FINALE PRE OLYMPIC SPECIAL CERBERO EDITION: La classifica di Eleonora Rossetti

Appuntamento alle 21.00 di lunedì 22 giugno con il tema proposto da tre grandi donne di Minuti Contati: Linda De Santi, Eleonora Rossetti e Ambra Stancampiano!
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FINALE PRE OLYMPIC SPECIAL CERBERO EDITION: La classifica di Eleonora Rossetti

Messaggio#1 » martedì 14 luglio 2020, 11:47

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IL POZZO NUOVO DI VALBASSA
Pur essendo una fan dello “show don’t tell” questo è stato il racconto che, con il suo tono da leggenda popolare, mi è rimasto impresso di più. Mi hai guidato fino in fondo mantenendo viva la curiosità, con una musicalità delle frasi che mi ha fatto scivolare nella lettura senza alcuna fatica. Sei riuscito a farmi immaginare questo misterioso “pozzo dei desideri” immergendomi nel suo mistero. Il finale mi ha lasciato un senso d’inquietudine che sarà difficile scrollarmi di dosso. Podio meritato e complimenti, lavoro davvero ben fatto.
PS: Ho solo un dubbio: perché “nuovo” nel titolo? Un’idea me la sono fatta, ma vorrei sentire la tua versione.

UNA SPLENDIDA COPPIA
Hai saputo sfaccettare la crudele realtà di chi è malato d’Alzheimer senza forzare la mano, con una delicata naturalezza nella consecutio dei dialoghi. Il tema è nel pensiero del protagonista, che si strugge nel vedere la memoria di Paolo disfarsi pezzo per pezzo. Anche il finale è un’ottima chiusa, non ci dici semplicemente che Paolo non si ricorda che Ester è morta, ma introduci il pensiero dei fiori del cimitero, un pensiero tanto pratico quanto amaro. Segnalo solo un piccolo neo di stile: occhio alla punteggiatura negli intermezzi tra i dialoghi.
Mi è piaciuto, penso proprio meriti il podio.

AMICO ARACNIDE
Correggimi se sbaglio, ma questo racconto mi ha ricordato moltissimo una vignetta che gira su Internet: un tizio che salva il ragno e, la notte dopo, questo lo salva da un ladro con un colpo da cecchino. Solo che, mentre quella vignetta fa sorridere, il racconto prende una piega agghiacciante per via dell’equivoco che si viene a creare (ovvero che il ragno pensa che lui sia schiavo della donna perché deve eseguire i suoi ordini, e a suo modo cerca di ricambiare il favore con la stessa moneta). Per un attimo ho pensato: tutto il bene che facciamo, porta ad altrettanto bene, almeno per come lo intendiamo? È una domanda inquietante a cui hai dato un’interpretazione che ho gradito molto.

LANGUORE
Una buona declinazione del tema. Man mano che procedevo nella lettura temevo il peggio. Per fortuna hai dato un lieto fine ^^ Ma al di là di questo, hai saputo inscenare un buon crescendo che ha mantenuto viva la mia attenzione. Lo stile è pulito e scorrevole. Forse avrebbe avuto il 100% d’efficacia se non avessi subito specificato che alcuni pacchetti erano intatti, dettaglio che salta subito a un occhio attento. Ma è veramente un neo di poco conto. Ben fatto.

TOCCA A TE
Ci troviamo proiettati subito in un post-apocalittico stile Mad Max. I Cannibali, le bande, le strategie per sopravvivere. Il tema è rispettato nella bugia che Karloff rifila a Ditagialle. Per come lo interpreto io, il “tocca a te” del titolo richiama anche il fatto che chiunque è cacciatore e preda in quel mondo, seguendo il concetto del “oggi a me, domani a te”. Il racconto centra il tema, lo stile fila liscio e ha un buon ritmo, segno solo un paio di note dolenti a livello di storia: il bambino buttato nella grotta e non ucciso subito (senza contare i genitori che scappano con la moto: ma allora come sono giunti lì col bambino? Mi è forse sfuggito qualcosa?) e soprattutto il finale un poco “slegato” da tutti gli avvenimenti accaduti fino a quel momento, con un deus ex machina (la gomma forata e la banda in arrivo) che dà una brusca battuta d’arresto. Se la tua intenzione è stata di mostrare che, appunto, la ruota della fortuna gira per tutti – anche in un mondo dove vige la legge del più forte – forse avresti dovuto inserire la scena in maniera più allacciata alle azioni precedenti, anche solo (la butto lì) far sbandare il mezzo a causa del combattimento e farlo schiantare. Il mio è solo un suggerimento, sia chiaro, in risposta a quella che ho considerato una piccola nota stonata in un racconto tutto sommato valido.

LA NEVE ROSSA DI CULLODEN
Quando ho cominciato a leggere e mi sono trovata cannoni e fucili contro spade, per un attimo ho pensato a uno scontro tra fazioni temporali diverse e mi stavo già incuriosendo, poi mi sono ricordata di aver già sentito Culloden e sono andata a documentarmi. A livello di stile, la prima metà della prima parte l’ho trovata un po’ più pesante: racconti la battaglia e non la fai “vivere”, e quando focalizzi la visuale su ciò che accade intorno è in realtà un momento di calma. Peccato perché vedo che con le parole ci sai fare (il primo paragrafo della seconda parte del racconto è una piccola perla!).
Sulle dinamiche dell’unico scontro che descrivi ho alcuni dubbi: il ragazzo è a terra ferito, Connor esita e viene quasi subito pugnalato quando si volta (sembra quasi che sia il ragazzo a colpirlo), quindi dovrebbe cadere accanto al ragazzo stesso. Ho trovato un poco irrealistico che la giovane giubba rossa si allontanasse per poi tornare a controllare i caduti. Inoltre mi è parso strano che Connor lo riconosca solo dopo che apre la casacca, cosa che pilota un po’ il colpo di scena (è più facile riconoscere qualcuno per i suoi occhi che per una ferita al petto, specie in battaglia dove le ferite non sono certo rare) e lo scambio di battute mi è sembrato quasi ridondante (soprattutto la frase di Connor sulla compassione). Forse, e qui è un mio suggerimento, sarebbe bastata un’occhiata e mostrare la ferita per far intendere il perché di quel gesto compassionevole.
Sarà difficile piazzarlo, perché il racconto ha toccato le mie corde, ma ci sono quei dettagli che ti ho segnalato che lo fanno scricchiolare un po’ (proprio come la neve).

VIRIDAVIRUS
Appena ho letto “novac” ho capito dove volevi andare a parare e credo che questo abbia un po’ spoilerato i possibili finali della storia, su cui però comunque mi fregavo le mani. E proprio per questo sul finale sono rimasta un poco delusa, perché mi aspettavo qualcosa di più “incisivo” rispetto a una semplice pelle verde comparsa all’arrivo, tutto sommato tollerabile come effetto. Hai costruito un lungo preambolo e io, già sapendo a quali conseguenze si espone chi non si vaccina nel mondo moderno, ero pronta a una svolta sorprendente, specie considerando che siamo in un’ambientazione futuristica e potevi davvero inventarti di tutto. Alla fine invece le conseguenze sono quasi blande, facendo sì che s’indebolisse un po’ anche la divertente lezione che si porta dietro. Mannaggia! Se mi avessi sbalordito, ti saresti guadagnato il podio senza dubbio. Per questo, nonostante la scrittura fluida e sia ben strutturato (forse la terza parte l’ho trovata un poco ridondante, ormai avevo capito l’obiettivo del tizio) non ha un’incisività tale da permettermi di piazzarlo molto in alto in classifica.

QUARTIUM
L’idea di base è interessante, ma credo che lo sviluppo pecchi di un paio di incongruenze, almeno sulla costruzione dell’impianto poliziesco. Anzitutto la modalità: perché imbastire tutta la pantomima se bastava scrivere “è stato Jerome Duval” sul biglietto? Per carità, magari avrebbe voluto dargli il colpo di grazia “di persona”, ma anche questo si basa su un supposto (cioè che un medium nell’aldilà può controllare le risposte del medium vivo) di cui Victor avrebbe avuto consapevolezza solo una volta morto, ed è strano che Jerome non ne sia a conoscenza. Ma sorvolando su questo (può starci che il rivale abbia questa conoscenza e lui no), ciò che mi fa penalizzare il racconto è il fatto che anche gli indizi si scornano con quanto dichiarato dal medium stesso: persino dal primo esame la vittima non ha segni di violenza, quindi nessuna traccia di strangolamento. Come è stato strangolato, quindi? A meno di avere davanti Darth Vader che usa la Forza, non mi vengono in mente altre modalità; credo sia sufficiente un esame clinico prima ancora di quello autoptico per stabilirlo, e un qualsiasi investigatore noterebbe questa incongruenza. Anche ammettendo per assurdo lo strangolamento, poi, chi avrebbe scritto il biglietto? Jerome stesso? Tanto per farsi incastrare con le sue stesse mani?
In conclusione: il tema è centrato, l’idea è anche interessante, e parecchio, ma il colpo di scena contraddice l’impianto su cui è stato costruito e, di conseguenza, rende ingenua la conclusione. Sullo stile non ho trovato difetti rilevanti, anzi, ho apprezzato il binomio pensiero/dialogo che corrisponde a verità/bugia.

UNA VITA LONTANO DA QUI
Lo ammetto, ho dovuto rileggerlo almeno un paio di volte. Ho inteso che stessi parlando di un caso di abuso in famiglia, ma il dialogo tra la madre e la figlia mi è parso abbastanza artificioso, non tanto per la freddezza della madre (che può starci) quanto per le frasi che sembrano costruite appositamente per arrivare al colpo di scena, senza una consecutio molto spontanea. Anche alcune espressioni del dialogo stesso le ho trovate molto romanzate (“ti darebbe equilibrio” “il dolore che ho dovuto patire”). Ho tutt’ora il dubbio che la madre sia o meno soltanto una proiezione mentale, perché la chiusa frettolosa del pensiero in corsivo non aiuta nella comprensione (credo che in generale la conclusione del tuo racconto sia stato vittima del limite dei caratteri). La frase finale mi ha un po’ fatto pensare “e quindi?”; ho inteso che volessi esprimere una sorta di riscatto, di taglio dei ponti col passato, ma anche qui si risente della frettolosità di cui sopra, cosicché quella riflessione, anziché completare il percorso di consapevolezza della protagonista, risulta troppo brusca, quasi distaccata dal tono di tutto il resto del racconto. Insomma, non mi ha convinto come avrei voluto, ed è un peccato, perché la tua declinazione del tema non è affatto banale.
Segnalo anche alcuni refusi, anche parole dimenticate (es. nella primissima frase “Non ti sei ancora a liberarti”) che a una prima rilettura sarebbero dovuti balzare all’occhio.


CLASSIFICA ELEONORA

1. IL POZZO NUOVO DI VALBASSA
2. UNA SPLENDIDA COPPIA
3. AMICO ARACNIDE
4. LANGUORE
5. TOCCA A TE
6. LA NEVE ROSSA DI CULLODEN
7. VIRIDAVIRUS
8. QUARTIUM
9. UNA VITA LONTANO DA QUI



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