Gruppo Federico Galdi

Per partecipare alla Sfida basta aver voglia di mettersi in gioco.
Le fasi di gioco sono quattro:
1) Il primo novembre sveleremo il tema deciso da Lorenzo Sartori. I partecipanti dovranno scrivere un racconto e postarlo sul forum.
2) Gli autori si leggeranno e classificheranno i racconti che gli saranno assegnati.
3) Gli SPONSOR leggeranno e commenteranno i racconti semifinalisti (i migliori X di ogni girone) e sceglieranno i finalisti.
4) Il BOSS assegnerà la vittoria.
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Spartaco
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Gruppo Federico Galdi

Messaggio#1 » martedì 19 novembre 2019, 22:08

Immagine

Questo è il gruppo Federico Galdi de La Sfida ad Alieni a Crema con Lorenzo Sartori come giudice.

Gli autori del gruppo Federico Galdi dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo Angelo Berti.

I racconti di questo gruppo verranno commentati dagli autori del gruppo Angelo Berti.

I 2 migliori racconti di questo raggruppamento accederanno alle semifinali. Il primo in classifica verrà valutato da Federico Galdi e sfiderà il secondo in classifica del gruppo Angelo Berti. Il secondo incontrerà il primo in classifica dell'altro gruppo e sarà valutato da Angelo Berti

Al girone verrà assegnato un lettore esterno che stilerà una classifica che si sommerà a quelle degli altri.

I gruppi sono stati formati seguendo l'ora di consegna.

Ricordatevi di segnare, in risposta ai vostri racconti, i bonus a cui aspirate.
Nei commenti dovrete segnare i bonus che individuerete.


E ora vediamo i racconti ammessi:

Naufraghi, di El Tom, 19405 caratteri, consegnato il 11/11 alle 11:02.
Invasion San Donnino, di Wladimiro Borchi, 13111 caratteri, consegnato il 12/11 alle 19:38.
Stramonium horribilis, di Roberto Masini, 15606 caratteri, consegnato il 17/11 alle 11:40.
Il Trattamento d’u pòlepe avvlnët, di Caterina D.P, 19239 caratteri, consegnato il 18/11 alle 00:49.



Avete tempo fino alle 23.59 di giovedì 28 novembre per commentare i racconti del gruppo Angelo Berti
Chi non postasse anche solo un commento verrà squalificato.
Chi non postasse la classifica verrà squalificato
Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Vi avverto che saremo fiscali e non accetteremo classifiche postate anche solo alle 00.00 a meno che problemi improvvisi vi ostacolino all'ultimo, ma in quel caso gradiamo essere avvertiti, sapete come trovare i moderatori. Vi ricordiamo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo.

I racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a Spartaco.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo Federico Galdi.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri thread.

BUONA SFIDA A TUTTI!



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Andrea Lauro
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Re: Gruppo Federico Galdi

Messaggio#2 » martedì 19 novembre 2019, 22:27

Classifica:
1. Invasion san Donnino
2. Il trattamento du pòlepe avvlnet
3. Naufraghi
4. Stramonium Horribilis

Invasion san Donnino
Ciao Wladimiro e complimenti, un racconto coinvolgente. All’inizio ho faticato un attimo ad assimilare i nomi dei personaggi e riuscire a distinguerli, ma credo perché per ragioni di narrazione mi son trovato in poche righe sia i nomi dei personaggi D&D sia i nomi dei giocatori.
Mi piacciono i dialoghi, specie quando i tizi sono strafatti: l’attimo in cui vedono l’evento anomalo e cominciano a fare congetture trascina. Ma passiamo al piatto forte (è il caso di dirlo): “è come leccare la fica con le mutande, porca troia!” mi ha fatto cadere dalla sedia dal ridere, ho apprezzato.
Da mettere a posto: “un espressione beata”, “passò la solita ombra oblunga che, scomparve” e “accesa (accese) la luce”
Bonus OK: tutti e tre.

Il trattamento du pòlepe avvlnet
Ciao Caterina, punto sulla scena che mi è più piaciuta, anche se marginale ai fini della narrazione: l’atterraggio (ammaraggio) dell’astronave visto dalla coppia padre-figlio. è una scena piccola ma completa, comica, con un dialogo perfettamente leggibile perché alterna sapientemente italiano a dialetto. Sequenza migliore rispetto alla prima parte, durante la quale le continue traduzioni secondo me hanno rallentato troppo il ritmo.
“...Ma dove andremo a finire, di questo passo?” “In acqua, papà”. Delizioso.
Non ho ben capito perché si portano appresso un cuoco per sensibilizzare gli insegnanti terrestri sul metodo educativo: voglio dire, questi vanno in gita su un altro pianeta e mazziano pure gli indigeni che si comportano male? Non che non se lo meritasse, per carità, ma qualcosa nel filo della storia si perde.
Bonus: OK tutti e tre.

Naufraghi
Ciao Tom, la storia aveva un grosso potenziale, alcuni personaggi sono ben contestualizzati e dei passaggi spassosi, ma tutta una serie di errori di grammatica e di punteggiatura mi ha fatto fermare più volte durante la lettura quando ne notavo uno. Quindi tornavo indietro per rileggere, e così sono andato a singhiozzo. Ed è un vero peccato, forse non hai avuto modo/tempo di rivedere. Ti faccio comunque degli esempi, così metti a posto:
punteggiatura: “Prima di spegnersi definitivamente, HAL 9000, ci ha comunicato..” “La luce si fece sempre più intensa, tanto che, solo chi aveva una maschera…” “Nonostante questo, il capitano Krik, era calmissimo.”
grammatica: “… poi alzo gli occhi…”, “… Lumiz scrollo il capo …”, “… mio nome e Krik…”, “… siete un po al di fuori…”
All’inizio ho anche pensato che fossero intenzionali, per rendere il gergo degli operai di cantiere; poi però mi sono accorto che erano disseminati per il racconto.
C’è poi un errore su un cambio di prospettiva: quando Krik attiva il mimetismo della nave, “Si udì un lieve ronzio e la P.C.S. Nostromo fu celata alla vista”. Ma Krik non può vedere la nave da fuori, per constatare che è celata. Un suggerimento: se l’OK dell’attivazione gli venisse invece confermato dagli strumenti di bordo (che Krik invece può vedere e sentire), il passaggio sarebbe più coerente.
“Salve abitanti di questo pianeta, il mio nome è Krik …”: perché il comandante ha voluto mascherare l’astronave, se poi comunque intende rivolgersi ai terrestri nelle sue vere sembianze?
La scena che mi ha strappato una sincera risata è stata quella in cui Pascolat riassume tra bestemmioni tutta la serie di incomprensioni nate dall’incontro con gli ET, divertente davvero.
Bonus: OK tutti e tre.

Stramonium Horribilis
Ciao Roberto, il tuo racconto è molto dettagliato, molto preciso… troppo, secondo me.
L’idea sotto è buona ed originale (a partire dall’alieno non antropomorfo): proprio per questo motivo credo potesse essere meglio sviluppata, eliminando spiegoni che alla lunga hanno tolto piacere alla lettura. Un’indagine vive di dettagli, è vero, però qui ce ne sono troppi. Ad esempio, perché raccontare di essere un anatomopatologo, quando poco dopo ci mostri di saper fare un’autopsia? Show, don’t tell!
Secondo me se tu sfrondassi (abbondantemente) il testo ed aggiungessi qualche dialogo in più potresti rendere davvero interessante questo racconto.
Nota sul finale telepatico: l'avrei evitato, ai fini della storia. L’alieno non è antropomorfo, quindi lascerei il mistero sulla sua origine. Il vero colpo di scena è che lui rimane cieco, mi sembra sia quello il dettaglio da tenere a mente a fine storia.
Bonus: OK tutti e tre.

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Milena
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Re: Gruppo Federico Galdi

Messaggio#3 » giovedì 21 novembre 2019, 12:17

Buondì!
Eccomi con la mia classifica, seguita dai commenti

1. Invasion San Donnino di Wladimiro
2. Stramonium Horribilis di Roberto
3. Naufraghi di Tom
4. Il Trattamento d’u pòlepe avvlnët di Caterina



Invasion San Donnino di Wladimiro Borchi

Ciao Wladimiro!
Dunque, il racconto mi è piaciuto; ovviamente non ho nulla da dire per quanto riguarda lo stile, ineccepibile come sempre (ti segnalo solo un piccolo refuso: Humphrey Bogart e non Hunphrey). I protagonisti sono fantastici, molto ben delineati; ci sono diverse battute divertenti e il fatto che i nostri si dedichino a “fumarsi cannette” per buona parte del tempo rende al lettore più difficile capire se gli alieni ci sono sul serio o se si tratti solo di un’allucinazione collettiva. L’unico punto su cui mi sento di storcere un po’ il naso è proprio il finale. Non che non sia adatto o ben congegnato, ma mi ha dato quasi l’idea che tu dovessi finire in fretta. Mi spiego: hai costruito molto bene tutti gli antecedenti, aggiungendo dettagli interessanti (come la storia del limone sulla fiorentina, per esempio), ci hai portato un passetto alla volta fino alla conclusione… e poi hai terminato tutto in quattro e quattr’otto; ripeto, va bene così, il finale è chiaro e coerente con il resto; però, non so, mi ha lasciato con la sensazione che mancasse qualcosa.
Però, a parte questo, non posso che farti i miei complimenti.
Ah, bonus presi in pieno tutti e tre.
A presto!


Stramonium Horribilis di Roberto Masini

Ciao Roberto!
Ti dico subito una cosa. Di solito non amo particolarmente i racconti con pochi (o addirittura senza) dialoghi; ma ho letto il tuo con piacere. Ho soprattutto apprezzato la padronanza del linguaggio tecnico e specifico che hai utilizzato; credo tu sia un esperto in materia, vista la competenza dimostrata; e se non lo sei e hai inventato, complimenti per la verosimiglianza! La storia è originale, con gli alieni che per una volta non sono esseri più o meno antropomorfi ma piante senzienti. MI è piaciuto molto il finale (non quello con il messaggio telepatico, quello forse è un “di più” che potevi anche tralasciare, ma sono gusti personali), con l’accecamento dell’unica persona che aveva “visto” davvero le cose come stavano; ha un che di romantico, non so se voluto o meno.
Una pecca che però ti devo far notare si ricollega a quanto ti ho detto all’inizio, vale a dire la mancanza quasi totale di dialogo: il difficile, in questo tipo di scelta stilistica, è riuscire comunque a mostrare anziché spiegare. Con i dialoghi è più semplice, si possono dare informazioni su eventi antecedenti tramite le parole dei personaggi; nel tuo caso ci sono molte parti in cui spieghi anziché mostrare, e per quanto la storia sia avvincente quelle parti tendono a diventare un po’ pesanti.
Detto questo, però, ho davvero apprezzato la storia. Bonus tutti rispettati.
A presto!


Naufraghi di El_Tom

Ciao Tom,
bel racconto, simpatico e originale. Parto subito con l’elencarti quello che mi è piaciuto. Per prima cosa, gli alieni: già solo i nomi Krik e Scotch me li hanno fatti prendere in simpatia… ma in ogni caso la loro caratterizzazione mi è sembrata ben fatta e coerente. In secondo luogo, gli operai del cantiere, molto “veri” anche e soprattutto grazie alla loro parlata; io non bestemmio e detesto sentirlo fare, ma in questo contesto i brani con i vari %&# ci stavano alla grande (ok, forse anche questo è un po’ uno stereotipo al pari di quelli espressi dagli operai… ma non importa, è divertente e va bene così) e ammetto che mi hanno fatto sorridere. Specie lo “sproloquio pirotecnico” infarcito di stereotipi e razzismo di Pascolat. Simpatico anche il finale, assurdo (ma mica troppo) e divertente.
Quello che rovina molto tutto il racconto è la presenza di tanti errori, sia grammaticali che ortografici; ho notato “d” eufoniche, mancanza di apostrofi o accenti, spazi tra le virgolette e mancanza o uso errato della punteggiatura. Può darsi che tu abbia postato in fretta e furia, ma vale sempre la pena ricontrollare e sistemare al meglio, perché posso anche regalarti una Ferrari, ma se per la fretta di portartela la ammacco e la rigo dappertutto, l’effetto finale di certo non sarà lo stesso.
Ricapitolando. Buona e molto divertente l’idea, interessante la realizzazione, occhio solo alla forma. I bonus, direi, ci sono tutti e tre.
A presto!

[b]Il Trattamento d’u pòlepe avvlnët di Caterina DP[/b]

Ciao Caterina, piacere di conoscerti!
Racconto simpatico, piuttosto assurdo ma divertente soprattutto nella prima parte. Ci tengo a dire che, in quanto rappresentante sia della categoria delle mamme che di quella degli insegnanti, mi prudono davvero le mani vedendo l’atteggiamento e il linguaggio usato dalla nostra cara maestra Incoronata, e spero che il trattamento sia quanto di più “d’urto” ed efficace possa esistere… ma il problema è proprio lui: il trattamento… cos’è, esattamente? Quali sono di preciso gli effetti e soprattutto perché è somministrato da un cuoco? E perché questi alieni si sentono intitolati della missione di “dare una sistemata” agli insegnanti terrestri che non si comportano bene? Dopotutto, nel brano iniziale mi sembra tu voglia far passare un po’ il concetto che “tutto il mondo (o meglio, l’universo in questo caso) è paese”, quindi non vedo nella società degli abitanti di Zpnt delle differenze così sostanziali da noi da dar loro il diritto di fare da giudici e giustizieri (benché in questo caso abbiano pienamente ragione).
Per farla breve, l’idea del racconto è molto carina ma il tutto è reso in maniera un po’ confusa, il che gli toglie un po’ della godibilità che invece potrebbe avere. Per quanto riguarda i bonus, direi che ci sono tutti.
A presto!

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Luca Nesler
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Re: Gruppo Federico Galdi

Messaggio#4 » domenica 24 novembre 2019, 13:49

CLASSIFICA!
1- Invasion san Donnino
2- Il trattamento du pòlepe avvlnet
3- Stramonium Horribilis
4- Naufraghi

Invasion san Donnino
Ciao Wladimiro!
Qui provo a fare un commento sintetico per eseguire il compito, poi quando avrò più tempo vorrei spulciarlo bene.
Mi piace molto la tua coniugazione del tema: gli alieni si sistemano tra di noi e arrivano a dominarci in modo non violento. Mi ha ricordato un film che adoro della trilogia dei cornetti: "La fine del mondo". C'è qualcosa di satirico e spassoso anche solo in quest'idea.
Lo svolgimento è molto buono. Abbiamo un primo avvicinamento e l'avventura successiva, il tutto mostrato da improbabili eroi davvero divertenti (forse il punto forte del racconto) e scritto bene.
Il finale è ottimo.
Insomma, un buon racconto.
Bonus tutti presenti.

Il trattamento du pòlepe avvlnet
Ciao Caterina! Mi fa tanto piacere avere diverse penne femminili anche qui e non solo su MC! Contento che tu abbia partecipato.
Contento anche perché mi ha fatto un sacco ridere il tuo racconto! Sono marito di una maestra elementare e vorrei farlo leggere anche a lei.
Trovo che la tua idea di fondo sia davvero originale e che si sposi ottimamente col taglio ironico con cui porti avanti la storia. Lo trovo anche molto ricco dal punto di vista delle scene e dei contenuti, anche se non li hai gestiti sempre al meglio.
Questo racconto è quello su cui avrei più da dire riguardo l'aspetto tecnico, ma anche quello che ho preferito rispetto a vicende e personaggi. Rispetto a "Tutto per Trinity" qui sei stata una bomba!
Racconto con molti difetti tecnici, ma fantastico per tutto il resto.
Bonus tutti presenti.

Stramonium Horribilis
Ciao Roberto. Mi unisco a chi ti ha fatto i complimenti per la scelta di un alieno non antropomorfo. L'alieno vegetale è un'ottima idea. Anche la scelta di un personaggio investigatore mi è piaciuta e si è allontanata dal solito. L'assenza di dialoghi e di personaggi pesa un po' sulla lettura. E per la trama, una volta riscontrata la natura vegetale dell'alieno, tutto diventa abbastanza scontato. Eccetto il finale che è davvero un ottima riscossa narrativa. Sul messaggio telepatico anch'io penso che non sia il caso di inserirlo, anche perché è troppo letterale. Forse un messaggio che fosse unicamente una sensazione o l'avvertire un'emozione di qualcuno con cui si è in un'inconsapevole connessione, avrebbe funzionato di più ricordando la natura altra dell'alieno.
Mi hai stupito con certi dettagli tecnici. Ottimo lavoro!
Un buon racconto, ma migliorabile.
Bonus presenti tutti e tre.

Naufraghi
Ciao Tom! Arrivo tardi, perciò dovrò essere più sintetico di quanto vorrei.
Ti hanno già segnalato diversi errori e questo non va bene in un contest dove hai diverso tempo per correggere. Forse non li hai notati (io mi sento mezzo dislessico quando correggo: me ne sfuggono moltissimi), quindi ti consiglio di farlo leggere a qualcun'altro che, non avendolo scritto, li riesce a vedere meglio.
Detto questo: il racconto è molto simpatico, come tuo solito. I personaggi autoctoni della tua ambientazione sono davvero ben inquadrati e spassosi. Ho apprezzato il modo di parlare e tutte le bestemmie di cui hai infarcito il racconto e che hanno contribuito alla contestualizzazione.
Riguardo agli alieni invece non mi piace molto la natura parodistica che hai scelto. Non perché non sia divertente, anzi, ma perché da subito non dà alcuna possibile verosimiglianza al racconto. Capisco che è umoristico e quindi non si prende sul serio, ma Krik e Scotch ti tengono da subito lontano dalla situazione, sicché non ti permettono un'immersione a nessun livello. Questo è un po' il problema di alcune citazioni, secondo me. Quando ce ne sono troppe è troppo evidente la mano dell'autore. In questo caso è la natura della citazione a mostrarlo. Ho notato che è una cosa che tendi a fare come autore. Io ti suggerirei di provare a "nasconderti" di più, anzi, il più possibile, per vedere l'effetto che puoi ottenere. Poi sceglierai come raccontare le tue storie, naturalmente.
Per fare prima divido il racconto in tre fattori: Il tema, la trama e lo svolgimento.
Il tema è molto divertente: metti a confronto un tipo di persona buffa presente nel nostro immaginario (e nella nostra Italia), con quest'evento straordinario arrivando a trattare il discorso del "diverso" più attuale. Ottima e personale.
La trama è un po' povera: una nave aliena deve fare una sosta e chiedere soccorso. Dopo una prima titubanza della popolazione locale, lo riceverà.
Lo svolgimento: buono in generale, ma difetta in alcuni passaggi e nella cura generale dell'ortografia.
Bonus tutti presenti.

andyvox
Messaggi: 122

Re: Gruppo Federico Galdi

Messaggio#5 » giovedì 28 novembre 2019, 10:15

Classifica:
1- Stramonium horribilis
2- Il trattamento du pòlepe avvlnet
3- Naufraghi
4- Invasion san Donnino

Stramonium horribilis

Ciao Roberto,

idea del racconto molto bella e notevole maestria nel render conto dei dettagli tecnici, mi piace molto questo tipo di fantascienza così fondato su basi scientifiche. Mi unisco a quanto detto dagli altri: se riscritto con più parti dialogate può diventare davvero un gioiello. Sul finale, anche io come già detto eviterei il messaggio troppo esplicito e lascerei aleggiare un tono più misterioso, facendo solo intuire la minaccia che potrebbe tornare a colpire il nostro pianeta. Bonus tutti presenti, credo che ti sia sfuggito un "terzo cocchio" al posto di "terzo occhio" proprio nelle prime righe.
A presto!

Il trattamento du pòlepe avvlnet

Ciao Caterina,

l'inizio del tuo racconto è una vera bomba, una esplosione di inventiva surreale che mi ha fatto diventare verde dall'invidia: hai messo in poche righe un numero di trovate spassose, che io non riuscirei a farmi venire in mente nemmeno in tre vite (l'agenzia di viaggi interplanetaria, il linguaggio e l'aspetto degli alieni, il dialogo scoppiettante, ecc.).
A differenza degli altri commenti, a me il fatto che non si capisca troppo in cosa consista questo trattamento du pòlepe non ha dato fastidio, dopo tutto siamo in un racconto surreale e ci sta una certa sospensione dell'incredulità. Il limite più forte che ho riscontrato nel tuo racconto consiste nel fatto che ci sono troppi errori di punteggiatura, refusi e incongruenze, te ne segnalo alcuni:

- "disse la una voce soave"
- prima dici (e sottolinei) che siamo a novembre, poche righe più sotto dici che siamo a gennaio avanzato
- "Olimpia, come al solito deve disturbare per forza, non può assolutamente rinunciare a rovinarci la giornata e, fino a quando non lo faccio parlare, non abbassa la mano – con tale gentilezza la maestra Incoronata gli diede la parola", qui essendo Olimpia donna, devi sostituire i pronomi maschili
- "L’abbiamo traferita"

Non mi piace neanche questa frase, che mi sembra molto contorta:"Ogni giorno Olimpia si chiedeva se anche gli altri avessero una paura enorme di qualcosa che tutti ritengono insignificante"
Il racconto è davvero molto promettente, però ci vuole un piccolo sforzo di editing in più.
Bonus tutti presenti.
A presto!

Naufraghi

Ciao Tom, piacere di leggerti!

Il tuo racconto ha diversi momenti spassosi e a tratti irresistibili, però ci sono davvero molti refusi, io a parte quelli che ti hanno già segnalato ho colto un "devono aver frainteso le vostre intenzione" e vari errori di punteggiatura. La cosa che mi è piaciuta meno è la gestione del dispositivo di mascheramento attivo: non capisco perchè due alieni si debbano mascherare, se tanto il capitano si fa subito vedere e attacca discorso con gli umani. Il finale mi sembra un po' troppo affrettato: non credo che gli alieni sappiano cosa sia la peka (non lo sapevo nemmeno io!), una breve battuta di dialogo esplicativa ci sarebbe stata bene.
I bonus ci sono tutti.
A presto!

Invasion San Donnino

Ciao Wladimiro,

la cosa che non mi è piaciuta del tuo racconto è proprio la mancanza ... degli alieni. Mi spiego: non si capisce chi siano, da dove vengano, per quali scopi, quale sia il loro obiettivo finale. I protagonisti indubbi del racconto sono i ragazzi, su cui verte buona parte della narrazione, ma gli extraterrestri rimangono sempre sullo sfondo. Poi alla fine, io sono solo riuscito a intuire che ci sono questi alieni che pare siano dei replicanti e che vogliano impadronirsi della Terra, ma non ho ben capito perchè, così come non ho capito la funzione della scena di sesso, che mi sembra messa lì tanto per épater le bourgeois. Anche la battuta finale non l'ho capita: la chiesa è piena di alieni replicanti? E allora perchè si riferiscono a se stessi come alieni (non ha molto senso)? Oppure sono uomini che stanno commentando il fatto che gli alieni stanno invadendo la Terra? E perchè mai una cosa del genere dovrebbe entrare addirittura nelle sacre scritture lette durante la funzione? Non so, ci sono molte cose che non mi tornano nel finale, mi sembra un po' troppo affrettato.
Bonus tutti presenti.
A presto!
Andrea Pozzali

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Spartaco
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Re: Gruppo Federico Galdi

Messaggio#6 » venerdì 29 novembre 2019, 0:53

Ecco come si è espresso il vostro lettore anonimo:

Commenti lettore anonimo
Invasion San Donnino
Un racconto ben scritto, non c’è dubbio, con quello stile sbarazzino che ricorda il nichilismo tardoadolescenziale di alcuni vecchi romanzi di Brizzi e Ammaniti, in cui convivono il pulp e la maremma senza soluzione di continuità.
I dialoghi sono frizzanti e le battute si sprecano, creando l’affresco di un gruppo di ragazzi di età indefinibile tra i 15 e i 18 anni (non li faccio maggiorenni per la mancanza di mezzi di locomozione a quattro ruote) che passano le giornate a inventarsi modi per scappare dalla monotonia del loro paesino (D&D, canne e Alieni).
La trama si snoda semplice e allo stesso tempo accattivante, lasciando le briciole di pane e i sassolini che conducono il lettore al finale col botto… o quasi.
Perché purtroppo, nonostante le belle e corpose premesse, al di là dell’ambientazione e della resa divertente di una invasione aliena in Toscana, il racconto è sbilanciato e ancora perfettibile.
Il problema più grande è che manca la scena clou. L’autore/autrice ha passato tutto il tempo a costruire un pathos che poi non si realizza mai, lasciando tutto in sospeso come un enorme coitus interruptus narrativo!
Per spiegarmi chiamo in causa quel gran testone di Checov e la sua passione per le armi da fuoco: se c’è una maledetta pistola sulla scena, allora PRIMA O POI deve sparare.
In questo caso, abbiamo quattro ‘pazzi’ armati con una mazza da baseball, un arco e una SPADA DA KENDO che non fanno niente! Ho aspettato per tutta la lettura che la SPADA DA KENDO facesse scintille, e invece, no. Sono rimasto deluso. Secondo me, una volta sistemata questa scena e bilanciata bene la struttura della trama, il racconto può diventare di gran lunga migliore.
PS Humphrey, non Hunphrey.

Naufraghi
Questo racconto è un discreto tentativo di creare una piccola commedia di costume ‘all’italiana’ in un contesto fantascientifico. L’esperimento è purtroppo riuscito a metà, con una serie di PRO e una altrettanto cospicua quantità di CONTRO
PRO:
L’idea in sé è divertente e carina, e tutto il mélange di citazioni e satira di costume è una bella trovata.
Alcuni personaggi sono sopra le righe quanto basta a far sorridere e soprattutto lo scaricatore bestemmiatore è divino, nel suo becero e ignorantissimo populismo, e rappresenta uno specchio drammatico dei tempi.
Ho gradito le Citazioni ad alcuni massimi della fantascienza, Alien su tutti, e allo stesso tempo mi è piaciuta la vena parodistica (Krik e Scotch! Davvero?).
Lo svolgimento lineare è secco e diretto, senza fronzoli e tutta la storia è basata non tanto sull’intreccio quanto sulla singola situazione e sulle reazioni degli ‘attori’ in scena.
CONTRO:
Se l’idea è quella di fare satira di costume, o quanto meno una commedia sociale (come il buon vecchio Sordi o Verdone), allora tutto deve convergere in quel senso. Per esempio: hai tirato fuori il personaggio del Delegato Aziendale RSU. Geniale, ma la sua costruzione nell’arco della storia non fa vedere affatto che sia un sindacalista. Se davvero vuoi caratterizzarlo devi farlo parlare come un Sindacalista, sempre focalizzato sui lavoratori, sui contratti, sulle regole da rispettare, sulle pause pranzo. Magari, il momento di conflitto poteva diventare quando il Delegato vedeva negli alieni dei nuovi padroni (idea mia, non sto cercando di riscrivere il tuo racconto, bada bene!).
Dall’altra parte, hai caratterizzato fin troppo lo scaricatore, che si è lanciato in uno sproloquio in dialetto che ho fatto una fatica immane a leggere e capire. E a proposito del dialetto, per quanto tu possa esserne innamorato e fluente, a me non ha fatto per niente piacere leggere intere frasi quasi incomprensibili. Limita le incursioni dialettali a poche interiezioni, frasi fatte, esclamazioni per facilitare la lettura: altrimenti il tuo diventa un racconto dedicato esclusivamente agli abitanti del tuo paese.
Per ultimo: rileggi per abbassare la percentuale (inevitabile) di errori di battitura, le sviste grammaticali, la punteggiatura erratica. Sono quisquiglie, correggibili, ma che inficiano la scorrevolezza del testo e quindi anche la lettura.
Stramonium Horribilis
Mi è sembrato di leggere un vecchio racconto di H. G. Wells, molto Guerra dei mondi: una scrittura che richiama la fantascienza di una volta, dove per sorprendere il lettore si dovevano riempire le pagine di descrizioni. La narrazione in prima persona, appesantita da continue digressioni, rende ancora di più l’idea di una scrittura slegata dai canoni cinematografici moderni, fatti di Show don’t tell e compagnia bella.
Nell’ottica di un esperimento letterario (per esempio se fosse stato proposto in un contest di imitazione di Wells), allora questa scelta sarebbe da premiare ed encomiare. D’altro canto, la narrazione e la fantascienza ha fatto qualche passo avanti e quindi forse il racconto da pittoresco diventa datato.
Ci tengo a precisare che mi è piaciuto, questo non lo nego, sia come idea principale (alieni a forma di pianta) sia come si snoda la trama estremamente semplice e con un buon numero di colpi di scena (o corpi di scena, vista la quantità di cadaveri disseminati qua e là lungo il racconto!). Bella anche la trovata della cavia sacrificata, che rende ancora di più l’idea di un racconto di altri tempi. Già mi vedevo legioni di animalisti insorgere di fronte a un tale scempio!
La vera nota stonata è il messaggio telepatico finale: c’è da dire che si sentiva nell’aria l’idea del finale aperto, ma forse poteva essere giocato diversamente, in maniera più coinvolgente per il protagonista (che magari diventava terreno di coltura per quelle stesse piante, per mezzo di spore, per esempio).
D’altro canto, la cecità è un elemento molto interessante che mi ha portato molto più indietro nel tempo, fin nell’antica Grecia, dove c’era un altro cieco che narrava di eventi mitici…
Piccola nota finale: le parti scientifiche, per quanto dettagliate, sono palesemente inventate sul momento, che va bene, fin quando qualcuno non ti sgama e fin quando non inficiano l’andamento della tua storia! L’atropina, così come la scopolamina, sono tuttora utilizzate ampiamente in ambito medico (l’atropina, anzi, è un farmaco cardine in molte situazioni di emergenza…)
Il trattamento du pòlepe avvlnetu
L’autore/autrice ha puntato tutto sull’ironia, in un contesto di scontro culturale (più o meno). Alla base c’è l’idea di una visita guidata in un paesino della Puglia, con la sola motivazione che arrivarci cosa di meno… Da lì, poi c’è lo scontro/scambio tra la cultura aliena e quella della provincia di Foggia.
In realtà, lo svolgimento del racconto è un po’ caotico. Inizia mostrando una riunione di classe aliena, che condivide molte dinamiche sociali con le nostre. In questo frangente, nonostante il racconto corale, emergono le figure della professoressa e del rappresentante di classe, tanto che li avevo considerati i protagonisti della nostra storia. Inoltre, durante la stesura di questa sezione, ci sono degli spunti carini per scherzare sul linguaggio alieno, risolti però in maniera troppo pedante e per niente sorprendente. Per quanto possa sembrare un ‘già sentito’, creare delle traduzioni ironiche del dialetto alieno sarebbe stato più incisivo e avrebbe dato più margine alla fantasia dell’autore/autrice.
successivamente la scena ci porta sulla terra, dove emerge un altro personaggio principale, la bella e un po’ sfortunata Olimpia. Ed ecco che la mia vecchia idea di protagonista è andata a farsi un po’ benedire.
Questo è stato l’aspetto più stridente del racconto: non c’è una vera e propria protagonista della storia (che sia aliena o umana) e non c’è un vero antagonista. Non c’è conflitto e ancor di più NESSUNO ha una vera motivazione a fare quello che fa.
Questo pesa poi sul finale, che risulta slegato e privo di senso. Non c’è una vera e propria preparazione a quello che sta per accadere. Nel corso della storia, sono stato spinto a pensare che lu purpu nvilinat doveva essere servito agli alieni e non agli umani. Allo stesso modo, la repulsione di Olimpia verso i cefalopodi poteva essere sfruttata ai fini della storia e non lasciata come mera nozione.
Rivedendo la prospettiva e aggiustando per bene la caratterizzazione dei personaggi, potrebbe diventare un ottimo racconto di fantascienza ironica.

PS la scena dell’ammaraggio è stata molto ben giocata, a riprova del fatto che chiunque stesse dietro la tastiera conosceva il fatto suo!
NdLA
I bonus ci sono tutti in tutti i racconti.



Ora viene la parte difficile: la maledetta classifica. Trattengo il respiro e la stilo tutta d’un fiato, lasciando che sia il cuore a decidere, perché la mente si è divertita a leggerli tutti, nessuno escluso.
1 – Invasion San Donnino
2 – Stramonium Horribilis
3 – Naufraghi
4 – Il trattamento du pòlepe avvlnetu

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Spartaco
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Re: Gruppo Federico Galdi

Messaggio#7 » venerdì 29 novembre 2019, 9:03

Questa la CLASSIFICA FINALE:

1) Invasion San Donnino, di Wladimiro Borchi = 8 - 6 (bonus tutti ok)= 2 punti
2) Stramonium horribilis, di Roberto Masini = 12 - 6 = 6 punti
3) Il Trattamento d’u pòlepe avvlnët, di Caterina D.P = 14 - 6 = 8 punti
4) Naufraghi, di El Tom= 16 - 6= 10 punti

Passano quindi alle semifinali Wladimiro Borchi e Roberto Masini.

Se avete dei dubbi, contattatemi.

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