Survival Town

Appuntamento per lunedì 16 dicembre dalle 21.00 all'una con il tema scelto dalla vincitrice del Premio Urania Francesca Cavallero e dai finalisti dell'Urania Short Fabio Aloisio, Elia Gonella e Axa Lydia Vallotto!
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Andrea Partiti
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Survival Town

Messaggio#1 » lunedì 16 dicembre 2019, 23:04

Finalmente ho le prove.
Nero su bianco, con nomi, date, verbali.
Tutto confermato.
Ci sono voluti dieci anni per risalire le gerarchie, destreggiandomi in un gioco perverso di favori e conoscenze, ma ora ogni sporco segreto tenuto nascosto tra il 1789 e il 1951 dal governo sta per venire alla luce.
Neanche gli scettici più incalliti potranno obiettare questa volta, non da una fonte come me.

***

Esco dall’edificio. La mia auto è vicina.
Tenendo in equilibrio gli ultimi faldoni traboccanti mi faccio luce con una torcia incastrata sotto l’ascella per non inciampare. Ho male alle braccia, ma è l’ultimo viaggio.
Voglio raggiungere al più presto il mio rifugio, è il momento più pericoloso questo: tra la defezione e la rivelazione. Appena sarò sui notiziari diventerò intoccabile.
Preparo mentalmente una lista delle persone da contattare: giornalisti, attivisti, l’ambasciata russa per chiedere protezione, se tutto andasse male.
Non li sento neppure avvicinarsi a me.
Ho appena il tempo di notare l’ombra di una manica e di sentire il soffio dell’hypospray sul collo, prima di abbattermi al suolo.

***

Mi sveglio in una stanza. Ho mal di testa, le tempie vogliono esplodere.
Sui muri non c’è carta da parati, sembrano coperti da stucco giallo steso direttamente sul cemento. I mobili sono nuovi, le poltrone coperte di plastica.
Se volevano rapirmi hanno fatto un pessimo lavoro, penso alzandomi in piedi.
Mi sposto con cautela nella stanza a fianco e frugo in stipi e cassetti in cerca di un’arma. Tutti i mobili sono vuoti.
Perché non mi hanno legato?
Non sono chiuse né la porta del salotto né quella che dà sulla strada.
Dove sono i mie rapitori?
Mi sembra di intravedere delle persone, chiamo ad alta voce: non rispondono.
Entro negli edifici più vicini, piccole case a uno o due piani dall’aria anonima. Non vedo un’anima. Le cornette sono mute, i rubinetti secchi. Continuo a incontrare solo ombre.
Eppure è tutto così nuovo, pulito e artificiale.
Anche la strada è asfaltata di fresco. A intervalli regolari, vicino al marciapiede, sono parcheggiati camper e automobili che sembrano appena usciti dalla fabbrica. Continuano la loro alternanza finché la strada non sparisce in un gomito.
Forse pensavano che fossi morto?
D'istinto mi dirigo verso l’edificio più alto. Ha un'antenna sul tetto, sembra una torre radio dall’aria moderna.
Seguo un corridoio fino a una stanza piena di strumenti. Alcuni ignoti, altri che riconosco come un piccolo calcolatore a valvole, un lettore di nastri magnetici ronzante e una radio a onde corte che non dà segni di vita.
Mi riprometto di tornare a controllarli, ma le scale in un angolo sono la mia priorità. Le seguo fino in cima, a una piattaforma di metallo da cui parte l’antenna. Attorno al piccolo quartiere spopolato c’è deserto in ogni direzione. Sabbia e sole fino all’orizzonte, nessuna strada a parte quel semicerchio la cui prospettiva mi ha ingannato. Come se qualcuno avesse sollevato quell’angolo di periferia per calarlo proprio lì.
Chi può aver investito così tante energie per costruirlo con così grande cura, eppure così sbagliato e inadatto? Deve essere collegato a uno dei segreti che volevo esporre, penso.
Guardo in basso. Le ombre non hanno occhi, sono solo stampati sui visi di plastica, ma lontano sembrano veri.
Perché riempire il paese di manichini?



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antico
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Re: Survival Town

Messaggio#2 » lunedì 16 dicembre 2019, 23:17

Ed ecco l'attuale leader del Rank d'Era! Ciao Andrea! Tutto ok con i parametri, divertiti in questa Urania Christmas Edition!

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Andrea Lauro
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Re: Survival Town

Messaggio#3 » martedì 17 dicembre 2019, 17:43

Ciao Andrea, l’incipit mi piace molto. Cosa ci sarà sotto, mi domando. Quali intrighi? Tutti-ma-proprio-tutti? E poi citi i russi, quindi comincia a delinearsi qualcosa nella mia mente. Poi però c’è un brusco cambio in cui mi perdo. Intendiamoci, è molto interessante anche l’idea di come il protagonista viene fatto sparire. Caspita, mi dico, questa sì che è prigionia: anni 50 ricreati in una città nel deserto. Bello, mi torna l’atmosfera di Fallout3 quando lo scienziato intrappola la gente in un quartierino tranquillo e -soprattutto- virtuale. Peccato però che le due idee diventano troppo slegate. Attiri talmente l’attenzione sull’entità dei segreti che stanno per essere divulgati nella prima parte, che il seguito lascia un po’ di amaro perché non vengono spiegati. Ad un certo punto la butti lì: “Deve essere collegato a uno dei segreti che volevo esporre, penso”, ma nulla di più. Forse avrei apprezzato maggiormente se la storia fosse cominciata in medias res, una cosa del tipo: lui si sveglia nella città fantasma e comincia a farsi un sacco di domande, ricostruisce la scena del rapimento e poi comincia ad indagare. Che ne pensi?
A presto!
andrea

Note:
“è il momento più pericoloso questo”: mi sa un po’ di colloquiale, metterei “questo è il momento più pericoloso”
Dove sono i mie (miei) rapitori?
“ma (da) lontano sembrano veri”

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Andrea Partiti
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Re: Survival Town

Messaggio#4 » martedì 17 dicembre 2019, 18:41

L'idea era che l'hanno abbandonato in uno dei paesi-test costruiti nel deserto per valutare gli effetti delle bombe atomiche sulle strutture, sulle auto, sugli strumenti elettronici e - appunto - popolata con dei manichini per valutare l'impatto sulle persone.
La più famosa era Survival Town (stile anni '50 perché erano gli anni '50 :D). L'alternativa era usare il quartiere giapponese ricostruito nel deserto per le stesse ragioni, per aggiungere un livello di surrealtà in più.

Il poco tempo è quello che gli resta prima dell'esplosione, ragione per cui non è stato imprigionato in alcun modo, ma semplicemente abbandonato in un edificio a caso.

Non sapevo come alludere più pesantemente all'esplosione in arrivo senza essere troppo esplicito ("oh no, un grosso fungo atomico poco più in là!")

Non ho insistito troppo sui segreti, perché era un MacGuffin, una scusa per farlo rapire e mollare nel luogo inquietante. Una buona alternativa sarebbe forse sostituirli con qualcosa di più specifico, ma che non può comunque essere collegato a Survival Town, altrimenti dovrebbe riconoscerla e crollerebbe tutto.

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Pretorian
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Re: Survival Town

Messaggio#5 » martedì 17 dicembre 2019, 21:42

Ciao, Andrea e piacere di leggerti.
Dunque, l'idea del personaggio scomodo fatto sparire dal governo in una delle città finte per i test nucleari è davvero interessante, ma il racconto è appesantito da una serie di problematiche che gli impediscono di raggiungere il suo potenziale.
Prima di tutto, la sintassi. Come ti è stato già fatto notare in molti punti ci sono virgole mancanti o inserite al punto sbagliato e questo rende la lettura, soprattutto la prima parte, molto faticosa e, a tratti, anche poco comprensibile.
Poi, l'intera prima parte mi sembra superflua. Da un lato, è quasi comico immaginare il protagonista che gira con faldoni di segreti governativi (in qualunque anno siamo, penso ci siano modi moolto più discreti per far sparire informazioni compromettenti), dall'altro, il tono che usi in quel momento è (volutamente?) così pomposo da sembrare quasi la parodia del classico complottaro cospirazionista. In generale, penso che la prima sia anche superflua. Partire direttamente con il risveglio del protagonista avrebbe reso tutto molto più interessante, anche perché ti avrebbe permesso di far scoprire poco alla volta cos'è successo, lasciando fino all'ultimo il lettore nel dubbio di quello che è avvenuto.
Ah, per concludere: perché "hypnospray"? Cos'ha il buon vecchio cloroformio che non va?

Alla prossima

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Gabriele Dolzadelli
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Re: Survival Town

Messaggio#6 » martedì 17 dicembre 2019, 22:16

Ciao Andrea. Piacere di leggerti.
Allora, partiamo dal fatto che il racconto è ben scritto e nell'insieme credo di averlo capito. L'uomo scopre un segreto, viene rapito e lasciato in una città per test nucleari a morire, giusto? Penso che il tema sia azzeccato. Tanto spazio, il deserto, e poco tempo all'esplosione.
Ci sono però dei punti che, a mio avviso, rovinano la semina.
In primis quel 1789. Nella mente porta subito alla rivoluzione francese e associarla a quella data anni 50 e all'ambasciata russa crea confusione. Perché da una parte c'è la guerra fredda tra USA e RUSSIA e dall'altra abbiamo la Francia. Il lettore si chiede in che periodo è ambientato il racconto e dove e nessuna delle due info viene data in seguito. Questo stordisce, perché se si stuzzica tanto la curiosità di chi legge, soprattutto in racconti brevi, è poi difficile tenere attiva l'attenzione su altro, senza dare le dovute risposte.
Poi c'è la questione ambientazione. Secondo me avresti dovuto concentrarti più sull'aspetto della desolazione, magari introducendo prima i manichini, anziché descrivere molto i movimenti del protagonista. Questo non mi ha permesso di capire a fondo l'ambientazione e immedesimarmi, cogliendo quel senso di angoscia che volevi sicuramente trasmettere.
Una prova buona che, però, non spicca.

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giulio.palmieri
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Re: Survival Town

Messaggio#7 » mercoledì 18 dicembre 2019, 0:18

Buona sera Andrea. Ho letto il racconto, e noto alcune difficoltà, anche se l'idea che intravedo è molto valida, e anche l'ambientazione molto suggestiva.
Innazitutto, ti dico che la trama di fondo mi risulta efficace: un uomo scopre dei segreti governativi, viene catturato e si risveglia in una città deserta (in un'atmosfera quasi metafisica). Ciò che mi ha colpito è stato il meccanismo narrativo: il protagonista avrebbe dovuto trovarsi legato mani e piedi in una stanza (soluzione banale), invece si trova libero, in una città piena di sagome in mezzo al deserto, da cui non può scappare e da cui non può comunicare con l'esterno. Meccanismo narrativo affascinante.

Però, l'incipit, sebbene necessario per sfruttare l'effetto narrativo descritto, risulta un po' inefficace perché un po' troppo semplicistico. Lavorerei sui dettagli: perché i faldoni? perché segreti governativi dal 1789 e il 1951? Forse sarebbe stato meglio identificare un solo segreto incofessabile di un'epoca precisa. Poi il punto di vista: il protagonista sente l'hypospray sul collo, ma come fa a sapere cos'è? Forse sarebbe meglio inscenare un attacco a sorpresa o un breve inseguimento.

Poi il tema: lo spazio c'è (il deserto etc.), manca l'istante di tempo. Forse, potrebbe essere l'istante in cui sviene (come se quell'istante rappresentasse un passaggio) oppure l'attesa di qualche catastrofe. Dipende dal senso che vuoi dare al racconto. Dal canto mio, ho trovato a deffetto il fatto delle sagome di cartone: rifinirei però un po' i dettagli e i movimenti del personaggio proprio per accrescere l'inquietudine e lo straniamento nell'atmosfera che sei riuscito a creare.

Mi ha ricordato la "Dissipatio H.G." di Guido Morselli e "Io sono leggenda" di Matheson.
Nel complesso buono, tema centrato a metà; se sviluppato nel suo potenziale, però, può portare a un risultato eccellente.

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emiliano.maramonte
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Re: Survival Town

Messaggio#8 » mercoledì 18 dicembre 2019, 16:50

Ciao Andrea piacere di rileggerti!
Ho letto il racconto con piacere. A parte qualche scivolone sulla punteggiatura, è pure scritto bene. Devo dire che mi ha catturato il meccanismo del personaggio che scopre inconfessabili segreti governativi e cerca di divulgarli, poi viene catturato e lasciato a morire nientepopodimenoche in un sito per test nucleari! In realtà, a metà della lettura, avevo già intuito qualcosa, però ho voluto attendere la conferma del finale. E così è stato.
Non mi sono posto tante domande, mi sono goduto il flusso narrativo fino alla fine e la tua bravura nel creare la giusta suspense.
Grattando un po' la scorza, però, ci sono alcune cose che non funzionano, e chi ha commentato prima di me, le ha ben evidenziate. Il vero punto della questione è: il racconto si ferma nel momento del vero apice narrativo. Ed è quel momento che avrebbe reso completo il rispetto del tema in pieno. Lo spazio sconfinato c'è, manca il tic toc dell'orologio che scandisce il poco tempo rimanente. Sì, d'accordo, ci troviamo in un sito nucleare, quindi in una situazione di distruzione imminente, ma la trama si ferma. E allora mettiamocelo questo fungo atomico! Allora sì che la mancanza di tempo avrebbe giganteggiato, scuotendo a dovere il lettore.
Non credo di dover aggiungere altro. Un lavoro appena sufficiente, assolutamente migliorabile.

Buona Edition!
Emiliano.

Isabella Torazza
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Re: Survival Town

Messaggio#9 » venerdì 20 dicembre 2019, 17:30

Ciao Andrea, ho letto frettolosamente il tuo racconto ieri e mi aveva convinto a metà. Non avevo colto, e può essere un mio limite, visto che altri l’hanno capito senza bisogno della tua spiegazione, il “senso” del racconto. L’ho riletto ora e mi è piaciuto. Continuo a faticare, pur “sapendo”, a trovare nei dettagli il motore del racconto. L’idea è stupenda, meritava forse uno sviluppo maggiore la parte dedicata all’esperimento, all’esplosione; sacrificando la parte iniziale in effetti un po’ slegata.
Idea e scrittura sono ineccepibili.
Buon contest

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wladimiro.borchi
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Re: Survival Town

Messaggio#10 » sabato 21 dicembre 2019, 7:36

Ciao Andrea,
Racconto scritto con il solito stile impeccabile.
Quanto al contenuto, invece, anche io non ci ero arrivato.
La città di manichini nel finale mi aveva messo addosso un po' d'ansia in stile "Ai confini della realtà", ma non avevo affatto ricollegato, fino a quando non ho letto la tua spiegazione, alle città per i test nucleari del deserto.
Così com'è è un po' zoppo.
Certo se uno si fosse messo a googolare "survival town" avrebbe scoperto l'arcano. Ma, ahimè, ho scoperto a mie spese, qualche edizione fa, che fondare tutto il racconto su qualcosa che non si esplicita non paga.
Nel mio racconto di questa edition, ad esempio, il vecchio pazzo si chiama come uno dei due studiosi che hanno ridefinito il tempo come grandezza relativa.
Fortunatamente era solo una citazione e non ci ho costruito il racconto sopra perché non se n'è accorto nessuno.
Forse sarebbe bastato che il protagonista, sul finale, capisse lui dove si trovava e lo comunicasse al lettore, assieme alla sua disperazione per l'imminente morte.

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daniele.mammana-torrisi
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Re: Survival Town

Messaggio#11 » martedì 24 dicembre 2019, 14:39

Ciao, Andrea!

Ho cominciato a sospettare dove lo avessero portato quando la descrizione si è mossa sull'artificiosa novità degli ambienti. Lì ho capito, anche grazie ad avere visto in passato diversi video dei test nucleari operati lì. Ed è carino come metodo per silenziarlo, anche se un po' ingombrante.
Si può fare sparire una persona in così tanti modi che prenderne uno che prevede una leggera possibilità di sopravvivere è un po' poco professionale. Presumo abbia funzionato, comunque. E se l'esplosione non l'ha fatto, ustioni e traumi dovrebbero finire il lavoro.
Anche se ha un sapore di pistola caricata che poi non esplode il colpo, capisco il perché del tuo dirci che ora sa tutti i segreti e non rivelarne mai neanche uno. Limitato dallo spazio, non potevi consumare caratteri nemmeno con delle vaghe anticipazioni, dico bene?
Forse vedere da lontano l'esplosione avrebbe piazzato il punto di chiusura alla storia. Lasciare l'ignoto alla fine ha un bel sapore di punti di sospensione, ma questi non chiudono, lasciando piuttosto la testa sotto l'acqua prima della riemersione.

Un po' esteso, penso sarebbe un buon epilogo ad una short story!

alexandra.fischer
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Re: Survival Town

Messaggio#12 » mercoledì 25 dicembre 2019, 8:37

Ciao Andrea: Tema Centrato. Per me, leggerti, oltre che un piacere, equivale a una lezione. Così si scrive, così si rendono le atmosfere. Mi sembrava di essere lì, con il tuo protagonista: narcotizzato e trasferito in una periferia artificiale affinché non rivelasse segreti scottanti che attraversano un arco di tempo lunghissimo (1789-1951) di un Governo Anonimo (mette i brividi che il protagonista sia legato alla Russia: vuol dire che esiste un paese ancora più ambiguo di quello quanto a segreti). Originale l’accenno all’hypospray come narcotico. Geniale la periferia fatta di case e telefoni silenti e abitata da manichini viventi.

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antico
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Re: Survival Town

Messaggio#13 » domenica 29 dicembre 2019, 11:43

C'è poco da dire su questo racconto perché ha un unico, però grosso, problema: se non si fa una ricerca non si capisce cosa stia succedendo. Di sicuro andrebbe studiata una semina diversa che permetta al lettore di contestualizzare meglio in modo da indirizzarlo meglio. Per il resto: scritto benissimo e lettura gradevolissima che scorre che è un piacere. Pollice ni tendente verso l'alto che con pochi, oculati, accorgimenti potrebbe passare instant a su.

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