Gruppo Pestilenza

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Spartaco
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Gruppo Pestilenza

Messaggio#1 » lunedì 22 giugno 2020, 9:57

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Questo è il gruppo Pestilenza de La (Mini) Sfida Apocalittica.

I concorrenti di questo gruppo dovranno leggere, commentare e classificare i racconti del gruppo Carestia e saranno giudicati da i concorrenti del gruppo Morte.

Il migliore di questo gruppo andrà in finale.


Vediamo i racconti ammessi:

ORA CHE LE STORIE NON PARLANO PIÙ di Alberto Tivoli consegnato il 19/06 alle 23.39
Un parcheggio sicuro, di Luca Nesler consegnato il 20/06 alle 09:59
Agorafobia di Dario17 consegnato il 20/06 alle 22.56
L'ultima cena, di El_Tom consegnato il 21/06 alle 22:58

Avete tempo fino alle 23.59 di domenica 28 giugno per commentare i racconti del gruppo Carestia.
Chi non postasse anche solo un commento verrà squalificato.
Chi non postasse la classifica verrà squalificato
Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Vi avverto che saremo fiscali e non accetteremo classifiche postate anche solo alle 00.00 a meno che problemi improvvisi vi ostacolino all'ultimo, ma in quel caso gradiamo essere avvertiti, sapete come trovare i moderatori. Vi ricordiamo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo.

I racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a Spartaco.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo .
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri thread.

BUONA SFIDA A TUTTI!



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Sara Ronco
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Re: Gruppo Pestilenza

Messaggio#2 » mercoledì 24 giugno 2020, 13:05

1) Agorafobia

Ciao, Dario
credo sia il tuo primo racconto che leggo, e devo dire che mi è piaciuto molto.
L'atmosfera, la trama, come ci hai introdotto nel mondo che hai creato... bravo.
Perché non provi ad ampliare la storia per farne un romanzo?
Alla prossima.

2) Un parcheggio sicuro

Ciao, Luca
confesso una cosa, quando ho letto:

«Ma è una signora! Voglio dire, è vecchia!»
Mattia raccolse una lattina da terra e la dondolò. «E allora?» la posò e ne prese un’altra «Io ho quasi vent’anni e lei quaranta. Credo.»

Mi sono sentita vecchia e molto "signora"! Di anni ne ho quasi 42!
Comunque, nonostante la mia veneranda età ho apprezzato la tua apocalisse e mi hai strappato qualche sorriso, mi sono gustata la tua storia come se fosse un film americano!
Bravo!

3) Ora che le storie non parlano più

L'apocalisse dei sentimenti...
mi piace. La tua storia si lascia gustare fino in fondo, avrei preferito vedere forse qualche situazione in più ma so che il numero delle battute è sicuramente un limite.
Bella idea, bravo!

4) L'ultima cena

Ciao, Tom
uhm, agghiacciante il finale!
E anche l'inizio mi è piaciuto molto e mi ha coinvolta, ma c'è qualcosa a metà che non mi ha convinta del tutto, forse è solo una questione personale, non so, mi sono come persa.
Comunque il tuo racconto mi è piaciuto molto!

Riassumendo
1) Agorafobia
2) Un parcheggio sicuro
3) Ora che le storie non parlano più
4) L'ultima cena
Ultima modifica di Sara Ronco il giovedì 25 giugno 2020, 18:32, modificato 1 volta in totale.
Nonostante io scriva romanzi dall'età di 13 anni (con moooolta discontinuità) ho ancora bisogno della "badante letteraria".
Rimanete sintonizzati e vi stupirò.

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Eugene Fitzherbert
Messaggi: 466

Re: Gruppo Pestilenza

Messaggio#3 » mercoledì 24 giugno 2020, 23:51

Devo ammettere che sono stati tutti racconto molto validi, ognuno per un motivo o per un altro. Mi sono divertito a leggerli, e ho scoperto delle divertenti e agghiaccianti declinazioni del tema apocalittico. Bravi tutti!

Ora che le storie non parlano più
Ciao, Alberto,
non ricordo se ho mai letto niente di tuo in questi lidi, e se l'ho fatto, allora perdonami, ma sono veramente rincoglionito e non me lo ricordo.
Venendo al tuo racconto: è ben scritto, scorrevole e con uno stile che ricalca in prima persona l'asetticità emotiva in cui sono piombati i nostri protagonisti. Sia il figlio che il padre ricalcano bene il sentimento di vuoto e perdita che si crea quando all'essere umano togli le sue emozioni, è come trasformare l'esistenza in un bianco e nero opaco e senza profondità.
Credo però, che come cantavano gli Extreme, ci siano Three Sides of Every Story, e in questo frangente più che mai sarebbe stato interessante esplorare anche l'indole e la psiche della moglie e mamma disabile: come reagisce una persona normale ad avere a che fare con degli automi? Per una questione di simmetria e bilanciamento del racconto, avresti dovuto dividerlo in tre parti e dedicare l'ultima proprio alla donna.
Per il resto non ho niente da segnalare.
Ottimo lavoro!

Un parcheggio sicuro
Ciao, Luca!
Beh, che dire, a certe esigenze non si comanda, neanche in tempo di invasione zombie! Il racconto è divertente e ben ritmato, con i dialoghi che lo rendono molto cinematografico e veloce. Certo, il fatto che le ragazze fossero asserragliate nel collegio (aperto) con gli zombie al piano di sopra e si prendessero la libertà di andare in mensa a recuperare il gelato, mi è sembrato un po' stiracchiato, però, alla fine, tutto è ha una sua soluzione.
L'idea del boudoir nel garage è trash e puzza di violenza carnale, ma va bene così: sono due adolescenti nerd che probabilmente non hanno visto una ragazza neanche con il binocolo. È il momento della loro rivincita!
Ottima prova.

Agoarfobia
Ciao, Dario,
Credo che questa sia la prima volta che leggo qualcosa di tuo e il primo a commentare questo racconto.
Interessante l'idea della comunità di sopravvissuti asserragliati nel palazzetto, con la divisione in gradinate, le regole famigliari per non far cadere la specie e tutte le altre arzigogolature sociali del caso. Interessante come vengono esposte, anche.
Insomma, la parte apocalittica è stata ben architettata e ho gradito che i protagonisti fossero della generazione successiva al disastro, visto che non conoscono i nomi (tipo quello del palazzetto, o non hanno mai visto le automobili). ù
Ho apprezzato anche il crescendo di tensione, che è iniziata con l'alterco tra Simonetta e la guardia.

C'è qualcosa che mi ah fatto storcere il naso? Un po' sì: per esempio non ho ben capito la storia dei tecnobatteri e delle due leggi incise nel muro. O meglio, non ho ben capito perché dovrebbero far morire le persone e come la distanza di sicurezza dovrebbe essere salvifica. Ma va beh, alla fine , non è niente di importante, la prendo come un dogma, esattamente come fanno i ragazzi.

Seconda cosa che mi sento di segnalarti: talvolta il lessico che usi raggiunge vette troppo elevate, che stonano con l'aspetto più poppeggiante della vicenda. Non è un male, ma ci sono passaggi che somigliano a degli esercizi di stile, più che a narrativa. Esempio: "Le lacrime sulle sue guance palesarono le conseguenze di quell’epifania nel cuore della sua amica."
Bella frase, sicuramente, ma siamo sicuri che non ci sia un modo più incisivo per metterla giù? Non ti innamorare delle tue parole, tanto verranno stralciate una dopo l'altra dopo il primo editing... (e sono lacrime ogni volta, fidati!)

Per concludere, bel racconto, ma con qualche piccolissima sbavatura.
Alla prossima!

L'ultima cena
Ciao, El tom,
Un racconto abbastanza disturbante, ed è una cosa positiva! L'idea di allevare due esseri umani in modo diverso per vedere l'effetto che fa è una bella trovata.
Il ritmo è molto sostenuto e lo spiegone iniziale è abbastanza camuffato dal dialogo e dall'idea che quando il tipo è brillo diventa chiacchierone. Purtroppo ben diverso è lo spiegone finale che purtroppo appare per quello che è. Forse su quel punto avresti potuto mascherare un po' di più l'intento e cercare di lasciare che il lettore capisse cosa stesse succedendo. Magari inventandoti delle scommesse sulla bontà dell'uno o dell'altro, o altri sotterfugi per far passare l'informazione senza essere didascalico.

Un piccolo appunto puramente tecnico: quando un discorso diretto va a capo, è buona norma mantenere le virgolette. Esempio:

(Versione originale: “...chi l’avrebbe mai detto che sarebbe finita così, o meglio, qualcuno l’aveva anche detto, più di qualcuno a dirla tutta, ma erano stati dileggiati dalla maggioranza.
Scie chimiche, vaccini, microchip per il controllo mentale, 5G, nuovo ordine mondiale, massoneria, finanza controllata, bioterrorismo, rettiliani... era tutto vero.)

Versione modificata: “...chi l’avrebbe mai detto che sarebbe finita così, o meglio, qualcuno l’aveva anche detto, più di qualcuno a dirla tutta, ma erano stati dileggiati dalla maggioranza.
"Scie chimiche, vaccini, microchip per il controllo mentale, 5G, nuovo ordine mondiale, massoneria, finanza controllata, bioterrorismo, rettiliani... era tutto vero.

Got it?

E dopo i commenti, non può mancare la classifica, davvero sofferta. Ci ho messo un po' prima di focalizzare, perché come ho scritto sopra, i racconti mi sono piaciuti davvero tutti!

1 - Agorafobia
2 - Un parcheggio sicuro
3 - L'ultima cena
4 - Ora che le storie non parlano più

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decimo.tagliapietra
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Re: Gruppo Pestilenza

Messaggio#4 » giovedì 25 giugno 2020, 8:32

Questa è la mia prima volta in minuti contati e devo ammettere che è stata una bella esperienza. E' scontato l'enorme beneficio che uno scrittore trae dallo scambio di opinioni, di vedute e commenti in questa sede. Ma è il divertimento che fa da padrone. Grande piattaforma e complimenti agli orgnizzatori.


Agorafobia, di Dario17

Ciao Dario, ho letto con piacere il tuo racconto. L’idea è buona e meriterebbe uno sviluppo più ampio. Unici dettagli che ti consiglio di approfondire riguardano:

- i dialoghi, sono verosimili ma in alcuni tratti appaiono forzati, si evince la tua necessità a dover spiegare gli antefatti attraverso le parole dei protagonisti

- terminologia: alcuni termini stridono e rallentano il fluire della storia (es. “elucubrare”, “epifania, etc.)



Ora che le storie non parlano più, di Alberto Tivoli

Ciao Alberto, ho apprezzato il tuo racconto e l’idea. La storia scorre fluida ed arriva al petto e alla pancia, niente da dire. Una sola nota, che non ha a che fare con il giudizio: io avrei scritto la storia dal punto di vista della moglie immune, sarebbe stato più interessante approfondire la reazione della donna di fronte al cambiamento graduale e radicale del marito.
Ad ogni modo hai realizzato un ottimo racconto. Complimenti!



Un parcheggio sicuro, di Luca Nesler

Ciao Luca, ti faccio i miei complimenti. Bel racconto, divertente, scivola via che è un piacere. I due protagonisti vivono sulla carta.
Ottimo lavoro.



L’ultima cena, Di Tom

Ciao Tom, bella idea! Come per il racconto di Dario ti faccio solo l’appunto dei dialoghi un po’ forzati, a volte inverosimili. E’ il metodo più corretto per informare il lettore di qualcosa senza rischiare di dover narrare, anziché mostrare, ma a volte si ottiene l’effetto opposto. Capita a tutti, me compreso.
Bel finale.

Classifica:

1) Un parcheggio sicuro
2) Ora che le storie non parlano più
3) L'ultima cena
4) Agorafobia

AlastorMaverick
Messaggi: 6

Re: Gruppo Pestilenza

Messaggio#5 » domenica 28 giugno 2020, 12:49

Divertente il contest, ancora troppo per me che ci metto settimane a sviluppare la trama di un racconto (soprattutto ora che sono saturo di sfighe e pensieri). Mi sono divertito abbastanza da pensare di partecipare in altre occasioni nonostante questa mia disastrosa disfatta! :D

1- Agorafobia
2- L'ultima cena
3- Un parcheggio sicuro
4- Ora che le storie non parlano più.

Agorafobia - di Dario17
Ciao Dario
Il tuo racconto mi è piaciuto molto. Nulla è stato lasciato al caso, si vede che hai pensato bene a ogni risvolto sociale ed economico. Hai anche rovesciato completamente l'attuale situazione pandemica costringendo i personaggi e la loro comunità a stare asserragliati in assembramenti forzati. Bella idea e ottimo sviluppo. Qualche scivolata lieve sulla tecnica soprattutto su alcuni dialoghi che appaiono leggermente forzati ma nulla che impedisca al lettore di godere pienamente di questo racconto dalle mille sfumature. Egregiamente strutturato.

L'ultima cena - di Tom
Ciao Tom
Il racconto è inquietante e credo che tu sia riuscito quasi del tutto nel tuo intento di disturbare il lettore.
Dico "quasi" perché devo farti due appunti. Il primo sta nella parte iniziale. Avresti potuto giustificare ogni cosa col collasso della società e la caduta delle religioni in favore della vera scienza senza nemmeno specificare troppo come ci si è arrivati. Di per sé questo fatto storico anche solo accennato implica una sorta di apocalisse anche se non ne spiega il tipo. Hai poi inserito molti dettagli durante il racconto che è stato ottimamente congegnato nella parte centrale. Perciò secondo me la prima parte è quasi del tutto superflua.
Passiamo alla seconda nota. Il finale. Perfetto in termini di concetto. Hai però sciolto la tensione con la spiegazione finale sulle carni e sul tipo "allevamento". Sei stato chiarissimo su quello che volevi esprimere, ma la scena in sé è stata poco incisiva. Io mi sono immaginato una sorta di Alberto Angela vestito da prelato che spiega ad un tizio seduto che barcolla cosa sta succedendo.
Io, sentendomi come la vittima del racconto, avrei capito che qualcosa in me non andava e avrei per esempio cercato di combattere il sonno, magari cercando con le ultime forze rimaste di aggrapparmi al tavolino per poi cadere privo di sensi dopo essermi tirato dietro qualcosa, tipo il bicchiere o i piatti sporchi. Insomma, avrei voluto mi mostrassi qualcosa in più. Comunque sia ottimo racconto.

Un parcheggio sicuro - di Luca Nesler
Ciao Luca!
Mi sono divertito a leggerti.
Penso che alcuni comportamenti dei personaggi, sia principali che secondari, non si adattino perfettamente alla situazione. Tuttavia devo ammettere che mi hai dato l'impressione di voler evidenziare proprio questo genere di azioni e che quindi non si tratti di un errore di valutazione ma proprio di un effetto voluto per rendere ironica e irriverente tutta la storia. In base a questo ragionamento penso che tu abbia fatto un ottimo lavoro e che sia riuscito nel tuo intento. Intrattenermi e farmi sorridere. Quindi ottimo lavoro.

Ora che le storie non parlano più - di Alberto Tivoli
Ciao Alberto.
Ho trovato il tuo racconto originale e ben strutturato. Come ti hanno già detto gli altri partecipanti sarebbe stato interessante conoscere il punto di vista della moglie in modo più dettagliato ma siamo tutti consapevoli del limite di battute. Mi è piaciuto molto, tuttavia in alcuni punti mi sono un attimo perso e ho dovuto rileggere per capire chi stesse facendo o pensando cosa. Per il resto è abbastanza scorrevole e ben pensato. Bravo.

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Spartaco
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Re: Gruppo Pestilenza

Messaggio#6 » lunedì 29 giugno 2020, 23:50

Classifica finale:

1) Agorafobia di Dario17 con 7 Punti
2) Un parcheggio sicuro, di Luca Nesler con 8 Punti
3) L'ultima cena, di El_Tom con 12 Punti
4) ORA CHE LE STORIE NON PARLANO PIÙ di Alberto Tivoli con 13 Punti


Accede alla finale Agorafobia di Dario17

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