Il vaccino

Appuntamento fissato per lunedì 21 ottobre con Carmen Laterza. Scrittrice indipendente, ghostwriter, editor, esperta di Self Publishing e Book Marketing, aiuta le persone a realizzare il loro sogno di scrivere e pubblicare un libro. Alle 21.00 verrà rivelato il tema da lei scelto e si avranno le solite quattro ore di tempo per scrivere un racconto di massimo 3300 caratteri. I migliori dell'edizione verranno inviati alla guest star per commento e classifica finale.
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Gabriele Dolzadelli
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Il vaccino

Messaggio#1 » lunedì 21 ottobre 2019, 22:13

Roy guardò fuori dalla finestra. Erano in due: un militare e una donna col camice. Avevano sostato in ogni casa del viale e presto sarebbero arrivati da loro. Giorni prima era caduto dal cielo un UFO e una nebbiolina verde aveva invaso la cittadina per due giorni.
«Sono qui per il vaccino?» chiese Becky, sua figlia di otto anni.
Roy fece una smorfia.
«Sì, ma non permetterò mai che ci mettano quella sostanza aliena in corpo. Chissà in cosa ci trasformerebbero.»
«Ma papà, alla televisione dicono che è obbligatorio.»
«Per questo ho un piano B!»
Prese la bambina per mano e la trascinò con sé verso la porta sul retro.
«Papà! E se poi diventiamo degli extraterrestri?»
«Con quella roba, di sicuro!»
L'aiutò a scavalcare lo steccato e poi lo fece lui, finendo nel giardino di Winston, il loro vicino. Roy raggiunse la porta d'ingresso e bussò con insistenza. La coppia era già passata per quella casa e di certo non li avrebbero cercati lì.
La porta si aprì e apparve Winston con la tuta da jogging.
«Ehi Roy! Che succede?»
Roy lo scansò con la mano sul petto e trascinò dentro la figlia.
«Ciao Winston. Nulla, è solo che Becky mi ha chiesto di vedere i cagnolini. Spero di non disturbare» disse tutto d'un fiato.
«Li ho dati via la scorsa settimana! Mi pare di avertelo detto!»
«Oh già, che sbadato! Come hai detto Becky? Un bicchiere di aranciata? Winston, potresti...»
Winston guardò la bambina perplesso. Non l'aveva sentita parlare e l'atteggiamento di Roy gli sembrava molto strano.
«Non è che sei qui per via della guardia medica?»
«La guardia medica? Sì, sono passati prima da noi. Tutto a posto per quello, perché?»
Winston annuì poco convinto e scomparve in cucina per prendere la bevanda.
«Non mi piace il tuo piano B» sussurrò Becky infastidita. Roy non le diede retta e attese il vicino. Più tempo perdevano e più potevano stare tranquilli. In cucina ci fu, però, un improvviso rumore di stoviglie che si rovesciavano.
«Winston, tutto bene?»
Roy si avvicinò alla porta e si sporse dentro. Quello che vide fu raccapricciante. Winston era appoggiato al tavolo, piegato in avanti, con la pelle verde, la tuta strappata in più punti e gli arti più grossi del normale. Sulla schiena erano comparsi degli spuntoni che crescevano a vista d'occhio. Anche le unghie erano diventate pericolosi artigli.
«Lo sapevo! Scappa, Becky!»
Insieme alla figlia uscirono dalla porta principale, ritrovandosi davanti la dottoressa.
«Signor Peters! L'abbiamo vista entrare qui e...»
Roy la spinse e la fece cadere di schiena sull'erba. Corse con Becky in mezzo alla strada, sentendo le grida del militare. Roy pensò che stesse intimando loro di fermarsi ma quando si voltò vide che la dottoressa, nel prato, stava schiumando dalla bocca e che le sue braccia si stavano ingrossando.
«Si stanno trasformando! Lo sapevo!» disse Roy tenendo stretta la mano della figlia. Arrivò alla propria auto, posteggiata a lato strada. L'aprì e salirono a bordo.
«Papà!»
Quando Roy girò le chiavi nel quadro, la radio si accese sul notiziario.
«...è importantissimo assumere il farmaco. Questi non permette di non contrarre il virus ma potrebbe aiutarci, perlomeno, a impedire ai portatori sani di diffonderlo tramite contatto fisico.»
Roy sentì il cuore contrarsi mentre, voltandosi, al posto di sua figlia vide un essere grottesco con le fauci spalancate.



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antico
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Re: Il vaccino

Messaggio#2 » lunedì 21 ottobre 2019, 22:18

Gabriele, buooonasera!!! Velocissimo anche tu! Tutto ok con i parametri, divertiti in questa Libroza Edition!

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Polly Russell
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Re: Il vaccino

Messaggio#3 » martedì 22 ottobre 2019, 9:56

Il Vaccino di Gabriele Dolzadelli
Buongiorno, credo sia la prima volta che “ti” leggo, quindi piacere.
Il tema è centrato, oltretutto avessimo avuto dei dubbi il protagonista ce lo dice chiaro e tondo. :)
Mi piace l’idea di trasportare un tema tanto attuale, quello dei no vax, in un racconto sci-fi. È ben chiaro al lettore l’amore del padre, davvero preoccupato che il vaccino sia esso stesso letale, come i no vax, del resto. Anche se la soluzione che adotta pare confusa, dozzinale addirittura. Cosa pensa di risolvere non facendosi trovare a casa? Un piano di vaccinazioni tanto capillare avrebbe di certo previsto un’eventualità del genere. In più credo ci sia un errore nella spiegazione finale. Cito “...è importantissimo assumere il farmaco. Questi non permette di non contrarre il virus ma potrebbe aiutarci, perlomeno, a impedire ai portatori sani di diffonderlo tramite contatto fisico.»” in che modo un farmaco che NON permette di NON contrarre il virus può essere d’aiuto contro i portatori sani?
Per il resto, un buon lavoro.
Polly

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Gabriele Dolzadelli
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Re: Il vaccino

Messaggio#4 » martedì 22 ottobre 2019, 12:51

Polly Russell ha scritto:Il Vaccino di Gabriele Dolzadelli
Buongiorno, credo sia la prima volta che “ti” leggo, quindi piacere.
Il tema è centrato, oltretutto avessimo avuto dei dubbi il protagonista ce lo dice chiaro e tondo. :)
Mi piace l’idea di trasportare un tema tanto attuale, quello dei no vax, in un racconto sci-fi. È ben chiaro al lettore l’amore del padre, davvero preoccupato che il vaccino sia esso stesso letale, come i no vax, del resto. Anche se la soluzione che adotta pare confusa, dozzinale addirittura. Cosa pensa di risolvere non facendosi trovare a casa? Un piano di vaccinazioni tanto capillare avrebbe di certo previsto un’eventualità del genere. In più credo ci sia un errore nella spiegazione finale. Cito “...è importantissimo assumere il farmaco. Questi non permette di non contrarre il virus ma potrebbe aiutarci, perlomeno, a impedire ai portatori sani di diffonderlo tramite contatto fisico.»” in che modo un farmaco che NON permette di NON contrarre il virus può essere d’aiuto contro i portatori sani?
Per il resto, un buon lavoro.


Ciao Polly. Piacere d'incontrarti! :)
In merito alla soluzione confusa, posso solo darti ragione. Però era mia intenzione renderla tale. L'uomo intende semplicemente non farsi trovare in casa, saltando così (momentaneamente) la prassi. D'altronde sarebbe l'unico piano B che, sul momento, potrebbe adottare ognuno di noi di fronte a un provvedimento governativo. E' chiaro che risulti una soluzione molto fanciullesca e di difficile risvolto positivo. (Riguardo alle sue intenzioni avevo inserito un dialogo con la figlia più chiarificatore, ma ho dovuto cancellarlo per restare nei caratteri).
Per quanto riguarda la questione farmaco, anche qui devo darti ragione, ma...
C'è una questione importante: non si sta parlando di comuni virus né tantomeno di comuni farmaci. Ho voluto sfondare le regole della medicina che noi conosciamo, non approfondendo la questione per motivo di spazi. Ho dovuto creare delle regole mie per poter far giungere la storia al finale che volevo, attraverso il percorso che hai letto. Non avevo alternative e capisco che se, leggendo, si tiene come metro di paragone la realtà che viviamo, la notizia del telegiornale può risultare strana.

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Polly Russell
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Re: Il vaccino

Messaggio#5 » martedì 22 ottobre 2019, 12:57

Mmm... ora non so cosa tu avessi in mente, e anzi, mi piacerebbe leggerlo. Però, per dare senso al colpo di scena finale, sarebbe bastato alludere ai portatori sani. Un semplicissimo “è importante vaccinarsi perché il virus crea molti portatori sani, indistinguibili dai non contagiati”.
Però se l’hai scritta, fa mi leggere anche la versione estesa.
Polly

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emiliano.maramonte
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Re: Il vaccino

Messaggio#6 » martedì 22 ottobre 2019, 15:53

Ciao Gabriele! Felice di rileggerti!
Mi duole dirlo, ma hai scritto testi migliori. I tuoi precedenti racconti erano più speculativi, facevano lavorare l'immaginazione e, soprattutto, suscitavano sani dibattiti sulla loro interpretazione. Erano sicuramente più strutturati e ragionati. In questo caso mi sono trovato di fronte a un "compitino" non male sotto il profilo della riflessione sui vaccini (tema sempre d'attualità), ma trasposto in modo piatto e con poca verve. Mi associo ai rilievi di chi mi ha preceduto: sono sicuramente buchi di trama che non giovano alla funzionalità dell'insieme e all'efficacia di tutta la trama. Poi, da un punto di vista di appassionato incallito di fantascienza, l'idea di questa metamorfosi aliena non mi è parsa particolarmente vincente. Dalla sua, questo racconto, ha la scorrevolezza del testo e un'ottima perizia tecnica, ma su questi aspetti ormai, conoscendoti, c'è poco da dire.

In bocca al lupo!
Emiliano.

alexandra.fischer
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Re: Il vaccino

Messaggio#7 » martedì 22 ottobre 2019, 20:40

IL VACCINO di Gabriele Dolzadelli Il Piano B di Roy si rivela fallimentare. Evitando di far vaccinare la figlia Becky, di fatto la lascia contrarre il virus trasmesso dagli alieni (che la trasforma in uno di loro, come già avvenuto al vicino Winston). Il militare e la dottoressa volevano dunque fare il bene di Roy (forse, come da comunicato radio, portatore sano del virus). Molto ioneschiana l’idea del virus che trasforma gli esseri umani in alieni. Bella l’idea della nebbiolina verde comparsa subito dopo l’arrivo della navicella aliena.

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wladimiro.borchi
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Re: Il vaccino

Messaggio#8 » venerdì 25 ottobre 2019, 10:42

Ciao Gabriele,
Racconto stilisticamente ineccepibile, ma non particolarmente riuscito.
Il tema c'è tutto, come hai evidenziato anche con apposita didascalia, ma la trama non è esaltante.
Condivido con te che l'unica cosa che muova la mossa del protagonista sia la disperazione e che non possa far altro che tentare di scappare. Ci si aspetta, però, un twist fino alla fine che poi non arriva in maniera abbastanza incisiva.
Chissene se la bimba diventi un mostro per il contatto alieno o per il vaccino. Mi sarebbe piaciuto che fosse stata la scelta errata del padre a cagionare danni alla figlia. Un po' tipo il finale di "the myst" di King.
Così il finale lascia un po' tutto com'era. Importa assai poco al padre se loro, per non essersi vaccinati, sono contagiosi. Quello che avrebbe voluto era salvare la figlia dalla mutazione. Cosa che, sulla base del tuo finale, sarebbe comunque avvenuta.
A rileggerti presto.
Wladimiro

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Gabriele Dolzadelli
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Re: Il vaccino

Messaggio#9 » venerdì 25 ottobre 2019, 15:04

wladimiro.borchi ha scritto:Ciao Gabriele,
Racconto stilisticamente ineccepibile, ma non particolarmente riuscito.
Il tema c'è tutto, come hai evidenziato anche con apposita didascalia, ma la trama non è esaltante.
Condivido con te che l'unica cosa che muova la mossa del protagonista sia la disperazione e che non possa far altro che tentare di scappare. Ci si aspetta, però, un twist fino alla fine che poi non arriva in maniera abbastanza incisiva.
Chissene se la bimba diventi un mostro per il contatto alieno o per il vaccino. Mi sarebbe piaciuto che fosse stata la scelta errata del padre a cagionare danni alla figlia. Un po' tipo il finale di "the myst" di King.
Così il finale lascia un po' tutto com'era. Importa assai poco al padre se loro, per non essersi vaccinati, sono contagiosi. Quello che avrebbe voluto era salvare la figlia dalla mutazione. Cosa che, sulla base del tuo finale, sarebbe comunque avvenuta.
A rileggerti presto.
Wladimiro


Ciao Wladimiro. In realtà è proprio quello che accade.
La figlia non rimane infettata da nessun virus né dal vaccino (che non le è stato fatto). Diventa un mostro proprio a causa del padre, portatore sano, con cui ha avuto un contatto fisico. Lo si dovrebbe capire dal fatto che sia il vicino (che era stato vaccinato) che la dottoressa, si trasformano dopo che Roy li tocca. Il plot twist dovrebbe essere quello che prima porta a pensare che si trasformino per via del vaccino, mentre alla fine si scopre sia a causa del contatto avuto con Roy.
Ma è chiaro che se devo spiegarlo è perché non sono riuscito a trasmetterlo nel racconto e di questo me ne dispiaccio.
Come dice Emiliano, probabilmente questa volta ho fatto cilecca. :)

viviana.tenga
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Re: Il vaccino

Messaggio#10 » sabato 26 ottobre 2019, 13:01

Ciao Gabriele,
ammetto di aver dovuto leggere il racconto un paio di volte prima di capire tutta la questione vaccino-portatori sani-contatto fisico.
L'idea in sé non era malvagia, ma secondo me c'era bisogno di costruirla in modo più solito. Così, l'impressione è quella che gli elementi fantastici/fantascientifici siano stati buttati lì per far funzionare la trama.
A parte questo, non ho molto da dire. Stilisticamente, il racconto è ben fatto, ma l'idea di base (di per sé interessante, anche come modo di parlare di temi d'attualità) è in forma ancora troppo grezza.

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CaterinaDP
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Re: Il vaccino

Messaggio#11 » sabato 26 ottobre 2019, 17:05

Ciao Gabriele. È piacevole leggerti, perché tieni l’attenzione del lettore fino alla fine e hai una buona scrittura. Il problema è che, finito il racconto, non ho capisce bene quale fosse il piano B: non assumere il farmaco? Ma la figlia del protagonista in seguito a questo piano B ne viene danneggiata? Forse è un piano B un po' troppo leggero, considerando l’aspettativa che avevi creato.
A risentirci!

Paola
Messaggi: 38

Re: Il vaccino

Messaggio#12 » sabato 26 ottobre 2019, 20:09

Secondo me hai tenuto bene e alto il ritmo per quasi tutta la storia. È sul finale che arrivano i dubbi, anche se poi il discorso finale alla radio ti fa arrivare, postumo e con un po' di ragionamento, a capire che era il padre (portatore sano) a infettare. A me ha fatto anche sorridere e, per quanto non sia amante delle fantascienza, i due racconti di questo genere li ho apprezzati più di altri.

Gabriele Cavallini
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Re: Il vaccino

Messaggio#13 » domenica 27 ottobre 2019, 17:03

Ciao Gabriele,
il testo è ben scritto e sicuramente incalzante, su questo non ci sono dubbi. Quello che non mi ha convinto del tutto è nella storia: personalmente avrei preferito che il protagonista non sapesse fin da subito che il contagio avrebbe trasformato tutti in mostri alieni. Mi sembra tutto troppo "spiegato" e lineare insomma, il padre come faceva a sapere che il contagio avrebbe avuto quelle conseguenze? Secondo me come colpo di scena avresti potuto inserire un risvolto diverso nella malattia, così da suscitare maggior attenzione da parte del lettore.

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jimjams
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Re: Il vaccino

Messaggio#14 » giovedì 31 ottobre 2019, 23:14

Ciao Gabriele, davvero simpatica l'idea di questo racconto, che ha anche il pregio di avere un richiamo sull'attualità antivax. C'è qualcosina che mi lascia perplesso, per esempio sembra quasi, per la meccanica del racconto, che basti qualche secondo al virus per svilupparsi. Si intuisce che basta il contatto con i due fuggitivi e qualche secondo di incubazione per trasformarsi. Pensandoci, potrebbe essere che sia il padre a essere portatore sano, ma c'è il problema che la figlia non subisce una trasformazione veloce come gli altri. Possiamo farla passare pensando che lei ha una qualche resistenza maggiore magari per l'età. Insomma, te la passo, anche perché altrimenti il finale non funziona :-) Il tema è un po' tirato per i capelli, ma va be'... Buono.

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antico
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Re: Il vaccino

Messaggio#15 » venerdì 1 novembre 2019, 15:36

Racconto molto godibile che, per come ho interpretato le intenzioni dell'autore, va letto come metafora della situazione no vax prendendo una posizione ben definita nel dibattito. Tutto il resto (alieni, governo, piano B buttato a caso) sono orpelli per raggiungere il punto e in quanto tali sono anche volutamente forzati. Un solo appunto: la trasformazione della figlia. Tutti i toccati dal padre si trasformano in tempo zero, non è verosimile che la figlia (che è rimasta tutto il tempo con il padre) si trasformi solo alla fine. Vedo una sola soluzione: farla divenire portatrice sana a sua volta con entrambi che fuggono nonostante la consapevolezza ormai acquisita di essere ciò che sono. Per me un pollice tendente verso l'alto in modo convinto.

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