Trova le differenze

Appuntamento per lunedì 17 febbraio 2020 dalle 21.00 all'una con un tema scelto da Lorenzo Marone!
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Laura Cazzari
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Trova le differenze

Messaggio#1 » lunedì 17 febbraio 2020, 23:23

Siamo arrivati in città da una settimana.
Il viaggio è stato lungo, impervio e molte volte non credevo che ce l’avremmo fatta. Ho dato fondo a tutta la mia forza d’animo per portarci tutti fino a qui.
Io, mia moglie e i miei tre figli stiamo dormendo all'addiaccio perché non troviamo nessuno disposto ad affittarci una casa.
I soldi che ho risparmiato per il viaggio e i volti emaciati dei miei bambini sembrano non raggiungere né gli occhi né il cuore della gente di questo posto.
In molte palazzine, per quelli come noi, c’è un cartello appeso fuori che ci impedisce persino di entrare.
Un signore mi ha risposto che lui non si fida di quelli della mia razza, perché siamo tutti ladri, delinquenti e sporchi. Portiamo strane malattie. Non abbiamo rispetto per loro, la loro città e il loro retaggio culturale. Mi ha detto che devo imparare a parlare correttamente l’italiano e abbracciare la loro cultura prima di potermi avvicinare a loro. E, se non sono in grado di sfamare la mia famiglia, avrei dovuto pensarci prima di mettere al mondo tre figli.
Ha aggiunto che voglio togliere il lavoro ai loro figli e che lo Stato si occupa già abbastanza di noi, con i soldi degli onesti cittadini che pagano regolarmente le tasse.
Io rimango in silenzio, ingoiando la mia dignità e la verità che non posso rovesciargli addosso.
La verità è che ho sempre desiderato una famiglia numerosa che ci fosse in ogni momento. La verità è che ho lasciato la mia casa perché non vedevo un futuro per i miei figli. La verità è che al mio paese ero un rispettato falegname prima di perdere il lavoro e ora sono l’ultimo degli ultimi.
Qui, l’unico posto dove sono riuscito a trovare un lavoro, è il mercato. Trasporto carichi pesantissimi tutto il giorno, per una paga misera, che mi permette a malapena di sfamare la mia famiglia.
A volte, quando vedo il viso sporco dei miei figli e le guance smunte e rigate dalle lacrime di mia moglie, ripenso alla mia terra. Alle spiagge, alle onde, al sole caldo sulla pelle, alle tombe dei miei antenati.
Poi, però, insieme ai ricordi felici, riaffiora anche la desolazione di quei luoghi senza futuro e mi sforzo di pensare che, anche se io dovrò patire le pene dell’inferno, farò di tutto per dare ai miei figli un’occasione. Quella che questa gente non sta dando a me.
Alcuni giovani, una sera, mi hanno accerchiato, mi hanno chiamato animale e mi hanno sputato addosso e percosso. Mi hanno fatto strisciare a terra, coperto di sangue e di piscio, mi hanno fatto grugnire come un maiale prima di lasciarmi stare.
In quel momento, mentre l’ultima goccia di dignità e di vita veniva stillata fuori dal mio corpo, mi sono trovato a domandarmi da cosa nascesse tutta quella rabbia e quell’odio. Dalla paura? Dal bisogno di schiacciare gli altri per affermare il proprio status? Dall’incapacità di accettare e comprendere le diversità dell’uomo? Nessuna risposta sarebbe stata accettabile.
L’ultima cosa che mi scorre dentro fino alla fine è la speranza. La fiducia che, in futuro, l’umanità possa imparare dai propri errori e che i miei figli possano vivere abbastanza per vedere un mondo senza discriminazioni.

Estratto della vita di una famiglia pugliese trasferitasi al nord Italia negli anni ‘70.
Cinquant’anni dopo… migranti in fuga. Trova le differenze.


Laura Cazzari

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antico
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Re: Trova le differenze

Messaggio#2 » lunedì 17 febbraio 2020, 23:25

Ciao Laura! Caratteri e tempo ok, buona Lorenzo Marone Edition!

alexandra.fischer
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Re: Trova le differenze

Messaggio#3 » martedì 18 febbraio 2020, 9:39

TROVA LE DIFFERENZE di Laura Cazzari Tema centrato. Io non trovo molte differenze. Le Paure del Presente sono rimaste le stesse dopo quasi mezzo secolo. Le fobie nel tuo racconto sono molteplici (quella dell’estraneo venuto a rubare lavoro, ma anche quella della miseria che questi si porta dietro: chi la vede ha paura di caderci dentro, di qui la violenza. E anche quella del mettere al mondo dei figli: chi vede una famiglia numerosa indigente ne fa una colpa a chi l’ha formata, perché forse non se n’è fatta una propria nel terrore di finire così). Poi c’è la barriera culturale (quella della lingua e delle usanze diverse). Il punto di vista del protagonista è molto ben reso (la nostalgia di casa c’è, ma è un uomo che da falegname si è ritrovato disoccupato e si è adattato a un lavoro di fatica sottopagato pur di mantenere la famiglia pur se a stento, proprio perché il suo bel luogo di origine gli ha tolto il futuro).

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Gennibo
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Re: Trova le differenze

Messaggio#4 » martedì 18 febbraio 2020, 21:58

Bellissimo racconto Laura! Dove le differenze del titolo, proprio come nel gioco, sono minime. Ho sentito il disagio di questo povero uomo e il bisogno di aiutarlo, come quando leggo le storie di Hosseini.

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Laura Cazzari
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Re: Trova le differenze

Messaggio#5 » martedì 18 febbraio 2020, 22:03

Gennibo ha scritto:Bellissimo racconto Laura! Dove le differenze del titolo, proprio come nel gioco, sono minime. Ho sentito il disagio di questo povero uomo e il bisogno di aiutarlo, come quando leggo le storie di Hosseini.


Wow che bel commento, ti ringrazio e arrossisco a venire accostata a Hosseini!!!
Laura Cazzari

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maurizio.ferrero
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Re: Trova le differenze

Messaggio#6 » mercoledì 19 febbraio 2020, 23:21

Ciao Laura,

La tua "testimonianza" va dritta al cuore come una freccia. Colpisce, fa male, invita a riflettere (purché tu sia sopravvissuto all'impatto). Insomma, molto buono, anche se non sono un grande fan delle narrazioni "raccontate". Troppo tell e poco show, ma dato il messaggio che vuoi trasmettere ci può ancora stare.
Le frasi consecutive con "La verità... la verità... la verità..." mi sono sembrate un po' troppo ripetitive nell'attacco, avresti potuto trovare un modo diverso per proporle al lettore. Il resto mi sembra tutto molto buono, pesante e carico di sentimento il pezzo in cui il protagonista narra del pestaggio subito dai giovani.
Ultima pecca: l'ultima frase. "Cinquant’anni dopo… migranti in fuga. Trova le differenze" è superflua. Il senso del racconto si evince dalla frase precedente, avresti potuto chiuderla lì, invece chiudi con questa frase che si rivolge direttamente al lettore sottolineando l'ovvio.

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Andrea Partiti
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Re: Trova le differenze

Messaggio#7 » giovedì 20 febbraio 2020, 13:19

Concordo sul togliere la frase finale, il paragone è chiaro, anche troppo chiaro.
Il parallelo tra migranti di ora e migranti del passato è stato fatto tante, anche troppe volte. "Guarda gli italiani in america come erano neri e sporchi di carbone", "Guarda i migrandi da sud a nord Italia a Torino come venivano trattati allo stesso modo". Ormai se un racconto inizia con dei migranti non meglio specificati per parlare di attualità, mi aspetto di base che stia parlando di migrazioni ormai già accettate e finite con una buona integrazione per scatenare il "wow, ma allora è proprio come allora, sono guarito dentro e sono diventato tollerante".
Purtroppo è un tipo di retorica che funziona con chi la pensa già in quella maniera e non sfiora neppure con le persone che vorrebbe raggiungere, che possono aggiungere un gran numero di strati di complessità "sì ma ci sono differenze di cultura, religione, uso della panna, accento". Non sono reazioni razionali e non rispondono alla razionalità.
La scrittura funziona, ma è un parallelo già troppo abusato per funzionare ancora.

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Gabriele Dolzadelli
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Re: Trova le differenze

Messaggio#8 » giovedì 20 febbraio 2020, 20:58

Ciao Laura. Ben ritrovata.
Ti ho sempre apprezzata nei tuoi plot twist finali (ricordo ancora con gran divertimento ed entusiasmo quello dell'Ikea), però, questa volta, credo non ti sia uscito al meglio. In primis ti frega il titolo. Quel "Trova le differenze" avverte già il lettore, come a dirgli: "guarda che in questo racconto farò due parallelismi, presta attenzione". In questo modo ti bruci già la sorpresa e leggendo il POV del migrante, se si è abbastanza lucidi e svegli al momento della lettura, si capisce subito dove vuoi andare a parare.
Il testo, comunque, scorre bene. Anche nel tuo caso non posso dire nulla sulla tua penna collaudata. L'unica nota un po' stonata, secondo me (oltre alla frase finale che noto ti ha già evidenziato qualcuno) è il registro linguistico del protagonista. Nel testo parli di feroci critiche da parte dei nordici nel dire all'immigrato che deve imparare a parlare bene l'italiano. Questi, inoltre, faceva il falegname, di conseguenza non era una persona istruita, all'epoca. Questo è quello che viene dato da pensare. Eppure, nel modo che ha di esprimersi con il lettore, non viene fatto intendere questo. Utilizzi vocaboli come "status", che oggi pochi utilizzerebbero in una conversazione, figuriamoci una persona degli anni 60 con le caratteristiche che hai messo tu. Questa, perlomeno, è stata la mia personale sensazione. Per il resto, un po' poco originale ma ben scritto. A presto.

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Puch89
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Re: Trova le differenze

Messaggio#9 » lunedì 24 febbraio 2020, 23:55

Ciao Laura.
Non sono un grande amante del raccontato, o perlomeno dev'essere qualcosa di parecchio ispirato o non riesce proprio a catturarmi, come difatti è accaduto qui, ma è più un mio limite che una tua mancanza.
Il testo lascia trasparire i sentimenti del protagonista senza problemi, riesce a coinvolgere ma allo stesso tempo non si ha moltissima voglia di continuare fino alla fine, perché riga dopo riga è chiaro dove il finale vada a parare, come è accaduto.
Il tema è centrato, anche se la discriminazione razziale è decisamente costante nel tempo, a prescindere dall'epoca contestualizzata. Certo, ci sono picchi e minimi tra i vari momenti storici che si svolgono in modi e luoghi diversi ma grandi linee è una problematica umana sempre presente, quindi, per me, non molto originale.
L'unico momento che ho "sentito" è quello del pestaggio, che smuove qualche corda interiore.
Ti ho visto scrivere cose molto più coinvolgenti, ecco.
Alla prossima!

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roberto.masini
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Re: Trova le differenze

Messaggio#10 » mercoledì 26 febbraio 2020, 22:27

Ciao, Laura. Il tuo racconto mi è piaciuto moltissimo. Reiterare parallelismi tra il passato e il presente in un vortice di corsi e ricorsi storici non è affatto un'operazione banale, soprattutto se si utilizzano descrizioni crude che affondano nel cervello.La xenofobia nelle sue infinite sfaccettature è una paura,figlia dell'allarmismo dei nostri giorni.Si dimostra però che l'uomo, pur nel suo incessante progredire, è sempre uguale a se stesso. Scrittura ottima. Tema centrato. Per cercare il pelo nell'uovo, forse anch'io avrei usato condizione anziché statua!

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antico
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Re: Trova le differenze

Messaggio#11 » domenica 1 marzo 2020, 12:59

A mio avviso, il problema principale di questo testo sta nel registro linguistico, troppo accurato per la voce narrante. E, paradossalmente, proprio questa accuratezza fa risaltare l'altro problema, quello del troppo narrato. Mi spiego: fosse stato più sporco, scorretto, disordinato, si sarebbe potuto accettare la mancanza di uno show con il dominio del tell, proprio perché la voce narrante non avrebbe avuto gli strumenti per mettere insieme un'impalcatura diversa. Invece, la pulizia del tutto non porta il lettore dentro al protagonista e quindi tutte le problematiche ne risultano enfatizzate. E quanto detto al netto della scelta di mostrare il passato in rapporto al presente, buona soluzione che, però, risulta in parte inficiata proprio per la tua scelta strategica. Non un pollice ni perché non sarebbe giusto, ma tendente verso l'alto anche se non in modo brillante e con diverse problematiche.

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