Il negozio di convenienza

L'atto conclusivo della Sesta Era di Minuti Contati vi aspetta lunedì 20 maggio dalle 21.00 all'una con tante guest che si sono alternate nel corso delle sue dodici edizioni!
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antico
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Re: Il negozio di convenienza

Messaggio#1 » lunedì 20 maggio 2019, 23:20

Ciao Antonio! Tutto ok anche per te con caratteri e tempo, buona ALL STARS EDITION!



alexandra.fischer
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Re: Il negozio di convenienza

Messaggio#2 » martedì 21 maggio 2019, 18:24

Specifiche rispettate. La storia è surreale, ma si capisce bene: Bolivar prima vede i due se stesso a delle età diverse e ci parla pure nel Negozio di Convenienza, poi ritrova i genitori, che spariscono quando lui cade a terra dopo un capriccio infantile. Infine, prende l’auto e se ne va (lo immagino a un’età abbastanza senile). Nomi molto fantasiosi per i giocattoli e quello che si vede nel bagno del negozio. La fotografia è un ulteriore arricchimento per la comprensione della storia.


Attenzione a:
Fermati e arretra Bolivar (manca la virgola dopo arretra)

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Massimo Tivoli
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Re: Il negozio di convenienza

Messaggio#3 » martedì 21 maggio 2019, 20:44

Ciao Antonio. Come ti avevo promesso, eccomi a leggere il tuo racconto, per il puro piacere di farlo, considerato che non devo votarlo. Me lo sono proprio goduto. La scrittura è pulita, precisa. A me personalmente piace il tuo modo a tratti aulico di narrare, conferisce alla storia un certo fascino che ci sta bene con il carattere surreale della situazione, ne aumenta secondo me il senso di estraneità e alienazione. Soprattutto, anche rifacendomi agli altri tuoi racconti che ho letto su MC, riconosco che è il “tuo” modo, e questo me lo fa apprezzare ancora di più.
Il finale mi è piaciuto molto (sì, ci ha stimolato lo stesso concetto). Quel “qualcosa che non può essere nominato” crea una forte suggestione per me, sarà che sono cresciuto a pane e Lovecraft. Bello pure l’aver menzionato Kafka e Sartre, la situazione è senz’altro in tema. Complimenti.

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Luca Nesler
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Re: Il negozio di convenienza

Messaggio#4 » mercoledì 22 maggio 2019, 0:28

Ciao Antonio. Il tuo racconto mi ha ricordato tante cose, dal finale di Monkey Island 2 a un film di cui non ricordo il nome che aveva tinte molto simili a quelle di questo racconto. Trovo affascinante notare come certe tematiche o certi modi di raccontare siano spesso simili nei lavori di un autore. Nei tuoi ritrovo sempre questo alone di "wierd" un po' da incubo e la scoperta finale sul protagonista. Per tutto il racconto succedono cose inspiegabili e che, alla fine, non hanno bisogno di tante spiegazioni. Funziona.
Il finale è interessante. L'avrei trovato potente se fossi stato in grado di dare una spiegazione di qualche tipo a questo evento fuor dal normale. I requisiti sono sicuramente rispettati.
Sullo stile non mi trovi convinto, ma è questione di gusti.
Ti segnalo un refuso: <<Fermati e arretra (,) Bolivar!>>
Make art, not friends

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Gabriele Dolzadelli
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Re: Il negozio di convenienza

Messaggio#5 » mercoledì 22 maggio 2019, 19:35

Ciao Antonio.
Mi è piaciuta molto l'idea di ritrovare le due versioni di sé stesso all'interno del negozio. Lo stile l'ho gradito, anche se sono rimasto un po' infastidito da alcune continue ripetizioni. Per esempio la parola "nome" viene ripetuta in due frasi di seguito e stona. Anche la parola "negozio di convenienza" viene ripetuta troppe volte. Il lettore ha ben capito di cosa si tratta e ricordarlo così frequentemente credo sia troppo. Ci volevano dei sinonimi o anche termini più generici, dopo la prima menzione.
Il finale non l'ho ben compreso ma probabilmente è un limite mio. :)

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Sirimedho
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Re: Il negozio di convenienza

Messaggio#6 » mercoledì 22 maggio 2019, 22:43

Buonasera Antonio.
Mi è piaciuta la conclusione sui tre tempi che convivono in una persona.
Il resto del racconto l’ho trovato troppo “geometrico”, apparentemente costruito sulla base dell’idea iniziale e, complessivamente, freddo. Tra le cose che non mi hanno convinto, vi sono ad es. il fatto che si veda il sé stesso da vecchio e l’unico pensiero sia che è un “vecchio molesto” mi suona davvero strana, o il fatto che sia invecchiato lui ma non l’auto.
Buon contest!

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maria rosaria
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Re: Il negozio di convenienza

Messaggio#7 » sabato 25 maggio 2019, 15:51

Ciao Antonio.
Purtroppo, sarò sincera ma il tuo racconto non mi ha entusiasmato.
Un po’ lo stile, che forse non è proprio di mio gusto.
Ci sono frasi che a una prima lettura non ho ben afferrato: quando scrivi, ad esempio, “le mie mani si riempirono, colmate dalla presa di due persone”.
Ora, le mani si colmano di qualcosa ma non di una presa. Però, ripeto, magari questa è solo una questione di stile.
Ho poi dei dubbi anche sul tema.
C’è, di fondo, un’idea abbastanza buona: quella che in ciascuno di noi convivano diverse personalità. E fino qui, okay. Quello di cui non sono del tutto convinta, però, è come hai costruito la storia intorno a questa idea.
Mi spiego: forse nel “mio io” anziano ci sono sia il me bambino che il me adulto, ma dubito che nel “me” adulto ci sia anche già il me vecchio. Non so se mi sono spiegata.
Ad ogni modo, questa è solo una mia idea e posso sbagliarmi.
Maria Rosaria

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Linda De Santi
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Re: Il negozio di convenienza

Messaggio#8 » domenica 26 maggio 2019, 16:36

Ciao Antonio!
Un racconto dai toni weird, inquietante e misterioso, che ha il suo punto di forza nell’atmosfera onirica. Molto bella l’idea di rappresentare l’ieri, l’oggi e il domani attraverso le diverse età del protagonista: meriterebbe di essere sviluppata in uno spazio più ampio, perché secondo me ha molto potenziale, ma anche così funziona abbastanza bene. Non è chiarissimo come mai all’inizio siamo nel 2119 e il protagonista è “adulto”, mentre dopo la visita al convenience store siamo nel 2219 e il protagonista è invecchiato di cent’anni, ma per un racconto di questo tipo forse non c’è neppure bisogno di trovare per forza una spiegazione.
Lo stile è un po’ da rifinire in alcuni punti, ad esempio qui: “fu quando varcai la soglia che le mie mani si riempirono, colmate dalla presa di due persone”. Le “mani che si colmano di una presa” non mi convincono molto.
In ogni caso, trovo che sia un racconto molto bello.

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invernomuto
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Re: Il negozio di convenienza

Messaggio#9 » domenica 26 maggio 2019, 16:50

Ciao Antonio!
Alla vescica "pregna come un gavettone" avevo già capito l'antifona - hai uno stile aulico e ti diverte utilizzare un vocabolario arzigogolato un po' per dare colore al racconto, un po' per richiamare (in chi l'ha letto) memorie di Lovecraft che effettivamente permeano tutta la storia.
Quello che, a parer mio, stride un po' è il fatto che si tratti dei pensieri e della azioni del tuo personaggio, non di un eventuale narratore, e di conseguenza a un linguaggio "particolare" mi aspetto che coincida un personaggio altrettanto particolare.

Il registro da te utilizzato funzionerebbe al meglio nella bocca di uno studioso un po' stralunato o un nobilotto di inizio '900, mi andrebbe anche bene se tu decidesse di rendere la società del 2119 uno specchio di quella del 1919, ma niente - a parte le tue particolari scelte lessicali - sembra suggerirci che sia questo il caso.

In definitiva il tuo stile mi piace molto, ma ho avuto l'impressione che il tuo racconto fosse asservito allo stile, piuttosto che il contrario - mi piacerebbe molto leggere qualcosa di tuo con protagonista un narratore più "popolare", magari tramite gli occhi di un personaggio un po' buzzurro, che ti obblighi ad uscire dalla comfort zone.
Buona l'idea per il colpo di scena finale, che riconferma la natura kafkiana, assurda e scevra da tempo e spazio, del racconto.

Nel complesso è una buona prova, spero di rileggerti presto per farmi un'idea migliore del tuo stile e della tua versatilità.

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invernomuto
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Re: Il negozio di convenienza

Messaggio#10 » martedì 28 maggio 2019, 20:55

The Ocean Master ha scritto: prima hai scritto che vorresti un personaggio particolare, poi hai scritto che vorresti un personaggio più "popolare" (da intendere come "non particolare", giusto?)


Ciao, forse non mi sono spiegato benissimo in effetti!
Quello che intendevo è che in questo specifico racconto mi sarebbe piaciuto avere una spiegazione sul perché il tuo personaggio utilizzasse un linguaggio così ampolloso, magari donandogli un'occupazione o un carattere particolare.

In generale, invece, mi piacerebbe vederti scrivere qualcosa (di completamente differente, non questo racconto) con un protagonista e narratore più ignorante o terra-terra (non per questo "non particolare"), per scoprire se sapresti adattare la tua "voce" alla sua personalità - penso a tutta la tradizione del romanzo picaresco in fasulla prima persona, o a Baudolino di Umberto Eco, dove lo sforzo per imitare il linguaggio volgare di un ex-villico del 1200 è stato grandioso.

Fabio84
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Re: Il negozio di convenienza

Messaggio#11 » mercoledì 29 maggio 2019, 13:55

Ciao Antonio,
mi è piaciuta molto l'ambientazione inquietante che sei riuscito a creare: è sicuramente il punto di forza del racconto.
Mi domando se questo negozio di convenienza rappresenti qualcosa di altro.
In questo caso lo stile che usi secondo me ben si accompagna all'atmosfera del racconto.
Come già stato fatto notare alcune frasi tipo "fu quando varcai la soglia che le mie mani si riempirono, colmate dalla presa di due persone” mi hanno lasciato un senso di spaesamento iniziale
Ciao

Fabio

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antico
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Re: Il negozio di convenienza

Messaggio#12 » sabato 1 giugno 2019, 14:45

Il tema è presente e permea il racconto fin dalle sue fondamenta. Quello che non mi arriva è il perché tutto succeda proprio in questo contesto. Il protagonista racconta di un negozio di convenienza (a proposito, e ammetto la mia ignoranza. cos'é? In italiano non mi sembra sia un'espressione usata) e di come al suo interno abbia incontrato il se stesso di tre diverse epoche ponendosi la questione del perché della propria esistenza. Perché proprio in quel momento? Quali erano le necessità del protagonista e come ha poi risolto? Vero, si è ritrovato cent'anni nel futuro in un corpo contenitore invecchiato, ma il quid? Allo stato attuale, e pur ammettendo che il giudizio è viziato dalla mia ignoranza e capacità di comprendere, non posso spingermi oltre un pollice ni che attende risposte.

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antico
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Re: Il negozio di convenienza

Messaggio#13 » sabato 8 giugno 2019, 9:39

E fai bene a perseverare per affinarti sempre più, Antonio. Sono convinto che sia uno stile che può piacere a più di una persona su nove e testare in un ambiente come MC può essere assolutamente utile :)

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