L'ultima corsa dell'emerodromo

Appuntamento per lunedì 16 dicembre dalle 21.00 all'una con il tema scelto dalla vincitrice del Premio Urania Francesca Cavallero e dai finalisti dell'Urania Short Fabio Aloisio, Elia Gonella e Axa Lydia Vallotto!
andyvox
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L'ultima corsa dell'emerodromo

Messaggio#1 » martedì 17 dicembre 2019, 0:28

L’ultima corsa dell’emerodromo

L’importante è non fermarsi. Continuare a mettere un piede davanti all’altro. Senza sosta, con ritmo continuo. Mai accelerare troppo. Mai rallentare. Tenere un passo costante, cadenzato. Questo lo so. L’ho sempre saputo. Fin da bambino, quando ho cominciato a correre. Da allora, non mi sono più fermato. È per questo che sono bravo nel mio lavoro. È per questo, che hanno scelto me. Chi altri riuscirebbe a percorrere così tanto spazio, in così poco tempo?

La mia missione è molto delicata. Ne sono consapevole. Il comandante non ha dovuto dilungarsi troppo, per spiegarmi. È bastato un cenno del capo. Io ero già pronto. So qual è il mio compito. Sono felice di svolgerlo. Qualcuno deve pur portare la lieta notizia. Le donne, i vecchi, i bambini. Tutti attendono trepidanti. Hanno il diritto di sapere. Non è possibile lasciarli nell’ansia. Potrebbero non reggere la tensione. Per questo ci vuole qualcuno che li avvisi, e che lo faccia in fretta. Qualcuno che riesca a correre più veloce di quanto uomo abbia mai corso. Qualcuno che sappia percorrere così tanto spazio, in così poco tempo.

L’adrenalina della battaglia mi scorre ancora addosso. L’attesa del segnale di carica. La lunga corsa incontro alle schiere del nemico. Il rumore delle frecce che ti fischiano di lato. Il cozzare delle spade sugli scudi. Il sangue che scorre vicino a te. I corpi dei nemici che cadono sotto la tua spada. Più ne abbatti, più ti senti forte. Quasi immortale. E quando poi la battaglia finisce, la gioia della vittoria. Tanto grande, da non poter essere contenuta. È quella gioia, che mi dà la forza di percorrere così tanto spazio, in così poco tempo.

Eppure, sento che nella mia corsa c’è qualcosa che va. Non saprei dire cosa. È una sensazione strana. Un lieve tremito nei polpacci. L’aria che fatica a farsi strada nei polmoni. Le spalle contratte, le braccia che non riescono a tenere il solito ritmo. Forse è il vento. Mi sembra più forte di quanto non sia mai stato. Faccio fatica a fenderlo. Per la prima volta, ho paura di non farcela. Di non arrivare, o di arrivare troppo tardi. Di non riuscire a percorrere così tanto spazio, in così poco tempo.

Davanti a me, mi sembra di intravedere le mura della città, della mia dolce Atene. Devo stringere i denti. Fare l’ultimo sforzo, anche se già sento che le forze cominciano ad abbandonarmi. Sono solo a un passo dalla meta. Nessun altro uomo avrebbe saputo compiere questa impresa. Devo resistere. Portare il mio messaggio. Pronunciare quelle due parole tanto attese: “Abbiamo vinto”. Non posso cedere proprio adesso, dopo aver percorso così tanto spazio, in così poco tempo.

Le porte della città si stanno aprendo. Sono quasi arrivato, ma le mie forze sono ora del tutto finite. Lo sento. La mia vista si sta annebbiando. Il cuore sta cedendo. La testa mi scoppia. Il mio corpo si spezza. Temo di non avere più tempo a disposizione, ma non posso fermarmi. A nessun costo. Non fino a quando ho ancora dello spazio da percorrere davanti a me.
Ultima modifica di andyvox il martedì 17 dicembre 2019, 0:39, modificato 4 volte in totale.


Andrea Pozzali

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antico
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Re: L'ultima corsa dell'emerodromo

Messaggio#2 » martedì 17 dicembre 2019, 0:31

Ciao Andrea! Tutto ok con caratteri e tempo, buona Urania Christmas Edition!

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Pretorian
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Re: L'ultima corsa dell'emerodromo

Messaggio#3 » mercoledì 18 dicembre 2019, 22:31

Piacere di leggerti, Andy.
Dunque, penso che il tuo racconto si riferisca a Fidippide, il messaggero che annunciò ad Atene la vittoria di Maratona. Se le cose stanno così, però, ho almeno un paio di dubbi sulla tua vicenda. La prima è quando dici "questo è il mio lavoro". A memoria, Fidippide era un soldato in primis e un messaggero militare in seconda battuta, quindi, a voler essere pignoli, quello di "emerodromo" non è proprio il suo lavoro. Ma questa è una piccolezza.
Il vero problema è sul finale. Fidippide sembra crollare prima di arrivare ad Atene, o meglio, il finale non è chiaro su questo punto. Per quanto banale, penso che sarebbe stato meglio concludere facendolo crollare tra le braccia delle guardie, come da tradizione.
per il resto, mi sembra che non ci siano problemi.
Alla prossima!

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Gabriele Dolzadelli
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Re: L'ultima corsa dell'emerodromo

Messaggio#4 » mercoledì 18 dicembre 2019, 22:37

Ciao Andy. Piacere di ritrovarti.
La tua è una prova interessante. Hai toccato il tema con un evento noto a tutti e che calza a pennello: la corsa di Maratona di Filippede (si chiamava così se non erro). Direi che hai scritto molto bene l'introspezione del personaggio, anche se la trama un po' scarna non ha giocato molto a tuo favore. Direi che hai svolto il compito con un tema originale ma senza molto phatos. Ad ogni modo, hai uno stile molto buono. Forse hai calcato un po' la mano nel ripetere spesso quel "tanto spazio in poco tempo". Sembra che tu voglia ammiccare al lettore e dirgli continuamente "hai visto che ho rispettato la traccia?" e a lungo andare può dare fastidio, anche perché non era necessario, si capiva comunque. A rileggerci.

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giulio.palmieri
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Re: L'ultima corsa dell'emerodromo

Messaggio#5 » giovedì 19 dicembre 2019, 17:15

Ciao Andy, piacere di leggerti.
Anche qui, non ho molto da aggiungere agli ottimi commenti già presenti.
L'episodio storico è stata una buona scelta, tuttavia la trama è un po' scarna: si segue bene il succedersi dei pensieri, ma manca a mio avviso qualche dettaglio esotico per rendere il tutto più affascinante. Anche il venir meno delle forze e la fine non mi risultano molto convincenti. Insomma, bisogna lavorarci. Buona edition.

andyvox
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Re: L'ultima corsa dell'emerodromo

Messaggio#6 » giovedì 19 dicembre 2019, 18:39

Grazie a tutti per i commenti, cerco di rispondere alle vostre osservazioni:

Pretorian ha scritto: A memoria, Fidippide era un soldato in primis e un messaggero militare in seconda battuta, quindi, a voler essere pignoli, quello di "emerodromo" non è proprio il suo lavoro. Ma questa è una piccolezza.

Mi dispiace ma qui ti sbagli, perchè Filippide era in primis un emerodromo; secondo Erodoto, una volta percorse 250km in un giorno solo per chiedere rinforzi nella guerra contro i Persiani ("E per prima cosa gli strateghi, mentre erano ancora in città, inviarono a Sparta come araldo il cittadino ateniese Filippide, che era, di professione, un messaggero per le lunghe distanze", questo è il brano delle Storie che ho tenuto presente).

Pretorian ha scritto:Fidippide sembra crollare prima di arrivare ad Atene, o meglio, il finale non è chiaro su questo punto.

Il finale è aperto, ma non si dice in nessun punto che Filippide crolla prima di arrivare ad Atene: si dice solo che sente le forze che gli vengono meno, ma è determinato a non mollare fino a che non avrà portato a termine la sua missione.

Gabriele Dolzadelli ha scritto:Forse hai calcato un po' la mano nel ripetere spesso quel "tanto spazio in poco tempo". Sembra che tu voglia ammiccare al lettore e dirgli continuamente "hai visto che ho rispettato la traccia?"

L'intenzione non era quella, volevo creare una sorta di "ritornello", con delle piccole variazioni sul tema, mi sembrava che in un testo così breve potesse starci.

giulio.palmieri ha scritto:Anche il venir meno delle forze e la fine non mi risultano molto convincenti

Dal punto di vista dell'aneddoto storico è andata proprio così, si vede che non sono stato credibile io nel descrivere questa cosa.
Andrea Pozzali

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Andrea Lauro
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Re: L'ultima corsa dell'emerodromo

Messaggio#7 » giovedì 19 dicembre 2019, 22:11

...e così nacque quella sfida ai limiti dell’umano che è la maratona! Mi è piaciuto. In certi momenti avrei preferito qualche periodo più lungo, giusto per staccare un po’; poi però penso che forse è voluto, il ritmo così cadenzato ricorda molto il passo della corsa, con pensieri netti, affilati e tanto sangue che pompa in tutto il corpo. Quindi va bene così, senza se e senza ma; bravo.
grazie della lettura e a presto
andrea

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emiliano.maramonte
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Re: L'ultima corsa dell'emerodromo

Messaggio#8 » sabato 21 dicembre 2019, 17:43

Ciao Andrea! Bentrovato!
Parto dai punti di forza del racconto: un ottimo ritmo narrativo. Mi è piaciuta la cadenza delle frasi, anche troppo nette e spezzettate come hai fatto tu, in quanto danno il senso della corsa e della respirazione affaticata. Poi ho apprezzato l'idea di fondo: entrare nella testa di Filippide mentre sta per compiere la sua leggendaria impresa. E sei stato bravo a rendere l'enorme fatica della lunga distanza e, soprattutto, della lotta contro i propri limiti. Diciamo che ho capito subito a cosa ti riferivi, ma penso che il tuo intento non fosse quello del colpo di scena, bensì di restituirci un frammento di quella vicenda che ancora oggi stupisce il mondo.
Avrei preferito qualche "così tanto spazio, in così poco tempo" in meno e qualche pennellata in più qua e là dell'epoca, giusto per arricchire il quadro, che così com'è è a tratti incolore.
Il finale può andare ma mi sarebbe piaciuto un'uscita di scena più forte da un punto di vista emotivo, non so, il crollo fisico con il raggiungimento dell'obiettivo, il sorriso di un abitante ateniese che rincuora il protagonista in difficoltà, insomma cose così.
Tema centrato, anzi, declinazione originale e gradevole.

In bocca al lupo!
Emiliano.

andyvox
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Re: L'ultima corsa dell'emerodromo

Messaggio#9 » sabato 21 dicembre 2019, 23:48

Ciao Andrea,

ti ringrazio per il tuo apprezzamento, sono contento che il racconto ti sia piaciuto.

A rileggerci presto

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Ciao Emiliano,

grazie per i tuoi commenti. In effetti, i finali non mi riescono bene, devo lavorarci molto su. Hai perfettamente ragione quando dici che non volevo puntare sul colpo di scena, ma mi rendo conto che un tocco di calore umano in più, dato da un finale più coinvolgente, avrebbe giovato al racconto.

A rileggerci presto
Andrea Pozzali

Isabella Torazza
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Re: L'ultima corsa dell'emerodromo

Messaggio#10 » lunedì 23 dicembre 2019, 16:20

Buongiorno Andy, piacere di conoscerti!
Inizio col dirti che non conoscevo la vicenda che hai narrato, l'ho scoperta leggendo gli altri commenti. Non ho una preparazione classica e me ne rammarico, perciò ti ringrazio perché ho conosciuto una storia ignota. La suggestione del racconto è ottima, mi è piaciuto essere stata trasportata in un altro posto e periodo storico, la ritengo una difficoltà in più nella stesura di un racconto. Il finale avrebbe meritato un respiro un po' più ampio ma, come accade spesso in questo contest, lo spazio è infingardo, gestirlo non è semplice. La vera nota dolente, per i miei gusti, è il fraseggio breve, anzi brevissimo, che ha reso la lettura poco fluida. Anch'io sono amante dei periodi corti ma in questo caso li ho trovati oltre al limite di godimento.
Grazie per l'attenzione e buon contest!

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wladimiro.borchi
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Re: L'ultima corsa dell'emerodromo

Messaggio#11 » martedì 24 dicembre 2019, 7:04

Bentrovato Andy,
Il racconto non mi è dispiaciuto, l'ho trovato scritto molto bene.
Il twist è proprio il momento in cui si di svela che il protagonista non sta gareggiando, ma che si tratta della nota vicenda del soldato della battaglia di Maratona che porta ad Atene la notizia della vittoria.
L'idea è molto buona, ma sconta un problema opposto rispetto all'ultimo che ho letto.
Qui la trama è davvero ridotta al minimo e, di conseguenza, ti sei dovuto dilungare sulle sensazioni della corsa e dell'affaticamento, rendendo la narrazione un po' prolissa.
A rileggerci presto.
W

andyvox
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Re: L'ultima corsa dell'emerodromo

Messaggio#12 » martedì 24 dicembre 2019, 10:49

Ciao Isabella,

piacere di conoscerti. Ti ringrazio per i tuoi commenti, la scelta del fraseggio corto era voluta per rendere dal punto di vista stilistico la fatica di Filippide. Sapevo che era una sceltain qualche modo "estrema", quindi capisco che tu l'abbia trovata troppo spinta.

A rilleggerci presto

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Ciao Wladimiro,

grazie per i tuoi commenti, sono davvero contento che tu abbia apprezzato lo stile di questo racconto. Quanto alla trama, credo che sia in effetti uno dei miei maggiori difetti, faccio fatica ad arricchire le mie storie, che per questo motivo risultano spesso poco movimentate. Come dicevo qualche commento più su, dovrò lavorare parecchio su questo punto.

A rileggerci presto
Andrea Pozzali

alexandra.fischer
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Re: L'ultima corsa dell'emerodromo

Messaggio#13 » martedì 24 dicembre 2019, 13:37

Ciao, che dire? A differenza di me: Tema centrato. E qui siamo nello storico. La vittoria della Battaglia di Maratona vista dal latore stesso della notizia, del quale si avverte la tensione: ha troppo spazio e poco tempo, ossia la strada è lunga e il suo organismo non ne ha ancora per molto. E con che scrittura pulita e nitida. Complimenti davvero. Ecco qualcuno da cui devo proprio prendere esempio. Scusa se ti ho fatto soffrire nella lettura (paragonata a te, sono ancora nel sottosuolo). Bravissimo davvero.

andyvox
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Re: L'ultima corsa dell'emerodromo

Messaggio#14 » martedì 24 dicembre 2019, 16:09

Ciao Alexandra,

grazie mille per il tuo commento, sei stata davvero troppo buona!

A rileggerci presto
Andrea Pozzali

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daniele.mammana-torrisi
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Re: L'ultima corsa dell'emerodromo

Messaggio#15 » martedì 24 dicembre 2019, 18:26

Ciao, Andrea!


Stando ad Erodoto, il messaggero non si era solo fatto la marcia da Atene a Maratona, l'avvicinamento sotto le frecce, la carica finale e l'inseguimento fino alle navi, ma era anche appena tornato da Sparta, dopo avere percorso la distanza Atene-Sparta in, ci dice Erodoto, tre giorni.
Ci si interroga ancora sul perché non abbiano mandato un cavallo o un carro. In primo luogo, che bello trovare qualcuno che ha messo mano alla storia antica per la sua vicenda! Avendo visto il titolo, ho voluto tenere questo racconto per ultimo, sapendo a cosa sarei andato incontro.
Avere inserito il titolo del contest nella storia è un dettaglio di pregio, ma una volta va bene. Quando lo fai per la terza volta di fila, invece, sta diventando pesante. La prima volta basta a far dire "ah, ecco! Vedi dov'è l'oggetto della questione? L'ha messo, bravo!".
Ripeterlo gli toglie ogni volta un po' del suo effetto.
Mi sarebbe piaciuto, invece, vederlo annunciare "vittoria!" e poi morire. Da un lato, corona l'ultima corsa dell'emerodromo, dall'altro prepara al fatto che fu inutile. Quello stesso pomeriggio, l'armata era rientrata da Maratona temendo che l'esercito dei medi, la parte che non si era bloccata sulla spiaggia, volesse sbarcare ad Atene.
A rileggerci presto!

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antico
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Re: L'ultima corsa dell'emerodromo

Messaggio#16 » domenica 29 dicembre 2019, 13:15

Hai ammesso tu stesso che hai un problema con i finali e in effetti qui trovo che la debolezza maggiore sia proprio l'assenza di una chiusa che dia un maggior senso al tutto, come le chiuse di quei discorsi lunghi che ti colpiscono lasciandoti un bel sapore in bocca per l'immagine visualizzata che tende a fare deflagrare tutta la preparazione precedente. Qui c'è una più che buona preparazione e un finale che tende a sgonfiarsi man mano che il protagonista si avvicina ad Atene: c'è da lavorare su questo aspetto, insomma. Come valutazione, per me è un pollice tendente all'alto perché il racconto fa quello per cui era stato pensato, anche se poco brillante per la mancanza proprio di una chiusa adeguata.

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