassetto dei coltelli perché non si faccia male” o qualcosa di simile.

In ogni caso, è una bella prova.

La Stanza dell’attesa di Stefano Pastor

Ciao Stefano!
Bello bello questo racconto, specialmente nel modo in cui passa, con la massima naturalezza, dal realistico al surreale.
Anche a me crea qualche dubbio la frase “tutti ci erano entrati, prima o poi”. Un po’ perché in effetti non si capisce come fa il narratore a saperlo, un po’ perché credo sarebbe meglio “tutti ci erano entrati, presto o tardi” (“poi” è indefinito, richiama di più l’idea di qualcosa che deve ancora avvenire – ma probabilmente è questione di gusti personali).
In ogni caso, è un bellissimo racconto. Complimenti!

Mantengo il segreto di Eleonora Rossetti

Ciao Eleonora!
Il racconto è ben scritto e l’idea della stanza segreta che accoglie (alimentandosene?) le frustrazioni del protagonista è ottima.
Inizialmente ho fatto un po’ fatica a capire i piani temporali delle parti scritte in corsivo, ma dopo un po’ tutto è diventato chiaro.
Ho avuto la stessa perplessità di Viviana: sembra che il motivo per cui la stanza uccide Virna sia il fatto che Daniele ha deciso di mostrargliela, ma dal punto di vista della porta (!) sarebbe bastato non aprirsi quando lui cerca di impressionare Virna con il gioco di prestigio. Mi sono data come spiegazione il fatto che la stanza sia gelosa di Daniele, ma se così è, mi sarebbe piaciuto che questa cosa emergesse più chiaramente dalla storia.
In ogni caso, un racconto ben scritto e assolutamente di piacevole lettura. Alla prossima!

La camera segreta di Massimo Tivoli

Ciao Massimo! Questa è quella che si dice un’intepretazione letterale del tema! :D
Molto carina l’idea di raccontare il punto di vista della stanza segreta. Lo sviluppo è molto semplice e lineare, ma l’idea è sicuramente d’impatto.
Forse alla fine del racconto si rimane un po’ con poco: non c’è un vero e proprio sviluppo, solo una riflessione amara sul fatto che la stanza è condannata a custodire per sempre i segreti che si porta dentro.
In ogni caso, a me è piaciuto. Alla prossima!

Labirinti di Nicola di Girolamo

Ciao Nicola!
L’idea della diagnosi psicopatologica effettuata attraverso un’immersione nella mente è molto carina e ha sempre il suo fascino.
Ho trovato molto belle alcune immagini del racconto, in particolare i due bambini che giocano vicino alla finestra, i libri bianchi e la porta segreta dietro alla libreria che si apre su una stanza uguale alla precedente.
Quello che non mi ha convinto troppo è il linguaggio, che in alcuni passaggi tende a essere un po’ impreciso. Un esempio è “chiedendo disperatamente della mamma” (è molto meglio “chiamando disperatamente la mamma”), oppure “il suo cervello regredisce”, che è una frase che uno psicologo non direbbe mai (meglio “la paura inibisce fortemente le sue capacità cognitive” o qualcosa del genere).
In ogni caso, il racconto non mi è dispiaciuto e la lettura è stata piacevole.
Alla prossima! :)

Il condottiero va in soffitta di Lorenzo Diddi

Ciao Lorenzo!
Ai tuoi dialoghi manca assolutamente la punteggiatura, cosa che mi ha un po’ urticato in più occasioni :) Un testo carino, un puro divertissement che intrattiene piacevolmente mentre lo si legge, ma che lascia un po’ poco a lettura ultimata. Il tema della stanza c’è, ma forse non è poi così prepoderante: data la natura della storia, il condottiero sarebbe potuto finire dentro a qualsiasi altra cosa (il bagno, il giardino della regina di cuori, l’anticamera dell’universo…).
Insomma, una lettura gradevole che ho letto con piacere, ma che purtroppo mi lascia con una punta d’insoddisfazione.
Alla prossima!

Il trono di ferro di Roberto Masini


Ciao Roberto! Molto bello il tuo racconto. Ne ho apprezzato l’atmosfera, i dettagli, lo sviluppo. La conclusione per me è stata inaspettata, mi aspettavo che il faraone entrasse nella stanza e scoprisse chissà quali misteri, invece va incontro alla vendetta del suo suddito.
Avrei omesso l’uso dei sottotitoli in grassetto messi all’inizio dei paragrafi, che fanno più documento tecnico che racconto.
Nel complesso, comunque, è una bella prova.

La classifica:

1) La stanza dell’attesa di Stefano Pastor
2) Mantengo il segreto di Eleonora Rossetti
3) Il trono di ferro di Roberto Masini
4) Consigli su come coltivare l’edera di Dand Elion
5) Labirinti di Nicola di Girolamo
6) La stanza segreta di Massimo Tivoli
7) Il condottiero va in soffitta di Lorenzo Diddi

mezzomatto
Messaggi: 171

Re: Gruppo TUTANKHAMON: Lista racconti e classifiche

Messaggio#8 » mercoledì 27 giugno 2018, 21:52

Ecco le mie valutazioni e la graduatoria

Consigli su come coltivare l’Edera, di DandElion

Un racconto di grande impatto emotivo, sostenuto da un'architettura semplice ed efficace e da una ambientazione claustrofobica. Enigma iniziale: perché questo interrogatorio? Spiegazione fornita mediante una serie di analessi ordinate cronologicamente.
C'è qualche difetto. Anzitutto non è chiaro dove si svolga il dialogo d'attacco: alla polizia?, in una clinica? Cosa sono gli elettrodi che la donna ha in testa? Cosa ci fanno le cinghie 'dietro' il collo (le cinghie dovrebbero essere 'attorno' a qualcosa). Incerto anche il punto di vista: l'inserto fra le battute di dialogo sembra suggerire un narratore esterno. Poi di colpo viene introdotto il punto di vista della protagonista (che, per la verità non viene più abbandonato, salvo qualche intrusione del narratore).
Volendo andare per il sottile la scansione di data, ora e luogo delle varie scene è superflua, non aggiunge nulla alla narrazione che si sviluppa cronologicamente e può essere sviluppata più elegantemente con altri espedienti espressivi. Ma questo può essere solo questione del mio gusto personale. Te la butto lì come punto su cui riflettere.
Infine mi lascia perplesso la distanza temporale fra il genitoricidio (2012) e l'interrogatorio (2018). Non è spiegata.
Comunque un racconto di uno che sa scrivere, e come. Bravo, o brava.


La stanza dell’attesa, di Stefano Pastor

Notevole l'idea di fondo, convincente lo sviluppo e pulito lo stile della narrazione. Forse occorrerebbe raggruppare e riordinare un po' la successione degli argomenti: prima la stanza e l'atteggiamento del narratore, poi la padrona di casa, infine, per terzo, il sig. Lorenzo, che così, una volta agganciato, non lo lasciamo più.
Non è chiaro il significato di “Tutti ci erano entrati, prima o poi.” Come fa a saperlo l'io narrante? E se ci erano entrati perché non avevano visto il ciabattino e non avevano lasciato la porta aperta?
Comunque un racconto gradevole, pervaso di nostalgia.
Ah, dimenticavo. Nel mio quartiere (a Milano, periferia di cattiva fama, il Corvetto) un ragazzo giovane ha rilevato e ravvivato il negozio del vecchio ciabattino che si è ritirato a godersi il giusto riposo, e una coraggiosa giovane signora ha aperto una nuova libreria.
Un degno finale per La stanza dell'attesa.


Mantengo il segreto, di Eleonora Rossetti

Buono il senso dell'horror, ma non del tutto l'andamento della storia. Non amo molto gli sviluppi criptici, probabilmente sono troppo influenzato dalle Lezioni Americane di I. Calvino (la chiarezza, nel caso specifico), e leggendo questo racconto ho provato il senso di insoddisfazione per non riuscire ad entrarci dentro. Ho faticato a dividere i due piani temporali, quello del corsivo (il presente) e del normale (il passato). Forse aiuterebbe di più un trapassato prossimo invece del passato remoto. “Quando la parete era scivolata di lato...”, “...gli aveva instillato il dilemma...” e così' via.
Poi non mi è chiaro l'inserto del livore verso i vicini. Che c'entra con la storia di Virna?
Infine l'horror è un po' diluito. Viene subito proposto nel primo paragrafo “...prega di udire ancora i tonfi e le urla al di là della parete” e quindi indebolisce alquanto la descrizione, più avanti, del confinamento di Virna nella stanza.
Anche il non detto è troppo non detto, cioè non è chiaro se la stanza sia una entità autonoma o una manifestazione dell'inconscio dell'io narrante.
In conclusione un racconto un po' più che sufficiente, ma non ancora abbastanza buono.


La camera segreta, di Massimo Tivoli

Molto bello, e anche riuscito, il rovesciamento di prospettiva: il personaggio è ciò di cui si dovrebbe parlare. Si sente, purtroppo, l'orologio che corre, mentre la camera dovrebbe pensare a un ritmo molto più lento, cosmico. Invece riceve e riemette l'ansia del mortale che la racconta. Io vi ho letto la metafora, o meglio, il simbolo di chi si sente l'ombelico del mondo e aspetta solo che il mondo lo scopra, troppo orgoglioso per far qualcosa che mostri ciò che è e vale.




Labirinti, di Nicola Digirolamo

Mi sono sempre domandato come ci si possa sentire quando si è 'dentro' la mente di un altro. Questo racconto mi risponde che le due menti rimangono separate, una è l'osservatore, l'altra è l'osservato. Dal punto di vista narrativo questo approccio risulta debole, privo di passione, non desta nessuna empatia fra i due. La scelta di usare un narratore esterno accentua questa freddezza di esposizione. Molto più coinvolgente sarebbe stato, credo, usare Claudia come io narrante.
Lo stile narrativo è pulito, ma un po' scolastico. Sufficiente senz'altro, ma non di più.




Il condottiero va in soffitta, di Lorenzo Diddi

Più che surreale direi un totale nonsense. Godibile per il rovesciamento totale dei significati: il condottiero che ubbidisce a un giocoliere, la soffitta che è sottoterra (e che sottoterra), i tempi che si dilatano iperbolicamente, e così via. Bisogna prenderlo per quello che è, un puro e semplice divertissement. E detto questo è detto tutto. Il resto sono solo impressioni personali. Le mie sono di un bel cinque minuti (tanto mi è durata la lettura) passati gradevolmente. E basta.






Il trono di ferro
, di Roberto Masini
Un racconto che paga molto alla ristrettezza del tempo concesso. Un'oretta di riflessione in più avrebbe certo permesso di mettere meglio a fuoco i materiali affastellati e di effettuare una scelta dei temi enunciati. In ordine di importanza: la punizione per qualche atto (sembra di superbia) compiuto da Khufu. Non si capisce quale sia il peccato. Secondo: il ruolo di giudice svolto dall'architetto: cosa lo motiva? Terzo: il desiderio di emulazione di Khufu nei confronti del padre. Essendo esposto all'inizio del racconto è l'unico tema che rimane impresso al lettore. Giudizio complessivo: insufficiente.



Durissimo stilare una graduatoria, per l'equilibrio dei valori in campo. Mi dispiace per chi è finito nelle ultime posizioni. Revisionate bene i vostri lavori. meritano.

Graduatoria:

1 – La stanza dell'attesa
2 – Consigli su come coltivare l'edera
3 – Mantengo il segreto
4 – La camera segreta
5 - Labirinti
6 – Il condottiero va in soffitta
7 – Il trono di ferro

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Il Dottore
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Re: Gruppo TUTANKHAMON: Lista racconti e classifiche

Messaggio#9 » domenica 1 luglio 2018, 22:55

Ciao, a tutti, Faraoni.

Eccomi qui con la mia classifica. Per distinguermi dall'Antico, anziché il suo antiquato pollice, userò il concetto di racconto promosso (se a pieni voti, è equivalente a un pollice su), rimandato a settembre e bocciato (in verità non ho bocciato nessuno, perché nessun racconto lo ha meritato).
Trovate qui la mia classifica e, sotto, i miei commenti.

1. Mantengo il segreto
2. La stanza dell'attesa
3. La camera segreta
4. Consigli su come coltivare l’Edera
5. Il condottiero va in soffitta
6. Il trono di ferro
7. Labirinti


Mantengo il segreto, di Eleonora Rossetti

Un horror molto ben scritto e molto efficace con un’idea che mi è piaciuta anche nella realizzazione e nel significato sotteso (in quella camera ci vedo l’angolo della buio in cui ciascuno di noi cerca di relegare le pulsioni peggiori, sperando di renderle altro da sé. Ma il fatto di alimentarle lì nell’oscurità, anziché tenerle sotto controllo le fa crescere). Giusto per fare un appunto, ho qualche perplessità sull’uso del grassetto per indicare le frasi della porta (di solito non è una “buona pratica” in narrativa).
Racconto promosso a pieni voti.

La stanza dell'attesa, di Stefano Pastor

Storia crepuscolare e malinconica, molto ben scritta. Se proprio vogliamo trovare un difetto, l’incontro col ciabattino il lettore se lo aspetta già. Ma non bisogna mica per forza stupire. D’altra parte è un racconto per pensare e non di puro intrattenimento: quindi va benissimo così. Bello il parallelo fra il lavoro artigianale del ciabattino e l’attività da libraio del protagonista, con l’idea, dietro, un po’ triste, che la lettura dei libri sia ormai superata, una specie di tesoro alla portata di pochi.
Racconto promosso a pieni voti.

La camera segreta di Massimo Tivoli

Bel racconto, molto ben giocato sullo stile che trasmette la “sofferenza” della protagonista. Ogni parola è ben bilanciata per dare la giusta ambiguità e rileggendo il racconto in seconda battuta si nota l’ambiguità cercata con precisione su ogni singola parola. Se vuoi una debolezza è quella di tutti questi racconti giocati su una costruzione ambigua e un finale a sorpresa: danno un po’ l’impressione di essere costruiti per stupire che per raccontare una storia. In ogni caso racconto promosso.

Consigli su come coltivare l’Edera, di DandElion

Una storia non originalissima: per quanto ormai storie davvero originali siano difficili da scrivere, il bambino che subisce violenza dai genitori e diventa un serial killer, per quanto dolorosa, sa molto di già letto. In ogni caso il modo in cui scegli di raccontare la vicenda ha un suo “perché”: sembra una sceneggiatura cinematografica, quasi lei vedesse la propria vita come un film e non come se l’avesse vissuta, per prendere la distanza da quel dolore.
Anche io suggerisco di mettere a posto i dialoghi secondo le convenzioni comuni. Inoltre non mi piacciono molto dell’espressioni: “nuovo di pacca” gergo giovanile del centro nord, che potrebbe starci nel dialogo, ma nella descrizione della scena stona parecchio.
Nel complesso, racconto promosso.

Il condottiero va in soffitta di Lorenzo Diddi

Questo è il tuo secondo racconto che leggo e trovo la conferma di un’ottima inventiva. Mi piace il tuo approccio surreale, che mi fa pensare che come tuoi modelli tu prenda autori come Calvino, Becket ma, soprattutto, un artista visivo come Escher.
Detto questo, se la qualità dell’immaginazione è buona devi imparare a lavorare sul testo per perfezionarlo prima di darlo in pasto ai lettori.
Ci sono diversi difetti che non permettono infatti al racconto di esprimersi al meglio. Per esempio, in alcuni momenti non è chiara la dinamica di ciò che sta accadendo (se è vero che il contesto è surreale, deve rimanere comunque “leggibile”). Per esempio, quando il giocoliere spunta all’improvviso, mentre il condottiero dorme, il lettore si trova spiazzato perché sta immaginando il condottiero che procede da solo. Meglio allora, spiegare subito la dinamica. Altro esempio: quando il giocoliere precipita nel vuoto, mentre la narrazione è focalizzata sul condottiero, il lettore pensa di essersi perso qualcosa, strada facendo.
Inoltre proverei a rivedere il finale, che dovrebbe dare un minimo di chiave di lettura a un racconto che altrimenti rimane troppo un gioco fine a se stesso (per esempio, anche Aspettando Godot, per quanto surreale, ha un senso. Qui questo sembra non esserci)
Da rivedere anche lo stile: per esempio, la ripetizione dei nomi condottiero e giocoliere nei dialoghi appesantisce un po’ il tutto.
Infine ci sono alcuni piccoli errori di punteggiatura e di refusi (è vero che in Minuti Contati il tempo è poco, ma, visto che hai consegnato in largo anticipo, forse una rilettura ci stava).
Racconto rimandato a settembre: si ripresenterà alla commissione con uno stile più curato e un finale più convincente :)


Il trono di ferro di Roberto Masini

Nel tuo racconto dimostri di esserti documentato per costruire un racconto contestualizzato e ben ambientato. Questo è senz’altro un punto di partenza essenziale. Mi sembra però che, per essere un racconto breve (che richiede una storia che catturi subito) ti sei perso un po’ troppo in dettagli (una delle regole dello storico è informati il più possibile ma non pretendere di rifilare ogni conoscenza acquisita al lettore).
L’inizio ha dei toni biblici, poi nella parte centrale ti disperdi sui dettagli costruttivi della piramide e solo il finale rivela le intenzioni della tua storia cioè la punizione del potente per i suoi peccati contro il popolo.
Il mio consiglio, perciò, è di lavorare sul racconto, per eliminare i dettagli inutili e renderlo potente e fulminante. Un dettaglio non indifferente: la maggior parte delle persone conosce Khufu come Cheope. Visto che lo scopo della narrativa è quello di conquistare il lettore (e non l’erudito), meglio usare il nome con cui è noto il faraone, che non costringere il lettore a cercare sull’enciclopedia (se poi uno vuol essere preciso, in una storia più lunga, avrà spazio per citare entrambi i nomi).
Racconto rimandato a settembre: da rendere più avvincente e meno didascalico

LABIRINTI di Nicola Digirolamo

Nel tuo racconto vedo un grosso problema di fondo: manca completamente il pathos. Prova a rileggere il tutto chiedendoti: c’è qualcosa che spinge il lettore ad andare avanti? Abbiamo un personaggio che non sappiamo chi sia e cosa voglia (e di cui, di conseguenza non c’interessa nulla) che si muove in una sorta di labirinto, non particolarmente originale, con uno stile piano (che di per sé non è un problema, ma lo diventa in assenza di altri elementi di interesse). Il risultato è che il lettore non provando empatia con il personaggio né curiosità per altri elementi, arriva alla spiegazione finale (se ci arriva), senza che questa gli interessi.
Inoltre, la scrittura sembra un po’ tirata via (punteggiatura da rivedere, ripetizioni ravvicinate non molto gradevoli “ad una ad una”, tra l’altro con una bruttissima d eufonica ripetuta due volte… attento che le hai disseminate ovunque, “all’improvviso… vide”...“all’improvviso si ritrovò”)Cose che con una rilettura si potevano mettere a posto.
Racconto rimandato a settembre, dopo essersi molto impegnato durante l’estate.

Grazie a tutti per avermi fatto divertire.
A rileggerci
Sono pronto a vivisezionare i vostri racconti... soffriranno, ma sarà per il vostro bene!

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